





una minuziosa analisi dell`uso della lingua nell`opera di ingeborg bachmann a confronto con wittgenstein, musil, weininger, bernhard e altri autori del novecento.












per decenni l`industria automobilistica e stata l`architrave dell`economia europea. oggi pero vive una fase di profonda difficolta, tra calo della domanda, perdita di competitivita e transizione tecnologica. una tempesta perfetta che rischia di spazzar via cio che resta dell`automotive europeo. ma quali sono le radici della crisi? spesso sotto accusa sono le regolamentazioni ue sulle emissioni, ritenute ree di danneggiare le aziende produttrici. ricostruendo le dinamiche dell`industria dell`auto in europa e in italia, zirpoli smonta coi fatti tutte le narrazioni di convenienza, utili solo a proteggere gli interessi costituiti. e mostra perche proprio nella svolta ecologica stia la chiave per un rilancio del settore.

puo una legge essere bella? si, se scaturisce da un sentimento di insoddisfazione nei confronti della realta e dal desiderio di modificarla, da un`attenzione nei confronti delle condizioni di vita delle persone, da un`immersione nel contesto sociale e dall`ascolto. ne e un esempio la legge che ha la sua genesi all`interno di una concezione riparativa della giustizia, che favorisca il contatto tra vittima e autore del reato al fine di elaborare i conflitti e il trauma che ne deriva. oppure, quella che consente a chi si e indebitato senza colpa di accedere a percorsi di liberazione dai debiti o la legge che riconosce il diritto di accompagnamento ai soggetti vulnerabili. certo, una legge non potra mai essere bella come un`alba, ma e altrettanto certo che occorrono anche leggi belle per godere di un`alba, o per poter tornare a farlo.

in un tempo in cui politica, media e istituzioni parlano con crescente allarme di ?eta dello spopolamento?, e necessario riflettere sulla domanda piu semplice e radicale: perche oggi sempre meno persone hanno figli? welfare inadeguato, crisi economica, precarieta del lavoro, tappe di vita sempre rimandate. tutto vero. eppure, la denatalita non e una questione solo economica o biologica. e anche una questione di liberta. i tassi di fecondita sono il risultato complesso di scelte, vincoli e trasformazioni culturali e sociali. e arrivato il momento di cambiare prospettiva: non guardando solo al numero di figli mancanti, ma alle vite che si stanno costruendo anche senza figli.

dopo la seconda guerra mondiale, l?umanita intera e gli stati che la rappresentano si impegnano a non compiere piu crimini di guerra, crimini contro l?umanita e genocidi. la giustizia penale internazionale nasce come strumento per favorire la risoluzione pacifica dei conflitti e garantire la ricerca, l?arresto e la condanna dei responsabili di questi crimini. oggi queste istituzioni sono sotto attacco: i tribunali sono delegittimati, non vi e cooperazione per giudicare chi si macchia di crimini efferati. cos?e che non funziona? perche russia, israele e stati uniti contestano la legittimita di queste corti? perche molti stati non si attivano per farle rispettare fomentando il caos? dobbiamo relegare l?idea stessa di una giustizia internazionale a utopia senza futuro?

fondi di investimento, societa di gestione del risparmio, grandi imprese edili, piattaforme di booking: sono loro i nuovi proprietari senza volto che ci stanno mettendo alla porta. cosi le citta italiane assomigliano sempre piu a enormi appartamenti da milioni di posti letto, luoghi pensati per consumatori e turisti facoltosi, invece che per chi ci abita. a partire dai casi di bologna, roma e milano, "citta in affitto" fotografa la crisi abitativa del nostro paese, intrecciando storie grandi e piccole, di cittadini impoveriti e speculatori dal portafoglio internazionale. tante voci da cui si alza una sola domanda: che fine hanno fatto le politiche abitative?

quanto pesa l?eredita sulle nostre possibilita di successo? quanto guadagna un manager rispetto a un?operaia? quanto si mette in tasca l?1% piu ricco del nostro paese? e quanto la meta piu povera? in queste pagine si attinge agli studi piu recenti e di frontiera per raccontare le disuguaglianze economiche in italia: dall?esplosione dei divari tra lavoratrici e lavoratori all?immobilita sociale estrema, dalle diverse conseguenze dei cambiamenti climatici su ricchi e poveri al ritorno della ricchezza e dell?eredita ai livelli di fine ottocento. non dismettendo gli strumenti del dibattito accademico, si mostrano le ingiustizie che queste disuguaglianze rappresentano: non solo delineando quante sono, ma anche comparandole con quelle di altri paesi e periodi storici.

la teoria economica dominante continua a vedere nella tutela dell?ambiente solo un costo e una seccatura, un inutile ostacolo alla crescita. ma questo modello di sviluppo e oramai insostenibile, oltre che profondamente sbagliato. sono un biologo e un economista, entrambi studiosi di fama internazionale, a spiegarci perche la transizione ecologica non e solo una trasformazione urgente, ma anche un investimento che ha ricadute positive su lavoro, economia e salute pubblica. sgombrando il campo da paletti ideologici, questo libro dimostra che prendersi cura del pianeta e il modo migliore per assicurare il benessere nostro e delle generazioni a venire. gli esempi virtuosi per costruire un futuro sostenibile ci sono gia, basta solo seguirli.

la disuguaglianza e` il problema fondamentale del nostro paese e del nostro tempo. il formidabile spostamento di reddito negli ultimi trent`anni dai salari ai profitti e alle rendite, dal lavoro al capitale, e` la causa delle difficolta` politiche, del malessere sociale e del disagio economico attuali. il risultato e` una societa` divisa tra `perdenti` e `vincenti`: da un lato classi medie, operai e impiegati, dall`altro la ristretta schiera di dirigenti, manager e professionisti. la crescita delle disuguaglianze mette a repentaglio la tenuta della nostra societa` e la stessa economia, avvitata ormai da tempo in una fase di stagnazione. invertire la rotta prima del baratro e` ancora possibile. questo libro non solo ci spiega come ma ci invita a unirci alla lotta per un cambiamento reale in nome della democrazia e della giustizia.




La crisi economica che abbiamo attraversato è stata la più lunga e la più dura della storia d’Italia. E non è finita del tutto e per tutti. Le cicatrici che ci lascia segnano ogni abitudine, ogni momento della nostra vita sociale: facciamo meno figli, ci curiamo di meno e peggio, consumiamo meno ma a volte meglio, stiamo abbandonando l’università, conviviamo con l’incertezza. Roberta Carlini è giornalista e scrittrice. Si occupa di economia, lavoro politica, società e questioni di genere.

"il presupposto di queste riflessioni e` che l`11 settembre 2001 non sia stato consumato un "normale" attentato terroristico, che le azioni militari che ne sono seguite non siano state una "normale" rappresaglia, ne` una "normale" guerra, e che il fitto intreccio - la confusione - di categorie, di ambiti, di spazi che in questi fenomeni tuttora si manifesta tragga senso dall`orizzonte della globalizzazione, in cui essi si danno. e che quindi la catastrofe americana possa minacciare di cronicizzarsi, e segni se non l`inizio almeno la prima manifestazione in grande stile di una guerra di tipo nuovo, la guerra globale, che deve essere riconosciuta come una modalita` della globalizzazione." (dalla premessa dell`autore)


una lucida e impietosa analisi dei difetti e delle carenze del sistema di protezione sociale in italia, sullo sfondo delle riforme del welfare in europa. una proposta innovativa per iniziare a cambiare.











