




















viviamo in un`epoca in cui niente e` impossibile, dunque se le cose non vanno dev`essere per forza colpa nostra: selene se ne e` quasi convinta. passati i trent`anni, non ha ancora trovato la sua strada: dove ha sbagliato? e` stata l`ultima delle sue azioni impulsive, aprire un ristorante che ora e` sull`orlo del fallimento, oppure e` successo quindici anni fa, quando ha preso la sua prima decisione da adulta? e` li` che sono rimaste impigliate le sue aspirazioni? per scoprirlo, una notte d`estate fugge da milano verso un paesino nel cuore della puglia, il posto dove e` cresciuta, immersa in una comunita` spirituale, circondata dall`affetto degli amici e della famiglia. la valle e` sempre uguale, punteggiata di ulivi e di trulli, con il mare che orla l`orizzonte. peccato che, appena prima di arrivare a destinazione, il motore della macchina fonda e da li` in poi niente vada piu` per il verso giusto. eppure, a volte sono proprio gli imprevisti a cambiarci la vita per il meglio. in attesa dei pezzi di ricambio, le viene messa a disposizione amanda, una uno rossa ricca di personalita` con cui cerchera` di raggiungere l`ashram dove viveva da bambina. e se non tutti sono rimasti fermi ad aspettarla, nel giro di poco selene riabbraccia la vecchia tata flora, fa nuovi incontri e decide di prendersi cura di un asinello di nome virgilio, che ha tutta l`aria di sentirsi solo come lei. tra gite in salento, discussioni sul senso della vita, yoga e pomeriggi in cucina con persone che forse la conoscono meglio di quanto lei non conosca se stessa, selene inizia a comprendere che a volte e` necessario perdersi e sbagliare strada per trovare il coraggio di seguire i propri sogni. e andare finalmente incontro a tutto il bello che ci aspetta.

otto adolf eichmann, uno dei comandanti delle ss responsabili dell`organizzazione della cosiddetta "soluzione finale", fu processato nel 1961 a gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l`umanita` e crimini di guerra sotto il regime nazista. hannah arendt assistette al processo come inviata del "new yorker" e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e da` risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. il suo resoconto, spiega ezio mauro nella sua prefazione, e` "il tentativo di recuperare una misura umana di razionalita` che consenta di mandare avanti il mondo dopo auschwitz": e` un`esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un`analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianita` ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell`orrore. questo tipo di indagine diventa necessaria poiche` "quel che si vede e quel che si sente non riescono a restituire la portata dell`accaduto che resiste al diritto, alla giustizia, alla pieta`, dunque alla comprensione". sprovvisto di qualsiasi tipo di eccezionalita`, concentrato sulla corretta esecuzione del compito assegnatogli, eichmann e` l`incarnazione "banale" del male, che per questo risulta tanto piu` terribile, perche` i suoi servitori piu` o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. i macellai del nostro tempo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. prefazione di ezio mauro.

gerusalemme e` una citta` dilaniata da millenni di guerre, scontri tra religioni, conflitti tra politiche contrapposte, che ne hanno fatto di volta in volta un simbolo, un avamposto strategico, un luogo da conquistare e controllare all`interno di un mercato di territori e popolazioni. paola caridi ha vissuto per dieci anni a gerusalemme. le sue pagine ci restituiscono una citta` vissuta intimamente, indimenticabile per la bellezza delle mura antiche, delle pietre bianchissime, della sua umanita` dolente. ma ci restituiscono anche una citta` crudele, dove israeliani e palestinesi fanno talvolta la spesa negli stessi supermercati, per poi rinchiudersi nei confini dei rispettivi quartieri, invisibili gli uni agli altri. una citta` costellata di posti di blocco che controllano gli spostamenti di donne e uomini, merci e idee, nemici e potenziali attentatori. una citta` densa di segni e memorie antiche e recenti, in cui ogni stagione politica porta con se` nuovi vincitori, nuove versioni della storia passata, nuove ripartizioni degli spazi urbani, nuove abitudini di vita. gerusalemme si e` aperta per un breve periodo alla modernita`, per poi rinchiudersi dentro i propri muri. rimane comunque un laboratorio, in cui si scontrano politica e vivere quotidiano. sopravvive la speranza: che gerusalemme, una e condivisa da tutti, torni a essere una citta` per gli uomini e le donne che li` vivono.

un ritratto di pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunita`, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.

il virginian era un piroscafo. negli anni tra le due guerre faceva la spola tra europa e america, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. dicono che sul virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da li` non fosse mai sceso. dicono che nessuno sapesse il perche`. questo racconto, nato come monologo teatrale, e` uscito per la prima volta nel 1994. nel 1998 giuseppe tornatore ne ha tratto il film "la leggenda del pianista sull`oceano".

agosto 1938. un momento tragico della storia d`europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. chi raccoglie la testimonianza di pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: sostiene pereira? questo non e` detto, ma pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del "lisboa" (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di "non" essere un eroe. introduzione di andrea bajani.

una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una missione da cui dipendono le sorti dell`umanita`. i diecimici devono essere consegnati a dieci giusti. e vero o e` un`allucinazione? a partire da questo momento non saprete mai dove vi trovate, se in un mondo onirico farsesco e imprevedibile, in un sogno matrioska in un trisogno profetico, se state vivendo nel delirio di un pazzo o nella crudele realta` dei nostri tempi. incontrerete personaggi magici, comici, crudeli. dolcino l`eretico e michele l`arcangelo - forse creature celesti, forse soltanto due matti scappati da una clinica, che vogliono punire dio per il dolore che da` al mondo. un enigmatico killer-diavolo, misteriosamente legato a michele. il dio chiomadoro e la setta degli annibaliani, con i loro orribili segreti e il loro disegno di potere. e altri vecchi allievi di prendiluna: enrico il bello, clotilde la regina del sex shop, fiordaliso la geniale matematica. e il dolce fantasma di margherita, amore di dolcino, uccisa dalla setta di chiomadoro. e conosceremo aiace l`odiatore cibernetico e lo scienziato cervo lucano che insegna agli insetti come ereditare la terra. viaggeremo attraverso il triste rettilario del mondo televisivo, e la gioia dei bambini che sanno giocare al pallone invisibile, periferie desolate e tunnel dove si nascondono i dannati della citta`. conosceremo i diecimici - come sylvia la gatta poetessa, jorge il gatto telepatico, prufrock dalle nove vite - e poi hamlet il pianista stregone, il commissario garbuglio che vorrebbe diventare un divo dello schermo, e l`ultracentenaria suor scolastica, strega malvagia e insonne in preda ai rimorsi. fino all`universita` maxonia, dove il sogno diventera` una tragica mortale battaglia e ognuno incontrera` il proprio destino. e ci sveglieremo alla fine sulla luna, o in riva al mare, o nella dilaniata realta` del nostro presente.













"uscito nel 1971, `una teoria della giustizia` di john rawls puo` essere ormai considerato un classico della filosofia morale e politica contemporanea, da decenni al centro della discussione e della critica. portando a un alto grado di generalizzazione e astrazione la tradizionale teoria del contratto sociale, rawls propone una teoria della giustizia come equita` che ha per oggetto i principi che modellano l`assetto fondamentale delle istituzioni della societa`. i principi di giustizia sono quelli che persone razionali sceglierebbero in una posizione iniziale di eguaglianza. in questa situazione ipotetica, nessuno conosce la propria posizione nella societa`, la propria sorte nella distribuzione, naturale e sociale, di doti e capacita`. deliberando dietro un `velo di ignoranza`, gli individui determinano i loro diritti e doveri, accordandosi sullo schema equo (giustificabile per tutte le parti) di distribuzione dei costi e dei benefici della cooperazione sociale." (salvatore veca)

questa e` una storia che comincia una sera a cena, quando libero marsell, dodicenne, intuisce come si puo` imparare ad amare. la famiglia si e` da poco trasferita a parigi. la madre ha iniziato a tradire il padre. questa e` la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell`immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della citta`. avverte prima con le antenne dell`infanzia, poi con le urgenze della maturita`, il generoso e confidente mondo delle donne. le grand libero`, cosi` lo chiama marie, bibliotecaria del iv arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine, e` pronto a conoscere la perdita di se` nel sesso e nell`amore. lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. quando quella passione si strappa, per libero e` tempo di cambiare. da parigi a milano, dallo straniero di camus al deserto dei tartari di buzzati, dai deux magots, caffe` esistenzialista, all`osteria di giorgio sui navigli, da lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di liberta`, al sentimento per anna.

e un poema fondamentale della storia del pensiero, in cui vengono assunti a fondamento i princi`pi portanti della filosofia epicurea. lo stesso cicerone fu soggiogato dalla grandezza dell`opera e, pur non approvandone filosoficamente il contenuto, contribui` in modo decisivo alla sua pubblicazione. l`opera e` la celebrazione della dottrina epicurea come filosofia liberatrice dell`uomo e valido mezzo a confortare un`umanita` quanto mai turbata e incerta. cardine del suo approccio era la fisica atomistica democritea: il mondo in cui viviamo non e` che il risultato dell`unione casuale di una parte degli infiniti atomi, da sempre in movimento nello spazio senza fine. al rigido sistema democriteo, epicuro in realta` aggiunse una variante rivoluzionaria, il clinamen, ossia la spontanea deviazione degli atomi dalla loro traiettoria rettilinea, una sorta di "libero arbitrio" ante litteram. anche il mondo degli de`i esiste. ne abbiamo immagine, ma vivendo eternamente beati negli spazi tra mondo e mondo, essi non hanno tempo ne` voglia di occuparsi di noi. la conclusione e` che, in questo modo, sia la fisica sia la teologia ci liberano dagli ostacoli piu` gravi che si oppongono alla nostra felicita`: il timore della morte e della collera divina.

"il sogno di un hippie" e` stato un grande successo di pubblico e di critica e neil young ci ha preso gusto a scrivere libri di memorie. in questo nuovo volume, ci racconta la sua grande passione per le automobili, facendo rivivere attraverso la galleria delle sue vetture (che appaiono nei suoi acquerelli all`inizio di ogni capitolo) i ricordi che non hanno trovato posto nel primo libro: dalla monarch business coupe` verde del 1948 dentro cui si partiva per i weekend di famiglia, alla lincvolt, la sua lincoln modificata e completamente elettrica, dalla infanzia canadese alla vita on the road e rock and roll.

la vita scorre placida a saumur: l`avaro pe`re grandet, ex bottaio e vignaiolo, e` impegnato ad accumulare una ricchezza colossale, madre e figlia grandet conducono una vita oscura e monotona sempre impegnate a cucire e a rammendare, mentre su tutti vigila la grande nanon, la fedele serva di casa grandet. due famiglie, i cruchot e i des grassins, si contendono la mano di euge`nie, destinata a diventare una ricca ereditiera. ma all`improvviso giunge da parigi il cugino charles grandet, euge`nie se ne innamora perdutamente e la sua vita viene totalmente stravolta. da allora euge`nie ingaggia una dura lotta contro l`avarizia del padre, nel tentativo di rendere la vita del cugino la piu` confortevole possibile. un romanzo intenso in cui un profondo sentimento di disillusione finisce per prevalere su quello dell`amore. "euge`nie grandet" e` considerato il migliore dei romanzi di balzac nella serie "scene della vita di provincia". d`altronde, come scrisse nel 1833 lo stesso balzac a evelyne hanska, la nobildonna polacca di cui era innamorato, "bisogna amare, eva mia, mia cara, per creare l`amore di euge`nie grandet. amore, puro, immenso, fiero". in appendice prefazione e postfazione del 1883, "orazione funebre" di victor hugo.

quali forme assume il discorso politico? come parla un leader ai cittadini? e possibile dire tutta la verita`, parlare con franchezza, quando si tratta di questioni controverse e divise, quando il clima politico e` teso fino alla lacerazione, o occorre invece nascondere la verita` e giocare sulla presa delle emozioni? queste e altre domande sulla comunicazione politica lampeggiano, con inquietante lucidita` e spietata analisi, nei discorsi che tucidide fa pronunciare ai protagonisti del suo racconto storico nei contesti del dibattito assembleare dell`atene del quinto secolo. dall`elogio della democrazia, pronunciato da pericle, ai discorsi che riguardano la guerra e la prosperita` della polis, dai sacrifici richiesti ai cittadini alle scelte inerenti la conservazione dell`impero e i rapporti con gli alleati: i discorsi, uno dopo l`altro, dipingono un quadro che sollecita, nel confronto, l`orizzonte contemporaneo in una sconcertante attualita`. il volume contiene i tre discorsi di pericle alla citta` (l`epitaffio ai caduti in guerra, che e` al contempo un elogio della citta` democratica; i due discorsi che riguardano la decisione di entrare in guerra e la necessita` di conservare l`impero), il dibattito tra cleone e diodoto sul trattamento da riservare alla ribelle mitilene (sterminare gli alleati infedeli o ricorrere a misure piu` moderate) e l`orazione di alci- biade che incita atene alla spedizione in sicilia (il sogno di un`interminabile espansione dell`impero)...

l`exposition universelle et internationale de bruxelles del 1958 e` il primo evento del genere dopo la seconda guerra mondiale. la tensione politica tra la nato e i paesi del blocco sovietico e` al culmine. in piena guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della terra, fervono operazioni d`intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. incaricato di sovrintendere alla gestione del club britannia nel padiglione inglese e` un giovane copywriter del central office of information di londra, thomas foley, che si trova cosi` catapultato al centro di un intrigo internazionale di cui diventa un`inconsapevole pedina. in un fuoco di fila di esilaranti colpi di scena, il racconto corre su due binari paralleli egualmente coinvolgenti: i turbamenti amorosi del giovane thomas e una spy story pervasa dal proverbiale umorismo di coe.

i sensi prima di tutto: con questo messaggio irruppe nella parigi del 1939 "tropico del capricorno", a rinfocolare lo scandalo suscitato dal `romanzo gemello` tropico del cancro. e sempre henry miller a parlarci con la sua inconfondibile voce, raccontando in prima persona i suoi anni spesi a vivere, scrivere, bere e godere la new york di inizio novecento. tutto e` chiaro, tutto e` narrato con una sincerita` disarmante, che poco lascia all`illazione e tutto offre alla comprensione, alla percezione diretta. la penna di miller corre veloce come la corrente dell`hudson, accecante come il sole sui vetri dei grattacieli, intinta nella polvere dei marciapiedi calcati da un`umanita` ricca e miserabile, creativa e prigioniera, alla ricerca dello spazio per respirare davvero. e chi legge si ritrova catapultato su quelle avenue, in quelle stanze da letto perennemente sfatte, all`inseguimento perenne dell`unica creatura che per sempre ci risulta imprendibile. una creatura di nome liberta`.

moraldo, arrivato a torino per una sessione d`esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome piero. alto, magro, occhiali da miope, a soli ventiquattro anni piero ha gia` fondato riviste, una casa editrice, e combatte con lucidita` la deriva autoritaria del paese. sono i giorni di carnevale del 1926. moraldo spia piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. nel frattempo ritrova la valigia smarrita, ed e` conquistato da carlotta, una fotografa di strada disinvolta e imprendibile in partenza per parigi. anche piero e` partito per parigi, lasciando a torino il grande amore, ada, e il loro bambino nato da un mese. nel gelo della citta` straniera, mosso da una febbrile ansia di progetti, di liberta`, di rivoluzione, piero si ammala. e moraldo? anche lui, inseguendo carlotta, sta per raggiungere parigi. l`amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in volo come le mongolfiere sopra la senna. che risposte deve aspettarsi? sono carlotta e piero, le sue risposte? o tutto e` solo un`illusione della giovinezza? paolo di paolo, evocando un protagonista del nostro novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull`incanto, la fatica, il rischio di essere giovani.

i "persiani" di eschilo e` la tragedia piu` antica che ci sia stata tramandata e l`unica fra le trentadue pervenuteci che abbia come trama un fatto storico: la battaglia di salamina, in cui i greci con pochissime navi sconfissero il potentissimo esercito di serse nel 480 a.c. ma la tragedia trasfigura i fatti della storia: eschilo fa dello scontro con i persiani un "mito", rappresentabile in dramma alla stregua degli altri "miti": il "ciclo persiano" come il "ciclo degli atridi", o il "ciclo troiano". lo scontro con serse diventa un capitolo dello scontro che da sempre oppone oriente a occidente: anche gli dei sono schierati, come a troia, gli uni a fianco dell`asia, gli altri degli achei. la traduzione qui presentata rende i chiaroscuri, le scabrosita`, gli scarti linguistici dell`originale; l`introduzione esalta la trascrizione tragica del fatto storico; infine, le ampie note di commento focalizzano la straordinaria ricchezza - linguistica, mitologica, letteraria, ritmica - del testo.

il romanzo allegorico-avventuroso narra i viaggi di lemuel gulliver, nelle sue quattro tappe: dopo aver fatto naufragio a lilliput, si ritrova tra i giganti di brobdingnag e infine raggiunge, dopo molti paesi, amsterdam e l`inghilterra. celati, oltre a dar conto nelle note delle informazioni indispensabili per la comprensione dei riferimenti storico-culturali, con la sua traduzione mira a riprodurre, il piu` possibile, lo stile settecentesco dell`originale per far sentire l`eccezionale fluidita` della prosa swiftiana.

una ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l`emmanuelle argentina, fugge in spagna inseguita dai militari. anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a barcellona. carvalho, insieme al fidato biscuter, dovra` chiarire inquietanti misteri che coinvolgono il giudice garzon, l`ispettore-semiologo lifante, tutta una serie di emarginati e un nucleo di alleanze segrete tra diversi stati. la barcellona crepuscolare del barrio chino sta ormai diventando la citta` del design mentre, un po` dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi velenosi. e, sempre presente, il tango. a dieci anni dalla sua scomparsa, torna manuel vazquez montalban con un romanzo inedito della serie carvalho, quasi un prologo al "quintetto di buenos aires", ritroviamo qui personaggi, stile e temi ricorrenti nell`opera di manuel vazquez montalban, come la buona cucina, la figura di pepe antieroe sexy, o il biscuter consigliere-intellettuale-modernizzatore.

l`azione si svolge a lisbona a meta` del xx secolo, in un palazzo di un quartiere popolare non meglio identificato dove vivono sei famiglie. su questa scena si animano personaggi minati da tristezza e rimpianto le cui esistenze paiono ravvivarsi solo per l`improvvisa eco di un concerto di musica classica trasmesso alla radio o per l`instancabile elaborazione delle strategie, fatte di piccole ipocrisie e compromessi, con cui si tenta di fugare la minaccia dell`indigenza o di realizzare le aspirazioni conformiste della piccola borghesia. un universo di mantenute, mogli tradite e dolenti, uomini sconfitti dalla vita che hanno rinunciato al futuro a cui fanno da contrappunto gli inserti del diario di una giovane sognatrice, vittima di una vicenda dalla morbosita` inaspettata, o ancora le pagine di grande letteratura disseminate in forma di citazioni, ma soprattutto, gli ideali del protagonista abel, giovane intellettuale libertario, figura paradigmatica di un determinato universo politico, specie considerando il contesto in cui il romanzo fu scritto, ovvero il portogallo salazarista, paese isolato, retrivo e misero dominato da una dittatura fascista. palesemente debitore della tradizione del grande romanzo russo da un lato e della coeva generazione dei neorealisti portoghesi dall`altro, "lucernario" mostra evidenti le qualita` destinate a caratterizzare il corpus del saramago piu` noto: profondo scavo psicologico dei personaggi, grande respiro narrativo, capacita` di catturare l`attenzione del lettore.

"il fedro, uno dei capolavori assoluti della filosofia e della letteratura occidentali, e` in platone il dialogo dell`eros e della bellezza, della follia divina e della felicita` che dona ai mortali, dell`anima e del suo destino oltremondano, della filosofia come persuasione dialettica, infine dell`enigma della scrittura. forse la piu` complessa e la piu` bella tra le opere del filosofo, o se vogliamo dell`inventore stesso della filosofia, opera prediletta dagli iniziati ai misteri platonici lungo il corso dei secoli fino a oggi, il fedro respira un`aria sorgiva, popolata di spiriti misteriosi, in cui riecheggia un canto melodioso: si sentono il profumo dell`erba del prato, lo scorrere limpido delle fonti, il frinire delle cicale. l`estate statica, immota, placidamente sopita, ospita e racchiude la conversazione di socrate con il personaggio eponimo, l`adorabile fedro, per la cui persuasione e conversione si strugge e disputa l`eros della filosofia." (dall`introduzione di susanna mati)

un vecchio lupo rifiutato dal branco si aggira affamato nel bosco, si avvicina a case e fattorie e compie razzie di bestiame. gli uomini lo temono, lo odiano, ma non riescono a catturarlo. allora chiedono aiuto a un frate, che si dice abbia il dono di capire la lingua degli animali. francesco promette di parlare al lupo e si avventura con un gruppo di fratelli alla sua ricerca. ma quando cala la notte e si ode l`ululato del lupo, i frati fuggono intimoriti, lasciando francesco da solo. anche lui ha paura, ma ha fatto una promessa agli uomini e continua a camminare nel fitto del bosco, a piedi nudi nella neve. il lupo e` sulle sue tracce, cacciatore di una preda sempre piu` vicina. quando francesco si ferma spossato e si addormenta su un letto di sassi, il lupo si avvicina, lo annusa e sente un odore nuovissimo, diverso da quello di tutti gli altri uomini, un odore magico. quale? e una sorpresa. dalla massima esperta italiana di san francesco, una lettura originale e poetica di un episodio della vita del santo, accompagnata da immagini all`acquerello. i bambini apprezzeranno le avventure, gli adulti leggeranno una fiaba semplice e toccante.

"come mai filippini ha scritto cosi` pochi racconti, essendogli la vocazione a narrare altrettanto naturale della vocazione a filosofare?" si chiedeva alfredo giuliani recensendo nel 1991 la pubblicazione postuma dell`ultimo viaggio, il racconto che viene qui finalmente riproposto in una nuova edizione interamente rivista. una domanda che si sono fatti in molti, a cominciare da quello straordinario racconto d`esordio che fu settembre, uscito nel `62 sul "menabo`" di vittorini e calvino. "l`ultimo viaggio", specie se visto alla luce degli altri testi qui raccolti e nati dal fermento avanguardistico degli anni sessanta, segna la tappa estrema di un percorso di ricerca letteraria, filosofica ed esistenziale condotto nel e attraverso il linguaggio: gli alberi, il lago, le montagne sono le immagini ricorrenti di questi racconti, cosi` come la costante presenza di una figura femminile, muta protagonista di una scrittura votata al dialogo con se stessa. in questo volume sono raccolte per la prima volta tutte le opere letterarie pubblicate da enrico filippini. oltre a "l`ultimo viaggio", anche i testi apparsi in rivista negli anni sessanta, ossia i due racconti "settembre" e "in negativo" (quest`ultimo corredato da una sorta di autocommento intitolato "nella coartazione letteraria"), una prosa e due farse teatrali tra cui "giuoco con la scimmia", che resta tra le cose piu` notevoli che il teatro della neoavanguardia italiana abbia mai prodotto.

"uno, nessuno e centomila" (1926) fu definito da pirandello "romanzo testamentario". si tratta infatti del suo ultimo romanzo e segna il culmine della riflessione sulla disgregazione del soggetto iniziata con "il fu mattia pascal" (1904). attraverso la tragedia di vitangelo moscarda - che scopre di essere estraneo a se stesso, "costruito" dagli altri a modo loro, molteplice quante sono le situazioni in cui si trova - pirandello costruisce una delle rappresentazioni piu` efficaci dell`assurdita` dell`uomo moderno, e delinea la sua filosofia. alla base della sua visione del mondo, come mostra il filosofo remo bodei, c`e` la sfiducia che l`uomo possa accrescere la sua coscienza in modo positivo attraverso la messa in luce e il superamento delle contraddizioni.

cosa sta succedendo nel parcheggio sotto la grande quercia al centro della metropoli? e il territorio del mario, parcheggiatore abusivo che esercita la sua professione seguendo un`etica del tutto particolare. il diritto a sostare nelle linee blu va meritato e per ottenere la possibilita` di lasciare ferma la vettura non basta un gratta e sosta, e` necessario superare una prova. oggi pero` oltre al traffico d`auto di tutti i giorni c`e` anche una concentrazione umana insolita. la giovane olga dalle grandi forme, sarta alla scala, il bancario cialtrone, che tiene per il guinzaglio la vita di molti, la bellezza ordinaria, sempre a dieta anche cerebralmente, e il proprietario del suv, alto un metro e cinquantacinque e accompagnato da un alano-nano. un poliziotto li sta interrogando, ma a qualcuno le regole vanno strette, nella vita come sulla strada... una storia potente e originale, accompagnata dall`adattamento in forma di audiodramma a opera di sergio ferrentino, al cuore di uno spettacolo teatrale di grande successo. perche` le grandi storie sanno vivere piu` di una vita.

pochi romanzi italiani del novecento sono entrati cosi` profondamente nel cuore dei lettori come "il giardino dei finzi-contini", un libro che e` riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d`infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei finzi-contini, alberto e mico`l, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. ma le leggi razziali, che calano sull`italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell`eta`, sempre piu` frequenti. teatro di questi incontri, spesso e volentieri, e` il vasto, magnifico giardino di casa finzi-contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre piu` coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per mico`l. ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia finzi-contini.

il giornalista polacco ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall`infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in india e poi in cina, senza conoscere niente di quei paesi. ci rivela le difficolta` incontrate e, di fronte a queste difficolta`, il suo punto di riferimento, il testo da leggere e rileggere e` sempre stato erodoto. per kapuscinski erodoto e` stato non tanto uno storico, quanto il primo vero reporter della storia: il suo bisogno di viaggiare, di toccare con mano, di raccogliere dati, paragonarli ed esporli, con tutte le necessarie riserve che e` giusto nutrire riguardo alle storie riferite da altri, fa di erodoto un giornalista a pieno titolo.

"un eroe, malausse`ne, che come lavoro fa il "capro espiatorio". una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "zia" femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla "actuel", una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull`orrore nascosto nel tempio del benessere, un grande magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un babbo natale assassino aspetta la prossima vittima. un`altalena tra divertimento e suspence, tra una parigi da misteri di sue e una parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti. degli orchi si puo` ridere o si puo` tremare. uno scrittore d`invenzione, un talento fuori delle scuole come pennac, non ha certo paura di affrontarli con l`arma che lui stesso cosi` definisce nel libro: `l`umorismo, irriducibile espressione dell`etica`." (stefano benni)

e capodanno e napoli carica le batterie per la pirotecnica finale. in una stanza giocano a tombola in due, fratello e sorella, ma apparecchiano per quattro. e le presenze arrivano, da un oltremare del tempo.


in una innominata cittadina dell`irlanda contemporanea un ragazzo salta in aria nel giardino di casa. la versione ufficiale e` che "stava fabbricando un razzo", il sospetto e` che fosse un bombarolo legato all`ira. la madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico in stato di choc. la famiglia fa quadrato intorno all`amour fou di questa madre per il figlio compianto. la figlia olivia decide di sacrificare gli anni dell`adolescenza, e solo quando vede la situazione migliorare, col ritorno della madre a un`apparente normalita`, lascia l`irlanda per l`inghilterra per fare l`attrice. fara` ritorno sull`isola per assistere alla morte del padre e aiutare la madre in quella circostanza. poco a poco, tutte le ferite aperte dalla morte violenta del ragazzo sembrano rimarginarsi. "la verita` sull`amore" e` il sesto romanzo di josephine hart, il suo romanzo piu` ambizioso, che segna il suo grande ritorno in irlanda. se "il danno" mostrava come un uomo apparentemente stabile ed equilibrato poteva essere letteralmente distrutto da una romantica ossessione, qui si procede in senso contrario, per mostrare come il cuore si puo` rimettere insieme dopo essere stato spezzato. un romanzo psicologico sul dolore e sull`elusivita` della consolazione: sul cuore, le sue ragioni, le sue regole segrete.


pepe carvalho e` sempre il migliore. anche quando viene chiamato a madrid, citta` dove il nostro detective non riesce mai a dormire, a sciogliere l`enigma del decesso di arturo araquistain, trovato morto con un mazzetto di viole nella patta aperta. un delitto a sfondo sessuale? ma tutto questo avviene a prado del rey, gli studi storici della televisione spagnola, e molti suppongono che si tratti di una vendetta nella guerra per le ambite poltrone del nuovo potere. carvalho scoprira` ben di piu`: politici socialisti, giovani bande musicali, emarginati, scrittori falliti o maltrattati e una ragazza di rara e prepotente bellezza mostrata nuda fin troppe volte sul piccolo schermo daranno colore e verita` a un racconto di rara perfezione. e poi: una colombiana assassinata nell`"up and down", il club dei nuovi arricchiti barcellonesi, pieno di snob e di cafoni; un sociologo sessuale che ingaggia carvalho per chiarire la morte di una cubista che trasgredisce le leggi della morale comune e soprattutto quelle della propria famiglia, ricca e bempensante. e, per finire, una storia amara come poche, di amore e disamore, con sette cadaveri, una ragazza in vendita che tenta di redimersi con lo studio, due vecchi, un principe sordido, un cane color cannella. nessuno si redime, nessuno si salva, e carvalho cena con sempre maggior disincanto insieme al vecchio amico fuster, lassu` a vallvidrera.

la produzione teatrale di jose` saramago e` animata dallo stesso intreccio di poesia, lucidita` e potenza che ha reso inconfondibile il suo profilo di narratore. il gioco continuo di due piani temporali, quello della storia e quello dell`invenzione, crea un`infrastruttura che permette ai personaggi di spaziare agilmente di secolo in secolo, di paese in paese. e tanti e diversi sono gli ambienti storici che saramago esplora con queste quattro pie`ces. "la notte" segue una redazione di giornale messa in subbuglio, nel portogallo del 1974, da quella rivoluzione dei garofani che fu centrale nella vita stessa dell`autore. "cosa ne faro` di questo libro?" ci fa fare un salto all`indietro di quattro secoli per ritrovarci nel portogallo del cinquecento e seguire le peripezie di luis vaz de cam?es, il piu` grande poeta lusitano, nel tentativo di dare alle stampe il suo capolavoro i lusiadi. "la seconda vita di francesco d`assisi" fa tornare il grande santo fra i vivi (e nel mondo contemporaneo) per mostrarcelo alle prese con grosse incomprensioni con lo stesso ordine da lui fondato. "in nomine dei" vede ancora la religione come protagonista ma si sposta nella munster del xvi secolo, dove protestanti e cattolici lavano nel sangue degli auto da fe` le loro divergenze dottrinali.

la voce narrante e` un pittore che conosciamo solo per la sua iniziale, h. (cosi` come l`antagonista, s., e la donna amata, m.), privo di qualsiasi talento, un ritrattista ufficiale che entra in crisi comprendendo finalmente che la sua non e` affatto "arte" ma una forma di schiavitu` al potere. da quel momento sara` la scrittura - e quindi la calligrafia - a dover trasmettere quanto fino ad allora passava attraverso la pittura. nella migrazione da una forma d`arte all`altra, dalla pittura alla calligrafia, dalle immagini alla rappresentazione verbale, si snoda la storia della crisi di un uomo e di un paese, un percorso che simbolicamente si conclude il giorno della definitiva caduta del regime fascista portoghese. un`autobiografia, un romanzo di formazione sospeso fra portogallo e l`amatissima italia, un percorso di rinascita di un uomo, di un artista e di una nazione.

alla sua morte, gli effetti personali di marilyn monroe (vestiti, quadri, ogni sorta di documento scritto) andarono a lee strasberg, suo mai dimenticato maestro. molto piu` tardi la vedova strasberg scopri` due scatole di dattiloscritti. stanley buchthal, amico di famiglia, interrogato sul da farsi, si rimise ai suggerimenti professionali di bernard comment. e allora che nasce questo libro di "frammenti". da quelle scatole comment e buchthal trassero poesie, pagine dattiloscritte, appunti presi su menu e fazzoletti di carta. sono segni di una sensibilita` accesa, sono note di una lettrice acuta, di una persona che, dietro la smagliante icona della donna piu` desiderata del mondo, e perfino dietro l`attrice intelligente, andava cercando le parole per dirsi. scrive antonio tabucchi nella prefazione: "questo libro, con tutti i suoi documenti inediti, rivela la complessita` dell`anima che stava dietro l`immagine. poesie, lettere, diari intimi, note prese a caso, testi che caricano l`immagine di quel volto bellissimo e radioso di un senso per molti insospettato e che invece e` `fuori serie`, in senso contrario a come la immagino` andy warhol, che la fece `seriale`; tutti questi testi emergono da questo libro che riunisce non cio` che marilyn sembrava ma cio` che pensava. ora, coniugare le sue apparenze visibili con quello che dietro di esse si nascondeva rende il suo volto e il suo corpo ancora piu` belli, piu` sognabili: sognare quella marilyn che sognava di essere una farfalla".

e una calda sera d`estate a tel aviv. seduto al tavolo degli oratori in veste d`ospite d`onore a un incontro letterario, lo scrittore ascolta e non ascolta i lunghi convenevoli, la barocca presentazione del critico di turno, la voce incerta della lettrice. osserva il pubblico in sala e torna con la mente alle persone che ha visto poco prima in un bar - una cameriera dimessa ma con una provocante trasparenza di biancheria intima, due tizi dall`aria losca, una vecchia signora dalle gambe gonfie, un tipo malmostoso che non sembra affatto d`accordo con quel che sta dicendo l`oratore, un timido e occhialuto adolescente. queste immagini captate, anzi rubate alla realta` diventano quasi simultaneamente delle storie. finita la serata letteraria, lo scrittore prende a vagare per le strade quasi deserte della citta` e in questa specie di solitudine da vita ai suoi nuovi personaggi. anzi, entra nelle loro vite, le invade e le trasforma. accompagnato dai versi di un poeta ch`egli immagina al suo fianco, lo scrittore costruisce un affresco di vita e di morte pieno di sorprese.

la storia di hamas va oltre gli stretti confini della striscia di gaza: e` una storia che nasce nei campi profughi dei palestinesi in fuga dal 1948, dai loro figli e i loro nipoti. e una vicenda che parte dai fratelli musulmani ed e` una storia che, per certi versi, nasce dalle ceneri di un`altra guerra combattuta da israele, quella nel libano del 1982: quando l`olp fu indebolita dalla campagna militare di ariel sharon, gli allora ragazzi islamisti si dissero che era ora di "entrare nella resistenza" e uscire dalle moschee dove stavano imparando a essere dei devoti musulmani. cosi` nacque hamas, spinta dai sassi della prima intifada. poi venne il massacro di hebron a opera di un colono radicale e dopo quaranta giorni il primo attentato suicida compiuto da hamas dentro israele. cominciava la tremenda stagione degli attentati, la stagione del terrorismo suicida, che avrebbe scosso per anni le citta` israeliane. chi c`e`, cosa si nasconde dietro le parole, i proclami, gli attentati, i programmi elettorali? chi sono gli uomini e le donne di hamas? perche` hanno scelto di entrare in un movimento che e` rimasto in gran parte clandestino anche quando e` entrato nella stanza dei bottoni dell`autorita` nazionale palestinese? e perche` hamas ha deciso di concorrere per il potere? attraverso le voci, i documenti e le impressioni di una testimone diretta degli ultimi anni di vita di hamas, i capitoli di una storia non detta. oltre le semplificazioni dell`informazione e della politica.

la descrizione della germania scientificamente e industrialmente avanzata del xix secolo introduce, in modo spiritoso e divertente, all`infanzia di einstein, al suo rapporto conflittuale con la scuola, al rifiuto del militarismo imperante, ai suoi legami con giovani studiosi e rivoluzionari fino all`entusiasmo per la fisica e alle prime, originali intuizioni della teoria della relativita`. i continui ma semplici richiami a matematici e filosofi dell`antichita`, dai babilonesi agli etruschi, da galileo a newton, aiutano il lettore a familiarizzare con i complessi rapporti tra spazio, tempo e velocita`, e a comprendere uno dei piu` grandi geni della storia dell`umanita`. "se la relativita` si dimostrera` corretta, i tedeschi mi considereranno tedesco, gli svizzeri diranno che sono cittadino elvetico e i francesi mi definiranno un grande scienziato. se si dimostrera` errata, i francesi diranno che sono svizzero, gli svizzeri che sono tedesco e i tedeschi che sono ebreo." albert einstein

accanto alla rivoluzione francese, tra la fine del settecento e gli inizi dell`ottocento, ha avuto luogo un evento assai meno appariscente ma dagli esiti altrettanto decisivi per la storia dell`uomo: la scoperta dell`elettromagnetismo e le sue prime applicazioni. alcune eccezionali figure di artisti non tardarono a intuire l`importanza di queste nuove energie. lo svizzero fussli, lo spagnolo goya, il francese david, l`italiano canova e infine gli inglesi blake e turner ripudiarono lo spazio prospettico tanto caro all`eta` moderna e collocarono figure guizzanti, o attorte e rattrappite in una sorta di etere informe, molto simile a quello in cui scorrono le onde delle nostre telecomunicazioni.


direttore d`orchestra e regista dialogano sul tema controverso dell`"interpretazione" a partire dal tristano e jsotta, opera capitale di richard wagner e del teatro d`opera moderno. un`occasione unica per spiare il lavoro che cuce insieme parola e musica, recitazione e canto. i lettori - e non solo i melomani di stretta osservanza - sono chiamati a partecipare a un rito eccezionale, che e` per l`appunto quello della costruzione del suono e dello spettacolo di un capolavoro chiave nello sviluppo storico della musica moderna: wagner e il suo tristano (cosi` profondamente ambiguo e ricco di futuro) offrono il destro per una appassionante meditazione sulla "realizzazione" di un`opera. un`occasione unica per svegliare l`intelligenza dell`ascolto e della lettura dell`azione teatrale. mai si e` misurata tanta passione nel condividere le ragioni della creazione di uno spettacolo. uno spettacolo che rimanda ad altri spettacoli e definisce una forma di "fare" teatro d`opera che ha lasciato una traccia profonda nella cultura contemporanea.


tatuaggio e` il primo romanzo poliziesco della serie di pepe carvalho e va considerato una specie di presentazione del curioso detective galiziano, della sua bizzarra filosofia e del suo mondo. pepe viene ingaggiato dal signor ramon per scoprire l`identita` di un cadavere senza volto ripescato in mare a pochi chilometri da barcellona. unico indizio: un inquietante tatuaggio ... "sono nato per rivoluzionare l`inferno".

commentando l`apocalisse di giovanni, con l`intento di chiarire agli spaventati e increduli abitanti degli albori del nostro millennio la natura della fine del mondo, gioacchino ha costruito un`opera di straordinaria forza letteraria, che ingigantisce le metafore e le immagini del testo di giovanni. il libro si popola di una miriade di simboli e figure che sono entrate a far parte del nostro immaginario collettivo. il volume contiene anche una descrizione di tutte le opere di gioacchino, del suo pensiero, delle sue influenze, che costituisce una chiara ed esauriente introduzione a un filosofo del quale si parla sempre piu`.

come sta il mondo? male. malissimo. sballano i governanti. sballano i governati. le mucche, i mari, i climi, tutta la terra sballa. e, a maggior scorno, avanzano globali e fatali, gli apostoli del nuovo. del niu`. new economy, new holidays, new way of life. anche la storia, la vecchia storia dei sussidiari, cambia musica. fra un brivido e una risata, benni commenta, smaschera, anticipa. diabolicamente.

il volume raccoglie tre storie con protagonista pepe carvalho. "le ceneri di laura" prende le mosse dalla morte di una vecchia fiamma di carvalho, che davanti al cadavere della donna si chiede se in qualche modo debba sentirsi responsabile della sua morte. in "quel che poteva essere e non fu" si fa addirittura della teoria: hanno un senso gli amori che uccidono? e morto un vecchio musicista rock: vittima o despota dei sentimenti altrui? "la ragazza che non sapeva dire no" racconta di una donna vittima del cinismo con cui ha condotto la sua vita amorosa e dei suoi stessi desideri.

"leggete le mie semplici fiabe del 1903 e rendetevi conto voi stessi di dove ho fatto il mio apprendistato." cosi`, in un articolo del 1905, strindberg ricorda la prima edizione della sua raccolta di fiabe, sagor, in occasione del centenario della nascita di h.c. andersen. questa raccolta, scritta nel 1903 e presentata qui per la prima volta al pubblico italiano, appartiene alla piena maturita` artistica di strindberg e rappresenta l`unica incursione dell`autore in questo genere. "strindberg riprende il suo gioco segreto di scrittore confessato nel romanzo," come scrive alda castagnoli manghi nella sua introduzione, "e lo fa con tutta la liberta` della fiaba, ma anche con sovrana indipendenza nei riguardi del genere. non dissimula la realta` sotto il velo della fiaba, ma scompone, ricompone, separa e accosta ricordi, sensazioni, sogni e presentimenti `come pezzi di una scatola di costruzioni`. queste fiabe, a distanza di un secolo, conservano in ogni modo la loro efficacia di stile, colpiscono ancora l`immaginazione per la loro ricchezza inventiva e, soprattutto, restano a lungo nella memoria per la suggestione delle immagini visive."

dopo la traduzione fortemente interpretativa di franco fortini, ecco una versione integrale dell`opera poetica, pubblicata postuma, di proust, che mira a restituire la musicalita` del testo e a reintegrare in italiano le assonanze con la ricerca.