2 CD / DVD. Alex Chilton è scomparso nel 2010. Qualche anno dopo, nell'Aprile del 2016, si sono riuniti, attorno a Jody Stephens ( unico membro originale dei Big Star rimasto in vita ) nel teatro Alex di Los Angeles, una bella serie di fans, amici e non della band, per tributare questo omaggio. Hanno partecipato alla serata, interpretando i brani più noti della band e sopratutto del mitico album Third, una bella serie di music lovers. Jeff Tweedy e Pat Sansone ( Wilco), Ken Stringfellow e Jon Auer ( Posies), Mike Mills ( REM), Chris Stamey ( DB's) Mitch Easter ( Let's Active), Robyn Hitchcock, Ira Kaplan ( Yo La Tengo), Benmont Tench ( Tom Petty & The Heartbreakers), Dan Wilson ( Semisonic ), Jessica Pratt, Brett Harris, Django Haskins,e molti altri. Una serata epica !
I Bodeans, la band guidata da Kurt Neuman e Sam Llanas, esistono dal 1983 e, stando al titolo, sono al tredicesimo album. Una band dal suono classico, una volta si chiamava Heartland rock, che non ha mai tradito le sue origini e che non è mai scesa sotto il livello di guardia. Hanno avuto alti e bassi, è vero, ma hanno spesso prodotto buona musica, anche ottima musica e non hanno mai mollato. Come dimostra Thirteen, un disco solido e sano, di classico rock, con le chitarre al posto giusto ed una serie di canzoni decisamente godibili.
Americana è l'atteso nuovo lavoro di Raymond Douglas Davies, leader e master mind dei Kinks. Un disco bello, deciso, molto americano, che Ray ha registrato con l'aiuto dei Jayhawks. Si tratta del primo disco con canzoni nuove da dieci anni a questa parte e l'album ha volutamente un suono Americano, sia per l'uso dei Jayhawks come backing band, che per il fatto che Ray vuole descrivere quanto è stata importante, per il suo modo di scrivere, la musuca Americana. La produzione, di Guy Massey e John Jackson, lavora a stretto contatto con le idee del leader. Tra le cose migliori mai fatte da Ray Davies.
Dopo The Man Upstairs ( 2014), molte ben accolto dalla critica, Robyn Hitchcock ha spostato la sua residenza americana a Nashville, dove ha inciso questo disco, facendosi aiutare da Brendan Benson, per la produzione ma anche per assemblare i musicisti. Ed il disco in questione ha un piccolo cast di all stars coinvolte nelle sedute di registrazione, gente del calibro di Gillian Welch, Emma Swift, Pat Sansone (Wilco, The Autumn Defense),e Grant-Lee Phillips. L'album mischia la dolce psichedelia dei Soft Boys con influenze rock e radici, tipiche del luogo in cui è stato registrato questo album.
A quattrodici anni dal precedente lavoro, The Well's On Fire, ed a cinquanta da A Whiter Shade of Pale, esce il tredicesimo album dei Procol Harum, una delle band più famose della prima stagione del british rock. Ed il disco non solo non delude, ma conferma il suono della band, un rock classico, melodico, molto legato alla voce inconfondiibile ed al piano classicheggiante di Gary Brooker. Il nuovo paroliere è Pete Brown, uno dal passato illustre, ed il disco trae vantaggio dall'umorismo di fondo che permea le sue liriche. Ma la cosa basilare, cioè le canzoni, sono di indubbio spessore e mischiano rock, soul, un tocco di progressive e quell'inconfondibile aura melodica che ha reso la band inglese una delle più popolari di sempre. Bentornati.
Nuovo lavoro, targato 2017, per la band di Ben Shanty. Questa volta il suo ruolo diventa meno solitario, grazie all'mpiego di varie voci (Alex Nielsen, Haley Fohr e Damon and Naomi), alla batteria di Chris Corsano, ad un duetto di chitarra con Ryley Walker, all'uso delle tastiere ed al missaggio, nelle mani di Cooper Crain. La musica si apre, si fa meno ermetica e, qui e là, sbocciano anche interessanti melodie.
Canadese, Leeroy Stagger, ha già inciso parecchio. Questo è il suo undicesmo album, il primo per la True North ed un punto d'onore, visto che è arrivato a mettere la sua musica nella più celebrata etichetta canadese. E' stato il presidente (Geoff Kulawick ) a volerlo a tutti i costi, in quanto considera Stagger un musicista assolutamente geniale, in grado di mischiare pop e radici, classic rock e intuizioni country. Un musicista atipico, bravo nello scrivere che, per questo disco, ha assemblato una dream band: Pete Thomas (Elvis Costello), Paul Rigby (Neko Case), Geoff Hilhorst ( Deep Dark Woods), Tyson Maiko ( l'unico che è sempre stato al suo fianco).
On Fillmore è la band di Glen Kotche dei Wilco. In questo nuovo lavoro, tra rock, jazz e musica anche sprimentale, Kotche,assieme a Darin Gray ( Tweedy), va in Brasile a registrare, coinvolgendo musicisti locali.Il risultato è un disco diverso, quasi jazz, ma con spunti rock, che mantiene il suono in un ambito decisamente originale ed innovativo.
Singer Songwriter irlandese, al quinto album. Al suo esordio, alcuni anni fa, ha ricevuto critiche molto positive e paragoni ingombranti ( Dylan, Nick Drake, Joni Mitchell). Ora, dopo qualche anno di silenzio, si ripresenta. Non c'è più il fragore degli inizi, ma la musica rimane concreta. Un folk rock gentile, interiore, basato su melodie colte e liriche studiate, quasi letterarie.Fionn Regan si conferma un cantautore vero.
Il nuovo album della band Americana, 2017
Eric Pulido ( Midlake ), Fran Healy ( Travis ), Alex Kapranos ( Franz Ferdinand ), Jason Lytle (Grandaddy ) e Ben Bridwell ( leader dei Band Of Horses ) sono l'ossatura del (super) gruppo BNQT,, al suo debutto con un disco, la cui lavorazione si è protratta per un periodo molto lungo, si dice almeno quattro anni. I cinque musicisti hanno lavorato separatamente, hanno scritto due canzoni a testa e le hanno mandate a Denton, Texas, nello studio dei Midlake, dove gli altri membri della band ( McKenzie Smith, Joey McClellan e Jesse Chandler ) hanno messo su nastro la parte strumentale. Il disco mischia brani rock ad altri in cui giocano un ruolo le armonie vocali. Un disco interessante che mischia classico e moderno e che dà una nuova dimensione alla figura del supergruppo.
2 CD. Terzo voluime che raccoglie le registrazioni dal vivo della band di Chris Robinson, curate dalla grande Betty Cantor- Jackson, famosa per avere curato le registrazioni dei Dead negli anni d'oro. Inciso nel corso del tour dello scorso anno, nel Sud degli Usa ( Atlanta, Raleigh e Charleston), il doppio propone alcuni classici della band di Robinson come Clear Blue Sky, Roan County Banjo ed Oak Apple Day. Ma focalizza sopratutto la sua attenzione su alcune covers, decisamente particolari, come She Belongs to Me ( Bob Dylan ), Get out My Life Woman ( Allen Toussaint e Lee Dorsey), Im Hog For You ( un clssico di Leiber & Stoller), The Music is Hot ( una rarità di Slim Harpo).
Puntuale come un orologio svizzero, Robin Trower pubblica un disco all'anno, più o meno, malgrado non sia un giovincello. Non ha perso il tocco, suona ancora alla grande e mantiene la voglia di scrivere e cantare le sua canzoni. Come conferma questo album, teso e diretto, che propone una serie di composizioni tra blues e rock. Tra i musicisti old school, Trower è uno dei più continui e prolifici e non scende mai sotto il livello di guardia.
Quarto albuum da solista dell'acclamato singer songwriter dell'Oklahoma. Moreland scrive ballate in sintonia con la grande tradizione del suono americana, tra melodia e tradizione. Le sue canzoni, solide e ben costruite, sono racconti, storie di confine, ballate sulla frontiera, racconti sulle terre che si allargano a perdita d'occhio. Mixato da Tchad Blake (The Black Keys, Tom Waits, Sheryl Crow). Big bad Luv conferma la forza e la grande onestà di un autore profondamente legato alla sua terra.
Registrato nel corso delle sessions occorse per incidere il recente Signs of Light, questo mini album contiene 8 canzoni inedite. Pubblicato in vinile per il Record Store Day 2017, viene ora messo sul mercato anche in CD. 8 canzoni, tra le quali In The Summertime, Bluebird, Rhythm & Blues, Colors e City of Angels.
Supergruppo con musicisti fuori dall'ordinario, ognuno un leader nel proprtio settore: Mike Watt dei Minutemen al basso, Nels Cline (Wilco, ma anche pubblicazioni per varie etichette jazz, quanto parentesi alt-country con Carla Bozulich ) alla chitarra, Greg Saunier dei Deerhoof alla batteria e Nick Reinhart dei Tera Melos alla chitarra e voce. Toni Maimone ( Pere Ubu ) è l'ingegnere del suono, mentre la copertina è opera di Raymond Pettibon (fratello di Greg Ginn e storico illustratore della SST). Il disco, molto interessante, mischia avventuroso post punk, aperture liriche in stile pop rock e momenti di rierca. Fuori da ogni catalogazione.
Band originaria di Los Angeles con un solo album al suo attivo ( We're Not Lost, 2013 ). Ma è con questo secondo lavoro che fanno il salto di qualità. Il suono, tra rock e radici, discende dalle idee degli Old Crow Medicine Show e la band di L.A. mette a frutto una non indifferente capacità a mischiare suoni e stili, idee e riferimenti. E lo fa con grinta, proprio come la band di Ketch Secor.
Nuovo lavoro, inciso per l'occasione, per Todd Rundgren, veterano della scena rock Usa. Questa volta Todd fa le cose in grande e presenta un disco che contiene 15 canzoni nuove. In ogni brano, o quasi, c'è un ospiter. E sono tutti musicisti importanti: Joe Walsh, Trent Reznor & Atticus Ross, Donald Fagen, Daryl Hall, Joe Satriani, Robyn, Max Berg etc.
Il seguito dell'ottimo City Sun Eater In The River of Light, pubblicato lo scorso anno. Una ulteriore immersione nella psichedelia rurale, già esternata nel disco precedente, con riferimenti a musica etnica e tratti esotici.Un gruppo che mischia il classico folk rock con intuizioni lisergiche, influenze etniche. Originali, abbastanza unici.
Eclettici, bizzarri, fuori da ogni catalogazione, Los Straijackets sono una storia a parte nell'ambito della musica Americana. Legati agli anni sessanta, al rock and roll, alla musica di cinquanta e più anni fa. hanno poi invece un tocco moderno, una idea di musica innovativa che ha ben poco a che fare con le loro idee originarie. Sembra un controsenso, ma è la pura realtà, come dimostra questo disco in cui rileggono le canzoni di Nick Lowe ( anche la copertina rammenta il primo disco del rocker inglese ). Peace Love and Understanding, in tutti i sensi. E poi c'è Nick Lowe ospite. Instrumental madness !!!
Nuovo album per la cantautrice del midwest, questa volta prodotto da Joe Henry. E già questo è sinonimo di qualità.
Sestetto che arriva da Orlando, Florida, e che fa del sano southern rock, venato di blues, ma solido ed elettrico. Anche poderoso in alcune canzoni. Non sono al primo disco, ma è con questo album, distribuito dalla specializzata Provogue, che fanno la differenza. Vuoi per la produzione, più agile, vuoi per le canzoni, decisamente meglio che in passato. Poi Wynn ha anche dei nobili ascendenti in quanto suo padre era uno dei Cowboy, storica formazione southern rock. Se vi piace il rock, quello vero, tipo Simo e JJ Grey and Mofro, con dentro un pò di blues, fanno al caso vostro.
La crescita da Sam Amidon, da figura di contorno a musicista di pirmo piano, è stata costante e continua. Già con il disco precedente, Lily-O, si era fatto notare a livello mondiale ed ora conferma tutto quanto di buono è stato scritto su di lui, con questo nuovo lavoro.Anzi va anche oltre. Infatti con l'aiuto del produttore Leo Abrahams (Brian Eno, Regina Spektor) e del suo frequente collaboratore, Shahzad Ismaily, Sam Amidon dà una svolta alla sua musica. Una serie di canzoni nuove, musicisti diversi in studio ( tra cui lo storico batterista jazz Milford Graves ) ed un approccio diverso. Infatti, a detta dello stesso Amidon, in questo disco mostra il suo amore per la musica degli appalachi, unito ad accelerazioni jazz alla Don Cherry.
2000. CD 1: tratto dagli archivi di Tony Conrad.
Ormai da tempo residente a New Orleans, l'ex Riot grrrl Ani Di Franco non ha certo perso la voglia di fare musica, nè di dire la sua. Binary è un disco interessante e complesso in cui, oltre ai soliti musicisti che la circondano ( Todd Sickafoose e Terence Higgins ) la brava cantautrice viene aiutata da Jenny Steinman ( violno), Ivan Neville ( keyborads), Maceo Parker, Bon Iver e Gail Ann Dorsey. Il disco è poi mixato da Tchad Blake, uno specialista. Pur avendo preparato il disco prima delle tragiche elezioni presidenziali Usa, ascoltando le canzoni si percepisce che l'autrice già aveva capito che le cose non si stavano mettendo per il meglio.Combattiva, estroversa, decisionale, la Di Franco non lascia certo la parola agli altri e dice la sua. Ma la musica è ricca, le canzoni forti e decise ed il disco ne guadagna senza mezzi termini.
2 CD. Nel 2016, dietro grande richiesta Ritchie Blackmore ha riformato i Rainbow, ed ha tenuto tre concerti: due in Germania ed uno in Inghilterra, a Birmingham. I concerti tedeschi sono apparsi sul CD/ DVd Memories in Rock, Live in Germany, pubblicato alla fine dello scorso anno. Questo doppio CD contiene invece il concerto inglese, dalla prima all'ultima canzone. 15 brani, tra cui Highway Star, Since You've Been Gone, Difficult To Cure, Child in Time, Black Night, Burn e Smoke on The Water.
Già leader dei Woods, la jam band neworkese che si è fatta un solido nome nel nuovo millennio, che Kevin Morby ha lasciato qualche anno fa per dedicarsi alla sua carriera da solista. E lo ha fatto a ragion veduta in quanto la sua musica, più introspettiva e cantautorale, non si adattava più al suono della sua ex band. City Music è il quarto disco a suo nome dopo che, con il precedente Singing Saw, si era già fatto notare ampiamente. Un disco molto bello, intenso, profondo, che mischia rock e folk e dà una nuova dimensione al suono di Morby.
Glenn Alexander è un uomo di musica. In questo nuovo lavoro il chitarrista e cantante newyorkese si fa aiutare da Southside Johnny e parte degli Asbury Jukes per creare un sound corposo, denso di blues, soul e ballate che ha dei punti in comune con la band del New Jersey. La solidità delle canzoni, Common Ground, Blues For Me and You, Big Boss Man, Come Back Baby, tanto per citarne alcune, fa il resto.Un disco inatteso che entra di diritto tra le cose più interessanti del momento.
ll titolo arriva da una novella di Francis Scott Fitzgerald, la musica è una somma di idee, riearca, intuizione e costruzione armonica, più unica che rara. Al terzo disco, e dopo sei anni di silenzio, i Fleet Foxes costruiscono un album splendido. Indubbiamente si tratta di un disco non facile, che va ascoltato a fondo ma che poi esce allo scoperto con una manciata di canzoni affascinanti, coinvolgenti, intriganti. Musica vera, senza filtri, costruita con amore, distillata nota dopo nota. Robin Pecknold e la sua band sono un gruppo unico, non assomigliano a nessuno, anche per questo meritano, come minimo, attenzione.
Il nuovo album, 2017, dopo una pausa di molti anni. Band ancora con una zoccolo duro di fans, i Ride non faranno fatica a ritrovare il proprio pubblico.
Secondo lavoro per David Corley, musicista amato da molti e criticato da altri. Cantautore Americano, ha esordito in tarda età, 53 anni, ed in questo secondo lavoro si ispira alla tragica esperienza avuta poco tempo fa, quando ha rischiato di morire di infarto, mentre era sul palco. Un disco triste, interiore, anche tragico, in tema con la sua vita e con il mondo che la circonda.
Sammy Brue, 15 anni appena compiuti, è al suo debutto. Giovane, ma già con almeno cinque anni di composizioni alle spalle ed un carattere niente male. Il suo esordio, targato New West ( mica una etichetta qualunque ), è prodotto da John Paul White ( Civil Wars ) e Ben Tanner ( Alabama Shakes ), ed anche questo depone a suo favore. Certamente resterete sorpresi ascoltando questo ragazzo che ha tutte le qualità per diventare qualcuno.
Gli Algiers sono una band molto personale. In tempi confusi come quelli attuali, trovare un gruppo che abbia un suono suo non è certo facile. I Fleet Foxes hanno un suono loro, per esempio, ma sono tra i pochi nella scena attuale. Ed anche gli Algiers escono dalla mischia proponendo una miscela molto avanzata che mette in pentola il soul ed il funk del leader, il nero Franklin James Fisher, mischiato al rock del resto della band, bianca, dove trovano posto sonorità post industrial, scabolate rumoriste, clangori elettronici, deviazioni rock 'n roll. Un disco diverso.
Clarance Buscaro è sulla scena da vari anni. Non ha mai sfondato, pur facendo sempre della musica di qualità. Il problema sta anche nel fatto che di musicisti bravi, ma che non riescono ad emergere, ce ne sono veramente tanti. E Bucaro è uno di questi, bravo, ma non bravissimo. Per cui, ad un certo punto, i suoi dischi passano in seconda linea, come è ovvio che debba succedere.E Tableau è sulla linea delle opere precedenti.
Un personaggio decisamente interessante, Rod Melancon. Arriva dalla Lousiana, ma le sue radici sono in parte lontane dalle paludi dello swamp country. La sua musica infatti è una miscela di rock, country ed anche psichedelia. Una cosa diversa che Melancon unisce a dei testi legati alle storie che si raccontano lungo la State Highway 14,storie legate a misteri successi nel corso del tempo, ma anche ad una certa attualità, che non appare certamente sui giornali.
Interessante band al suo debutto. Un suono in classico stile Americana con le radici affondate nelle canzoni di Simon & Garfunkel, ma anche i primi Wilco e certe ballate dei Jamestown Revival. Un suono moderno, piacevole, ben strutturato. La band è diretta da Rob Benedict & Jason Mann, mentre il gruppo è completato da Billy Moran alla chitarra, Cooper Appelt al basso e da Rob Humphreys alla batteria. Tra le canzoni, segnaliamo Slightest Thing, Gone, The Rest, Old Neighborhood e Hallelujah ( di Leonard Cohen ). Reperibilità difficoltosa.
2 CD. Ritorno in grande stile per la cantautrice di Boston. Questa volta Susan, oltre che proporre ben due CD di canzoni nuove (18 in totale), si fa anche aiutare da ospiti di nome. Eccola quindi duettare con musicisti di indubbio spessore come Bill Kirchen, Dennis Brennan, The Bottle Rockets, Mark Erelli, THe Boxcar Lillies, Jennifer Kimball, Amy Fairchild & Todd Thibaud, Davy Knowles, Jenee Halstead ed altri ancora. Doppio CD in versione digipack, con ricco libretto illustrato. Copia non sigillata.
Dopo una serie di dischi autogestiti ( e senza la barba ), Aaron Burdett pubblica il suo disco più importante. Singer songwriter classico, con influenze roots, Burdett mostra di sapere scrivere e di districarsi benissimo nei meandri di un suono folk rock,elettrico, con influenze classiche, intuizioni in stile Americana e quant'altro. Bella la voce, limpido il suono, solide le canzoni. Qualche titolo: Pennies on The Tracks, It's A Living, Looking For Light, Poor Man, Another Nail in The Coffin.
Con il classico orgoglio che definisce le band del Sud, questo quartetto mischia con forza e dosato ardore radici southern, blues, soul e persino influenze punk, il che rende il loro suono teso e diretto. Ballate evocative, riff secchi e decisi ed un tocco rollingstoniano, che fa molto Exile on Main Street. La produzione di Tim Kerr dà ulteriore forza al disco, che è stato registrato dal vivo in studio, con il classico buona la prima. Lee Bains III e la sua band, ormai al terzo disco, si confermano una realtà, dopo Jason Isbell ed i Shakes, l'Alabama comincia a diventare qualche cosa di più che una semplice zona sulla carta geografica.
Mark Heard, cantautore sconosciuto ai più (almeno in Europa) è scomparso da alcuni anni, ma non è stato dimenticato (almeno in Usa), Questo è il secondo tributo dedicato a lui, dopo Srong Hand of Love (2009). E, anche questa volta, sono state fatte le cose in grande. Heard è un autore classico con parecchie belle canzoni nel suo songbook e questa volta si sono dati da fare in molti per ricordarlo adeguatamente. Tra le 18 canzoni interpretate, abbiamo dei nomi di grande qualità a rileggerle: Rodney Crowell, Drew Holcomb, Over The Rhine, Buddy Miller, North Mississippi All Stars, Sierra Hull, Amy Helm, Amy Speace, Willie Sugarcapps, Sean Rowe, Matt Haeck, Levi Parham ed altri. Da scoprire assolutamente.
Dopo avere pubblicato un doppio dal vivo, registrato al Peach Festival nel 2016, la Trongone Band, arrivano dalla Virginia, debutta con il primo disco in studio. Un cocktail di southern rock, Grateful Dead e Phish, a detta della stessa band. Un suono maschio, vibrante, basato sulle chitarre dei fratelli Trongone (Andrew e John), con una forte attitudine all'improvvisazione ed i classici suoni southern dentro alle chitarre. Un quartetto che si sta facendo strada molto rapidamente.
Randall Bramblett è un musicista esperto, anche poli strumentista, che è sulla breccia da qualche decennio. Non ha mai sfondato, ma ha suonato più o meno con tutti ( Gregg Allman, Steve Winwood, Bonnie Raitt, Bonnie Bramlett, Elvin Bishop, Roger Glover, Robbie Robertson, Widespread Panic, solo per citarne alcuni ) ed è uno dei musicisti più esperti nella scena attuale. Questo album è un omaggio ai Juke Joint, locali in cui la gente va a sentire musica ma anche a partecipare al concerto, a cantare, a urlare, a muoverisi, anche ben oltre il ballo. Tra rock e blues, con elementi southern, Randall Bramblett mostra di sapere, e anche molto, sulla musica che esegue, sera dopo sera.
Broken Social Scene sono una band canadese, ma anche un collettivo. Il gruppo formato all'inizio del nuovo millennio da Kevin Drew e Brendan Canning, passa da sei anche a 19 elementi, diventando quindi un collettivo o una large band (alla Lyle Lovett). La musica dei Broken Social Scene è un insieme di generi e di suoni, una sorta di pop barocco che però contiene elementi soul, folk, rock, post rock, indie rock, per arrivare anche a cose sperimentali. Una band dal suono più o meno a 360 gradi che coinvolge suoni e stili in modo molto aperto.
Questa antologia contiene ogni canzone che i Beach House, cioè Alex Scally e Victoria Legrand, hanno inciso ma che non appare sugli altri albums. Canzoni che fanno parte del loro repertorio e che è anche ingiusto chiamare b-sides. Infatti i Beach House hanno sempre fatto musica ai massimi livelli, non commerciale, quindi anche le canzoni meno note, meno famose, sono degne di avere la medesima esposizione di quelle più famose, anche perchè ci sono 2 canzoni nuove. Anche per questo questa compilation rischia quasi di passare come un disco nuovo, a tutti gli effetti.
Heath Green & The Makeshifters appartengono, assieme a Lee Bains III & The Glory Fires, Banditos, Waves of Fury, a quella serie di band che rappresentano l'America più disperata ed incompresa. L'America dei furgoni scassati, della provincia più estrema, dei bevitori di birra e Jim Beam, l'America dei poveri, di chi magari non ha nemmeno una casa. Rock duro, ombre di punk, energia allo stato puro, ma anche canzoni solide, velate di radici, di spruzzate country e blues. Musica vera insomma. Senza guardare in faccia a nessuno.
Slaid Cleaves, cantautore, è sempre stato tra i nostri favoriti. E questo nuovo album conferma le sue qualità, anche se la musica è più roots oriented rispetto al passato. Molto si deve al fatto che Slaid ha chiamato il texano "Scrappy" Jud Newcomb per fare un disco con lui. E Newcomb ha messo assieme studio di registrazione, musicisti ed ingenere del suono per aiutare Cleaves a incidere Ghost on the Car Radio. Si tratta del primo disco dal 2013, da Still Fighting the War. I testi sono tristi, pieni di disillusione, ma la musica è forte, decisa, ben costruita.Come nel costume di Slaid Cleaves
Roger Clyne & The Peacemakers, una delle più longeve band nell'ambito del suono Americana sono giunti al dodicesimo disco. Originari dell'Arizona, i quattro della band mischiano ad arte rock e radici, coinvolgendo anche sonorità messicane, che danno al suono una matrice molto perticolare. Stare sulla scena per così tanto tempo e continuare a fare dischi non è cosa da poco, sopratutto in tempi come quelli attuali, e Roger Clyne ed i suoi Peacemakers ( Paul Naffah, Nick Scropos e Jim Dalton ) sono decisamente bravi.
Una sorta di session folk rock con protagonisti di eccezione come Rayna Gellert ( fiddle), Chaim Tannebaum ( armonica), Jay Berliner ( chitarrista di Astral Weeks ) e le voci di Suzy Roche, Ana Hegge, Rachel Graniez e Gabriel Kahane. Il disco è una idea di Dick Connette ( Last Forever) che mischia musica Americana, folk, tradizione, canzone d'autore ed altre idee musicali, creando un pampleth sonoro di grande qualità. L'album contiene 6 brani originali, due covers ( Van Morrison e Carole King ), e tributi a Jaco Pastorius e Chuck Brown. Una piccola gemma.
Terzo disco in studio per Chris Robinson ed i suoi Brotherhood in poco più di due anni, oltre a dischi vivo e centinaia di concerti. Robinson, da quando ha lasciato i Black Crowes per la sua nuova creatura, da quando ha messo come doppia chitarra Neal Casal, è andato via per la sua tangente. Musica improvvisata, psichedelica, jammata, legata a sonorità libere, senza vincoli di sorta, creativa al massimo.Se If You Live Here ed Anyway You Love avevano mostrato qualche felssione compositiva, lo stesso non si può dire per questo nuovo lavoro, aperto a tutte le influenze di Robinson. Dalla psichedelia al folk inglese, al rock classico, alla musica orientale. La Brotherhood sta crescende, e come. Prezzo speciale, limitato alla prima settimana di vendita.
Front Country sono una band relativamente nuova. Sono al terzo disco ( This is Front Country e Sake of Sound i due precedenti ). Guidati dalla bella voce, fresca ed aperta, di Melody Walker, questi ragazzi californiani sono una delle più interessanti band della attuale scena Americana. Non fanno country, ma mischiano in modo geniale folk, rock, radici e musica d'altri tempi, come nella rilettura in chiave moderna di Storms Are on The Ocean ( della Carter Family). Ci sono anche un paio di strumentali, nelle mani Leif Karlstrom ed Adam Roszkiewicz, che danno al disco un sapore più innovativo. New folk ?, Folk rock ? Rockin- country ?. Un pò di questo ma anche un suono decisamente fresco, ben congeniato e, perchè no, innovativo.
Peter Perrett non ha mai inciso nulla a suo nome, solo con la sua band, The Only Ones. Molto popolari negli anni settanta ed ottanta, gli Only Ones sono esistiti sino a qualche anno fa. How The West Was Won è il primo disco di Perrett come solista e, sopratutto in Inghilterra, è stato accolto in modo trionfale. Sia Mojo che Uncut lo hanno messo come disco del mese.
Dopo la reunion con We Can Do Anithing, baciata dal successo del pubblico legato alla band folk - punk degli anni ottanta, ecco l'atteso disco dal vivo. Qui la band riprende brani noti, ne suona alcuni mai eseguiti dal vivo, rilegge qualche classico e si presenta sotto una vesta rinnovata, molto interessante, con un suono elettroacustico che rammenta gli esordi del gruppo. Tra le canzoni eseguite, tutte registrate dal vivo nelle varie radio sessions che il gruppo ha fatto in giro per gli Usa, troviamo brani noti come American Music, Blister in The Sun, Add it Up, ma anche cose recenti come Memory.
Il nuovo album, Luglio 2017. Band di Los Angeles, al terzo disco.
50 e più anni carriera. Da Country Joe and the Fish a cantante folk, country e di protesta. Joe McDonald ha fatto di tutto, anche cose molto belle. In questo nuovo album ripercorre la sua vita artistica, accompagnato da una super band con Prairie Prince, Diana Mangano, Blair Hardman e James DePrato.
Bryan Stephens è più noto come head in charge della house band del Cafè Wha ?. Ma, dopo essersi gudagnato riscontri e applausi da più parti, è approdato al suo primo lavoro come solista. Con la produzione di David Darling, Stephens ha messo a punto un classico disco da singer songwriter. Village of Dreams contiene una manciata di canzoni adulte, bilanciate sulla voce dell'autore e su arrangiamenti classici. Un disco come si usava una volta e, anche per questo, da considerare al di sopra della media.
Nuovo album dal vivo per la band, all american music, guidata da Todd Snider e di cui fanno parte Neal Casal (anche chitarrista con Chris Robinson Brotherhood), Chad Staehly ( Great American Taxi), Jesse Aycock ( chitarrista di Tulsa, Oklahoma ), Dave Schools e Duane Trucks (basso e batteria nei Widespread Panic ). Un super gruppo dal suono molto Americana che ha già fatto molto parlare di sè. Il concerto, registrato a Birmingham, Alabama, offre un quadro esauriente della musica dellla band, che mischia rock e blues, southern rock e country, in un caleidoscopio di sonorità molto Americane, dove le chitarre la fanno da padrone. E poi, dal vivo, sono in deciso miglioramento. Il CD è in esclusiva versione Usa.
2 CD.Edito nel 1972, Honky Chateau è considerato uno dei classici assoluti di Elton John. L'album ha preso questo titolo per ricordare gli studi di registrazione parigini dove il disco è stato inciso: Honky Chateu è un disco semplice e diretto, semza arrangiamenti superflui, con le melodie in decisa evidenza. Questa nuova versione, in doppio CD, contiene il disco originale, quindi una bella serie di demos ed outtakes tratti dalle sessions originali ed intitoklata Honkey at The Chateu. Il secondo CD viene completato da una serie di canzoni registrate dal vivo alla Royal Festival Hall nel 1972.
Band originaria di Los Angeles al suo esordio. Prendono il nome da uno dei dischi più belli di Ryan Adams e mischiano suoni e melodie decisamente legati al rock più classico Americano. Oltre che da Ryan Adams la band prende ispirazione da Band of Horses, R.E.M. e dal Neil Young, Crazy Horse era. Un suono elettrico con ballate classiche, buon uso di voci, chitarre in evidenza, arrangiamenti ricchi ma mai invadenti. Un esordio molto interessante che ha già creato parecchio rumore, e non solo tra gli addetti ai lavori.
2 CD. Danny & The Champions of the World sono la creatura di Danny George Wilson. Inglesi, si sono formati a Londra, hanno un suono profondamente Americano, con ballate di stile classico in cui rock, soul, country e radici si mischiano in modo perfetto. Brilliant Light è il settimo album della band e arriva giusto due anni dopo What Kind of Love, il loro disco più noto. Brillint Light è doppio e contiene ben 18 canzoni, tra cui Waiting For The Right Time, You'll Remember Me, Bring Me To My Knees. Forse la band più seguita in questo momento in Inghilterra, per quanto riguarda il suono Americana. Contiene un terzo CD in omaggio: Photogene.
C'è grande attesa per questo disco dei Dream Syndicate, il quinto album, trenta anni dopo lo scioglimento della storica formazione californiana, capitanata da Steve Wynn. Il nuovo disco della band conferma la forza espressiva del gruppo ( tre sono membri originali, su quattro) e non delude assolutamente le attese. Rock chitarristico, con influenze psichedeliche, decisamente elettrico. Ballate estese, grondanti di chitarre, con le voci in primo piano e le chitarre subito dietro a creare un fantastico wall of sound. Canzoni come la lunga title track, Filter Me Through You, Glide, Kendra's Dream, The Circle sono pronte ad entrare nella storia, non solo della band.
Terzo lavoro da solista per Lukas Nelson, figlio di Willie Nelson, ed anche bandmate di Neil Young, nelle più recenti prove discografiche del canadese, dove Lukas fornisce anche la sua band, The Promise of The Real. Questo nuovo lavoro, che segna il debutto di Lukas e band per la Concord, cioè Universal, è un bel disco, decisamente superiore a Something Real, il lavoro precedente. Un disco dal suono Americana, non country, suonato bene e cantato con personalità. Tra le canzoni, segnaliamo: Send Me Down a Cloud ( coi Lucius, che appaiono in altri tre brani ), Carolina, Forget About Giorgia, Runnin' Shine e High Times
Vengono dal South degli Usa e, disco dopo disco, stanno cementando una solida popolarità, in crescita sia in Usa che nella vecchia Inghilterra. Quarto disco per Jaren Johnston (lead vocals, guitar), Kelby Ray (bass guitar, dobro, acoustic guitar ) e Neil Mason (drums, vocals). Hanno un sound elettrico dove e rock, ma anche scampoli southern, vanno a braccetto. Anzi, in questo nuovo lavoro l'energia che sprizza dai solchi si mischia bellamente a solide dosi di true country, old southern boogie, hard and heavy rock ballads.
Questo è un disco importante per i texani Moses Guest: infatti Light celebra il ventesimo anniversario della formazione di Graham Guest ed il primo lavoro da Best Laid Plans, edito nel 2007. I Moses Guest sono una formazione che fa del rock ad ampio spettro, sono una jam band ma anche una gruppo di southern rock, fanno del blues, del rock, hanno venature funk e mischiano persino scampoli di jazz nella propria musica e quando vanno a ruota libera sono una delle migliori band sulla scena attuale. Ma Light è forse il loro disco più completo, grazie sopratutto a California, brano degno dei migliori Allman Brothers, ma anche al resto del lavoro, cominiciando dalla title track Light, poi da Dawn, Emily, Free, Black Road.
Molto attivo negli anni novanta, grazie a dischi quali On The Road, Every Night's A Saturday Night, Love Without Mercy, Lee Roy Parnell, We All Get Lucky Sometimes, il sudista Lee Roy Parnell ha pubblicato solo tre dischi nel nuovo millennio e l'ultimo, Back to Well, risale al 2006. Ottimo chitarrista, cantante con forti venature soul e blues, Parnell non ha mai mollato il colpo e la sua musica, sana e vibrante, è un cocktail di rock e blues, southern rock e country. Come conferma questo nuovo album, registrato a Muscle Shoals e sponsorizzato da Barry Beckett, uno dei maestri del suono sudista.
Emily Saliers rappresenta metà delle Indigo Girls ( l'altra è Amy Ray ). Murmuration Nation è il suo debut album, come solista. Un disco profondo e personale, dove la Saliers cerca di rispondere a domande attuali, sulla sua vita ma anche sulla società, sul momento che stiamo vivendo. Un disco maturo, non facile, da sentire a lungo ed in modo approfondito. Murmuration Nation sta in bilico tra rock e folk e risponde in modo profondo ed appassionato alle domande della sua autrice.
Beast Epic rappresenta una specie di ritorno alle origini per Samuel Beam, in arte Iron & Wine. Back Where I Began. Primo di tutto l'etichetta, Sub Pop, poi la produzione, dello stesso autore, il luogo di registrazione, Chicago ( tra il 2016 ed il Gennaio di quest'anno) ed i musicisti che lo aiutano in studio: Robert Burger ( tastiere ), Joe Adamik (percussioni ), Jim Becker (chitarra, banjo, viiolino, mandolino ), assieme al bassista Sebastian Steinberg (Soul Coughing e Fiona Apple) ed a Teddy Rankin Parker.
Fantastic Plastic, che ci crediate o meno, è un disco nuovo. Il primo, da 38 anni a questa parte, in cui i due leaders originari, cioè Cyril Jordan e Chris Wilson, tornano a suonare assieme nella band californiana. Prodotto dallo stesso Jordan il disco contiene dieci canzoni scritte dalla band, e due covers: Don’t Talk to Strangers dei Beau Brummels ed I Want You Bad degli NRBQ. Una formazione storica che ci ha dato dischi come Shake Some Action, Now e Jumpin' In The Night, oltre a Flamingo e Teenage Head. Ed anche la copertina, molto bella, richiama la grafica degli anni settanta.
2 CD. The Best of REM. Doppia antologia, edita nel 2011, che contiene 40 canzoni,con tre brani nuovi. CI sono tutti i successi da The One I Love a Everybody Hurts, Shiny Happy People, At My Most Beautiful, Whats The Frequency Kenneth? e The Sidewinder Sleeps Tonite. Ristampa rimasterizzata 2017.
The Oh Sees sono una band psichedelica attuale, che arriva dall'area di San Francisco. Il leader, John Dwyer, è in giro da più di venti anni ed ha guidato diverse band, più o meno tutte legate a sonorità lisergiche. Ma è con gli Oh Sees che ha raggiunto una certa notorietà. Il disco prosegue sulla stessa linea di An Odd Entrances, proponendo brani fluidi e lisergici, uniti a canzoni dal tessuto più elettrico, rispetto al passato. Una band certamente diversa dalla massa contemporanea.
Sono passati quattro anni da From Here To Now To You, ma Jack Johnson non ha cambiato di un filo la sua musica e la sua filosofia di vita. E' un surfer, oltre che un rocker, vive alle Hawaii e, come ogni musicista serio, è contro Trump e la sua sciagurata gestione politica. Diverse canzoni di questo nuovo album prendono ispirazione dalle idiozie scritte dal presidente, mentre la musica non si stacca dal cliche classico di Johnson. La produzione è dell'amico Robbie Lackritz, mentre il disco è stato registrato al Mango Tree Studio, alle Hawaii. Surfin and rockin'.
Texano, Ramirez è un cantautore vero. Ha le radici giuste e la bravura di sapere metterle in opera. Il suo nuovo album, il precedente si chiamava Fables, è un disco notevole, Amaro, molto triste, narra storie di migrazione, di gente che sogna sempre di partire, ma che non va da nessuna parte. Si rifà, dal punto di vista delle liriche, a certa letteratura attuale (come l'eccellente libro di J.D. Vance, Elegia Americana). La sua America è in bianco e nero, non ha vie d'uscita, e le sue canzoni la rendono alla perfezione.
Una volta, ma sono passati diversi anni, i dischi di Mark Olson ( ex Jayhawks ) erano attesi, considerati anche importanti. Ora Mark Olson, pur facendo sempre musica onesta, è rientrato nei ranghi e la sua musica non è più essenziale. In questo disco fa coppia con la norvegese Ingunn Rigvold, cantautrice e, per la cronaca, anche sua moglie.
CD / DVD. Lo show di Hyde Park, registrato il 3 Luglio 2016, di fronte a 65.000 spettatori. Carole King, accompagnata da una super band, celebra il suo disco più famoso, in un tripudio di suoni, colori e applausi scroscianti. Tapestry è uno dei dischi più importanti di sempre e questa rilettura, brillante e spettacolare al tempo stesso ( basta pensare al recente Live in Hyde Park di Paul Simon) dà finalmente l'mportanza che si merita a Carole King, performer, ma anche autrice. La band della King, che non suonava in Europa dal 1989, è guidata dal chitarrista Danny Kortchmar. Tra gli ospiti Louise Goffin, figlia della King ed il cast di Beautiful: The Carole King Musical.
Un disco di blues e rhythm and blues, con cinque canzoni nuove di Van ed una serie di covers di brani noti, riletti in modo personalissimo dall'irlandese. Roll With The Punches regala momenti di grande musica come in Bring it on Home To Me ( Sam Cooke), nel medley Stormy Monday Lonely Avenue, Ride On Josephine ( Bo Diddley), Goin' to Chicago, Mean Old World ( Little Walter ), How Far From God ( Sister Rosetta Tharpe). Tra le sue composizioni segnaliamo Trasformation, splendida, ed anche Fame e Too Much Trouble. Nel disco, al contrario del solito, ci sono diversi ospiti: Jeff Beck, Chris Farlowe, Georgie Fame, Paul Jones. Grande musica, come al solito, da parte dell'irlandese di ferro.
Cat Stevens, che ora si fa chiamare Yusuf, è uno dei maggiori talenti, a livello cantautorale, della nostra musica. Da quando ha ripreso a suonare, sotto il nome di Yusuf, non ha più fatto grande musica come nei primi anni settanta, pur mantenedosi comunque ad un buon livello. Questo nuovo lavoro in cui, oltre ad una serie di canzoni nuove, Yusuf recupera anche alcuni vecchi brani del periodo Tillerman, è meglio delle ultime registrazioni. C'è più forza, canzoni più solide, ed una musicalità migliore, che certamente fa la differenza.
Vi presentiamo con largo anticipo il nuovo album della band di Ben Glover. Già l'esordio dello scorso anno aveva creato parecchio interesse: Soundtrack to A Ghost Story. In questo nuovo sforzo Ben Glover, Nelson Hubbard e Joshua Britt mischiano letteratura, storia e music d'autore. Ci sono echi di Leonard Cohen e NIck Cave in questo disco dai suoni profondi e rarefatti. Il risultato è un album molto piacevole dove la musica, unita ad una storia solida narrata con forti influene letterarie, crea un album di notevole qualità. Il libretto contiene i testi sia in inglese che in italiano.
Registrato assieme a Herb Pedersen, 2010


