







dal remoto 1969 giancarlo majorino lavora a un`opera di grande respiro, un romanzo in versi, un poema capace di assorbire e di restituire nel racconto poetico vicende e sentimenti catturati nel reale e nel vissuto di decenni. di questo progetto, ci perviene quello che e` al tempo stesso un prologo e un`anticipazione, in quanto "prossimamente" e` un testo in cui majorino coinvolge, in una composizione maturata in anni recenti e che gia` annuncia il poema, alcuni brani del poema stesso. "prossimamente" si presenta come un continuum, come un fluire debordante, in cui majorino non trova quiete in alcuna definizione formale. passa dal verso alla prosa, dal magma del recitativo a un canto pastoso o a violente percussioni.

"manfred" vede l`incontro della poesia di patrizia valduga con la pittura di giovanni manfredini, un incontro che si manifesta nella materialita` del suo farsi, pagina dopo pagina, ritmo e immagine, ed e`, naturalmente, nel segno del nero, simbolo per entrambi dell`intreccio mortale e salvifico tra liberta` e costrizione, fra l`azzardo del "cosa" e il rigore del "come".

a distanza di quattro anni dal precedente libro maurizio cucchi propone un`opera unitaria, una sorta di romanzo in versi per frammenti, secondo una formula che gli e` particolarmente congeniale. c`e` un protagonista, cha appare e talvolta si ritrae, che e` una proiezione dell`autore stesso, e che riflette, tra accidia e amore per la vita, su vari argomenti chiave dell`esistenza in genere e del proprio tempo. parla cosi` dei propri viaggi, si interroga sul rapporto fra fisicita` e psicologia, si confronta con la vita animale, cerca di capire i mutamenti d`epoca, introduce tra ricordo e presenza reale il valore fondante degli affetti.

critico letterario e poeta, nato a bologna nel 1920, giuliano gramigna sembra trarre dalla vecchiaia il miracolo di una semplicita` profonda e di un`impressionante lucidita` di sguardo sulle cose. il poeta considera, come dice il titolo, "quello che resta", vede l`esistere come un mediocre residuo, e prende nota degli strani barlumi di senso che gli pervengono dal presente o dalla memoria.






il libro arriva quattro anni dopo "vedere cose" e ne rappresenta l`ideale continuazione. la poesia di heaney incide il tempo delle cose, sfiora la storia dei grandi e fissa per sempre l`elegia familiare. tornano i grandi artigiani intenti al lavoro, i suoni liquidi e ondeggianti di risacche e scrosci, i colori del cielo di irlanda di contro ai paesaggi dove vento e luce si incontrano a ridosso dell`oceano. la naturale concisione di heaney lascia talvolta il posto a un andamento narrativo piu` sciolto, mentre il verso si libera e fluttua nel racconto di un ricordo per tornare docile alla terzina, alla semirima, all`allitterazione come chiave sonora per aprire il mistero delle cose.


l`ambientazione dei testi poetici di erba e` nella citta` di milano, che fa da cornice attiva, capace di suscitare sensazioni molteplici. una novita` del libro e` anche fornita dalla sua parte conclusiva, che e` una scelta di versioni da un grandissimo poeta francese, francois villon.



bacchini e` poeta fedele ai propri luoghi e alla propria terra, la bassa padana, eppure ha modi e tematiche che lo distaccano dalle maggiori linee di tendenza della nostra poesia recente. il suo amore per la natura, per la vita animale e soprattutto vegetale, per gli infiniti microcosmi che si agitano nelle piante o negli insetti, lo hanno fatto definire come una sorta di poeta-scienziato. ma bacchini non e` certo un poeta freddo e distaccato, e` bensi` un poeta che sa leggere con emozione il moltiplicarsi delle sfumature e delle vertigini tra vita e morte nella realta` naturale. questo volume si propone come un`antologia della sua produzione edita e inedita.

nicola vitale, che e` anche pittore, ha finora pubblicato versi solo in antologie o riviste. questo volume raccoglie il meglio della sua produzione dall`83 al `96.

la prima sezione del volume comprende una scelta dell`opera d`esordio, "forse un viso tra mille"; la seconda presenta buona parte di "e tu che m`ascolti", la sua raccolta piu` nota; la terza e` una selezione di una sessantina di inediti. il percorso di bellintani e` dunque rappresentato dai testi giovanili a quelli della vecchiaia, ed e` il percorso di un poeta non assimilabile a gruppi o scuole, ma dotato di un`energia autonoma. una postfazione di maurizio cucchi presenta i caratteri del poeta e del personaggio.

il libro racconta la storia di una famiglia in un lungo arco di anni. una dopo l`altra le generazioni si succedono nella stessa casa, al centro dello stesso podere, in apparente tranquillita`. ma il viaggio all`indietro verso l`origine rivela zone d`ombra e di mistero. non e` tutto stato come si tramanda e cio` che si scopre tra le reliquie e le memorie della famiglia e` la vertigine del proprio destino.



























