Nel suo nuovo album di studio, il musicista blues americano si mette a nudo riscoprendo il piacere e l'intensità del blues deep root suonato con cuore e anima: 13 tracce in cui il musicista attraversa con la sua voce e un attento fingerpicking tutte le sfumature del Delta blues tramite cui è riuscito a imporsi come uno dei più apprezzati bluesmen viventi.
La pandemia ha colpito tutti. Volenti o nolenti. Neanche Tinsley Ellis è sfuggito, e per fortuna. Devil May care, concepito durante i giorni di pandemia è uno dei suoi dischi più belli e più vitali. Oltre al classico blues elettrico, di cui Tinsley è un maestro, il disco propone dei brani di classic rock e sopratutto, nella triade inziale, di southern rock, con i maestri Allman Brothers nel cuore. Chitarrista spettacolare, Tinsley Ellis non ha lasciato nulla al caso, ma ha messo a punto una serie di canzoni di grande forza espressiva, dove la chitarra domina il suono in tutti i sensi.
E' lo stesso Tinsley Ellis, 19 dischi all'attivo, a dire che questo è il suo disco più crudo, più chitarristico. E infatti il disco, Ice Cream in Hell, presenta undici brani, undici blues affilati come lame di rasoio, suonati con forza, anche in modo veemente, da un musicista che non ha mai abbassato la guardia. Ellis suona con la forza di un Albert King dell'epoca d'ora, mischia sudore e furore su una serie di brani decisi ed intensi che solo un musicista di vaglia è in grado di fare. Ice Cream in Hell è un disco liberatorio, una esplosione di rock blues, eseguita da un musicista che si è fatto le ossa suonando coi migliori e che ora è in grado di dire la sua, con grande forza espressiva.
Bianco, originario del South, Tinsley Ellis è uno dei migliori cahitarristi blues sulla scena attuale. Come conferma questo nuovo lavoro edito dalla specializzata Alligator, dove Ellis paga un tributo al suo maestro Freddie King (la rilettura di Dixie Lullaby di Leon Russell) e mette sul piatto nove altre canzoni, tutte composte da lui. Classico blues elettrico, venato di southern boogie, suonato con forza ed intelligenza. Ellis non va per il sottile e si fa accompagnare da una solida band, composta da Kevin McKendree, tra i migliori tastieristi in zona blues, Steve Machey e Lynn Williams.