





















la famiglia naturale non esiste: e una invenzione culturale. peccato che l?aggettivo ?naturale? venga utilizzato molto spesso in italia per ostacolare tutte le forme di unione, di amore e di filiazione che vanno al di la del puro dato biologico. con buona pace delle trasformazioni radicali che hanno coinvolto i nostri modi di vivere. la famiglia e infatti il luogo di osservazione privilegiato per raccontare i cambiamenti profondi della cultura e della societa, tanto che il libro - alternando riflessioni teoriche, ricostruzione dei cambiamenti avvenuti e memoria personale di tante ?battaglie? intraprese - diventa un ritratto lucidissimo dell?italia degli ultimi cinquant?anni. intervista di maria novella de luca.












una minuziosa analisi dell`uso della lingua nell`opera di ingeborg bachmann a confronto con wittgenstein, musil, weininger, bernhard e altri autori del novecento.
















"il libro di trocino tende la mano a chi sta per essere immerso irreparabilmente nel fiume lete. non solo ricorda cio che e esistito, lo fa riemergere dalle acque, gli restituisce un nome e un cognome, ma riconosce il diritto alla storia anche a chi e morto li dove regna la marginalizzazione. leggendo queste pagine si scopre una cosa ovvia, eppure rimossa: anche chi e recluso ha qualcuno fuori che lo ricorda, qualcuno che gli voleva bene, qualcuno a cui e stato strappato un pezzo di mondo e che ora non e piu lo stesso." (luigi manconi e marica fantauzzi)

la giustizia riparativa - che ha l?ambizione di risanare la frattura tra chi ha commesso e chi ha subito un torto - non e l?utopia di qualche filosofo del diritto: e ormai a tutti gli effetti una legge italiana. per questo e importante capire che cosa e e come funziona. non si tratta di sostituire il processo penale tradizionale. e invece uno strumento parallelo e pienamente operativo che chiama in causa non solo vittima e autore del reato, ma anche il giudice, i mediatori, in qualche caso pezzi di collettivita che possano essere stati coinvolti: un quartiere, un paese, un?associazione. alla ?vendetta pubblica? della punizione tradizionale si offre un?altra strada, un percorso di pacificazione, perche la societa intera possa tentare di superare le fratture che ogni atto criminoso comporta.

le tante dimensioni della storia e la memoria ingannatrice, la crisi del luminoso mondo medievale e l?ingresso in una modernita senza limiti, gli intrecci tra oriente e occidente, il legame con firenze e tante altre citta del mondo, i maestri e i compagni di strada, la politica tra nuove e vecchie identita, la tensione tra fede e ricerca della verita: muovendosi ai confini della storia, franco cardini rimette in questione molte convinzioni diffuse sul passato e sul presente.

nei testi raccolti in questo libro, i temi cari a tullio de mauro: uso dei dialetti e dell`italiano, il latino e l`eredita` classica; la regola della chiarezza per quelli che devono trasferire ai cittadini conoscenze; la passione e l`impegno per la politica. e infine il ruolo essenziale della scuola.

la disuguaglianza e` il problema fondamentale del nostro paese e del nostro tempo. il formidabile spostamento di reddito negli ultimi trent`anni dai salari ai profitti e alle rendite, dal lavoro al capitale, e` la causa delle difficolta` politiche, del malessere sociale e del disagio economico attuali. il risultato e` una societa` divisa tra `perdenti` e `vincenti`: da un lato classi medie, operai e impiegati, dall`altro la ristretta schiera di dirigenti, manager e professionisti. la crescita delle disuguaglianze mette a repentaglio la tenuta della nostra societa` e la stessa economia, avvitata ormai da tempo in una fase di stagnazione. invertire la rotta prima del baratro e` ancora possibile. questo libro non solo ci spiega come ma ci invita a unirci alla lotta per un cambiamento reale in nome della democrazia e della giustizia.








La crisi economica che abbiamo attraversato è stata la più lunga e la più dura della storia d’Italia. E non è finita del tutto e per tutti. Le cicatrici che ci lascia segnano ogni abitudine, ogni momento della nostra vita sociale: facciamo meno figli, ci curiamo di meno e peggio, consumiamo meno ma a volte meglio, stiamo abbandonando l’università, conviviamo con l’incertezza. Roberta Carlini è giornalista e scrittrice. Si occupa di economia, lavoro politica, società e questioni di genere.





"il presupposto di queste riflessioni e` che l`11 settembre 2001 non sia stato consumato un "normale" attentato terroristico, che le azioni militari che ne sono seguite non siano state una "normale" rappresaglia, ne` una "normale" guerra, e che il fitto intreccio - la confusione - di categorie, di ambiti, di spazi che in questi fenomeni tuttora si manifesta tragga senso dall`orizzonte della globalizzazione, in cui essi si danno. e che quindi la catastrofe americana possa minacciare di cronicizzarsi, e segni se non l`inizio almeno la prima manifestazione in grande stile di una guerra di tipo nuovo, la guerra globale, che deve essere riconosciuta come una modalita` della globalizzazione." (dalla premessa dell`autore)


una lucida e impietosa analisi dei difetti e delle carenze del sistema di protezione sociale in italia, sullo sfondo delle riforme del welfare in europa. una proposta innovativa per iniziare a cambiare.











