
federico e` un intellettuale velleitario, uno sceneggiatore che vuole diventare regista. la sua personalita` risulta fortemente scissa: se l`io sta a guardare, "lui" agisce: l`inconscio parla, il sesso ha una voce che ordina e impone. ne risulta un andamento esilarante, pieno di invenzioni inattese: nella folle vicenda di questo regista mancato, nel costante dialogo tra il protagonista coatto, il suo sesso prepotente e il suo rimorso culturale (sublimazione o desublimazione?), la nevrosi, interpretata in chiave comica o tragicomica, non e` lontana dall`assurdo.




in "caleidoscopio" cronin ci offre lo spaccato di un giorno in una clinica, caleidoscopio di destini diversi che il caso ha temporaneamente e casualmente avvicinato. su questa quinta vibrano come motivi dominanti due storie: la prima, la vicenda dell`infermiera caposala fany, rigida nell`adempimento del suo dovere, chiusa nella corazza inamidata della sua uniforme, ma innamorata di un giovane medico che presta la sua opera nel sanatorio. la seconda ha per protagonisti un anziano primario e il suo giovane assistente che si trovano l`uno accanto all`altro nel corso di una delicatissima operazione in cui la gioventu` e l`ambizione del giovane prevarranno. romanzo tra i piu` famosi di cronin, "caleidoscopio" ha ispirato piu` di una riduzione teatrale e televisiva per la capacita` di raccontare le persone scandagliandone i moti piu` intimi dell`anima: l`amore, il dolore, l`ambizione, la tensione verso il raggiungimento dei propri scopi.





















































un`esplosione squarcia la quiete della campagna corleonese. il giovanissimo toto` riina assiste allo sterminio dei suoi familiari intenti a disinnescare una bomba degli alleati per ricavarne esplosivo. e un boato che distrugge e che genera. la piaga che molti, con timidi bisbigli, chiamano mafia, ma che d`ora in poi si rivelera` a tutti come cosa nostra, s`incarna da qui in avanti nella sua forma piu` diabolica. ma con potenza uguale e contraria, per fronteggiare l`onda di quella deflagrazione scaturisce anche il suo antidoto piu` puro. e il coraggio, quello che sorregge l`ingegno e l`intraprendenza, che sopperisce ai mezzi spesso insufficienti: il coraggio che scorre in giovanni falcone, negli uomini e nelle donne che insieme a lui sono pronti a lanciarsi in una battaglia furiosa dove la vita vale il prezzo di una pallottola. la storia di un magistrato che insieme a pochi altri intuisce la complessita` di un`organizzazione criminale pervasiva, ne segue le piste finanziarie, ne penetra la psicologia e ne scardina la proverbiale omerta`, e` narrata in queste pagine con l`essenzialita` di un dramma antico: sul proscenio, un uomo determinato a ottenere giustizia, assediato dai presagi piu` cupi, circondato dal coro dei colleghi che prima di lui sono caduti sotto il fuoco mafioso; stretto, nelle notti piu` buie, dall`abbraccio di una donna che ha scelto di seguirlo fino a dove il fato si compira`. roberto saviano ha voluto onorare la memoria del giudice palermitano strappandolo alla fissita` dell`icona e ripercorrendone i passi, senza limitarsi a una ricostruzione fondata su uno studio attentissimo delle fonti, degli atti dei processi, delle testimonianze, ma spingendo la narrazione fino a quello "spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere". questo romanzo ci racconta una pagina fatidica della nostra storia, illumina la vita di un uomo che, nel pieno della carriera, fu in realta` al culmine del suo isolamento. e leva il canto altissimo della sua so


questo romanzo-confessione, pubblicato per la prima volta nel 1963 dopo quattordici anni di silenzio narrativo, e` la cronaca di un confronto con i luoghi e i personaggi-spettri (le furie, appunto) del proprio passato, e insieme un affondo nelle inquietudini, nelle illusioni e disillusioni, nelle passioni e nei tradimenti degli intellettuali italiani. sullo sfondo di una vicenza amata e rinnegata guido piovene ha costruito una spietata analisi dei fantasmi esistenziali e ideologici propri e dei coetanei, condannando un mondo in decadenza, fatto di vizi passati per virtu`, ferocia parossistica mascherata nella piu` totale carita`, fede che diventa feticismo, libido assurta a santita`, vigliaccheria e vuota integrita`.

-Scrittrici Insieme 2019 VENERDI' ORE 17:15 SILVIA SERENI
«... guarda da un'ora all'altra / come cambiano i colori: di grigio in verde, di verde / in freschissimo azzurro.» Questi versi di Vittorio Sereni (da «Un posto di vacanza», in «Stella variabile», 1981), racchiudono l'incanto di un luogo speciale: Bocca di Magra, che fu meta della villeggiatura estiva di un gruppo di scrittori, poeti, funzionari editoriali che hanno segnato il nostro secondo Novecento. È in larga parte qui che Silvia Sereni, figlia di Vittorio, sceglie di evocarli, consegnandoci ricordi brevi e intensi, tutti scritti "in levare" eppure pieni di affetto, che restituiscono luoghi e personaggi in una luce vivissima.

dai pogrom in russia al caso dreyfus, dall`idea di un "complotto sionista" ai lager nazisti, il xx secolo ha registrato un agghiacciante salto di qualita` nella violenza degli attacchi. proprio quando l`integrazione nelle societa` contemporanee sembrava un fatto acquisito, l`antiebraismo di matrice religiosa ha ceduto il passo all`antisemitismo fondato su presunte basi razzistiche. finzi ci conduce alla scoperta di questo male oscuro strisciante nella storia dell`umanita`, di cui l`antisemitismo moderno e` solo una parte della vicenda. "conoscere la punta dell`iceberg puo` essere utile a far cogliere a ognuno di noi, nella societa` e in noi stessi, pure gli elementi che ne compongono il grande corpo immerso. e anche a far riflettere sulla paura del da noi diverso che pervade le societa` persino in questo inizio del terzo millennio, meraviglioso per le straordinarie innovazioni tecniche ma ancora impregnato di una moltitudine di antichi, radicati pregiudizi."

in questo libro, superando gli schemi e la morale talvolta spietata delle favole classiche, moravia non veste i panni del vecchio saggio o del sentenzioso maestro ma con illimitata fantasia e con sorprendente arguzia narra le avventure e le disavventure di una grande folla di animali umanizzati. o meglio: di uomini che si nascondono dietro una maschera animalesca. come sempre accade con le favole, il debole si mescola ai forti, l`ingenuo agli astuti, il buono ai cattivi. qui pero` la verita` non ha le tinte della tragedia o i toni della farsa perche` moravia, attento conoscitore degli uomini, non rinuncia mai alla speranza, cosi` che il lettore possa imparare divertendosi. le sue storie si propongono, semplici, efficaci, esilaranti, per una lettura accattivante e per un`interpretazione autonoma e personale, adatta tanto al lettore adulto quanto a quello bambino. sullo sfondo del tempo-senza-tempo della favola moravia si e` divertito a portare alla luce, con un`euforica liberta` d`invenzione controllata da uno spirito razionale e avveduto, quell`immaginazione pura che il romanzo e il racconto realistici sono costretti a elaborare e a nascondere.

in un momento storico in cui gli europei si interrogano sul senso della loro identita` politica e sui fondamenti di un`identita` collettiva millenaria, john hirst, storico australiano di fama internazionale, offre uno strumento prezioso: uno studio in cui dimostra come la civilta` europea abbia rivoluzionato le sorti di tutte le altre popolazioni del mondo. con questa che l`autore definisce "la storia piu` breve dell`europa" si ripercorrono piu` di due millenni di culture, regni, dominazioni del nostro continente: dalle origini come miscela di cultura classica, cristiana e tedesca. un saggio agile e divulgativo, adatto a un pubblico ampio, accompagnato da illustrazioni, mappe e grafici. uno sguardo sulla nostra storia europea che arriva dall`altra parte del mondo.

un misterioso collezionista di libri nel 1940 offri` a henry miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. miller comincio` entusiasta, ma si stanco` presto e passo` l`incarico all`amica anais nin che aveva bisogno di soldi. "cominciai a scrivere ironicamente, divenendo cosi` improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualita`," ricorda anais nin. "passavo i giorni in biblioteca a studiare il kama sutra, ascoltavo le avventure piu` spinte degli amici... tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia..." solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante. una voce diceva: "va bene. ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non e` sesso. si concentri sul sesso." nacquero cosi` questi racconti che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.

un anello di fidanzamento gettato nel lago scombina i destini di due nobili milanesi collezionisti d`arte, di una giovane bibliotecaria in preda all`amour-passion costi quel che costi, di uno scapolo impenitente alle prese col sorriso di una brunetta, di un medico illuminista e di un prezioso ritratto di ludovico il moro misteriosamente trafugato. sullo sfondo la milano fra le due guerre mondiali, le serate alla scala con toscanini, le bombe all`hotel diana, alla fiera campionaria, al caffe` cova, l`avanzata del fascismo e del nazismo, la buona societa` lombarda troppo assorta in eleganti frivolezze per ascoltare i rumori e i fragori della storia. una sarabanda affidata a un narratore inumano, cinico e scanzonato, che si fa beffe di tutto e di tutti.

in un giorno d`autunno del 1686, la diciottenne petronella oortman - nella-fra-le-nuvole e` il soprannome datole da sua mamma - bussa alla porta di una casa nel quartiere piu` benestante di amsterdam. e arrivata dalla campagna con il suo pappagallo peebo per iniziare una nuova vita come moglie dell`illustre mercante johannes brandt. ma l`accoglienza e` tutt`altra da quella che nella si attende: invece del consorte, trova la sua indisponente sorella, marin brandt, e anche quando johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con nella, e anche solo di sfiorarla. l`unica attenzione che le riserva e` uno strano dono, la miniatura della loro casa e l`invito ad arredarla. sembra una beffa. eppure nella non si perde d`animo e si rivolge all`unico miniaturista che trova ad amsterdam, una enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro inizia un dialogo sempre piu` fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa brandt. amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s`incontrano tra i canali di amsterdam e in questo folgorante romanzo d`esordio.

corrine e russel hanno due gemelli nati da una fecondazione artificiale. luke e sasha hanno una figlia ribelle, ashley. sono due famiglie newyorkesi ricche e colte, ma solo apparentemente felici, il cui precario equilibrio si rompe in seguito all`11 settembre. luke e` scampato alla tragedia per un banale ritardo; corrine fa la volontaria nelle squadre di supporto alle forze dell`ordine che scavano tra le rovine. sull`onda degli avvenimenti luke e corrine si innamorano, sognando di poter recuperare una giovinezza perduta e ricominciare una nuova vita sulle rovine di quella precedente. ma quando ashley, la figlia di luke, finira` in ospedale per un`overdose, l`entusiasmo si esaurira` e tutto rientrera` nella normalita`. forse.

italia. estate del 1972. ivo il barrocciai convince il padre ardengo a finanziargli l`acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da "far invidia ai milanesi". cesare vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l`ondata di intrepida immigrazione che viene dal sud. pasquale citarella e` venuto dall`irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. siamo all`alba di un nuovo mondo e l`albero della vita sta intrecciando i destini: l`audace barrocciai incarica il vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l`entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d`europa e d`america. il vezzosi, a sua volta, incarica citarella della costruzione: una commissione che puo` valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad ariano irpino. e mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa ed eccessiva come il sogno che l`ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare, a scomporsi e ricomporsi, travolte dall`impeto di una vita che e` benzina per i sogni e di una crescita continua e rapidissima, onnipresente, naturale quanto l`aria e il cielo.

"sono nato a sora, il 7 luglio 1901, dunque sono ciociaro, anzi cafone." cosi` si presentava vittorio de sica, padre del neorealismo e tra i piu` celebrati registi e interpreti cinematografici in italia e nel mondo. dalla giovinezza trascorsa in "una tragica e aristocratica poverta`" alla gavetta nei teatri di prosa e all`approdo al mondo del cinema, queste pagine ricche di aneddoti e gustosi retroscena ripercorrono la vita e la carriera di un personaggio straordinario i cui film hanno segnato un`epoca. figura geniale e contraddittoria, dedita ai vizi quanto agli affetti familiari, la storia di de sica si intreccia con icone del calibro di luchino visconti, toto`, gina lollobrigida, sophia loren, alberto sordi. ma e` dal sodalizio con cesare zavattini che nel dopoguerra nascono i capolavori che lo consacrano nel pantheon dei grandi registi: "sciuscia`", "ladri di biciclette", "miracolo a milano", "umberto d.", raccontano magistralmente gli albori dell`italia democratica dal punto di vista dei deboli, di coloro che sono tagliati fuori dal cosiddetto "miracolo economico". e, finita inesorabilmente la stagione del neorealisrno, sa reinventarsi mettendo la sua sensibilita` artistica al servizio di grandi interpreti e di produzioni come "la ciociara, ieri, oggi, domani" e "matrimonio all`italiana". dando vita a personaggi che hanno saputo raccontare un`italia tragica e intensa, costantemente sospesa tra la goliardia e l`amarezza.

quali sono le grandi dinamiche che guidano l`accumulo e la distribuzione del capitale? domande sull`evoluzione a lungo termine dell`ineguaglianza, sulla concentrazione della ricchezza e sulle prospettive della crescita economica sono al cuore dell`economia politica. ma e` difficile trovare risposte soddisfacenti, per mancanza di dati adeguati e di chiare teorie guida. in "il capitale nel xxi secolo", thomas piketty analizza una raccolta unica di dati da venti paesi, risalendo fino al xviii secolo, per scoprire i percorsi che hanno condotto alla realta` socioeconomica di oggi. i suoi risultati trasformeranno il dibattito e detteranno l`agenda per le prossime generazioni sul tema della ricchezza e dell`ineguaglianza. piketty mostra come la moderna crescita economica e la diffusione del sapere ci abbiano permesso di evitare le disuguaglianze su scala apocalittica secondo le profezie di karl marx. ma non abbiamo modificato le strutture profonde del capitale e dell`ineguaglianza cosi` come si poteva pensare negli ottimisti decenni seguiti alla seconda guerra mondiale. il motore principale dell`ineguaglianza, la tendenza a tornare sul capitale per gonfiare l`indice di crescita economica, minaccia oggi di generare disuguaglianze tali da esasperare il malcontento e minare i valori democratici. ma le linee di condotta economica non sono atti divini. in passato, azioni politiche hanno arginato pericolose disuguaglianze, afferma piketty, e lo possono fare ancora.


si racconta che quando ascolto` il famoso appello di john fitzgerald kennedy alla radio nel 1961 - "non chiedete che cosa il vostro paese puo` fare per voi; chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese" - patricia highsmith si alzo`, ando` in cucina, e diede da mangiare ai suoi gatti. per la regina del thriller, i gatti non sono stati solo compagni di vita, ma irresistibili tentazioni letterarie: i testi raccolti in questo volume illuminano con le tinte del giallo animali apparentemente innocenti, in realta` diabolici eredi dei felini che hanno imperversato a piu` riprese nella storia della letteratura, sulla scia di poe, colette, bulgakov e molti altri. "i gatti hanno sempre un che di malizioso dietro le loro espressioni composte" scrive patricia highsmith, e inseguendo quello sguardo misterioso ci regala un`indagine sorprendente sul rapporto che gli uomini hanno con i loro amici piu` infedeli.

norman bates vuole molto bene a sua madre, il problema e` che la donna e` morta da piu` di vent`anni, o almeno questo e` quello che pensa la gente nella tranquilla cittadina di fairvale, in california. norman vive con la madre nella casa vicino all`albergo di famiglia, il bates motel, lungo il vecchio tracciato dell`autostrada, oggi in disuso. una sera si presenta alla reception una giovane donna, mary, ladra per amore: l`incontro turba i pensieri di norman, ma la madre veglia su di lui, decisa a proteggerlo con il suo coltello da macellaio. un grande romanzo che ha ispirato un film leggendario, un viaggio da brivido nella mente di un uomo, e tra le ombre della sua identita`.

"prendere una sberla non fa male in certi casi: si sente di non dovere piu` niente a nessuno." una morale amara quella di francesco, istriano di materada, nel momento in cui decide di abbandonare il suo paese, e strappare le radici che lo legano da generazioni a una terra aspra e fertile, ora negata e contesa. con i trattati del 1954 la zona b dell`istria, in cui materada e` inclusa, viene assegnata definitivamente alla jugoslavia anche se e` permesso scegliere se restare o passare a trieste, verso l`italia: in questo lacerante scenario storico, tomizza, venticinquenne, ha ambientato il suo primo romanzo. un`opera epica che attraverso la storia di una famiglia e di una proprieta` frodata e inottenibile racconta il destino di un popolo diviso, alla ricerca di una nuova, definitiva identita`, tra rancori, odi e vendette sanguinose. introduzione di mauro covacich.

mara abbiati, scultrice di grandi gatti in pietra, e suo marito craig nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l`appennino. un mattino d`estate craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e ci cade attraverso, quasi spezzandosi una gamba. alla disperata ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con ivo zanovelli, un costruttore con molte ombre nella vita. nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l`equilibrio gia` precario di ognuno dei tre si rompe, e fa emergere con violenza dubbi, contraddizioni, desideri fino a quel momento dormienti. in "cuore primitivo", il suo diciottesimo romanzo, andrea de carlo utilizza le tecniche di spostamento della prospettiva sviluppate in "giro di vento", "leielui" e "villa metaphora, per raccontare a capitoli alterni le ragioni dei tre protagonisti in tutta la loro complessa, incontrollabile verita`.

capita a tutti gli uomini di ingegno di produrre ogni tanto un gustoso aforisma. ma uno ogni tanto. a produrli in serie, si finisce sulle carte dei cioccolatini, l`aforisma e` una creatura delicata, vive solo in condizioni di eccezionalita`. stanislaw jerzy lec e` un prodigio della natura perche` distilla un pensiero al giorno. i giorni passano, i pensieri riempiono le pagine e vengono tradotti in tutte le lingue, capolavori di originalita`, arguzia, cattiveria, spietata e profondissima intelligenza. lec e` un umorista nel senso in cui lo furono i grandi saggi, la cui arguzia non e` mai puro gioco intellettuale ma, in un modo o nell`altro, illuminazione. riuniti in forma integrale con le illustrazioni di roland topor, i "pensieri spettinati" sono un distillato di ironia che crea dipendenza. come ha scritto umberto eco, "si incomincia a leggere un pensiero o due, poi non si resiste, si cerca un amico, un sodale, una vittima, e gli si leggono tutti gli altri".

"sei anni fa ebbi un incidente col mio aeroplano nel deserto del sahara. qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me ne` un meccanico, ne` dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto. era una questione di vita o di morte, perche` avevo acqua da bere soltanto per una settimana... potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all`alba da una strana vocetta: "mi disegni, per favore, una pecora?"... e fu cosi` che feci la conoscenza del piccolo principe." a settant`anni dalla pubblicazione negli stati uniti del libro, "il piccolo principe" e` divenuto un long seller internazionale, un testo che ha fatto innamorare milioni di lettori nel mondo. eta` di lettura: da 8 anni.

"con il coinvolgimento dell`america nel conflitto mondiale contro il nazi-fascismo, steinbeck era desideroso di fare la sua parte nello sforzo bellico, scrivendo un libro su come l`u.s. army air force recluta e forma la squadra di un bombardiere. in generale, la guerra non era il terreno letterario di steinbeck. d`altro canto, la sua sensibilita` letteraria sembrava preferire gruppi o ritratti collettivi di diversi personaggi, in perfetta coincidenza con la strategia dell`army air force: quella di unire gli uomini di una larga fetta d`america e di insegnare loro a lavorare insieme per uno scopo comune, come squadra di un bombardiere. steinbeck scrive: `l`intento di questo libro e` quello di spiegare in maniera semplice la natura e la missione di un equipaggio di bombardiere e la tecnica e l`addestramento di ogni suo membro. l`equipaggio di bombardiere avra` una parte importante nel difendere questo paese e nel combattere i suoi nemici. e la piu` grande squadra del mondo.` steinbeck uso` il suo grande talento per convincere molti altri americani a diventare parte di questa squadra, anche se ignorava le conseguenze future della campagna di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. fosse o no uno scrittore di guerra, alla fine steinbeck era un patriota americano che usava il proprio grande talento per aiutare il suo paese a combattere una guerra che minacciava le democrazie di tutto il mondo." (dall`introduzione di james meredith)

"il silmarillion", iniziato nel 1917 e la cui elaborazione e` stata proseguita da tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. "opera prima", dunque, essa costituisce il repertorio mitico di tolkien, quello da cui e` derivata la filiazione delle sue favole: "lo hobbit", "il signore degli anelli", "il cacciatore di draghi". "il silmarillion", che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un`unica storia sacra, narra la parabola di una caduta: dalla "musica degli inizi", il momento cosmogonico, alla guerra di elfi e uomini contro l`avversario. l`ultimo dei racconti costituisce l`antecedente immediato del "signore degli anelli".
