Dopo l'esordio omonimo del 2014, Benjamin Booker non aveva più fatto parlare di sè. Ecco quindi il suo sceondo lavoro, accolto con molto interesse da chi ne aveva già seguito le gesta. Booker è un bluesman atipico, ma anche un rocker divers, mischia Chuck Berry e i Public Enemy coi Rolling Stones, passando per Sam Cooke e Robert Johnson. E' un personaggio molto interessante, un musicista eclettico, preparato ed anche molto considerato, visto che in questo disco c'è la grande Mavis Staples che appare alla voce nel brano che dona il titolo al disco.
Figlia di immigrati italiani, a discapito del suo cognome, Gina Sicilia è una blues woman di razza. Lo conferma con Tug of War, il suo settimo lavoro, prodotto da due professionisti in odore di Grammy: Dave Darling e Glenn Barratt. Blues elettrico, bella voce ed una chitarra decisa. Gina ci mette del suo, grazie a brani pieni di forza, quali I Don't Want to Be in Love, Damaging Me, I'll Stand Up, I Cried, They Never Pay Me, Heaven.
2 CD. American Epic è un film, passato per televisione in Usa, che racconta l'inizio della musica in America. Un film diviso in tre parti che narra le storie mai raccontate delle origini della musica in America.Prodotto da T Bone Burnett, Robert Redford e Jack White, il programma presenta fatti inediti reali e non miti o leggende, con materiale d'archivio mai visto. Assieme al film la Sony Legacy ha pubblicato diversi dischi. Questo doppio, al contrario degli altri due, contiene materiale nuovo, inciso proprio per l'occasione.Canzoni tradizionali, riprese da musicisti attuali, che danno ancora più interesse a tutta l'operazione. Sono della partita Willie Nelson e Merle Haggard, Los Lobos, Avett Brothers, Alabama Shakes, Stephen Stills, Rhiannon Giddens, Jack White, Beck, Bettye Lavette, Pokey LaFarge, Taj Mahal, Ashley Monroe, Los Bayou Ramblers, The Americans, Frank Fairfield e molti altri. Ovviamente si tratta di registrazione esclusive, fatte appositamente per questo CD. Edizione EU.
Con Luther e Cody Dickinson dei North Mississippi All Stars.
Francese, Marc Lelangue si sta imponendo come bluesman acustico. Già il disco precedente, Lost in The Blues, uscito ( come questo), sul mercato internazionale, aveva ricevuto recensioni molto positive. In questo album Lelangue rivede alcuni clssici con il suo stile personale e supera senz'altro la prova, mettendo a punto un disco molto interessante. Marc interpreta composizioni di Blind Boy Fuller, Blind Willie McTell, Tampa Red, Blind Lemon Jefferson, Kokomo Arnold, Big Joe Williams, Blind Willie Johnson, Juke Boy Bonner etc.
Billy Flynn arriva da Chicago, suona la chitarra e fa blues. Non sarebbe una novità, ma Flynn è bravo, ha Kim Wilson che lo aiuta ed una serie di comprimari che sono sulla scena da lungo tempo e nelle migliori band di Chicago. I maestri di Flynn sono Otis Rush, BB King, Jimmy Dawkins ed Earl Hooker.E questo è solo un particolare. Con dieci album a suo nome alle spalle, Flynn ha suonato anche per altri, ma è con questo disco, a detta anche del produttore Dick Shurman ( uno specialista), che Flynn è pronto per il grande salto. Chitarrista d'eccezione è tra i migliori sulla scena della Windy City e in questo disco, tra gli altri, c'è anche la voce di Deitra Farr.
Super gruppo blues rock formato da Jim Fox (James Gang), Glenn Schwartz (Pacific Gas and Electric), Bill Miller e Mike Sands (Smog Veil's Mr Stress Blues Band ).La registrazione, inedita, risale al 1967. Si tratta di una band blues rock, dal suono vigoroso. Unica registrazione conosciuta di questa band, in studio. Con brani quali Baby Please Don't Go, Dust MY Broom, Sunday Morning Revival, Long Distance Call, Evil. Limited edition.
2 CD. Antologia sulla carriera, 34 canzoni, rimasterizzata
Armonicista blues, Tanner arriva da Los Angeles, dove ha inciso questo album in compagnia di alcuni dei migliori musicisti blues del luogo. Sono con lui infatti Jr. Watson, Rusty Zinn, Billy Flynn, Larry Taylor ( Canned Heat ), la sezione ritmica di Hollywood Fats ed altri ancora. I Got To Go, Lovey Dovey, Checking on My Baby, Stop Breaking Down tra le canzoni migliori.
A.J. Croce, per il suo nuovo album come solista cambia le carte in tavola e incide un disco di blues e di soul, scegliendo sia il produttore che i musicisti che lo accompagnano. La produzione è affidata a Dan Penn, un grande, mentre la band che supporta Croce in studio è composta da vecchie volpi del South: Steve Cropper, David Hood, Vince Gill, Colin Linden e le McCrary Sisters. A.J. interpreta un brano inedito di suo padre, Jim Croce, The Name of The Game, quindi altre canzoni, tutte legate ad un suono molto southern, molto Muscle Shoals.
Quartetto dal suono potente, tra blues e soul, che ha i suoi punti di forza nella voce distesa e soul infected di Jeff Taylor e nella chitarra di Jeff Schroedl. Come per il disco precedente, la produzione è nelle mani di Tom Hambridge ( che suona anche la batteria), ed il risultato è un disco teso e diretto, tra blues e svisate soul, che segna anche il debutto della band per la Blind Pig.
2017. Il nuovo album di Rick Estrin and the Nightcats, band rock blues di Chicago, formatasi nel 2008, dopo lo sioglimento di Little Charlie and The Nightcats. Eletric blues, with rock roots.
Quinto album come solista per il leader dei Savoy Brown, Kim Simmonds, qui in libera uscita dalla sua band. Un disco di brani tra blues e jazz, per rendere omaggio alla musica che lo ha sempre affascinato. Simmonds propone 12 brani, con momenti notevoli, sopratutto in Jazzin' On The Blues, Theme For Deborah, Shop Around, Walking The Guitar, True Blue etc. Simmonds è un personaggio da tenere in considerazione, il recente disco dei Savoy Brown, Witchy Feelin', è ottimo e questo nuovo sforzo, con la formazione sempre a trio è una vera sorpresa.
Let Love Show The Way, uscito all'inizio del 2016, era stato un fulmine a ciel sereno. Un disco sorprendente quanto inatteso. Una vera sopresa. Tra rock, blues e southern rock. Giusto attendersi molto quindi dal secondo disco di JD Simo e del suo trio. E l'attesa non è stata vana. Il disco è bello, teso, forte e, oltre agli stili già descritti, mischia anche influenze Stax soul, funky e psichedeliche. Il risultato è sicuramente importante e Rise & Shine non farà altro che conquistare nuovi adepti al suono dirompente di JD Simo.
Charlie Parr, chitarrista e vocalist di grande esperienza, si rifà alle radici più profonde. Country, blues e gospel. Da John Fahey, per la chitarra, a Blind Willie Johnson e Dave Van Ronk per la prondità espressiva e la forza interpretativa. Uno degli originali. Parr, originario di Duluth ( Minnesota ), la cittadina che ha dato i natali a Dylan, racconta delle sua terra, dei paesaggio sconifinati, della disperazione dei poveri, degli inverni terribili. Storie di vita, filtrate attraverso la sua chitarra e la sua voce glabra.
Albert Castiglia, ormai al suo sesto disco, è un chitarrista blues americano che si sta facendo sempre più notare. Infatti la produzione di questo album è di Mike Zito ( come d'altronde nel disco precedente ) che ha registrato il disco in Louisiana, ai Dockside Studios. Ci sono i sapori del sud, miscelati in modo appassionato da Castiglia. E la presenza di Zito, uno che si muove solo se ne vale la pena, è sintomatica. E, dulcis in fundo, c'è anche Sonny Landreth che rende il piatto più saporito con la sua partecipazione a 95 South.
Ristampa in edizione giapponese di un album edito, nel 1970, dalla Atlantic.
Fratello del ben più famoso ( e compianto ) Stevie Ray Vaughan, Jimmie Vaughan ha comunque una sua carriera.
Indubbiamente bravo ed eclettico, non ha mai sfruttato il nome di Stevie Ray, ma ha sempre fatto la sua musica, previlegiando comunque il blues. Questo album, registrato in un fumoso club di Austin, Texas, è sostenuto da Vaughan, con Mike Flanigin, organo, e Frosty Smith, batteria, dietro le spalle. Il repertorio varia da brani blues e riletture di classici rock ( Can't Buy Me Love dei Beatles), in chiave night jazz. Otto brani medio lunghi per creare una atmosfera molto particolare, tra fumo, alcool e night time, che ben si adatta alla fluidità della musica.
2 CD. Diventati decisamente popolari ( numero uno in Germania, in classifica in vari paesi europei, Italia esclusa ) con il disco precedente, Lady in Gold, gli svedesi Blues Pills approdano al disco dal vivo. Un disco che celebra la loro opera più nota e che è stato registrato nell'Ottobre 2016 a Parigi. Sotto l'edigida dell'affascinante singer Elin Larsson, la band mischia rock e blues con veemenza, proponendo 15 canzoni piene di forza che rispecchiano in toto il loro live act. Brani come You Gotta Try, Rejection, Gone So Long, Lady in Gold, High Class Woman, Bad Talkers, Bliss, Black Smoke.
Una band proveniente dal Northeast degli Usa, completamente sconosciuta. Si sono fatti notare lo scorso anno a South By Southwest ed hanno firmato un contratto per fare un disco. Disco che hanno realizzato con la produzione di Constance Hauman. Miss Velvet & The Blue Wolf sono una vera sorpresa: una band aggressiva dal suono vibrante, tra blues e funk, con Janis Joplin come principale fonte di ispirazione. Infatti Miss Velvet si ispira alla Joplin, vocalmente è potente (alla fine c'è una bella versione di Summertime), e sa cantare in modo veemente. Il disco mischia blues e funk, contiene una manciata di canzoni solide e si mette in lista come una delle sorprese di questa fine anno.

Una big band, formata da stagionati musicisti di Memphis, sotto la direzione di John Nemeth. La band celebra proprio il big band sound di Memphis, quello di BB King e Bobby Blue Bland, con le loro Orchestre. Dove l'orchestra si mischiava al blues, con ritmo e molta vivacità. Riletture di classici ma anche di soul songs ed altre leccornie dell'epoca d'oro del Memphis sound.
Personaggio fuori dagli schemi, bluesman atipico, rocker quasi psichedelico, Langhorne Slim è una figura di indubbio interesse. In questo disco, denso di ballate e blues, Langhoren regala il suo messaggio diretto e disossato, chiamando in causa Junior Kimbrough e Ted Hawkins, e lasciando una manciata di canzoni di peso dove si mischiano bellamente tutte le sue infleunze. Ma il blues, quello rurale e più vero, viene maggiormente alla luce in questo disco.
Lucky Peterson, di professione bluesman, è uno dei musicisti più attivi, sulla scena blues, e non solo. A conferma di questo fatto, Peterson confezione un tributo a Jimmy Smith non dimenticato organista jazz e grande interprete tra gli anni cinquanta e sessanta. Tra jazz e blues, prevalentemente strumentale, Peterson rilegge i classici di Smith accompagnato da un trio con saltuarie apparizioni di tromba e chitarra, nelle mani di Kelly Crapp, giovane e promettente chitarrista californiano, e Nicolas Fulmer, trombettista transalpino.
Già compagno di ventura di Harry Manx, in diversi dischi, il chitarrista canadese Kevin Breit ha passato buona parte della sua vita a suonare per altri. Infatti ha inciso con Norah Jones, Rosanne Cash, k.d. Lang, Hugh Laurie, Cassandra Wilson, Holly Cole, Jane Siberry, Serena Ryder, Taj Mahal, Irma Thomas, per nominarne alcuni. Questo nuovo lavoro, strumentale, ci fa vedere la bravura di Breit nel reinventare il blues, modellare il rock, accennare il soul. Un musicista decisamente soprendente.
Storica band rock blues canadese. Una band con all'attivo almeno 18 dischi che ora si propone di nuovo con un album grintoso di classico rock blues elettrico. Donnie Walsh è il leader indiscusso di questa band che, facendo sempre grande musica, tiene alto il vessillo del classico blues in Canada.
Malford Milligan, già voce solista e co-leader nei texani Storyville, è un cantante soul-blues di Austin molto considerato, al punto di venire paragonato a musicisti del calibro di Al Green ed Otis Redding, Milligan è dotato di una grande voce. In questo nuovo album, MVP ( Milligan Vaughan Project ) Malford fa coppia con Tyrone Vaughan, figlio di Jimmie Vaughan e nipote di Stevie Ray. MVP sono depositari di un sano rock blues, con venature soul, che si sviluppa attraverso nove brani potenti, tra cui citiamo Soul Satisfaction, Dangerous Eyes, Little Bit Of Heaven ed Here I Am. Completano il disco due esibizioni dal vivo. Reperibilità molto scarsa.
Pianista e vocalist, Hans Chew è a capo di un quartetto molto agguerrito. Il suono sta tra rock, blues e rhythm and blues, con coloriture southern rock. Chew è al suo quarto album ed il disco rappresenta una soddisfacente evoluzione, sia in ambito sonoro che nella struttura delle canzoni. Sei canzoni, lunghe e medio lunghe, che vanno dai 6.10 di Give Up The Ghost agli oltre nove di Freely. Notevoli anche le lunghe digressioni di Open Sea ( 7.00) e Cruikshanks, più 8 minuti. Potremmo definirli una southern jam bluesy band. Di nuovo disponibile.
Laurence Jones è un chitarrista blues che, malgrado la giovane età ( ha 25 anni ) ha già un solido seguito, anche al di fuori della nativa Inghilterra. Questo album, il quinto della sua carriera, è stato registrato in Usa, a Miami, con la sua attuale band. Un disco piacevole e diretto, che mette in evidenza le qualità di Laurence, chitarrista essenziale, senza fronzoli. Classico blues elettrico, ben suonato, decisamente piacevole, anche ad un primo ascolto.
Ormai sulla scena di diversi anni e qui affiancata da musicisti come Jason Ricci e Malorie Leogrande, la Jay Willie Blues Band mischia blues e soul con forza e convinzione. Come conferma questo album dove, come nel passato, brani scritti per l'occasione e cover d'autore trovano posto nello stesso disco. Roosevelt Sykes e Blind Willie Johnson., con due brani degli anni trenta, fanno bella mostra assieme a Wish I Hadn't Called Home di Dale Hawkins.
Robusta band rock blues che proviene dal New Jersey. Walton e la sua band sono on the road da dieci anni ed hanno già alcuni dischi alle spalle. Il nuovo lavoro propone brani scritti dal gruppo, tra blues e rock, con variazioni soul, ed anche un paio di covers, John Fogerty e Noah Lewis.
Già chitarrista nella band di Clarence Gatemputh Brown, Ellison si è messo in proprio, quando Brown ci ha lasciato. Ha inciso alcuni dischi e questo lavoro, Good Morning Midnight, è il più recente. Good Morning Midnight è un album di blues, venato di sonorità New Orleans, accarezzato con il soul, insomma un lavoro maturo e diretto in cui Ellison è affiancato da musicisti di prim'ordine: Chris Campbell e Marcy Levy alle voci, Chuck Blackwell alla batteria, Gary Gilmore al basso.
Oscar Benton è un bluesman europeo che, negli anni ottanta, ha raggiunto la fama mondiale grazie al singolo Bensonhurst Blues, Poi ha avuto un incidente ed è addiruttura andato in coma, Sono passati alcuni anni e, miracolosmente, Benton è però riuscito a guarire ed è tornato a fare musica. Questo nuovo lavoro, inciso assieme al bluesman Johnny Laporte, ripropone il classico Bensonhurst Blues, in una nuova versione, ma anche altri brani, sempre blues oriented. Deciso, intenso, anche innovativo, Benton torna al meglio delle sue possibilità. Solido blues rock elettrico.
Bel tributo al genio ed alla musica del grande Elmore James, uno dei bluesmen più famosi in assoluto, grandissimo slide guitarist. 13 canzoni che celebrano la grandezza di James ed a farlo sono musicisti molto noti che hanno partecipato senza alcuna retribuzione, data la natura benefica del progetto. Warren Haynes, Billy Gibbons e Mickey Raphael eseguono Mean Mistreatin' Mama. Altri musicisti coinvolti sono: Tom Jones (Done Somebody Wrong), Keb' Mo' (Look On Yonder Wall), Bettye Lavette (Person to Person), quindi Rodney Crowell, Jamey Johnson, Shelby Lynne & Alison Moorer, Chuck E. Weiss, Elayna Boynton ed altri.
Armonicista blues di Chicago, disco del 1996.
Armonicista blues di Chicago, disco del 1991.
Nick Moss, chitarrista blues e bandleader, è uno dei musicisti migliori in anzione in questo periodo in Usa. Indipendente fino a poche settimane fa, ha firmato per la Alligator, una label che è garanzia di qualità, per il suo nuovo lavoro. The High Cost of Low Living si avvale dell'armonica di Dennis Gruenling, diventato sempre più importante all'nterno della band di Moss. Il nuovo album presenta 13 tracce, tra cui notiamo Rambling on My Mind, All Night Diner, Crazy Mixed Up Baby, The High Cost of Low Living, Note on The Door. Chicago blues, elettrico e potente, con l'armonica di Grueling a dare il tocco in più. This Is The Best Damn Chicago Blues Album in Years ( Buddy Guy ).
Il meglio di Michael Bloomfield, per quanto riguarda le registrazioni per la Takoma, fatte negli anni settanta e prodotte da Norman Dayron.
Jason Ricci, armonicista Blues Americano, è un innovatore. Ha diversi dischi a suo nome ed ha fatto parte delle band di altri ( Johnny Winter ad esempio). Ma questo nuovo lavoro, sotto il suo nome, è decisamente il più importante. Ricci sta reinventando l'armonica Blues e, più di una volta, è stato paragonato al grande Paul Butterfield. Questo disco, in cui Jason suona con la sua nuova band, Bad King, originari di New Orleans, è il più bello e convincente della sua giovane carriera.
Delta Blues, riletto in chiave rock. Con Tommy Stinson, Replacements.
Texano, amante del Blues, Walker si è spostato a vivere a New Orleans. E, come ogni musicista che si rispetti, ha subito l'amosfera della Crescent City. Questo è il suo primo disco dal vivo, dopo parecchi album registrati in studio. Un disco dove Seth Walker, assieme alla sua band, rilegge brani dal recente Gotta Get Back, ma anche da altri lavori precedenti. Blues raffinato e corposo al tempo stesso, blues d'autore, come lo ha definito la stampa Usa.
Concerto di blues, con la partecipazione di alcune delle più note chitarre nel genere. Robert Cray esegue tre canzoni tra cui il classico Phone Boot. Albert Collins, devastante in Ice e Mr Collins & Mrs Collins, Steve Cropper e Robert Cray assieme in The Dock of The Bay, mentre Dave Edmunds sostituisce Cray in Green Onios E, ancora, Bo Diddley con I'm a Man e Who Do you Love,Gran finale tutto per BB King con Movin On, Back to L.A. ed una splendida The Thrill is Gone.
Figlio di Muddy Waters ( il sui vero nome era McKinley Morganfield) Mud ha iniziato a fare musica parecchio dopo la morte del padre, avvenuta nel 1983. Prima lavorava come camionista. In questo nuovo lavoro, Chicago blues mischiato a robuste dosi di soul, che replica il titolo di un vecchio disco di papà ( They Call Me Muddy Waters) Mud recupera due canzoni del padre: Howling Wolf e Can't Get No Grinding. Poi ci aggiunge dieci nuove composizioni, firmate di sua mano. Il disco è stato inciso a Chicago e, tra i musicisti coinvolti, troviamo: Studebaker John, Mike Wheeler, Billy Flynn, Billy Branch, Sumito Ariyo Ariyoshi, E.G. McDaniel e Melvin 'Pookie Stix' Carlisle.
Tyler Morris è un giovane chitarrista blues, che proviene dall'area urbana di Boston. Già al terzo disco, malgrado abbia solo 19 anni, Morris mostra forza e continuità. La stampa Usa dice un gran bene di lui e questo disco, in cui è supportato da gente come Joe Louis Walker e gli Uptown Horns, conferma il suo talento.
Non ci sembra vero, ma vengono pubblicati più dischi inediti di Michael Bloomfield adesso, che quando era in vita. Formidabile chitarrista, bluesman appassionato, Bloomfield era un interprete straordinario, sia della tradizione di Chicago che di certe forme di blues, acustico ed elettrico, con cui era cresciuto. Da quando Norman Dayron ( il suo produttore storico) ha aperto gli arichivi abbiamo sempre più materiale, Come questo spendido concerto (Old Waldorf, San Francisco, 18 Aprile 1977), dove Michael esegue una bella serie di classici: Kansas City Blues, Eyesight to The Blind, Uncle Bob's Barrelhouse Blues, Jockey Blues, Linda Lou, Wee Wee Hours. So long Michael. Copia nonn sigillata.
Myles Goodwyn è il leader ed anche il membro fondatore degli April Wine, celebre rock band che arriva dal Canada. Con il passare degli anni ha cresciuto il suo amore per il blues e, finalmente, ha pubblicato un intero disco dedicato al blues elettrico. E si fa anche aiutare da un bel gruppo di amici, tra i quali ricordiamo Rick Derringer, Frank Marino, Garret Mason, David Wilcox, Amos Garret, Kenny "Blues Boss" Wayne, Joe Murphy, Shaun Verreault, Bill Stevenson ed altri. Classico rock blues, elettrico e pulsante.
Registrato dal vivo nel 1976 alla Opry House, Austin, Texas. Tra le canzoni eseeguite, abbiamo: Meet Me in The Morning ( Bob Dylan ), Sweet Home Chicago ( Robert Johnson ), il classico Hideaway e Ain't Gonna Worry No More ( Sleepy John Estes ).
Il nuovo album, 2018, del chitarrista blues di New Orleans, prodotto da Carlo Ditta.
Un nome decisamente improbabile per una band di blues elettrico, proveniente dall'area urbana di Chicago. Ma i Claudettes, che hanno già qualche disco alle spalle, sono decisamente particolari. Infatti fondono il blues Chicago Style con il piano in bella evidenza, con elementi rock, punk e deviazioni anche jazz e classica. Energia pura con la voce di Berith Ulseth ed il piano di Johnny Iguana a dettare legge, in una band che cerca di rinnovare il blues, fondendo il classico suono con elementi di altri generi musicali.
Nuova band blues rock, 2018
Dodici canzoni, otto originali, composti dalla texana Marcia Ball, uno di Ray Charles, uno di Jesse Winchester, la deliziosa Take A Little Louisiana, uno del compositore R&B Ernie K-Doe ed uno di Shelley King. Il nuovo disco della pianista texana è tutto qui, ma basta ed avanza per portarsi a casa un solido disco di blues venato di soul, con influenze New Orleans ed una manciata di canzoni detsinate a durare nel tempo. Da The Mardi Gras is Over e What Woukld I Do Without You, da World Fulll of Love al boogie Too Much For Me. Marcia Ball non ha ancora appeso il piano al chiodo ( si fa per dire ), anzi, è in piena forma e la sua musica è debordante, vitale e decisamente coinvolgente.

Riprendendo il suono Americano, filtrato con il British Blues, e con una voce che sta tra blues e soul, il chitarrista inglese Alex Haynes presenta il suo terzo lavoro, Howl. In questo album in bilico tra blues, rock n’ roll, R&B sino al British Blues degli anni 60’, Haynes non perde di vista il suo progetto originario, cioè quello di rivitalizzare il blues elettrico e chitarristico di matrice anglosassone. Prodotto da Haynes stesso con Alex John, il disco conta ospiti come Andy J. Forest all’armonica, lo storico pianista Rich Coulson, l’organista Ernesto Ghezzi, ed una sezzione ritmica poderosa.

2 CD. The Chicago Blues All Stars sono una formazione che raccoglie musicisti che, per diversi anni, hanno suonato nella band di Willie Dixon. John Watkins, Freddie Dixon ( figlio di Willie), Jimmy Tillman, Arthur Dixon, Maurice john Vaughn ed altri. Queste registazioni, dal vivo, sono state unite alcune fatte in studio alla fine del 2017, a Chicago. Il doppio CD, 23 canzoni, conferma la solidità della band e le radici, affondate nel più classico Chicago Blues.
Fre Chapellier and the Gents, featuring Dale Blade. Nuovo album, 2018
Super gruppo formato da assodati ed esperti musicisti blues dell'area urbana di Chicago. Infatti, sotto la guida di Steve Freund, uno dei migliori chitarristi blues in azione sulla piazza di Chicago, abbiamo anche Tad Robinson, Ken Saydak, Harlan Terson e Marty Binder. Classic Chicago electric blues: Boogie in The Rain, Blues For The Hard Times, Lonesome Flight, Dream, Have You Ever Told Yourself a Lie, Rich Man, For A Reason, le cose migliori.
2 CD. Tutti singoli, pubblicati dal grande bluesman tra il 1951 ed il 1962, per le etichette Trumpet, Ace ( Usa) e Checker. 51 canzoni.
Chitarra solista nella band di Linsey Alexander per diversi anni, Breezy Rodio esordisce per la Delmark. Rodio ha la voce, è un chitarrista notevole ed ha una band di tutto rispetto. La Delmark non si smentisce.
Una vita di prima classe. Mike Zito spiega le sue origini e la sua crescita, dalla povertà della giovanizza, alla solidità data da un lavoro ben retribuito. Zito ha una bella famiglia ed una vita che gli piace. Fa il mestiere che vuole fare, è un musicista, un grande musicista e suona il blues. Quello vero. Ha fatto anni di gavetta, ma ora gira il mondo suonando la sua musica, con pieno merito. First Class Life è un bel disco, anche migliore del precedente Make Blues Not War. E' un disco di vero blues, senza tentennamenti di sorta. Un disco da musicista di classe.
New York Blues. Chris Barnes, con una band in cui suona gente del calibro di Jimmy Vivino, Steve Guyger,Will Lee, Shawn Pelton e Bette Sussman, porta a termine un solido album di blues elettrico, come da tempo non sentivamo.
Red hot blues guitar
Deb Ryder è una bionda chitarrista, che fa del blues e che in questo nuovo album si fa accompagnare da una serie di musicisti da indubbio valore. Cominciando dalla Phantom Blues Band con Johnny Lee Schell, Mike Finnigan, Ric Ryder (marito di Deb e) che si alterna al basso con Kenny Gradney dei Little Feat e James 'Hutch' Hutchinson. Il disco contiene brani scritti dalla Ryder, nobilitati dalla presenza di musicisti come Coco Montoya, Chris Cain, Kirk Fletcher e Debbie Davis.
Ex chitarrista degli Alligator Stew, Jeffries esordisce con un disco a metà tra southern rock e downhome swamp blues.
3 CD /DVD. Curato da William Ferris, l'Alan Lomax del Mississippi, questo box retrospettivo è quanto di più approfondito ed esaustivo sia mai stato edito sul blues, per quanto riguarda la zona che gravita attorno al Mississippi River. Due CD contengono registrazioni blues e gospel ( 1966-1978), un CD interviste, miti e leggende ( 1968-1994). Il DVD contiene documetari, interviste, spezzoni sui musicisti ( 1972-1980). Un libro rilegato di 120 pagine accompagna l'opera con annotazioni canzone per canzone, scritte da Scott Barreta, David Evans e Tom Rankin. Tra gli artisti coinvolti nel progetto: Mississippi Fred McDowell, James "Son Ford" Thomas, Wallace Johnson, Sam Myers, Scott Dunbar, Sonny Boy Watson, James Hughes, Lovey Williams, Walter Lee Hood, Rose Hill Church, Southland Hummingbirds, Church of God in Christ e molti altri.
La Delmark celebra il suo 65° compleanno pubblicando un CD molto interessante. Infatti artisti attuali, che sono sotto contratto con l'etichetta di Chicago, eseguono brani classici che sono stati pubblicati dalla stessa Delmark tra gli anni 60 e 70. Omar Coleman esegue Junior Wells, Lurrie Bell suona Carey Bell, Jimmy Johnson e Dave Specter suonano Magic Sam e via di questo passo. Altri artisti coinvolti: Ken Saydak, Mike Wheeler, Corey Dennison, Lil Ed e Dave Weld, Demetria Taylor, Linsey Alexander e Billy Flynn, Shirley Johnson.
Vengono dal South i Little Boys Blue, da Memphis per la precisione. mischiano blues elettrico con accenni southern rock e quelche riff rockabilly. Il cantante, JD Taylor, è un rodato working class man e la band ( Mark Brooks Dave Mallard, Kid Memphis e Alex Taylor ) ci dà dentro di brutto. Niente di nuovo, è vero, ma musica decisa, sapida e vibrante. Quanto basta per risvegliare i nostri sensi.
David Clayton - Thomas ( ex voce solista dei Blood Sweat & Tears), canadese, a 71 anni sta vivendo una seconda giovinezza. Grazie alla sua voce inconfondibile, David continua a sfornare dischi di qualità, in bilico tra blues, jazz e rock. Mobius continua dove i precedenti lavori ( The Evergreens, A Blues For The New World, Canadiana ) avevano lasciato.
Dopo avere cantato le canzoni di Gary Davis, Mississippi John Hurt, Bukka White, Fred McDowell, Son House e Robert Johnson, la lady del blues per antonomasia, rivolge la sua attenzione a Bessie Smith. Suprema interprete del blues primigenio, la Smith ha avuto una carriera tanto importante quanto tragica, ma ha lasciato il segno con una serie di canzoni formidabili. Come dimostra Rory Blcok, regalando emozioni vere attraverso brani che hanno contribuito a creare la storia del blues.
Nuovo album del sempre verde Elvin Bishop, in compagnia del Big Fun Trio ì (Willy Jordan, cajon e voce,Bob Welsh, chitarra e piano), dove musica e humor vanno di pari passo, con un contesto di solido blues e rhythm and blues. A parte la canzone che dà il titolo al disco, ci sono quattro nuovi brani di Bishop e delle spettacolari covers, rilette con forza, passione ma anche divertimento personale. Brani come Right Now Is The Hour, dello stesso Bishop, (Your Love Keeps Lifting Me) Higher And Higher, spettacolare rilettura del brano più famoso di Jackie Wilson ed una vitalissima I Can't Stand The Rain ( Ann Peebles ).
Sono passati due anni dal debutto discografico degli Apocalypse Blues Revue: la band, formata da Tony Rombola e Shannon Larkin ( entrambi dei Godsmack) piu' Brian Carpenter ed il vocalist Ray Cerbone, torna in pista con un disco ambizioso con l'idea di rimodellare il blues.Si tratta di una idea ben lungi dal diventare realtà. La band fa del blues elettrico, talvolta molto hard rock, poco blues e molto rumore, cercando di trovare una propria via, ma riuscendoci a fatica.
Originario di St. Louis, Missouri, Jeremiah Johnson è un chitarrista rock blues potente, che mischia al suo suono forti componenti southern soul.
Primo disco, da 24 anni a questa parte, per il chitarrista degli Heartbreakers ( quelli di Johnny Thunders ). Walter Lure è però a capo di una band rock blues, che sta mietendo consensi a non finire sulla scena di New York. Suono deciso, chitarre in gran spolvero, una paio di brani degli Heartbreakers ripresi con gusto (London Boys e Take A Chance on Me ), altri classici minori riletti in modo appassionato (Damn Your Soul, Wham Bam Boo) e tanto feeling. Walter Lure & The Waldos riprendono un suono che ora non esiste sulle scene, ma lo fanno con passione e grande mestiere
Tom McGuinness, già membro originale dei Manfred Mann, di McGuinness Flint e della Blues Band, ha anche una carriera come solista, in cui ha inciso diversi dischi. Dischi di blues, di cui Tom è un maestro. Questro nuovo lavoro segue di un anno Playing For Time e contiene tre canzoni scritte a quattro mani con Graham Lyle ( Gallagher & Lyle).
Bob Malone, rocker e bluesman, è anche il pianista nella band di John Fogerty. Quando suona dal vivo è solito rendere al cento per cento delle sue possibilità, Questo disco lo conferma appieno. Registrato a San Pedro, California, nel 2015, questo album vede Malone, pianista e cantante, dirigere molto bene una super band formata da Mike Baird, Jeff Dean, Marty Rifkin, Chris Trujillo e Bob DeMarco. Malone mischia alla grande rock, blues e soul in modo fluido e creativo. Il chiodo fisso è la musica di New Orleans, ed i pianisti a cui fa riferimento sono Dr. John, James Booker, Fats Domino e Professor Longhair. Anche Randy Newman è tra i suoi favoriti. Come dimostrano le canzoni che compongono questo Live, che vanno da brani di Muddy Waters (She Moves Me), Faces (Stay With Me), ma anche canzoni sue, di tutto rispetto, come I Know He's Your Hand, Watching Over Me e la splendida Rage and Cigarettes. Prezzo speciale per la prima settimana.
Per il suo nuovo disco, il seguito di Blues of Desperation, visto che si tratta di canzoni nuove, Bonamassa cambia alcune cose. La produzione è sempre di Jerry Shrlrey che questa volta affianca due chitarre a quella del leader ( e si sente ): Doug Lancio e Kenny Greenberg. Quindi mette degli ospiti come Jamey Johnson, country singer di grande forza espressiva. E, ancora più interessante, il team dei compositori si allarga aggungendo gente di valore come Tom Hambridge, Dion Di Mucci, James House, Gary Nicholson. Il disco sta tra rock deciso ( l'apertura con Evil Mama, molto Zeppeliniana ) ed il rock blues. Il risultato è un disco solido, potente, decisamente godibile che dimostra che l'egocentrico Bonamassa è ormai un musicista vero, a tutti gli effetti. Di nuovo disponbile l'edizione limitata con libro di 56 pagine, rilegata stile libro.
Sempre sotto la guida dei due membri fondatori, il cantante e chitarrista Tom Gray ed il guitar master Mark Johnson, i Delta Moon ci consegnano un disco solido e ben costruito, a metà tra rock-blues e radici. Ci sono dei brani nuovi, ma anche riletture molto personali e decisamente coinvolgenti di brani di Tom Petty, Howlin' Wolf, Marvin Gaye ed R.L.Burnside. Il bassista Franher Joseph ed il batterista Vic Staff completano la formazione del quartetto.
Molto popolare in Canada, relativamente poco conosciuto al di fuori dei confini canadesi, Colin James è un bluesman coi controfiocchi. Ha inciso più di 15 dischi a suo nome e, solo lo scorso anno, ha vinto fiori di premi e venduto tonnellate di dischi con l'album Blue Highways. Miles to Go presneta le sue nuove composizioni, unite ad una serie di cover di brani di gente come Muddy Waters, Howlin' Wolf, Blind Willie Johnson e T-Bone Walker. Guitar blues at his best.
Tony Joe White, lo swamp rocker per eccellenza, questa volta fa un disco di blues. Un disco vero, solido, molto vicino a certe cose di John Lee Hooker. Riprende alcuni brani scritti quando era ancora un ragazzo, 54 anni fa. Una serie di canzoni a carattere blues che, finalmente mette su disco. Assieme al alcune covers d'autore, canzoni di John Lee Hooker, Lightnin' Hopkins, Jimmy Reed, Big Joe Williams e Charley Patton. Asciutto, scarno, solido come una roccia, Bad Mouthin è un disco di blues vero, fatto da un musicista unico. Purtroppo è l'ultimo disco di Tony Joe White, che ci ha lasciato improvvisamente. E' morto nel sonno per cause naturali. So long Tony Joe.
Il meglio di Buddy Guy. Antologia con il meglio della sua carriera: 17 canzoni. Ci sono brani Live, con Junior Wells ed altre chicche. Rimasterizzato
Di recente, prima che gli capitasse l'incidente che quasi gli è costato la vita, Dickey Betts aveva invitato Damon Fowler a fare parte della sua band. Lo aveva fatto dopo avere ascoltato questo disco, dove Fowler mischia bellamente sapori blues con accelerazioni sudiste. Blues elettrico, nella migliore tradizione a stelle e strisce, suonato in modo deciso, ma con passione e competenza. D'altronde Fowler aveva alle spalle una manciata di dischi di indubbio valore, a cominciare da Sugar Shack.
Il nuovo album del chitarrista rock blues canadese. Contiene alcuni dei suoi brani più noti, tra cui una strepitosa Moanin' At Midnight, quasi 10 minuti, That's Allright e I Might Not Come Home At All, entrambe superiori ai cinque minuti.
Il leggendario Geoff Muldaur ha chiamato a sè un mucchio amici per formare i Texas Sheiks, e tutti hanno risposto all'appello: Stephen Bruton, Johnny Nicholas, Cindy Cashdollar, Suzy Thompson, Bruce Hughes e Jim Kweskin, jugband music man extraordinaire. Riflettendo sulla musica della Golden era dell'American songbook, le sessions di Austin dei Texas Sheiks, sono diventate un vero evento. Brani oscuri e string band songs, Texas swing songs e jump blues sono eseguiti da maestro. Un disco, a detta di T- Bone Burnett, di grandissimo valore.
