
"ripercorrere la storia delle donne nell`antichita` greca e romana non e` semplice curiosita` erudita. i radicali mutamenti intervenuti nelle condizioni della vita femminile, il riconoscimento della piena capacita` delle donne di essere titolari di diritti soggettivi e di esercitarli, la conquista della parita` formale con gli uomini non hanno ancora interamente cancellato il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria, di cui solo la storia puo` aiutare a comprendere le matrici e individuare le cause. osservare la vita e seguire le vicende di organizzazioni sociali come quella greca e quella romana aiuta a svelare, se non il momento nel quale nacque la divisione dei ruoli sociali, il momento nel quale questa divisione venne codificata e teorizzata: e comincio` quindi a essere vista, invece che come un fatto culturale, come la conseguenza di una differenza biologica, automaticamente tradotta in inferiorita` delle donne" (dall`introduzione).

oggi che sulla terra incombono la minaccia del cambiamento climatico, nuovi disastri ambientali e il rischio di estinzione per molte specie, si presta sempre maggiore attenzione alla questione del vivere in modo sostenibile. eppure, anche chi e` sinceramente preoccupato e dimostra zelo nella giusta direzione ha difficolta` a individuare una motivazione personale che induca a uno stile di vita ispirato ai valori "verdi". quali sono i fondamenti etici dietro le nostre scelte? dove trovare la determinazione emotiva e spirituale per affrontare le molte sfide davanti a noi? a quali fonti attingere una saggezza "verde"? in questo libro stephanie kaza descrive quella che e` secondo lei "la via dell`agire verde". partendo da alcuni semplici spunti di riflessione del pensiero buddhista - quell`etica del nuovo millennio" di cui parla il dalai lama, fondata su compassione, moderazione e accettazione della responsabilita` universale per il benessere della terra - suggerisce come si possa agire nel concreto ed efficacemente con spirito ambientalista. al lettore, buddhista o meno che sia, si offre la possibilita` di meditare sull`impatto che la vita di ognuno di noi ha sull`ambiente cosi` da impegnarsi in iniziative pratiche in difesa della natura, non come obbligo civile astratto bensi` facendo del vivere verde un percorso personale basato su un`autentica consapevolezza etica.

"verso la fine del 1924, sulla vetta dove nietzsche aveva avuto l`intuizione dell`eterno ritorno, lo scrittore russo andrei belyj fu colto da una crisi nervosa nel constatare l`inarrestabile avanzata della lava del supercosciente. quello stesso giorno e alla stessa ora, a non molta distanza da li`, il musicista edgar vare`se cadeva improvvisamente da cavallo mentre, per scimmiottare apollinaire, fingeva di accingersi ad andare in guerra. a me sembra che quelle due scene siano state i pilastri su cui fu edificata la storia della letteratura portatile. una storia europea, alle origini, e leggera quanto la valigia-scrittoio con la quale paul morand percorreva su treni di lusso la luminosa europa notturna: scrittoio mobile che ispiro` a marcel duchamp la sua boite-en-valise, senza dubbio il tentativo piu` geniale di esaltare il portatile in arte. la cassetta-valigia di duchamp, che conteneva riproduzioni in miniatura di tutte le sue opere, si trasformo` rapidamente nell`emblema della letteratura portatile e nel simbolo in cui si riconobbero i primi shandy."

"altman racconta altman" e` la storia di uno dei grandissimi registi americani, il frutto delle sue conversazioni informali con david thompson. altman, nato a kansas city nel 1925 e scomparso nel 2006 a los angeles poco dopo l`oscar alla carriera, e` stato per lo piu` restio a offrire un resoconto completo della propria lunga carriera, ma in questo libro si abbandona piacevolmente a un dialogo che ne ripercorre l`intero percorso artistico. partendo dagli esordi, come factotum in uno studio cinematografico, narra dei primi documentari, dell`esperienza in televisione, dei film fatti come regista e poi come produttore, racconta con entusiasmo della vita sul set che e` il suo vero elemento, di come nascono i film e della genesi delle loro idee da intuizioni improvvise, della sua liberta` dai copioni nelle riprese, dell`importanza per lui dell`indipendenza nella creazione e nella produzione, della passione per il suo mestiere. un mestiere dove contano l`atto del fare e il divertimento, e che lui stesso sintetizza cosi`: "per me girare un film equivale a fare castelli di sabbia". genio ribelle, provocatorio, trasgressivo, ma che ha goduto del rispetto e dell`ammirazione di tutti, ha legato il suo nome a opere inimitabili e indimenticabili, che hanno il sapore della genuinita` artigianale e insieme il tocco dell`arte, come l`esilarante "m.a.s.h.", il corale "nashville", lo sconcertante "quintet", il dissacrante "america oggi", fino agli ultimi "gosford park" e "radio america".

come possiamo trasformare i sentimenti di amore per i nostri figli in comportamenti capaci di esprimere questo amore e di indirizzarli verso uno sviluppo sano? volersi bene, infatti, non significa automaticamente andare d`accordo. spesso atteggiamenti permissivi o, al contrario, autoritari nascondono l`incapacita` di crescere figli autonomi, in grado di realizzare il proprio potenziale, di giocare un ruolo nella vita che sia di amore e di rispetto verso se stessi e verso gli altri. jesper juul, uno dei piu` apprezzati terapeuti familiari del nostro tempo, offre ai genitori e alle coppie consigli utili per trovare la propria via nell`impostare e mantenere le relazioni all`interno della famiglia: non ricette di pronto consumo, tanto rapide quanto inefficaci, ma riflessioni che provocano e interrogano, una solida base per tutti coloro che cercano di definire il proprio ruolo come padri, madri e partner. jesper juul in questo libro spiega come compiere le scelte giuste anche in situazioni difficili e improntare la vita familiare ai propri personali valori.

da anni le donne italiane tacciono. per fortuna non l`autrice de "il corpo delle donne". lei si e` ribellata alla dittatura dei media usando per il suo documentario di denuncia le stesse immagini televisive che quotidianamente offendono la dignita` femminile. "perche` le donne italiane continuano a sopportare una televisione che le umilia profondamente?" chiede lorella zanardo. "perche` le donne hanno silenziosamente introiettato il presunto modello maschile di bellezza e perche` le donne italiane accettano di lavorare piu` di tutte le donne europee?" attraverso i commenti che le lettrici del blog ilcorpodelledonne.com le inviano, lorella zanardo intuisce che il silenzio delle donne e` solo nella sfera pubblica, mentre nell`ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la societa` e la politica non sono in grado di riconoscere. dice lorella zanardo: "se con il documentario mi ero proposta di lavorare sulla consapevolezza delle donne, di stimolarla e se possibile di approfondirla, a partire dai danni provocati dalla tv, il libro contempla anche la proposta di un metodo concreto su come educare i piu` giovani a una visione critica dei media: `nuovi occhi per la tv` diventa cosi` un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente". piu` di un manifesto, piu` della ricostruzione di una stagione di lotta contro l`arroganza televisiva, "il corpo delle donne" e` innanzitutto la storia di una donna che ha finalmente detto basta all`abuso mediatico del corpo femminile.

in questa antologia gli ultimi uomini dell`eta` della pietra descrivono la loro eroica lotta coi primi uomini dell`eta` della macchina, i loro riti e costumi, avventure di caccia e di guerra, e infine i loro patetici sforzi per assimilare le strane usanze dell`invasore bianco. da queste pagine parlano ancora una volta i grandi guerrieri che guidarono i pellirosse delle praterie americane: falco nero, toro seduto, geronimo... gli scritti degli autori indiani qui raccolti hanno un`enorme importanza perche`, fornendoci un`interpretazione dei fatti visti dal punto di vista degli indiani, ci consentono, tra l`altro, di mettere piu` precisamente a fuoco la reale natura del conflitto tra il pellerossa e l`invasore bianco. l`indiano vi spiega perche` abbia tanto aspramente conteso l`avanzata all`uomo bianco e perche` spesso abbia preferito morire piuttosto che cedere i suoi tenitori di caccia. entro i confini degli stati uniti esistevano centinaia di tribu`, ma fu il valoroso indiano delle praterie, con la sua colorata acconciatura di guerra e la lancia piumata, quello che divento` il simbolo del pellerossa, come dimostra anche una copiosa produzione cinematografica: la lunga lotta che sostenne e la dignita` con cui seppe sopportare la sconfitta gli hanno meritato il ruolo principale in questo libro.

cultura e realta` e` la raccolta degli interventi critici di sanguineti non solo letterari ma anche teatrali, musicali, sui nuovi saperi e l`organizzazione degli intellettuali, sulle diverse arti nell`accezione piu` vasta del termine. e un`opera nella quale si vede con chiarezza come la committenza sia rappresentata dalla realta` stessa, capace, attraverso le occasioni di convegni, dibattiti o collaborazioni con altri artisti, fino alla necessita` impellente di trattare alcuni temi richiesti dalla situazione concreta, di dare il ritmo del lavoro intellettuale. in questa maniera, facendoci muovere in una rete dove si incontrano catullo, petronio, dante, petrarca, adorno, gozzi, verdi, baj, celestini, per fare solo alcuni dei nomi possibili, il percorso testuale ci offre una mappa degli interessi privilegiati dell`autore e le sue interpretazioni che pero` diventano la chiave per guardare ai nodi irrisolti o ai temi costitutivi del dibattito delle diverse epoche. questa e` la grande capacita` dell`autore che non si limita alla sua competenza ermeneutica ma si concentra anche sul saper cogliere i punti critici fondamentali delle diverse trasformazioni della tarda modernita` e della globalizzazione.

e ormai noto che la notizia dello sterminio sistematico degli ebrei a opera dei nazisti circolava in europa e negli stati uniti fin dal 1942. eppure ci vollero tre lunghi anni prima che si ponesse fine alla barbarie del genocidio. nel frattempo, nessuna azione militare specificamente finalizzata a sabotare la macchina nazista dell`orrore. nessuna iniziativa diplomatica esplicitamente rivolta a fermare la mano degli aguzzini. anzi, l`accoglienza di rifugiati ebrei in fuga dalla germania fu resa ancor piu` difficile e le porte delle frontiere si chiusero per loro quasi ermeticamente. perche`? theodore hamerow fornisce a questo inquietante interrogativo storico una risposta sgradevole ma molto precisa: l`olocausto non fu fermato prima perche` anche le democrazie occidentali furono percorse al loro interno da una fortissima ondata di antisemitismo, che impedi` ai governi di prendere misure concrete in soccorso degli ebrei. perfino negli stati uniti, si tento` di far passare le notizie sullo sterminio per semplice propaganda e la questione ebraica come un problema locale. frutto di un vastissimo lavoro d`archivio, il libro di hamerow documenta in modo sistematico perche` l`occidente lascio` mano libera alla follia omicida nazista. con una conclusione amara: pur sconfitto, hitler in un certo senso ha vinto perche` e` riuscito a spazzare via gli ebrei dall`europa.

nel i960, il fotografo cubano alberto korda scatto` a ernesto che guevara una foto destinata a diventare la fotografia piu` riprodotta della storia. "la secondo vita del che" e` il racconto della incredibile metamorfosi di questa immagine che da scatto fortuito e` diventata uno dei simboli di ribellione per eccellenza e si e` poi trasformata in un brand stampato sugli oggetti piu` impensabili, dalle t-shirt ai preservativi. casey ne ripercorre la storia, dall`uso consapevole che ne fece fidel castro per promuovere la rivoluzione cubana, al suo imporsi come icona dopo la morte del che, anche grazie a personalita` come jean-paul sartre, giangiacomo feltrinelli e andy warhol che la portarono nel mondo. casey ne segue le tracce in europa, nelle americhe, in asia, tra dissidenti e governi rivoluzionari, idealisti e mercanti, nell`industria del turismo e nella nuova economia dell`informazione, nell`arte e sulle etichette delle bottiglie, mostrando come il processo di costruzione del mito e quello della sua mercificazione si sono intrecciati, fino a creare un simbolo immortale, una bandiera capace di rappresentare un`infinita` di significati, idee, desideri.

l`autrice ripercorre centocinquant`anni di storia della societa` italiana attraverso i galatei. i trattati di buone maniere sono sono testi che dettando regole e divieti, svelano le mentalita`, gli usi prevalenti e i mutamenti del costume. i galatei raccontano molte storie: quella dell`immagine che una collettivita` ha o vorrebbe avere di se`; quella dei criteri di normalita`, correttezza e signorilita`; quella delle elaborazioni dei modelli di comportamento che nascono da processi di contrattazione e di accordo tra i diversi ceti. all`indomani dell`unita` ai manuali di buone maniere fu assegnato il compito di rafforzare l`identita` nazionale, sotto il fascismo furono usati per imporre i modelli della nuova donna e del nuovo uomo fascisti, mentre nel secondo dopoguerra e durante il boom si sforzarono di pacificare i conflitti latenti e di arginare il caos di una modernizzazione che sconvolgeva certezze da lungo tempo acquisite. con il sessantotto, quando pareva che spontaneita` e informalita` valessero piu` delle regole, si ripresentarono le norme di comportamento in veri e propri controgalatei con cui si passa dall`arte di saper vivere ai manuali di sopravvivenza. dagli anni ottanta fino a oggi, in una cultura di massa sempre piu` frammentata e narcisistica, i galatei si trasformano in prontuari di rapida consultazione per apprendere velocemente quanto serve per il successo e la carriera. in piu` di un secolo, la storia dei tentativi di educazione e autoeducazione della borghesia italiana.

la tragedia di novi ligure ci ha insegnato che, per capire i rapporti familiari, non possiamo piu` fermarci alla superficie, al primo impatto. perche` nei rapporti tra padre, madre e figli, il malessere si nasconde per lo piu` dietro il velo piu` o meno fitto della normalita`. per sollevare questo velo, paolo di stefano ha incontrato, nelle loro case, una decina di famiglie italiane, da pordenone a palermo, dalle metropoli alle periferie, cercando di lasciar parlare le rabbie, i desideri, i silenzi dei genitori e dei giovani. affrontando i problemi piu` scottanti: la violenza, la droga, la religione, la scuola, la politica. ne emerge un romanzo antropologico della famiglia italiana all`inizio del nuovo secolo. con una prefazione di adriano sofri.

il fenomeno-berlusconi e` il segnale di un`involuzione politica piu` generale, di una degenerazione della democrazia che coinvolge non solo l`italia, ma tutto il mondo occidentale. mentre alcuni aspetti del fenomeno possono apparire folcloristici, altri non lo sono affatto, e sono anzi l`anticamera di una qualche forma postdemocratica di societa`: ne sono un esempio il governare, secondo il giornalista, esclusivamente per i propri interessi, l`uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni, la furia di produrre a ogni costo leggi nuove che eliminino le tracce del sistema precedente.

l`antica mesopotamia aveva tutte le carte in regola per diventare un paese ricco e moderno: petrolio e acqua in abbondanza. eppure, da ormai vent`anni, l`iraq si trova ad affrontare una serie di tragedie incredibili. prima dell`occupazione del kuwait e dello scoppio della guerra del golfo, iran e iraq avevano combattuto un conflitto terribile durato otto anni. ma saddam hussein e` il solo responsabile di questo stato di cose? come e` riuscito a conquistare il potere? benche` la sua ascesa politica sia da far risalire alla fine degli anni sessanta, infatti, il suo potere e` diventato assoluto solo all`indomani della vittoria sull`iran. come ha potuto mantenere saldo un regime basato su un solo clan? perche` e` diventato "canaglia" per l`occidente?

le relazioni tra fratelli e sorelle sono il risultato di una grande intimita` imposta, non scelta. si puo` addirittura affermare che i rapporti di fratellanza siano una specie di malattia: una malattia d`amore cronica con i suoi istanti di complicita`, di benessere condiviso, ma anche con momenti di crisi, rivalita` e gelosie. tutto ha inizio con l`arrivo del secondo, vissuto dal primogenito come un vero e proprio cataclisma. come accettare di condividere l`amore dei genitori? avvalendosi di numerosi casi clinici, arricchiti da riferimenti alla tradizione mitologica e culturale, il saggio scandaglia l`universo delle relazioni fraterne, spesso agitate, patologiche, mostrando come esse compongano le corde piu` intime della personalita`.

nessuno meglio di giorgio bocca puo` aiutarci a riflettere sulla crisi che sta vivendo oggi la professione di giornalista. in italia (e non solo in italia) la carta stampata appare schiacciata dalle pressioni della politica e dell`economia, incapace di reagire allo strapotere della comunicazione televisiva, non piu` in grado di scandagliare i mutamenti reali della societa`. orfani di grandi battaglie, i giornali perdono copie e non riescono ad attirare un pubblico di lettori piu` giovani. per capire come si sia giunti a questo punto, bocca parte da alcuni snodi fondamentali della sua piu` che sessantennale carriera: le grandi inchieste degli anni sessanta, la fondazione di "repubblica", la sua stessa esperienza televisiva. racconta il lavoro con direttori e compagni di strada. ricostruisce anni di travagliati rapporti con i protagonisti della politica (da craxi fino a bossi e berlusconi). e non risparmia critiche a chi ha portato l`informazione in un vicolo cieco.

thailandia e cambogia, somalia e repubblica democratica del congo, brasile e colombia, pakistan e italia. sono alcune delle aree in cui medici senza frontiere svolge da piu` di trent`anni la sua opera di soccorso rivolta alle popolazioni povere e alle vittime delle catastrofi e delle guerre. nove scrittori italiani (alessandro baricco, stefano benni, gianrico carofiglio, mauro covacich, sandro dazieri, silvia di natale, paolo giordano, antonio pascale, domenico starnone) le hanno visitate e in questo libro raccontano cio` che hanno visto e le loro reazioni di fronte a realta` fatte di violenza urbana, prostituzione, conflitti, diritti calpestati, fame, malattie. sono storie, ritratti, brevi affreschi dipinti a volte con toni accesi, altre volte con tinte lievi o addirittura "leggere", ciascuno specchio di una diversa sensibilita`. in comune, c`e` la capacita` di far rivivere l`impatto con situazioni estreme, impensabili, in cui e` annichilita ogni dimensione umana e di giustizia. situazioni che ci riguardano pero` in maniera diretta. e di cui non dovremmo piu` dimenticare l`esistenza, se non vogliamo diventare tutti un po` complici dei mali che affliggono il nostro tempo.

il "rapporto", curato dalla caritas italiana con l`ausilio scientifico di alcuni esperti della fondazione "e. zancan" di padova, vuole essere un`opera di sensibilizzazione e approfondimento scientifico sulle tematiche del disagio e dell`emarginazione in italia. la ricerca si sofferma in particolare sul disagio sociale delle persone con handicap, delle donne in difficolta`, dei minori in situazioni difficili e delle rispettive famiglie. oltre a fornire dati inediti e aggiornati su ciascuno dei fenomeni indagati, il volume offre alcune proposte di soluzione dei problemi.

la liberta` italiana, nelle repubbliche del tardo medio evo, nel risorgimento e nella lotta antifascista, e` stata opera di uomini e donne religiosi. molti di loro avevano una sincera fede cristiana, spesso lontana o in aperto contrasto con l`insegnamento della chiesa cattolica. altri non credevano in alcuna religione rivelata, ma furono credenti, apostoli e talora martiri di altre religioni, che essi chiamarono "religione del dovere" o "religione della liberta`". gli uni e gli altri furono persone religiose perche` vissero la vita come missione, vale a dire come dedizione a un ideale morale: l`ideale della liberta`, il chierico obiettera` che vera religione e` soltanto quella che afferma, sulla base di una rivelazione, l`esistenza di un dio trascendente. qualche laico protestera` che non c`e` bisogno di chiamare "religione" la devozione a un ideale morale. alla critica del chierico e` facile rispondere che il suo argomento e` arrogante e irrilevante: arrogante perche` pretende di dire a chi ha vissuto per la religione del dovere o per la religione della liberta` che la sua non e` vera religione; irrilevante perche` la sua protesta non cambia il dato storico che ci furono in italia uomini e donne che vissero secondo quelle religioni che egli considera non vere. analoga risposta vale per il laico poco avveduto: e` un fatto storico che ci furono persone che si sentirono religiose perche` vissero con devozione assoluta l`ideale morale della liberta`.

gli scritti del filosofo antifascista eugenio colorni rappresentano il punto di arrivo di un percorso intellettuale assai variegato e complesso. solo parzialmente pubblicati subito dopo la seconda guerra mondiale, essi contribuirono a destare l`interesse della cultura filosofica italiana, ancora condizionata dall`influenza di croce e gentile, per le questioni di metodologia e di filosofia della scienza. nato a milano nel 1909 da famiglia ebraica, allievo di giuseppe antonio borgese e di piero martinetti, colorni si accosta alla filosofia tramite una precoce lettura dell`estetica crociana e, fin da principio, ricerca nel pensiero di leibniz lo stimolo per svincolarsi dall`eredita` del neoidealismo. la svolta metodologica giunge pero` nella seconda meta` degli anni trenta, quando colorni conosce a trieste umberto saba, il "poeta libraio" che "parla il gergo della psicanalisi" e a cui egli attribuisce la guarigione dalla "malattia" della metafisica. colorni accompagno` sempre l`attivita` filosofica, che pure considerava il suo primario interesse, con l`impegno politico antifascista. arrestato come ebreo antifascista nel 1938, venne confinato sull`isola di ventotene. qui strinse amicizia con altiero spinelli ed ernesto rossi, coi quali collaboro` alla stesura del "manifesto di ventatene". fu assassinato a roma, nel 1944, da una squadraccia della banda koch, pochi giorni prima della liberazione della citta`. nel 1946 gli venne conferita la medaglia d`oro al valor militare.

l`autobiografia di gunter grass si apre nel 1939, con lo scoppio della guerra, nella quale risulta immediatamente coinvolta danzica, la citta` natale dello scrittore e il centro nevralgico dell`opera che gli diede la fama, "il tamburo di latta". e proprio con la stesura e la pubblicazione del grande romanzo negli anni cinquanta, il libro si chiude. l`attenzione della stampa internazionale si e` soprattutto concentrata sulle pagine in cui grass confessa di essere stato nelle waffen-ss: presentatosi volontario a quindici anni per servire nei sottomarini, viene, due anni dopo, arruolato in un battaglione delle ss appena costituito. la sua presenza sul fronte orientale dura poche settimane: sopravvive ad alcune operazioni di guerra e finisce prigioniero degli americani. cio` che fa scandalo non e` il suo arruolamento, ma il successivo silenzio e il ruolo di censore intellettuale e morale assunto dall`autore negli ultimi sessant`anni. al centro della seconda parte dell`autobiografia c`e` la germania del dopoguerra, con grass che per un anno e mezzo non sa se i famigliari siano ancora vivi. nonostante tutto, l`autore riesce a descrivere la vita del campo di prigionia americano con pagine esilaranti. ritrovata la famiglia decide di diventare scultore, ma presto iniziano i contatti con il mondo letterario (benn e il gruppo 47) e, come dal nulla, preceduto solo da qualche racconto, pubblica il primo grande romanzo, "il tamburo di latta".

"la nostra scienza e` giunta alla maturita` il giorno in cui l`uomo occidentale ha cominciato a rendersi conto che non avrebbe mai capito se stesso, finche` sulla faccia della terra, una sola razza, o un solo popolo, fosse stato da lui trattato come oggetto. solo allora l`antropologia ha potuto affermarsi per quello che e`: un`impresa, che rinnova ed espia il rinascimento, per estendere l`umanesimo a guisa dell`umanita`. permetterete dunque, che le mie ultime parole siano per quei selvaggi, la cui oscura tenacia ci offre ancora modo di assegnare ai fatti umani le loro vere dimensioni: quegli indiani dei tropici, e i loro simili sparsi per il mondo, che mi hanno insegnato il loro povero sapere in cui consiste, tuttavia, l`essenziale delle conoscenze che voi mi avete incaricato di trasmettere ad altri; e verso i quali ho contratto un debito di cui non mi sentirei liberato nemmeno se, al posto in cui mi avete messo, potessi giustificare la tenerezza che mi ispirano, e la riconoscenza che ho per loro, continuando a mostrarmi quale fui fra loro, e quale, fra voi, vorrei non cessare di essere: loro allievo, e loro testimone."

attraverso la paziente e sempre dolorosa raccolta di interi epistolari e di un gran numero di "ultime lettere" dei caduti sul fronte russo (di qui il titolo del libro), muto revelli rida` voce a quei "sommersi" della storia che il silenzio delle fonti ufficiali si ostina, ovunque e da sempre, a soffocare. e che invece riemergono a dire, vivi e presenti nella loro quotidianita`, i problemi e gli interrogativi di una condizione umana. diecimila lettere, migliaia di uomini che parlano, che raccontano. alcuni che dicono quasi tutto, disegnano l`arco completo della loro vita militare; altri, con testimonianze frammentarie, restituiscono poche pagine della loro esperienza. pagine tutte ancora attuali, a settant`anni da quel conflitto epocale, per testimoniare insieme, l`orrore, lo squallore della guerra e la cultura materiale di quei soldati contadini.

giovane antifascista proveniente da una famiglia della borghesia ebraica piemo vittorio foa venne arrestato il 15 maggio 1935 a torino, su delazione dell`inf dell`ovra pitigrilli. poco dopo l`arresto fu trasferito a roma, nel carcere di regina coeli e denunciato al tribunale speciale fascista. due anni prima foa era entrato in "giustizia e liberta`" e ben presto aveva assunto un ruolo di pr piano nella cospirazione antifascista. foa restera` in carcere fino al 23 agosto 1943. negli otto anni, tre mesi e otto giorni di reclusione gli fu conc di scrivere soltanto ai famigliari piu` stretti. nelle lettere selezionate per questa edizione, le riflessioni di foa su se stesso e sulla sua esperienza carceraria si intrecciano con analisi storiche, economiche e letterarie che descrivono il suo modo di pensare e la sua educazione politico-intellettuale: una testimonianza chiave da trasmettere alle nuove generazioni.

in tutte le storie di muhammad, e nello stesso corano, si dice che il profeta una notte fu svegliato dall`angelo gabriele e accompagnato in un viaggio dalla mecca a gerusalemme e da li` nei sette cieli. quella che presentiamo in questo volume e` una versione medievale piu` tarda di altre, ma ha avuto e ha una straordinaria diffusione. tutt`oggi se ne contano numerose edizioni in tutti i paesi arabi ed e` una lettura molto popolare. sui rapporti fra il viaggio di muhammad nell`aldila` e la "commedia" di dante sono stati scritti molti libri. dante potrebbe avere avuto a che fare con il "libro della scala", tradotto in latino, ma e` difficile impostare un preciso discorso di fonti. e in ogni caso interessante, per la nostra cultura fondata su dante, vedere come lo stesso tema del viaggio oltremondano venga sviluppato nel mondo islamico. per vedere le analogie ma anche le differenze.

il confucianesimo e` un sistema di pensiero che formula i presupposti di una vita esemplare, regolata da solidi principi etici concernenti tanto l`ambito individuale quanto le gerarchie sociali, teso a coniugare il vivere quotidiano con la sfera spirituale propria del sacro, per realizzare un ideale di armonia basato sull`unita` che legherebbe indissolubilmente il mondo degli uomini al divino, alla natura e all`universo. i valori confuciani sono uno dei fondamenti della cultura della cina e di vaste aree asiatiche e hanno plasmato la spiritualita` e determinato il comportamento degli individui nella famiglia e nella societa`. un cinese, sia esso buddhista, daoista, musulmano, cristiano o persino ateo, difficilmente sara` in grado di svincolarsi dalle proprie radici confuciane. il volume offre un quadro storico aggiornato della nascita e dello sviluppo del confucianesimo in epoca classica (v-i sec. a.c.) e allo stesso tempo antologizza ampi brani canonici, alcuni dei quali tratti da importanti opere inedite e mai tradotte in italiano. all`interno del testo viene proposta una selezione in lingua originale dei brani piu` significativi di queste opere, molte delle quali del tutto inedite in italiano, tradotti e commentati dall`autore.

sono state le fabbriche della follia. di una lucida, accecante pazzia che ha stravolto i connotati dell`italia, fino a trasformare un paese di agricoltori e di mezzadri in una opulenta potenza industriale. una generazione di imprenditori si e` tuffata a capofitto nel vortice della produzione in serie, delle catene di montaggio, delle ciminiere. non avevano soldi, e sono andati a prenderli ovunque: anche sotto i materassi dei contadini che nascondevano i risparmi di un raccolto generoso, di una buona vendemmia. serviva spazio, e lo hanno trovato ingoiando le campagne, avvicinandole ai centri urbani, e attrezzando delle gigantesche company town. e un viaggio nell`italia di ieri e di oggi, quello attraverso il quale ci conduce antonio galdo. una galleria di luoghi e personaggi nei quali riconosciamo i segni di un paese in perenne trasformazione lungo il filo di una stessa passione oggi quasi dimenticata. da sesto san giovanni a borgo panigale, da alberto pirelli a pietro barilla, da aristide merloni a pilade riello, dai primi capannoni della fiat alla technogym. fino ai call center dell`atesia, regno metafisico del post-operaio.

la filosofia della musica ha avuto un grande sviluppo durante gli ultimi trent`anni, in virtu` degli avanzamenti fatti nella comprensione della natura della musica e della sua estetica. peter kivy e` stato al centro di questo rinnovamento e con questo saggio ha scritto la sua summa della materia, una spiegazione delle questioni filosofiche piu` importanti legate al mondo musicale. la sua proposta teorica viene discussa tenendo conto della storia del pensiero musicale (da platone e aristotele alla camerata fiorentina, da kant, hegel e schopenhauer a hanslick e gurney) e attraverso il confronto argomentativo con le tesi di altri filosofi contemporanei.

nicolas sarkozy e` l`uomo nuovo della politica europea. un populista della nuova specie, la "razza mediatica" che conquista il potere con sondaggi e televisioni. un rivoluzionario che si propone di combattere una personale lotta di classe contro l`arcaico sistema elitario del paese. una vecchia conoscenza della politica che riesce a sembrare una novita` e una sorpresa. un cervello a destra e un cuore a sinistra. un democratico con l`autorita` nei cromosomi. un liberista con il senso dello stato, soprattutto se e` lui a tenerlo sotto controllo. essendo francese, un gaullista attualizzato. essendo figlio d`immigrati, uno "straniero": con l`ambizione di realizzare l`american dream, il sogno americano del successo, sotto la tour eiffel. un leader europeo della nuova generazione.

dopo le guerriglie e le rivoluzioni, dopo i regimi militari e ritorni alla democrazia, comincia tra dubbi e speranze la terza transizione latinoamericana. l`autore conduce il lettore tra gli indigeni che fanno politica sulle ande, i neri delle favelas e i piquetros di buenos aires in un viaggio nella nuova dimensione di un subcontinente tormentato da sempre.

laura mancinelli, raccontando la sua storia, ci mostra uno spaccato del secondo novecento italiano, mescolando grande storia con piccole storie, descrivendo tanto i bombardamenti su torino quanto i poveri oggetti con cui giocava da piccola. e, accanto ai cambiamenti degli scenari politici e del costume nazionale, la maturazione personale: bimba dispettosa e vivace, adolescente impegnata in politica, infine donna provata dai lutti e dalla malattia, ma vigile e sensibile.

detenuti politici o ladri recidivi, omosessuali o zingari: attraverso il racconto della vita e del comportamento di sei prigionieri-funzionari del lager di auschwitz, charles liblau disegna un quadro vivido e necessario per comprendere le terribili procedure che regolavano i campi di sterminio. figure sinistre e inquietanti, individui senza convinzione e di dubbia moralita`, i kapo erano scelti tra i deportati per controllare e "governare" le squadre di lavoro e la vita nelle baracche, esercitando sugli altri internati un potere assoluto e, soprattutto, collaborando con le ss nell`opera sistematica di annientare i loro stessi compagni.

un saggio di gustavo zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all`argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all`uguaglianza, al dialogo e all`esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d`ogni tempo: erodoto, aristofane, cicerone, montesquieu, tocqueville, brecht, orwell, arendt, bobbio e carillo.

da platone a boccaccio, da victor hugo a d`annunzio, da gramsci a virginia woolf: una raccolta di pensieri sul tema della lettura. questa antologia, necessariamente parziale, ha lo scopo di rendere espliciti alcuni punti di vista sulla lettura pronunciati nel corso dei secoli. e come guardare se stessi mentre si legge: una forma di spionaggio o se si vuole di introspezione. la penso anch`io cosi`? la pensiamo ancora cosi` oggi? la nostra epoca ha gia` nostalgia dei libri. non li ha ancora eliminati, non e` ancora riuscita a sostituirli con lo schermo dei computer. e se l`umanita` che legge smettesse di leggere? interromperemmo una catena virtuosa, che ci consente di collegarci, anche senza internet, con il mondo del passato e del presente lontano da noi. la lettura e` esplorazione, esposizione di se` all`esperienza altrui. poi, si sa, c`e` anche l`arte, l`emozione di incontrare l`opera d`arte sotto forma di poesia, di romanzo o racconto. in breve, diventeremmo molto piu` poveri. chi legge sa che, se smette, qualcosa finisce, un mondo scompare. impossibile? e gia` accaduto un`infinita` di volte. (paolo mauri)

grazie alla tecnologia e alle cosnoscenze scientifiche che incorpora, un terzo della popolazione mondiale gode oggi di condizioni e di una durata della vita enormemente migliorate rispetto a un secolo fa. gli altri due terzi del mondo vivono invece come un secolo fa, o peggio, perche` di tecnologie non dispongono, o di esse hanno conosciuto solo i costi ambientali e umani. molti scienziati temono inoltre che le tecnologie alla base dei nostri elevatissimi consumi, cui guarda con legittime aspettative la maggioranza della popolazione mondiale, stiano diventando insostenibili proprio per i sistemi che sostengono la vita. considerata la posta in gioco, dovremmo forse adoperarci maggiormente per comprendere i poteri della tecnologia "scientificizzata", i loro effetti a lungo periodo, e quali possibilita` sussistono per indirizzarli piu` efficacemente a scopi umani. senza rinunciare ai benefici acquisiti, ma anche senza ignorare che essi dipendono da cio` che la tecnologia e la scienza sapranno fare per gli esclusi del mondo, e per il futuro del pianeta. i saggi organicamente raccolti in questo volume tratteggiano da differenti prospettive una serie di risposte ai complessi interrogativi che nascono dalle contraddizioni e incognite sopra delineate.

secondo l`autore, quindici anni dopo la fine della democrazia cristiana e dell`unita` politica dei cattolici, la responsabilita` di animare una presenza organizzata dei cristiani nell`italia bipolare e` interamente affidata ai laici credenti. spetta a loro assumere pienamente il valore dell`alternanza, scegliere con chiarezza il campo riformatore o quello conservatore, evitare l`illusione sia di poter ricostruire un partito simile alla dc sia di potersi rifugiare in un moderatismo perdente o in un fondamentalismo falsamente rassicurante. e solo affrontando appieno le sfide dell`identita`, della laicita` e dell`etica pubblica che i cattolici italiani potranno contribuire a scrivere un nuovo alfabeto sociale, rinnovando il proprio apporto al bene comune e al futuro della nazione. serve una nuova stagione di impegno civile e politico, che luigi bobba delinea nella sua geografia ideale muovendo da una lunga esperienza maturata nel mondo dell`associazionismo.

dominata da servizi innovativi e ad alto valore aggiunto, destinata a far tramontare la cultura del lavoro salariato, la societa` della piena disoccupazione e` un fenomeno che spaventa e genera polemiche. alle classi dirigenti spetta prendere atto che il problema non e` combattere il precariato, ma garantire opportunita` di lavoro e protezione sociale per chi deve affrontare una vita lavorativa piu` frammentata. con i nuovi meccanismi di produzione del quaternario il lavoro restera` necessariamente flessibile e volatile. per la politica la sfida e` complessa e ineludibile. solo le comunita` capaci di adattarsi al cambiamento, anche rivoluzionando l`organizzazione dello stato sociale, riusciranno a ottenere benefici dall`avvento della societa` dei servizi personalizzati. mentre i mercati del terzo mondo sfruttano la disoccupazione per affermare le proprie merci nei mercati aperti mondiali, nell`occidente avanzato molti sono disoccupati perche` sempre in formazione, imprenditori a rischio di fallimento o di spiazzamento competitivo, in cerca di un nuovo lavoro, con un assegno minimo, disoccupati perche` lavoratori part-time o stagionali o a contratto a termine. ma la strada intrapresa dalla politica economica per garantire crescita e sviluppo puo` paradossalmente dare al lavoratore piu` potere e porre alla politica nuovi e assillanti problemi.

chef kumale` e` un gastronomo, uno scrittore, un antropologo appassionato e specializzato nei sapori del mondo. sfruttando la sua amplissima esperienza a contatto con le cucine del mondo chef kumale` affronta in questo libro diversi temi: il cibo come simbolo; la globalizzazione dei mercati e dei flussi migratori per capire il modo in cui cambiano gli stili di consumo alimentare degli italiani; l`esotizzazione del gusto, tra cucina etnica, fusion e world food; "la cucina come dio comanda": i precetti alimentari nelle religioni del vicino ed estremo oriente; il rito del cibo: il ciclo vitale della famiglia nelle diverse culture e nella cucina delle feste.

l`antipatia e il risentimento contro gli stati uniti hanno rappresentato una componente importante della cultura europea sin dai tempi della rivoluzione americana, molto prima che l`america diventasse quella che e` oggi. per secoli l`antiamericanismo e` stato un elemento cruciale, talvolta dominante, tra le e`lite europee. oggi, con la presidenza di george w. bush e la risposta americana agli attacchi terroristici dell`11 settembre, assistiamo ad un imponente aumento dell`ostilita` contro gli stati uniti da parte dei rappresentanti dell`opinione pubblica europea. e per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, il risentimento che le e`lite coltivano da tempo contro gli stati uniti si e` mescolato a sentimenti popolari dando origine ad una "tempesta perfetta" di natura politica e culturale.

in psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo. ma il mondo del soggetto non e` la realta` grezza bensi la realta` filtrata dal fantasma. fantasma che si costruisce nell`interrelazione tra il soggetto e i suoi oggetti pulsionali, ma anche nella relazione con quelle persone che hanno per il soggetto un ruolo fondamentale: in primis la madre. per questo motivo la madre e` un personaggio chiave del seminario. iv in questo seminario lacan critica la posizione dei postfreudiani. sappiamo infatti che, sebbene freud la citi, la relazione oggettuale non fa parte del suo apparato concettuale. che cosa critica lacan? critica il fatto di porre come centrale l`oggetto oppure la relazione con la madre. sia perche` l`oggetto e` la cosa piu` variabile nella pulsione sia perche` la madre, nel suo legame con il bambino, si presenta gia` in rapporto con una mancanza che e` costitutiva del suo essere donna. lacan insegna quindi che non e` l`oggetto ma la sua mancanza, elaborata nelle sue diverse modalita` castrazione, frustrazione, privazione - e secondo i diversi registri immaginario, simbolico, reale - a essere fondamentale per ogni soggetto che viene al mondo. questo seminario sulla relazione oggettuale e` dunque, in realta`, un seminario sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto.

dagli anni della formazione intellettuale tra i cinefili del cineguf all`approdo nell`orbita della fronda e della lotta politica. dallo sconforto del dopoguerra in una roma dove il cinema e` agonizzante, alla scoperta di una nuova frontiera di cultura europea in una milano bohe`mien. dalle prime prove come sceneggiatore e aiuto regista con rossellini in "germania anno zero" e nella stesura di "riso amaro" di de santis, cosi` l`autobiografia di carlo lizzani e` una ricostruzione minuziosa delle tappe fondamentali di un cammino accidentato: tra fedelta` alle istanze estetiche ed etiche di un cinema risorto dalle macerie della guerra e apertura verso i generi piu` disparati; tra impegno politico attivo nelle file del pci e bisogno di narrare, da un osservatorio privilegiato e libero, il recente passato cosi` come le stagioni piu` calde di un presente tutto da decifrare. tra faticosa ricerca di sotterfugi per aggirare le strettoie di una censura occhiuta e i contraccolpi di un maccartismo strisciante; tra radicali ripensamenti sotto l`urto dei movimenti contestatari e neoavanguardistici, e riassestamenti, infine, per non soccombere dinanzi al diktat del mercato. il tutto rievocato attraverso un gioco continuo di rimandi al passato (custodito in lettere, note di diario, articoli, interventi) e riflessioni sul presente.

in questo colloquio con severino cesari - pubblicato per la prima volta da theoria nel 1991 - giulio einaudi, sottraendosi alla tradizionale elusivita`, ripercorre in soggettiva la storia della casa editrice, guidando il lettore nel cuore dell`officina editoriale e riannodando l`itinerario dal progetto culturale al libro: dalle "riunioni del mercoledi`" al delicato lavoro di redazione, dalla ricerca di una forma grafica alla conquista del pubblico. e narrando di libri, giulio einaudi delinea un ritratto inatteso, a volte anche commosso, ma sempre pubblico dei fondatori o dei veri "perni" editoriali di questa avventura: uomini come leone ginzburg, cesare pavese, italo calvino, giulio bollati, e insieme a loro, dietro di loro, un gruppo di innovatori, di grandi interpreti del lavoro collettivo: massimo mila e giaime pintor, felice balbo e norberto bobbio, elio vittorini e luciano foa`, franco venturi e delio cantimori, natalia ginzburg e cesare cases. smontando e discutendo pezzo per pezzo ogni singolo elemento di questo laboratorio di idee, einaudi regala una "lezione editoriale" di sorprendente freschezza e restituisce il senso di un artigianato intellettuale unico in italia.

negli ultimi anni e` cambiato il rapporto della societa` con la cultura del lavoro: dopo il mito della piena occupazione, sono arrivate le forme di lavoro atipico, relative non solo al mercato del lavoro, ma anche ai modelli produttivi e regolativi, tutte all`insegna della flessibilita`, ma oggi persino la flessibilita` non e` piu` l`unico fenomeno dominante. ora, al centro sembrano esserci la cultura del lavoro di cura, le societa` di servizi. in un panorama sempre piu` frammentario, che rimescola competenze e linguaggi, risalta una sorta di osmosi, di sovrapposizione tra sfera privata e lavoro, per cui un po` dell`una finisce nell`altro e viceversa. processi aperti, all`insegna del lifelong learning, con caratteristiche che per tradizione sono un patrimonio femminile, e che possono diventare una proposta per tutti, per trasformare modi di essere e di porsi, per vivere e per scegliere, per rendere forse piu` libere le nuove generazioni.

cos`e` accaduto ai democratici americani negli anni del lungo dominio di george bush? quali idee muovono il mondo della sinistra statunitense? con quale proposta politica si presenteranno allo scontro per la vita e per la morte delle elezione presidenziali del novembre 2008? e infine, sara` davvero hilary clinton il candidato per la casa bianca? sono alcune delle domande a cui risponde questa indagine nel mondo politico e intellettuale della sinistra americana, all`inizio di quello che sara` il decisivo anno elettorale.

elliott e lemert studiano la globalizzazione non da un punto di vista economico e politico, ma da quello degli effetti indotti sulla soggettivita`, sulle relazioni interpersonali, e quindi sull`esistenza sociale. le esigenze del mercato del lavoro contemporaneo hanno reso accettabile l`idea di un progressivo assorbimento della sfera privata della propria vita in quella pubblica della produzione e del consumo, erodendo progressivamente i confini tra interno ed esterno, io e altro, passioni e interessi. e hanno dato vita a nuove forme di interiorita`, di vita emotiva, di intimita`, ma anche a nuovi disagi, sofferenze e patologie. gli autori offrono una vera e propria fenomenologia descrittiva delle nuove trasformazioni identitarie del mondo contemporaneo esemplificate attraverso alcuni casi concreti di nuovo individualismo - particolarmente efficaci e coinvolgenti - legati alle reti di comunicazione su scala globale, al consumismo compulsivo, agli eccessi della chirurgia estetica, alla sessualita` virtuale del web.

nel settembre del 1920 mario buda fa esplodere in piena wall street un carro trainato da cavalli e imbottito di dinamite e pezzi di metallo, l`esplosione uccide 40 persone e inaugura quella che sarebbe diventata una delle piu` micidiali armi da guerriglia urbana, l`autobomba. il prototipo messo a punto dall`anarchico italiano, tempo qualche decennio, diventera` l`arma del terrorismo globale. rileggendo la storia del secondo dopoguerra, davis ripercorre l`uso, le trasformazioni, gli scopi di un ordigno povero che ha esiti molto piu` devastanti dei missili da milioni di dollari e che ha modificato totalmente l`idea stessa di guerra. se un tempo eserciti e armamenti erano convenzionali, la maggior parte degli attuali conflitti sul pianeta hanno carattere di guerriglia e nell`autobomba l`arma piu` efficace e a buon mercato.

l`immagine dell`islam contemporaneo e` strettamente legato alla sharia, la legge religiosa, tanto che interrogarsi sulla teologia islamica puo`, a prima vista, sorprendere. si cercherebbero invano delle divergenze dottrinali nelle discussioni religiose delle societa` musulmane. il dibattito e` centrato sempre sull`applicazione totale o parziale della legge islamica: in altre parole l`ortoprassia viene prima dell`ortodossia. ma non e` sempre stato cosi`, la teologia ebbe un momento di gloria durante i secoli viii e ix, prima che l`armonia tra fede e ragione diventasse un ideale inaccessibile. un periodo in cui si discuteva se e` possibile vedere dio, ci si appropriava dell`atomismo e iniziava quel processo che metteva insieme storiografia, teologia e pensiero politico.

filosofia, scienza e politica sono i temi principali di questi due volumi, nei quali e` proposto un bilancio delle piu` recenti ricerche sui campi, i metodi e i risultati della produzione intellettuale dei greci antichi: una sintesi della filosofia, della politica e delle conoscenze scientifiche di una societa` che ha plasmato e stimolato ogni campo del pensiero occidentale. l`esposizione e l`organizzazione dei saggi permette al lettore la costruzione di diversi percorsi di lettura, anche grazie ai rimandi interni indicati al termine di ogni saggio.

filosofia, scienza e politica sono i temi principali di questi due volumi, nei quali e` proposto un bilancio delle piu` recenti ricerche sui campi, i metodi e i risultati della produzione intellettuale dei greci antichi: una sintesi della filosofia, della politica e delle conoscenze scientifiche di una societa` che ha plasmato e stimolato ogni campo del pensiero occidentale. l`esposizione e l`organizzazione dei saggi permette al lettore la costruzione di diversi percorsi di lettura, anche grazie ai rimandi interni indicati al termine di ogni saggio.

dei brigatisti si ripercorrono le vicende personali, le mosse durante il sequestro, i contrasti interni, i sentimenti e le reazioni alle risposte dello stato, i colloqui con l`ostaggio, la vita clandestina nella giungla metropolitana grazie alla quale i ricercati sono passati indenni dai controlli di polizia nella citta` assediata, fino alla tormentata decisione di uccidere il prigioniero come unica conclusione possibile della "battaglia" ingaggiata col rapimento. nella dc emerge un atteggiamento che col trascorrere dei giorni va dalla sorpresa alla sofferta consapevolezza di ritrovarsi paralizzati per una ragione di stato contro la quale moro combatte la sua personale battaglia dalla prigione brigatista.

l`autobiografismo e` un aspetto peculiare dell`identita` ebraica, che accomuna gli scritti della tradizione biblica alla letteratura contemporanea. elena loewenthal percorre questo filo, riflettendo sulla consapevolezza di se` del mondo ebraico e muovendosi tra ezechiele e philip roth, umberto saba e amos oz, arthur miller e saul bellow. la prospettiva che cerca e` quella della fuoriuscita dal compiacimento addolorato della storia ebraica; i temi che incontra sono quelli dell`ebraismo politico e culturale contemporaneo. il tono e`, nonostante l`importanza e complessita` del tema, anche ironico e leggero, nel tentativo di muoversi "a` la chagall" sopra la volatile identita` ebraica.

la globalizzazione non e` un male e va abbracciata. a sostenere questa tesi e` stiglitz, autorevole sostenitore della critica alla globalizzazione liberista. si tratta forse di una ritrattazione del premio nobel? in realta`, e` il frutto di una constatazione: se la globalizzazione e` un processo inevitabile, e` possibile farla funzionare in direzione del benessere dei paesi piu` arretrati e dei cittadini dei paesi avanzati attraverso un mix di politiche di solidarieta` e di intervento delle istituzioni internazionali.

ian stewart e` uno dei matematici piu popolari al mondo. in questo libro riunisce venti rompicapi e storielle matematiche intriganti e divertenti. nei venti capitoli, riccamente illustrati, il professor stewart ci aiuta a risolvere puzzles e indovinelli curiosissimi, alcuni con importanti applicazioni pratiche, altri che sono stati l`incubo dei matematici piu dotati fino all`altro ieri.

"mi e` capitato di prendermi tre multe per eccesso di velocita` nel tunnel del monte bianco, visto che l`infrazione era stata rilevata da tre autovelox. di qui, a parte l`esborso, la domanda filosofica: un evento si moltiplica in ragione degli osservatori? si direbbe di si`, stando alla polizia italiana e alla gendarmeria francese. ma, in questo caso, se gli autovelox fossero stati mille, avrei dovuto pagare mille multe?" gli aneddoti che maurizio ferraris raccoglie in questo dizionario filosofico fuori dal comune sono piu o meno di questo tenore. da "autovelox" a "zuhandenheit", in 129 voci che spaziano dal "bancomat" agli "zoccoli" passando per "cavatappi", passando per le "mutande, senza dimenticare le "cazzimme" e le "supercazzole", l`autore cerca di definire quelli che roland barthes chiamava "miti d`oggi" e martin heidegger "essere-nel-mondo". la filosofia alle prese con i paradossi della vita quotidiana.

intorno alla meta` degli anni settanta, finita l`epoca dell`impegno e dello sperimentalismo, nella poesia italiana la coscienza storica era azzerata, si ricominciava a scrivere in un presente che non riconosceva piu nessun privilegio al passato moderno e novecentesco ed era lecito fare remunerativi o gratuiti salti all`indietro nel museo della poesia di ogni epoca (i modelli potevano essere lucrezio o cavalcanti, donne o metastasio, indifferentemente). i versi liberi, oppure rigidamente metrici. tanti poeti, tutti poeti. ma il prezzo da pagare e` stato che la poesia oggi non e` piu al centro del sistema letterario, e` diventata insignificante, scarsamente letta, con valori indecifrabili. per alfonso berardinelli i veri nemici della poesia oggi sono diventati i poeti, che scrivono con faciloneria, protetti dalla nobilta` del genere letterario. la poesia oggi va difesa da se stessa, cioe` da tutto cio` che l`ha resa omologa al mondo culturale cosi com`e`. i poeti devono rifiutarsi di sentirsi garantiti nominalmente dalla tradizione della poesia, da quel genere nobile che garantirebbe, senza riscontri nei testi, eccellenza.

tutto ha inizio con l`assillo positivista di alfred binet che all`inizio del novecento decise di misurare nei bambini una cosa che fino allora non era mai stata misurata: l`intelligenza. arrivo` poi il q.i. inventato dallo psicologo tedesco william stern, che presto sarebbe stato adottato dall`esercito americano per arruolare soldati per la prima guerra mondiale. nella nostra societa` l`intelligenza e` una delle virtu` che sembra venire prima di tutte le altre. per enzensberger l`intelligenza e` un`invenzione moderna di cui l`umanita` ha fatto per secoli a meno. e poi, che peso dare alla creativita`, all`ispirazione, all`empatia, all`intuitivita`? come misurarle? non certo con il q.i. i test per di piu` esigono una sola risposta, cosa abbastanza rara, un`eccezione, non certo una regola: la complessita` del reale, le scienze cognitive e le ricerche sul cervello dovrebbero convincere aziende, eserciti e pubbliche amministrazioni a smettere di basarsi, quando devono decidere chi e` piu` capace, sui risultati infidi e parziali di quiz e test di intelligenza.

il primo viaggio e` quello realizzato nel 1503 da giovanni da empoli, giovane mercante fiorentino, che si imbarca sulle navi che conducono per la prima volta alfonso de albuquerque sulle rive dell`india. e l`inizio di un`avventura che durera` per quindici anni e che vedra` giovanni partecipare ad alcuni dei piu` importanti eventi della prima globalizzazione. tre viaggi in tutto, durante i quali tocchera` le rive del brasile, dell`africa orientale, dell`india, della malesia, di sumatra e della cina e sara` testimone di eventi fondamentali come la battaglia di goa nel 1510, la presa di malacca nel 1511, la prima missione diplomatica portoghese in cina nel 1517. il secondo viaggio e` quello realizzato dall`autore sulle orme di quel suo antenato cinque secoli dopo: goa, malacca, sumatra, canton. oltre a rievocare il viaggio dell`antenato, si raccontano i mutamenti che l`oriente sta vivendo oggi. ognuna delle tappe, di conseguenza, si e` trasformata in un`occasione per esplorare un aspetto del risveglio asiatico e della nuova globalizzazione del mondo: dal boom delle fedi orientali (goa) alla rinascita di citta` stato globali come la malacca dell`epoca (singapore, a soli 200 km di distanza). dai buchi neri della globalizzazione (con la pirateria che fa la sua ricomparsa sulle coste di sumatra), alla questione urbana nel sud della cina (che e` stato il primo laboratorio del capitalismo cinese gia` a partire dall`inizio degli anni `80).

gli studi di dionisotti sono sempre stati percorsi dalla passione civile e dall`analisi politica della storia italiana. cosi` gli scritti qui raccolti da giorgio panizza, in parte apparsi su vari fogli del partito d`azione, in parte rimasti inediti, in parte pubblicati saltuariamente nel dopoguerra, forniscono un ritratto di uomo impegnato nelle vicende del suo tempo e di antifascista, complementare al magistero di etica intellettuale che emerge dal suo lavoro di storico letterario. in stretto contatto con diversi amici torinesi che operavano nei gruppi di "giustizia e liberta`" negli anni trenta, si dedico` piu` direttamente alla politica negli anni 1943-45, quando si era trasferito a roma partecipando all`attivita` di uno dei nuclei del partito d`azione che si raccoglieva nell`ambiente dell`enciclopedia italiana. nel fervore dell`attivita` pubblicistica, spicca per profondita` di analisi l`articolo scritto a caldo dopo l`uccisione di gentile. riprendera` temi di argomento civile solo negli anni sessanta, in un clima molto mutato, affrontando il problema del neofascismo e la contestazione del sessantotto. tanto negli interventi piu` urgenti, scritti nel cuore della guerra civile, quanto in quelli piu` tardi, dionisotti riesce sempre a collocare i singoli problemi in un quadro storico-culturale di lungo periodo. convinto che i mali italiani hanno radici lontane e che il fascismo, contrariamente a quanto sosteneva croce, non e` stata una malattia passeggera.

la citta` europea e` da sempre l`ambiente della civitas democratica occidentale. quello dove i cittadini si riconoscono come tali, dove sono cresciuti i diritti umani e le liberta`. per questo i muri dell`urbs sono stati immaginati con la pretesa di offrire una prospettiva di eternita` nella quale radicare le speranze terrene e riconoscersi pienamente come cittadini. il degrado delle periferie europee, i cui abitanti sono privati della loro appartenenza alla civitas e` uno dei disastri del novecento. l`europa e` stata capace di risollevarsi dalle sbandate per i totalitarismi, salvata dall`antica radice democratica della civitas, ma non sembra ancora avviata a rigenerare con altrettanta consapevolezza la consolidata figura dell`urbs. senza alcuna nostalgia tradizionalista, marco romano invita a riscoprire il linguaggio consolidato attraverso i secoli nella sfera estetica della citta`. quel linguaggio che non e` soltanto una declinazione artistica tra le tante, ma il solo modo con il quale la civitas esprime il sentimento della propria cittadinanza e il riconoscimento della dignita` dei suoi cittadini.

studioso della violenza, sofsky si occupa in queste pagine di una forma piu` sottile di accanimento, quella dei sistemi di sorveglianza dell`epoca contemporanea: dalle telecamere per le strade o nei luoghi di lavoro, che sembrano promettere sicurezza, ai servizi informatici che garantiscono la nostra comodita`, ai controlli delle nostre abitudini su internet o nelle e-mail. il sociologo tedesco dimostra come una gran quantita` del nostro "privato" sia gia` andata perduta, e non solo per colpa della tecnologia o dei timori per il terrorismo: buona parte di questa situazione e` da attribuirsi a noi stessi, alla nostra indifferenza, alla voglia di apparire, al desiderio di stare al passo coi tempi. sofsky parte dalla descrizione della vita quotidiana di un comune cittadino moderno e ottiene il ritratto di una persona che vive sotto un controllo quasi costante. in nome delle "facilitazioni", sta trionfando una sorta di vita uniforme che uccide la liberta` dei cittadini.

il territorio delle discipline dell`architettura e la riflessione a esse connesse si e` modificato e differenziato nel tempo, si sono trasformate le relazioni con la societa`, le condizioni tecniche del fare, le procedure e il ruolo stesso dell`architetto. i confini tra le diverse arti si sono fatti incerti e l`identita` e i compiti dell`architettura si sono confusi. tale confusione e` stata vissuta da molti come una liberazione di forze creative; ma troppo facilmente si e` fatto a meno di ogni distanza critica dalla realta` e anche di ogni fondamento del proprio fare. tutto cio` ha determinato lo spostamento dell`architettura verso l`indistinta nuova disciplina dell`estetizzazione diffusa del mondo, facendo abusivamente coincidere le nozioni di arte e comunicazione e proponendo i mezzi stessi come fini: smarrendo, cioe`, la necessita` del senso, di cio` che solo ciascuna delle arti puo` dire. questo libro ricerca le ragioni e le conseguenze di una confusione interdisciplinare che sottrae l`avventura dell`architettura alle proprie responsabilita`.

l`universita` italiana sta morendo di nepotismo, scarsa selezione nel vagliare il corpo docente, mancanza di incentivi alla produzione scientifica, incapacita` di individuare prospettive da seguire da parte di chi ha il compito di governarne l`evoluzione. l`universita` italiana non e` produttiva ne` equa, non facilitando la mobilita` sociale. praticamente ogni ministro ha legato il proprio nome a una rivoluzione dell`universita`, suscitando dibattiti infiniti su ogni comma di legge. ma un osservatore esterno che guardasse ai risultati invece che ai mille rivoli delle normative non si accorgerebbe di nulla. cio` che serve e` una cosa sola: abbandonare l`illusione di poter controllare tutto dal centro e introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci. questo saggio e` la fotografia impietosa di una catastrofe educativa che pesa sul futuro dell`italia. ma anche la coraggiosa proposta di alcune riforme semplici e radicali, per rompere definitivamente con decenni di palliativi. un sistema dove sia nell`interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. un sistema in cui ogni ateneo possa fare quello che vuole, ma dove chi sbaglia sia chiamato a pagare. un sistema che elimini la straordinaria iniquita` attuale, in cui le tasse di tutti finanziano l`universita` gratuita dei piu` abbienti.

tutti sanno che einstein ha creato la fisica del xx secolo con i suoi lavori sulla relativita` e i quanti. ma cosa sappiamo veramente delle idee fondamentali che ha offerto alla cultura contemporanea? come vi e` arrivato? che cosa rimane oggi degli sconvolgimenti concettuali da lui inaugurati? attraverso la scelta di episodi concreti della vita del grande fisico, questo libro ricostruisce la formazione delle sue teorie e invita a riflettere anche sulla loro portata filosofica. il lettore viene condotto passo dopo passo, in maniera graduale e metodica, a prendere dimestichezza con gli aspetti anche piu` complessi, e persino ostici e oscuri. si viene cosi` introdotti alle principali rivoluzioni einsteniane: dalla dissoluzione delle teorie classiche dello spazio e del tempo assoluti al riesame della questione della natura della luce, fino alla relativita` ristretta e generale. al contempo, l`autore ne esplora le implicazioni e i presupposti di carattere epistemologico e filosofico.

"il germe della stupidita`, a dire il vero, era presente nel mondo da milioni di anni, e anche nell`albero genealogico del giudice di corte d`appello erich stoiber si era manifestato con frequenza e con un certo vigore". sara` per questo che il giudice stoiber, dopo un`intera vita immutabile, decide di farsi crescere la barba e di corteggiare con ardente passione la stagionata segretaria verona, ignorata da piu` di vent`anni. parte da questo irresistibile spunto narrativo una girandola di situazioni paradossali, assurdita` quotidiane e umanissime miserie, come un presepe di quadri viventi raccolti intorno al dio della stupidita`, che "ha incominciato a trasmettersi da un individuo all`altro come la tosse asinina o il colera". ma anche nel mondo degli inferi c`e` qualcosa che non va, se a raccontarci il dirottamento del volo united airlines 93 il giorno 11 settembre 2001 e` il diavolo in persona, un povero diavolo innamorato che ha creato l`uomo a sua immagine e somiglianza senza prevedere lo scompiglio dei sentimenti. non resta che aspettare il "grande caldo dei prossimi mille anni", un immane deserto di senso dove un esserino impazzito come la mosca potrebbe essere la sola entita` trascendentale capace di decidere chi vive e chi muore. un romanzo in tre movimenti, drammatico e divertente, in cui vassalli prosegue nella sua analisi spietata della contemporaneita`, allargando il campo all`esistenza dell`uomo sia come possibilita` fisica che come bisogno di risposte metafisiche.

dopo le storie e i personaggi legati al mondo della fabbrica antonio galdo racconta le storie di coloro che hanno rifiutato la china che conduce al consumo inconsapevole di tutto cio` che compone la nostra vita, coloro che hanno scelto di non sprecare se stessi. un agronomo ha creato una rete di "last minute market": per non sprecare cibo si raccolgono confezioni vicine alla scadenza per orfanotrofi e ospedali. due celebri cuochi predicano una cucina fatta anche di avanzi. una ragazza anoressica si fa fotografare nuda per una campagna del ministero della salute. la fondazione civicum fa le pulci a bilanci e spese delle pubbliche amministrazioni: una battaglia di civilta`. a milano una comunita` aiuta a superare la dipendenza dalla febbre degli acquisti. un monaco camaldolese misura e pesa le parole, le riduce all`essenzialita`. un esperto di clima del cnr racconta i guasti dei nostri sprechi delle risorse ambientali.

l`iraq ha rappresentato per l`america il conflitto piu` costoso dopo la fine della seconda guerra mondiale. se le stime della vigilia parlavano di circa cinquanta miliardi di dollari, gli stati uniti hanno gia` speso mille miliardi di dollari e altre centinaia di miliardi attendono ancora di essere pagati. diversamente da quanto accadeva con le guerre del passato, quando le tasse venivano alzate per finanziare l`aumento della spesa pubblica, l`amministrazione bush ha ridotto le tasse contestualmente alla scelta di andare in guerra. con il risultato di aumentare esponenzialmente il gia` enorme debito pubblico degli stati uniti. joseph stiglitz e linda bilmes fanno finalmente luce su tutti i costi occulti della guerra e sulle conseguenze economiche e sociali di una scelta sbagliata. guardando anche alle prospettive per il futuro, con una nuova amministrazione statunitense che ha gia` cambiato passo in iraq e nel mondo.

tre voci fra le piu` autorevoli si interrogano sul significato attuale della parola borghesia. aprendo il dialogo il filosofo massimo cacciari si chiede se oggi, in presenza di un capitalismo sempre piu` impersonale, la borghesia viva ancora il proprio "essere-proprietario" come un obbligo e una responsabilita`. giuseppe de rita indaga la storia della borghesia italiana dal "miracolo economico" all`imborghesimento degli anni `60-`70, fino ai processi piu` recenti. aldo bonomi traccia gli attuali perimetri di una "neoborghesia" sul territorio, individuandone profili inediti: dalle piccole-medie imprese diffuse all`area della net economy. il volume e` curato e introdotto da antonino zaniboni.

l`asse del male e l`impero del male hanno istituzionalizzato una nuova retorica e un nuovo principio di moralita` in politica internazionale che, almeno in apparenza, riflette e alimenta le spinte ideologiche del fronte neoconservatore americano. dopo le campagne militari in afghanistan e iraq, con la vittoria di bush alle presidenziali del 2004, la lotta del bene contro il male sembra non conoscere piu` tregua, aprendo nuovi scenari di guerra in tutto il mondo. ma da dove viene quest`idea di male, qual e` il significato di un concetto che e` diventato moneta corrente nel linguaggio politico? ricostruendo cinquant`anni di politica internazionale e di strategie militari, stephen chan delinea un`ampia e lucida analisi della realta` contemporanea.

tra i fondatori del partito d`azione, giorgio agosti appartiene a quella generazione di uomini che ha segnato un`impronta profonda nella cultura nazionale di una "italia civile", trasmessa in eredita` dal novecento al nuovo secolo. il diario che ha lasciato, con alcune anticipazioni relative al 1946-47, abbraccia senza interruzioni quasi trentacinque anni di storia repubblicana, dal 1953 al 1988. giorno per giorno si succedono commenti alla situazione politica interna e internazionale, resoconti di incontri con amici e maestri, come salvemini, calamandrei, galante garrone, bobbio e tanti altri. il diario e` curato dal figlio aldo.

maurizio vitta offre un`introduzione storico-estetica alle rappresentazioni dello spazio che ci circonda e ai diversi paesaggi che hanno fatto da sfondo alla storia dell`umanita`: dal paesaggio del mondo classico (le piramidi, babilonia, il giardino delle esperidi, omero, virgilio...) a quelli dell`apocalisse, delle mille e una notte, o danteschi; dal paesaggio di guerra di goya e napoleone alla pittura impressionista o la land art; da san pietroburgo e la parigi di haussman a ground zero o il museo guggenheim di bilbao fino alle foto delle vacanze o il cinema. una storia a 360 gradi dello scenario nel quale si svolge e si fissa la nostra esistenza.

dalla scelta del soggetto alla ricerca di un produtture, dall`avventura delle riprese alla direzione degli autori e dei tecnici, dal lavoro di montaggio all`uscita nelle sale: claude chabrol, uno degli autori piu` rappresentativi della "nouvelle vague", offre in questo libro una appassionata e caustica visione del suo mestiere. il volume e` proposto direttamente in edizione tascabile.

un "estremista assennato", si definisce ovadia in questo libro che riprende e sviluppa i temi di vai a te stesso. un libro gremito di incontri, di provocazioni, di storie umoristiche e no, di pensieri appunto estremi. che si tratti di riflettere sulle ragioni della guerra e dell`antisemitismo o di raccontare con verve da narratore un viaggio a gerusalemme, o di cercare in modo sorridente le connessioni fra la kasheruth, l`idea di un`alimentazione etica, e la vita di tutti i giorni, i mille fili tessuti da ovadia ci portano incessantemente allo stesso centro. la scoperta che il monoteismo e` la possibilita` di essere tutti eguali e liberi di fronte a un unico dio, e che combattere gli idoli vuol dire scegliere di mettersi in cammino.

pittore originale e fecondo, aldo carpi (1886-1973) insegno` all`accademia di brera. arrestato per antifascismo nel 1944, fu deportato a mauthausen e poi a gusen, dove scrisse questo diario. un monito per non abbassare la guardia contro chi vuole cancellare la verita` calpestando i diritti e la dignita` dell`uomo. ma il valore di questo diario va ben oltre quello del semplice documento. innanzitutto perche` fa percepire in presa diretta come si puo` vivere in un luogo in cui e` dato solo morire, e perche` racconta l`impari lotta di chi si impegna con tutte le forze a conservarsi "uomo", salvando la propria intelligenza e i propri valori in un microcosmo in cui pure la solidarieta` e` considerata un crimine. le parole di carpi, il suo voler guardare sempre oltre l`orrore, l`abbandono, la paura e la morte rimangono una lezione di umanita` e di coraggio insieme con la sua intensa attivita` di pittore, cosi` come dimostrano i suoi disegni qui riprodotti, e che fanno parte integrante del testo.

e urgente democratizzare la finanza: non solo nei paesi in via di sviluppo ma anche in europa, dove il crescente ricorso al lavoro precario rende l`accesso al credito sempre piu` problematico. tra il liberismo selvaggio e le declinanti politiche di welfare, ispirate a un`anacronistica concezione provvidenziale dello stato, la microfinanza puo`, invece, giocare un ruolo importante riconciliando la logica del profitto con quella dell`interesse comune. il microcredito (che ha sottratto negli ultimi decenni piu` di 60 milioni di persone nel mondo dallo stato di poverta`) costituisce cosi una valida terza via, permettendo agli esclusi di diventare creatori in proprio di ricchezza.

ritorna in una nuova edizione "mahler. una fisiognomica musicale", da un lato uno dei culmini in senso assoluto della produzione saggistica di adorno, dall`altro libro piu` ardito, sorprendente e rivelatore che sia mai stato scritto sul compositore boemo. da quando apparve in tedesco nel 1960, infatti, il mahler adorniano e` considerato un classico dell`interpretazione musicale. in questo saggio, in cui confluiscono temi fondamentali che di li a poco avrebbero trovato sviluppo e sistemazione nella dialettica negativa, la musica di mahler pare offrire alla filosofia adorniana irrinunciabili conferme. eppure, il saggio non nasce come pretesto di speculazione filosofica, ne` trasforma l`esegesi in dimostrazione.

il tempo che viviamo sembra scandito da paure sempre nuove, che minacciano di stravolgere la nostra vita. si diffonde una vera cultura dell`apprensione, capace di condizionare le forme della nostra convivenza e di frenare l`attitudine all`intraprendenza. eppure sono secoli che la societa` occidentale fa i conti con il rischio. perche` e` prima di tutto la liberta` a creare insicurezza, consentendoci di fare del male e di assumercene le conseguenze. ed e` compito della politica ricercare l`equilibrio tra le nostre aspettative di sicurezza e lo spazio del rischio, muovendosi lungo il fragile confine della liberta`. un viaggio tra le nostre paure collettive, guardando al lungo periodo della civilta` occidentale e a quello piu` breve della globalizzazione.

con discorso chiaro e suggestivo, privitera racconta criticamente l`odissea spiegando le funzioni che i vari elementi svolgono nell`organismo narrativo. egli libera odisseo di ogni posteriore incrostazione e gli restituisce l`aspetto "omerico" di guerriero forte e abile, rispettoso degli de`i e sorretto dalla nostalgia della moglie e della famiglia. dimostra come l`odissea non sia solo viaggio e avventura in terre remote, fra popoli strani, fra maghi, mostri e giganti cannibali; ma sia un occhio spalancato sull`universo: sul cielo stellato, il mare in tempesta, l`ignoto futuro, il regno dei morti, l`esotico egitto, i paesi d`oriente, le dimore incantate, i palazzi dei principi e le capanne degli umili.

un volume che racconta quattro episodi della storia di una generazione: il radicalismo delle rivolte studentesche del `68; la nascita del movimento gay; la traiettoria anticomunista dei sessantottini del blocco dell`europa dell`est; gli ideali e l`autocritica di chi fu protagonista di quegli eventi. in quella generazione politica berman riconosce i protagonisti delle attuali classi dirigenti mondiali. le categorie maturate nel corso del `68 hanno dominato la discussione pubblica per tutti gli anni novanta e hanno segnato alcuni passaggi epocali della storia recente, fino all`11 settembre e ai temi attuali del terrorismo, che viene ancora letto da quella generazione con gli stessi strumenti maturati nel corso dell`anno di contestazione.

l`individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, ma non sempre si e` portati a stabilire connessioni tra le proprie vite individuali e i poteri piu` estesi che le configurano. cosi` passivita` e indifferenza contribuiscono ad alimentare lo sgomento collettivo che regna nel mondo. in un libro che mescola l`attualita`, l`analisi della societa` e la storia, paul ginsborg disegna il tracciato di una politica al futuro: che sappia scoprire e reinventare ideali riconoscendo gli stretti legami che intercorrono tra i valori universali e i comportamenti quotidiani.

credere nella scienza, nelle opportunita` di curare le malattie, di restituire la salute. credere nella medicina come missione, nella quale il medico mette le proprie competenze al servizio degli altri. ma anche credere in un dio e nella possibilita` di testimoniare la propria fede nell`esercizio della professione medica. e possibile tenere insieme tutto questo? e possibile credere e curare? ignazio r. marino, da medico e da credente, si interroga sui limiti di una professione in piena crisi d`identita`. tra esperienze personali e riflessioni maturate in venticinque anni di lavoro sul campo, in europa e negli stati uniti, marino guarda allo smarrimento che sembra avere preso la medicina contemporanea.

passato, presente e futuro del movimento dei lavoratori nel dialogo tra un "vecchio organizzatore sindacale" e il leader della cgil. dalle prime forme di associazione operaia ai primi scioperi di massa, dalla resistenza antifascista alla costruzione della repubblica, dall`introduzione delle tutele elementari del lavoro alla difesa dei nuovi diritti. un viaggio nella storia del sindacato che e` anche un viaggio nella storia del nostro paese. ma anche l`occasione per gettare uno sguardo lungo sui nuovi confini delle identita` sociali, mentre insieme alle forme dell`economia e dell`impresa si trasformano gli strumenti per difendere la dignita` del lavoro.