
quando scova in un cassetto le memorie del bisnonno, brillante chimico e inventore del dentifricio radioattivo, joe dunthorne e convinto di portare alla luce l`epopea di una famiglia ebreo-tedesca in fuga dalle persecuzioni naziste. presto, pero, si rende conto che quella che sta dissotterrando e una storia ben diversa, un intreccio di menzogne e non detti volti a nascondere un`altra, indicibile realta. joe dunthorne da vita a un memoir di commovente tenacia, che affronta con sagacia ed empatia gli scheletri e i fantasmi in grado di tenere sotto scacco intere esistenze. quando joe dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era "scampato ai nazisti" nel 1935 - o forse no? a poco a poco, dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realta sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo. mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d`archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato "le memorie di siegfried merzbacher". siegfried e il suo bisnonno, che grazie all`invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a oranienburg, "il borgo sonnolento in cui berlino nascondeva i suoi segreti", ed e proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le "scorie di famiglia". nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d`infanzia, dunthorne scopre che siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un`ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un`indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni - un`indagine senza esclusione di colpi, in cui dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di "capire qual e il cemento che tiene in