
partendo dal problema fondamentale che ne ha determinato tutto lo sviluppo, ovvero la terapia delle nevrosi, cesare l. musatti ricostruisce qui la genesi del pensiero del fondatore della psicoanalisi. passo dopo passo, discute la posizione della psicoanalisi nel complesso della psicologia sperimentale del xx secolo, e ne esamina la dirompente influenza come fatto culturale che ha provocato le piu` diverse prese di posizione intorno al suo significato, su cui il dibattito non si puo` definire concluso ancora oggi. scegliendo tra l`immenso corpus delle opere freudiane, non gia` i trattati sistematici, ma prediligendo di attingere a piene mani tra le opere minori, musatti fa emergere con vivezza la profonda umanita` e lo stile inconfondibile dell`intelligenza di freud. i brani cosi` commentati permettono di mettere a fuoco la genesi della psicoanalisi in modo semplice ed eloquente. brani raccolti e commentati a cura di cesare l. musatti.

con la sua capacita` di rendere accessibile anche la scienza piu` all`avanguardia, charles seife ci spiega in che modo la teoria dell`informazione e` diventata la scienza cruciale dei nostri tempi. nata con la decifrazione del codice enigma nella seconda guerra mondiale e cresciuta con la rivoluzione dei computer, oggi la teoria dell`informazione e` all`avanguardia della fisica teorica. non solo. le leggi dell`informazione stanno incominciando a rivelare le risposte ad alcune delle piu` importanti domande della scienza e stanno dando ai fisici un modo per comprendere i misteri piu` oscuri sui quali l`umanita` abbia mai riflettuto.

viviamo in un mondo imprevedibile, pieno di contraddizioni, e navigare in questa complessita` mentre cerchiamo di prendere le decisioni migliori e` tutt`altro che facile. con "le gioie della scienza", al-khalili ci regala otto brevi lezioni che ci avvicinano alla chiarezza, al potere e alla gioia di pensare e vivere un po` piu` scientificamente. e un libro che infonde fiducia e ci invita a guardare il mondo come lo vedono gli scienziati. la scienza ha servito bene l`umanita` nella sua ricerca della realta`, e alla base del metodo scientifico ci sono principi che possono essere messi in pratica da tutti noi per navigare nella vita quotidiana. discutendo la natura della verita` e dell`incertezza, il ruolo cruciale del dubbio, i pro e i contro della semplificazione, l`importanza di fare attenzione ai pregiudizi e la necessita` di avere sempre un giudizio fondato su prove tangibili, al-khalili mostra come le idee che stanno alla base del metodo scientifico siano estremamente rilevanti per i tempi che stiamo vivendo e essenziali per operare scelte sensate e responsabili.

e se il posto di lavoro fosse costruito su misura per il cervello, come un guanto e` fatto su misura per una mano? come sarebbero le sedi lavorative se la logica del profitto prendesse sul serio la logica della funzione cerebrale? come progetteremmo i flussi di lavoro? come sarebbero gli spazi fisici di lavoro? quale ambiente favorirebbe al meglio la creativita`, la produttivita` e la semplice capacita` di fare le cose? l`obiettivo di john medina e` rispondere a domande del genere. indagheremo il modo in cui l`applicazione delle neuroscienze comportamentali e cognitive puo` migliorare la produttivita`. queste informazioni sono rilevanti sia che lavoriate nella sede della vostra azienda sia nello spazio confortevole di casa che avete adibito a ufficio. scopriremo perche` ci sentiamo cosi` stanchi dopo le riunioni su zoom, vedremo cosa possiamo fare al nostro ufficio, per essere piu` sereni, evitare conflitti ed essere piu` creativi. esamineremo i principi delle neuroscienze cognitive che sono alla base del lavoro di squadra, e scopriremo i modi piu` efficaci per strutturare le nostre presentazioni. scopriremo i vantaggi del lavoro agile (economici per le aziende, e un piu` equilibrato stile di vita per i lavoratori), sapremo riconoscere lo stile di gestione dei nostri capi (se si basa sul prestigio o sulla dominanza) e a disinnescarne i difetti. con il suo usuale stile divertito, ironico e ricco di storie - ma sempre informativo e aggiornato alle ultimissime ricerche nel campo delle neuroscienze - medina ci guida, ancora una volta con efficacia, attraverso dieci semplici regole nell`intricato groviglio della nostra moderna vita lavorativa.il cervello al lavoroe` la migliore divulgazione scientifica messa al servizio di ognuno di noi.

ci sono autori che, da soli, riassumono un`epoca. e altri che, se messi a confronto, la rivelano ancora meglio. pasolini e calvino reagirono in maniera antitetica ai nuovi scenari della tarda modernita`, e le loro opposte soluzioni ci mostrano in azione i dilemmi che ancora ci coinvolgono. qual e` la forza della parola poetica nell`epoca della comunicazione mediatica? l`ironia o la parola diretta?

la fisica e` fatta di pensiero ma anche di esperimenti. i fisici lavorano con carta e penna, e con computer superveloci, ma si sporcano anche le mani inventando strumenti e mettendo continuamente alla prova le intuizioni piu` ardite. fisica teorica e fisica sperimentale si parlano di continuo e nel corso dell`ultimo secolo hanno completamente rivoluzionato quello che credevamo di sapere, ideando e costruendo strumentazioni sempre piu` sofisticate per interrogare l`universo. in "dodici esperimenti che hanno cambiato il mondo", suzie sheehy ci presenta le persone che, attraverso una combinazione di genio, caparbieta` e fortuna, hanno allestito gli esperimenti piu` rivoluzionari degli ultimi cento anni: dalla fortuita scoperta dei raggi x in un laboratorio tedesco alla corsa internazionale per la scissione del nucleo atomico, dalla scoperta dei raggi cosmici, dell`antimateria, del neutrino, del quark e tutte le particelle piu` infinitesimali, fino allo sforzo di portata mondiale che ha dimostrato solo recentemente al cern l`esistenza del bosone di higgs. sheehy - fisica sperimentale con la grande capacita` di coinvolgere e divulgare - ci fa vedere quanto questi esperimenti hanno avuto ricadute che hanno cambiato in modo radicale anche la nostra vita di tutti i giorni. la radio, la televisione, i microchip nei nostri smartphone, la tac e la pet, le microonde, internet, sono tutti risultati derivati dalla ricerca pura di pionieri visionari che hanno messo il loro talento e la loro determinazione al servizio dell`umanita`. la ricerca, e la conoscenza che ne deriva, non avra` mai fine.

l`essere umano e` l`animale che racconta storie. jonathan gottschall ha usato questa fortunata metafora in "l`istinto di narrare", descrivendo magistralmente quell`ecosistema di finzione narrativa nel quale siamo immersi e che caratterizza in maniera cosi` peculiare la nostra specie. le storie creano la struttura delle nostre societa`, fanno vivere a ogni persona migliaia di vite, preparano i bambini alla vita adulta e formano i legami che ci consentono di convivere in pace. ma tutto questo ha un lato oscuro che non possiamo piu` ignorare: le storie potrebbero anche essere la causa della nostra distruzione. con questo libro jonathan gottschall torna sul tema della narrazione con tutto il bagaglio interdisciplinare delle sue conoscenze, attingendo alla psicologia, alla scienza della comunicazione, alle neuroscienze e alla letteratura per raccontarci fino a che punto le storie siano in grado di influenzare il nostro cervello e le nostre vite. e non sempre per il meglio. la narrazione ha agito nel corso della storia come collante delle societa`, certo, ma e` anche la forza principale che disgrega le comunita`: e` il metodo piu` efficace che abbiamo per manipolare il prossimo eludendo il pensiero razionale. dietro i piu` grandi mali della civilta` - il disastro ambientale, la demagogia, il rifiuto irrazionale della scienza, le guerre - c`e` sempre una storia che confonde le menti. le nuove tecnologie amplificano gli effetti delle campagne di disinformazione, e le teorie del complotto e le fake news rendono quasi impossibile distinguere i fatti dalla finzione, per cui la domanda che dobbiamo porci urgentemente e`:

anche i bambini sanno che basta contare i cerchi concentrici di un tronco per conoscere l`eta` di un albero. pochi pero` sanno che l`apposita branca che studia questi anelli, la dendrocronologia, ha dato uno straordinario contributo alla conoscenza del clima sulla terra e delle complesse relazioni uomo-ambiente. la datazione comparata di questi preziosi archivi geo-biologici permette di studiare anche il passato piu` remoto, non solo analizzando quanta anidride carbonica un albero ha immagazzinato - o quali siccita` o perturbazioni antropiche ha attraversato - ma ricostruendo le dinamiche climatiche di zone molto distanti fra loro. valerie trouet, una delle massime esperte internazionali di dendrocronologia, entra nelle pieghe di questa affascinante disciplina a partire dalle sue avventurose ricerche sul campo, dai remoti villaggi della tanzania alla taiga siberiana, sulle tracce di alberi da campionare. attraverso gli esemplari piu` antichi, datati dalla paleodendrocronologia con maggiore precisione del radiocarbonio, l`autrice spiega il declino di grandi civilta` del passato, causato dallo sfruttamento intensivo delle foreste, intercalando storie sul bottino dei pirati, sul violino di stradivari o sul segreto delle vittorie di gengis khan. non restano dubbi: i risultati della dendrocronologia, se opportunamente recepiti da governi e organizzazioni intergovernative, possono contribuire ad affrontare le sempre piu` drammatiche sfide climatiche dell`antropocene. questo libro, dunque, non e` solo un inno alla straordinaria influenza degli alberi, da cui dipende l`intera vita sulla terra, ma anche un accorato appello ad affidarci alla scienza per illuminare i misteri del nostro pianeta e rispettarlo in tutta la sua complessita`.

tra i molti temi che infiammano l`arena pubblica del nostro paese ne manca uno, pesante come un macigno e gravido di conseguenze evidenti sulla nostra vita qui e ora. quando in italia si parla dell`eredita` coloniale dell`europa si punta spesso il dito sull`imperialismo della gran bretagna o su quello della francia, ma si dimentica volentieri di citare il nostro, benche` il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno piu` di lunga durata della nostra storia nazionale. ma e` una storia che non amiamo ricordare. iniziata nel 1882, con l`acquisto della baia di assab, la presenza italiana d`oltremare e` infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l`ultimo ammaina-bandiera a mogadiscio. si e` trattato dunque di un fenomeno che ha interessato il nostro paese per ottant`anni, coinvolgendo il regno d`italia di epoca liberale, il ventennio fascista e un buon tratto della repubblica nel dopoguerra, con chiare ricadute successive, fino a oggi. eppure l`elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente capolino nel discorso pubblico viene regolarmente edulcorato e ricompare subito l`eterno mito autoassolutorio degli italiani

i rapporti diplomatici raramente funzionano senza un esercito invisibile di traduttori e interpreti. pur trascurati, alcuni di essi sono riusciti ad alterare, nel bene o nel male, gli eventi della storia. anna aslanyan - giornalista russo-inglese con molti anni di esperienza nel settore - esplora i retroscena di astuzia e ambizione, eroismo e incompetenza, che hanno avuto come protagonisti i professionisti della traduzione, scoprendo fin dove puo` arrivare un semplice malinteso. hiroshima sarebbe stata bombardata lo stesso se il dispaccio giapponese non fosse stato tradotto in modo ambiguo? la resa delle barzellette di berlusconi ha dato una svolta alle cene del g8? come reagi` l`interprete ebreo di goring durante il processo di norimberga? che ruolo hanno avuto i dragomanni o i dizionari idiomatici nel dichiarare guerre o tessere alleanze? quando una frase galante diventa offensiva? aslanyan prova a dare una risposta ricorrendo a diciotto esempi tratti da varie epoche e culture: dagli intrighi di corte risolti da zelanti interpreti al duello fra nixon e chrus?ev, dalla brexit fino agli

in "tre pietre fanno un muro" c`e` tutto quello che una persona curiosa del mondo antico vorrebbe conoscere. c`e` la prima scoperta di pompei, del 1594, e la lunga storia degli scavi nei secoli successivi; ci sono i pionieri della prima archeologia ottocentesca, l`epopea di troia e micene; c`e` petra, masada, le silenziose guardie di terracotta a difesa di una tomba imperiale cinese, ci sono gli ittiti, i minoici, gli inca e gli aztechi. e poi stonehenge, altamira, roma, olimpia, cnosso, ebla, abu simbel, nimrud, babilonia, palmira, ur, qumran, mesa verde, palenque, machu picchu, le misteriose linee di nazca. quasi cento siti archeologici di tutto il mondo, in un racconto entusiasmante della loro storia, accompagnato dalla voce vivida e appassionata di uno dei piu` importanti archeologi del nostro tempo, che non risparmia aneddoti personali e coinvolgenti resoconti delle ultime tecniche di ricerca e scavo. a quasi settant`anni dalla pubblicazione dell`ormai classico civilta` sepolte di c.w. ceram, eric cline scrive un grande racconto epico: una storia dell`archeologia in grande stile, che racchiude tutte le vicende dell`umanita` antica.

sono qui raccolte tre gemme dell`intera letteratura religiosa orientale. tre testi che rispecchiano fedelmente la concezione della dottrina degli anziani (theravada), ovvero la piu` antica formulazione del pensiero buddhistico. il dhammapada (l`orma della disciplina), sorta di breviario dei buddhisti, un compendioin nuce della dottrina, di cui offre un panorama completo nelle linee essenziali, dal contenuto prevalentemente morale; l`itivuttaka (cosi` e` stato detto), raccolta di sentenze e di massime sapienziali enunciate dal sublime, espresse dapprima in prosa e poi parafrasate in una o piu` strofe; e infine il suttanipata, raccolta di aforismi dal passo narrativo che danno occasione per enunciati didattici. ancora oggi questo canone e` alla base della pratica della dottrina buddhistica, viatico fondamentale per avvicinarsi a una consapevole conoscenza del pensiero orientale.

dopo oltre settant`anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l`idra risolleva la testa, soprattutto su internet, ma non solo. frasi ripetute a mo` di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre piu` facendo largo in italia con tutt`altro obiettivo. e fanno presa. la storiografia ha indagato il fascismo e la figura di mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. il quadro che e` stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi e` quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiu` incapace. l`accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, e` piuttosto solido e i dati non mancano. ma chi la storia non la conosce bene - e magari ha un`agenda politica precisa in mente - ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verita`. e il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a internet; ma e` anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora:




















gli ultimi decenni d secolo scorso sono stati segnati, tra le altre cose, dallo straordinario impoverimento del dibattito filosofico sulla matematica. le cause sono molteplici: le ripercussioni dei teoremi di incompleti di godei, il declino dei grandi sistemi filosofici e il disinteresse per il problema della teoria della conoscenza. in questo libro fre`de`ric patras, ripercorrendo brevemente e con efficacia la storia della matematica a cavallo tra il xix e il xx secolo denuncia lo svilimento del dibattito filosofico della disciplina, parcellizzata in una serie di contributi - alla biologia, all`economia e alla fisica - che ne hanno limitato l`ambizione universale. per tornare a essere centrale come attivita` creatrice e, allo stesso tempo, come garante e organizzatore dei saperi accumulati, il pensiero matematico deve abbandonare i campi specialistici e riguadagnare il suo posto nel storia della conoscenza.

che relazione hanno le concezioni psicoanalitiche con la fede? e come si confronta lo psicoanalista con la religiosita`, estranea spesso al suo orizzonte? tentare di allacciare un discorso tra questi due ambiti non puo` prescindere dal pensiero di freud che, benche` si dichiarasse ateo e avesse un atteggiamento critico verso le religioni, non cesso` mai nel corso della sua vita di occuparsi dei fenomeni religiosi. nel tempo, tuttavia, un forte senso della laicita` di matrice positivistica e la condanna del padre della psicoanalisi nei confronti della religione forse hanno fatto si` che dio sparisse non solo dagli scritti psicoanalitici, ma spesso anche dalla stanza di analisi, col rischio che una sordita` pregiudiziale finisse per dare scarsa accoglienza a un`area importante del mondo interno del paziente, quell`area che s`intreccia con la sofferenza e con i valori della vita e del se`. nella convinzione che la psicoanalisi oggi possa trattare in modo esplorativo e libero da pregiudizi un ambito esperienziale come quello della spiritualita` e del sentimento religioso, paradossalmente a rischio di diventare un`area-tabu` per gli psicoanalisti, il presente lavoro propone una riflessione intorno alle problematiche della fede proprio partendo dalla clinica e dall`ascolto nella stanza di analisi di quello che il paziente ci dice intorno al suo dio.

"la porta stretta". di li` dovra` passare, secondo il vangelo di luca, chi voglia accedere al regno dei cieli. un varco intransitabile, se non si e` disposti a impegnare ogni forza in una lotta pericolosa e dall`esito mai scontato: "molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno". l`immagine evangelica e` perfetta anche per raffigurare un passaggio universale della condizione umana, la fuoriuscita dalla minorita`. dolore, coraggio, decisione, necessita` e conflitto contrassegnano nel pensiero occidentale l`impresa di diventare maggiorenni. tuttavia, una volta intrapreso, il processo di emancipazione non si esaurira` nella compiutezza di uno stato finalmente raggiunto. adulti si ridiventa sempre di nuovo. di questo carattere processuale, agonistico e decisorio umberto curi rintraccia le massime espressioni filosofiche, religiose e letterarie - da platone a dostoevskij, dalla bibbia a shakespeare - e le lascia libere di testimoniare cio` che rimaneva inascoltato nelle loro esegesi abituali. cosi` il congedo dalla sudditanza, oltre che nell`appello di kant all`indocilita` ragionata poi irrisa da hegel, si vedra` declinato in posture "filiali" antitetiche, combattenti o inermi: nel parricidio consumato dell`edipo re sofocleo, in quello metaforico del sofista platonico o in quello depotenziato di amleto, ma anche, sorprendentemente, nell`obbedienza di abramo, che sta eretto di fronte al signore, o del cristo, che si lascia abitare dalla volonta` del padre...

sono qui raccolte quattro conferenze, elaborate, tenute da albert einstein nel maggio 1921 presso l`universita` di princeton. in esse il premio nobel per la fisica ha voluto esporre i concetti fondamentali e i procedimenti matematici della teoria della relativita`. limitando la trattazione alle parti essenziali, einstein mette in risalto il nocciolo della teoria in tutto il suo sviluppo concettuale, in modo da costituire la migliore introduzione per tutti coloro che intendano approfondirne la comprensione dalla sue vive parole.

in questo settimo volume scopriamo la nascita delle grandi industrie automobilistiche e aeronautiche, l`esordio dell`esplorazione spaziale, l`invenzione dei primi calcolatori, la fotografia e il cinema; le nuove tecniche di stampa e il trionfo della medicina moderna. cosi` si conclude la narrazione che dai tempi primitivi ci ha portato alle soglie della contemporaneita`. l`aspetto senza dubbio piu` stupefacente della storia della tecnologia e`, come scrive gian arturo ferrari nella presentazione alla presente edizione, la sua felice longevita`. pubblicata in italia a partire dal 1961, la storia della tecnologia ha attraversato indenne mezzo secolo e rimane un punto fermo nel panorama della divulgazione scientifica grazie alla vastita`, la completezza e il rigore assoluto con cui e` stata condotta. l`idea di base che ha animato i quattro curatori, tra i piu` capaci storici della scienza della loro generazione, era di leggere la storia dell`umanita` attraverso la tecnologia: e` cosi` che due millenni di invenzioni ed evoluzioni tecniche ci sono raccontati in brevi saggi in cui serieta`, profondita` d`argomentazione e chiarezza espositiva brillano tanto da rendere la lettura fruttuosa e piacevole. piano dell`opera: 1. dai tempi primitivi alla caduta degli antichi imperi 2. le civilta` mediterranee e il medioevo 3. il rinascimento e l`incontro di scienza e tecnica 4. la rivoluzione industriale 5. l`eta` dell`acciaio 6. il ventesimo secolo. l`energia e le risorse 7. il ventesimo secolo. le comunicazioni e l`industria scientifica.

in questo settimo volume scopriamo la nascita delle grandi industrie automobilistiche e aeronautiche, l`esordio dell`esplorazione spaziale, l`invenzione dei primi calcolatori, la fotografia e il cinema; le nuove tecniche di stampa e il trionfo della medicina moderna. cosi` si conclude la narrazione che dai tempi primitivi ci ha portato alle soglie della contemporaneita`. l`aspetto senza dubbio piu` stupefacente della "storia della tecnologia" e`, come scrive gian arturo ferrari nella presentazione alla presente edizione, la sua felice longevita`. pubblicata in italia a partire dal 1961, la "storia della tecnologia" ha attraversato indenne mezzo secolo e rimane un punto fermo nel panorama della divulgazione scientifica grazie alla vastita`, la completezza e il rigore assoluto con cui e` stata condotta. l`idea di base che ha animato i quattro curatori era di leggere la storia dell`umanita` attraverso la tecnologia: e` cosi` che due millenni di invenzioni ed evoluzioni tecniche ci sono raccontati in brevi saggi in cui serieta`, profondita` d`argomentazione e chiarezza espositiva brillano tanto da rendere la lettura fruttuosa e piacevole.

jung lavoro` al "libro rosso"- incomparabile verbale dei sogni e delle visioni che popolarono il suo "viaggio di esplorazione verso l`altro polo del mondo" dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima eta` lo defini` una sorta di presagio numinoso, l`opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attivita` scientifica. il "libro rosso" e`, in effetti, il libro segreto di jung. segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, popolato di immagini interiori che provengono da un aldila` mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l`inconscio e` possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. quella che jung chiamera` piu` tardi "immaginazione attiva", e` appunto lo strumento inedito di cui egli si servi` per suscitare i contenuti archetipici della psiche. con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali il "libro rosso" si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. la sua pubblicazione, a distanza di quasi cinquant`anni dalla morte di jung, ha segnato un punto di svolta negli studi sulla psicologia analitica. la presente edizione riproduce integralmente il testo, senza le tavole dipinte con cui jung illustro` la sua "discesa agli inferi".

il ramo d`oro - per invito della sibilla, prima di accingersi al viaggio nel regno dei morti, enea colse il ramo d`oro. secondo gli antichi, a questa leggenda era collegata la strana usanza per cui solo chi fosse riuscito a strappare un ramo dall`albero che cresceva nel recinto del santuario di diana a nemi, uccidendo il sacerdote che vigilava su quei luoghi, poteva succedergli come "re del bosco". colpito da quello che sembrava essere un barbaro costume sopravvissuto fino ai tempi imperiali, frazer si lancio` in una ricerca sui motivi universali che potevano averlo ispirato, confrontando miti e riti di ogni tempo e luogo. l`edizione che qui si ripropone fu stabilita dallo stesso frazer, il quale seppe mantenere la straordinaria ricchezza dell`edizione maggiore, rendendone piu` accessibile l`impianto ed esaltandone i pregi letterari.

frutto di una ricerca sul terreno condotta nelle isole trobriand, nella papua nuova guinea, e pubblicato nel 1922, questo libro segno da subito un punto di svolta negli studi etnografici. al centro dell?indagine di malinowski e il sistema di scambi circolari, denomina tokula ring, che si svolgeva, e ancora si svolge, in una ristretta comunita insulare allo scopo di stabilire rapporti di partenariato tra individui appartenenti a societa diverse. rivoluzionario nei metodi, facendo largo ricorso a fotografie, per la prima volta uno studioso pone il suo sguardo in modo partecipante per comprendere, nell?interezza delle loro relazioni quotidiane, la visione del mondo delle comunita osservate. i suoi insegnamenti allargheranno gli orizzonti e solleciteranno le riflessioni di generazioni di studiosi, da marcel mauss fino agli attuali teorici del dono.

pubblicato in inglese alla vigilia della seconda guerra mondiale e subito proposto in traduzione, "l`evoluzione della fisica" dovette aspettare la fine del conflitto per vedere la sua pubblicazione in italia. da allora (1948) questo testo non ha piu` smesso di rappresentare un punto di riferimento obbligato per il concetto stesso di divulgazione scientifica e per la fisica in particolare. scritto dai protagonisti assoluti della rivoluzione della fisica relativistica e quantistica, ma destinato a un pubblico di non specialisti, il libro e` il testo fondativo della moderna divulgazione delle idee, la pietra di paragone di ogni altro libro di fisica, che permette di intuire la straordinaria importanza e il valore rivoluzionario della svolta della fisica del novecento.


rielaborato e meditato per quasi vent`anni nella quiete della campagna inglese, alla sua pubblicazione, nel 1859, questo capolavoro della letteratura moderna ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere il mondo, segnando da allora un "prima" e un "dopo". la teoria della selezione naturale, proposta in queste pagine, e` alla base della moderna biologia evoluzionistica, ma da molti decenni ormai e` entrata a far parte del nostro bagaglio culturale piu` ampio, ben al di la` del suo merito scientifico. e, come per tutti i classici, la sua attualita` non tramonta e continua a stupire. prefazione di luca e francesco cavalli sforza. introduzione di giuseppe montalenti.

dopo i saggi generali sulla psicoanalisi il secondo grande indirizzo di pensiero di sigmund freud e` stato rivolto alle ricerche antropologiche e sociologiche, la cui prima fioritura sono proprio gli studi poi confluiti nell`importante affresco di "totem e tabu` (1912-13)", fino alle successive analisi dell`

autore di studi sull`arte e la cultura artistica del rinascimento e del barocco, rudolf wittkower (1901-1971) condivide con i nomi piu` celebri della sua generazione - erwin panofsky, ernst gombrich, nikolaus pevsner - lo status di vero e proprio classico della storia dell`arte. diretto erede dei padri fondatori della kunstwissenschaft tedesca, wittkower si afferma in ambito anglosassone (dapprima al warburg institute di londra, piu` tardi alla columbia university), operando al crocevia tra alcune delle principali tendenze della ricerca e del pensiero del xx secolo. in questo agile profilo introduttivo, unico nel suo genere, alina payne si dedica a una decifrazione chirurgica di quel percorso, portando alla luce le stratificazioni complesse di un`opera che possiamo ormai leggere al secondo grado. a partire dal testo piu` celebre e influente di wittkower, principi architettonici nell`eta` dell`umanesimo (1949), vengono qui messe in risalto le molteplici radici e le diverse ispirazioni di una sintesi che influenza ancora oggi il nostro sguardo: dalla storiografia architettonica tedesca tra ottocento e novecento all`estetica essenziale del "modem movement", dalla linea warburg-cassirer alle prese di posizione di siegfried giedion e le corbusier. una lettura che ci aiuta a confrontarci criticamente con l`eredita` di un maestro della storia dell`arte e a orientarci nelle sfide e nel gusto del nostro tempo.

ricondurre alla ragione il caos del mondo, con tutto cio` che implica un`operazione cosi` ambiziosa: ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, dissipare le zone d`ombra, identificare l`indistinto, bandire l`ambiguo. tra i princi`pi portanti della modernita`, questa e` l`idea-architrave, che per secoli ha ispirato pensieri e azioni di interi popoli. conteneva un progetto di costruzione sociale e una promessa di felicita`. il primo ha lasciato dietro di se` delle macerie, la seconda non e` mai stata adempiuta. in un saggio che ha la dirompenza degli eventi intellettuali pronti a fare da segnavia, zygmunt bauman mette a tema il fallimento di un`epoca della storia umana, misurandolo sulla insostenibilita` della pretesa iniziale. e l`ambivalenza, infatti, e non l`univocita`, la condizione normale in cui ci tocca vivere. noi esseri finiti ci condanniamo alla perenne inadeguatezza se ammettiamo soltanto l`alternativa rigida tra l`ordine e l`informe, tra le entita` (cose, persone, collettivita`, situazioni, categorie della mente) che il linguaggio riesce a nominare in modo trasparente e l`imprevedibile, l`indecidibile, l`indeterminato, l`incontrollabile, di cui avvertiamo la presenza minacciosa. in una simile inadeguatezza - e nell`autoinganno di un`identita` certa - fini` intrappolata, ad esempio, gran parte dell`intellighenzia ebraica di lingua tedesca, quando tra otto e novecento tento` diverse strategie di assimilazione alle e`lite dominanti.

secondo una tradizione giornalistico-letteraria e storiografica, il 25 luglio 1943 gli italiani si sarebbero adattati con prontezza e disinvoltura al nuovo clima politico antifascista. che fosse utilizzata per stigmatizzare l`eterno opportunismo italico o come prova della tenace avversione covata dalla societa` nei confronti della dittatura, quella narrazione ha avvalorato l`idea del completo fallimento dell`esperimento totalitario fascista. indagando nelle pieghe piu` riposte della coscienza collettiva nazionale dell`immediato dopoguerra, l`autore porta alla luce la percezione affatto diversa che della dittatura e dei suoi lasciti ebbero i contemporanei, punto di partenza per ricostruire il rapporto intrattenuto dagli italiani con l`esperienza e la memoria del fascismo e per valutare l`impatto del progetto totalitario del regime e i suoi effetti di lungo periodo sulla societa` italiana. l`attenzione viene focalizzata sulla gioventu` intellettuale che piu` di altri settori della popolazione era stata esposta all`azione di pedagogia totalitaria del fascismo, per rilevare i condizionamenti di quella formazione originaria, le linee di continuita` e le fratture nel percorso di transizione al postfascismo. ripercorrendo il "lungo viaggio" compiuto dai giovani intellettuali per liberarsi dalle suggestioni e dai miti del fascismo, il volume contribuisce alla conoscenza della riconversione alla democrazia di una parte della classe dirigente nazionale formata per servire lo "stato nuovo" fascista.

la "perdita" e` un tema da un lato troppo presente, dall`altro ancora lontano: idea assillante ma sospesa sul vuoto dell`esperienza che avrebbe potuto sostanziarlo di pensieri e sentimenti reali. forse la condizione "giusta", ne` troppo dolorosa ne` troppo distaccata, per pensare la morte propria e delle persone che abbiamo amato, non si da mai. la morte, come coscienza che siamo destinati a scomparire "a uno a uno", come dicono rossanda e fraire, e` il "grado zero" della rappresentazione, l`"impensabile". tra tutte le opposizioni "incomponibili" che danno un`impronta "tragica" alla vita, la piu` resistente ai nostri sforzi di pacificazione e` sicuramente quella di un io costretto a riconoscersi straniero nel proprio corpo, parte del ciclo biologico e, al medesimo tempo, di una "natura" speciale, irriducibile alla materia di cui sono fatti gli altri viventi.

immaginiamo di dover rappresentare, una accanto all`altra, due ruote: una in moto attorno al suo asse e l`altra ferma. se vogliamo mettere un osservatore in condizione di riconoscere quella in moto, dobbiamo far ricorso a una serie di artifici grafici, pittorici, plastici, atti a trasmettere l`informazione desiderata. questo saggio si propone di delineare la storia di questi artifi`ci comunicativi, e soprattutto di rintracciare, in ogni nuovo modello di rappresentazione del movimento, le costanti "mitiche" e i presupposti filosofici che nelle diverse epoche e nelle varie culture hanno costituito per dir cosi` il fondo geologico delle immagini. dai graffiti paleolitici ai capolavori greci, da piero della francesca a raffaello e bernini, dall`impressionismo di monet all`action painting di jackson pollock: le opere d`arte sono qui intese come rappresentazioni indipendenti dal progresso scientifico e tecnologico e tuttavia a esso legate da infinite corrispondenze culturali e percettive, sicche` l`arte finisce con il seguire le scienze e talvolta, sorprendentemente, si trova ad anticiparle.

una storia dell`altra europa: quella degli scandinavi e degli abitanti dei mari ghiacciati del nord, dei germani e degli slavi delle foreste del centro, delle genti che vivevano, a oriente, nelle immense distese fino agli urali. quei popoli, chiamati genericamente e con disprezzo "barbari", lontani dalla grecia, da roma e dalla chiesa cristiana. una nuova interpretazione delle origini dell`europa, attraverso la ricostruzione di quel mondo ancora poco conosciuto. quel mondo fa parte a tutti gli effetti delle radici dell`europa odierna. l`autore mette assieme fonti e testimonianze di popoli diversi e scritte in tempi diversi (qualora le accomuni una situazione antropologica simile). ne risulta un quadro di societa` tradizionali, nelle quali il singolo era trattato come un elemento del gruppo, non venivano distinti il sacro e il profano, e le istituzioni del culto pagano erano strettamente legate alle istituzioni politiche della comunita` tribale. il cristianesimo fu l`inizio della fine del mondo dei barbari, ma quel mondo non scomparve senza tracce. la sua eredita`, oggi in differenti gradi in diversi paesi, rimane un importante indicatore dell`eterogeneita` delle culture europee.

non c`e solo l`assalto per il controllo del petrolio da parte di chi e piu` forte, la ricerca di succedanei energetici a sostegno dello sviluppo, la denuncia per la salute della biosfera violata; a queste osservazioni e a queste domande deve corrispondere o contrapporsi un pensiero globale. si deve partire da lontano, toccare il fondo oscuro e tornare a vedere le cose dall`alto. questo saggio non propone dei palliativi immediati ma un modo di pensare.

una sentenza di hegel assegnava alla filosofia il compito di comprendere il proprio tempo con il pensiero. secondo marramao questa responsabilita`, caratteristica dell`epoca moderna, non e` demandabile oggi ad altri saperi, e tanto meno cedibile a chi si proclama depositario delle risorse di senso. ma il precetto hegeliano va rideclinato al di fuori di statuti privilegiati e logiche di supremazia: se responsabilita` significa "rispondere a" piuttosto che "rispondere di", allora lasciarsi interpellare dal presente comporta intensificare il tenore dialogico della riflessione e dislocarsi come interrogante. marramao guarda ai transiti accidentati e ai fraintendimenti della mondializzazione, alle sue rigidita` identitarie e alle sue patologie temporali, alle sue false alternative e alle sue polarita` immobili. al contempo irrinunciabili e inadeguate, le categorie universalistiche del diritto e dell`humanitas riacquistano forza solo quando sono messe in tensione con le esperienze emozionali del valore e le retoriche all`opera nel racconto di se`, cui va restituito uno statuto concettuale. dalla singolarita` con quanto ha di irriducibile, e non dall`identita` nelle sue diverse configurazioni comunitarie, statuali, etniche o linguistiche, occorre partire per delineare una sfera pubblica globale che si riconosca nell`unico universalismo non omologante, quello della differenza.

le donne menzionate nella storia della scienza, interamente scritta da uomini, si contano sulle dita di due mani. nel tentativo di far emergere la componente femminile della scienza, nicolas witkowski ha incontrato non poche difficolta`: "per scrivere questo libro ho dovuto procedere a indagini delicate, rimbalzando da una biografia tronca a una nota criptata, e soprattutto rimuovere dai ritratti che sono riuscito a riportare alla luce la polvere di sufficienza maschile che i secoli vi avevano deposto". dalla donna di cro-magnon a dian fossey, passando per emile du chatelet e ada lovelace, le eroine qui descritte rappresentano l`ignota onnipresenza delle donne nel cuore della scienza, a dispetto del mito sessista che le vuole geneticamente incapaci di rigore logico e di astrazione. senza essere un pamphlet femminista, ma nemmeno una paternalistica valutazione sull`apporto scientifico delle donne, questa galleria di ritratti invita alla scoperta della meta` femminile della scienza.

l`idea del teletrasporto e familiare per chiunque abbia visto anche una sola puntata di star trek, in cui il capitano kirk scompare per poi ricomparire un istante dopo da qualche altra parte. non piu` miraggio fantascientifico, oggi il teletrasporto e` diventato realta`. per ora e` possibile trasportare soltanto particelle subatomiche, ma e` solo questione di tempo prima che atomi, molecole, e magari essere viventi, possano fare il grande salto. david darling ripercorre la storia di questa eccitante avventura, analizzando in dettaglio le incredibili possibilita` che forse avremo a disposizione nei prossimi decenni. darling racconta i principali esperimenti e scoperte che hanno fatto progredire la scienza del teletrasporto, concentrandosi in particolare su due grandi linee di ricerca, la crittografia quantistica e i computer quantistici, che con il teletrasporto hanno in comune il fenomeno piu` strano e piu` misterioso di tutti: "l`entanglement". darling prevede che in futuro sara` almeno possibile teletrasportare oggetti inanimati, e affronta le questioni filosofiche, religiose e sociali che nascerebbero in caso di successo del teletrasporto umano, riflettendo sull`esistenza dell`anima e sul significato degli esseri umani. vorreste essere disgregati atomo per atomo sapendo che sarete rimaterializzati da un`altra parte come copia di voi stessi?

gli scritti raccolti in questo volume appartengono a diverse fasi storiche dell`elaborazione teoretica e scientifica del grande genio russo. riproposti nella loro successione cronologica, scandiscono alcune delle tappe fondamentali del suo percorso di ricerca: dalla conclusione degli studi matematici all`universita` di mosca (1904), intrisi ancora delle inebrianti scoperte e potenzialita` delle teorie di georg f. cantor, all`ardito e maturo progetto di "antropodicea" incentrato sull`incarnazione della forma, fino agli appunti sulla fisica al servizio della matematica, trascritti poco prima dell`arresto. questi saggi mostrano in maniera assai eloquente come l`attenzione di florenskij per le problematiche scientifiche non si sia mai interrotta nel corso degli anni, ma al contrario sia rimasta una costante, congiungendosi in maniera sempre piu` intensa e originale con le diverse forme della conoscenza e del pensiero.

in occidente l`immagine del bivio, della decisione come fardello, taglio radicale e "cursus" irreversibile, fissa da sempre lo stereotipo dell`identita` maschile: scelta del dovere di contro al piacere e alla "mollezza", appannaggio femminile, e scelta tra virilita` di sacrificio, "a fortiori " eterosessuale, ed emozionalita` omosessuale. la costruzione degli stili di vita antiedonistici che definiscono il maschile e` avvenuta attraverso regimi discorsivi di dominazione simbolica che naturalizzano un dato tutto culturale. il linguista berrettoni fa un lungo passo indietro e riflette sul carattere di enigmaticita` di questo dato, che in origine presentava anche valenze congiuntive, non solo disgiuntive: il pensiero greco era infatti capace di figurarsi le relazioni amorose indipendentemente dalla polarita` tra maschile e femminile. lo testimoniano i miti dell`indistinzione - adone dall`ambivalenza seduttiva, eracle guerriero, eroe della scelta che accoglie pero` in se` il disordine del nomadismo e della melanconia - e alcune "catastrofi" che quell`indistinzione hanno cancellato, prima fra tutte la rivoluzione "apatica" prodotta dalla scrittura alfabetica, che ha normalizzato l`eccedenza somatica, il lusso sensibile dell`oralita` e ha irrigidito l`immaginario oppositivo del maschile/femminile, respingendo nell`ombra della colpevolezza il suo terzo escluso, l`omosessuale.

l`idea era: andare in vietnam a trovare reperti della guerra americana vista dai vietnamiti. la sorpresa e` stata: ai nipoti dei vietcong della guerra eroica, della resistenza, non importa piu` nulla. nella primavera del 2006 gianluigi ricuperati e amedeo martegani hanno passato alcune settimane in vietnam con un`idea fissa in testa - cercare di rintracciare e dare voce ai frammenti abbandonati sul campo dalla "grande guerra" che quarant`anni prima aveva sconvolto quella regione e le zone circostanti, imprimendosi in modo indelebile nel tempio delle ossessioni e delle passioni occidentali: fino agli anni novanta sono stati pubblicati sul conflitto vietnamita piu` di sedicimila volumi, soltanto negli stati uniti. ma il viaggio nella memoria di una guerra che - caso unico o quasi nella storia - e` stata raccontata dalla fazione che l`ha perduta, che ne e` uscita sconfitta, ha rivelato che i vietnamiti, semplicemente, non ne vogliono sapere. hanno gettato via tutto. la memoria e` vuota. questo libro e` composto di immagini trovate e non soltanto trovate, in cui il piano delle parole e il piano della visione si intersecano alternandosi l`uno con l`altro in sequenze separate che dialogano, s`interrogano, si uniscono e si separano.

questo libro, curato da pauli poco prima della morte, raccoglie un insieme di saggi che ben testimoniano la consapevolezza, che egli sempre ebbe vivissima, del significato piu` generale di ogni ricerca scientifica, valida non solo per il risultato singolo ma per il contributo piu` ampio al sapere. i saggi, percorsi dal tema comune del valore e dei limiti della conoscenza umana, possono essere distinti in due categorie: la prima puntualizza i personali apporti dell`autore e di altri grandi fisici alla scienza contemporanea; la seconda e` dedicata a riflessioni sul potere del pensiero e alla validita` di alcuni concetti fondamentali della teoria dell`evoluzione biologica e della psicologia dell`inconscio. lo stile asciutto e rigoroso e` animato dal ricordo personale di uomini ed episodi che fanno oggi parte della leggenda della fisica e, piu` in generale, della conoscenza umana.

un`ampia raccolta di scritti in parte inediti, in parte di difficile reperibilita`, che getta luce su una figura di architetto fortemente atipica, se non unica nell`italia del novecento, capace di dialogare con letterati e storici dell`arte, di accedere alla narrazione, di occuparsi di cinema e di urbanistica, di fotografia e di ambientazione, variando registri e generi: testi d`invenzione, affondi polemici, riflessioni estetiche, notazioni antropologiche sottraggono la scrittura di carlo mollino ai canoni specialistici della professione, appaiono strategie di distacco, piu` che marche di appartenenza. lo stesso lavoro progettuale e il rapporto tra poetica e opera sono sovvertiti da questa singolare rivisitazione intellettuale del fare architettonico, che spezza l`autoreferenzialita` e spinge fuori da correnti senza rinunciare all`implicito di suggestioni comuni, radicalizza ambiguita` e contraddizioni della tecnica all`insegna della meraviglia e dello spaesamento, non smette di perfezionare un`ermeneutica della citta` industriale proprio attraverso un punto di osservazione che non concede nulla alle filosofie costruttive piu` invalse nel dopoguerra. "per me - afferma mollino si tratta sempre di affrontare il problema del costruire senza preoccuparmi se entro o meno nei canoni dell`architettura del nostro tempo o di tutti i tempi, cioe` non penso "architettura". la mia cultura nasce ogni volta".

la vendetta chiede di uccidere colui che uccide. e chi uccide colui che uccide? anspach invita qui a un viaggio di scoperta dei meccanismi e delle implicazioni della reciprocita`, che porta il lettore ad aggirarsi, tra circoli viziosi e circoli virtuosi, nei territori limitrofi dell`antropologia, dell`economia, della sociologia e della psicologia. dallo scambio violento e distruttivo della vendetta a quello pacifico e costruttivo del dono, dallo scambio di prestazioni all`interno della coppia fino alle transazioni dell`economia di mercato, il circolo delle interazioni tra individui trova una garanzia di unita` e armonia a un livello superiore, in un "terzo" trascendente: gli dei e gli spiriti magici, la relazione di coppia, lo stato e oggi il mercato, in quanto presunta forza "autoregolata". ma tale garanzia non deve diventare un vincolo costrittivo: se non vogliamo rimanere intrappolati in circoli viziosi, dobbiamo imparare a guardare dall`esterno le nostre interazioni per ripensarle e trasformarle da protagonisti consapevoli. e questo vale anche per l`economia; i nemici piu` insidiosi della societa` aperta non sono oggi forse quelli che ci invitano a sottomettere la totalita` degli scambi alla "mano invisibile" di un mercato divinizzato?

progettare e gestire una rete di calcolatori e` compito di professionisti, ma anche solo comprenderne il funzionamento richiede un insieme di cognizioni di matematica, informatica ed eletttronica che poche persone possiedono interamente. questo libro e` un`introduzione ai concetti e ai metodi su cui si e` sviluppata una materia cosi` complessa. filo conduttore del discorso e` la comunicazione nel senso matematico del termine, dai suoi albori in forma scritta alle sue complicate peregrinazioni su internet. e forse proprio gli "utenti della rete" potranno piu` di altri trovare in queste pagine qualche utile spunto per cogliere la grande complessita` di quanto si cela dietro operazioni apparentemente semplici. la trattazione matematica e` mantenuta a un livello elementare, e la materia e` combinata con nozioni tratte da altri campi per alleggerire il peso del discorso e mostrare l`universalita` dei numerosi concetti esposti.

in un`agile introduzione rivolta al largo pubblico non meno che agli specialisti, il punto sull`opera "universale" di uno dei massimi artefici della cultura umanistica e rinascimentale.

fenomeno culturale in notevole espansione, come dimostra il numero sempre crescente di riviste, esposizioni, pubblicazioni e istituzioni che ne fanno il proprio orizzonte di riferimento, l`"arte africana contemporanea" include aspetti e componenti di natura diversa: dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente africano, alle opere degli artisti cosiddetti africani, fino a una produzione in qualche modo legata all`africa ed esclusa dai circuiti internazionali. in ogni caso, ci troviamo di fronte a una dimensione alternativa, un luogo abbandonato in cui vengono realizzate forme artistiche nuove: in una parola, quella che oggi si e` soliti chiamare "friche". ed e` proprio a partire da questo modello in qualche misura paradossale (la "friche" trae la sua vitalita` dalle rovine) che occorre comprendere i nostri rapporti con l`arte africana. dato il suo carattere autoreferenziale, l`arte contemporanea occidentale si trova chiusa in un vicolo cieco: di fronte a questo processo di disgregazione, il meticciato, il riciclo, l`ibridazione delle culture potrebbero costituire una soluzione miracolosa, e all`africa spetterebbe allora il ruolo di principale fonte di rigenerazione dell`arte occidentale. ma - si chiede amselle - di quale africa parliamo? il problema, dunque, non e` tanto di avviare una riflessione sulle qualita` propriamente estetiche dell`arte africana quanto di delimitare, attraverso di essa, il posto occupato dall`africa nel nostro immaginario.

il mondo dell`arte e la scienza che studia la visione sembrano avere solo una lontana parentela. tuttavia, quando leonardo da vinci scrisse che fra tutti i colori i piu` gradevoli sono quelli in opposizione cromatica tra loro, stava formulando una verita` fisica sul cervello visivo. lo visione dall`interno e` il primo tentativo di collegare arte e modalita` di funzionamento del cervello visivo. attraverso una galleria di esempi, che comprendono artisti come michelangelo, rembrandt, vermeer, magritte, malevic e picasso, semir zeki guida il lettore in un viaggio nella neuroestetica. descrive con convincenti dettagli in che modo le diverse aree cerebrali reagiscono agli elementi dell`arte visiva: il colore, la forma, la linea e il movimento, e arriva alla conclusione che la nostra esperienza dell`arte e` strettamente collegata al funzionamento del cervello.

il jazz non e` solo musica, e` pure un insieme di concezioni, teorie, racconti, film, documentari, fotografie. tutto cio` ha contribuito a dare forma a un immaginario tanto bianco quanto nero, poiche` se la musica e` una creazione afro-americana, il discorso sul jazz rischia di separarla dai corpi che la producono, e dal loro colore. il jazz deve dunque essere considerato un "fatto sociale totale", un insieme di fenomeni nei quali sono implicati pratiche, discorsi e rappresentazioni. adottando un approccio non musicologico ma ad ampio spettro, questo libro e` insieme una nuova storia sociale del jazz, un tributo alla cultura afro-americana (la quale, privata di riconoscimento e di linguaggio, ha appunto "inventato" il jazz) e un tentativo di ritrarre il jazz attraverso quattro forme di rappresentazione di tale musica. il discorso primitivista vede il jazz come musica inferiore e selvaggia, contrapponendo al mondo istintivo dei suoni il mondo civilizzato dei testi. espressione dell`epoca metropolitana e meccanizzata, il discorso modernista collega il jazz all`industria culturale, alla standardizzazione e al consumo. il discorso politico intreccia il jazz alle rivendicazioni dei movimenti per i diritti civili sorti negli anni sessanta. il discorso sperimentalista, infine, riflette l`impatto del jazz sulle avanguardie artistiche.

coniugando la dimensione storica con quella storiografica, bernard bailyn ci offre un`introduzione agile, sintetica ma esaustiva alla storia atlantica, una disciplina ancora giovane ma in rapida evoluzione, il cui sviluppo e` stato determinato sia da un impulso interno agli stessi studi storici sia dalle pressioni politiche del secondo dopoguerra, e il cui terreno di indagine e` assai vasto e complesso. essa include infatti elementi molteplici della storia moderna di tre continenti (africa, europa, americhe), operando confronti e identificando denominatori comuni, e spazia dai primi contatti tra le due sponde dell`oceano atlantico, ai moti rivoluzionari coloniali per la conquista dell`indipendenza, fino alla rivoluzione industriale con le sue istanze di globalizzazione. la percezione dell`alterita` e l`incontro - spesso tragicamente cruento - con i nativi americani, il ruolo svolto dalla popolazione africana nell`economia schiavistica, i movimenti migratori degli abitanti dei paesi europei, le identita` religiose nelle comunita` di coloni, il commercio panatlantico, la diffusione delle idee espresse dall`illuminismo sono soltanto alcuni dei temi che rientrano in questo orizzonte estremamente variegato: l`intento e` quello di comporre un nuovo e piu` articolato profilo della civilta` occidentale illuminandone le dinamiche, i legami, i conflitti e le interazioni tra le sue diverse componenti.

tra le classiche definizioni filosofiche dell`essere umano - l`uomo e` animale razionale, l`uomo e` animale politico - ve n`e` una, la quale viene di solito sottaciuta. quella di animale erotico. eppure e` proprio essa che indica l`originaria condizione di possibilita` dell`incontro, ossia di cio` a partire da cui puo` aver luogo ogni pratica e ogni forma di relazione umana, compresi l`esercizio del pensiero e la politica. l`uomo come mortale, infatti, nasce solo dopo che ha fatto irruzione nel mondo il demone di eros. prima, quando gli esseri erano immortali, eros non esisteva affatto e del sesso non c`era alcun bisogno. il libro affronta le principali questioni relative all`erotismo e alla sessualita`: il desiderio, la caccia, il matrimonio, le cosiddette perversioni, la violenza, la pornografia di massa, sino ai legami tra eros e politica. e lo fa reinterpretando alcuni miti antichi e medievali (come quelli di orfeo ed euridice e di tristano e isotta), ripercorrendo i luoghi fondamentali della tradizione filosofico-erotica occidentale (da platone e aristotele al misticismo cristiano-medievale, da giordano bruno a schopenhauer, a kierkegaard e nietzsche, da freud a deleuze e derrida), senza trascurare alcuni eminenti luoghi artistico-letterari come "le lettere" di abelardo ed eloisa, il "don giovanni", la "filosofia del boudoir" di sade, i romanzi di von sacher-masoch e quelli di kafka, l`arte di michel duchamp, la fotografia di pierre molinier, sino alle esperienze estreme del transgender.


in un`epoca in cui il pensiero occidentale si estenua in avvitamenti e incagli, il dialogo con categorie altre, elaborate da culture remote e nel contempo ormai contigue, appare come una delle poche vie percorribili per uscire dalla strettoia di una sterile quanto perniciosa ricerca identitaria. che qualcosa di piu` di una educata e tollerante conoscenza sia possibile lo insegna la vicenda della filosofia in giappone. di conio piuttosto recente nella sua forma ideografica (1862), la parola dalla storia plurimillenaria prende dimora in una forma mentis pervasa di modi dottrinali, andamenti riflessivi, concezioni religiose che con la grecita` e le sue lunghe filiazioni non sembrano avere punti di tangenza. eppure l`incontro avviene, grazie alla virtu` tutta giapponese di assimilare e armonizzare con l`autoctono quel che giunge d`oltremare: la scrittura, l`ideale confuciano, il buddhismo, e da ultimo, anche se aporeticamente, la filosofia, soprattutto nei suoi esiti postkantiani e posthegeliani. virtu` assimilativa a cui certo non e` estranea una "vocazione terminale", tipica di una terra dell`approdo che si e` sempre autorappresentata quale luogo di perfezionamento e compimento di cio` che nasceva altrove, ma che, nondimeno, non ha mai ceduto allo spirito della pura mescolanza.

nell`accostarsi alla fenomenologia del sacro come categoria esistenziale radicata nelle profondita` della psiche collettiva, dupront fa qui convergere l`analisi su due atti religiosi essenziali per l`occidente cristiano, la crociata e il pellegrinaggio, indagati rispettivamente attraverso l`esame delle cronache della prima spedizione in terrasanta e la ricostruzione dei culti mariani di lourdes e rocamadour. la lezione di dupront e` chiara: anche i nostri tempi, che si vogliono lontani dal mondo del sacro, ne portano in se`, sia pure solo allo stato di latenza, i contenuti, le immagini, le pulsioni, in quanto

che cos`e` la matematica? a cosa serve? come s`impara? come va insegnata? e un`attivita` solitaria o di gruppo? come ragiona una mente matematica? quali sono le frontiere della ricerca? per rispondere a queste domande lan stewart concepisce delle lettere indirizzate a meg, giovane matematica di cui segue il percorso di studio dalle scuole superiori fino all`affidamento di un incarico universitario. il contenuto di queste lettere spazia dalle decisioni riguardanti la carriera fino all`attivita` dei matematici professionisti e alla natura della loro disciplina. "il mio lettore di riferimento", dichiara stewart, "e` soprattutto il giovane matematico, o i suoi genitori, parenti e amici, ma il libro dovrebbe interessare tutti coloro che, indipendentemente dalla loro ambizione, desiderano sapere cosa significa diventare - ed essere un matematico".

tutto e` documentato in questo libro, e tutto e` inventato. molte storie s`intrecciano intorno alla vita del pittore shitao, uno dei grandi protagonisti della pittura cinese nella seconda meta` del seicento, e intorno al segreto che unisce la vita del pittore a quella del principe zhu ruoji. c`e` la storia della cina dopo la caduta della dinastia ming, vi sono guerre e terremoti, persecuzioni e fughe, palazzi silenziosi e fastosi giardini dove si consuma il destino tragico di un imperatore che non ha mai sentito il suono della vita. ci sono monaci e pittori, avventurieri dello spirito, che, attraverso la loro arte, conversando con le montagne e parlando con i fiori, vogliono far danzare le cose. "tutto si muove" dice shitao. tutto si muove nelle storie degli uomini e in questo racconto che ha l`ambizione di avvicinare il lettore alla "grande regola della metamorfosi del mondo".

nel 1907 picasso finisce di dipingere le demoiselles d`avignon. il famoso critico louis vauxcelles, ironizzando sui volti "a cubi" dipinti sulla grande tela, insinua che lo spagnolo ha guardato con troppa intensita` alcune maschere africane che in quegli anni gia` circolavano a parigi, soprattutto negli atelier degli artisti: viene subito stabilita un`associazione forte, acritica, fra la prima opera del cubismo e l`arte etnografica. molti anni dopo, questa stessa associazione viene fatta propria da william rubin, che nel 1984 cura, per il museum of modem art di new york, l`esposizione primitivism in 20th century art: al visitatore vengono proposte una serie di opere di picasso, matisse, klee, epstein, che, messe accanto a oggetti etnografici dell`africa, dell`oceania e delle americhe, suggeriscono un appiattimento delle prime su quest`ultimi, come se fossero un loro rifacimento, una sorta di pastiche esotico. associazione-interpretazione che ancora oggi continua a influenzare buona parte della critica che indaga sui rapporti fra "arte etnografica" e "arte contemporanea". l`autore di questo saggio respinge tale interpretazione e, in base alle sue ricerche sul terreno mirate all`individuazione delle ragioni estetiche che spingono un creatore di immagini a costruire determinate forme espressive, verbali e non verbali, dimostra che proprio in un dato meccanismo mentale escogitato per comporre tali forme va cercato il motivo dello sguardo gettato da picasso su alcuni oggetti etnografici.

fino a pochi anni fa la destra, negli usa, si caratterizzava per la sua critica dello stato e il suo entusiasmo per tutto cio` che e` spontaneo, privato, locale. la sinistra vedeva invece nella conquista dello stato e nel suo uso la via piu` breve per far accettare misure di assistenza e di ridistribuzione dei redditi. col progresso economico, il tema della disuguaglianza delle fortune ha perduto molto del suo peso, tanto che negli anni settanta e ottanta la controrivoluzione conservatrice ha potuto conquistare la mente e il cuore degli americani, pur promettendo lo smantellamento dello stato sociale e la riduzione dell`assistenza ai piu` deboli. poi il quadro e` cambiato. gli stati uniti, unica superpotenza di dimensione planetaria, hanno esteso il loro impegno in tutte le aree del globo e, di conseguenza, hanno ampliato e rafforzato le prerogative del governo federale. e cosi` che la destra ha scoperto la bellezza di uno stato forte e dotato di poteri ampi su tutti gli aspetti dell`attivita` economica e sociale. in apparenza, si recitano ancora le vecchie giaculatorie sulla spontaneita` delle forze di mercato, ma, in modo per ora sotterraneo, si vanno approntando gli strumenti di governance adatti a plasmare l`intera societa` in funzione delle esigenze della politica estera. per la sua natura e le sue tradizioni, la societa` americana non appare disposta a subire un tale appiattimento, e sfugge alla rete sottile che tenta di imbrigliarla.

l`antropologia filosofica di plessner nega il pervicace soggettivismo secondo il quale "colui che pone le questioni filosofiche e il prossimo esistenziale di se stesso" e` parte dal presupposto che l`uomo non sia "ne` il piu` prossimo ne` il piu` lontano da se stesso". una condizione eccentrica all`interno del vivente che sottrae l`essere umano all`univocita` biologica del comportamento e determina la sua forma di vita come essenzialmente artificiale, aperta alla plurivocita` della seconda natura. la domanda, di tono kantiano, sulle sue condizioni di possibilita` implica un allargamento della prospettiva e conduce a esiti originali, a una sorta di cosmologia dell`organico in generale, ritenuta indispensabile a ogni teoria distintiva dell`esperienza umana.

attraverso un`ampia ricognizione documentaria viene messa a fuoco la genesi dei provvedimenti adottati dai governi dell`italia postbellica (1943-1950) che reintegrarono gli ebrei sia nei posti di lavoro da cui erano stati espulsi, sia nel possesso dei beni sottratti loro dal fascismo. il tema, designato dalla storiografia tedesca col termine wiedergutmachung, che oltre a implicazioni di carattere materiale (risarcimenti in senso proprio) rimanda a concetti morali come "perdono" e "cancellazione della colpa", sta avendo ampia fortuna in tutta europa. gli studi sembrano concentrarsi pero` sul momento materiale delle restituzioni, mentre e` scarsa l`attenzione verso i processi decisionali che ne costituirono la matrice.

il successo di realizzazioni importanti come linux e piu` ancora di internet frutto della collaborazione di migliaia di ricercatori e programmatori di tutto il mondo, che hanno operato a titolo personale, da` un contenuto di realta` alla prospettiva della `informatica solidale`. ai capitoli dedicati alle tecnologie e al mercato dell`informazione, fanno seguito quelli dedicati al confronto con il software proprietario, all`analisi degli aspetti socioeconomici della nuova modalita` di sviluppo del software. infine, nell`ultimo capitolo, si discute la questione di carattere generale della proprieta` intellettuale, di cui il caso dell`informatica e del software e` soltanto un esempio emblematico.

a lungo considerata esclusivamente nella sua versione anglo-americana o tedesco-scandinava, l`eugenetica e` oggi concepita dagli storici della scienza come un fenomeno culturale, sociale e politico di ampia portata internazionale. al caso italiano e` dedicato questo volume, che ne analizza in chiave comparativa la rilevanza internazionale e gli sviluppi interni, nel periodo compreso fra gli inizi del novecento e gli anni settanta. un arco di tempo nel quale l`eugenetica ha progressivamente cambiato volto: dal problema della responsabilita` riproduttiva dell`individuo nei confronti della societa` si e` passati al riconoscimento dell`autonomia riproduttiva dell`individuo all`interno del rapporto medico-paziente.

