
per duemila anni, fino a meta` del secolo scorso, le comunita` di una vasta regione montuosa del sud-est asiatico hanno tenacemente resistito all`idea di integrarsi in una qualche forma di dominio da parte dello stato. zomia e` il nome di quest`area d`insubordinazione che non appare su alcuna carta (una zona montagnosa grande come l`europa, che attraversa cinque nazioni del sud-est asiatico e quattro province della cina), ed e` il vasto altopiano dove trovarono rifugio circa cento milioni di persone unite dalla volonta` di sfuggire al controllo dei governi delle pianure. trattati come , questi popoli nomadi misero in atto strategie di resistenza a volte sorprendenti per evitare lo stato, sinonimo di lavoro forzato, tasse, epidemie e leva militare obbligatoria. favorirono pratiche agricole che incentivavano la mobilita` residenziale, insieme a forme sociali egualitarie, fondate sull`eclettismo religioso e l`accoglienza. alcuni popoli decisero persino di abbandonare la scrittura per evitare l`appropriazione della loro memoria e della loro identita`, mentre l`oralita` consentiva di riformulare continuamente la negoziazione degli accordi tra gruppi. zomia ci rammenta che puo` essere sinonimo di oppressione e che il significato della storia non e` cosi` univoco come pensiamo.

antonia vive a bologna e ha una figlia adolescente, anna, che da qualche tempo ha problemi di alimentazione. il loro rapporto e` teso e antonia si domanda se, rifiutando il cibo, anna non stia tentando di svincolarsi dalla sua devozione materna. poi, un giorno, arriva la telefonata di un ragazzo americano e con lui il passato torna a galla. ventisei anni prima antonia viveva negli stati uniti e dono` un ovulo a un`amica che desiderava diventare madre ma non poteva. da quell`ovulo fu generato jessie, che ha appena scoperto di essere nato anche grazie a lei, e percio` ha bisogno di conoscerla, di sapere perche` lo ha fatto, e perche` a un certo punto e` scomparsa. mentre sua figlia sembra volersi liberare di lei, qualcuno che non puo` chiamare figlio invece cerca antonia, e la interroga sui motivi di quel dono offerto come un atto di generosita` del quale poi non si e` sentita all`altezza, un gesto da cui deriva una responsabilita` che lei non puo` piu` ignorare. perche`, per ciascuno di noi, la domanda implica sempre anche .

. (antonella anedda)

la matematica rivista come prassi politica, e non solo come teoria, e` un formidabile esercizio di democrazia: come la democrazia si fonda su un sistema di regole, crea comunita` e lavora sulle relazioni. come la democrazia, la matematica amplia ma non nega. studiando matematica si capiscono molte cose sulla verita`. per esempio che le verita` sono partecipate e pertanto i principi di autorita` non esistono; che le verita` sono tutte assolute ma tutte transitorie perche` dipendono dall`insieme di definizione e dalle condizioni al contorno. svolgere un problema matematico e` un esercizio di democrazia perche` chi non accetta l`errore e non si esercita nell`intenzione di capire il mondo non riesce ne` a cambiarlo ne` a governarlo. chiara valerio tesse in un pamphlet polemico un parallelo tra matematica e democrazia, due aree che non subiscono la dittatura dell`urgenza.

alla estrema periferia di una grande citta` della corea del sud, si estende un`enorme discarica chiamata isola fiorita. e qui che vivono coloro che la metropoli ha emarginato e spinto verso la poverta`, ed e` qui che, negli anni ottanta del secolo scorso, arrivano il quattordicenne occhiapalla, il cui padre e` recluso in un non meglio definito centro di recupero, e sua madre. abitano in una baracca costruita con materiali di scarto e per sopravvivere si aggregano alle migliaia di persone che, suddivise in squadre, setacciano la discarica in cerca di cibo, di materiali riciclabili, di tutto cio` che gli abitanti della citta` hanno messo da parte. ai margini della discarica, un luogo che priva gli individui della loro dignita`, persone che non hanno piu il proprio nome ma solo nomignoli (occhiapalla, pelatino, falco, il barone), esiste un mondo diverso, eredita` di una fase piu antica di isola fiorita, una fantasmagoria di bellezza e natura, dove occhiapalla e il suo nuovo amico pelatino possono rifugiarsi. a metterli in contatto con questa realta` parallela e` lo spirito di un bambino che di tanto in tanto misteriosamente appare e altrettanto misteriosamente scompare fra le nebbie che salgono dalla discarica. sara` questa moderna reincarnazione di un tokkaebi, le leggendarie creature della mitologia e del folclore coreani, a condurre i ragazzi verso un tesoro nascosto che potrebbe consentire loro di cambiare completamente vita. ma forse per gli abitanti di isola fiorita, il riscatto non e` proprio previsto. ambientato negli anni della dura dittatura del generale chun doo-hwan, "tutte le cose della nostra vita" mette in risalto gli esiti del rapido sviluppo economico della repubblica di corea che dall`essere uno dei paesi piu` poveri del mondo divenne una delle nazioni piu` industrializzate. ma il prezzo di questo fu molto alto, tanto in termini di emarginazione economica e sociale, quanto in una dimensione piu strettamente culturale, con l`adesio

in questo seminario lacan tratta dell`uomo e della donna. per essere precisi tratta del loro rapporto, a proposito del quale l`immaginazione ha da sempre alimentato piacevoli illusioni e struggenti passioni, e rispetto al quale la cultura ha prescritto, secondo i tempi, cio` che e` bene e cio` che e` male. in realta` sia la poesia, in modo suggestivo, sia la societa`, che accentua il disagio di questo rapporto, sono come dei veli che coprono un buco: un buco nel reale. lacan propone un`inedita definizione: . questo non vuole dire che non ci possano essere quei rapportini, cosi` li chiama, che fanno la delizia e la croce del genere umano. vuol dire invece che tra l`uomo e la donna non c`e`, a priori, nessun accordo ne` armonia alcuna. difetto che non dipende ne` dall`uno ne` dall`altra, poiche` la chiave e` da ritrovare soltanto in quello che freud ha chiamato inconscio e che lacan cerca di precisare sviluppando una nuova logica. e l`inconscio che rende impossibile che di due si arrivi a fare uno. eppure l`uno-tutto-solo c`e`. al non c`e` del rapporto sessuale si oppone il c`e` dell`uno, il quale e` solo nel suo godimento, e questo vale per qualunque corpo parlante, che sia dell`uno o dell`altro sesso. qui inizia l`ultimo insegnamento di lacan. sembra che lacan ripercorra strade conosciute, e invece e` tutto diverso: l`altro non e` quello che conoscevamo, e neppure il desiderio, addirittura neppure il godimento. l`inconscio stesso, che lacan piu` avanti chiamera` parlessere, si situa ormai sotto l`egida dell`uno nella dimensione del reale.

"il ciclo di romanzi in antico francese che gli specialisti conoscono con il titolo `lancelot-graal`, o ciclo della vulgata, non e` mai stato tradotto integralmente in italiano in epoca moderna, nonostante sia una delle opere piu` grandiose del medioevo europeo, e abbia esercitato uno straordinario influsso sull`immaginario narrativo della cultura occidentale. di autore ignoto, forse piu` autori al lavoro insieme, composta nei primi decenni del xiii secolo in una localita` imprecisata della francia del nord, non incardinata ne` sui miti del mondo greco-romano ne` sul confronto tra il mondo cristiano e il mondo islamico, la vulgata non sembra possedere i connotati che definiscono un classico secondo i parametri correnti, e di fatto non e` stata ancora pienamente riconosciuta come tale. non e` tra le opere entrate nei canoni della modernita` letteraria, non e` tradotta in molte lingue, anche in francia e` entrata nella collana della ple`iade solo pochi anni fa. eppure e` in questa successione di romanzi che per la prima volta trova una struttura compiuta, e riesce quindi a porsi come nuova fonte mitologica, un mondo narrativo la cui potenza e` rimasta memorabile fino a oggi. non solo il bacio dell`amore tra lancillotto e ginevra, o il regno di artu` e le magie di merlino, ma il potere di escalibur, la spada nella roccia, l`equilibrio utopico della tavola rotonda, l`idea dell`avventura come condizione del cavaliere errante, le foreste e i draghi, le damigelle e i giganti, la gratuita` e la follia dell`amore e dell`amicizia, e infine l`intreccio di questo mondo con le tragedie della guerra e soprattutto con il mito del graal, che a partire dal nostro ciclo diventa il riferimento originario - in quanto strumento eucaristico dell`ultima cena - della storia cristiana, e insieme il segno escatologico del suo compimento. l`efficacia di questo nuovo sistema articolato di racconti fantastici si e` manifestata, oltre che nel successo del ciclo in quanto tale, anche e anzi sopra

Coetzee torna a esplorare il mondo de "L'infanzia di Gesù" e "I giorni di scuola di Gesù": con le sue atmosfere evocative, il richiamare e allo stesso tempo allontanarsi da un allegorico ri-racconto evangelico, gli enigmi e le inaspettate dolcezze, la trilogia di «Gesù» raggiunge con questo romanzo il suo culmine artistico e simbolico. Coetzee non ha intenzione di fornire risposte, ma di porre grandi domande: non è forse questo il compito più arduo della letteratura?

secondo il racconto dei vangeli, gesu`, dopo l`ultima cena, si ritira nei pressi di un piccolo campo poco fuori gerusalemme: e` il getsemani, l`orto degli ulivi. alla testa di un gruppo di uomini armati, arriva giuda che indica gesu` ai soldati baciandolo. questo bacio e` divenuto il simbolo dell`esperienza straziante del tradimento e dell`abbandono. ma anche i suoi discepoli e pietro stesso, il piu` fedele tra loro, tradiscono il maestro lasciandolo solo. nella notte del getsemani non c`e` dio, ma solo l`uomo. e lo scandalo rimproverato a gesu`: aver trascinato dio verso l`uomo. la notte del getsemani e` la notte dove la vita umana si mostra nella sua piu` radicale inermita`. in primo piano c`e` l`esperienza dell`abbandono assoluto, della caduta, della prossimita` irreversibile della morte e della preghiera. la notte del getsemani e` la notte dell`uomo.

il filo che lega le riflessioni di simmel, nella prospettiva originale proposta dai curatori, e` quello dell`estetica sociale, ovvero lo studio dei fenomeni sociali alla luce dei metodi attinti dall`estetica, intesa sia come teoria della percezione sensibile sia come teoria dell`arte. unendo l`interesse per le costanti antropologiche a un piu` sociologico , simmel ci insegna a riconoscere nell`estetica una dimensione costitutiva della societa` umana e a distinguere le modificazioni storiche del sensorio promosse dall`avvento del moderno stile di vita. giochi di sguardi e di odori, ornamenti e corteggiamenti, ponti e porte, manici e cornici, mode e tipi urbani, fiere industriali e trasformazioni della sensibilita`: l`estetica sociale non e` solo un capitolo imprescindibile della filosofia di simmel, ma un pensiero vivente, ancora valido per esplorare la nostra estetica quotidiana e per comprendere le trasformazioni della societa` contemporanea.

nella solitaria e selvaggia brughiera dello yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d`amore tra catherine e heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. neppure dopo la morte. a causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, "cime tempestose" dovette aspettare il novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. a noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest`opera trasgressiva e asessuata: cosi` isolata dalla societa` ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna. con un saggio di virginia woolf.

il secondo libro di poesia di bajani e` attraversato da molti animali. da quelli selvaggi dei documentari che ci ipnotizzano in tv, a gabbiani e storni osservati nei cieli cittadini, dal polpo di cui si e` scoperto un cervello diffuso lungo il corpo fino alle mosche dipinte sugli orinatoi. tra questi l`uomo, specie tra le specie, vorticante insieme alle altre sul pianeta; come loro cerca il contatto con la terra e come tutti non la riconosce piu` dopo averla violata cosi` tanto. ha la presunzione che la materia cerebrale gli dia diritto di dominio, e finge di ignorare quanto sia la sua condanna: . tra felini che sbadigliano contagiando gli umani dallo schermo, camosci che incuranti delle politiche dell`epoca scavalcano i confini, all`uomo non resta che esprimere la specie a modo proprio: . dunque una raccolta di poesie naturali, sempre legate a uno sguardo che puo` essere realistico, iperrealistico o visionario. da queste immagini parte la scintilla per un gioco di analogie e di cortocircuiti mentali che spiazzano il lettore e lo coinvolgono emotivamente.

filosofo morale e metafisico, pensatore politico e religioso, esegeta della bibbia, critico della societa`, intagliatore di lenti, commerciante fallito, intellettuale olandese, ebreo eretico. se la vita di spinoza e` tanto interessante, cio` e` dovuto anche ai diversi contesti, a volte contrastanti, in cui si trovo` ad operare: la comunita` di immigrati portoghesi e spagnoli, parecchi dei quali un tempo , rifugiati in seguito nella nuova repubblica olandese, ricca di opportunita` economiche; la politica turbolenta e la lussureggiante cultura dell`olanda nella sua eta` dell`oro; e, non ultimo, la storia stessa della filosofia. il libro di steven nadler ricostruisce la vicenda intellettuale, politica e umana del pensatore piu` radicale della propria epoca, introducendo il lettore nel cuore dell`amsterdam ebraica del seicento. questa nuova edizione, che mette a frutto nuove scoperte d`archivio relative alla vita e agli scritti di spinoza, s`arricchisce di inediti dettagli su affari e attivita` pubbliche della sua famiglia, relazioni con amici e corrispondenti, e sulla composizione di quelle opere che tanto scandalo causarono tra i contemporanei.

connell e marianne frequentano la stessa scuola di carricklea, un piccolo centro dell`irlanda rurale appena fuori sligo. a parte questo, non hanno niente in comune. lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell`amore e del rispetto. lui e` il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d`altri (quella della madre di marianne). nell`inventario di vantaggi e svantaggi, l`inferiorita` economica di connell e` bilanciata sul piano sociale. lui e` il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni e` molto amato, mentre marianne, che nella pausa pranzo legge da sola proust davanti agli armadietti, e` quella strana ed evitata da tutti. se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. ma connell e marianne sono : nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non e` che boicottaggio di se`. certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso trinity college cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto connell quanto marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. in un modo o nell`altro entrambi aspirano alla normalita`, connell per un`innata benche` riprovevole pulsione di conformita`, marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilita` che tanto dolore le causa e che facilmente vira all`autodistrutt

storia di tre generazioni della potente famiglia catanese degli uzeda di francalanza, di antica origine spagnola, pronta a tutto pur di conservare la supremazia anche nella nuova, contraddittoria italia unita.

ventisette dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppure sconfinanti nel tragico, in cui gli de`i e gli eroi della grecia classica (da edipo e tiresia a calipso e odisseo, da eros e ta`natos a achille e patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la profondita` del dolore e l`irrevocabile condanna della morte. con la loro musica ammaliante, a meta` tra prosa e poesia, i "dialoghi con leuco`" svelano la necessita` storica del mito, e ne esaltano la missione: comunicare il vero sull`essenza dell`uomo una volta per tutte.

11 marzo 2001. Parigi. Tom è afghano, vive in esilio e ha deciso che oggi lascerà moglie e figlia per Nuria, la misteriosa amante che lo aspetta ad Amsterdam. 11 marzo 2001. Kabul. Yussef svolge come sempre il suo lavoro di portatore d'acqua. Da qualche tempo vive con la cognata Shirin: anche se non dovrebbe, si sta innamorando di lei. 11 marzo 2001. Mentre i talebani abbattono gli imponenti Buddha di Bamiyan e calpestano la Storia, Tom e Yussef fanno i conti con il loro destino.

iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "il mestiere di vivere" accompagna cesare pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull`arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidita` la sua incessante autoedificazione poetico-letteraria, l`evoluzione di un personale mestiere di vivere.

"lavorare stanca" (nell`edizione del `36, con le poesie aggiunte nel `43 e le altre non raccolte), "la terra e la morte", "due poesie a t.", "verra` la morte e avra` i tuoi occhi": le composizioni piu` conosciute accanto a quelle meno note, qui riunite sotto i titoli di "prima di " e "estravaganti scelte". il percorso creativo di , che ha scoperto un ritmo della lingua italiana e lo ha strutturato artisticamente, musicalmente, con una cadenza nuova, o comunque poco usata dalla nostra tradizione letteraria, dando vita a un metro inconfondibile e diverso da tutti gli altri.
restano famose le pagine che auerbach dedico` a gregorio di tours in mimesis, facendone il prosatore esemplare di un`epoca che aveva nel realismo immediato, cioe` senza forti mediazioni intellettuali, la sua caratteristica stilistica. poche idee astratte, nessuna strutturazione sintattica del mondo, ma in compenso immagini vive e tangibili, di grande forza espressiva. tutto questo auerbach lo diceva a proposito della storia dei franchi. ma gregorio di tours, oltre che storico, fu un fecondissimo agiografo. i suoi otto libri di "miracoli" rappresentano una delle testimonianze piu` importanti per lo studio di quello che viene considerato l`aspetto distintivo della religiosita` del periodo post-romano: il culto dei santi e delle loro reliquie. dei quattro libri dedicati a san martino, patrono della citta` di tours di cui gregorio fu vescovo metropolitano, viene qui proposta la prima traduzione italiana accompagnata da un ampio commento. il racconto dei miracoli di martino si snoda in una narrazione realistico-simbolica che possiede molteplici motivi di interesse: in primis quello propriamente religioso, per il significato quasi liturgico delle ripetute sequenze miracolistiche, e per il carattere a un tempo fisico e spirituale proprio del santo presente ancora in questo mondo attraverso le sue reliquie; poi quello culturale, per il rapporto con la medicina popolare e con la tradizione medica greco-romana, ma anche per il significato attribuito alla malattia del corpo interpretata come segno dell`unica vera malattia: quella dell`anima; infine quello pastorale e politico, sia per quanto riguarda le modalita` e i contenuti della predicazione svolta da gregorio, sia per la connessione di quest`ultima con una visione interamente confessionale della societa` umana che il vescovo di tours condivise con gontrano, il sovrano della dinastia merovingia a cui fu maggiormente legato. si tratta di motivi tra loro interconnessi, difficilmente scindibili l`uno dall`altro, rintracciabil

e se nella vita non esistessero momenti trascurabili? dai calzini irrimediabilmente spaiati alla cartomante che predice un nuovo amore a tua moglie, il divertimento di vivere ogni istante (anche quelli che dimenticheremmo volentieri) ormai lo conosciamo bene. e non ci stancheremo mai di ritrovarlo. .

Jim Sams ha subíto una metamorfosi. Nella vita precedente era uno scarafaggio, ignorato o disprezzato. Ora, nella sua nuova incarnazione come primo ministro, è l'uomo piú potente d'Inghilterra. Niente può ostacolarlo, tanto meno le regole della democrazia parlamentare, nel portare a termine la sua missione: fare la volontà del popolo e condurre il paese alla rovina. Qualunque riferimento a fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti non sembra da escludere.

akegata misei, arakawa yoji, fujii sadakazu, fuzuki yumi, hachikai mimi, irisawa yasuo, isaka yoko, ishimure michiko, ito hiromi, koike masayo, misumi mizuki, nomura kiwao, ooka makoto, park kyongmi, sasaki mikiro, sugimoto maiko, takahashi mutsuo, tanikawa shuntaro, wago ryoichi, yae yoichiro, yoshimasu gozo, yotsumoto yasuhiro. ventidue autori e autrici scelti fra le generazioni che si sono susseguite a partire dai nati negli anni venti, come ishimure michiko, fino a fuzuki yumi che e` nata nel 1991. e la piu` ampia panoramica della poesia giapponese contemporanea. i temi sono vari, da quelli politici (soprattutto nell`immediato dopoguerra e nel 1968 e dintorni) a quelli mistico-naturalistici, a quelli del disagio esistenziale. diversissime le tendenze stilistiche in una feconda dialettica fra influenze letterarie occidentali e legami piu` o meno stretti con la tradizione classica giapponese; unico tratto formale in comune: il verso libero. l`introduzione di maria teresa orsi e le note di alessandro clementi degli albizzi sugli autori (quasi dei piccoli saggi) ci permettono di entrare nel modo migliore in un mondo poetico lontano, ricco di voci profonde e originali.

l`epidemia di covid-19 si candida a essere l`emergenza sanitaria piu` importante della nostra epoca. ci svela la complessita` del mondo che abitiamo, delle sue logiche sociali, politiche, economiche, interpersonali e psichiche. cio` che stiamo attraversando ha un carattere sovraidentitario e sovraculturale. richiede uno sforzo di fantasia che in un regime normale non siamo abituati a compiere: vederci inestricabilmente connessi gli uni agli altri e tenere in conto la loro presenza nelle nostre scelte individuali. nel contagio siamo un organismo unico, una comunita` che comprende l`interezza degli esseri umani. nel contagio la mancanza di solidarieta` e` prima di tutto un difetto d`immaginazione.

. nei "dialoghi" la pratica dei sofisti e di socrate si unisce alla vocazione di platone per il teatro e la loro forma e` parte essenziale del pensiero che vi si incarna, in cui la parola si fa sentire come un avvicinamento approssimativo alla verita`.

la guerra che devasto` lo stato romano nel 49-48 a.c. raccontata da un grande condottiero. leader cinico e spregiudicato, ma anche razionale e lucido, cesare narra in terza persona i fatti - dall`attraversamento del rubicone alla battaglia di farsalo fino alla vittoria finale in egitto - e le ragioni che lo hanno spinto a , a ricorrere alle armi contro una parte dello stesso popolo romano, per difendere dall`odio del senato e dalle vendette dei nemici la propria dignita`, la propria vita e, soprattutto, le liberta` repubblicane. un di guerra che diventa un avvincente racconto storico di intrighi politici, arbitri privati e lotte intestine per il dominio di roma. con un approfondito commento storico-critico di dionigi vottero. completano il volume la bibliografia, la cronologia, l`indice dei nomi, dei luoghi e dei popoli.

quanti sono i bret easton ellis di questo romanzo, in cui l`autore racconta la storia della propria vita? c`e` lo scrittore bret easton ellis, giovane, ricco e famoso, che viene a sapere della morte improvvisa di un padre violento proprio mentre la sua carriera naufraga in un mare di degradazione. c`e` lo scrittore bret easton ellis una decina di anni piu` tardi, insediato in un elegante quartiere residenziale con moglie, figli e governante. c`e` il bret easton ellis padre di robert ellis jr, che tenta disperatamente di evitare il perpetuarsi di un modello distruttivo. e c`e` anche uno scrittore senza nome, che e` la voce interiore del nuovo bret easton ellis. un gioco di specchi, di padri ossessivamente presenti e figli fatalmente assenti, in un crescendo di orrore reale e soprannaturale, fino a una conclusione sorprendente.

ida zilio-grandi evidenzia la varieta` di concezioni e valori espressi dalla fede islamica, sostenendo la sua indagine attraverso il sapiente utilizzo di diverse fonti, tutte appartenenti al vasto contenitore della letteratura religiosa. il lettore ritrovera` in ognuna di queste virtu` gli stessi ideali riconosciuti da altre tradizioni religiose, quei valori comuni indispensabili sia a una convivenza serena tra le diverse fedi, sia a un reale confronto con il mondo secolare.

, sentenziava il grande hercule poirot. nei racconti di gabriele pedulla` una coincidenza e` appena un`avvisaglia, due sono l`annuncio che qualcosa di inatteso sta per accadere, ma tre coincidenze non si dovrebbero augurare neanche al proprio peggior nemico. o forse neppure esistono piu` le coincidenze, per le donne e gli uomini seduti al tavolo da gioco di pedulla`. e nella curiosita` che li spinge ad alzare ogni volta la posta - rimettendo in discussione verita` e certezze - conviene riconoscere piuttosto l`opera di un genio maligno in vena di buffonerie. giacomo avrebbe solo voglia di dormire; l`ingegner luigi bassetti cerca di fare carriera con la cucina cinese; olindo ha nostalgia della nebbia; eliana e g. rievocano la giovinezza leggendaria del loro amico vale... a fare da innesco a queste storie c`e` sempre un viaggio - sospirato, temuto, ricordato - che puntualmente si rovescia in smarrimento. perche`, come una foschia, un alito oscuro soffia in queste pagine dove nulla e` prevedibile, e quando alla fine il pericolo si manifesta apertamente il primo a pagarne le conseguenze e` proprio chi credeva di esserne al riparo. a cominciare dal lettore.

Aprite questo libro, sedetevi comodi e datevi tempo. Vi capiterà di ridere, di commuovervi, di sottolineare, di sentire che vi riguarda nel profondo anche se non amate il calcio.

«La prosa di Kwon definisce un mondo e poi si fa da parte per lasciare che sia il mistero ad abitarlo».
«The New Yorker»

una donna in viaggio ascolta un estraneo seduto di fianco a lei mentre parla del suo lavoro, della famiglia e dell`angosciosa notte precedente, trascorsa a seppellire il cane. faye, scrittrice e io narrante, sta raggiungendo il continente europeo per partecipare a un convegno. nel caldo afoso, tra pause caffe` ed eterne attese di navette che fanno la spola dal ristorante alla sede dei meeting, incontrera` colleghi, giornalisti, organizzatori culturali. da quelle sue conversazioni emergera` un quadro meraviglioso e terribile di un`umanita` confusa, scissa tra cio` che teme di essere e cio` che sceglie di mostrare. dopo "resoconto" e "transiti", l`ultimo atto della trilogia.

blanche dubois bussa alla porta della sorella stella, a new orleans. sono le due eredi di una famiglia di proprietari terrieri del sud da tempo decaduta. blanche pero` non ha mai smesso di vivere in quel passato ormai svanito, e a casa della sorella si scontra con la prosaica realta` dell`america delle citta`, delle strade, dei quartieri popolari. in particolare si scontra con il marito di stella, stanley kowalski, immigrato di origini polacche: bello, brutale e dalla prorompente sessualita`. e in questo scontro tra due mondi, tra disgusto, odio e feroce attrazione, non potra` che essere lei a farsi male.

? (dall`introduzione)

come pote` un governo democratico permettere ad adolf hitler di conquistare la germania? affermare che hitler fu regolarmente eletto e` troppo semplice. il fuhrer non avrebbe mai potuto ottenere il potere se i politici di punta non avessero risposto a un`ondata di insurrezioni populiste cercando di cooptarlo; una strategia che invece li schiaccio` in un angolo, dal quale l`unica via d`uscita fu quella di accogliere i nazisti in parlamento. benjamin carter hett mette a nudo la catastrofica sicurezza dei politici conservatori, convinti che i nazisti li avrebbero senza dubbio sostenuti, non capendo invece che i loro sforzi li stavano in realta` consegnando nelle mani di hitler, a cui affidarono di fatto gli strumenti per trasformare la germania in una feroce dittatura.

le quattro sorelle march - la giudiziosa meg, la ribelle jo, la dolce beth, la vanitosa amy - si preparano a diventare grandi, inseguendo speranze e ambizioni sullo sfondo di un`america scossa dalla guerra di secessione. e sufficiente la prima pagina di "piccole donne" per immergersi nella calda atmosfera della loro casa: il chiacchiericcio complice, i litigi, gli abbracci, le risate. e allora entriamo in casa march, sediamoci accanto a meg, jo, beth, amy e ascoltiamo le loro voci. pagina dopo pagina i loro capricci, le loro vittorie, le loro amicizie, le loro difficolta`, i loro sogni saranno anche i nostri.

questo libro offre un nuovo approccio alla storia del mondo islamico dalle origini ai giorni nostri. il volume, diviso in sei capitoli disposti cronologicamente, fornisce una visione illuminante della cultura materiale prodotta dall`africa occidentale al sudest asiatico attraverso arte e manufatti, popoli e luoghi. dalle opere pre-islamiche ai capolavori creati durante i grandi imperi, fino agli oggetti realizzati ancora oggi, questa vasta indagine traccia l`evoluzione di diverse civilta` all`avanguardia per le loro idee filosofiche e scientifiche e la loro produzione artistica e letteraria, analizzando una grande quantita` di tesori culturali. l`ampio spettro dei temi trattati e` arricchito da splendide riproduzioni di oggetti artistici o d`uso quotidiano, tra i quali ceramiche, gioielli, metalli lavorati, calligrafie, abiti, strumenti scientifici e musicali, monete, manoscritti illustrati. un tesoro di raffinati prodotti della cultura materiale che getta nuova luce sul mondo islamico passato e attuale, permettendo una visione globale sui popoli e le societa` accomunate dalla piu influente religione del mondo. con i contributi di ladan akbarnia, venetia porter, fahmida suleman, william greenwood, zeina klink-hoppe, amandine me`rat.

prima persona plurale del verbo essere: e` la voce verbale che attraversa tutta la nuova raccolta di mariangela gualtieri. una voce, per l`appunto, prima ancora che una forma. una voce che parla da non si sa dove e pronuncia l`essere e l`esserci come evidenza e nello stesso tempo come mistero. ne` punto di partenza ne` punto di arrivo, ma consapevole e accidentato percorso. gli approcci piu` che definitori sono tentativi di collocazione: , . ma soprattutto sono indicazioni di stati d`animo: , . di sicuro non siamo soli. un`altra presenza costante del libro (e non solo nella seconda sezione, ad essi dedicata) e` quella degli animali. fratelli, ma anche qualcosa di piu`: sorta di angelici anelli di congiunzione con quanto si cela dietro la parola e il verbo essere. e anche i cuccioli umani, ai quali e` dedicata un`altra sezione, sono creature speciali, piu` immediatamente partecipi di quei cicli naturali intorno ai quali ruota, come una preghiera, la scrittura della poetessa romagnola. ma senza essere troppo francescana, senza dimenticare che il male esiste e che quella umana e` una . d`altra parte, anche nelle poesie piu` introspettive le pulsioni sono del tutto contrastanti, in un`alternanza di estasi e smarrimento. il filo rosso del libro resta comunque quello del sentimento panico (ancora una volta , tutto, insieme) che attraversa le varie sezioni e tocca forse il suo vertice nel requiem finale.

che cos`e` l`andare in montagna senza la conquista della cima? un atto di non violenza, un desiderio di comprensione, un girare intorno al senso del proprio camminare. opera di narrativa che prende spunto da un viaggio realmente accaduto, taccuino di viaggio, ma anche il racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito. perche` l`himalaya non e` una terra in cui addentrarsi alla leggera: e` una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. per affrontarla serve una vera spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina, e soprattutto buoni compagni di viaggio. se e` vero che in montagna si cammina da soli anche quando si cammina con qualcuno, il senso di lontananza e di esplorazione rinsalda le amicizie. le notti infinite in tenda con nicola, l`assoluta magnificenza della montagna contemplata con remigio, il saliscendi del cammino in alta quota, l`alterita` dei luoghi e delle persone incontrate. questo e` il viaggio che paolo cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza.

la poesia di jan wagner e` caratterizzata da una crepitante sequenza di immagini e di parole che si ricongiungono tutte fra loro, ma non immediatamente. c`e` lo spazio di una sospensione e, quasi sempre, di una sorpresa. il gioco delle analogie e dei salti di senso non e` spericolato: lascia sempre una porta alla trasparenza dei possibili significati. il tono meditativo, in una linea audeniana-larkiniana, si nutre spesso di materiale quotidiano e tende alla leggerezza (nel senso di calvino) e all`ironia piu che alla sapiente sentenziosita`. tra gli spunti poetici ricorrono gli animali: cavalli, asini, koala... risultano affascinanti per la loro enigmatica inerzia che nasconde pero` un`idea di tenacia, di persistenza nonostante condizioni sempre meno favorevoli ai non umani (e forse anche agli umani). cosi come personaggi forti sono i vagabondi, i clochard e i centauri che si incontrano in alcune poesie, repellenti da un lato, affascinanti dall`altro, in un gioco di contrasti che a wagner piace e su cui costruisce molta sua poesia.

L'ultima opera teatrale di Massini, l'autore della celebre Lehman Trilogy. Tutte le sue opere sembrano essere attraversate dalla medesima vena etico-politica, come in questa piece che mette in scena il processo a Herbert Nolan, proprietario di un piccolo giornale di provincia accusato di aver strumentalizzato una innocua notizia di cronaca.

e il 1946 quando amerigo lascia il suo rione di napoli e sale su un treno. assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraversera` l`intera penisola e trascorrera` alcuni mesi in una famiglia del nord; un`iniziativa del partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l`ultimo conflitto. con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, amerigo ci mostra un`italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. e ci affida la storia commovente di una separazione. quel dolore originario cui non ci si puo` sottrarre, perche` non c`e` altro modo per crescere.

un uomo che ha trascorso quarant`anni costruendo ponti in giro per il mondo, ed e` da poco rimasto vedovo, ha preparato con cura un pranzo di famiglia. e la prima volta. ma una nipote ha un piccolo incidente e l`appuntamento salta. preoccupato, con addosso un po` di amarezza, l`uomo esce a fare una passeggiata. e conosce elena e gaston, madre e figlio, soli come lui. si siederanno loro alla sua tavola, offrendogli la possibilita` di essere padre, nonno, in modo nuovo. trasformando una normale domenica di novembre nell`occasione per riflettere sulle imperfezioni dell`amore, sui rimpianti, sulla vita che resta. in equilibrio tra nostalgia e speranza, fabio geda racconta una giornata che racchiude un`intera esistenza. una storia che prima o poi ci attraversa, o ci sfiora, tutti.

Tutti vogliono che Hekla diventi la nuova reginetta di bellezza d'Islanda. Ma il suo unico sogno è scrivere

l`assassinio del padre e la sfrenata sensualita` della madre inducono il giovane amleto a sentirsi prigioniero in un mondo di inganni e corruzione, ma le molte angustie e indecisioni non gli impediscono di portare a termine la propria vendetta. in questa opera immortale si contrappongono due strutture. una drammatica, di azione, riferita all`argomento; un`altra essenzialmente lirica, di riflessione, condensata nei monologhi del principe di danimarca. una esterna, cioe` la tragica vendetta; e l`altra interna, nella mente di amleto, nei suoi pensieri e nei suoi dubbi.

Come molti adolescenti formati nelle scuole dei gesuiti, anche il quindicenne Daniello che bussò alla porta del noviziato di Novellara nel 1623 vi fu condotto dal desiderio di una missione tra i pagani, dalla volontà di diventare un apostolo e di trovare magari il premio supremo del sacrificio nelle remote terre d'oltreoceano. Ma anche nel suo caso, come in tanti altri, i superiori decisero altrimenti. E a giudicare dal risultato, l'averlo destinato al compito di scrivere non fu l'ultima delle scelte giuste che fecero." (dall'Introduzione di Adriano Prosperi)

pubblicata nel 1962, "una giornata di ivan denisovic" e` stata la prima opera a raccontare la vita in un gulag di un uomo semplice, e a farlo dal punto di vista della grande letteratura russa, nel solco di tolstoj e dostoevskij. la stessa classica sobrieta` si ritrova nei due racconti successivi. protagonista di "la casa di matrena" e` una povera contadina, presso la quale va a vivere un ex deportato, che mitemente subisce ripetute ingiustizie. "accadde alla stazione di kocetovka" illustra invece la parabola morale di un , nel quale il germe della sospettosita` staliniana s`e` tanto radicato da portarlo a commettere una mostruosa ingiustizia. un capolavoro stilistico messo a fuoco da questa traduzione, basata sull`edizione definitiva riveduta e corretta dall`autore. le precedenti derivavano dalla prima edizione del racconto, frutto di compromessi tra l`autore e gli apparati di censura.

frances e` troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. o almeno cosi pensava prima di incontrare nick. bobbi, la sua ex amante, e melissa, la moglie di nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. o almeno cosi` pensavano. "parlarne tra amici" si puo` leggere come una commedia romantica o un manifesto femminista. si puo` leggere come un libro sul tradimento ai tempi di whatsapp o su cio` che nei rapporti di coppia non cambia mai. ma in qualsiasi modo si decida di leggerlo, "parlarne tra amici" e` un romanzo universale sui complicati capricci dell`amore.

il teatro di agota kristof si snoda sul filo di una comicita` che a un certo punto deraglia nell`amarezza o nell`angoscia. in questo puo` ricordare beckett (e senz`altro "john e joe" non e` esente da influenze beckettiane), ma il cuore dei testi della scrittrice e` decisamente piu politico che metafisico. i suoi personaggi, clownesco-laconici o istrionico-verbosi secondo le due diverse pie`ce, sono figure che le permettono di parlare dei temi che le stavano piu a cuore, legati ai due sistemi politico-sociali antitetici in cui aveva vissuto e che, in entrambi i casi, suscitavano in lei profonde riserve. "john e joe" e` una riflessione sulla divisione del mondo fra chi ha e chi vorrebbe avere. i protagonisti sono due poveracci che vediamo sempre seduti al tavolino di un caffe`, col perenne problema di come pagarsi le bevute finche`, nella loro storia, entra un biglietto della lotteria... un ratto che passa affronta invece il gioco di autoinganni e di mascheramenti dell`io all`interno di una societa` totalitaria. roll e` un intellettuale puro e scrive poesie. le due scene che si alternano lo mostrano nel salotto della sua casa borghese, alle prese con la moglie e certi ospiti non troppo graditi, e in una cella assieme al carceriere e ad altri personaggi, fra cui il losco , per il quale e` difficile non provare un`immediata, seppur colpevole, simpatia. sta allo spettatore ricostruire i nessi temporali e le vere identita` dei personaggi. nel finale, agghiacciante, nulla sara` come sembrava.

in una clinica psichiatrica immersa nella campagna innevata alle porte di berlino si consumano le nove ore che precedono la paura. pazienti, medici, infermieri scoprono che il ladro di anime, il folle che da tempo terrorizza la citta` si trova all`interno della struttura. di lui si conoscono soltanto i crudeli effetti provocati da un misterioso trattamento che svuota le anime delle vittime riducendole a meri involucri, e gli ambigui indovinelli che lascia dietro di se` come macabra firma. inizia cosi` una frenetica caccia al serial killer, guidata da caspar, un ex chirurgo che ha perso la memoria in seguito a una tragedia personale e che si trovera` a far fronte a qualcosa di assolutamente inaspettato e terribile. mentre il tempo scorre inesorabile nel tentativo di neutralizzare il ladro di anime, caspar vede riaffiorare dal suo subconscio pezzi della sua vita precedente, che progressivamente fanno luce sulla sua identita` e sul suo drammatico passato, costringendolo a uno sconvolgente viaggio negli abissi piu` oscuri della propria psiche.

una pattuglia di giovani sommozzatori si avventura nelle acque profonde del game, dove le correnti sono forti e cambiano direzione di continuo. ognuno di loro illumina una porzione di quest`abisso, tracciando rotte sempre diverse che raccontano un universo complesso, in cui sapersi orientare e` piu urgente che mai. dalla retromania alle serie tv, dall`inflazione del capitale simbolico alla celebrita` di massa, dall`intelligenza collettiva ai bot. tenetevi pronti: e` un viaggio mozzafiato.

lettore entusiasta di walter scott, il giovane hugo decide di superare il maestro: "dopo il romanzo pittoresco ma prosaico di scott, resta da creare un altro romanzo, secondo noi piu` bello e piu` completo. e il romanzo, allo stesso tempo dramma ed epopea, pittoresco ma poetico, reale ma ideale, vero ma grandioso, che incornicera` walter scott in omero". il romanzo storico esce nel 1831; al di la` del dramma della bella esmeralda, contesa tra il deforme campanaro quasimodo, l`arcidiacono frollo e il poeta gringoire, vuole far rivivere nella fantasia dei lettori i miti sepolti nei monumenti di parigi, e in primo luogo nella presenza viva della sua cattedrale. ma questo acceso melodramma d`ambiente medievale e` anche una lunga confessione involontaria.

il paesaggio e` il grande malato d`italia: e` devastato impunemente ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, per il profitto di pochi. ecco la diagnosi lucida e spietata da cui salvatore settis prende le mosse per analizzare il baratro che separa i principi di tutela del territorio, sanciti dalla costituzione, dal degrado dello spazio che abitiamo. un degrado che rappresenta anche una forma di declino complessivo nelle regole del vivere comune, reso possibile dall`indifferenza, dal malcostume diffuso e dalle leggi contraddittorie, aggirate con disinvoltura. un`indagine che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del bel paese, per reagire e fare contro speculazioni, colpevole apatia e conflitti tra poteri. una necessaria manifestazione di civilta`, per non sentirci fuori luogo nello spazio in cui viviamo. e per evitare che il cemento soffochi anche il nostro futuro.

il testo degli yogasatra risale al periodo compreso tra il ii e il iv secolo d. c. e viene tradizionalmente attribuito a patanjali, filosofo indiano di cui si conosce pochissimo. costituito da circa duecento aforismi, massime e frammenti, intrisi di saggezza e precisione, il libro tratta di ascesi, meditazione e del percorso da intraprendere per giungere a un`autentica conoscenza e padronanza dell`esperienza di se`. finora spesso travisati o banalizzati, gli yogasutra vengono qui presentati in una edizione tradotta dal sanscrito sulla base della recente edizione critica, con un commento storico-filologico e filosofico che cambia profondamente la struttura e il senso del testo.

ercole santia` trascorre l`infanzia ricucendo gli strappi quotidiani della vita. lui e sua sorella asia tirano avanti a stento - con fantasia e caparbieta` - insieme al padre, un personaggio tanto inadeguato quanto innocente; eppure, come tutti, crescono, vanno a scuola, s`innamorano. finche`, all`improvviso, ogni cosa attorno a ercole inizia a crollare. niente sembra in grado di fermare la slavina che lo sta travolgendo, nemmeno viola, la ragazza che da qualche tempo illumina i suoi giorni. convinto che quello di incasinarsi sia un destino scritto nel sangue della propria famiglia, e` sul punto di arrendersi quando viene a sapere che la madre, di cui non ha notizie da anni, abita non lontano da lui. l`incontro con la donna lo mettera` di fronte alla necessita` di reagire compiendo una scelta drammatica. l`unica possibile, forse, se vuole cambiare il proprio destino e proteggere le persone che ama.

. in questa frase, cosi` semplice e diretta, si avverte una molteplice urgenza: di esprimersi e di ascoltare trovando interlocutori ovunque, di ogni eta`, condizione sociale e livello culturale. primo levi ha raccontato - di auschwitz e di molto altro - agli studenti italiani nati nel dopoguerra e ai tedeschi dell`era post-nazista, ma anche al se stesso di quarant`anni dopo il lager, in dialoghi che ha saputo costruire con pazienza, schiettezza e intelligenza. nell`illustrarne trame e intonazioni questa lezione si rivolge a un sempre rinnovato interlocutore di levi: il lettore di oggi e di domani.

stendhal fu un profondo conoscitore e ammiratore dell`italia. vi frequento` principi, militari, dame famose, poeti e artisti. questo romanzo, il piu` tipico dei suoi, racconta il nostro paese attraverso le vicende del giovane fabrizio del dongo, incerto tra sogni d`amore e di gloria. sono gli anni di napoleone, di fermenti ideali e di passioni trascinanti: fabrizio va alla guerra ma torna presto in italia dove comincia per lui una lunga stagione di incredibili avventure. famosi gli episodi della battaglia di waterloo, le descrizioni degli intrighi di corte e della prigionia: stendhal riesce a raccontare l`amore, l`eroismo e l`astuzia coinvolgendo i lettori e nello stesso tempo assistendo con animo distaccato allo svolgersi degli eventi, proprio lui che in questo romanzo ha trasfuso ogni sua autentica esperienza di vita.

amy, la devota figlia del vecchio william dorrit, si prende cura del padre rinchiuso da molti anni per debiti nella prigione londinese di marshalsea. la piccola dorrit e` segretamente innamorata del giovane amico di famiglia arthur clennam, ma un`improvvisa eredita` cambiera` completamente le cose... in questo romanzo, scritto tra il 1855 e il 1857, il grande scrittore inglese concepi` un potente apologo su poverta` e ricchezza, scagliandosi come mai prima contro la societa` vittoriana e il ceto medio che la rappresentava.

intrecciando una solida narrazione storica con la scienza del clima e le scoperte della genetica, kyle harper evidenzia come il destino di roma sia stato deciso non solo da imperatori, soldati e barbari, ma anche da eruzioni vulcaniche, cicli solari, instabilita` climatica e virus e batteri devastanti. il racconto prende le mosse dall`apogeo di roma nel i secolo a.c., quando l`impero sembrava una superpotenza invincibile, fino alla sua completa disfatta nel vii d.c., quando roma era ormai politicamente frammentata e impoverita. harper descrive in che modo i romani cercarono di resistere a un enorme stress ambientale, finche` l`impero non fu piu` in grado di sopportare le sfide combinate di una piccola era glaciale e ricorrenti focolai di peste bubbonica. riflessione sull`intima relazione dell`umanita` con l`ambiente, "il destino di roma" offre al lettore una panoramica completa di come una delle piu` grandi civilta` della storia si sia arresa al peso cumulativo della violenza della natura.

STREGA 2020 (Proposto da Nicola Lagioia)
LA SESTINA
Questo romanzo limpido e intenso forse e` una piccola storia d`amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. di espiare, dimenticare, ricominciare. Vederli andare via e` la cosa più difficile, perché: dove andranno. sono ancora cosi` piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti e` il motivo per cui stanno qui.

chi e` malik mir sultan khan? l`uomo misterioso di cui parla tutta new york, lo scacchista col turbante che ha battuto capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. si sa che e` nato nella foresta del punjab, dove ha imparato l`antica arte del chaturanga, si sa che una tigre lo insegue da sempre e che mrs abbott gli ha lasciato in eredita` la sua rolls-royce. in bilico fra oriente e occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell`umile servo che per un istante divenne re. il chaturanga e` l`antenato indiano degli scacchi. si dice che quando gli uomini sono concentrati su quelle pedine dalle strane forme animali dimentichino tutto, come se dalle loro mosse potesse dipendere la distruzione o la salvezza dell`intero universo. apprenderne l`arte e` un percorso impervio, ma non per malik mir sultan khan. gli de`i, o il caso, gli hanno donato un talento naturale che lo portera` in breve tempo a diventare il piu` imbattibile scacchista degli anni trenta. ma un dono divino puo` essere duro da sopportare, soprattutto per chi sa di essere destinato ad attraversare l`esistenza soltanto da spettatore. nei suoi sogni di bambino e` apparsa una tigre, che poi si e` fatta reale portandogli via entrambi i genitori. ma sara` quella stessa tigre a permettergli di entrare alla corte del maharaja che - notando la sua abilita` nel gioco - lo condurra` in europa a gareggiare nei piu` importanti tornei di scacchi. cosi` il giovane servo, da molti considerato un `idiot savant`, arrivera` ad affermarsi fino a battere l`ex campione del mondo capablanca, intrecciando la propria storia con quella di un`europa lacerata, ormai sull`orlo della seconda guerra mondiale. paolo maurensig torna a muovere i suoi personaggi nell`universo affascinante e ricco di storie degli scacchi, regalandoci il ritratto sorprendente di un personaggio che ribalta continuamente l`immagine del campione, e i nostri pregiudizi occidentali.

(dall`introduzione di paola ferretti)

una scrittrice si trasferisce a londra in seguito alla fine del suo matrimonio e dopo lunghe ricerche decide di acquistare un appartamento totalmente da ristrutturare. mentre la protagonista combatte con la polvere della demolizione e con i nuovi vicini che paiono odiarla a prima vista, i due figli devono trattenersi a casa del padre, almeno per il tempo dei lavori. e un periodo di grandi transizioni e cambiamenti per tutti. e mentre la vita scorre, la scrittrice incontra numerose persone e ne ascolta le storie. agenti immobiliari, vecchi fidanzati, parrucchieri, muratori stranieri: tutti custodiscono episodi di vita inaspettati e verita` da svelare e condividere.


predomina ancora una visione del periodo dell`umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall`altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. massimo cacciari ci fa capire come le cose siano piu` complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realta` inserita in un progetto culturale piu` ampio nel quale l`attenzione al passato e` complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. dunque una filologia che e` intimamente filosofia e teologia. e i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest`ottica non iniziano con petrarca o con i padovani, ma con lo stesso dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del rinascimento. c`e` un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente , in cui le polarita` opposte non si armonizzano ne` vengono sintetizzate.

ci sono romanzi che toccano corde cosi` profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. e quello che accade con "l`arminuta" fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell`altra, suona a una porta sconosciuta. ad aprirle, sua sorella adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. inizia cosi` questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all`altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piu` care, l`affetto incondizionato dei genitori. o meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. per (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. la casa e` piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. ma c`e` adriana, che condivide il letto con lei. e c`e` vincenzo, che la guarda come fosse gia` una donna. e in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei puo` forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. l`accettazione di un doppio abbandono e` possibile solo tornando alla fonte a se stessi. donatella di pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternita`, della responsabilita` e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensita` espressiva. le basta dare ascolto alla sua terra, a quell`abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

1952. trovare lavoro a enniscorthy, nel sud-est dell`irlanda, semina solo frustrazione e desiderio di un benessere che non c`e`. la giovane eilis lacey, prigioniera del confronto quotidiano con la madre e la sorella rose, non ha davanti a se` alcuna prospettiva, finche` la visita di un prete emigrato, padre flood, le fa intravedere l`opportunita` di un`esistenza migliore, al di la` dell`oceano, a new york. sara` proprio a brooklyn che eilis a poco a poco imparera` a sentirsi a casa in una terra dove tutto e` possibile. e l`incontro con tony, un ragazzo italiano, cambiera` la sua vita per sempre.

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà. E se metà fosse meglio di tutto?

cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un`altra? che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell`altra scuola, se... ogni vita nasconde, e protegge, dentro di se` tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. e cosi ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. la letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la : non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. paul auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si e` data: e ha scritto "4321", il romanzo di tutte le vite di archie ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. fin dalla nascita archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli archie, ad esempio, subiranno l`incantesimo della splendida amy. auster racconta le quattro vite possibili di archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un`opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. ma c`e` molto altro in "4321". c`e` la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l`assassinio di kennedy, c`e` lo sport e il sessantotto, c`e` parigi e c`e` new york, c`e` tutta l`opera di auster, come un grande bilancio della maturita`, e ci sono tutti i maestri che l`hanno ispirato, c`e` il fato e la fatalita`, c`e` la morte e il desiderio.

la parabola compiuta dal giappone imperiale tra otto e novecento, dalla costruzione dello stato-nazione unitario fino alla disfatta bellica, e` densa di spunti per una riflessione sul significato della modernita` e del suo manifestarsi nel mondo in forme diverse secondo le condizioni locali. il volume mira a collocare saldamente lo specifico caso giapponese nel suo contesto regionale e globale, offrendo al tempo stesso una prospettiva extraeuropea su fenomeni transnazionali di ampio respiro. le vicende trattate sono di particolare interesse per l`osservatore italiano, data l`abbondanza di spunti per un confronto fra le storie parallele dei due paesi. si pensi, in ambito politico, a questioni quali l`unificazione nazionale, l`evoluzione in senso parlamentare del sistema di governo sotto la monarchia, la ricerca di un riconoscimento paritario da parte delle grandi potenze, la crisi del liberalismo e l`avvento di un regime autoritario che condusse il paese al disastro nella seconda guerra mondiale. collegati a questi temi, sul piano dei rapporti socio-economici si possono tracciare invece il processo di industrializzazione, i conseguenti squilibri territoriali, l`emergere dei movimenti di massa e di una cultura popolare sorretta dai mezzi di comunicazione moderni.

questo volume riunisce le sei raccolte di valerio magrelli: "ora serrata retinae" (1980), "nature e venature" (1987), "esercizi di tiptologia" (1992), "didascalie per la lettura di un giornale" (1999), "disturbi del sistema binario" (2006) e "il sangue amaro" (2014). grazie all`aggiunta di dodici testi successivi, il libro presenta dunque una produzione che, dopo il precoce esordio dal taglio meditativo, e` passata a descrivere paesaggi tecnologici e patologici, toccando timbri di carattere civile, morale, politico.

. michela murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l`ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. e ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte piu` nera che alberga in ciascuno di noi.

hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, e che sara` speciale. tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire . gli scegli pure il nome: giovanni. poi lui nasce, e a poco a poco capisci che si`, e` diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. alla fine scopri la parola down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. dovrai attraversare l`adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosi sbagliata. lasciarti travolgere dalla vitalita` di giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo e` davvero. e che in ogni caso e` il tuo migliore amico.

le impronte sul mare sono le piu crudeli. a parte chi le lascia nessun altro le vede. ora l`acqua vibra spinta dal vento in piccole onde bianche, a migliaia, verso il largo: e mentre si aspetta l`arrivo dell`anticiclone, strane apparizioni sconvolgono l`europa. ma a noi e` dato seguire il destino di poche persone. una donna, un ragazzo e un bambino. da quando suo figlio e` scomparso, karolina e` una madre disarmata, fa scorrere i giorni persa nell`attesa. sistema il letto di andreas come se lui dovesse rientrare a casa la sera, ma non lo vede da molto tempo, e sa che nel suo computer ruggiscono filmati estremisti che fanno tremare. khaled e` un ragazzino forse siriano, arrivato in europa con il fratello e la promessa di un lavoro. ora e` rimasto solo e non ha piu niente di cui aver cura, a parte quel trolley rosso che non molla mai. li dentro tiene il suo segreto. tra sbarchi di clandestini in massa e pattuglie della polizia che presidiano il paese, una nuova inquietudine infesta i sonni della gente: torme di bambini evanescenti che occupano lo spazio in silenzio, con uno sguardo che fa paura. , lo definisce qualcuno. ma tutti i personaggi del romanzo di evelina santangelo sono spiriti nascosti, fiammate bianche che arrivano dai roghi piu profondi. e hanno da raccontarci qualcosa d`importante che la forza della letteratura fa detonare, pagina dopo pagina, verso un finale sorprendente.

"in questo libro ci sono due testi semplicemente alternati; potrebbe quasi sembrare che non abbiano niente in comune, eppure sono inestricabilmente intrecciati, come se nessuno dei due potesse esistere da solo, come se soltanto il loro incontro, quella debole luce che gettano l`uno sull`altro, potesse rivelare cio` che non e` mai detto apertamente nell`uno, mai detto apertamente nell`altro, ma solo nella loro fragile intersezione. uno di questi testi e` interamente immaginario: e` un romanzo di avventure, la ricostruzione, arbitraria ma minuziosa, di una fantasia infantile attorno a uno stato retto dall`ideale olimpico. l`altro testo e` un`autobiografia: il racconto frammentario di una vita di bambino durante la guerra, un racconto povero di exploit e di ricordi, fatto di brani sparsi, di assenze, di oblio, di dubbi, di ipotesi, di magri aneddoti. il racconto di avventure, in confronto, ha qualcosa di grandioso, o forse di sospetto. perche` comincia con una storia e, all`improvviso, si lancia in un`altra storia: in questa interruzione, in questa frattura che sospende il racconto sul filo di non si sa quale attesa, si trova il luogo di origine di questo libro, quei punti di sospensione in cui si sono impigliati i fili spezzati dell`infanzia e la trama della scrittura." (g. p.)



