




un faldone e una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone e chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l?ordine si puo perdere, modificare, ristabilire. a una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale?-?e, in metafora, della storia collettiva e dell?esistenza individuale?-?e ispirata la costruzione del faldone, l?opera che si vuole unica di vincenzo ostuni, "apertissima" e indecidibile (ne raccolta poetica ne poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un?opera per principio interminabile. chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. nel faldone si discute di linguaggio e paternita, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilita storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi?-?montale, sanguineti, pagliarani su tutti?-?ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, ostuni presenta al lettore un?opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale?-?dalle piu tradizionali alle piu sperimentali?-?sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo "macrogenere" alle incertezze e agli slanci del futuro.

Mircea C?rt?rescu racconta un'epopea che pulsa dei miti, dei testi sacri e delle leggende che hanno plasmato il nostro mondo. Un’opera totalizzante e torrenziale, che attraverso questa vita di mare, sangue, polvere e fuoco ci interroga su quale sia il prezzo da pagare per compiere il proprio fato.

olivia laing ha quarantadue anni quando diventa proprietaria per la prima volta di un giardino. e` un giardino trascurato da tempo, come sembrano indicare i nodi dei rampicanti che coprono i mattoni rossi, gli alberi da frutto marcescenti e le rose dai colori sbiaditi. fino a quel momento, la sua aspirazione botanica si era manifestata solo in un sogno ricorrente: una porta che conduce verso un luogo sconosciuto, in cui lei, priva di peso, si ritrova ad abitare un territorio nuovo, ricco di potenzialita`. nella realta`, il lavoro di cura di questo spazio recintato nel suffolk assume i contorni di un cambiamento. e` lei stessa a raccontare questi anni di rinascita e di scoperta - in cui sperimenta la consolazione e la soddisfazione del giardinaggio, ma anche la fatica di ricostruire un tempo immortale, distrutto dalla promessa tradita di adamo ed eva nel paradiso terrestre. muovendosi tra giardini reali e immaginari, dai versi di milton alle elegie di john clare, da un rifugio di guerra in val d`orcia alla fertile visione di un eden totale di william morris, olivia laing scopre che tra le aiuole di narcisi e il rosmarino esistono avamposti ribelli e si nascondono i sogni comuni di tutta l`umanita`. "il giardino contro il tempo" e` un libro sui paradisi perduti e su quelli riconquistati, su cio` che abbiamo fatto e possiamo ancora fare per il nostro mondo: un`opera che trabocca di vita, di polline, di canti di uccelli e di curiosi semi selvatici.

dal buio del big bang ai colori dell`arcobaleno, dalle radiazioni invisibili che abitano il cosmo fino ai buchi neri: questa storia della luce e` un viaggio nello spazio e nel tempo lungo il cammino che la luce ha fatto dalla sua prima apparizione nell`universo fino a illuminare questo libro. giulia fabriani ci conduce fotone dopo fotone in un percorso fatto di onde e raggi x, comete ed eclissi, accompagnata dagli scienziati e dalle scienziate che hanno studiato la natura della luce, e dalle loro intuizioni e scoperte: come quella della cmb, l`ultima eco registrabile del big bang, individuata per caso da arno penzias e robert wilson, che in principio la ritenevano un`interferenza causata da una famiglia di piccioni; o quella delle stelle pulsar fatta dall`astrofisica jocelyn bell, che inizialmente le scambio` per un segnale alieno; o, ancora, le osservazioni offerteci dal telescopio spaziale james webb, capace di catturare cio` che altrimenti ci sarebbe impossibile vedere, come l`infrarosso. un pellegrinaggio scientifico tra curiosita` e questioni di tutti i giorni che sconfina nei territori della storia e della cultura, rivelandoci per esempio che gli antichi egizi facevano coincidere la nascita del mondo con la creazione della luce a opera del dio atum; o che una delle piu` antiche eclissi di cui si ha conoscenza e` stata fissata in versi nell`odissea. con un approccio rigoroso e divulgativo al tempo stesso, giulia fabriani ci invita a contemplare con occhi nuovi l`invisibile energia che rende tutto visibile attorno a noi; e a stupirci ancora una volta di come, grazie a quel chiarore, l`ombra non ci abbia ingoiato.

c`e` una casa rosa in cima a una collina a meta` tra varese e la svizzera, in cui sono nate storie cosi` incredibili da farla sembrare incantata. in quelle stanze, o passeggiando tra i boschi vicini, il suo unico inquilino ha immaginato per oltre quindici anni contro-passati in cui l`austria vince la prima guerra mondiale prendendo alle spalle l`esercito italiano attraverso le alpi, presenti paralleli in cui il papa lascia san pietro per trasferirsi nella periferica zagarolo, un pianeta terra da cui tutta l`umanita` - fatta eccezione per uno - si volatilizza nell`arco di una notte. tra le sue fantasie di romanzi e i continui rifiuti ricevuti dal mondo editoriale, guido morselli ha composto anche decine e decine di racconti: brevi e levigati componimenti, dotati della stessa grazia e bellezza delle acque del lago che guardava dalla finestra. al pari del resto della sua produzione, pero`, questi testi sono rimasti a lungo in un colpevole oblio, rinchiusi tra le pagine dei suoi quaderni o tra quelle di riviste i cui nomi sono ingialliti, condannati a non essere letti e ad alimentare la malinconia del loro autore. "gli ultimi eroi raccoglie" per la prima volta tutti i racconti di guido morselli, narrazioni in cui, come solo nelle sue opere piu` alte, la sua invenzione si libera, dando vita a realta` alternative e a commoventi ritratti umani: da un mussolini che si trasforma per amore in leader democratico all`incontro fra pio xii e uno stalin che vuole sostituirlo con un sosia; dall`ultima grottesca resistenza di un gruppo di soldati nazisti fuggiti da un manicomio a un comico tentativo di far finanziare agli americani l`unita` d`italia. fantasmagorie proiettate sul muro da una lanterna magica, la cui luce ci permette di osservare per una volta, una volta ancora, l`abbacinante talento di un maestro nascosto.

antonio vivaldi e` stato forse il compositore piu` oggetto di equivoci di lettura e deliberati fraintendimenti tra quelli del suo tempo. riscoperto relativamente di recente rispetto a bach o handel, la sua musica ha infatti subito per decenni ricostruzioni estremizzate e approcci superficiali. ancora oggi ci si inganna credendo che sia un autore facile o leggero, e le sue partiture poco piu` di tracce stenografiche da integrare con ornamentazioni, improvvisazioni, effetti speciali e ogni tipo di licenza interpretativa. federico maria sardelli, tra i piu` autorevoli studiosi e interpreti del maestro veneziano, con quest`opera restituisce il giusto valore alle intenzioni di vivaldi. grazie a una ricognizione minuziosa sulle sue istruzioni musicali manoscritte, sardelli mette in luce come le partiture siano, in genere, gia` complete di molte indicazioni utili all`esecuzione. al contrario della vulgata - e sebbene vivaldi non abbia lasciato nessuno scritto sulla sua musica, la sua poetica, il suo modo di comporla o eseguirla - queste carte lo rivelano come il compositore italiano barocco piu` prodigo d`informazioni tecniche e musicali. guidati da sardelli, entriamo per la prima volta in intimo contatto con i suoi manoscritti, scrigni di un`impressionante mole di notizie, cruciali per comprendere il suo modo d`intendere e d`interpretare le sue creazioni. a meta` tra saggio speculativo e manuale pratico, questo libro, che si impone anche per la brillante vena scrittoria, ci permette di avere accesso come mai prima a un universo musicale in cui ogni effetto risulta perfettamente calibrato e ponderato per emozionare l`ascoltatore. prefazione di michele dall`ongaro.


questo libro e` un invito aperto a tutti gli esploratori di prati, giardini e vivai: a chi, sfiorando una corolla o piantando un bulbo, riscopre l`emozione di una giornata primaverile o il ricordo di un profumo lontano. accanto alle illustrazioni di marina lombardi ogni lettore trovera` in queste pagine uno spazio bianco in cui conservare i petali dei fiori che ha raccolto nelle sue passeggiate dopo averne scoperto la storia e la simbologia, le tecniche di coltura e i segreti della natura: una piccola guida al prato infinito che si stende ovunque attorno a noi, per smarrirsi tra i suoi colori e odori come dentro una grande avventura.


per tutta la sua lunga vita, johann sebastian bach espresse le proprie idee in termini puramente musicali. da sempre riluttante all`idea di scrivere riguardo alle proprie vicende e al proprio lavoro, preferiva che fosse la sua arte a parlare di lui e per lui. selezionando con cura i pezzi e disponendoli secondo un preciso ordine all`interno di raccolte progettate nel dettaglio, bach diede vita a un vero e proprio universo, un modello di composizione ancora oggi in continua espansione, a cui guardano, inevitabilmente sedotti, ascoltatori, musicisti, matematici e chiunque non possa fare a meno della musica nella propria esistenza. grazie una ricerca ricca e profonda, "l`universo musicale di bach" fornisce un`analisi innovativa e dettagliata delle sue opere, dal "clavicembalo ben temperato" ai "concerti brandeburghesi", dalla passione secondo matteo all`"arte della fuga" fino alla "messa in si minore", passando attraverso le" partite per violino" e le "suite per violoncello". andando oltre ogni convenzione riguardo epoca, genere e strumento, christoph wolff esplora l`eredita` di bach e ci fornisce la chiave per entrare in contatto con la profondita` e l`ecletticita` del suo genio, e capire il suo approccio alla composizione come frutto non solo di un libero atto creativo, ma anche di un pensiero, il cui rigore tende alla perfezione.

quello che avete davanti non e` un libro come gli altri. e un edificio, composto di ingressi, piani, stanze, cortili e uscite. e una mappa per muoversi al suo interno. e un museo, tra le cui sale viene mostrato un nuovo approccio alla costruzione delle storie. leggerlo significa spostarsi come in una visita guidata, immergersi tra visioni e architetture, racconti e progetti, scoprire un punto di vista inedito da cui guardare alle narrazioni che danno forma e respiro alla nostra vita. il grande museo vivente dell`immaginazione esplora i legami inattesi tra letteratura e architettura, fantasia e costruzione. a partire dall`osservazione di forme e strutture del passato - dalle capanne di paglia al partenone, dalle case in pietra al guggenheim di new york -, matteo pericoli ci conduce tra le opere di italo calvino e annie ernaux, beppe fenoglio e william faulkner, elena ferrante e jun`ichir? tanizaki per analizzarle come se fossero anch`esse edifici dotati di soffitto e scantinato, fondamenta e finestre, tetti e rampe di scale: le notti bianche dopotutto non potrebbe essere un grattacielo inclinato? e l`amica geniale due palazzi che si sostengono e respingono a vicenda? grazie all`esperienza fatta in scuole di scrittura e universita` con il suo laboratorio di architettura letteraria, pericoli ci invita a ripensare il nostro ruolo di autori e lettori, ad abitare la scrittura in senso proprio, a permettere alla nostra immaginazione di strutturarsi, crescere e arricchirsi. perche` le storie non sono strade da percorrere: sono case in cui si puo` entrare, sostare, curiosare e da cui si esce sempre cambiati.

perche` abbiamo paura di parlare d`amore? "tutto sull`amore" di bell hooks nasce da questa domanda che spesso genera imbarazzo, reticenza, e persino rabbia. nonostante l`amore sia il sentimento piu` spontaneo e universale, che segna l`esistenza di ogni essere umano, parlarne, confessarlo a qualcuno, provare a raccontare come si agita dentro di noi ci terrorizza e ci disorienta: l`angoscia che le nostre parole non siano comprese, i nostri desideri corrisposti o i nostri sogni realizzati, genera un insensato odio per l`amore che tutti finiamo per vivere. questo condiziona negativamente il modo che abbiamo di amare, lo contagia di insicurezza e di dolore, guasta la sua capacita` di cambiarci e di restituirci speranza, ma soprattutto di migliorare il mondo attorno a noi. perche` l`amore, prima di essere la fantasia fiabesca che anima canzoni, libri e film, e` innanzitutto una forza: una forza spirituale, che incide sulle nostre coscienze, ma anche una forza politica, che orienta le decisioni sempre secondo sentimenti di incontro e di costruzione, e mai di dissoluzione e distruzione. per scongiurare quell`odio contro l`amore e` fondamentale imparare ad avere cura di se`, scrive bell hooks, e riappropriarsi dell`amore come spazio in cui ciascun individuo si sente libero di parlare e di ascoltare senza timore cio` che lo agita dentro. amare, allora, non sara` piu` sinonimo di soffrire, ma di edificare, progettare, immaginare il domani.

e difficile immaginare che sia stata proprio la sua prolificita` a relegare per lungo tempo gaetano donizetti, negli ultimi trent`anni riscoperto come uno dei protagonisti della cultura romantica europea, in un cono d`ombra. eppure, se da un lato le piu` di settanta opere teatrali e le centinaia tra composizioni da camera e brani liturgici gli garantirono notevole fortuna in vita, dall`altro apparvero agli occhi dei critici e dei colleghi contemporanei espressione di superficialita` e trascuratezza. la sperimentazione di un`ampia varieta` di generi, dal comico al patetico-avventuroso, da quelli italiani a quelli francesi, costo` a

rossini aveva 37 anni e 39 opere alle spalle quando si ritiro` dalle scene teatrali dopo avervi esercitato un`egemonia incontrastata. eclettico, altalenante tra comico e tragico, e proli co sperimentatore di generi, raggiunse e impose uno stile sovraregionale, nella fedelta` a un ideale di bellezza ineffabile che la sua musica sempre insegui`: una musica che diede voce ai suoi personaggi esprimendo, con una scrittura vocale e strumentale esaltante, il loro destino, la speranza che li anima, l`allegrezza che li circonda, la felicita` che li attende, l`abisso in cui stanno per cadere. questa musica,

tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, anche gli uomini. e questa la verita` essenziale che anima "la volonta` di cambiare", il libro a cui bell hooks ha affidato le sue riflessioni sulla mascolinita` tossica, sull`inclinazione maschile alla violenza e all`assenza di emozioni, ma soprattutto sulla rivoluzione affettiva necessaria per immaginare una societa` nuova, in cui nessuno debba piu` avere paura del proprio universo sentimentale. cresciuti in una societa` patriarcale, in cui resta fondamentale gestire e preservare il mito della forza, gli uomini hanno imparato a fabbricare meccanismi di difesa per resistere alla pressione emotiva che viene esercitata sulle loro coscienze. sono spinti a indossare maschere sempre piu` convincenti per evitare di esprimere cio` che sentono davvero e rivelare cosi` la loro incapacita` di gestire relazioni profonde e aperte. sono maschere di rabbia e violenza, con cui compiono i delitti che colpiscono migliaia di vittime ogni giorno. ma con una disposizione positiva al cambiamento, una rivoluzione delle coscienze non e` piu` un`irraggiungibile utopia, diventa anzi un`indispensabile visione per abitare un futuro diverso: l`unico in cui tutti avranno il coraggio di amare e di essere amati.

agosto 1969. nei giorni in cui i prati di woodstock vengono ripuliti dai rifiuti lasciati da mezzo milione di giovani accorsi a seguire un festival gia` leggendario, miles davis porta in studio un`orchestra come non si era mai sentita: tre fiati, chitarra, due bassi, tre tastiere elettriche, quattro set di percussioni. con qualche appunto schizzato su carta e dopo una sola serata di prove, in tre mattine si registra il materiale di "bitches brew": un disco che cambiera` la storia della musica, influenzando intere generazioni di musicisti e di ascoltatori.

vincenzo bellini, una figura complessa, sfuggente. visse solo trentaquattro anni, ma nella sua breve esistenza compose opere destinate a lasciare un segno nella storia della musica e del teatro. i biografi ne descrissero la vita come un susseguirsi di trionfi e disillusioni, abbellendola di particolari sentimentali e romanzeschi e dipingendolo come un genio dall`aspetto angelico, tanto ispirato quanto poco padrone della tecnica musicale; altri enfatizzarono al contrario il lato meno affabile del suo carattere - l`insofferenza riservata ai colleghi, il cinismo nel rapporto con le donne -, finendo per diffonderne un`immagine assai lontana dalla realta` storica. fabrizio della seta racconta oggi la vita di bellini sfrondandola di ogni elemento mitologico e conduce il lettore a conoscere la figura reale del musicista e del drammaturgo, dalla prima formazione ricevuta in famiglia a catania al perfezionamento degli studi nel conservatorio di napoli, dal saggio scolastico di esordio ai primi successi milanesi fino alla consacrazione internazionale dei capolavori: la sonnambula, norma e i puritani. mettendo a frutto la documentazione raccolta in centocinquant`anni di studi e aprendosi alle prospettive critiche piu` aggiornate, questo libro - il primo a esaminare approfonditamente l`intera produzione di bellini - ci porta a fare esperienza diretta del mondo in cui visse e dei suoi rapporti con librettisti, cantanti e impresari, delle sue idee artistiche e dell`ossessiva ricerca della perfezione, testimoniata dalle correzioni e dai ritocchi disseminati nei libretti e nelle partiture. "bellini" ci rivela le molte sfaccettature di un protagonista della cultura dell`ottocento: un compositore dotato di una straordinaria facolta` di immaginare melodie memorabili, sempre al servizio di una visione drammatica perseguita con ferrea coerenza. un`occasione per scoprire o approfondire la personalita` e le opere di un musicista animato dal sacro fuoco del teatro.

un sicario prezzolato e un buffone di corte, vittima di una maledizione, avanzano nella notte, confabulando attorno a un omicidio e a una vendetta che si ritorcera` contro chi l`ha voluta. una principessa tenuta in schiavitu` sceglie di morire sepolta viva pur di non abbandonare il suo amato, condannato a morte da un potere feroce. una cortigiana incontra l`amore, si sacrifica rinunciandovi e muore di tisi, trasfigurandosi in un angelo. vicende, personaggi e luoghi resi immortali dalla musica di un compositore che, ancora bambino, vide un fulmine colpire la chiesa del prete contro cui aveva imprecato per un torto subito e che, anche per quell`episodio, pose il tema della forza del destino al centro del suo teatro. il suo nome era giuseppe verdi. paolo gallarati ci conduce alla scoperta della vita e delle opere di verdi, intrecciando per la prima volta l`una con le altre, indissolubilmente. la sua e` una narrazione assieme biografica e storica, che segue l`evoluzione del compositore da giovane talento a grande maestro, alternandola a letture attente e avvincenti di ogni sua opera, atto per atto, scena per scena. da nabucco a macbeth, da rigoletto alla traviata fino ad aida e agli ultimi lavori di ispirazione shakespeariana, gallarati ricostruisce il percorso profondamente innovativo di un genio che, nel rifiuto di ogni convenzione, nella ricerca stilistica e teatrale ha sempre seguito unicamente la propria ispirazione. verdi e` un libro dalla doppia anima, scritto per chi vuole avvicinarsi all`opera di uno dei piu` grandi musicisti di tutti i tempi come per chi sente il bisogno di approfondire la propria conoscenza insieme a un musicologo quale gallarati. un volume dalle cui pagine emerge luminosa la grandezza di un personaggio unico, ispirato, nell`arte e nella quotidianita`, da un lucido realismo.

in un grazioso bed and breakfast un`affabile signora ospita un gruppo di informatici che si confronta sui problemi etici della tecnologia. gli ospiti si fidano della padrona di casa e della sua sapienza nel preparare tisane new age, senza sospettare che lei frughi tra i loro file, le loro vite e i loro progetti. il testo di laura curino - con il contributo del meta, network del politecnico di milano che si occupa di etica e scienza - si offre come luogo di riflessione collettiva che coinvolge, oltre ai pensieri, anche i sensi e le emozioni. e al big data b&b ci sono ancora camere libere. prefazione roberta carpani.

in un`esclusiva clinica neuropsichiatrica di los angeles maria wyeth, attrice fallita, ripensa alla sua vita, frammentata in episodi che appaiono ormai distanti e freddi come gli astri nella volta celeste. dal deserto del nevada alle colline di hollywood, da modella a protagonista in film minori: la sua parabola e` quella di una stella che non ha mai davvero brillato. dopo anni di scelte sbagliate e di ferite emotive, maria ha smesso di provare qualsiasi sentimento e lascia che la vita le passi accanto. anestetizza il dolore guidando per ore senza meta sulle autostrade della california, navigando nel traffico come nelle acque di un immenso fiume. nonostante tutto, continua a voler giocare la sua partita, forse motivata dall`unica scintilla d`amore che riserva per kate, la figlia malata che vede di rado. joan didion seziona con la sua penna affilata la fauna umana che orbita intorno a hollywood, che sfodera sorrisi e false promesse in infiniti cocktail-party, che teme il fallimento come una malattia infettiva, pronta a tutto pur di riempire il vuoto che la assedia. romanzo dalla lingua essenziale e spietata, "prendila cosi`" fotografa gli aspetti piu` vacui e autodistruttivi della societa` americana, raccontando quanto sia doloroso vivere e quanto piu` facile semplicemente esistere.

sono passati sette anni da quando joan didion e john gregory dunne festeggiavano il matrimonio della figlia quintana roo. joan didion siede alla scrivania, sfoglia vecchi album e rivive quel giorno, i gelsomini del madagascar nei capelli della figlia, il fiore di frangipani tatuato sulla spalla. affiorano istantanee degli anni passati con quintana in california: malibu`, la scuola di holmby hills, le stagioni

il cielo e` grigio, milano e` immersa nella nebbia. si sente lo sferragliare dei tram, il fischio dei treni in partenza e il brulichio di una moltitudine che va a passo spedito: la citta` e` densa e preme. ogni giorno la periferia si svuota e ogni giorno uno sciame di persone si muove verso il centro fremente di attivita`. fra loro c`e` carla dondi,

dentro una strana casa a forma di barca uno scrittore fallito consuma la vita creando pianeti nella propria testa, annotando sogni e incubi su un diario folle, vagando con la mente per una bucarest allucinata, pulsatile, ectoplasmatica. divenuto professore di romeno in una scuola di periferia, lavoro che detesta e ripudia, in quel tetro edificio conosce figure che diventano per lui punti di riferimento: un matematico che lo inizia ai segreti piu` reconditi della sua materia, gli adepti di una setta mistica che organizza manifestazioni contro la morte nei cimiteri della citta` e infine irina, la donna di cui si innamora. in un delirio abbacinante di immagini assurde, lo scrittore tenta disperatamente di sfuggire alla tirannia dei nostri cinque sensi e di accedere a un`altra dimensione dell`esistenza. "solenoide" e` il capolavoro di mircea ca?rta?rescu, l`opera monumentale che ingloba e fagocita tutte le precedenti, restituendoci la totalita` del suo pensiero e l`eccezionalita` della sua scrittura, la quale ricorda kafka, borges, pynchon, bola?o. c`e` qui l`impronta di un visionario, un profeta che ci svela in tutta la sua evidenza la

affascinante ossimoro artistico dell`ottocento, la vita e la musica di claude debussy sono sinonimo di anticonvenzionalita` e innovazione. dietro gli occhi penetranti e la fronte pronunciata, il genio cercava soluzioni fantasiose, dagli esercizi suonati con trasporto alle stravaganze armoniche che portavano all`esasperazione i docenti del conservatorio di parigi. lo stile che, secondo loro, sarebbe dovuto essere sur, correct, e`le`gant et colore` tra le sue mani diventava eccentrica finezza, scarto inatteso e atto di cesura di un secolo. profondo conoscitore delle partiture di debussy e grande lettore della sua corrispondenza, enzo restagno scrive una biografia del compositore dal ritmo andante e romanzesco, che ci parla di genitori, amici e amori, di riconoscimenti e incomprensioni, di difficolta` economiche e avidita` di conoscenza. ma soprattutto di quegli incredibili grappoli di note che furono le opere di debussy, della sua capacita` di ascoltare

camminiamo in un cimitero: i fiori incoronano una lapide, la tomba di una persona cara. ci muoviamo sull`erba schiacciata dai piedi dei tanti che, come noi, procedono disorientati tra le tombe. ripensiamo a cio` che e` stato e, all`ombra di un faggio rosso, udiamo ancora una volta le nostre risate e i nostri pianti di bambini, la ninnananna sommessa di una madre che culla un figlio, il canto di un uccello che trafigge il silenzio di un padre, il nostro. "ararat" e` un commovente ritratto di famiglia, turbato, sullo sfondo, dalla presenza gelida della morte. il lutto, dice louise gluck, e` una ferita aperta, pulsa, brucia; ma aspetta: il tempo trascolora, le ore sfioriscono. i giorni diventano mesi, i mesi anni: allora riviviamo l`ultimo saluto, il tremore di una mano, i sorrisi che non nascondono le lacrime, e capiamo che la sofferenza e` compagna inevitabile della compassione, dell`amore. e nella dolcezza del dolore diventiamo inequivocabilmente umani.

un mattino, al risveglio da sogni inquieti, un uomo di nome giuso si trova trascinato da un tutore in una scuola, in mezzo ad altri adulti che si comportano da bambini. qui dovra` rimparare a comportarsi come un infante, visto che nel mondo dei grandi ha fallito. inizia cosi` una regressione infantile durante la quale giuso scopre che ritornare bambini significa liberarsi da ogni responsabilita` e pensiero. "ferdydurke" e` una feroce satira sociale, una caustica rappresentazione di una societa` che infantilizza l`essere umano, rendendolo stupido e inerme. ma e` anche uno sberleffo ai canoni letterari e al mondo intellettuale e artistico, bigotto e conformista: insieme a giuso, e` infatti l`autore stesso a tornare all`ingenuita`, al disprezzo delle consuetudini e a creare, come un bambino, le regole del proprio gioco.

e di nuovo inverno, e` di nuovo freddo. il lago averno, dove gli antichi credevano si trovasse la porta dell`aldila`, e` scuro come il cielo sopra le nostre teste. ad aguzzare gli occhi, riusciamo appena a distinguere la migrazione notturna di uno stormo di uccelli. all`alba, le colline brillano di fuoco, ma non e` piu` il sole di agosto: i nostri corpi non sono stati salvati, non sono sicuri. in averno, louise gluck canta la solitudine e il terrore per l`ignoto, lo splendore della notte e l`amore, il desiderio: perche`, sembra dirci, anche quando tutto e` muto e spento, capita a volte di sentire musica da una finestra aperta, in una mattina di neve, e allora il mondo ci richiama a se`, e la sua bellezza e` un invito. premio nobel per la letteratura 2020.

durante un soggiorno a monte carlo insieme alla signora cui fa da dama di compagnia, una giovane donna, appena ventenne, conosce il ricco e affascinante vedovo maxim de winter. l`uomo inizia a corteggiarla e, dopo due sole settimane, le chiede di sposarlo; lei, innamoratissima, accetta con entusiasmo e lo segue nella sua grande tenuta di famiglia a manderlay. sembra l`inizio di una storia da favola, ma i sogni e le aspettative della giovane si scontrano subito con la fredda accoglienza della servitu`, in particolare della sinistra governante. eppure non si tratta solo di questo: c`e` qualcosa, in quel luogo, che giorno dopo giorno rende l`ambiente sempre piu` opprimente; c`e` una presenza che pervade ogni stanza della magione e che si stringe attorno ai passi dell`attuale inquilina come una morsa silenziosa. e rebecca, la defunta signora de winter, piu` viva che mai nella memoria di tutti quelli che l`hanno conosciuta e modello inarrivabile per la giovane, che invece si muove impacciata e confusa nella sua nuova esistenza altolocata e mondana. un fantasma ingombrante che si trasformera` in una vera e propria ossessione per la protagonista, costretta a immergersi nelle ombre del proprio matrimonio e spinta sempre piu` ai confini della follia, fino a dubitare della propria stessa identita`. fonte di ispirazione dell`omonimo film di alfred hitchcock con laurence olivier e joan fontaine, "rebecca la prima moglie" e` l`opera piu` famosa e amata di daphne du maurier: un thriller psicologico ricco di suspense e mistero, colpi di scena e ribaltamenti inaspettati, passioni e segreti. un romanzo sulla gelosia e sulla memoria, che conduce il lettore tra le pieghe dell`animo umano, la` dove si nascondono gli spettri nati dal dolore piu` atroce e dalle paure piu` inconfessabili.

da due anni, ormai, robert schumann vive nell`isolamento della clinica psichiatrica di endenich, non vede piu` l`amata moglie clara e solo le rare visite concesse dai medici al giovane amico johannes brahms allietano pomeriggi tutti identici, trascorsi a compilare elenchi sugli atlanti geografici e affrontare i demoni che insidiano la sua mente malata. a ossessionarlo e` un concerto per violino, che ha composto poco prima del ricovero. che fine ha fatto? perche` non viene pubblicato? perche` joseph joachim, a cui e` dedicato, non lo suona? gli amici lo rassicurano con qualche promessa, con qualche mezza verita`. ma sono solo bugie pietose: non vogliono rovinare la reputazione del compositore con un`opera che non giudicano all`altezza, espressione di una mente gia` inabissata nella follia. e questa la dolorosa verita`? hanno ragione tutti coloro che, improvvisamente, a partire dal 1850, calano una scure d`indifferenza sulle opere del

cristallizzato nell`immagine del genio irriverente preso solo dalla sua arte, folle e sregolato nel suo inconsapevole talento, wolfgang amadeus mozart e` rimasto intrappolato per secoli nel mito del puer aetemus. tuttavia mozart non era svagato o ingenuo. d`indole brillante e multiforme, era perfettamente immerso nel suo tempo: sensibile ai fermenti che ispiravano gli ultimi fulgori del secolo dei lumi, aveva una biblioteca ricchissima con testi all`avanguardia e frequentava le personalita` piu` illustri dell`epoca; era in sintonia con i princi`pi riformatori dell`assolutismo illuminato dell`imperatore giuseppe ii e manteneva intensi rapporti con le logge massoniche viennesi e tedesche, nutrendosi dei loro ideali di tolleranza etica, religiosa e politica, di uguaglianza fra i sessi e fra le classi, arrivando persino a progettare di fondare una societa` segreta ispirata agli stessi valori. soprattutto, mozart diede voce a questo afflato con lo strumento che meglio padroneggiava, la musica, attraverso capolavori come le nozze di figaro, don giovanni, cosi` fan tutte e la clemenza di tito. le nozze di figaro, in particolare - con la sua trama di una coppia di servi e una moglie che si oppongono a un padrone e marito dispotico e bugiardo -, grazie all`analisi di lidia bramani si rivela testimonianza massima della cultura europea di fine settecento, vero e proprio manifesto illuminista, nonche` critica serrata e implacabile alle forze piu` ottuse e conservatrici della societa`, di allora come di oggi. leggere le nozze di figaro di lidia bramani significa immergersi nella biografia di una delle menti piu` straordinarie della storia, e poter fruire con nuova consapevolezza di quelle opere con cui mozart sognava di cambiare il mondo - quelle opere con cui mozart il mondo l`ha cambiato.


john coltrane siede sullo sgabello di un pianoforte a coda e aspira il fumo di una pipa bianca. e il 10 dicembre 1964, e lo studio del tecnico del suono rudy van gelder, a englewood cliffs, nel new jersey, e` immerso in un`atmosfera religiosamente soffusa, silenziosa, anestetica. le volute prodotte da coltrane si addensano in un`aria adamantina: quella stanza e` il tempio in cui e` appena accaduto qualcosa di prodigioso, e il sacerdote giace esausto nell`angolo, prende fiato e medita. nei timpani risuonano ancora gli accordi di mccoy tyner, i colpi sulla cassa di elvin jones, le linee di basso di jimmy garrison. gli assoli di trane che fino a poche ore prima avvolgevano gli altri in un gorgo vorticoso e sfrenato. fu quella, la notte: l`america nera esplodeva nell`america bianca. john coltrane esplodeva nell`america e dava vita e fiato all`album che cambio` per sempre il modo di fare jazz: `a love supreme`. etereo e sovversivo, realizzato nell`arco di una sola, trascinante session, `a love supreme` e` il testamento di un`intera epoca, della quale coltrane ha saputo interpretare tutte le tonalita` emotive e sonore: la poliritmia africana propulsiva e catartica, i tempi dilatati del jazz modale, la litania meditabonda del folk orientale, le vampe del free jazz, il calore intimo del blues e la redenzione orgasmica del gospel. il risultato e` un magma incandescente e liturgico, in chiave minore, vertiginosamente preciso, sincronizzato, ma sempre sull`orlo dell`improvvisazione, dell`ignoto. e il jazz spirituale di coltrane, il suo grido assoluto, una preghiera purissima di amore supremo verso dio che ha stravolto con la musica le regole e i sentimenti delle generazioni successive, caricandoli di un`inaudita religiosita`. il saggiatore torna a pubblicare la grande storia di `a love supreme` raccontata da ashley kahn, arricchita da un testo inedito - scritto appositamente per questa edizione - e accompagnata dagli schizzi di coltrane con i primi abbozzi del suo capolavoro.





"le montagne della follia" di howard phillips lovecraft racconta il catastrofico esito di una spedizione nelle profondita` inesplorate del continente antartico. farnsworth wright rifiuto` di pubblicare l`opera su "weird tales" perche`, a detta dell`editore, troppo lunga. l`orrore, per stereotipo, necessita di poche molecole di azoto, di respiri corti, mutili, di un sentimento di morte improvvisa accompagnato da brevi, fulminanti agonie: chi potrebbe sopportare uno spavento protratto oltremisura nel tempo? e invece tra le montagne della follia l`eco della paura si centuplica di grotta in grotta, e la resistenza dei personaggi e del lettore e` spinta al limite della sopportazione. il saggiatore ripropone questo classico in una traduzione finalmente completa, che rifugge la tentazione di ricondurre a una mal compresa


campi di segale sotto il sole abbacinante dell`arkansas. le mani strappano i frutti dalla terra, la terra prude e si mangia le mani. i braccianti arrancano nel meriggio insieme ai cavalli e il sogno americano e` un abbaglio nell`afa, una zacchera di fango sulla schiena, un canto di nostalgia e speranza spezzato dalle spighe del grano. clara e` la figlia di due contadini e trascorre l`adolescenza a correre tra gli odori aspri ed erbosi delle piantagioni, e a rubacchiare oggetti insignificanti nei negozi per divertimento e noia. vagheggia un futuro di emancipazione, ricchezza e amori idilliaci; fantastica di evadere dalla promiscua violenza del suo mondo provinciale gettandosi con abbandono in ogni avventura: prima con lowry, fascinoso e ribelle apolide che la strappa alla famiglia e l`abbandona subito dopo averla ingravidata; poi con revere, facoltoso uomo gia` sposato che clara seduce in cambio di una promessa di stabilita` economica; infine con suo figlio swan - l`ennesima speranza di riscatto, l`estrema illusione di una riscossa impossibile -, destinato pero` a diventare un uomo violento e autodistruttivo e a far naufragare anche gli ultimi sogni della madre. primo capitolo dell`epopea americana di joyce carol oates, "il giardino delle delizie" racconta l`america proletaria degli anni cinquanta e sessanta, l`america white trash, avida di scalate sociali e rivincite, cianotica per i pugni incassati dai bastardi nelle bettole e dalla vita. manescamente sordida, fumeggiante e sognatrice. attraverso gli occhi di una ragazza fragile e bellissima, straziata dai desideri e dai demoni sociali ereditati, oates tesse una storia di abusi e violenze, un ritratto realistico di quella impetuosa fiumana americana che travolge e annega i suoi figli, attirandoli ai margini dell`esistenza, senza possibilita` di ritorno, nel miraggio di un paradiso terrestre, un giardino delle delizie che si rivela, alla fine, una terra desolata.


new york, 2 marzo 1959. lo studio della columbia records si fa tempio. alle 14.30 e` fissata una sessione di registrazioni, o forse un appuntamento con la storia. miles davis e il suo leggendario sestetto - john coltrane, bill evans, cannonball adderley, jimmy cobb, paul chambers e wynton kelly - stanno per registrare un album dalla potenza mistica: "kind of blue". su quei nastri magnetici non resteranno mere tracce di suoni ma alchimia di pura eleganza, malinconicamente sensuale, note dal potere afrodisiaco... e tutto intorno a voi si ferma. vent`anni fa, ashley kahn si e` guadagnato il privilegio di poter accedere ai nastri originali delle due sessioni che diedero alla luce "kind of blue", e di sentire le battute che si scambiarono i musicisti in quelle ore di genio feroce; i dubbi e le discussioni che segnarono la ricerca di una nuova strada, dal bepop al jazz modale. per ricostruire nella loro completezza quei due giorni, kahn ha incontrato testimoni e protagonisti, ha ascoltato la voce di bill evans, john coltrane e degli altri, ha interrogato le fotografie, gli appunti presi nella furia creatrice, gli spartiti annotati a penna, e qualsiasi frammento sia stato possibile preservare. in questo libro, che di quelle ricerche e` il frutto, kahn spalanca le porte del celeberrimo studio sulla trentesima strada a manhattan permettendoci di rivivere la genesi di "kind of blue", il distillato immortale della new york degli anni cinquanta, con i suoi locali, i suoi riti, la sua vita notturna, il suo profumo di whisky e sigaretta. il saggiatore riporta in libreria questa cronaca vibrante, documentario di un`epoca: un classico della letteratura musicale, la storia di un disco diventato emblema di una rivoluzione nella musica afroamericana, la migliore risposta che si possa dare a chi chiede cosa sia il jazz.

"what happened, miss simone?" e` la storia di una bambina nera del sud che insegui` un talento prodigioso e divenne nina simone; di nina simone imprevedibile e tormentata, che attraverso` il proprio tempo e divenne la sacerdotessa del soul; del soul che rincorse le sue dita sul piano, tra le fughe di bach e il cuore del blues; e` la vita e la leggenda di una donna che marcio` con luther king e malcolmx, che canto` orgoglio e segregazione, che fece piangere e ballare. e la storia di una voce profonda e oscura, di una voce brutale e sincera che parlava d`amore e scagliava accuse, di una donna incapace di chiedere scusa, del suo disturbo mentale, di occhi severi e solitudine; della meraviglia di "sinnerman", della rabbia di "mississippi goddam". alan light scrive la biografia piu` completa dedicata a nina simone: dall`esordio a dieci anni - in cui si rifiuto` di suonare finche` i suoi genitori non poterono sedersi con i bianchi - ai trionfi della carnegie hall, dal sogno di diventare una grande pianista classica alla consacrazione pop con il successo planetario di "my baby just cares for me". nato come arricchimento dell`omonimo documentario candidato all`oscar, con documenti nuovi e inediti, "what happened, miss simone?" insegue, tra le cadute e i trionfi, il fantasma di una regina del jazz che visse con la stessa ruvida autenticita` il suo tempo, la sua razza e il suo sesso, amo` molti uomini, fu picchiata dal marito e oppresse sua figlia.

1839, la dolce estate francese. fre`de`ric chopin raggiunge george sand a nohant: per sette estati tornera` nella grande casa circondata da parchi e boschi, e li` comporra` le sue opere piu` alte, piu` toccanti, come la berceuse e la barcarola. e una stagione, questa, luminosa e torbida, malinconica ed eccitante, percorsa da fitti intrecci familiari, intimi e mondani. ha inizio con l`incontro parigino tra la scrittrice e il compositore, prosegue con il loro sfortunato soggiorno a maiorca - dove chopin, ammalato, sperimentera` una visionarieta` senza precedenti -, per arrivare ai pomeriggi e alle sere a nohant, soli o circondati da un "piccolo mondo" di artisti con i quali conversare a lungo di musica e pittura, almeno fino a quando l`urgenza del comporre non costringe chopin a chiudersi nella sua stanza e li` improvvisare, scrivere, cancellare e riscrivere. ripercorrendo ognuno di questi passaggi, la narrazione di piero de martini, conoscitore quanto mai della vita e dell`opera di chopin, torna incessantemente a un interrogativo finora poco indagato: quanto la relazione con george sand e la vita a nohant influirono sulla sua arte?

con "il secondo sesso", simone de beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l`altro dall`uomo, senza avere a sua volta il diritto ne` l`opportunita` di costruirsi come altra. con veemenza da polemista di razza, simone de beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme inde`pendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche liberta` di costume, ma che attraverso il lavoro, l`indipendenza economica e la possibilita` di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla storia - riuscira` a chiudere l`eterno ciclo del vassallaggio e della subalternita` al sesso maschile. l`avvenire, allora, sara` aperto. con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell`argomentazione attraverso un`originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, simone de beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l`alienazione sessuale, economica e politica. provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarieta` collettiva. prefazione di julia kristeva. postfazione di liliana rampello.

scritta negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale ma apparsa postuma nel 1954, "la crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale" e` un`opera decisiva nella storia del pensiero occidentale, nata da un`urgenza profonda di edmund husserl: recuperare il senso piu` autentico della filosofia, in opposizione al rigido obiettivismo delle scienze di meri fatti, astratte dai soggetti, le quali, nelle sue parole, non possono che creare "meri uomini di fatto". testo imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla fenomenologia, "la crisi delle scienze europee" e` anche la testimonianza piu` lucida e profetica del pensiero di husserl: negli anni trenta, il filosofo scriveva che "noi uomini del presente siamo di fronte al grave pericolo di soccombere nel diluvio scettico", e quel pericolo e` oggi ancora piu` tangibile.

"ho cercato la mia strada molto a lungo. in etnologia sono un completo autodidatta. una prima rivelazione l`ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d`evasione, desiderio di viaggiare." queste parole di claude le`vi-strauss riassumono il senso di "tristi tropici", resoconto delle spedizioni compiute dall`autore nel mato grosso e nella foresta amazzonica. quando le`vi-strauss, nel 1934, arrivo` a sa`o paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all`universita`, il suo interesse per l`antropologia era ancora una passione non concretizzata. una volta giunto in brasile, la curiosita` per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche "sul campo". entro` cosi` in contatto con le tribu` autoctone, pote` conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. di ritorno da quel lungo viaggio, le`vi-strauss lascio` calare il silenzio su quell`esperienza: non una parola che ricordasse le difficolta`, i rischi che gli incontri con civilta` indigene gli avevano procurato. quindici anni piu` tardi, decise di raccontare cio` che aveva visto e vissuto. e nel 1955 usci` questo saggio, che cambio` per sempre i destini dell`antropologia ma che e` soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell`avventura quotidiana del ricercatore.

punto piu` alto della ricerca filologica e storica di ka`roly kere`nyi sulla genesi e le forme della mitologia, "gli de`i e gli eroi della grecia" narra le vicende degli de`i, dalle origini del mondo alle complesse genealogie dell`olimpo, e quelle degli eroi, figure "quasi storiche" e leggendarie, esseri umani che si incontrano e scontrano con la divinita`. in un continuo rimando alle fonti originali greche, l`ascesa al potere di zeus contro il padre crono, gli amori di afrodite e le lotte di ares, la ribellione di prometeo, le fatiche di eracle e il dramma di edipo prendono vita in una materia narrativa in continua evoluzione. l`autore, tra i piu` cari amici di carl gustav jung - a legarli fu anche una lunga e fruttuosa collaborazione -, racconta gli antichi miti in una forma astratta dal tempo storico, e in cui le intenzioni e i significati dei testi mitologici sono letti in chiave archetipica, offrendo uno strumento di decodifica per la nascita della civilta`. il saggiatore porta in libreria un classico della storia delle religioni e degli studi sull`antichita`. riproposto in un unico volume, come nella prima edizione italiana del 1963, "gli de`i e gli eroi della grecia" e` un testo indipendente e di per se` strumento di conoscenza: kere`nyi esula dai limiti della narrazione storica per offrire al lettore un apparato mitologico organico...

per claudio sessa raccontare "le eta` del jazz" e` una vera e propria missione. "improvviso singolare" amplia l`esplorazione iniziata con "le eta` del jazz. i contemporanei", la prima approfondita ricognizione della sfaccettata scena dei nostri giorni. ora sessa ci accompagna tra le stagioni, i protagonisti, i capolavori e le innovazioni di un intero secolo di jazz. per sua natura inclusiva e pluridimensionale, questa musica tende a sfuggire a ogni classificazione. ma la forza e l`originalita` del jazz risiedono proprio nella sua capacita` di trasformazione e di sintesi: individualismo e ricerca collettiva, tradizioni e sperimentazioni, spontaneita` e dimensione industriale convivono in un`arte sempre alle soglie del paradosso. per questa duttilita` il jazz rappresenta forse la metafora artistica piu` precisa e sofisticata della societa` in cui oggi siamo immersi: fondendo il pensiero musicale africano e quello europeo in terra americana, e` diventato un linguaggio universale e ha modificato l`immaginario sonoro di tutto il pianeta. in questo libro sessa rievoca i tanti sviluppi che il jazz ha vissuto nella sua storia - dallo stile new orleans all`impetuosa scena newyorkese, dallo swing al bebop, dal cool al free, fino alle avanguardie piu` recenti - aggiungendo alla ricostruzione storica e all`interpretazione critica la guida all`ascolto di quasi duecento brani emblematici di questo percorso. prefazione di franco d`andrea.

abbiamo scelto noi le specie vegetali che coltiviamo e lasciamo proliferare nel mondo o in realta` e` accaduto il contrario? siamo intervenuti sulla natura o siamo stati in qualche modo "addomesticati"? seguendo la storia naturale, politica, sociale ed economica del nostro pianeta, michael pollan indaga la strategia evolutiva messa in atto da quattro specie vegetali che da millenni dominano sul nostro pianeta: il melo, il tulipano, la cannabis e la patata. piante che si sono adattate alle esigenze dell`uomo per guadagnarsi la sopravvivenza e la diffusione dei geni. osservato per la prima volta come soggetto agente, scopriamo come l`ambiente naturale abbia trascorso gli ultimi diecimila anni a escogitare il modo migliore per nutrirci, guarirci e vestirci, inebriarci o deliziarci.

se l`uomo e` fatto della stessa sostanza dei sogni, che cosa succede quando i robot cominciano a sognare? succede che robot inquieti, troppo umani, lottano e fuggono, amano e si ribellano; e tentano di evadere dalla cattivita` meccanica imposta loro da padroni in carne e ossa e governata dalle tre leggi della robotica. le leggi incorporate nei loro circuiti impongono ai robot di non nuocere all`uomo, di obbedire agli ordini, di badare alla propria sopravvivenza solo se, cosi` facendo, non mettono a rischio un essere umano. eppure, elvex - l`androide che sogna i suoi simili ridotti in schiavitu`, costretti a scavare nelle profondita` della terra, a muoversi tra le fiamme e le radiazioni delle fabbriche - sogna anche un mondo diverso, in cui esiste solo la terza legge: "un robot deve proteggere la propria esistenza", senza clausole restrittive. automi orgogliosi del proprio intelletto, enigmatici cervelli positronici: nei racconti che compongono "sogni di robot", scritti fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, la solida impalcatura rappresentata dalle tre leggi inizia a incrinarsi. accade allora che un robot impari a mentire, che un`automatomobile si innamori dell`uomo che si e` sempre preso cura di lei, e che a un onnipotente, mastodontico supercomputer gli umani arrivino a demandare le decisioni piu` importanti della res publica.

nella loro vita non breve schonberg e stravinsky si incontrarono una sola volta, nel 1912, alla krolloper di berlino: fu uno scambio cordiale e pieno di stima, perche` da una parte c`era "petruska" e dall`altra il "pierrot lunaire", che qualche giorno dopo igor avrebbe ascoltato alla choralion saal. passarono gli anni e i due divennero, sia pure con caratteristiche diverse, celebrita`, ma non si incontrarono mai piu`. si sfiorarono spesso, si intravidero da lontano, ma i contatti si ridussero a qualche dichiarazione un po` maliziosa, amplificata dai giornali e trasformata in opposizione radicale da seguaci ed esegeti. oggi la storia di questi due geniali musicisti, che in fondo si sono sempre apprezzati, merita di essere raccontata in maniera piu` oggettiva. le loro vicende si svolsero prima a vienna, san pietroburgo, berlino, parigi, poi a new york, los angeles, nel mondo intero. su questi scenari antichi e moderni risuonano, come voci di un coro, le testimonianze di richard strauss, busoni, hofmannsthal, kandinskij, zweig, rilke, werfel, thomas mann, rimskij-korsakov, diaghilev, debussy, picasso, gide, vale`ry, auden... musica, pittura, architettura, poesia e meditazioni religiose si propagano fra queste pagine come echi profondi degli scenari dell`esilio, dell`impatto con nuove realta` sociali, delle persecuzioni razziali, della guerra.

1939: il mondo e` sull`orlo del baratro e l`unione sovietica e` impreparata ad affrontare la futura offensiva del terzo reich. l`asso nella manica di stalin e` il nuovo carro armato t-34, soprannominato dai collaudatori "la bara rossa". ma il progetto di quest`arma rivoluzionaria e` ancora incompleto. quando il suo creatore, il colonnello nagorski, muore in un misterioso incidente, stalin si rivolge all`investigatore piu` fidato, pekkala, detto l`occhio di smeraldo. mentre i tecnici russi lottano contro il tempo per completare il t-34, l`occhio di smeraldo deve scoprire i piani degli assassini di nagorski, prima che si scateni il conflitto con la germania.

questo libro, riduzione in volume unico del classico studio in quattro tomi che david brown ha dedicato a cajkovskij, racconta la vita di uno dei piu` amati compositori dell`ottocento ed e` anche una guida all`ascolto della sua opera, dai famosissimi balletti fino alle composizioni meno conosciute. ricco di spunti biografici che attingono allo sterminato corpus epistolare del compositore e di consigli all`ascolto frutto di studi decennali, e` uno strumento fondamentale per chiunque voglia conoscere cajkovskij. l`infanzia a san pietroburgo, il rapporto con i fratelli, la depressione che lo accompagno` per tutta la vita, gli anni dell`affermazione a mosca... la vita di cajkovskij viene disegnata accanto alle sue creazioni: opere come evgenij onegin e la dama di picche, balletti come ii lago dei cigni e lo schiaccianoci, fantasie sinfoniche come francesca da rimini e poi il suo lascito testamentario, la sesta sinfonia, la patetica. david brown offre utili strumenti di comprensione e ascolto critico: valutazioni alle singole composizioni, consigli mirati e punti di vista che permettono di costruire percorsi personali all`interno del vasto catalogo cajkovskiano.

mississippi, 1937. ida mae gladney raccoglie cotone nei campi per pochi spiccioli, insofferente alla fatica e alle regole della segregazione. florida, 1945. george starling vuole andare al college ma finisce negli agrumeti, dove si fa un nome come sindacalista dei braccianti. louisiana, 1953. robert foster, figlio della buona borghesia nera, e` un medico entusiasta e stimato, ma il colore della sua pelle non e` alleato della carriera. un giorno, chi con un biglietto ferroviario in mano, chi a bordo di una pontiac, prendono la strada che li porta lontano dal loro mondo. in fuga come da una maledizione o da un`epidemia, altri sei milioni di neri lasciano il sud per il nord degli stati uniti, dopo gli anni venti del secolo scorso. isabel wilkerson, ispirata dai ricordi familiari, per quindici anni ha attraversato il paese, raccolto documenti inediti e realizzato centinaia di interviste agli emigrati o ai loro discendenti. un grande racconto collettivo, appassionato e crudo, che e` gia` un classico. al calore di soli lontani ritrae l`america con i suoi miti e le sue icone: i motel, las vegas, il blues, martin luther king, la zuppa campbell e hollywood, gli hobos e la frontiera. e il desiderio di partire per cambiare il proprio destino. ida mae diventa una donna indipendente in una citta` di cemento e acciaio, attivista per obama nella corsa al seggio senatoriale; robert corona il suo sogno divenendo medico di fiducia di ray charles; george passa la vita ad aiutare le famiglie di colore sui treni della migrazione.

pekkala un tempo era conosciuto come l`occhio di smeraldo: il piu` famoso detective di tutta la russia, il braccio destro dello zar, l`uomo a cui l`ultimo dei romanov aveva affidato la sicurezza della sua famiglia e di tutto il paese. ora, dopo la rivoluzione, e` solo il prigioniero 4745-p nel campo di lavoro della siberia, dove e` riuscito a sopravvivere per nove anni, e per il resto del mondo e` un uomo morto e sepolto. ma una possibilita` di salvezza si presenta quando e` stalin stesso a convocarlo per chiedere il suo aiuto per risolvere un mistero che dura dal 1918. lo zar e la sua famiglia non sono stati fucilati dai rivoluzionari come afferma la propaganda del partito: qualcuno li ha liberati o eliminati all`insaputa dei bolscevichi. la missione di pekkala e` scoprire che cosa sia successo davvero ai romanov e trovare il loro tesoro scomparso. il suo premio e` la liberta` per se` e la donna che ama. il prezzo del fallimento e` la morte. ambientato nella russia brutale e paranoica del periodo stalinista, "l`occhio dello zar" e` il primo romanzo della serie che seguira` le avventure di pekkala fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.

come la voce racconta il mondo circostante: questo e` il tema del libro. voce come richiamo che attraversa lo spazio e accompagna la caccia dei pigmei, che porta dal "qui", il centro del villaggio, luogo di riconoscimento di una comunita`, al "la`", spazio ignoto, lontano, dove si muovono le prede. voce del vento, come nella cultura mongola, che trasfigura l`orografia dei luoghi in un paesaggio simbolico scosso dalla metamorfosi della materia, dove l`acqua puo` trasformarsi in pietra e il canto in diplofonia. voce di morte e di godimento, quella delle sirene, che allevia e smarrisce, seduce e uccide il viaggiatore. suono che accarezza, quello dell`auleta, o voce che scortica, come nel mito di marsia. la voce e lo spazio: voci disperse nel mondo e voci racchiuse, che proteggono luoghi e corpi, come accade nella cultura eschimese, dove abbraccio e polifonia narrano la nascita del tempo. il rapporto che stringe la voce allo spazio si esprime in una serie di immagini che raccontano il modo in cui ogni cultura, attraverso il suono, s`appropria del mondo. ogni forma di vita elabora la propria visione della materia vocale, della sostanza fonetica con cui narra la propria storia, creando tecniche di emissione del suono dove si annida un`interpretazione simbolica della natura. gli oggetti si trasformano in suono, la loro presenza si espande nello spazio. nel testo codici qr-code per visualizzare sul cellulare contenuti inediti.

pincipe delle tenebre, angelo diabolico del jazz, instancabile, rabbioso miles. artista lontano dai compromessi, cerco` di rivoluzionare la musica seguendo un proprio demone che pretendeva di ascoltare solo se stesso. sono trascorsi quasi vent`anni dalla sua morte, ma miles davis continua a essere l`incarnazione del jazz moderno, inteso come forma musicale misteriosa, esotica e lontana da qualsiasi definizione. senza scadere nell`agiografia, attraverso quattordici punti cardine delle sue incisioni discografiche richard cook scandisce i momenti della ricerca di miles, della sua rincorsa a una musica ogni volta diversa, passando dal bebop al modale al jazz-rock. l`autore alza il sipario sulle session del trombettista svelando l`alchimia che veniva a crearsi in sala d`incisione e sul palco, gli scontri e le amicizie che portavano alla scelta dei musicisti e alla composizione dei brani. da birth of the cool a miles davis & quincy jones live at montreux, passando attraverso successi come kind of blue e nefertiti, in ciascun capitolo cook focalizza l`attenzione sulla realizzazione di un singolo disco e, tra registrazioni live e in studio, ci fa scoprire l`abilita` con cui il musicista cambiava approccio a seconda che stesse suonando in un locale notturno oppure dovesse affrontare un paziente lavoro in sala d`incisione. miles, definito il picasso del jazz per la capacita` di dare vita a molteplici espressioni artistiche, non aveva pero` in comune con il pittore la gioia di vivere.

nessun`area di new york ha subito nel tempo trasformazioni tanto radicali quanto la costa, conseguenza dei processi naturali e dell`intervento dell`uomo. come catturarne dunque nel modo piu` efficace possibile il multiforme e mutevole carattere? grazie a un sapiente mix di storia, folclore, politica, cultura e avventura on the road, phillip lopate guida il lettore in un`appassionata e illuminante escursione attraverso manhattan, descrivendo infrastrutture, spazi pubblici e punti di interesse incontrati durante il suo cammino, risalendo alla loro origine e al loro sviluppo nel corso degli anni. dissotterrando strati di storia e leggenda, lopate porta alla luce gli aspetti economici, ecologici e politici che hanno profondamente influenzato lo sviluppo del tessuto urbano della citta`, dalla costruzione del ponte di brooklyn fino agli ultimi edifici sorti in riva al mare.

in questo numero di "aut aut" articoli di stefano bartezzaghi, anna bondioli, davide zoletto, pier aldo rovatti, giuseppe bianco, johan huizinga, emile benveniste, maurice blanchot, roger caillois, massimiliano roveretto, hans-jorg rheinberger.

anni settanta: il tredicenne anatoly schneidermann lascia la moldavia per emigrare in israele, dove cambia stile di vita, lingua e generalita`. anatoly diventa tal e schneidermann diventa shani. tutto per essere un vero israeliano. vent`anni dopo, tal - ormai trasformatosi nel tipico trentenne in carriera della societa` bene israeliana - fa ritorno nell`ex urss per parlare ai candidati all`emigrazione verso israele. tal parte per promuovere la sua nuova patria e finisce per ritrovare quella vecchia, la sua citta` natale, i propri ricordi e quel tredicenne che, bollato come "giudeo", sedeva in un minuscolo appartamento convinto che i tedeschi sarebbero arrivati da un momento all`altro per portarlo via, proprio come avevano fatto con suo nonno.

definito dalla critica "il piu` divertente libro di cinema che sia mai stato scritto", questo lunghissimo dialogo tra i due grandi registi si svolge in un`appassionante interrogazione sull`arte cinematografica, sul suo linguaggio, la sua strategia, le leggi che presiedono al montaggio, al taglio delle inquadrature, al succedersi delle sequenze, alla tecnica narrativa. un discorso in apparenza semplice, interamente affidato alla consapevolezza artigianale del "fare", tra le cui righe si staglia la precisa coscienza, in entrambi, di possedere strumenti speciali, di potere collocare il proprio lavoro al di fuori dell`"impero del verosimile", in territori governati da altre leggi, dove intere generazioni di spettatori e cineasti li hanno seguiti imparando ad amare il cinema.

dalle suggestive testimonianze degli esploratori europei del seicento in africa alla tradizione orale dei clan tribali. l`evoluzione della musica nera degli schiavi nelle colonie nordamericane tra la guerra d`indipendenza e quella di secessione: gli inni e i salmi nelle congregazioni religiose, le canzoni dei soldati e quelle contro la schiavitu`, la musica urbana del primo ottocento e i canti di lavoro nelle piantagioni che diedero origine agli spiritual; l`esplosione del ragtime e delle commedie musicali dopo la grande guerra, le prime registrazioni discografiche, la nascita del blues e del jazz, l`intensa vita musicale di harlem, la rivoluzione del bebop, ma anche cantanti, strumentisti e compositori che si sono cimentati con l`opera e la musica classica. e infine le influenze sul rock`n`roll, la storia della mitica motown, il rhythm & blues e il pop. ogni capitolo e` preceduto da una cronologia degli eventi storici piu` importanti.

dotato di una ricca formazione culturale e affascinato dalla musica polifonica rinascimentale, per tutta la vita l`autore ha esplorato nuove forme tecniche ed espressive (approdando anche all`elettronica) in cerca del veicolo idoneo a suscitare una riflessione sul tema della guerra, dello sfruttamento, della tirannide. di nono rimangono memorabili i concerti degli anni sessanta eseguiti nelle fabbriche e nei circoli studenteschi. viaggio` e lavoro` molto all`estero: in germania, francia, unione sovietica, spagna, cuba e america latina. nel 1967 fu arrestato ed espulso dal peru` per ragioni politiche. gli scritti eterogenei di questo volume ne rispecchiano la riflessione artistica e la sensibilita` ai problemi sociali.

nei giorni successivi alla vittoria elettorale dell`aprile 2006, erano gia` evidenti le priorita` che il nuovo governo avrebbe dovuto affrontare con la massima urgenza per dare una svolta alla politica italiana. erano necessarie riforme concrete da attuare subito, intervenendo con decisione in tema di liberalizzazione economica. le cose, secondo gli autori, sono andate diversamente: le misure varate dal ministro bersani nel gennaio 2007 costituiscono solo un piccolo passo avanti, ma non sono sufficienti. e necessario intervenire con efficacia in settori-chiave come energia, trasporti e finanza. l`ala riformista del governo italiano, che fa capo a prodi, ha di fronte due strade: una e` "sopravvivere" liberalizzando parzialmente solo alcuni settori, rischiando cosi` di perdere le prossime elezioni, l`altra e` procedere sulla via delle riforme, cosa che le darebbe buone possibilita` di ripetere il successo elettorale.

in questa guida i compositori si succedono in ordine alfabetico e, nell`ambito di ogni autore, le opere sono disposte in ordine cronologico. di ogni opera sono enunciati il titolo in italiano, seguito da eventuale titolo originale in lingua straniera, librettista, luogo e data della prima esecuzione e personaggi. di ogni incisione, elencata seguendo l`ordine cronologico per anno d`esecuzione, vengono riportati data di registrazione, cantanti, coro, orchestra, direttore, regista per i video, casa discografica, numero dei cd e giudizio sintetico espresso in stelle. ogni giudizio e` poi motivato da una recensione critica, nella quale giudici esamina sia l`esecuzione in se` che gli aspetti tecnici della registrazione. completa il volume un indice dei nomi e delle opere. l`opera e` aggiornata al 2006.

due amici, insieme dai tempi della scuola. il primo e` figlio di un magnate della juta schierato con i militari al potere, che non accetta la sua vocazione artistica. il secondo invece e` di origini umili: rimasto orfano in giovane eta`, frequenta spesso l`opulenta dimora di una famiglia. poco a poco, la ricca tessitura della trama fa emergere nuovi personaggi, lasciando intravedere, tra frammenti di lettere, leggende familiari e ricordi, verita` taciute e legami tra le due famiglie dei protagonisti molto piu` complessi di quanto non appaiano a un primo sguardo. sullo sfondo la foresta amazzonica sconvolta dalla modernizzazione e la citta` di manaus, fatiscente, vitale e ricca di contrasti.

belfast, 1979. sean e` appena stato trasferito nel carcere di long kesh, dove si unira` ad altri prigionieri politici nella storica "protesta dei lenzuoli". sua madre kathleen e` molto orgogliosa di lui. john invece e` un soldato dell`esercito inglese ormai in congedo. protestante "ateo", dopo vent`anni di servizio s`innamora di una donna cattolica e va a vivere con lei. trova lavoro come secondino a long kesh, ma e` del tutto impreparato alla corruzione e alla brutalita` che vi regnano. kathleen si dividera` tra la vita familiare (altri tre figli e un marito alcolista) e il sostegno al primogenito in carcere, mentre john dovra` fare i conti con l`apparizione di un figlio diciottenne che non sapeva di avere. nel corso della trama, kathleen e john si incontrano e, parallelamente, dovranno affrontare situazioni dolorose e difficili: lei smettera` di condividere i duri metodi di lotta dell`ira in seguito alla scoperta che i suoi capi hanno deciso di lasciare morire dietro le sbarre i giovani che partecipano a uno sciopero della fame; quanto a john, si impegnera` ad abbattere il muro d`odio dei prigionieri.

l`autrice intende smontare il castello di bugie che le multinazionali farmaceutiche producono per occultare la realta` della terza industria piu` remunerativa del mondo. con la legge bayh-dole, che consente a universita` e piccole aziende di brevettare il frutto di ricerche finanziate con i soldi dei contribuenti, quando un brevetto scade viene immessa sul mercato un`imitazione del farmaco spacciandola per novita`. in questo modo i prezzi dei farmaci rimangono alti, ma non per sostenere la ricerca quanto invece per investire in marketing e organizzare lussuosi congressi medici.

il 26 aprile 1937, sessanta aerei militari tedeschi e italiani aggredirono una tranquilla cittadina basca in un giorno di mercato. fu il primo bombardamento a tappeto della storia: una strage di innocenti che suscito` l`indignazione di tutto il mondo civile. in esilio a parigi e inorridito dall`episodio, in soli due mesi pablo picasso dipinse una tela enorme che esprime con immediatezza la drammaticita` del momento: figure umane urlanti, animali straziati, edifici disintegrati. tutto in un`ascetica assenza di colore che sembra riproporre il bianco e nero delle fotografie dei giornali. il quadro fu presentato al pubblico quello stesso anno nel padiglione spagnolo all`esposizione internazionale di parigi.

il discorso con cui john f. kennedy inauguro` la propria presidenza e` considerato uno dei momenti memorabili della politica americana e mondiale del novecento. proprio quando gli stati uniti temevano una nuova guerra e dovevano fronteggiare gravi problemi interni, parole come "non chiedete al paese cio` che puo` fare per voi, ma chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese" aprirono un nuovo corso storico e ispirarono un`intera generazione, infondendo nei cittadini speranza e ottimismo. il libro e` il resoconto dei giorni che precedettero il discorso d`insediamento alla casa bianca e degli sforzi del neoeletto presidente per trovare le parole giuste che esprimessero le sue grandi ambizioni.

uno scritto polemico sulla riforma moratti, colpevole, secondo l`autore, di aver diminuito i fondi per la ricerca, aumentato il precariato e gettato la didattica nel caos, senza mai pestare i piedi alle baronie dell`universita` piu` gerontocratica dell`occidente. un libro che, oltre ad avanzare proposte alternative, intende lanciare una discussione ampia e articolata e non soltanto interna al mondo universitario.



considerato da alcuni un fenomeno da baraccone, da altri un genio del marketing e della narrativa, busi resta in fondo una figura misconosciuta e pochi sanno che la sua produzione letteraria ammonta a oltre una trentina di titoli. in questa monografia, marco cavalli classifica, descrive e analizza uno a uno i romanzi, i libri di viaggio, i manuali per una perfetta umanita`, la sceneggiatura, il testo teatrale e tutti i restanti titoli di un corpus letterario vario e originale. marco cavalli (1968) e` critico letterario, traduttore e consulente editoriale.

una vita inquieta, che sta per raggiungere il traguardo degli ottantanni. la vita di un uomo posseduto dalla musica, da sempre. hans werner henze con ironia e passione racconta il suo percorso artistico ed esistenziale, tra momentanei smarrimenti e continue trasformazioni, fratture strazianti e bagliori di serenita`. i dolori e l`insofferenza nella casa paterna, in westfalia. le ferite del nazismo, gli orrori della guerra. lo studio della composizione musicale. e poi la creativita` che prende il volo, partitura dopo partitura. in bilico fra sperimentalismo e tradizione, henze sceglie di seguire un personalissimo concetto di bellezza. con la sua musica non riconducibile alle etichette e alle scuole ottiene in vita un successo anomalo per un compositore, che suscita diffidenza. sempre pronto a varcare i confini, in politica come nel privato, henze sogna un comunismo a misura d`uomo, ma vede l`utopia soccombere alla realta`. canti di viaggio sono le sue memorie, anche perche` racconto della ricerca infaticabile di una patria: il rapporto ambivalente con la germania, la scoperta folgorante - nel 1951 - dell`italia e degli italiani, l`esperienza sulla scena musicale inglese, i due lunghi soggiorni a cuba negli anni sessanta.

nel 1956 dominique e aliette lapierre approfittano di un momento in cui le relazioni diplomatiche tra francia e urss sono particolarmente buone e ottengono il permesso di viaggiare in terra sovietica in qualita` di reporter per "paris match". affiancati da una coppia di giornalisti di un quotidiano della gioventu` comunista, hanno l`opportunita` di muoversi in assoluta liberta` tra mosca, kiev, yalta, fino ad arrivare in georgia lungo la "strada del sud". intervistano i contadini dei kolchoz e le commesse dei grandi magazzini moscoviti, visitano luoghi storici o di culto, entrano nelle case di una popolazione straordinariamente ospitale e incontrano zingari e misteriose tribu` "che neppure la rivoluzione ha osato toccare".

tra il gennaio 1946 e il luglio dello stesso anno, il dottor leon goldensohn fu incaricato di accertare la salute mentale di oltre venti capi militari e politici nazisti, piu` o meno noti, accusati di genocidio e crimini di guerra e contro l`umanita`. in qualita` di medico e psichiatra, goldensohn si recava quotidianamente nel carcere di norimberga per visitare e rivolgere domande di varia natura ai prigionieri. leitmotiv nei loro discorsi: l`obbedienza cieca agli ordini, la dichiarata inconsapevolezza di quanto accadeva nei campi di sterminio, i modi affabili e cortesi. molti degli intervistati furono condannati a morte per impiccagione. ogni serie di colloqui e` preceduta da una scheda biografica e da alcune informazioni di carattere storico.