

nel 1964, un anno dopo la pubblicazione della "cognizione del dolore", ecco apparire "i luigi di francia", in cui gadda sembra distrarsi in un beato cammino all`indietro, lungo le pagine dei memorialisti, fino ai secoli fausti della monarchia francese. con modernissima ironia demoniaca e con il suo implacabile colpo d`occhio, lo scrittore segue e giudica le regolarita` e le irregolarita` delle passioni di re e popolani, borghesi e marchesi. spensieratezza? no. bastano poche righe ed ecco, tra un brivido e una risata, il gadda di sempre che, con amore ma senza riguardi, si aggira tra le figure di una storia libresca, immobile, facendo talora il verso agli antichi cronisti, talora aggiungendo - ma quasi distrattamente - quella parola, quell`osservazione che subito rigettano nel caos della storia, nel suo straziante enigma, nella sua grottesca vanita`.










una carrozza in viaggio da mosca verso la tenuta di jasnaia polyana. a bordo lev tolstoj e la sua fresca sposa, di vent`anni piu` giovane di lui. sono due persone molto diverse, forse troppo. lui e` un uomo impetuoso, un nobile e un soldato di valore, uno scrittore di grande talento, insomma una personalita` eccezionale da molti punti di vista. lei e` una ragazza sensibile, dall`apparenza fragile, affascinata e intimidita. quel viaggio nuziale e quella notte saranno un dramma e una rivelazione: le nature dei due sposi verranno immediatamente messe a nudo, in quelle ore si riverberano interi i loro destini.


"pur essendo naturalmente, anzi fatalmente inseriti nell`inarrestabile flusso magmatico del poema (cantos), pur presentando caratteristiche espositive e stilistiche del tutto analoghe a quelle delle sezioni precedenti e successive, i "canti pisani" ne presentano altre che appartengono solo a essi e che ne fanno qualcosa di assai diverso da un sia pur rilevante segmento dell`opera-madre, qualcosa, rispetto a questa, di ben riconoscibile e isolabile, di insopprimibilmente e quasi violentemente autonomo, qualcosa, insomma, di molto simile a un libro o, per essere precisi, a un poema a se` stante, dotato non solo d`una propria inconfondibile identita`, ma anche d`una propria specifica e diversa grandezza." (giovanni raboni)





copland si rivolge direttamente a quella grande massa di persone appassionate dell`arte musicale ma prive di cognizioni tecniche. ecco quindi un compositore colto che fornisce non solo consigli di estetica e di storia musicale, ma anche nozioni piu` semplici, tra cui l`abc del solfeggio in modo da poter imparare da soli a leggere la musica. "come ascoltare la musica" e` un manuale pratico per avvicinarsi a un mondo che spesso appare oscuro e impenetrabile, destinato solo agli addetti ai lavori.







"un giorno, improvvisamente, mi venne fatto di chiedermi se avevo la coscienza a posto": dopo aver abilmente attraversato la falsa inquietudine senza cui non ci si sente moderni, dopo essersi rinchiusi in quel "pensiero rateale, condominiale" che fa della tranquillita` l`unica regola di vita, mario protagonista senza qualita` e io narrante del romanzo - scopre che il suo avaro programma e` irrimediabilmente entrato in crisi. la realta`, fino ad allora ingabbiata a far da cornice al suo successo, gli si rovescia addosso con la violenza disperata di un temporale. e un`insofferenza, uno sgomento che lo costringe a fare i conti con il passato: come se un demone gli imponesse la sua verita`. dalle vie di una metropoli multiforme e degradata, da una campagna senza tentazioni d`idillio, emergono ricordi, ombre fugaci e disperate, sentimenti traditi; e ritornano colpe e rimorsi cui e` diventato necessario dare un nome. tra mario e la sua "stirpe di morti" si intreccia un silenzioso colloquio, mentre sua sorella maria - che da angelo, da santa, da genio della famiglia, si era trasformata in mostro - sembra chiamarlo dall`abisso.

in verita` l`america, suggerisce jorge amado in questo sorridente romanzo breve, non e` stata scoperta da cristoforo colombo. e neppure dai vichinghi. nella realta`, nell`esperienza quotidiana, il nuovo mondo e` stato scoperto dai milioni di emigranti approdati in quei lidi lontani: molto spesso in cerca di felicita`, per dar corpo alle loro speranze, per sfuggire a un vecchio mondo diventato troppo stretto. cosi` eccoli, jamil bichara e raduan murad, due turchi che non sono affatto turchi, approdare agli albori di questo secolo alla bahia di tutti i santi. con affetto e con ironia, jorge amado racconta la loro personale invenzione e conquista dell`america: tra desiderio di guadagno e sogni d`amore, lampi di felicita` ed ebbrezza sensuale, antica saggezza e nuove astuzie. come sempre, il destino gioca con l`imprevedibile. finche`, alla fine dell`avventura, tra sfortune e fortune, i nuovi amici turchi scopriranno di essere diventati anche loro brasiliani.



questo romanzo breve racconta la storia di un adolescente alle prese con i problemi della storia e della politica e, soprattutto, dell`integrazione in un paese che non e` il suo. narratore e protagonista e` lucas, un giovane liceale cileno. siamo nel 1973 e lucas approda a milano, dove la sua famiglia si e` rifugiata dopo il golpe. di cio` che accade in cile e delle speranze degli antifascisti, lucas ci parla registrando nel suo romanzo-diario i dialoghi quotidiani con il padre (militante politico). ma il romanzo e` soprattutto la storia dei rapporti di lucas con i compagni di scuola e dunque con le difficolta` di adattarsi, da straniero, alla vita italiana, e ancor piu` di essere accettato dagli altri.

le storie che si intrecciano in questo libro sono tutte ambientate nell`estate del 1939, quando i destini delle persone che viaggiano il mondo, visitano parigi e villeggiano a cortina si ritrovano improvvisamente a confronto, sospinti dall`avvicinarsi della tempesta che travolgera` l`europa. ognuna di queste storie rappresenta un desiderio andato perduto. ritratto impietoso di un ambiente, il libro si concentra su quella terra di nessuno dove la vita famigliare si ritrova esposta al richiamo di trasgressioni tanto piu` insistenti quanto piu` vengono tenute lontano da casa.





"la donna dei fili" e` un viaggio dentro l`altro, la donna, fin la` dove neanche lei si conosce, fino a frugare nel deposito dei suoi sogni e delle sue fantasie. il viaggio si compie come una discesa in verticale, a scatti, per progressivi colpi di sonda: ognuno dei quali, toccando un qualche nucleo simbolico e facendone scaturire le rivelazioni, finisce per esporre una storia e costituire un capitolo. ogni rapporto (d`amore, di sesso, di lavoro; con la madre, il marito, la figlia, gli amici) e` un groviglio di fili "che si attorcigliano attorno al cuore". seguendo questi fili, il romanzo ricostruisce la storia esemplare e la vita quotidiana di una donna del nostro tempo.










partendo dalla classificazione proposta da northrop frye in anatomia della critica, todorov adotta la categoria del fantastico come strumento di indagine di un genere letterario fiorente nell`ottocento, la cui funzione sociale e` stata assunta nel novecento dalla psicoanalisi. il fantastico, dice todorov, si colloca in quella esitazione in cui il lettore deve decidere fra la spiegazione naturale e quella sovrannaturale di un fatto insolito. prendendo in esame i testi esemplari del fantastico, todorov propone una vasta gamma di sottoclassificazioni, recuperando in modo dialettico i luoghi emblematici affrontati dalla narrativa fantastica. il mondo del doppio, della metamorfosi, della follia, cio` che un secolo positivista come l`ottocento ha rimosso, si sono tradotti per noi nell`inquietante scoperta freudiana della sessualita`, della nevrosi, della psicosi e della morte.

questo volume raccoglie tre sceneggiature: accattone, mamma roma e ostia (quest`ultima realizzata a quattro mani con sergio citti, che del poeta era

il mondo del teatro professionistico non piaceva a pier paolo pasolini, gli era estraneo: a dominare sulle scene era infatti una lingua artificiale che a lui suonava falsa, artefatta, convenzionale. eppure, mentre nelle dichiarazioni pubbliche il poeta rimarcava lontananza e disinteresse per il palcoscenico, a un livello piu` profondo un`urgenza nutriva la sua creativita`, e intorno alla meta` degli anni sessanta, nell`era della televisione e delle masse, il tanto bistrattato teatro divento` quasi una via di fuga. con questo secondo volume si conclude la raccolta delle tragedie scritte in quel periodo: vi sono contenuti il dramma porcile, in dialogo simbolico con l`omonimo film, nel quale si racconta la vita di un grande industriale tedesco e si descrive l`eterna ipocrisia con cui si cementa la classe al potere; orgia, l`unica portata in scena con la cura personale dell`autore, in cui si mostra la disperata lotta di chi e` diverso contro la normalita` che respinge ai margini; infine bestia da stile, la storia del poeta cecoslovacco jan che lo stesso autore non ha esitato a definire

in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, rischiamo di non capire piu` i grandi capolavori della letteratura. sul versante della critica, negli ultimi decenni abbiamo messo a punto una serie di strumenti assai efficaci per l`analisi dei testi, a cominciare dalla filologia e dallo strutturalismo, che hanno assunto un`importanza crescente nell`insegnamento. in parallelo, fiorisce una produzione narrativa sempre piu` ripiegata sull`io, e hanno grande fortuna i romanzi di puro intrattenimento. tuttavia rischiamo di perdere di vista quello che e` il senso profondo della opere letterarie, quello che le rende importanti e necessarie. in queste pagine appassionate e polemiche, tzvetan todorov - che all`inizio degli anni sessanta ebbe un ruolo determinante nella diffusione dei formalisti russi - va al cuore del problema: a che cosa ci serve, oggi, la letteratura? todorov parte dalla propria vicenda di studioso, prima nella bulgaria sovietica e poi nella parigi di genette e barthes. discute i metodi piu` in voga d`insegnamento della letteratura. esplora l`attuale produzione narrativa. soprattutto, si confronta con la lezione dei grandi del passato per ritrovare e rilanciare il valore insostituibile della parola scritta.

"Le ceneri di Gramsci" uscì in volume nel 1957: raccoglieva undici poemetti, tutti già pubblicati per la maggior parte in rivista tra il 1951 e il 1956. L'opera cadeva in un momento particolarmente delicato per la cultura italiana di sinistra, in crisi dopo aver assistito alla condanna di Stalin nel corso del XX Congresso del Partito comunista sovietico e alla drammatica invasione dell'Ungheria. In quel contesto, il libro di Pasolini giunse talmente ricco di attualità politica e civile da avere un successo di vendite insolito per un libro di poesia, e provocò molte discussioni tra i critici. Al lettore contemporaneo, Le ceneri di Gramsci si rivela un antidoto contro gli opposti moralismi, sia di destra sia di sinistra, che all'epoca erano subito scesi in lizza a disputarsi l'opera con valutazioni aprioristiche; ma può essere letto anche come il manifesto di un'idea di letteratura che serve a fecondare il corpo della realtà, ovvero, come scrisse Pasolini pochi anni dopo, «a far parlare le cose».

"l`invisibile rivoluzione conformistica di cui pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi `scritti corsari` puo` restare sbalordito. il fatto e` die per pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. finalmente, cosi`, pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della societa` italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di alfonso berardinelli)

Al di là del suo valore letterario e nonostante il puntiglioso lavoro di ripulitura dalle "parolacce" e dalle situazioni più scabrose, il libro fece grande scandalo... La IV sezione del tribunale di Milano celebrò il processo per oltraggio al pudore. Il fango ricoprì il giovane scrittore, e proveniva sia da destra sia da sinistra, con le medesime argomentazioni. Il tribunale, anche grazie alle testimonianze in favore dell'imputato, giurate da Emilio Cecchi, Carlo Bo, Gianfranco Contini, Giuseppe De Robertis, Giancarlo Vigorelli, Anna Banti, Giambattista Vicari, Moravia e altri, lo assolse dall'imputazione. Con il senno di poi si può dire che a far scandalo non fu tanto il lessico forte del libro, ma la dignità letteraria che veniva conferita alla parte più bassa e disonorevole della nostra società, cosa che offendeva i benpensanti e l'idea che essi avevano della letteratura.» Dalla Prefazione di Vincenzo Cerami.

e notte e il silenzio avvolge la baia di salem. zee finch e` ferma sul molo e fissa il mare. il tempo pare essersi fermato. aveva tredici anni e la notte usciva di nascosto in mare aperto su barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a se` stessa di non percorrerla piu`. perche` quel giorno sua madre si era suicidata, all`improvviso. zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. sono passati quindici anni da allora. ma adesso e` venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. il suicidio di lilly braedon, una delle pazienti piu` difficili di zee, che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. zee e` sconvolta, ma non ha altra scelta: l`unico modo per fare luce sulla morte di lilly e` capire la verita` sul suo passato irrisolto. zee non si puo` fidare di nessuno. forse nemmeno di suo padre, ormai un uomo vecchio e malato. non le resta che fare affidamento su se stessa, rimettere tutto in discussione. ma deve fare in fretta. perche` una nuova spirale di violenza rischia di rendere ogni sforzo vano. la verita` corre su un`unica strada, che zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se trovera` il coraggio di ripercorrerla, la portera` a casa. qui potra` finalmente realizzarsi il destino che le spetta.

in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, rischiamo di non capire piu` i grandi capolavori della letteratura. sul versante della critica, negli ultimi decenni abbiamo messo a punto una serie di strumenti assai efficaci per l`analisi dei testi, a cominciare dalla filologia e dallo strutturalismo, che hanno assunto un`importanza crescente nell`insegnamento. in parallelo, fiorisce una produzione narrativa sempre piu` ripiegata sull`io, e hanno grande fortuna i romanzi di puro intrattenimento. tuttavia rischiamo di perdere di vista quello che e` il senso profondo della opere letterarie, quello che le rende importanti e necessarie. in queste pagine appassionate e polemiche, tzvetan todorov - che all`inizio degli anni sessanta ebbe un ruolo determinante nella diffusione dei formalisti russi - va al cuore del problema: a che cosa ci serve, oggi, la letteratura? todorov parte dalla propria vicenda di studioso, prima nella bulgaria sovietica e poi nella parigi di genette e barthes. discute i metodi piu` in voga d`insegnamento della letteratura. esplora l`attuale produzione narrativa. soprattutto, si confronta con la lezione dei grandi del passato per ritrovare e rilanciare il valore insostituibile della letteratura.

secondo george steiner l`europa e` innanzitutto un caffe` pieno di gente e di parole, in cui si scrivono versi, si cospira, si filosofeggia e si pratica la conversazione civile. steiner e` tormentato dal sopravvivere anche ai giorni nostri di cio` che chiama l`incubo della storia europea: l`odio etnico, lo sciovinismo nazionalista, i regionalismi sfrenati e la resurrezione dell`antisemitismo. ma anche dall`omologazione culturale verso il basso derivante dalla globalizzazione, che sta cancellando la grande varieta` linguistica e culturale che era il patrimonio migliore del vecchio continente. la frase piu` dura di tutto il libro e` una protesta contro la banalita` e la volgarita` dei prodotti culturali di consumo: "non e` la censura politica che uccide la cultura: sono il dispotismo del mercato di massa, le ricompense di una fama commercializzata".

la conversione di costantino al cristianesimo e` uno degli avvenimenti decisivi della storia mondiale. nel 309 e nel 311 due feroci persecuzioni avevano provocato migliaia di vittime tra i seguaci del nuovo culto e solo una piccola percentuale degli abitanti dell`immenso impero era di religione cristiana. ottant`anni dopo il paganesimo sarebbe stato vietato, scomparendo per sempre dalla storia. paul veyne individua le ragioni di quella svolta epocale: le cause storiche, che affondano le radici nella situazione politica dell`impero romano; ma anche le motivazioni personali, radicate nella psicologia di un sovrano che si riteneva il salvatore dell`umanita` e che fu dunque in grado di compiere un gesto di straordinaria audacia. questo studio ricostruisce la cornice di quella rivoluzione politica, culturale e religiosa, e ne analizza le conseguenze. la cristianizzazione dell`impero segui` un cammino tortuoso, che porto` alla sintesi tra due sistemi di valori, cambiando profondamente sia la romanita` sia la chiesa, che converti` milioni di persone senza fare martiri. ma quel processo lascio` anche cicatrici profonde: l`antisemitismo cristiano inizio` proprio allora a sedimentare i suoi veleni. senza dimenticare che quegli eventi cosi` lontani nel tempo riverberano ancora nel dibattito politico, come conferma la discussione sulle radici cristiane dell`europa. una visione documentata e a tratti provocatoria di sul rapporto tra ideologia e religione, monoteismo e psicologia, tra storia e politica.

in una capri dove l`incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, axel munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire san michele, la splendida casa in cui potra` essere pienamente se stesso. la storia di san michele, scritta su consiglio di henry james in un momento doloroso per l`autore ormai anziano e malato agli occhi, racconta l`impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno. munthe parla di se` e dei suoi tempi, rievoca un`europa cancellata dalla guerra, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, e coglie con straordinaria semplicita` il legame che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. nel suo rifugio puo` consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga "nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni".

fra l`azzurro del cielo e il verde del mare scivola la nave verde-gialla (ha i colori nazionali!) che riporta in brasile paulo rigger. giovane, ricco, pieno di baldanza, ha alle spalle l`europa, i caffe` parigini, le battute intelligenti: tutti i vizi e le virtu` dei nostri intellettuali. davanti c`e` un brasile che samba e che canta, che affoga tra miseria, corruzione e rivoluzione, e aspetta sempre fiducioso di diventare "il primo paese del mondo". appassionato, autobiografico, di una grazia acerba che incanta, questo paese del carnevale e` stato scritto da jorge amado all`incredibile eta` di diciannove anni, nel 1931, e ha reso famoso il nome del suo autore in brasile e nel mondo.

una giovane donna scopre la passione e il dolore della vita. la protagonista e narratrice sta per sposarsi con quello che definisce un "ragazzo-uomo", molto intento a farefarefare, che non le parla quasi mai, costringendola ad "ascoltare" il muro del bagno, da cui arrivano le note di un giovane violoncellista. finche` nella sua vita non irrompe il "signore bianco" che la travolge con il suo carisma. ma arrivare troppo vicino all`ideale puo` essere fatale. al romanzo viene affiancato alla fine di settembre 2005 uno spettacolo teatrale, il cui copione e` composto da parti del romanzo e da canzoni scritte dall`autrice.

pier paolo pasolini raccolse in questa monumentale antologia, pubblicata per la prima volta nel 1955, le espressioni piu` belle e curiose di una poesia popolare ricca e varia come quella italiana. di regione in regione, attraverso quasi 800 testi di vario genere e struttura, si passa dai canti narrativi piemontesi alle "biojghe" romagnole, dalle "vilote" venete e friulane ai rispetti toscani, dalle "canzune" abruzzesi ai canti funebri calabresi, dai "mutos" sardi agli stornelli, agli strambotti, alle ninne nanne, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. il "canzoniere italiano" rappresenta - grazie anche all`ampia introduzione dello stesso pasolini - una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare; e offre un ritratto vivissimo, poetico e critico, degli italiani e delle loro radici regionali.

nel 1942, a leopoli, una ss morente chiede ad un ebreo il perdono per i crimini che ha commesso. a rifiutare questa grazia al giovane nazista e` simon wiesenthal, che dopo la guerra diventera` l`implacabile "cacciatore dei nazisti" . a distanza di tempo quel rifiuto continua a turbare wiesenthal: ne discute con gli amici, va a visitare l`anziana madre della ss, infine decide di raccontare quella vicenda per chiedere e se` stesso e ad altri testimoni e intellettuali se ha commesso un errore, negando il perdono.

olga e` il nome della protagonista e della voce narrante di questa storia cosi` tragicamente vera e consueta. olga e` una bambina che sta spalancando gli occhi sul mondo crudele degli adulti. suo padre viene arrestato, il fratello e` malato di aids, la mamma sta per cedere. tutta questa sofferenza forgia lo sguardo di olga: lo sguardo di chi e` cresciuto troppo in fretta e cerca parole per raccontare e capire il mondo. le parole per rompere il silenzio della propria solitudine.


l`alchimia e` comunemente conosciuta come la ricerca, a mezzo tra scienza e magia, della formula per trasformare i metalli vili in oro. in realta` l`alchimia occidentale, come quella orientale e cabbalistica, e` molto di piu`: e` una "fisica della resurrezione", nel senso della rinascita o risveglio dell`uomo alla sua dimensione spirituale. nella tradizione la cabbala` e l`alchimia indicano una via iniziatica di conoscenza del trascendente. alla fine del percorso, cio` che si tramuta in oro non e` il metallo, ma la coscienza dell`uomo liberato dalle contraddizioni fondamentali della vita. con una prefazione di moshe idel.

attraverso il confronto con le scimmie antropomorfe, comparando fossili e utensili, studiando le sorprendenti espressioni artistiche e le sepolture dei cro-magnon e dei neanderthal, tattersall ripercorre l`albero evolutivo della specie umana nel tentativo di spiegare l`assoluta unicita` dell`intelligenza e della societa` umane. oltre a fare piazza pulita delle interpretazioni ideologiche del darwinismo che mirano a sostenere la supremazia dell`uomo sugli altri esseri viventi, il saggio di tattersall contribuisce a mettere in discussione il gradualismo insito nella teoria classica di darwin avvalorando l`ipotesi recente che l`evoluzione proceda tramite discontinuita` e con veri e propri salti tra una specie e l`altra.

italia del sud, fine anni cinquanta. una grande azienda settentrionale ha deciso di impiantare una nuova fabbrica nel cuore del mezzogiorno. ora deve selezionare il personale adatto, e per questo ha incaricato uno psicologo che sottoponga i candidati a una "valutazione psicotecnica". nel suo diario, lo psicologo registra l`esito del suo lavoro, che si fa via via piu` coinvolto e commosso, fino a trasformarsi in una vera e propria partecipazione al dramma dei disperati che si aggrappano al miraggio del posto di lavoro per liberare se stessi e le loro famiglie dalla miseria. e lui che, invece, per dovere professionale, deve decidere il destino di ciascuno di loro. prefazione di giuseppe montesano.

un bel giorno - si stanno per giocare i mondiali - arriva in italia uno strano tifoso della nazionale brasiliana. si chiama anselm, e` nato nella foresta amazzonica e studia filosofia. soprattutto, e` un formichiere. "a spasso con anselm" racconta le avventure di questo strano e imprevedibile ospite nel nostro caotico mondo. a prima vista anselm puo` sembrare timido e goffo, con la sua scomoda golosita` e le sue curiose abitudini. pero` guarda la televisione, sa usare il computer, vuole tenersi in forma e gli piace divertirsi. e, di fronte alle ingiustizie, si indigna e si ribella.

quando le vengono fasciati i piedi per la prima volta chao-tsing ha cinque anni. ed e` solo l`inizio. a tredici anni viene data in sposa a un mercante di seta che la maltratta. abbandonata anche dalla sua famiglia, fugge a shangai dove diventa may, la bellissima prostituta che si concede solo a uomini occidentali. fino al giorno in cui i suoi piedi, quasi artefici del destino, suscitano la passione di arthur cohen, un giovane australiano rappresentante della "societa` per l`emancipazione dei piedi" che si batte contro la crudele usanza della deformazione. per may e` l`inizio di una nuova vita, ma altre prove l`attendono.

david lurie e` il protagonista e la voce narrante di questo romanzo di formazione. la sua infanzia nel bronx, negli anni immediatamente precedenti la grande depressione, e` segnata dalla malattia, dall`ortodossia della claustrofobica comunita` ebraica, dallo strisciante antisemitismo, dagli echi degli isterici comizi hitleriani e dalle notizie sulla shoah che travolge i parenti rimasti in polonia. il tormentato itinerario verso la consapevolezza e l`affermazione della propria individualita` si scontra con questa realta`, fino alla drammatica rottura con la tradizione e al passaggio al mondo dei goyim: solo cosi` potra` finalmente iniziare un nuovo viaggio alla ricerca delle proprie radici.

il ragazzo di vetro e` stefano, studente di liceo, che la lente di cerami ferma sulla soglia dell`eta` adulta. egli si muove tra le sabbie mobili di sensazioni in conflitto fra loro, che esplodono e si annullano di continuo. la sua paura del nulla e` simile, ma di segno contrario, a quella sperimentata da aschenbach nella

dopo anni anil tissera torna nello sri lanka, dov`era nata e che aveva lasciato al termine della scuola, in qualita` di medico legale per conto di una commissione per i diritti umani. suo compito e` dimostrare che, in un paese devastato dalla guerra civile, a uccidere e compiere atti terroristici non sono solo i ribelli: anche uomini legati al governo torturano e fanno scomparire i presunti oppositori. a tale scopo anil cerca di ricostruire le circostanze di un omicidio con l`aiuto di un archeologo locale, sarath diyasena, di cui fatica a interpretare le convinzioni e non riesce a capire la posizione nel conflitto. ad attrarla e` piuttosto il fratello minore di sarath, gamini: e` medico come anil, ma si occupa dei vivi, degli scampati, da qualunque parte stiano. nel corso delle indagini compariranno altre figure indimenticabili, tra cui l`anziano e cieco palipana, che a un certo punto della vita ha deciso di credere alle sue intuizioni piu` che ai dati di fatto, e ananda, un tempo apprezzato artista ma ora, dopo il rapimento della moglie, indelebilmente ferito nell`animo. un romanzo che parla di mistero, di radici, di identita`, di un nemico senza volto, della ricerca di un passato nascosto.


in questo quarto e conclusivo capitolo henry roth racconta come il proprio alter ego ira stigman prenda congedo dalla famiglia e dall`ambiente ebraico in cui e` cresciuto. per ira non e` stato facile diventare uomo nella new york degli anni venti. l`umile ambiente d`origine, i grovigli famigliari (il violento padre chaim, la soffocante madre leah, l`attrazione sessuale verso la sorella minnie e la cugina stella), il confronto con le altre minoranze (italiani, portoricani, neri), la passione per la letteratura e le difficolta` dello studio, le scintille della politica e l`ambizione artistica sottopongono il ventenne ira a tensioni laceranti.

"morte a credito", pubblicato nel 1936, e` il secondo romanzo di ce`line, che nelle sue pagine ritorna alla propria infanzia e adolescenza. cresciuto in un`atmosfera soffocante e carica d`odio, illuminata solo dalle presenze della nonna caroline e dello zio eduard, il giovane ferdinand racconta le proprie esperienze familiari, turistiche, scolastiche, erotiche e di lavoro.

il protagonista della "nuova era" e` un tranquillo professore di letteratura italiana, che vive un`esistenza normale in una citta` altrettanto normale. tra le sue allieve c`e` chiara, una ragazza sprovveduta e sincera che sembra uguale a tutte le sue coetanee, nonche` autrice di goffi racconti vagamente new age. nell`incontro di queste due normalita` cosi` lontane esplode qualcosa di terribile: un orrore che spinge all`indignazione contro una violenza tanto diffusa da diventare invisibile, alla ribellione contro il facile ossequio alle dottrine di moda, al disgusto per la fatuita` compiaciuta e la meccanica ferocia dei comprimari.

la bishop`s hill academy, una scuola per ragazzini disadattati, si trova sull`orlo del fallimento. ma il nuovo preside, jim hawthorne, noto e stimato psicologo-psichiatra, sta facendo di tutto per risollevarne la sorte. tuttavia l`accoglienza non e` delle migliori: colleghi e collaboratori, malgrado le parole di apprezzamento, restano diffidenti e distanti. la vita nella scuola si fa sempre piu` difficile, e lo stesso hawthorne viene preso di mira da una serie di scherzi feroci. inevitabilmente riemerge anche il suo passato: sua moglie e sua figlia sono state uccise da un adolescente che aveva in cura. ben presto la realta` si trasforma in un incubo: il suicidio dello psicologo omosessuale, la misteriosa scomparsa del cuoco, l`omicidio di un ragazzo...


l`amicizia di reuven malter e danny saunders si misura sul terreno dell`amore per rachel, una giovane anglista, e delle loro scelte di vita: mentre uno studia per diventare rabbino affrontando l`insegnamento sarcastico e devastante di rav kalman, l`altro rinuncia agli studi religiosi per diventare psichiatra. in questo romanzo vediamo due giovani uomini alle prese col compito di mantenere la promessa fatta a se stessi. in questa prospettiva non si esita a mettere in discussione anche la fede rivelata. "come si puo` amare una religione che spinse la gente a odiare altri esseri umani?" si chiede michael, il quattordicenne che danny ha in cura.

nel sottosuolo della metropoli, sotto la luce fredda dei neon, ventuno persone aspettano il prossimo convoglio. nel tempo sospeso dell`attesa, i pensieri prendono un ritmo particolare, che conosciamo bene. e il ritmo della folla solitaria, quando affiorano ricordi e paure, sogni e angosce, rabbie e desideri. quelli che traccia culicchia sono venti autoritratti della solitudine, senza filtri e senza meditazioni: sottofondi di banalita` quotidiana, accordi di un`esperienza interiore ormai esplosa, echi sincopati di cronaca nera, assoli lancinanti di identita` sempre piu` fragili, nostalgie di corpi segnati dalla violenza e dalla tenerezza.

"questa non e` un`enciclopedia ne` tanto meno un `libro-verita`` sull`islam. e soltanto il tentativo di aiutare chi legge il giornale, ascolta la radio, vede la tv e si imbatte in continuazione con parole arabe, con sigle spesso indecifrabili o, peggio, tradotte tanto ambiguamente da confondere le idee. aiutare il grande pubblico che consuma informazione a districarsi meglio nel labirinto quotidiano della notizia; aiutarlo a farsi un`idea un po` piu` precisa, anche se (necessariamente) sommaria, dell`islam. un tentativo onesto di mondare, per quanto possibile, dall`equivoco l`informazione quotidiana." (igor man)

in questa situazione, dove non ci sono piu` punti di vista privilegiati, che cosa significa ragionare, pensare, sapere? per interpretare l`esperienza dell`uomo nel mondo della frammentazione e della cultura di massa, vattimo si e` fatto portavoce di una `ontologia del declino`: una concezione dell`essere che rinunci ad attribuirgli ancora tutte quelle caratteristiche `forti`, e che invece lo riconosca piu` legato al tempo, alla vita e al ritmo della nascita e della morte. in questa prospettiva ha assunto un ruolo chiave il concetto di `differenza`, di cui gianni vattimo discute qui le implicazioni nella filosofia in senso proprio, ma anche nel campo della cultura e della politica.