

terzo giallo di andrea camilleri che vede come protagonista salvo montalbano, il commissario di stanza a viga`ta, immaginaria cittadina siciliana. questa volta il commissario, sospetta l`esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di mazara del vallo e quella di un commerciante di viga`ta accoltellato dentro un ascensore. per camilleri la sicilia di oggi e` fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale ne` risaputa.


















siamo nella francia del 1830, anno della rivoluzione di luglio. le inchieste del capitano martial, comandante della "mezza brigata" di polizia a cavallo, incrociano le strade dei tre partiti in lotta, orleanista, legittimista filoborbone e repubblicano, ma soprattutto prendono forma e si sviluppano secondo un concetto molto personale che il capitano ha del suo potere professionale... portato a seguire il filo dell`avventura piuttosto che quello dell`indagine sistematica, martial lascia spesso che la passione per i cavalli e per le bevute, oppure il rispetto di un "gentlemen`s agreement" predominino su una visione strettamente legalista della giustizia.

il libro comprende una raccolta di testi di vari autori: whitman, mary cholmondeley, o. henry, zangwill, post, saki, chesterton, london, ring lardner e karol capek.

il fenomeno del giallo italiano fu dapprima incoraggiato e anzi gonfiato dall`autarchismo fascista, per poi finire soffocato dalle rigide imposizioni del regime. questo non impedi` ad alcuni autori di scrivere eccellenti "crime stories": tra quelli qui antologizzati ricordiamo alessandro varaldo, tito a. spagnol, lo sceneggiatore cinematografico edoardo anton, il futuro leader politico guglielmo giannini e la grande luciania peverelli.


quando, nel 1661, luigi xiv assunse le redini del governo, annuncio` che da quel giorno niente doveva essere piu` fatto in francia se non dietro suo ordine. per nobili, cortigiani, intellettuali e intellettuali-cortigiani, come racine, si tratto` allora di adeguarsi o perire. una "terza via" fu pero` adottata da alcuni che riuscirono a defilarsi, sia pure a prezzo di "scomparire dalla storia". l`autrice riporta alla luce le vicende di personaggi - ora famosi come la fontaine che si fingeva svanito, ora meno noti, quali l`indovino e avvelenatore primo visconti - accomunati dall`aver adottato quelle "tattiche di fuga" dall`oppressione regale nelle quali si conservo` una parte dello spirito di francia.






senza mai allontanarsi dal tavolo d`angolo di un caffe`, il "vecchio nell`angolo" risolve uno dopo l`altro i casi che gli vengono sottoposti, basandosi solo su quanto gli viene riferito e sull`uso della logica.

le vicende femminili hanno sempre avuto notevole importanza all`interno della narrativa, soprattutto ottocentesca, configurandosi nei termini di materiali sentiti come altamente romanzeschi. c`e` sempre una figura di donna (in questo caso una pioniera rapita dagli indiani della pampa argentina) intorno alla quale la narrazione lavora per costruire un ritratto eccezionale.



dafnis, segretaria devota ed innamorata dell`avvocato di baires joaquin raventos, e` sgomenta spettatrice del divampare della passione del datore di lavoro per una strana cliente, la bella vedova thedenat, una giovane ebrea che aveva contratto un matrimonio di convenienza per sfuggire alla persecuzione antisemita in europa. dafnis sa che i due si preparano ormai alle nozze, ma un giorno, al ritorno in ufficio dopo le vacanze... il colpo di scena con il quale si chiude la prima parte del romanzo viene giustificato nella seconda parte, che narra la stessa vicenda da un`altro punto di vista.













il nome di galsworthy non deve rimanere associato esclusivamente alla saga dei forsyte. c`e`, infatti, un nutrito filone della sua opera, di cui "il primo e l`ultimo" e` un esempio, nel quale rispetto all`abituale affresco sociale ha maggiore spazio il tema della giustizia, che ossessiono` sempre l`autore, critico soprattutto di una concezione formalistica della legge. qui la storia e` quella di un uomo, fratello del procuratore del re ad edimburgo, il quale, commesso un omicidio, vorrebbe autodenunciarsi...











e` un dramma raccontato a tinte forti, su uno sfondo paesano abruzzese. scarfoglio, giovanissimo, era incerto nelle scelte tematiche e linguistiche, guardava maestri come zola, verga, capuana. questa novella, ben tagliata, venne fuori quasi per miracolo tra prove a volte troppo ambiziose, a volte mediocri.



















"la gentilezza del volto" o "la gentilezza del tocco"? quale la frase giusta? e` il problema che si trova ad affrontare un correttore di bozze a proposito di un articolo su una pianista. il "tocco" sarebbe piu` conseguente, ma il "volto" suggerisce scenari d`amore e d`azione da cui il nostro correttore si lascia sedurre. ma cosa, se non il dire, ci seduce? seduzione mortificata in "nessuno" dove un giovane si chiudera` sempre piu` in se stesso fino a che una parola, un gesto non lo restitueranno alla vita con gli altri e alla propria. se la scelta di pubblicare una sceneggiatura obbedisce al criterio di offrire ulteriori materiali alla riflessione di registi e lettori, per calogero valgono ragioni diverse: quelle che derivano dalla centralita` della parola.

il volume raccoglie alcuni racconti di alessandro defilippi. tra gli altri: "una leffe rossa", "il sogno di un elefante", "l`appartamento", "una lunga consuetudine". specchi fragili ma necessari, i "luoghi" di questi racconti rimandano al sogno che li ha creati, che e` poi quello, che la scrittura di defilippi suggerisce, di una nuova leggerezza.

di orazio, de marchis rievoca temi e tracce biografiche: gli studi a roma e ad atene, la partecipazione alla battaglia di filippi sotto le insegne di bruto, la riabilitazione e il suo definitivo avvicinarsi ad ottaviano, complice la benevolenza di mecenate. della sua opera sono i carmi privati (del distacco, del tramonto, dell`addio), quelli su cui l`autore si sofferma maggiormente e due di essi, rivolti rispettivamente al ragazzo e alla ragazza del titolo, sono la guida attraverso la quale de marchis vuole farci partecipare a questo mondo solo apparentemente lontano.


l`eta` delle rivoluzioni porta dovunque in primo piano l`emergere di nuovi soggetti, e con essi, di nuovi diritti. soggetti e diritti a lungo contestati e che sono oggetto per tutto l`ottocento di accesi dibattiti. la storia della rivolta minorile nella "colonia" penale di mettray, oggetto del "rapporto segreto sull`infanzia al xix secolo" che soriano attribuisce alla penna di gobineau, e` in tal senso significativa. l`anelito alla libera autodeterminazione si scontra qui con i piu` sottili calcoli di un potere capace di smontare, dall`interno, ogni possibile coscienza, e di raggiungere, attraverso una contabilita` dell`odio precisa ed efficace, l`obiettivo del miope asservimento della coscienza al potere.