













quando scova in un cassetto le memorie del bisnonno, brillante chimico e inventore del dentifricio radioattivo, joe dunthorne e convinto di portare alla luce l`epopea di una famiglia ebreo-tedesca in fuga dalle persecuzioni naziste. presto, pero, si rende conto che quella che sta dissotterrando e una storia ben diversa, un intreccio di menzogne e non detti volti a nascondere un`altra, indicibile realta. joe dunthorne da vita a un memoir di commovente tenacia, che affronta con sagacia ed empatia gli scheletri e i fantasmi in grado di tenere sotto scacco intere esistenze. quando joe dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era "scampato ai nazisti" nel 1935 - o forse no? a poco a poco, dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realta sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo. mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d`archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato "le memorie di siegfried merzbacher". siegfried e il suo bisnonno, che grazie all`invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a oranienburg, "il borgo sonnolento in cui berlino nascondeva i suoi segreti", ed e proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le "scorie di famiglia". nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d`infanzia, dunthorne scopre che siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un`ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un`indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni - un`indagine senza esclusione di colpi, in cui dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di "capire qual e il cemento che tiene in

"la boscaiola" era un tipo schivo, pero non dava fastidio a nessuno: una di quelle persone che non sembrano avere amici e nemmeno nemici. eppure qualcuno l`ha uccisa. poi ha infierito sul suo cadavere come se avesse un intento preciso. ai piedi del castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell`etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna brutalmente assassinata. la scena del crimine e sconcertante. per il vicequestore della mobile di catania, vanina guarrasi, l`indagine si presenta subito complessa, se non altro perche sulla vittima non esistono praticamente notizie, quasi non avesse un passato. l`esperienza e la memoria del commissario in pensione biagio patane sono dunque piu utili che mai, anche se l`anziano poliziotto appare un po` distratto da un problema personale. del resto, la stessa vanina fatica a conciliare la vita privata con il lavoro: la prima la richiama sempre a palermo, sua citta natale; il secondo la portera invece in un "luogo dell`anima" che appartiene alla sua infanzia.

quanto e cambiata la guerra? alessandro arduino parte da storie personali di mercenari, istruttori militari, imprenditori della sicurezza e hacker, per poi espandersi in una visione geopolitica piu ampia che abbraccia le crisi dalla vicina asia centrale alla cina, la guerra in ucraina, l`afghanistan sotto i talebani, la ricostruzione in siria e i conflitti nel cyberspazio. arduino offre un`esposizione che va oltre le percezioni occidentali, integrando prospettive asiatiche e mediorientali, oltre a quelle dei gruppi militari privati, dove la difesa del proprio paese cede il passo alla ricerca del profitto. con ventidue anni trascorsi in cina e una conoscenza diretta degli attori coinvolti, arduino esamina i cambiamenti della guerra attraverso dati provenienti da fonti primarie, interviste sul campo e ricerche condotte in zone di conflitto.

il percorso proposto in questo volume, che si apre con il 1895, l`anno dell`invenzione del cinematografo, e arriva fino a oggi, ricostruisce la storia della letteratura italiana contemporanea prestando particolare attenzione alle sue intersezioni con le altre arti e i diversi media. e da questa originale angolazione che vengono analizzate le dinamiche e le forme materiali della produzione e fruizione della letteratura in un arco temporale in cui essa ha conosciuto profonde e irreversibili trasformazioni del suo statuto e della sua funzione. e proprio tale prospettiva consente agli autori di riservare un adeguato spazio a voci e generi letterari tradizionalmente espunti o lasciati ai margini. il volume e suddiviso in sei capitoli, ognuno dei quali copre circa vent`anni di storia letteraria italiana. completa ogni capitolo una serie di letture dedicate a casi esemplari, che approfondiscono nelle diverse epoche le analogie con altre modalita di espressione, il realizzarsi di forme miste, l`influenza di media extra letterari sulla scrittura, le esperienze di collaborazione tra scrittori e artisti, ovvero le molteplici relazioni e contaminazioni in virtu delle quali la letteratura italiana ha corrisposto al mutare del contesto culturale di un lungo novecento.

questo libro restituisce, nell`integrita del suo sviluppo, un pensiero politico inseparabile da un agire nel mondo, in altre parole l`opera-vita di antonio gramsci. antonio gramsci (1891-1937) resta uno dei principali classici del marxismo, e uno dei piu citati. questo volume affronta le differenti fasi della sua azione e del suo pensiero e illumina le relazioni con i grandi avvenimenti del suo tempo: la rivoluzione russa, le prese di posizione dell`internazionale comunista, la conquista del potere da parte del fascismo, la situazione europea e mondiale tra le due guerre. analizzando in dettaglio la corrispondenza, gli articoli militanti e poi i "quaderni del carcere", questa biografia intellettuale rende inoltre conto dei processi di elaborazione della riflessione politica e filosofica gramsciana, sottolineandone i leitmotiv e restituendo "il ritmo del pensiero" nel suo divenire. nel corso della scrittura dei "quaderni", gramsci comprende che "la filosofia della praxis" necessita di nuovi strumenti teorici e li inventa: "egemonia", "guerra di posizione", "rivoluzione passiva", "classi subalterne" e cosi via. concetti che si rivelano utili ancora oggi per pensare il nostro "mondo grande e terribile".

"tutti quei morti ammazzati, e io ancora senza giustizia". serve coraggio quando si parte, ma a volte ne serve ancora di piu quando si torna. e il luglio del 1940, l`italia e in guerra. ricciardi - preoccupato per la figlia marta e per i suoceri, in grave pericolo a causa delle origini ebraiche - ha ormai trasferito la famiglia a fortino, il paese dove e nato. li, nei luoghi dell`infanzia, sperava di avere un po` di quiete. invece, mentre in citta il fido brigadiere maione cerca di salvare un comune amico da morte certa, tra le montagne del cilento il commissario e messo faccia a faccia con un passato che avrebbe voluto scordare. per lui, e non solo per lui, e arrivato il momento di regolare i conti con la propria storia. del resto e questo, quasi sempre, il destino di chi torna.

siamo condannati a essere spettatori passivi davanti alle mutazioni digitali che regolano e mettono a profitto le nostre vite? oppure esiste un modo diverso di usare la tecnologia, che la sfidi e la metta in crisi? la risposta e si, esiste. perche le macchine sono scatole dalle quali possiamo uscire, che possiamo imparare a guardare da fuori e smontare, appropriandocene. l`autrice di "exit reality" ci ricorda che quando la tecnologia impone regole e dogmi, l`unica reazione sana e mancarle di rispetto. oggi tendiamo a vivere la tecnologia come una minaccia. abbiamo sempre la sensazione che ci sottragga tempo, attenzione, identita, dati. e non abbiamo tutti i torti, perche in tanti casi e proprio quello che succede. i dispositivi che ci troviamo tra le mani sono progettati per condizionare i nostri comportamenti ed estrarre valore dall`utilizzo che ne facciamo. ogni innovazione tecnologica che arriva sul mercato e avvolta da un involucro narrativo fatto di promesse, speranze e credenze. una cornice ideologica che la innalza a dogma e richiede un`adesione totale e incondizionata. il legame tra tecnologia e religione, del resto, non e nuovo. se un tempo pero si trattava di una fiducia ingenuamente entusiasta nel progresso, adesso questa fede ha assunto sfumature cupe e apocalittiche: la tecnologia deve salvare il mondo oppure minaccia di distruggerlo. e quindi possiamo solo accettarla supinamente o rinnegarla. ma dev`essere proprio cosi? non potremmo invece provare a usarla a modo nostro, disobbedendo alle regole prestabilite e spingendoci nei territori dell`imprevisto, dell`improprio, persino dell`errore? soltanto immaginando (e praticando) soluzioni alternative, e possibile rigettare l`idea di un progresso lineare e predeterminato, oltre che demistificare le narrazioni sproporzionate e ingannevoli prodotte dall`industria tecnologica. in queste pagine valentina tanni esplora il lavoro di artisti, hacker, attivisti e comuni utenti che hanno scelto di ignorare "il libret

philippe de commynes e stato il primo consigliere di luigi xi per la gran parte del suo regno. caduto in disgrazia alla sua morte, fu ripescato per la sua esperienza e i suoi contatti italiani quando carlo viii comincio a pensare a un intervento militare in italia. e cosi i due ultimi libri dei suoi famosi "memoires" sono dedicati proprio alla preparazione e alla conduzione della campagna d`italia. attraverso la penna di commynes possiamo vedere tratteggiate le figure di ludovico il moro, di piero de` medici, di savonarola e di tutti gli altri personaggi in gioco in quel momento cruciale della storia italiana. con un punto di vista ben diverso da quelli, guicciardini in primis, a cui siamo abituati. acutezza dello sguardo, stile veloce e diretto, riflessioni politiche profonde (spesso erroneamente accostate a quelle di machiavelli): sono le caratteristiche dei "memoires" che ne hanno fatto uno dei capolavori del genere autobiografico e un classico della storiografia apprezzato da montaigne, michelet e sainte-beuve. l`einaudi li aveva pubblicati integralmente nel 1960, per l`intuizione di un grande storico come federico chabod. ora ne riproponiamo i due libri dedicati all`italia con la medesima traduzione di maria clotilde daviso di charvensod e con un ampio e aggiornato saggio di gabriele pedulla.

non c`e forse storia piu grandiosa di quella del modo in cui l`umanita e emersa dalla confusione della natura. non e un caso che tanti libri ne parlino. spesso pero ne parlano in maniera superficiale e insieme altisonante; e spesso lo fanno nascondendo dei secondi fini. a molti piace infatti pensare che essere umani, oggi, significhi partecipare a una grande avventura che accomuna tutti fin dalle nostre umili origini e che punta verso un futuro radioso. e una prospettiva rassicurante, certo, ma, purtroppo o per fortuna, le cose non stanno cosi. diamo per scontato che la preistoria, che l`idea di preistoria, sia sempre esistita. invece e un`invenzione relativamente recente. e lungi dall`essere un neutro settore della scienza, e invece una narrazione sempre mutevole in cui la scoperta si mescola con la rappresentazione. fino a una trentina di anni fa, per esempio, quando a scuola si parlava degli uomini di neanderthal venivano descritti come dei bruti: esseri ingobbiti, violenti e dai tratti scimmieschi, troppo stupidi per sopravvivere all`irresistibile ascesa dell`"homo sapiens". oggi invece hanno cambiato aspetto, si sottolinea la loro enorme scatola cranica, piu grande di quella di un "sapiens", e sono spesso mostrati con tratti somatici piu gentili: hanno i capelli rossicci tendenti al biondo e gli occhi chiari. cio e dovuto certo a nuove scoperte, almeno in parte. ma il fatto che somiglino cosi tanto a chi queste scoperte le ha fatte non e un caso, e ci dice molto su quanto le nostre origini siano un campo di battaglia che riguarda piu il presente del passato. questo discorso puo valere per ogni periodo storico, ma vale molto di piu per un periodo di cui ci sono poche testimonianze, nessuna delle quali e in grado di parlarci senza essere interpretata. ma le origini umane non sono una mera astrazione, ne un semplice spunto per condurre degli esperimenti di pensiero o un`indagine scientifica pura. e nel nome di queste origini, dal xix secolo ai giorni nostri, sono

in questa nuova raccolta di patrizia valduga sono numerose le assonanze tematiche con i libri precedenti (nostalgie e solitudini, desideri e indignazioni), ma qui la meditazione sulla vita che "vola via" viene trafitta dalla tragica attualita delle guerre in corso. nel flusso di umori ed emozioni si affaccia l`urgenza di reagire alle ingiustizie di "questa eta cruenta e tenebrosa". e gli scoramenti trovano qualche ristoro - non la salvezza, ma un punto d`equilibrio - nella cura formale, nell`intensita del canto e della pulsione metrica: "poesia, e ora: prendimi per mano, / tu, gioia e gioventu di un cuore umano!" i distici di endecasillabi a rima baciata compongono l`architettura dei dissidi e l`orchestrazione delle diverse voci: "io mi sdoppio e mi striplo a mio piacere". ed ecco allora la donna con le sue passioni, la poetessa che sorveglia la qualita del dettato o battibecca con una voce interiore che col suo metronomico entrare e uscire di scena scandisce la "guerra della mente", e c`e perfino lei stessa postuma, mentre ricerca nella clessidra del tempo la sparsa polvere dell`essere. un teatro dell`interiorita che reagisce alle storture del mondo e in cui si susseguono inquietudini, ironie, sconsolati recitativi seguiti da fiere arie di vendetta: "ne ho abbastanza di angosce e di sconforti... / io voglio vendicare tutti i morti / di queste guerre vere e d`invenzione / volute da chi merita il mio drone".

"sorseggiarono il caffe, l`uno davanti all`altra, fra le macerie della vita passata di lui e i frammenti di quella presente di lei, agitati da una dolce eccitazione per quel supplemento di vita cui sentivano di avere diritto, da una feroce nostalgia per una vita che non c`era mai stata". questa e la storia vera di un amore possibile. o forse e la storia possibile di un amore vero. margherita e marcello si conoscono su un treno. lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. seduti l`una di fronte all`altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. all`inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilita, di promesse mantenute oppure dimenticate. come in un film d`autore, nell`intimita di un`inquadratura fissa, matteo bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. e che, nella realta parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di se. un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscira a spegnere. come sarebbe "prima dell`alba" se i protagonisti, anziche una ragazza e un ragazzo, fossero due adulti che si sentono traditi dal mondo? sarebbe "la luce degli incendi a dicembre". la storia di uno di quegli inattesi spiragli con cui la vita ci ricorda che siamo ancora in tempo.

qual e il rapporto tra atene e il suo teatro? e cosa comunica una tragedia greca alla collettivita e agli individui? sulla scena teatrale gli eroi parlano spesso con il linguaggio degli ateniesi contemporanei e si dividono su problemi che rispecchiano l`esperienza quotidiana dei cittadini. e quel meccanismo che gia gli antichi definivano "anacronismo": il cortocircuito tra mito e realta, passato eroico e attualita politica, leggenda poetica e vita di ogni giorno. l`anacronismo e il nodo chiave dell`espressione tragica. non puo essere ridotto a un banale rispecchiamento della cronaca ne inquadrato in una generica relazione con l`ideologia della "polis" democratica. e invece un gioco drammaturgico complesso che crea sulla scena un tempo sospeso e irrisolto; e una lente deformante che trasforma sia il mito sia la realta in dimensioni inquietanti e inafferrabili. la tragedia del v secolo a.c. parla sempre di atene. ma ne parla in un modo paradossale che trascende la dimensione politica: il teatro diventa il luogo di una trasfigurazione del reale che apre squarci sulle dimensioni piu oscure ed enigmatiche dell`esistenza. il raffinato gioco di contrappunti tra mito e attualita richiede di essere decifrato mediante un`analisi ravvicinata dei testi. questo libro segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di eschilo, sofocle ed euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell`atene del v secolo a.c. per decostruire gli ingranaggi della prodigiosa macchina della tragedia che da millenni affascina spettatori e lettori.

alla loro comparsa, nel 1726, "i viaggi di gulliver" conquistarono immediatamente un pubblico vastissimo e trasversale: se i bambini erano catturati dalla sua trama fantastica, i politici ne coglievano il veleno satirico, riversato sugli eventi e la societa contemporanea. da allora, il libro ha continuato a esercitare un fascino duraturo su lettori di ogni genere, distinguendosi come un unicum nella letteratura mondiale per la sua capacita di agire su piu livelli. il primo piano e quello della pura invenzione narrativa: swift costruisce mondi che funzionano come fiabe geometriche, dove la meraviglia e regolata da una logica ferrea. nei quattro viaggi compiuti da lemuel gulliver, il lettore assiste attraverso il suo sguardo a un`infinita serie di prodigi - minuscole cucitrici che infilano invisibili fili di seta in altrettanto invisibili aghi, vespe grandi come pernici e rumorose come cornamuse, un`isola che fluttua in cielo grazie a un enorme magnete e a un assale di diamante -, e vi si abbandona con la curiosita rapita dei bambini. ma oltre a stimolare l`immaginazione visiva, swift mette alla prova la nostra capacita di interpretazione. nei "viaggi di gulliver", le apparenze spesso ingannano, e l`ironia - tagliente e corrosiva - permea quasi ogni frase. non e un caso che, nell`ultimo capitolo, il giuramento che il protagonista pronuncia per affermare la propria sincerita riecheggi le parole di sinone, l`ingannatore che condusse i troiani a spalancare le porte al cavallo di legno. e a un ulteriore livello, sotto la satira, oltre la favola, resta la domanda portante dell`opera: che cos`e davvero l`essere umano? sovrano della natura o insetto che si crede re? meschino come un lillipuziano, feroce come uno yahoo, o ingenuo come il "gullible" gulliver? swift non fornisce risposte, ma voltata l`ultima pagina chi legge ha la sensazione di aver guardato l`umanita intera attraverso una lente deformante - e di avervi scorto, alla fine, il proprio volto. grazie all`ampio corr

nell`ottobre del 2014, durante una cena tra amici, il grande poeta francis blundy dedica alla moglie vivien un poema che non verra mai pubblicato e di cui si perderanno le tracce. un secolo piu tardi, in un mondo ormai in gran parte sommerso dopo un grande disastro, lo studioso di letteratura thomas metcalfe scopre degli indizi che puntano a un intreccio amoroso e criminale. ma che ne sappiamo degli uomini e delle donne del passato, con le loro passioni e i loro segreti? e che sapranno i nostri discendenti di noi e del mondo guasto che gli lasceremo in eredita? nel maggio del 2119 thomas metcalfe, studioso di letteratura del periodo 1990-2030, si reca per l`ennesima volta alla biblioteca bodleiana per consultarne gli archivi, a lui arcinoti, nel tentativo di scovare qualche scampolo di informazione inedita sull`oggetto dei suoi interessi, la fantomatica "corona per vivien" del grande poeta francis blundy, mai ritrovata. il viaggio e disagevole, ora che la bodleiana e stata trasferita nella snowdonia, nel nord del galles, per sottrarre il suo prezioso contenuto alle acque che, dopo il grande disastro e l`inondazione che ne segui, sommersero l`originaria sede, a oxford, e gran parte della terra. ma gli abitanti del ventiduesimo secolo, sopravvissuti a quella catena di eventi, sono avvezzi al disagio e alla penuria, e inclini a guardare alla ricchezza e alla varieta del mondo precedente ora con rabbia ora con sognante nostalgia. forse anche cosi si spiega l`ossessione di metcalfe per il poemetto perduto. miracolo di costruzione poetica, la corona di blundy fu composta poco piu di cent`anni prima, nel 2014, in occasione del compleanno della moglie vivien, e recitata un`unica volta durante i festeggiamenti presso il casale dei blundy, in un tripudio di vini e cibi deliziosi e ora introvabili, alla presenza della loro cerchia di amici. facendo riferimento al celebre banchetto del 1817, cui parteciparono keats e wordsworth, l`evento fu successivamente definito "secondo imm

patriarcato. sessismo. intersezionalita. liberazione sessuale. violenza di genere. termini come questi, oggi centrali nel dibattito pubblico, affondano le loro radici in quell`elaborazione fatta di pratiche e teorie che chiamiamo femminismi. il plurale e d`obbligo, date la varieta e la complessita di quei percorsi. questa antologia propone un itinerario attraverso i testi fondamentali dei femminismi dal secondo dopoguerra a oggi, offrendo una visione ricca e sfaccettata delle trasformazioni politiche, sociali e culturali che hanno segnato il pensiero e l`azione delle donne. da simone de beauvoir fino al movimento non una di meno, passando per autrici come chandra talpade mohanty, angela davis, bell hooks, donna haraway, judith butler, adrienne rich, nancy fraser, audre lorde, luce irigaray, carla lonzi, luisa muraro, lea melandri e molte altre: piu di cinquanta testi per ascoltare direttamente le voci delle protagoniste, cogliere come alcuni degli strumenti del pensiero che oggi usiamo per analizzare il mondo sono stati elaborati per la prima volta e il loro specifico significato. una mappa critica per orientarsi in un campo in continua evoluzione, dedicata a chi voglia approfondire, interrogarsi - o prendere posizione.

non c`e pace per il capo della surete armand gamache. un dubbio lo tormenta. la sensazione di essersi lasciato sfuggire qualcosa lo divora. neppure l`apparente tranquillita di three pines gli da sollievo, perche un suo errore potrebbe aver messo in pericolo tutto cio che ama. gli uomini della polizia del quebec hanno da poco sventato un attacco terroristico e arrestato l`uomo che l`ha ideato. ma il sollievo e la soddisfazione per il brillante risultato sono di breve durata. gamache, quasi sordo a causa di un colpo di pistola che l`ha sfiorato, e certo che manchi un tassello. per questo, una volta a three pines, decide di proseguire le indagini. ha pochi indizi: numeri su una cartina, diari e le parole di un morto. ma e costretto a muoversi con cautela: se il "lupo nero" e stato cosi abile, se i suoi piani sono cosi ramificati, deve godere di complicita ad alto livello. potrebbe rivelarsi l`avversario piu sottile e pericoloso che gamache abbia mai affrontato.

"sono duecento metri sopra il vuoto, sto scalando una parete rocciosa che conosco bene. le mie mani perdono presa, capisco che e tutto finito. per gusto della sfida, ho sempre arrampicato a mani nude, senza corde. sapevo che un giorno l`avrei pagata. mi chiamo marceau miller, sono un romanziere di successo. domani sulla mia pagina wikipedia sotto la riga "nascita" potrete leggere: "morte: 16 maggio 2021 (40 anni)"". la tragica fine di uno scrittore di successo e un enigma la cui soluzione si trova, forse, in un manoscritto scomparso. sono in molti a voler leggere quelle pagine. chi perche vuole scoprire la verita. chi perche ha interesse a pubblicarle. chi perche ha paura contengano indicibili segreti e pericolose confessioni. marceau miller e lo pseudonimo dietro cui si nasconde l`autore di questo mystery, diventato un caso editoriale. la sua identita e a oggi sconosciuta. un autore di bestseller vive un`esistenza all`apparenza perfetta. e felicemente sposato, ha due figli e una magnifica casa in un posto da sogno. eppure non fa che sfidare la morte pilotando un ultraleggero, immergendosi nelle profondita del lago di ginevra o arrampicando in solitaria. uno sprezzo del pericolo che cela un tormento, quello per la scomparsa della sorella avvenuta vent`anni prima. quando il suo corpo viene ritrovato ai piedi di una parete di roccia, la gendarmeria pensa di archiviare il caso come incidente. la moglie, pero, ha dei dubbi. troppe cose non tornano, a partire dalla sparizione dell`ultimo romanzo del marito, la cui unica copia doveva essere custodita nel caveau di una banca. la ricerca del manoscritto diventa un`autentica caccia al tesoro, complicata da strani indizi e false piste. e sempre piu una domanda si ripropone in modo assillante: chi era, davvero, marceau miller?

quello tra antonietta pastore e il giappone e un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. in queste pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, antonietta pastore ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del "genkan" che segna la soglia dell?intimita domestica. e un giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernita convivono in un equilibrio mobile e umanissimo. conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il giappone, e il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. questo ci dice antonietta pastore fin dai titoli delle tre parti in cui e diviso il libro - scoprire, comprendere, ritrovare -, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi li; e poi l?ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. in tutto, un arco temporale di mezzo secolo. non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l?origine, antonietta pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se puo scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga e la possibilita

zero virgola venti secondi. e questo il tempo che, secondo la scienza, impieghiamo per innamorarci di qualcuno. un manga d?autore. una commedia sentimentale, brillante e commovente, ideata e scritta da matteo bussola e disegnata da emilio pilliu. l?amore fa questo, di incredibile: ci rende nuovi a noi stessi. ci fa scoprire cose di noi che mai avremmo immaginato. antonio e sempre stato sicuro, egocentrico, sfrontato nella vita e nei rapporti con le donne. una sera, senza preavviso, la sua armatura da maschio alfa finisce in frantumi: antonio si scopre a provare qualcosa per un uomo. il nuovo, inatteso sentimento per marcel, istrionico e tenero ventinovenne, lo destabilizza, costringendolo a rivedere le sue certezze, i suoi pregiudizi, e pure le sue relazioni passate, compresa quella con nadine. ed e proprio a lei che si rivolge, nel tentativo di dare un nome al turbamento che sente. una storia ironica e romantica di genere yaoi, ambientata tra le luci e le ombre di napoli. la prima serie manga di einaudi stile libero. storie di formazione, di donne e di uomini che cercano il loro posto nel mondo, che vogliono dimenticare qualcuno, o lasciarsi qualcosa alle spalle, per cominciare una nuova vita. per andare incontro al proprio "zeroventi".

"la casa brucia proprio quando ci pare di avere il controllo assoluto del fuoco". sappiamo davvero cosa desideriamo? e quanto sono pericolosi i nostri desideri? un messaggio d?amore inviato alla destinataria sbagliata da inizio a una storia irresistibile che non abbandona mai la tonalita ironica e tuttavia sospinge il protagonista verso esiti sempre piu allarmanti. l?errore iniziale, pur nella sua casualita, logora gli argini. nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. domenico starnone aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilita della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una sintesi dei disastri di cui e capace il genere umano. l?uomo che racconta questa storia ha trentotto anni, fa lo sceneggiatore. e sposato da piu di dieci anni con livia, donna intelligente, bella, soddisfatta del suo lavoro. la coppia ha tre figli (il piu piccolo di dieci mesi), la vita coniugale e appassionata, senza crepe. ma nel corso di un pomeriggio particolarmente caotico si verifica un banale incidente. il giovane marito e padre sta badando ai figli perche la moglie e a un convegno, e intanto scambia messaggi urgenti di lavoro con claudia, la collega con cui scrive sceneggiature per la tv. nella fretta sbaglia: invia a claudia un messaggio d?amore destinato a livia. niente di male, naturalmente, se la collega, seria, affidabile, non gli rispondesse che anche lei lo ama e da tempo. sarebbe urgente chiarire il malinteso, e invece e sufficiente un?esitazione perche tutto corra avanti e nella mente del protagonista si faccia strada qualcosa di latente, una possibilita nuova. di colpo claudia e vista sotto una luce diversa, smette di essere semplicemente una compagna di lavoro e diventa una donna affascinante, complessa, capace di "scatti

le numerose traduzioni disponibili anche in italiano consentono a un pubblico sempre piu attento ed esigente di apprezzare la straordinaria ricchezza della letteratura giapponese, rendendo accessibili capolavori immortali. come tutti i classici, anche quelli giapponesi, sebbene possano apparire distanti, sanno rivelarsi sorprendentemente attuali e vicini, scrigni di saggezza e autentiche enciclopedie del mondo, oltre che testimonianze di una raffinata sensibilita estetica che permea ancora oggi la societa giapponese. questo volume si propone di accompagnare il lettore - che sia studente, studioso o semplicemente appassionato di cultura giapponese - in un affascinante viaggio lungo oltre mille anni, dai primi documenti letterari dell?viii secolo fino ai generi che si affermano nella seconda meta del xix secolo, nel momento in cui il giappone si aprira all?occidente e alla modernizzazione, senza mai rinunciare alla propria fortissima identita culturale. ogni capitolo ricostruisce la storia letteraria dei diversi periodi e generi, dalla prosa alla poesia e al teatro, adottando uno sguardo sempre attento al piu ampio contesto culturale e sociale. cosi concepito, il libro e un invito a scoprire, o riscoprire, opere che continuano a ispirare generazioni, e che rappresentano le fondamenta di una delle tradizioni letterarie piu raffinate del mondo.

"rivendico il diritto all?arte del saccheggio, alla non-oggettivita, alla contraddizione, al procedere non scientifico, al libero prelievo di testi altrui e al loro casuale sovrapporsi e pure al loro confliggere". con grande sincerita e senza alcun timore di essere "politically incorrect", un linguista si scompone nelle sue manie e passioni, idiosincrasie e valori. la poesia e il jazz, l?irritazione per i luoghi comuni ricorrenti e il pensiero unico, le parole e il destino delle lingue, i vivi e i morti, le differenze e le analogie, l?intelligenza artificiale e quella artificiosa, la filosofia grammaticale e l?ironica saggezza dell?interpunzione... tutto questo e molto altro ancora creano un indimenticabile "me stesso", castello di carte e di carta nell?infinito gioco del mondo. mettiamo che un linguista, che e anche un poeta, decida di descrivere senza remore cio che vede e pensa del mondo, osservandolo dalla sua finestra affacciata su un tramonto occidentale. e, per farlo, cominci con l?aprirla... se percio vi attendete che questo libro sia un monologo, o un soliloquio, abbandonate da subito l?ipotesi: l?"io" narrante non sara mai solo. perche i linguisti parlano, certo, ma soprattutto ascoltano. se poi sono anche poeti sentono perfino i rumori bianchi, le pause, gli a capo. e da quella finestra d?occidente entra davvero di tutto. e irrompe con una folla di voci. e interrompe "io". di continuo. ma forse e per l?appunto nell?essere interrotti che si diventa davvero se stessi: nella propria libera e liberatoria reazione a cio che, da fuori (ma anche da dentro), ci avvolge costantemente di parole. quella reazione che e un discrimine e un vaglio, un generatore di categorie, di dilezioni, di appartenenza, di rifiuto. e quindi di pronomi. il fastidio tremendo di fronte alle vocette che blaterano parole alquanto cretine ma di moda; l?idiosincrasia per le astrusita pompose e spesso vuote di senso pronunciate in tono impostato (di solito un po? nasale); o, al contrario, l?

come avviene nel delta di certi fiumi, il pensiero, quando raggiunge la foce, si allarga e disperde in rivoli e piccoli stagni, ciascuno dei quali contrae in se in qualche modo l?intero corso. e quanto avviene in questo libro, in cui l?autore ha raccolto i testi degli ultimi anni, nei quali il pensiero sembra raggiungere i suoi esiti estremi, simili all?ultima mano che il vecchio pittore da alla tela che era andato dipingendo. non sorprende, allora, che i temi essenziali della sua ricerca acquistino qui un nuovo slancio e, insieme, motivi che erano rimasti non detti giungano per la prima volta alla parola, quasi che solo avvicinandosi alla foce il pensiero trovasse il suo vero inizio. "tutta l?opera di kafka non e che il tentativo di trovare un alibi che gli permetta di sfuggire all?accusa che egli stesso ha mosso contro di se. per questo, al di la della sua abilita di scrittore, egli ci appare esemplare, come se ogni sua parola ci riguardasse da vicino e mettesse in questione la nostra stessa esistenza. ognuno, infatti, deve trovare un alibi credibile per sfuggire all?autoaccusa - o all?autocalunnia - che si e fatto non ricorda ne come ne quando e della quale non riesce piu a venire a capo. e quanto kafka intende scrivendo che ciascun uomo costruisce la sua vita sulle proprie giustificazioni. ma un alibi e qualcosa di piu ingarbugliato e complesso di una semplice giustificazione. non puo consistere soltanto in un enunciato linguistico o in una dottrina, e piuttosto qualcosa cui diamo forma vivendo. e poiche siamo noi stessi ad accusarci e la querela proviene dalla nostra stessa vita, l?alibi dovra insistere sugli stessi fatti allegati dal delatore, ma senza confondersi con essi. le cose che ci non-sono si manifestano solo nella misura in cui le cose che ci sono appaiono in una nuova luce. esse non sono forse altro che questa luce - cosi reale e prezioso e il loro non esserci".

un noir ruvido e incalzante come le valli e le montagne in cui e ambientato. un giallo che diventa il pretesto per raccontare legami, odi e tradimenti di una piccola comunita montana. in una valle selvaggia e silenziosa del piemonte, cesare, ex "passeur" che portava clandestini e merce di contrabbando oltre il confine con la francia, vive in una baita con l?unica compagnia della lupa micol. indurito dal mestiere svolto e dall?ambiente che lo circonda, trascorre i suoi giorni lontano dal mondo. ma tutto cambia quando una notte, in fondo a una scarpata cesare trova il cadavere di fausto, l?amico a cui aveva consegnato il suo lavoro e la sua esperienza, freddato da due colpi di fucile. tutti considerano il delitto legato al traffico di clandestini, di cui la polizia ritiene fausto una figura chiave. eppure ben presto quel ritrovamento scuote gli equilibri precari della valle. cesare avvia cosi una personale indagine sulla morte di fausto, che lo costringera a rivivere antichi tradimenti, svelare verita scomode e affrontare un mondo di traffici illeciti e segreti a lungo taciuti. con "il mangiatore di pietre" davide longo costruisce un romanzo che intreccia la tensione del noir con l?introspezione di una storia umana profonda e dolorosa. la natura, protagonista quanto i personaggi, diventa specchio delle loro fragilita, con le montagne imponenti e i silenzi delle valli ad amplificarne solitudine e rimorsi.

il racconto epico di un luogo quasi ultraterreno, dove il sole resta alto nel cielo per sei mesi all?anno e si eclissa nella distesa di ghiaccio per altri sei. per chiunque, guardando l?orizzonte, si sia chiesto che cosa succede se si continua a camminare verso nord. pochi luoghi sulla terra suscitano da sempre l?inquietudine e il fascino esercitati dal polo nord. per millenni, da erodoto in avanti, viaggiatori, cartografi, scienziati si sono interrogati sul punto piu settentrionale del pianeta. e fu soltanto con le prime, leggendarie spedizioni guidate da fridtjof nansen e robert peary all?inizio del novecento che molti misteri vennero svelati. erling kagge, che al polo nord ci e arrivato a piedi nella primavera del 1990, ricostruisce le principali esplorazioni tra i ghiacci e restituisce la suggestione del silenzio, il bagliore, l?incanto di un luogo mitico. "polo nord. storia di un?ossessione" e un libro su quel manipolo di visionari che ha inseguito un sogno magnifico e su un universo magico ma fragilissimo che sta mutando forse per sempre.

viviamo in un?epoca in cui duecento milioni di fotografie vengono realizzate ogni ora. la maggior parte poi viene caricata online, modificata, condivisa, archiviata nella marea infinita del visibile e del registrato insieme a miliardi di immagini generate da intelligenze artificiali addestrate sullo stesso repertorio del gia visto. nel 1840, un anno dopo l?invenzione della fotografia, il pittore paul delaroche esclamo: "d?ora in poi, la pittura e morta". la fotografia era piu veloce, economica e realistica: la sua invenzione emancipo i pittori dalla realta, aprendo la strada a tutte le forme dell?arte futura. oggi i fotografi si trovano di fronte alla stessa prova affrontata dai pittori quasi due secoli fa. possono essere altrettanto radicali? possono fare in modo che la fotografia continui a essere un testimone credibile del reale? l?immagine fotografica puo trasformarsi in qualcosa di prima impensabile? fred ritchin scrive un?analisi lucida e documentata sul destino della fotografia nell?epoca dell?intelligenza artificiale. l?occhio sintetico e uno strumento imprescindibile per interpretare criticamente il nuovo contesto visivo contemporaneo.

la parola "tecnica" evoca scenari del fare e del pensare umano che paiono oggi trasparenti, inconfutabili; in essi l?uomo come soggetto cosciente e attore rispetto sia alla storia sia alla natura. indubbiamente mai come oggi la terra e avvolta in una rete di attivita tecniche, al punto che non vi e piu luogo che non porti il segno della trasformazione umana. eppure mai come oggi l?umanita nel suo complesso appare incapace di dirigere verso una meta la propria azione: il disastro ambientale, il diffondersi delle guerre, le ingiustizie economiche si impongono a livello planetario e qualsiasi soluzione da parte dell?uomo - proprio nella sua dimensione di progettazione tecnica - pare in grado solo di accelerare l?apocalisse incombente. al momento vince la rappresentazione secondo cui non vi sia alternativa al tipo di mortifera relazione tecnica imposta dal neoliberismo; eppure essa e falsa perche rimuove la dialettica della tecnica occidentale, che non e fatta solo di dominio e di illimitata crescita economica, ma va concepita anche come emancipazione, come costruzione di un rapporto libero tra uomo e natura, e perfino come convivialita e "poiesis". il sillabario filosofico qui proposto si propone di ridare senso a parole soffocate nelle fantasmagorie del capitalismo globale. riaffermare e immaginare il significato tecnico dell?agire e del pensare dell?essere umano risponde alla necessita teoretica e politica di trasformare la nostra storia riattizzando la "scintilla della speranza" racchiusa nella sua essenza.

questo libro ripercorre in sequenza cronologica gli straordinari esiti figurativi dei primi cinquant?anni del quattrocento italiano, proponendosi di restituire l?incalzante avvicendarsi di opere e artisti in precise interazioni e conseguenze. l?obiettivo e quello di far maturare la consapevolezza che una precisa griglia cronologica e geografica non e questione meramente nozionistica, ma modello di una struttura cognitiva globale e condizione preliminare di qualsiasi tentativo di interpretazione. il racconto non si focalizza solo sui fatti maggiori, ma tenta anche di documentare, almeno per scorci improvvisi, l?infinita varieta di realta minori, eppure dotate di una loro fisionomia. le velocita di acculturazione dell?epoca erano assai disuguali a seconda dei luoghi e dei contesti, cosi come nella stessa firenze, in relazione ad ambiti diversi di committenza. l?apprezzamento di valori divergenti non e pero in contraddizione con l?enfasi posta sulle cesure innovative. cosi come ci si avvicina ai grandi cominciando a studiarne i riflessi nei minori, anche dalle resistenze e dalle dissonanze si arriva a comprendere la portata delle sperimentazioni piu radicali.

"i miei racconti sono un omaggio postumo ad alcuni autori che ho amato nell?adolescenza e dopo: verne, wells, lo swift di "gulliver", butler e altri..." "vizio di forma" e la seconda raccolta di racconti fanta-tecnologici e fanta-biologici di primo levi. uscita nel 1971, a cinque anni dalle "storie naturali", e un?opera non solo ecologica ma ecosistemica. chimico dagli interessi enciclopedici, levi esplora le infinite possibilita combinatorie che la materia consente, ma non dimentica di cogliere le anomalie, le sfasature, i "vizi di forma" in cui si annida il germe di catastrofi piccole e grandi. la sua vena di narratore non e tuttavia apocalittica o disperata: al contrario, e mossa da una divertita curiosita per l?uomo. le invenzioni della scienza e della tecnica aprono all?eterno gioco della commedia umana possibilita paradossali, assurde o esilaranti, che levi narra con ironia e con fermezza di giudizio morale. un libro che e l?ennesima conferma di quanto primo levi, oltre che un imprescindibile testimone, sia anche un grande scrittore.

"di storie ne servono molte, moltissime, per non diventare schiavi di un solo punto di vista". michela murgia ha scritto ogni giorno della sua vita senza mai smettere di chiedersi cosa e possibile cambiare, in se e nel mondo, inventando storie. raccontare, forse, era il suo modo preferito di pensare. per questo i racconti raccolti in "anna della pioggia" - scritti negli anni, magari letti una sera in una piazza e poi divenuti introvabili - sono pieni di luce, di vita e di idee. e restituiscono la voce mobile e folgorante di una delle piu importanti scrittrici del nostro tempo. anna corre solo quando piove, e correndo ragiona di lavastoviglie, soprammobili, pupazzi: tutto, pur di non affrontare direttamente cio da cui davvero fugge. assieme a lei, lo straripante catalogo di personaggi che animano questa raccolta di racconti include pastori laureati e portieri notturni, corridori scalzi e bambini che recitano in sardo mentre gli alleati bombardano cagliari, terroristi, bracconieri, finanzieri, pescatori di polpi e persino piante, capaci di mettere in crisi le certezze di uomini spavaldi. ci sono potenti voci di donne che prendono la parola per la prima volta: non solo morgana, ma anche elena di troia, beatrice cenci che rifiuta l?autorita di un padre abusante e odabella che sfida quella di attila, re degli unni. e ovviamente c?e michela, che racconta di quando pestava l?uva nelle vendemmie della sua infanzia rurale, o di come le sue preghiere abbiano resuscitato una delle falene allevate insieme al fratello, o ancora del perche chiunque nasca su un?isola finisca per avere un?identita in frantumi. queste storie, disseminate come gemme di un tesoro piratesco senza forziere, non sono mai state raccolte in un libro prima d?ora. perche michela murgia le ha lette ad alta voce in scuole e teatri occupati, le ha raccontate a chi andava ad ascoltarla nei festival, le ha pubblicate in diari scolastici, cataloghi di mostre, addirittura nel programma di sala di un?opera lirica. a

"canta, musa divina, l?ira di achille figlio di peleo, l?ira rovinosa che porto ai greci infiniti dolori, e mando sottoterra all?ade molte anime forti d?eroi, e li lascio in preda ai cani ed a tutti gli uccelli: cosi si compiva il volere di zeus - da quando si divisero, in lite l?uno con l?altro, il figlio di atreo, capo d?eserciti, e il nobile achille". gli ultimi cinquantuno giorni della sanguinosa guerra di troia nel poema epico piu antico e famoso della civilta occidentale, ancora oggi ineguagliato nel mettere in scena l?ineluttabile ambiguita della natura umana, eroica e allo stesso tempo fragile. l?"iliade" viene qui presentata nella traduzione di guido paduano, fedele allo stile omerico e dal ritmo incalzante, che permette al lettore di cogliere il senso unitario e la forza di un?opera immortale. traduzione e saggio critico di guido paduano. introduzione e note di francesco morosi.

"hitopade?a" e una raccolta di favole, novelle e apologhi, ed e uno dei capolavori della letteratura sanscrita. l?opera fu composta nell?india nordorientale, tra il ix e il xiv secolo. malgrado l?origine popolare di molte favole, "hitopade?a", come gia il "pancatantra", e un testo dotto e raffinato, destinato a un pubblico di corte. un grande saggio accetta l?incarico offertogli da un sovrano di insegnare ai suoi tre figli - sprovveduti e indolenti e che pensano solo ai piaceri - la scienza politica e l?arte di raggiungere il successo mondano. l?insegnamento e esposto in quattro libri, ognuno introdotto da un racconto cornice. si susseguono cosi favole, racconti e frasi tratte dal tesoro letterario ancestrale dell?india. storie che spesso hanno come protagonisti gli animali, ma che danno risposte astute e pragmatiche a una serie di situazioni, problemi e dilemmi molto umani.

senegal, south carolina e palestina: il passato schiavista e coloniale, il retaggio del razzismo e l?apartheid imposto da israele nei territori occupati. tre viaggi attraverso tre continenti percorrendo le strade tracciate dalla memoria collettiva, inseguendo nuovi modi per leggere i miti distruttivi e cambiare il presente. in questo momento cruciale della storia globale, ta-nehisi coates, uno dei piu lucidi pensatori dei nostri tempi, ci invita a riflettere sulla scrittura intesa come resistenza e testimonianza. e sul suo scopo fondamentale: salvare il mondo. un libro che nasce dopo aver viaggiato, visto e sentito. perche scrivere significa immergersi dentro le cose, toccarle, osservarle senza accontentarsi delle narrazioni altrui o delle rappresentazioni parziali: e questa l?idea che guida ta-nehisi coates nelle sue esplorazioni. si parte da dakar, una meta a lungo evitata per paura del contraccolpo emotivo degli echi del passato. all?arrivo coates si rende subito conto di essere al di la di quell?oceano che ha segnato il destino della comunita nera, e sente di essere tornato a "casa", forse anche per coloro che non hanno potuto farlo. seconda tappa: chapin, una cittadina lacustre del south carolina. subito dopo il periodo di maggiore attivita del movimento black lives matter, l?autore e stato invitato da un?insegnante di una scuola locale perche alcuni genitori e docenti avevano tentato di proibire la lettura del suo memoir "tra me e il mondo". coates si prepara allo scontro, ma la visita si trasforma invece in un?occasione per riflettere sugli spazi culturali, sulla dimensione extra-istituzionale, sulle letture personali, che contribuiscono alla costruzione dello spirito critico piu rivoluzionario. il percorso si conclude in palestina. qui, ospite del festival della letteratura palestinese nel maggio 2023, coates osserva il regime di apartheid che vige su tutto il territorio. la popolazione musulmana e bloccata ai checkpoint, monitorata senza motivo, aggredita e

servirono veramente le bombe atomiche a porre fine alla guerra o vennero sganciate seguendo altre logiche e finalita? perche non fu sufficiente il precedente bombardamento incendiario di tokyo, quasi altrettanto distruttivo e crudele? uno dei maggiori storici militari al mondo, richard overy, ripercorre quei mesi drammatici, dalla guerra nel pacifico agli sforzi tecnologici e scientifici della corsa atomica, fino all?escalation che porto alla scelta di colpire hiroshima e nagasaki. sono mesi che gettano la loro ombra inquietante sull?oggi, in un tempo in cui insieme agli interrogativi etici minacciano di sollevarsi gli stessi venti nucleari. nei mesi conclusivi della seconda guerra mondiale centinaia di migliaia di giapponesi, per lo piu civili, morirono in un?ultima esplosione di violenza dal cielo. dopo aver devastato tokyo gli aerei americani iniziavano a non avere molti obiettivi plausibili a disposizione, e si decise allora di utilizzare due armi atomiche per chiudere definitivamente la guerra. da allora, il ruolo dei bombardamenti incendiari e delle armi nucleari nella lettura della resa giapponese e sempre stato oggetto di un acceso dibattito. richard overy ripensa a come dovremmo considerare quest?ultima fase del conflitto. il popolare racconto secondo cui i bombardamenti furono efficaci va inserito nel contesto piu ampio di quanto stava accadendo in giappone all?inizio del 1945. e la facile equazione "bombardamento uguale resa" non puo piu essere data per scontata. queste pagine ricostruiscono il processo attraverso il quale, nel corso di una guerra lunga e tremenda, la volonta di uccidere i civili e distruggere intere citta e diventata una cosa normale. e ci mostrano come le preoccupazioni morali si sono potute attenuare fino al punto in cui gli scienziati, gli aviatori e i politici hanno approvato una strategia di distruzione di massa che non avrebbero mai approvato prima. rivelandoci pero allo stesso tempo quale sia stato lo sforzo messo in campo per cer

"il problema era che io aspettavo i corvi, e invece arrivavano i pensieri". cosa accade quando la realta si smaglia, e lascia entrare l?allucinazione? quando la paura ti avvinghia e si accorcia il respiro? quando l?unico modo che hai per stare al mondo e vivere su un precipizio, nello "sbilico" delle cose? alcide pierantozzi si e immerso in quel precipizio, e ne e uscito stringendo tra le mani un libro unico, letterario e ossessivo, capace di raccontarci per la prima volta in modo crudo e vero, "da dentro", un male che e di molti. una storia di una potenza disarmante, che urtica e lenisce insieme, e che una volta iniziata pretende di essere letta fino all?ultima parola. o bevuta fino all?ultima goccia, come una medicina. alcide ha quarant?anni, a volte dorme ancora con sua madre, prende sette pasticche al giorno (cinque la mattina e due dopo cena), ed e considerato "un paziente lucido, vigile, collaborativo, dall?eloquio fluido". e un essere umano "difettoso" tra i tanti, ma i suoi difetti stanno tutti dentro quattro pagine di diagnosi controfirmate da uno dei piu famosi psichiatri italiani: "disturbo bipolare", "spettro dell?autismo", "dissociazione dell?io", "antipsicotici", "pensieri di mancata autoconservazione"... dal suo esilio in una cittadina dell?abruzzo, dove ogni cosa sembra da sempre uguale a se stessa, alcide ci racconta il tempo melmoso delle sue giornate. le ore in spiaggia, o a sfinirsi in palestra, dove va per riguadagnare in muscoli quello che ha perso in lucidita mentale. soprattutto ci racconta - con tutta la chimica che ha in testa - cosa accade quando l?equilibrio psichico s?incrina: l?innesco della paranoia, la percezione che si sdoppia, il modo in cui il tempo fermo di un?attesa non e mai davvero fermo, perche e li che arrivano i pensieri. nel suo resoconto si alternano momenti di un "prima" a milano, la citta che da sola sembrava poterlo tenere in vita, e di un "prima ancora", un?infanzia in cui tutto faceva gia troppo male ma a salvarlo c?e

il racconto lucido e coraggioso delle violenze e delle umiliazioni subite dalle donne berlinesi dopo la caduta del terzo reich. il dramma di non poterlo gridare, della vergogna ma anche del senso di colpa e punizione di un popolo che scopriva gli orrori del nazismo. "si, la guerra avanza rombando verso berlino. cio che ieri era ancora un brontolio lontano, oggi e un tambureggiare continuo... viviamo dentro un cerchio di bocche di fuoco che si restringe di ora in ora". si apre con queste immagini il diario tenuto a berlino da una giovane donna tedesca nelle drammatiche settimane che videro la conclusione del conflitto, l?arrivo dell?armata rossa, la morte di hitler e degli altri gerarchi nazisti e infine la lenta, faticosa ripresa della vita. l?autrice ha voluto restare anonima da quando il libro vide per la prima volta la luce negli anni cinquanta e fu accolto, soprattutto in germania, con un senso di fastidio, anzi, di esplicito rifiuto. decise allora di vietarne ogni riedizione finche fosse rimasta in vita. solo dopo la sua morte, avvenuta nel 2001, hans m. enzensberger ebbe l?autorizzazione a riproporlo. "una donna a berlino" ci mostra il destino - purtroppo ricorrente in ogni conflitto, anche ai giorni nostri - di migliaia di donne costrette a subire gli stupri da parte dei soldati e, senza autocommiserazione ne revanchismo, conserva la capacita di discernere e di valutare su chi ricada in ultima istanza la responsabilita della tragedia tedesca. prefazione di anna foa. introduzione di hans m. enzensberger.

da quando jhumpa lahiri si e trasferita a roma per imparare meglio l?italiano, nel 2012, la domanda "perche l?italiano?" le e stata rivolta con insistenza, e ancor di piu dopo che in questa lingua ha cominciato anche a scrivere. "per amore" e la prima risposta, la piu istintiva ma non meno vera. e come ogni amore, questo ha finito per trasformarla. da autrice e diventata anche traduttrice, dei propri testi e di quelli altrui. una metamorfosi personale che infonde grande lucidita e sentimento alle sue riflessioni sulle lingue e su quella preziosa attivita del pensiero che consente di passare dall?una all?altra, creando nuovi innesti e prospettive. fin da bambina, da quando le e venuto il dubbio su quale lingua usare in un biglietto per la festa della mamma - l?inglese imparato a scuola o il materno bengali? -, jhumpa lahiri si e posta problemi di traduzione. cosi, quando ha affrontato il rischio di tradurre le proprie parole e quelle degli altri, ha sperimentato quella particolare forma di riconoscimento di se che spesso chiamiamo destino. ma il destino ha i suoi snodi, e un percorso fatto di incontri fortuiti, scelte e occasioni. in questo caso, e un avvincente percorso intellettuale, una ricerca senza fine il cui racconto conferisce un andamento narrativo a questa intensa raccolta di saggi sulla traduzione e l?autotraduzione. nei tredici testi che compongono il libro, di cui quattro nati in italiano e nove in inglese, gli incontri sono fecondi e numerosi: in primis, quello con la lingua italiana, per amore della quale jhumpa lahiri ha scelto di vivere meta della sua vita a roma, e da cui tutto ha avuto inizio; poi quello con i romanzi di domenico starnone che l?autrice ha tradotto in inglese ("lacci", "scherzetto", "confidenza"), un?esperienza nuova ed emozionante; quello con le lettere dal carcere di antonio gramsci, un potente antidoto al confinamento della pandemia; e infine l?incontro di una vita, in un?altra lingua ancora, quello con il grande poema ovidiano,

eta di lettura: da 8 anni.

per quanto dietro le quinte, suso cecchi d?amico e stata una protagonista del cinema italiano per oltre mezzo secolo, dall?immediato dopoguerra fino ai primi anni duemila. ha scritto piu di centoventi sceneggiature per registi come de sica, visconti, antonioni, comencini, monicelli e tanti altri. per dare un?idea dell?opera complessiva di suso, ma anche per dare un?idea della varieta delle scritture per il cinema, caterina d?amico e francesco piccolo hanno scelto quattro sceneggiature, sei soggetti e un trattamento (che e una via di mezzo tra il soggetto e la sceneggiatura), e anche un racconto focalizzato su un solo personaggio (la nadia di "rocco e i suoi fratelli") e una lettera al regista michalkov in cui c?e gia l?idea di "oci ciornie" per come verra poi effettivamente realizzato. insomma, il volume si propone come ritratto di una grande scrittrice ma anche come repertorio delle forme di scrittura cinematografica. l?intento e quello di rivalutare la scrittura per il cinema, finora considerata unicamente ancillare nei confronti del lavoro registico. gli sceneggiatori sono stati e sono scrittori "tout court". questo vale senza alcun dubbio per suso e tanti suoi colleghi che hanno costruito, insieme ai registi, la leggenda del cinema italiano del dopoguerra. un discorso a parte meriterebbe il fatto che ai tempi di suso "la fortuna di essere donna" non si abbinava al fare fortuna nel mondo del cinema (attrici a parte). il caso di suso e stato piu unico che raro nel mondo della sceneggiatura italiana. oggi la situazione e molto diversa, ma la carriera di suso va considerata per certi versi pionieristica da questo punto di vista e dunque porta con se un valore aggiunto. da film come "bellissima" e "speriamo che sia femmina" a una sceneggiatura e tre soggetti inediti, il campione qui proposto spazia dai lavori piu noti a quelli sconosciuti e copre pressoche l?intero arco della carriera di suso. con un apparato di foto tratte dai film, dai backstage e dall?archivio di

una studentessa indiana siede su una panchina del jardin di san miguel de allende, in messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica rosarita, la pittrice, incontrata li tanti anni prima. c?e un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava rosarita, non e mai stata in messico e non ha mai dipinto. la sconosciuta e forse un?imbrogliona? per scoprirlo dovra lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realta e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. bonita e una giovane studentessa di delhi in viaggio in messico per imparare lo spagnolo. seduta su una panchina del jardin di san miguel de allende, all?ombra della maestosa cattedrale, si gode l?estraneita di un luogo mai visitato. non conosce nessuno li, e nessuno la conosce. eppure un?anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l?avvicina con accalorata familiarita, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, rosarita, conosciuta proprio li tanti anni prima, quando rosarita era arrivata dall?india, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava sarita, non rosarita, non era mai stata in messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. ma la sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. bonita e ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da san miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. e, benche ormai sospetti che la sconosciuta non sia che un?imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del pacifico, sulle tracce di quei maestri

durante il tour di presentazione per il suo primo romanzo, chiara barzini riceve da un amico un pacco misterioso. tornata a casa, scopre che si tratta di un libro raro: il manuale originale usato per la costruzione dell?acquedotto di los angeles del 1913, autografato dall?ingegnere william mulholland. quando un famoso regista di hollywood si dichiara interessato a trarre un film dal suo romanzo, il manuale diventa per lei un talismano, un oracolo sulle sorti creative sue e di un luogo amato. del resto, attraverso quel capolavoro di ingegneria, william mulholland ha reso possibile l?impossibile, facendo sgorgare l?acqua nel deserto, inventando per un secolo l?immagine di los angeles. di fronte al rischio che il film non si faccia per problemi di produzione, chiara barzini decide di volare negli stati uniti per parlare di persona con il regista. prima di andare all?appuntamento, pero, intraprende un viaggio propiziatorio al salton sea, il piu grande lago californiano diventato un emblema del disastro ecologico, e poi lungo il monumentale acquedotto di los angeles. non e un?impresa solitaria. fin dall?inizio la sostengono i consigli di scrittori audaci come gay talese e mike davis, e da un certo punto in poi la raggiungono due amiche di vecchia data, kate e ruby. ripercorrere il cammino dell?acqua, ormai ridotta a un filo, e un modo per cercare di comprendere la parte piu sfuggente e misteriosa della citta, ma anche di se stessa, e affrontare il lutto per la fine di un?epoca che non credevamo sarebbe mai arrivata. un po? alla volta questo viaggio on the road ai confini dell?impero americano diventa l?occasione per far decantare i propri sogni, liberandoli dalle illusioni ma non dalla loro forza propulsiva. e allo stesso tempo per guardare con occhio lucido ma ancora in parte incantato una terra piena di fascino e di contraddizioni, una terra ora minacciata dalle fiamme.

questa nuova edizione include un saggio inedito di furio jesi: il mito "padrone di sempre". nel 1968, incoraggiato da un lettore come italo calvino, jesi consegnava alle stampe quello che possiamo oggi definire un vero classico della letteratura saggistica. un?idea mitologica, diceva kerenyi, somiglia al bocciolo di un fiore: capace di schiudersi e svilupparsi, racchiude anche e forma in se un mondo. letteratura e mito contiene non solo i primi studi jesiani su rilke, o anticipa, nelle pagine sulla dimensione collettiva delle mitologie, il tema politico di spartakus, ma custodisce gia nel titolo l?espressione compiuta di un?inimitabile maniera compositiva. inserendo direttamente gli "elementi mitici fra il materiale letterario", jesi riunisce in un nucleo coeso e organico le figure di cesare pavese, di novalis e hoffmann, o di ezra pound, colto nel suo contegno parodico di fronte al mito; scrivendo infine il suo capolavoro, offre nel saggio sul romanzo di apuleio la cifra abbreviata e luminosa della sua stessa opera.


il presente ci spaventa perche appare tanto incomprensibile quanto ansiogeno. caduti i vecchi modelli di spiegazione del mondo, sembra che l?unico filtro tra noi e la realta siano le emozioni. spoiler: non finira bene. benvenuti nel tempo della modernita esplosiva. perche sono cosi infelice? perche le app di dating mi creano ansia? perche la paura di fallire puo tenermi chiuso in casa per mesi? perche, se la sera incrocio delle persone nere, cambio marciapiede? perche la politica mi fa cosi arrabbiare? viviamo nel tempo della modernita esplosiva, un tempo in cui siamo quotidianamente sottoposti a una pressione emotiva cosi forte da renderci bombe a orologeria sempre sul punto di deflagrare. le nostre esistenze sono abitate da tensioni e contraddizioni insanabili che nascono dal costante conflitto tra una societa che ci promette liberta, autorealizzazione, godimento e un futuro - individuale e collettivo - che invece ha un aspetto tutt?altro che roseo. tramontato il tempo della "modernita liquida", eva illouz ci guida nei meandri del disagio di questa nostra nuova, minacciosa, inquieta "modernita esplosiva", servendosi della letteratura, da annie ernaux a madame bovary, passando per ishiguro: le storie come punti nevralgici in cui il sociale e l?individuale s?intersecano. e costruendo cosi un vero e proprio atlante con cui orientarsi nella confusione di un presente che non riusciamo piu a comprendere.

"ho sedici anni, sono immortale, ho un amore, e non c?e mare che possa resistere alle mie bracciate, alle mie astuzie". esistono molti modi per guardarsi indietro e raccontare cosa si e stati. ernesto franco ne ha messo a punto uno tutto suo, per lampi, travestimenti, epifanie. il narratore di queste pagine ha mille forme e mille voci, a volte sparisce e a volte occupa l?intera scena: ora e un bambino travestito da corsaro nero, ora il padre che gioca a batman con il figlio; ora e marito, ora amante, ora ragazzo e militante negli anni settanta. e poi ladro, dottore, cecchino, editore, rivoluzionario russo, killer serale di topi... attraverso questa girandola di personaggi, ernesto franco ci racconta tutte le persone che siamo se ci osserviamo da vicino, fondendo vita immaginata e vita vissuta in un bricolage mitico, letterario ed emozionante. questo singolare autoritratto di fantasia e una scommessa narrativa che sfida l?esperienza individuale per farsi letteratura, trascendendo cio che esiste di piu intimo e personale, cioe il racconto della propria vita, per rivolgersi proprio a tutti. alla base di "sono stato" c?e l?intuizione di interrogare e ripercorrere, senza remore ne pudore, i molti volti e le molte fisionomie della persona con cui l?autore ha intrattenuto negli anni la frequentazione piu duratura: se stesso. e cosi i frammenti di un?esistenza riaffiorano e sfilano davanti ai nostri occhi in un elenco toccante di ricordi, di evanescenze sognate e di istanti vagheggiati. su questo palcoscenico dell?immaginazione la memoria gioca a nascondino con la letteratura, tra seminari lacaniani e pomeriggi d?amore, pranzi di natale a base di hashish e scuole di recitazione, componendo un ritratto mobile e intenso di uno scrittore, di un editore, di un uomo, a cui il destino ha consegnato la qualita rara di saper tenere insieme grazia e passione. ernesto franco ha convocato le moltitudini - anche quelle letterarie - che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita, tr

la storia millenaria del mediterraneo raccontata per quella che e: una grande epopea umana. dai neanderthal alle misteriose civilta dell?eta del bronzo, dagli imperi in guerra fino al mare di oggi, e qui che decidiamo chi diventare. per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. persino in un posto come il mediterraneo centrale, dove europa e africa si guardano a poca distanza. la storia di questo pezzo di mondo, di un mare che puo essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi. dagli uomini preistorici che dalle sue sponde osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, alle popolazioni che per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua; dai mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, alle misteriose civilta dell?eta del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, come gli italiani che furono spediti in libia dal regime fascista, o quelli che da sud vanno verso nord, come le migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza. luca misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. e allo stesso tempo racconta il mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi piu inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere. muovendosi fra le coste libiche e tunisine, pantelleria e linosa fino a lampedusa, misculin ci fa conoscere un mare tutt?altro che "nostrum", mostrandoci il mediterraneo come fosse la prima volta, con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondita storica e umana.

"una sorella non e un?amica. non ci si sceglie a vicenda, non ci si studia di nascosto per capire con chi si ha a che fare: ci si appartiene fin dal primo momento". le sorelle blue hanno tre giorni per affrontare il vuoto che si e aperto tra loro. tre giorni per litigare, prendersi cura l?una dell?altra, piangere e ridere. e arrivare, insieme, a capire meglio quel dolore. avery e una avvocata che vive a londra e dietro una vita apparentemente perfetta nasconde un segreto. bonnie era una pugile ma dopo una sconfitta brutale ha dovuto smettere e forse deve lasciare los angeles. lucky, la piu giovane, fa la modella a parigi. poi c?era nicky, la cui morte improvvisa ha devastato le sorelle. adesso, riunite nell?appartamento che le ha viste crescere, le tre sorelle si ritrovano ad affrontare un evento che rischia di dividerle. e che, invece, finira per unirle ancora di piu.

un romanzo sconvolgente che a ogni pagina ci fa chiedere con paura: "siamo noi il male assoluto?". martin plunkett possiede un?anima nera che conosce un solo piacere: procurare alle sue vittime una morte lenta e dolorosa. da anni percorre l?america seguendo rotte casuali alla caccia di coppie da massacrare e mutilare. i media gli hanno affibbiato vari soprannomi, ma il vero nome di martin plunkett e morte. la sua mente brillante e contorta e un luogo orribile da esplorare, mentre la sua follia riflette quella di un?intera nazione. l?assassino e in viaggio. e non c?e nessun posto dove nascondersi. coinvolgente e terrificante al tempo stesso, "l?angelo del silenzio" entra nel cuore spietato di un serial killer in un modo e con uno stile che sono propri di james ellroy.

"vivere e narrare. l?essere umano, in quanto "animal narrans", si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. la narrazione ha la forza del nuovo inizio. lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica". le narrazioni sono in crisi da tempo. ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicita, nel consumo di informazioni. l?accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. dati e informazioni, pero, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. a diventare impossibile e la felicita stessa. perche la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando puo essere condivisa e tramandata all?interno di una narrazione collettiva.

due piccoli gioielli che testimoniano la straordinaria modernita dello stile di tacito e della sua riflessione sull?imperialismo romano. cornelio tacito, il piu importante storico di roma e l?ultimo grande scrittore di prosa latina classica, produsse i suoi primi due libri nel 98 d. c., quando la liberazione dalla tirannide di domiziano pose fine a quindici anni di forzato silenzio. la vita di giulio agricola, un ritratto dell?amato suocero, il piu famoso governatore della britannia, e l?occasione per portare i lettori ai confini del mondo conosciuto e tratteggiare l?epopea di un funzionario imperiale nell?attivita di romanizzazione, fino a quando fu travolto dal lato oscuro del potere. con "la germania", lo storico torna nelle terre del nord per descrivere le bellicose tribu germaniche che sfuggivano al controllo di roma e, come gia nell?"agricola", mettere a confronto i costumi dei cosiddetti barbari con la decadenza e la corruzione della roma imperiale attraverso un continuo gioco di rispecchiamenti e contrasti tra passato e presente, vicino e lontano. l?edizione e completata da un ricco apparato di note e da un?introduzione che contestualizza i due testi e ne approfondisce i temi in rapporto con analoghe problematiche della modernita.

questo libro - scrive l`autore nell`introduzione - tratta un tema apparentemente ovvio, ma trascurato: la bellezza delle citta`. il volume, che prende in esame i modelli europei di citta`, si preoccupa di definire le ragioni che le hanno costituite, il senso che separa lo spazio cittadino dal contado, i rapporti tra cittadini e casa abitativa, i valori di gusto e di ricchezza nei palazzi o nei tracciati urbanistici, che cosa e` una strada, il suo uso, l`insediamento ed il suo rango.

il mito di fetonte narra la storia di un ragazzo arrogante che, per dimostrare di essere figlio del sole, ottiene dal padre un diritto che non gli spetta, quello di guidare il suo carro fiammeggiante. incapace di reggerlo, brucia la terra e viene punito con la morte. questo mito parla di noi, racconta la nostra superbia antropocentrica, la nostra cecita di fronte al riscaldamento globale e alla distruzione dell?ambiente. fetonte rivela dunque l?hybris dell?uomo moderno che si crede figlio di dio, arrogandosi il diritto di spingersi sempre piu avanti, certo della propria superiorita. anche questa volta maurizio bettini dimostra come il mito antico abbia la straordinaria capacita di mettersi subito "in contesto", di connettere i gangli narrativi a temi e problemi che sono propri dell?oggi, prefigurandoli nelle sue fascinose vicende.

e da tutta la vita che matteo lesables accompagna in giro per il mondo statue, sarcofagi, papiri. per il suo ultimo incarico scorta la sfinge - un "blocco di sabbia tenuto insieme dal tempo" - fino a shanghai, la citta che piu di ogni altra abita nel futuro. li, tra grattacieli e profezie, l?incontro con una donna gli fara capire davvero quello che ha perso quando ha scelto di restare fedele a se stesso. "in cina c?e un proverbio per rimproverare chi non conosce il valore di quello che gli passa sotto gli occhi: comprare un cofanetto e dare indietro le perle. io e una vita che compro cofanetti per dare indietro le perle". nel corso della sua lunga carriera, matteo lesables ha trasportato per le mostre e i musei di tutto il mondo sarcofagi, gioielli, statue, papiri, persino intere tombe, bighellonando solitario per camere d?albergo e serate di gala. questo viaggio in cui accompagna in cina l?antichissima sfinge, fiore all?occhiello del museo di torino, e l?ultimo incarico delicato prima di avviarsi verso il congedo. ma una settimana a quelle latitudini e piu rivelatoria e pericolosa di una vita intera: nel formicaio di shanghai, lesables incontra una donna. qualcosa, nello sguardo, nel corpo e nei movimenti di qi - "un?aria di malizia negli occhi che mi fa sospettare una certa dose di mistificazione anche nei discorsi piu sinceri" - lo riporta al passato, a rimpianti e tenerezze che credeva di aver insabbiato per sempre. in particolare la presenza di quella donna gliene ricorda un?altra, sara: l?amore perduto per orgoglio, o per poco coraggio, o perche a volte proprio non si ha la stoffa per essere felici. insieme a qi berra piu di un bicchiere di vino, osservera un uragano abbattersi sulla citta dalla finestra del suo hotel, nuotera tra le antiche rovine della grande muraglia sommersa e - suo malgrado - si trovera al centro di un intrigo eco-terrorista. quest?ultima trasferta, per lesables, sara l?occasione per spingere un po? piu lontano la solitudine a cui si e co

ripetuta nelle sinagoghe e nei chiostri, centellinata dagli esegeti, scandagliata dai cabbalisti, vagheggiata dai poeti, la tradizione della sposa mistica, cosi estesa, variegata, lussureggiante, non esisterebbe senza il "cantico dei cantici", che avvolge, nella sua energia, dimensione fisica e simbolismo cosmico. ma la mistica erotica non si ferma certo al "cantico dei cantici": il tema dell?amplesso fra due coniugi distanti, diseguali, incompatibili, uno in cielo e uno in terra, si fa largo nelle antiche culture orientali, nella filosofia antica, medievale e rinascimentale, e attraversa via via epoche e culture diverse fino ai giorni nostri. per la prima volta, grazie a giulio busi, abbiamo un?antologia di questo universo tematico che comprende testi ebraici, egizi, mesopotamici, gnostici greci e latini, mistici medievali. e non mancano i sufi, alcuni poeti indiani, e una scelta di brani dalle letterature europee otto e novecentesche, fino ai versi di paul celan e cristina campo. il volume non segue un freddo ordine cronologico, ma cerca il calore dei corpi, dei gesti, dei desideri. la sposa mistica anticipa, di millenni, la moderna fluidita di genere. e femmina, e maschio, e femmina e maschio assieme, amante binaria e omoerotica, incerta su tutto tranne che sulla sua passione. i testi raccolti da busi sfiorano il suo viso, il ventre, le gambe, i piedi. la mostrano quando e sdegnosa oppure ha paura. la descrivono mentre danza, ci dicono come bacia, il modo in cui si vela e quello che usa per togliersi il velo. una fenomenologia della sposa mistica a partire dai testi che l?hanno cercata e hanno saputo raggiungerla, grazie all?inarrestabile onda di desiderio che coinvolge ogni grado dell?essere.

seymour baumgartner, vedovo da dieci anni, non si e mai rassegnato alla perdita dell?amata moglie anna. nonostante le malinconie e gli acciacchi dell?eta, pero, baumgartner e una persona affabile e generosa. passando gran parte del tempo a lavorare nel suo studio, intreccia una buffa e disperata trama di relazioni con le persone che si affacciano alla sua porta, finche in un sogno, o visione del dormiveglia, incontra anna, che gli rivela di essere bloccata in una terra di mezzo tra il mondo dei vivi e l?aldila: e l?inguaribile nostalgia del marito a impedirle di concludere il suo ultimo viaggio. per liberare anna, con logica ineccepibile, baumgartner decide di far procedere la sua vita e si butta in una relazione sentimentale con una loro vecchia amica. un libro semplice e lineare, in cui paul auster propone ai lettori il suo personaggio forse piu simpatico ed empatico, un uomo che al termine della vita si interroga sulle cose essenziali, inciampando e andando a sbattere come in una vecchia comica malinconica.