
con l`aiuto di sceneggiatori, attori, tecnici e amici d`infanzia, john baxter, autore di numerosi volumi sul cinema e di un buon numero di biografie di registi famosi, offre un resoconto completo della vita di questo maestro della cinematografia, recentemente scomparso: dalla produzione di epopee come "2001: odissea nello spazio", ai conflitti con kirk douglas e con altre star, dalla mancata realizzazione di "napoleon" alla sorprendente verita` sulla definitiva proibizione del suo film piu` famoso, "arancia meccanica", fino al racconto delle vicissitudini che hanno accompagnato la sua ultima creazione, "eyes wide shut". nulla e` tralasciato in questa ampia biografia.

la nazione tibetana non ha piu` una patria indipendente da cinquant`anni, cioe` da quando i cinesi hanno fatto del tibet una loro provincia. l`occupazione delle truppe di pechino, dura fino alla crudelta`, ha costretto un gran numero di tibetani all`esilio, per lo piu` in india, al seguito del dalai lama. ma cosa succede oggi in tibet, e come vivono gli esiliati? cosa resta del paese delle nevi e dove e` finita la sua cultura? questo libro rappresenta un viaggio sospeso tra passato e futuro, tra paura e speranza.



la scelta di testi che qui presentiamo nella bellissima traduzione di roberto sanesi ci riporta all`origine della poesia inglese, a quel ricco corpus di poemi e composizioni in versi che, benche` poco noti al grande pubblico, rappresentano il punto di partenza di una storia millenaria. tutto comincia nel periodo in cui si chiude l`epoca romana e nell`isola imperversano iuti, angli e sassoni. in questo mondo dominato dalla guerra e dalla violenza prende piede il cristianesimo che ha fra gli altri il merito di promuovere la scrittura di testi che fino a quel momento il poeta, membro dell`e`lite e vicino al re, si limitava a declamare. beowulf, l`inno di c?dmon, i racconti delle battaglie di brunanbuhr, di finnesbuhr e di maldon, gli enigmi e gli incantesimi, scritti in una lingua diversa dall`inglese, in un periodo in cui l`unita` nazionale e quella culturale non si erano ancora costituite,





berlino, anni `20: un giovanissimo billy wilder, dopo aver lasciato la carriera da avvocato, comincia a scrivere pezzi e reportage per un importante quotidiano berlinese. sotto la lente della sua intelligenza brillante passano cosi` critici teatrali e poeti, attori e politici, ma anche gli effimeri protagonisti della buona societa` dell`epoca e le persone comuni, nella vita di tutti i giorni e negli svaghi della domenica. di ciascuno coglie con sguardo acuto e un sorriso divertito, debolezze e particolarita`, e con questo materiale ricco di umanita` e di toni, compone sapientemente scene e dialoghi pieni di humour. e poi ci sono le questioni cittadine e gli avvenimenti contemporanei, gli spettacoli teatrali e cinematografici della berlino di quegli anni, che la sua penna ricrea con grande vivacita` e stile personalissimo.il mezzo puo` essere diverso, ma lo stile e la capacita` di delineare vicende e personaggi sono proprio quelli dei grandi capolavori di wilder, sceneggiatore e regista di film indimenticabili come quando la moglie e` in vacanza e a qualcuno piace caldo.

le lettere e gli articoli di cento specie di amori raccontano il tempo di grazia trascorso da padre alberto in cambogia, dal 2001 al 2011. la sua missione e` a prey veng, piccolo capoluogo di provincia, 100 km a est della capitale phnom penh, sulla via che porta verso il vietnam del sud. padre alberto comincia da zero perche` nessun prete cattolico ha abitato prima in quella citta` e nessuno lo attende, se non un manipolo di cristiani, quasi tutti di origine vietnamita. ciononostante accoglie la destinazione con molto entusiasmo e impegno, quasi come chi raggiunge un punto di non ritorno ed e` chiamato a giocarsi tutto. questa condizione genera in lui la volonta` di andare non oltre, ma verso l`evidenza povera delle cose, e fare in modo che la fede diventi sguardo nuovo, impulso conoscitivo, del mistero di dio e del mistero dell`uomo. i testi qui raccolti sono il frutto di

quaderno da viaggio per esploratori curiosi e avventurosi.

in che modo e secondo quali percorsi e` possibile porre nuovamente l?inesauribile questione del rapporto tra ragione e fede? oggi meno che mai esse si contrappongono, nonostante una larga parte del dibattito pubblico non cessi di affermarne la rivalita`.si puo` forse perdere la fede, ma non certo perche` la ragione riesca a mostrarne l?illusorieta`. d?altra parte puo` accadere che la ragione si scopra incapace di comprendere una parte ? e una parte essenziale ? delle esperienze che facciamo nel corso della vita, e questo porta frettolosamente a concludere che la ragione non puo` abbracciare tutto e che bisogna percio` abbandonare all?incomprensibilita` spazi immensi della nostra esistenza. sorge cosi` il regno della credenza e dell?opinione, che molto presto saranno espulse dal campo del pensabile. da questo sonno della ragione nascono gli incubi dell?ideologia e dell?idolatria.la separazione tra fede e ragione, che tanti sembrano ritenere ovvia e del tutto naturale, si origina innanzitutto proprio da una mancanza di razionalita`, dalla resa a tavolino della ragione dinanzi al supposto impensabile. se non si perde la fede per eccesso di pratica della razionalita`, puo` accadere al contrario che si perda in razionalita` allorche` si esclude troppo in fretta la fede e l?ambito che essa dice di aprire, cioe` quello della rivelazione.come gia` sant?agostino scriveva,

raggiungendo la palestina dall`inghilterra, chesterton risale il corso della storia, indagando la natura profonda del contrasto che oppone oriente e occidente, lo spirito del cristianesimo e quello dell`islam. a gerusalemme, nel cuore di una terra attraversata anche allora da forti contrasti ma ricca di inaspettate opportunita` di confronto, l`autore contrappone l`autenticita` religiosa e la fede sincera dei suoi abitanti di diverse confessioni allo sterile agnosticismo, all`indifferente materialismo e allo spietato opportunismo politico dei suoi tempi. dalla citta` prende poi spunto per una brillante apologia delle crociate, da molti giudicate (ai suoi tempi come ai nostri) una dimostrazione dell`aggressivita` occidentale e non piuttosto della fede e degli ideali di tanti valorosi combattenti, che si opponevano al dilagare degli eserciti musulmani. analizza infine il problema ebraico, che "molti anni prima della nascita dello stato di israele" e` gia` oggetto di dibattito e di contrasti. il suo giudizio lucido e disincantato, talvolta apertamente provocatorio, lascia pero` intravedere una profonda speranza nell`uomo e nella possibilita` di una soluzione equa.

il mondo ha saputo della pericolosita` del programma nucleare iraniano il 14 agosto 2002, durante un briefing tenuto a washington dal consiglio nazionale della resistenza in iran. da allora la comunita` internazionale ha chiesto invano di poterne verificare la natura pacifica. lungi dall`aprire le porte dei suoi centri alle ispezioni internazionali cui ha l`obbligo di sottoporsi, teheran e` andata avanti per la sua strada eludendo la trattativa diplomatica, incorrendo in cinque dure censure nella forma di risoluzioni onu al consiglio di sicurezza e subendo infine le sanzioni economiche. l`incubo secondo molti e` concreto: entro pochi anni l`iran di mahmoud ahmadinejad disporra` di un arsenale atomico che potra` usare per promuovere le sue ambizioni egemoniche in medio oriente. ma non tutti credono a questa previsione - in primo luogo la russia e la cina. l`europa preferisce affrontare la crisi attraverso il dialogo e gli stati uniti sembrano voler prima risolvere definitivamente le loro missioni in iraq e afghanistan. il dossier iran e` la questione di politica estera e di sicurezza piu` importante e strategica oggi sul tappeto. ed e` anche la piu` complessa, perche` sono in gioco giganteschi e divergenti interessi economici legati al petrolio all`interno dello schieramento occidentale. "la bomba iraniana" fornisce un quadro di quella che, a giudizio di emanuele ottolenghi, e` una minaccia molto seria per gli interessi strategici dell`europa.

2 ottobre del 1928. in una stanza della casa dei padri lazzaristi a madrid un giovane sacerdote sta meditando. si chiama josemaria escriva, un figlio della classe media spagnola. quel giorno, in quel luogo, egli "vede" il compito a cui dedichera` la sua esistenza. possiamo tentare di riassumerlo cosi`: nessun aspetto della nostra vita e` secondario, ogni nostra azione quotidiana, anche quella in apparenza piu` insignificante, e` un mezzo che ci consente di offrirci interamente a dio. josemaria escriva si sente illuminato dalla sua scoperta. dio gli chiede di aiutare i cristiani a diventare santi ogni giorno. una rivoluzione "democratica" nel regno della santita`, un modo di cercarla in mezzo agli uomini e non piu` abbandonando il mondo, nel luogo di lavoro come in famiglia, seguendo l`esempio di gesu` che trascorse quasi tutta la sua vita terrena lavorando come artigiano a nazaret. in questa antologia, curata da don john paul wauck, sono raccolti alcuni dei testi piu` significativi di san josemaria escriva. in essi il fondatore dell`opus dei espone i principali temi del suo messaggio - la chiamata universale alla santita`, il lavoro come cammino di santificazione, la vita contemplativa in mezzo agli impegni quotidiani, l`unita` di vita e opere -, si sofferma sui grandi amori della sua esistenza - gesu`, maria, san giuseppe - e affronta molti degli argomenti oggi piu` dibattuti - quali la liberta` della persona, il matrimonio, il significato del dolore, il ruolo della donna, l`impegno sociale.

l`occidente si e` sempre trovato in grande difficolta` nel tentativo di interpretare la realta` indiana. per secoli, l`approccio orientalista ha posto esclusivamente l`accento sulla sua spiritualita` e sulla sua cultura millenaria. oggi si analizza l`india prendendo in considerazione il solo tasso di crescita del suo prodotto interno lordo. entrambe le letture sono parziali e distorte. per cercare di capire questo grande e complesso paese carlo buldrini vi ha trascorso piu` di meta` della vita e ha scritto le "cronache indiane" raccolte nel presente volume. dall`incontro con indira` gandhi a quello con krishnamurti, dall`assassinio di rajiv gandhi agli scontri tra hindu e musulmani, costellati di stragi e veri e propri pogrom, dalla vita nei villaggi rurali e nelle infernali metropoli alle architetture avveniristiche di electronic city, la silicon valley indiana vicino a bangalore, l`affresco che, pagina dopo pagina, l`autore viene delineando, e` duro, violento, fitto di contrasti, e confuta lo stereotipo oggi imperante secondo il quale l`india sarebbe avviata a un radioso futuro nel segno delle tecnologie avanzate. le contraddizioni irrisolte della societa` indiana proiettano infatti su cio` che verra` un`ombra lunga e minacciosa.

taize` nasce nella francia occupata, come comunita` monastica voluta da fre`re roger allo scopo di superare le divisioni tra i cristiani. in poco tempo, grazie soprattutto al carisma del suo fondatore e a una lunga serie di iniziative coraggiose, diventa uno dei luoghi di incontro preferiti dai giovani di tutta europa, che si radunano sulla collina borgognona per pregare, ascoltare e condividere esperienze e speranze. questo volume racconta il passato e il presente di taize`, i risultati ottenuti e anche le critiche che nel tempo le sono state rivolte. il cantiere avviato dalla comunita` di taize` diretta dal 2005 da fre`re alois, dopo la tragica scomparsa di fre`re roger -, si rivela un`opera titanica nella sua semplicita`, una tra le piu` alte di tutta la spiritualita` del xx secolo. dopo aver assistito alla sconfitta dei totalitarismi, all`esaurimento delle ideologie e aver contribuito a riavvicinare molte voci discordi della cristianita`, taize` ha ora di fronte la sfida forse piu` difficile: ridare una speranza cristiana a un mondo soffocato da un relativismo privo di una prospettiva autenticamente umana.

andy warhol e` stato pittore, scultore, fotografo, regista, attore, produttore di musica, uomo di televisione, modello, testimonial pubblicitario. ed e` stato il fulcro di tutto quello che di piu` innovativo e radicale e` stato sperimentato negli anni `60, al tempo della pop art e del cinema underground, e negli anni `70 e `80 quando il postmoderno era agli inizi. la factory, dove presero forma la sua pittura e successivamente anche i suoi film, era la sua hollywood privata, una fucina di sogni e un crocevia dove si incontravano mascalzoni, prostitute, artisti e importanti galleristi. era il luogo dove droga e sesso si praticavano liberamente, dove la rivoluzione dei costumi era all`avanguardia, dove tutto poteva succedere e succedeva. dopo la morte vennero scoperti molti lati nascosti della sua esistenza e la maschera ando` in frantumi. cio` che solo gli amici piu` intimi conoscevano divenne di dominio pubblico: in primis, la sua sorprendente fede cattolica. in questa biografia "definitiva", michel nuridsany e` andato oltre i luoghi comuni che circondano l`icona di warhol. ha incontrato i suoi amici e i tanti artisti che hanno fatto riferimento a lui, ha ricostruito passo per passo il suo percorso, ha ricercato immagini, suoni, gesti e parole di un`epoca vicina ma perduta, si e` imbevuto dello spirito e delle atmosfere di new york, per capire chi e` stato davvero l`artista che ha cambiato l`arte contemporanea.

gli etruschi conobbero il loro apogeo tra il vii e il vi secolo a. c. quando dominarono quasi tutto il territorio italiano, compresa roma. eppure il mistero continua ad avvolgerli, a partire dal loro luogo di origine (l`asia minore?) e dalla lingua, probabilmente non indoeuropea. il saggio di thuillier ne traccia un esaustivo quadro storico, dal periodo villanoviano a quello ellenistico, politico e culturale, soffermandosi sulla struttura statale della dodecapoli, sull`economia, la famiglia, il ruolo delle donne, la religione, l`alimentazione.

"la forza di una vita fragile" racconta una storia emozionante. sophie e damien lutz sono i genitori di philippine, una bambina affetta fin dal concepimento da una grave lesione cerebrale. philippine secondo i medici non doveva nascere. perche` non sarebbe sopravvissuta o comunque sarebbe morta quasi subito. l`aborto sembrava la soluzione naturale. ma sophie e damien fecero una scelta diversa. oggi philippine ha sette anni, non parla, non muove un muscolo, abbozza ogni tanto quello che si direbbe un sorriso e interroga le nostre coscienze.

magia, stregoneria e superstizione rappresentano da sempre il lato "altro", oscuro e affascinante, della civilta` europea. anche in un`epoca come la nostra, caratterizzata da un accentuato materialismo e da una esasperata fiducia nella ragione e nella scienza, esse costituiscono una corrente sotterranea - una sorta di fiume "carsico" - abbondante e impetuosa. parla quindi del passato, ma anche del presente, questo importante saggio di michael bailey, una delle piu` complete e approfondite analisi oggi disponibili sull`argomento. se una speciale attenzione e` dedicata all`europa medievale e agli albori dell`eta` moderna, l`autore non trascura l`antico vicino oriente, la grecia classica e roma, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici - in particolare la wicca, una forma contemporanea di stregoneria - dall`europa agli stati uniti. il libro mostra al lettore come la magia e la superstizione siano state definite nelle varie epoche e come i loro tratti costitutivi siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia ed e` stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse). l`autore dimostra infine che la magia o, per dire meglio, cio` che nei diversi contesti si e` considerata tale - e` stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, e piu` in generale tra il noto e il comprensibile e l`ignoto e l`occulto.

sempre piu` spesso la cronaca riporta casi di "malasanita`". errori diagnostici, interventi mal realizzati, attese lunghissime, condizioni igieniche approssimative suscitano sdegno e sconcerto nell`opinione pubblica. e anche medici e infermieri denunciano condizioni di lavoro difficili, risorse non adeguate, stipendi non gratificanti. tutto cio`, pero`, e` solo la punta di un iceberg - la cura dei malati, degli anziani, dei soggetti piu` deboli, che e` forse la questione sociale e culturale piu` importante dei nostri tempi. per molto tempo marie de hennezel e` stata a stretto contatto con pazienti e dottori, con familiari di pazienti e infermieri, dentro ospedali, cliniche, residenze per anziani. ha voluto toccare con mano come si vive e si lavora in questi luoghi, per capire e anche per individuare delle possibili soluzioni. gli interrogativi che solleva ci riguardano tutti: gli ospedali (e le strutture a essi assimilabili) sono ancora il luogo dove ci si prende cura di persone in difficolta` oppure sono soltanto macchine amministrative o aziende preoccupate di far quadrare i loro bilanci? i malati e le loro famiglie sono semplici utenti di un servizio o devono essere al centro di una relazione fatta di capacita` di accoglienza, sensibilita`, comprensione? e, infine, chi si preoccupa dei bisogni di medici e infermieri, spesso sottoposti a un severo stress emotivo?

per thomas merton la riscoperta della vita interiore e` la condizione irrinunciabile per ritrovare la nostra autentica identita` di esseri umani, che non si rinchiudono in se stessi ma anzi ricercano il rapporto con gli altri e si liberano delle "risposte obbligate" prescritte e imposte dall`educazione, dai retaggi razziali e nazionali, dall`appartenenza religiosa e da tutte le istituzioni che prosperano dividendo gli uomini in amici e nemici. di fronte a una societa` che si e` perduta nella vana aspirazione al successo, al potere e al denaro, solo un amore fondato sulla condivisione puo` offrire quelle risposte che tutti avvertono come essenziali e urgenti. in questa sua raccolta di pensieri e meditazioni, merton parla della liberta`, della verita` che non scende a compromessi, della capacita` di affermare il proprio "si`" e il proprio "no", della pace, del silenzio, della parola e della presenza di dio nella nostra quotidianita`. e testimonia ancora una volta il suo attaccamento al mondo, a cio` che egli concepisce come la sua "reale" storia, il fluire degli eventi prodotto dal pensiero e dall`azione di ognuno di noi.

i funerali di giovanni paolo ii nell`aprile del 2005 hanno segnato una data indelebile: quelle immagini diffuse per il mondo dicevano a tutti che il cattolicesimo aveva una forza vera, parlava ancora alle folle, nonostante la crisi della liturgia, il calo delle vocazioni, lo svuotarsi delle chiese, gli scandali, il presunto trionfo di una modernita` laica, senza dio. neuhaus quel giorno c`era e da quell`emozione e` nato questo libro, resoconto della sua conversione.

sophie scholl fu ghigliottinata all`eta` di 21 anni dal tribunale del popolo di monaco di baviera, il 22 febbraio 1943, per tradimento contro lo stato e il fuhrer. insieme a lei vennero decapitati il fratello hans, christoph probst e, due mesi dopo, alexander schmorell, willi graf e il loro professore di filosofia, kurt huber. si concluse cosi` l`avventura della "rosa bianca", il gruppo di cinque giovani universitari tedeschi che nel corso del 1942 e nelle prime settimane del 1943 sfidarono il regime nazista stampando e diffondendo clandestinamente in germania e austria sei opuscoli contro hitler. quei fogli raccontavano gli orrori che si stavano consumando ai danni degli ebrei, informavano delle sconfitte militari naziste - una su tutte: stalingrado -, facevano appello ai grandi ideali della cultura e alle lezioni della storia, esortavano i tedeschi alla ribellione, al sabotaggio, alla diserzione. la rosa bianca non fu un`organizzazione diffusa, strutturata, con collegamenti internazionali, sul modello della resistenza italiana. fu qualcosa di diverso e forse di unico nella storia della lotta ai totalitarismi del `900. quei giovani, infatti, non erano animati da un`ideologia ne` erano particolarmente interessati alla politica. il loro sacrificio - ispirato ai principi cristiani di fratellanza e giustizia - e` un inno alla sacralita` della vita di fronte alla barbarie e al disprezzo per l`uomo.

un vademecum con tutto quello che vorreste sapere sui film del grande regista americano: la storia, i dati filmografici completi, l`idea ispiratrice, i temi ricorrenti, le trovate visive e quelle sonore, le curiosita`, i film, le musiche, i libri che hanno catturato il genio di "eyes wide shut" e infine un giudizio informale accompagnato da un voto spesso sorprendente. completano il volume una bibliografia ragionata e un elenco di siti internet dedicati a kubrick.

"l`uomo visibile" diede per la prima volta una compiuta formulazione alle caratteristiche originali del cinema: l`apporto dell`attore, il fascino del primo piano, il ruolo del paesaggio e degli oggetti, l`inclinazione verso il fantastico, la nozione di stile. il libro enuncia una teoria del "gesto visibile", del volto, del corpo, delle loro piu` peculiari risorse espressive, riscoperte dall`immagine in movimento in contrapposizione all`astrattezza della scrittura e del linguaggio verbale. una idea di cinema governata dai principi dell`espressionismo.

figura contraddittoria, nascosta dietro molte maschere, yukio mishima ancora oggi e` un personaggio scomodo, segnato in modo indelebile da quella morte spettacolare e sinistra - lo scrittore esegui` il seppuku, il suicidio rituale della tradizione - che nel 1970 suscito` in giappone un malessere e un`emozione diffusi. scott stokes ne ripercorre la vita a partire dall`adolescenza e dal primo destarsi di quel senso della bellezza che nutrira` ansiosamente i "quattro fiumi" della sua vita, come mishima stesso li chiamava: la scrittura, il teatro, il corpo, l`azione.

"il settimo sigillo", a dispetto della sua estetica medievale, si impone ancora oggi come efficace esempio di prodotto storico-culturale e al tempo stesso segna la definitiva consacrazione di un autore tra i piu` impegnati e controversi della settima arte. la strenua riflessione sull`uomo, il dubbio esistenziale, la necessita` della fede, fanno di questa pellicola un imprescindibile fulcro dell`opera di bergman; ma qui, piu` che altrove, il regista insiste sul valore simbolico del viaggio inteso come conoscenza di se` e ricerca spirituale. il cavaliere block ingaggia una sfida a scacchi con la morte: gioco dalla forte valenza allegorica e approdo metafisico nell`economia della narrazione; il crociato deve guadagnare tempo per raggiungere la meta e dare una risposta che plachi l`ansia della sua esistenza. l`apocalisse e` alle porte, la peste dissemina orrore e dio resta celato nel silenzio; block intuisce che la ricerca non sara` stata vana se anche a un solo spirito puro verra` concessa la via della salvezza.

"salo` o le 120 giornate di sodoma", ultimo film di pasolini, e` un "film in forma di enigma": la lucida visione di una societa` ingorda e assassina, contro cui il poeta ha lottato fino a restarne oscuramente vittima. il film dipinge "more geometrico" il volto terribile e grottesco del fascismo repubblichino attraverso l`immaginazione sessuale di un grande sovversivo: il marchese de sade, rivoluzionario e conservatore, violento e scandaloso intellettuale sui generis. il "divino marchese", rappresentante dell`illuminismo che per eccesso di razionalita` degenera nel suo contrario, e` strumento di una narrazione agghiacciante e bloccata, specchio di una societa` dei consumi fatta di parole, leggi e comportamenti concepiti per estirpare all`umanita` la sua autonomia pensante. "salo`" ne descrive cause ed effetti: l`orrore della strage trasformato in quotidiana normalita`.

"il mucchio selvaggio" e` un film storico e insieme un film di personaggi che vivono, amano, pensano e muoiono con naturalezza, senza essere costretti a farlo dalle esigenze di sceneggiatura. nel film coesistono brillantemente una chiave collettiva e una individuale, personale. e, al tempo stesso, un grande film di azione e un grande film di contemplazione pura, come raramente si e` verificato nella storia del cinema. con quest`opera peckinpah codifica le forme narrativo-linguistiche di tutto il moderno cinema d`azione e mentre le sperimenta subito le porta all`eccesso, le concentra in alcuni secondi di immagini e intanto le dilata per sempre. il massimo, per un cinema narrativo: sperimentare e divertire insieme, rinnovare il linguaggio e costruire spettacolo.

in "l`uomo che amava le isole" un uomo sogna di possedere un`isola, di divenire il signore di un piccolo mondo separato che sia creazione e specchio della sua personalita`. ma ne` gli uomini, ne` la natura si lasciano facilmente trasformare in specchio di qualcuno. quello che doveva essere un idillio si trasforma in un braccio di ferro sempre piu` disperato, e l`avventura iniziata con l`acquisto di un`isola si conclude con il trionfo della natura, mentre il protagonista e` costretto a restringere sempre di piu` i confini del proprio mondo, fino a racchiudervi solo se` stesso. in "l`uomo che era morto" lawrence si misura con la vicenda paradigmatica della storia dell`occidente: la morte di cristo. e lo fa alla sua maniera, fedele all`idea che l`unica trascendenza possibile risieda nella quotidiana rinascita all`universo delle cose, e che il peccato piu` grande sia la rimozione del corpo come orizzonte profondo di significato spirituale. e infatti nel contatto con la natura e il sole della vita che l`uomo crocifisso inizia a riaversi dal sonno della morte e a osservare il mondo attorno a se` con sguardo nuovo e partecipe. egli diviene consapevole che la vera risurrezione e` l`essere rinato alla vita del corpo, abiura la vita passata e la sua astratta predicazione, che ora gli appare come l`espressione di una sconfinata e innaturale volonta` di potenza. il protagonista della sua storia non e` neppure per un attimo il figlio di dio, ma soltanto un uomo, protagonista di una storia esemplare.

tra tutti i generi ai quali hollywood ha dato i natali il western e` senza dubbio il piu` originale, generato dall`humus stesso dell`america, dai suoi personaggi, dai suoi paesaggi. inizialmente considerato come una forma di divertimento popolare, fu rivalutato dalla critica francese degli anni 50 che, sotto la guida di andre` bazin, inizio` a considerarlo come "il cinema americano per eccellenza", una delle forme piu` riuscite di un`arte nella quale si esprimevano registi e attori del calibro di john ford, howard hawks, raoul walsh, anthony mann, john wayne, james stewart, gary cooper. l`autrice ripercorre un intero secolo di cinema western: dalle pellicole del periodo muto in cui si assiste alla nascita di un nuovo genere, ai film degli anni 40-50, periodo d`oro del cinema di cowboy, per giungere al western "politico" e violento degli anni 60-70, e a quello piu` recente, crepuscolare e malinconico.

la cina si e` svegliata e il mondo trema. mai nella storia una nazione cosi` grande (1 miliardo e 300 milioni di abitanti) aveva conosciuto una crescita cosi` forte (8% annuo) per un periodo cosi` lungo (25 anni). questo exploit dovrebbe rassicurare, invece provoca inquietudine. se nell`ultimo quarto di secolo il mondo ha cambiato la cina, oggi e` la cina a cambiare il mondo e domani sara`, probabilmente, la prima potenza economica, davanti agli stati uniti. "la sfida" e` un grande reportage sul fenomeno economico e culturale del xxi secolo per capire che cosa accadra` in futuro e quali carte potra` giocare l`occidente.

visione distopica - o cacotopica come burgess preferiva chiamarla - della moderna civilta` tecnologica che condiziona la volonta` e la stessa capacita` di scegliere fra il bene e il male, "arancia meccanica" racconta la parabola di alex, un giovane delinquente per natura. il volume analizza vari temi del passaggio dal romanzo di burgess al film di kubrick, nel contesto della tradizione distopica inglese: dalla vexata quaestio dei due finali del romanzo all`opposizione fra natura e cultura, fino alla dimensione inconscia dell`agire di alex ("a-lex, l`uomo senza legge"), aprendo anche una riflessione sugli "spicchi d`arance amare" nel cinema di terrence malick, erede ideale di stanley kubrick.

Lo stile di Hitchcock è al suo massimo: la struttura sessuata della soggettiva, il fuoricampo, il piano-sequenza rilevano infatti una scrittura filmica che fa emergere, all'interno della classicità, aperture verso la modernità cinematografica.



il volume raccoglie, tra gli altri, i seguenti saggi: il segno di arpa`d. la letteratura ungherese dai principi delle steppe al "pianto di maria" di andrea csillaghy; arte e marte. l`ungheria del `500 tra riforma e occupazione turca di amedeo di francesco; con la spada e la penna. la vita letteraria ungherese nella seconda meta` del xviii secolo di melinda mihalyi e pe`ter sa`rko`zy; l`alba della nazione. la poesia ungherese tra classicismo e romanticismo di melinda mihalyi e pe`ter sa`rko`zy; dalla belle epoque alla crisi della monarchia di roberto ruspanti; il miraggio della modernita`. la narrativa ungherese nella prima meta` del xx secolo di andras veres.



il volume racchiude la biografia di uno dei piu` noti e amati protagonisti del panorama musicale italiano degli anni cinquanta. l`esistenza artistica e privata di fred buscaglione raccontata nella sua breve ma intensa parabola: dagli esordi nel mondo della musica, alla gavetta tra i pionieri del jazz, ai primi successi, il matrimonio, la notorieta` e infine la morte improvvisa e inaspettata.



in questa biografia, donald spoto esplora le radici profonde delle ossessioni di hitchock - per il cibo, l`assassinio, l`amore idealizzato... - e ricostruisce le origini del suo incomparabile e bizzarro genio, dagli anni della fanciullezza e della formazione a quelli del successo americano. basata su un centinaio di interviste realizzate con i suoi attori, sceneggiatori e collaboratori, oltre che su ricerche originali di inusitata ampiezza, "il lato oscuro del genio" ricostruisce ogni episodio della vita del grande regista con dovizia di particolari spesso inediti e con grande maestria narrativa.




Lindau, 1995, IT. Panoramica sul cinema brasiliano delgi annoii sessanta: dal cinema Novo al cinema Marginal.



