



accanto alla rivoluzione francese, tra la fine del settecento e gli inizi dell`ottocento, ha avuto luogo un evento assai meno appariscente ma dagli esiti altrettanto decisivi per la storia dell`uomo: la scoperta dell`elettromagnetismo e le sue prime applicazioni. alcune eccezionali figure di artisti non tardarono a intuire l`importanza di queste nuove energie. lo svizzero fussli, lo spagnolo goya, il francese david, l`italiano canova e infine gli inglesi blake e turner ripudiarono lo spazio prospettico tanto caro all`eta` moderna e collocarono figure guizzanti, o attorte e rattrappite in una sorta di etere informe, molto simile a quello in cui scorrono le onde delle nostre telecomunicazioni.

l`argomento discusso in questo saggio ruota intorno alla seguente domanda: nel tipo di societa` che si va oggi configurando, una societa` in cui il compito di elaborare, accumulare e reperire informazioni dovrebbe svolgersi prevalentemente in rete e tramite il computer, quale sara` il futuro della memoria e del sapere? in breve, un cambiamento tanto radicale contribuira` nel futuro a un potenziamento o a un depotenziamento della nostra capacita` individuale e collettiva di ricordare e conoscere? il volume e` il seguito ideale di "reale e virtuale" e "critica della ragione informatica".


l`importanza della relazione interpersonale e della comunicazione tra lo psichiatra e il suo paziente e` al centro di questo libro che prende il titolo da quel profondo, dolorosissimo buco nero che e` la psicosi. le psicosi sono le forme piu` gravi di turba psichiatrica. ed e` proprio intorno a questa forma cosi` inquietante e sfuggente (il ventaglio delle sue manifestazioni e` vastissimo) che si snoda il discorso di borgna.

la storia di giovanni e giuseppe nuvolari, ricchi agricoltori diventati patrioti per scelta, e` la storia dell`origine e della diffusione del nazionalismo nel nostro paese, dei rapporti tra citta` e campagna, tra gruppi dirigenti e masse contadine, tra nord e sud durante il risorgimento. e` anche la scoperta delle radici lontane dell`attuale leghismo, del groviglio di interessi economici e pregiudizi culturali alla base di un fenomeno che centocinquant`anni di storia unitaria non sono riusciti a sciogliere.



il libro e` uno studio applicativo di psicologia cognitivista, il cui progetto e` descrivere i caratteri fondamentali della "leadership". a questo scopo, esso prende in esame le vite di nove grandi della storia recente, al cui successo ha contribuito in modo determinante il carisma personale. sono leader politici (margaret thatcher, martin luther king), capi spirituali (giovanni xxiii, gandhi), scienziati di grande prestigio internazionale (margaret mead e robert oppenheimer). vengono cosi` portate alla luce alcune costanti della personalita` egemone che sembrano essere strettamente connesse tra loro. l`avere un "messaggio" e il saperlo rendere concreto agli occhi altrui, la capacita` di crearsi "un pubblico" di seguaci, sono esempi di tratti della figura del capo.






proseguendo in una ricerca sul piu` importante intellettuale italiano del novecento, che dura ormai da decenni, angelo d`orsi rimette mano al materiale gramsciano componendo un grande affresco storico che ha l`ambizione di diventare per molto tempo a venire l`opera di riferimento su antonio gramsci. d`orsi ricostruisce il tragitto di gramsci: l`infanzia in sardegna; la vita a torino, mosca e vienna; la peregrinazione tra varie prigioni (regina coeli, san vittore, turi); il confino e il ricovero presso le due cliniche (formia e roma), nell`inesorabile decadenza del fisico, in un sovrumano sforzo volto ad analizzare il proprio tempo, a spiegare la vittoria del fascismo, e a disegnare un "ordine nuovo". intrecciando gli avvenimenti personali dell`uomo gramsci con quelli italiani e internazionali, d`orsi mostra l`origine del suo pensiero, seguendone la traiettoria, facendo luce sulle dispute politiche con i protagonisti della sinistra italiana e internazionale, da turati a togliatti e bordiga, fino a lenin, trockij e stalin. ne stabilisce cosi` il primato morale, definendo le categorie teoretiche da lui elaborate, nelle quali emerge il tentativo di superare i dogmatismi del "marxismo-leninismo", e piu` in generale di elaborare un pensiero critico, di comprendere la modernita`, schierandosi sempre dalla parte degli oppressi. gramsci ci viene cosi` finalmente restituito nella sua complessita` di uomo tormentato, di intellettuale rigoroso e di politico dialettico. arricchita da documenti inediti, a cui l`autore ha avuto accesso come membro dell`equipe dell`edizione nazionale gramsci, questa biografia umana, politica e intellettuale si propone, per l`approfondita analisi e l`ampiezza della ricostruzione dei contesti (geografici, sociali, culturali e politici), come una pietra miliare negli studi gramsciani e piu` in generale nella storiografia contemporanea.

tutti ci accorgiamo di una trasformazione del mondo verso una maggiore complessita`. il futuro e` incerto e il nostro rapporto con l`ambiente e` sempre piu` difficile: un equilibrio sostenibile sembra molto lontano e la strada per raggiungerlo e` piena di dilemmi. ma in che modo gli alberi, le citta`, gli ecosistemi e tutti gli esseri e le cose che ci circondano, compresi noi stessi, sono piu` complessi? il complesso futuro del mondo si riferisce a profondi cambiamenti materiali nel tessuto stesso della realta`. nuove forme di resistenza alla distruzione della vita stanno emergendo ovunque. i dati hanno colonizzato ogni aspetto della vita e sono l`elemento paradigmatico del nostro secolo. ma un soggetto che si trasforma in un flusso infinito di dati diventa passivo e cosi` smette di essere propriamente un soggetto: lo spazio che dobbiamo riconquistare e` quello dell`azione. piuttosto che chiedere il ritorno della figura cartesiana dell`azione, che pretende di essere il padrone e il possessore della natura, benasayag e cany costruiscono una nuova etica, in cui la coscienza del singolo non e` piu` solitaria e sovrana, ma e` in un rapporto costante con gli ecosistemi in cui abita. non possiamo piu` permetterci di pensare la conoscenza e l`azione come il risultato di un lavoro compiuto sul mondo da un soggetto conoscente, ma come la produzione di rapporti tra il vivente e il suo ambiente. in un mondo nel quale gli effetti delle nostre azioni sono ormai segnati dall`incertezza e dall`impotenza, come possiamo imparare a vivere, pensare e agire? la razionalita` del soggetto moderno, chiuso in se stesso, non ha piu` alcuna presa sulla realta`. dobbiamo imparare a pensare e a vivere a partire da cio` che e` vivente e ci circonda.


"del governo dei viventi" costituisce un passaggio cruciale nella storia dei regimi di verita` che michel foucault sviluppa nell`insieme dei corsi al colle`ge de france. dopo aver esplorato il campo giuridico e giudiziario e quello politico si rivolge qui alle pratiche e alle tecniche del se`, al campo dell`etica che d`ora in avanti non lascera` piu`. si domanda: "come accade che, nella cultura occidentale cristiana, il governo degli uomini richiede a coloro che sono diretti, oltre ad atti di obbedienza e di sottomissione, anche `atti di verita`` che hanno di particolare il fatto che al soggetto non solo si richiede di dire il vero, ma di dire il vero riguardo a se stesso, alle sue colpe, ai suoi desideri, allo stato della sua anima ecc.?". la questione lo conduce da una rilettura dell`edipo re di sofocle all`analisi degli "atti di verita`" del cristianesimo primitivo, attraverso le pratiche del battesimo, della penitenza e della direzione di coscienza. foucault si interessa agli atti tramite i quali il credente e` chiamato a manifestare la verita` a proposito di se`, in quanto essere indefinitamente fallibile. dall`espressione in pubblico della propria condizione di peccatore, nel rituale della penitenza, alla verbalizzazione minuziosa dei propri pensieri piu` intimi, nell`esame di coscienza, si vede disegnarsi l`organizzazione di un`economia pastorale centrata sulla confessione. questa e` la prima delle indagini che foucault condurra` in seguito nel campo dell`etica.

tempi decisivi esamina la natura e le retoriche delle crisi internazionali, nella convinzione che l`una e le altre rivelino aspetti dell`ordine politico e del suo linguaggio che, in condizioni di routine, passano quasi sempre inosservati o sono programmaticamente nascosti. l`occasione di questa riflessione e` lo stato di crisi del sistema internazionale attuale, nel quale l`urgenza dei singoli eventi critici (la crisi economico finanziaria del 2007-2008, le "primavere arabe", la guerra civile siriana ecc.) si mischia a una condizione piu` ampia di cedimento delle determinanti fondamentali dell`ordine internazionale moderno. a partire da qui, il libro sviluppa una riflessione di carattere teoricamente e storicamente generale sul fenomeno delle crisi, costruita su due coppie di opposti. dapprima, le crisi sono viste nella loro natura ambivalente di cesure temporali (tempi decisivi, appunto) e contaminazioni spaziali (tra ordini interni e ordine internazionale). successivamente, la portata rivelatrice delle crisi e` messa a confronto con i travestimenti che le vengono regolarmente opposti, rivolti a negare la crisi o, almeno, a offrirne un`immagine consolatoria anche quando, come nel contesto attuale, tali travestimenti si servono di linguaggi sempre piu` logorati e inadeguati ad afferrare la realta` ed esprimerla politicamente.

la seconda guerra mondiale e` un incubo che tuttora si staglia al centro dell`eta` contemporanea: in quanto confutazione totale di ogni nozione di progresso umano e in quanto conflitto la cui eredita` ancora ci perseguita a settant`anni di distanza. il libro di norman stone, che si propone di narrare la guerra nel modo piu` sintetico possibile, rende incredibilmente nuova una vicenda che nei suoi lineamenti fondamentali e` familiare ai piu`. grazie al ritmo di una scrittura capace di catturare l`attenzione, ci si sente di fronte allo svolgersi incalzante di una storia terribile. quello di stone e` un tentativo di trasmettere quel che risulta molto difficile comunicare: il senso di un conflitto epocale quale emerge dalla ricostruzione dei fatti, degli atti e delle scelte dei protagonisti.

ai piu` giovani il nome feltrinelli evoca anzitutto una catena di librerie e poi la casa editrice che pubblica libri di successo, soprattutto di narrativa. per le generazioni meno giovani il nome e` associato ad alcuni grandi casi editoriali, come "il gattopardo" o "il dottor zivago", nonche` a un drammatico evento storico, la morte del fondatore della casa editrice, giangiacomo feltrinelli, nel 1972. questo libro non si occupa di quella feltrinelli e accenna appena a giangiacomo. si arresta infatti alla seconda guerra mondiale, quando la famiglia feltrinelli era considerata una delle piu` importanti del capitalismo italiano, a fianco degli agnelli, pirelli, volpi, orlando, breda, falck, cantoni, donegani: grandi famiglie che avevano legato il proprio nome alla nascita di una nuova italia, che avevano saputo trasformare, in poco piu` di un paio di generazioni, un paese fondamentalmente agricolo in una moderna nazione industriale. quando molti dei nomi piu` altisonanti del nascente capitalismo industriale italiano muovevano i primi passi sulla scena economica del paese, i feltrinelli avevano gia` alle spalle quaranta o cinquant`anni di storia, costellati di successi e iniziative in diversi settori economici. frutto di una ricerca condotta in vari paesi europei e in una trentina di archivi, primo fra tutti quello della famiglia, questo libro illustra la storia di tre generazioni di feltrinelli e delle attivita` economiche che hanno consentito loro di raggiungere le vette del capitalismo italiano ed europeo.



questo testo, la cui stesura risale a un periodo compreso tra l`ottobre e il novembre 2001 (pierre bourdieu e` morto il 23 gennaio 2002) ma su cui lavorava da parecchi anni, e` stato concepito durante le lezioni al colle`ge de france. bourdieu aveva deciso di tenere il suo ultimo corso sottomettendosi in prima persona, quasi un`ultima sfida, all`esercizio della riflessivita`, che in tutta la sua vita aveva eretto a uno dei preliminari indispensabili della ricerca scientifica. bourdieu non costruisce pero` un`autobiografia, genere che aborriva giudicandolo falso, ma un vero e proprio studio delle costellazioni di gusto, delle pratiche culturali e delle strategie professionali che ne avevano formato la traiettoria sociale.

il libro si suddivide in tre parti: la prima traccia un ritratto di donna presente al suo tempo; la seconda mette al centro la sua produzione di giornalista, saggista, biografa, che, oltre a rappresentare una componente cospicua e non sufficientemente studiata dell`opera arendtiana, ne denota lo stile filosofico narrativo e saggistico; la terza affronta il pensiero di hannah arendt, sia storico-politico sia teoretico, nella prospettiva di un`impostazione originale e unica nella filosofia del novecento.


bambini di nove o dieci anni affermano di sentirsi "stressati" e spesso viene loro diagnosticato uno stato di depressione o di trauma. delusioni quotidiane - un rifiuto, un insuccesso, il sentirsi ignorati - vengono visti come una minaccia all`autostima. sempre piu` si incoraggiano le persone a vedersi come impotenti e insicure e a esternare la propria fragilita` interiore. esempi estremi li vediamo sullo schermo televisivo negli innumerevoli reality e talk show o nelle esibizioni da parte di uomini politici della propria umana debolezza. questo nuovo conformismo emotivo e` per furedi una forma di gestione sociale, un governo delle anime piu` sottile e pervasivo di quanto le religioni e le ideologie del passato siano mai riuscite a fare.


questo libro si propone di sviluppare un`etica delle relazioni d`intimita` e del contatto umano prendendo le mosse da wittgenstein. esaminando non la natura teorica del ragionamento morale ma le nostre risposte fondamentali verso la vita e gli atteggiamenti assunti nei confronti degli altri e concentrandosi sul rapporto tra individui, sparti mostra cosa accade quando cadiamo vittime dell`impulso di eludere il confronto con l`altro. il libro va oltre una mera analisi del pensiero di wittgenstein, allargandosi al contesto meno filosofico e piu` ordinario delle relazioni personali.

nel riferimento ai principali nodi speculativi intorno a cui si articola la ricerca di parmenide e eraclito, platone, aristotele e plotino, questo libro rilegge alcuni fra i testi piu` significativi della tragedia attica, da eschilo a euripide e del repertorio mitologico classico, valorizzandone la straordinaria ricchezza filosofica e mostrando attraverso quali suggestivi percorsi di riflessione i protagonisti di quelle vicende possano essere interpretati come figure dell`indissolubile connessione fra identita` e alterita`, assunta come connotato peculiare della condizione umana.

il volume presenta una raccolta di saggi politici che ruotano tutti intorno alla stessa domanda: quali sono le conseguenze prodotte dall`universalismo dei principi repubblicani? l`indagine dell`autore viene condotta con particolare riferimento alle societa` pluralistiche in cui si inaspriscono i contrasti multiculturali, agli stati-nazione in via di trasformazione definitiva verso entita` di carattere sovranazionale e ai cittadini sempre piu` costretti in una globalizzata "societa` del rischio". lo scopo teorico di habermas e` di approdare alla definizione di un universalismo sensibile alle differenze, in cui "inclusione" non significa accaparramento assimiliatorio ne` chiusura verso il diverso.

i protagonisti di questo libro, un missionario, un naturalista e un giornalista, si stabilirono nel giappone del xix secolo contribuendo in modo attivo alla modernizzazione del paese. fu un incontro con una cultura che cercarono di comprendere senza riuscirvi mai veramente. ma tutti e tre vennero trasformati dal giappone: specchiandosi nelle sue tradizioni e nella sua vita quotidiana, questi primi osservatori ne riportarono una nuova immagine del proprio mondo. rosenstone ripercorre la loro avventura intrecciando la ricostruzione storica con le osservazioni condotte in prima persona dai tre personaggi.

il libro spiega come la demografia, disciplina apparentemente "neutra", puo` diventare la base teorica del razzismo e la bandiera della destra piu` estrema attraverso l`uso improprio dei dati. come sono costruite le statistiche sugli "stranieri"? chi e` considerato nativo oppure straniero, immigrato, integrato? le bras affronta questi temi utilizzando il metodo scientifico, ma senza rinunciare al liguaggio divulgativo.

l`adolescenza e` sinonimo di tutte le contrapposizioni, le contraddizioni, le conflittualita` che caratterizzano un momento di incompiutezza e transizione verso una specifica identita`. gli autori presentano una modalita` di approccio finalizzata all`analisi dei processi di separazione-individuazione. il volume e` il risultato di un lavoro di ricerca e di riflessione, guidato dal quadro teorico individuato da senise, su materiale clinico raccolto in molti anni di attivita` terapeutica con gli adolescenti. il libro costituisce un valido strumento per comprendere gli interrogativi che l`adolescente si pone e offre un ricco materiale sul quale riflettere per impostare con lui una comunicazione fondata sul rispetto della sua liberta`.

l`assunto alla base di questo libro e` che il mutamento culturale da cui sono state investite le societa` industriali avanzate nel corso degli ultimi decenni riguarda non soltanto lo stato superficiale dei valori, delle credenze e degli stili di vita, ma anche quel nucleo profondo, presente in ogni cultura, costituito dai "fondamenti della validita`". norme, valori e credenze, cosi` come le teorie scientifiche e le istituzioni politiche sono in costante mutamento. le ragioni che motivano il nostro consenso a tali teorie mutano pero` assai meno di frequante, cosi` "come il letto di un fiume, le cui acque sono in costante fluire e sempre diverse, raramente muta".


che cos`e` la coscienza? da dove nasce un`intenzione? come si formano le emozioni e gli affetti? perche` abbiamo la tendenza a ingannare noi stessi? in che senso possiamo dire che l`inconscio esiste? all`interno del dibattito psicologico contemporaneo questi temi hanno gradatamente assunto un`importanza centrale. la psicologia dinamica moderna e` legata alla tradizione della psicoanalisi, ma anche alla ricerca scientifica. essa studia i meccanismi inconsapevoli che regolano le nostre scelte di vita. i temi di base della psicologia dinamica, come il tema dell`inconscio o quello degli affetti, vengono affrontati qui sia come introduzione alla conoscenza, sia come esposizione dei loro fondamenti.

oggetto del libro e` la dimensione della religione e dell`esperienza simbolica, vista tanto sotto il profilo teorico, quanto in rapporto a un numero ampio e variegato di contesti storici. il saggio propone quindi un`analisi teorico-pratica del fenomeno religioso colto nella sua complessita`: un`analisi che mette in luce la fondamentale importanza culturale e che ne riconosce la genesi e la destinazione integralmente umane.


questo libro raccoglie una serie di interventi e di riflessioni sul tema dell`ansia di eugenio borgna, responsabile del servizio di psichiatria dell`ospedale maggiore di novara. il libro e` diviso in quattro sezioni. la prima parte definisce e circoscrive l`ansia nei suoi aspetti patologici, differenziandola dalle esperienze comuni. nella seconda parte viene trattata la dimensione clinica e psicopatologica dell`ansia. nella terza e quarta parte vengono discusse rispettivamente la dimensione esistenziale (con particolare riferimento all`adolescenza e ai vissuti di attesa e nostalgia, di solitudine e timidezza che accompagnano questa eta`), e la dimensione creativa (politica, letteraria, cinematografica)


per l`autore occorre smettere di guardare alle istituzioni come a enti estranei, opprimenti se non nemici, da raggirare non appena possibile. bisogna liberarsi dal complesso di kafka e considerare piuttosto le istituzioni come "beni comuni". il saggio di donolo si apre fornendo un rapido (e tragico) quadro della situazione istituzionale italiana: superato il "punto di non ritorno" oltre il quale c`e` il marasma, alle istituzioni si richiede proprio di tornare a assumere il ruolo di "bene comune" e di svolgere una funzione di riferimento. donolo tratta punto per punto problemi specifici seguendone le vicende all`interno delle istituzioni. infine il saggio analizza il rapporto tra cittadini, istituzioni, proposte di riforma e carta costituzionale.


questi saggi letterari sono stati scritti da foucault tra il 1962 e il 1969, e quindi accompagnano tutto l`arco di tempo della sua produzione piu` importante. se "le parole e le cose" contengono il "sistema" di pensiero di foucault sotto il profilo teorico piu` generale, gli "scritti letterari" contengono l`esemplificazione realizzata di tale "sistema". "le parole e le cose" e le altre opere sono ancora discorsi sulla follia, sulla merce, sulla societa`, sulla cultura e sulle opere: sono, per dirla con foucault, "archeologia". gli "scritti letterari" sono essi pure discorsi sull`autore, sulla letteratura e sulle opere, cioe` sono anch`essi "archeologia", ma con qualcosa in piu`: sono essi stessi opera letteraria.




un celebre sogno, quello di nabucodonosor, re di babilonia del vi secolo a.c.; una celebre sua interpretazione, quella di daniele, profeta ebreo deportato a babilonia; nel sogno daniele scorge un`allegoria della successione dei regni e della loro potenza politica nel mondo fino all`epoca alessandrina, e dell`instaurazione di un regno universale, senza tramonto. da allora il testo di daniele sara` oggetto di un conflitto interpretativo proseguito per secoli. in questo libro l`autore ricostruisce la storia delle reazioni alla profezia di daniele, illuminando in particolare la controversia moderna in un arco temporale che dalla riforma luterana giunge ai testi puritani del seicento e a cromwell, al newton `teologico` e all`illuminismo settecentesco.

il libro di middleton si propone di introdurre gli studenti alle teorie e alla letteratura piu` importanti e stimolare gli studiosi a gli appassionati di musica a un`ulteriore ricerca. il testo si concentra sulla musica inglese e americana degli ultimi due secoli e piu` specificamente del novecento. il tema dominante e` la qualita` elusiva della "popolarita`" che si riscontra in tantissimi stili musicali: dalla canzone folk alla canzone da music hall, dal blues al rock and roll, dal punk alla disco. capire che cosa sia veramente questa "popolarita`" e quale sia la "musicalita` dei processi che conferiscono alla popular music questo effetto, richiede una teoria culturale della musica che, allo stesso tempo, possa porre le basi di una "musicologia della cultura".


il libro raccoglie dieci saggi pubblicati su riviste specializzate tra il 1986 e il 1990, parzialmente riscritti e dedicati allo stesso tema: le conseguenze e le debolezze etico-politiche del pensiero post-moderno (heidegger, derrida, foucault, rorty). bernstein nasce nell`ambito del pragmatismo americano. successivamente e` stato allievo di habermas e ha abbandonato le posizioni iniziali per avvicinarsi alle filosofie continentali, con particolare riguardo per derrida e il decostruzionismo. e` un libro destinato a filosofi e cultori di scienze sociali e politiche, e piu` in generale a chi segue il dibattito sul postmoderno e gli sviluppi recenti della filosofia in america.





















