con questa sua nuova raccolta cesare viviani fa un passo ulteriore nel percorso di ascolto e di meditazione che caratterizza i suoi ultimi libri. la forma e` piu` immediata. sono poesie brevi, con una sola voce, affabile e colloquiale anche nel proporre temi elevati, come i limiti dell`umano, la pulsione all`autenticita`, il confronto con l`angoscia della fine. l`"invisibile" di viviani non e` qualche cosa di trascendente, ma e` cio` che, innervato nella concretezza della natura, resta indecifrabile, incomprensibile, irriconoscibile. e dunque credere, piu` che l`oggettivazione di una fede, e` rispettare, accettare, affidarsi alla vita. in questi versi diretti e spesso sorprendenti per clausole inattese, la via maestra e` l`umilta`: rinunciare alla presunzione umana significa trovare il giusto posto di se stessi e delle cose, e sapere che tutte le esperienze, anche quelle estreme, fanno parte di un ciclo e non hanno niente di eccezionale: sono natura. sotterranea e parallela al discorso cosmico-esistenziale, scorre una riflessione poetica in cui il medesimo atteggiamento interiore vede con distacco ogni ironia narcisistica e abilita` verbale: perche` un animale nel suo habitat - dicono i versi di una poesia significativamente dedicata a mario luzi - e` piu` vicino all`"invisibile" di qualsiasi ambiziosa invenzione letteraria.
un intellettuale marsigliese passato dalla resistenza alla malavita, un pappone indolente e un pastore sardo scampato a una pesante condanna organizzano il furto di un carico di merce preziosa. tre uomini provenienti da diverse latitudini ed esperienze che il destino riunisce a genova per il "colpo" della vita. due donne, una timida prostituta dell`angiporto e un`affascinante istriana, attraversano indenni lo spettacolo del disastro. ma saranno fabrizio e alessandro, personaggi fino a quel punto marginali, a rintracciare e raccontare gli esiti delle avventure degli altri.