
la vicenda si colloca nell`inghilterra del xii secolo sullo sfondo dei contrasti tra sassoni e normanni. ivanhoe, figlio di cedric, ama, riamato, lady rowena. ma cedric ha deciso di dare in moglie rowena a athelstane per riportara una stirpe sassone sul trono e bandisce ivanhoe, amico del re normanno riccardo cuor di leone. il giovane va crociato al seguito di riccardo mentre, assente il re, giovanni usurpa il trono. al ritorno dei crociati, ivanhoe batte tutti i campioni dell`usurpatore. ma i nobili normanni lo fanno prigioniero con cedric, rowena e athelstane. vengono pero` liberati da re riccardo e robin hood. ivanhoe e rowena infine si sposano. introduzione di francesco marrone.

voleva davvero buttarsi giu` dal ponte la donna trattenuta una mattina da raimund gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. la mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, l`altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a lisbona, dove spera di rintracciare l`autore. da questo momento decolla una vicenda che costringera` gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante berna.

le parole della costituzione rompono le righe e si mettono a giocare. cosi` gli articoli diventano filastrocche, immagini poetiche per far conoscere ai bambini i principi fondamentali, i doveri inderogabili e i diritti inviolabili come la liberta`, l`uguaglianza, la pace, la giustizia, la dignita` e il lavoro. per sentirsi veri cittadini e vivere insieme nel pieno rispetto reciproco. eta` di lettura: da 8 anni.

santiago nasar morira`. i gemelli vicario hanno gia` affilato i loro coltelli nel negozio di faustino santos. a manaure, "villaggio bruciato dal sale dei caraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita angela vendicheranno l`onore di quella verginita` rubatale in modo misterioso dall`aitante santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunche` per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l`alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il nasar. e cosi` la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa si` che la fine di santiago si compia per un concorso di fatalita` ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perche` qualcuno impedisca loro l`esecuzione. basato su un fatto reale, cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del nobel a garcia marquez) e, pur nella brevita`, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell`assurdita` della vita, l`apoteosi della fatalita`.

due famiglie, i jones e gli iqbal, le cui vite sconclusionate racchiudono gli ottimismi e le contraddizioni del secolo appena concluso. archie jones e` un tipico proletario inglese, mentre il suo migliore amico e` il bengalese e mussulmano samad iqbal. si sono conosciuti su un carrarmato alla fine della seconda guerra mondiale, diretti a istanbul e ignari del fatto che la guerra era gia` finita. riunitasi a londra trent`anni dopo, questa coppia improbabile si ritrova coinvolta nel ciclone politico, razziale e sessuale di quei tempi.

mortina e` una bambina, ma e` diversa dagli altri: e` una bambina zombie. vive a villa decadente con la zia dipartita e per amico ha un levriero albino di nome mesto, da cui non si separa mai. mortina vorrebbe avere amici della sua eta` con cui giocare e divertirsi, ma le e` proibito farsi vedere dagli altri: potrebbero spaventarsi. un giorno pero` arriva l`occasione giusta: la festa di halloween! mortina non deve nemmeno travestirsi... ma cosa succede quando gli altri bambini scoprono che lei non indossa nessuna maschera? eta` di lettura: da 6 anni.

bologna, 1992. alex d., diciassette anni, figlio modello della buona borghesia, decide di "uscire dal gruppo", di rompere gli schemi, di fare un "salto" fuori dal "cerchio che ci hanno disegnato attorno". in una parola, cresce. lo fa attraverso le pedalate disperate su in collina, la musica furibonda dei sex pistols e degli hot chili peppers, l`amore di adelaide, la sofferenza per la perdita dell`amico martino... senza gesti eclatanti, alex volta le spalle a tutto e a tutti, in nome di un presente libero e felice, di una umanissima richiesta di autenticita`. "jack frusciante e` uscito dal gruppo" e` ormai un piccolo classico contemporaneo, un libro che ha fatto la storia dell`editoria italiana. nelle pagine di questo romanzo-manifesto adottato da piu` generazioni di adolescenti, un autore giovanissimo ha raccontato gli smarrimenti e gli ardori dei diciott`anni: una storia fresca e intensa, narrata senza filtri da una voce nuova, capace di fondere rabbia e ironia.

st louis, 1857. dopo aver perso la sua flotta commerciale e ormai sull`orlo della bancarotta, il burbero capitano abner marsh accetta l`offerta di uno straniero bizzarro, joshua york, che non solo si offre di rilevare meta` delle quote della compagnia, ma anticipa anche il denaro per costruire un nuovo battello, il piu` lussuoso e veloce mai visto lungo il mississippi, battezzato fevre dream. poche le condizioni poste: non disturbare mai york durante il giorno ed eseguire sempre alla lettera i suoi ordini, per quanto insoliti, senza fare domande. tutto sembra andare per il meglio. ma, a mano a mano che il battello discende il tortuoso corso del fiume, marsh si insospettisce sempre di piu`. perche` york si mostra soltanto di notte? e cos`e` quel vino nerastro dall`aspetto disgustoso con cui lui e i suoi amici si dissetano ogni sera? marsh decide di andare in fondo al mistero di joshua york; ancora non sa di essersi unito a una spedizione piu` sinistra del suo peggiore incubo, e del piu` irrealizzabile sogno dell`umanita`.

lucio, protagonista e narratore, in tessaglia per affari, abita a casa di milone e di sua moglie panfile, ritenuta una maga. procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato panfile in uccello, lucio si trasforma pero` in asino. dei ladri saccheggiano la casa di milone e caricano l`asino lucio del bottino. giunto poi alla caverna dei briganti, lucio ascolta la favola di amore e psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finche` non si addormenta sulla spiaggia di cencree. in sogno gli appare la dea iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana. lucio esegue le indicazioni della dea e si fa iniziare al suo culto.

messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del teatro sant`angelo a venezia nel 1753, "la locandiera" piacque subito molto, anche se forse non riusci` ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. originale, spiazzante, giocata su una storia d`amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, "la locandiera" era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. piu` che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull`egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura mirandolina, civetta e donna d`affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche e soprattutto di quelli che fanno sfoggio di un`esasperata misoginia. postfazione di giorgio strehler.

gorston hall, longdale, campagna inglese. anni trenta. natale. le famiglie accantonano i contrasti e si riuniscono per festeggiare, a volte solo con lo scopo di mascherare odi e rivalita` feroci. e infatti la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico simeon lee, che ha chiamato attorno a se` figli e nipoti, si trasforma in dramma. il vecchio patriarca viene misteriosamente ucciso in una stanza chiusa dall`interno. l`assassino e` un membro della famiglia? tutti sono sospettabili, tutti hanno un motivo per volere la sua morte. prefazione e postfazione di marco polillo.

"calvino manda ogni tanto al quotidiano a cui collabora un articolo su un`esposizione insolita, che gli permette di raccontare una storia attraverso una sfilata d`oggetti: antichi mappamondi, manichini di cera, stampe popolari, vestigia di culture tribali... alcuni tratti della fisionomia dello scrittore vengono fuori in queste pagine: onnivora curiosita` enciclopedica e discreta presa di distanza da ogni specialismo; rispetto del giornalismo come informazione impersonale e piacere d`affidare le proprie opinioni a osservazioni marginali o di nasconderle tra le righe; meticolosita` ossessiva e contemplazione spassionata della verita` del mondo."

armin e wulf, figli del principe germanico sigmer, vengono catturati da una pattuglia di soldati romani. devono abbandonare la terra natale e il padre, per essere condotti a roma. sono principi, per quanto barbari. e saranno educati secondo i costumi dell`impero, fino a diventare comandanti degli ausiliari germanici delle legioni di augusto. impareranno una nuova lingua, adotteranno nuove abitudini, un modo diverso di pensare. diventeranno arminius e flavus, cittadini romani e giovani guerrieri stimati da tutta roma, capaci di conquistarsi la fiducia dello stesso princeps augusto. ma il richiamo del sangue e` davvero spento in loro? la fedelta` agli avi puo` portare alla decisione di tradire la terra che li ha adottati a favore di quella che li ha generati? valerio massimo manfredi racconta, unendo alla perfezione esattezza storica e respiro epico, la vicenda straordinaria di due fratelli, due guerrieri, le cui scelte hanno portato a teutoburgo, lo scontro decisivo tra romani e germani, la battaglia che ha cambiato il destino dell`impero romano e del mondo.

opera dalla genesi complessa, meditata da cassola per oltre un decennio a partire dal nucleo di un racconto dal medesimo titolo, "il taglio del bosco" vide la luce nella sua forma definitiva nel 1959 da einaudi. si tratta di una raccolta di "racconti lunghi e romanzi brevi" che ruotano intorno al tema della perdita degli affetti (tema che divenne dominante nella produzione dello scrittore soprattutto dopo la scomparsa della moglie, avvenuta nel 1949) cui si aggiunge quello dell`impegno civile. l`introduzione e` dello scrittore manlio cancogni, vincitore dello strega nel 1973 con "allegri, gioventu`", che conobbe molto bene cassola e ne fu intimo amico.

in una sera nebbiosa, qualcuno ha seguito e assassinato il povero reverendo gorman, recatosi a portare gli ultimi conforti a una moribonda. chi puo` essersi macchiato dell`omicidio di un generoso sacerdote apparentemente amato e stimato da tutti? la polizia avanza l`ipotesi che l`omicidio sia legato a una strana lista ritrovata in una scarpa del cadavere, un elenco di persone che pero` non sembrano avere alcun elemento in comune fra loro. venuto a conoscenza della cosa, lo scrittore mark easterbrook, ricordandosi di una strana lite di cui era stato testimone, collega i fatti e comincia a indagare. prefazione di julian symons.

un attempato professore sconvolto dalla visione di uno splendido adolescente, uno strano amore nato in un sanatorio, un`incerta vocazione letteraria che si scontra con un richiamo alla normalita` borghese. grottesco e tragedia si intrecciano paradossalmente nei tre brevi capolavori del piu` importante scrittore tedesco della prima meta` del novecento.

meditata a partire dal 1863, piu` volte rivista e riscritta fino alla versione del 1886, "guerra e pace" e` l`opera piu` nota di tolsto`j e una delle piu` lette e amate della letteratura universale. in queste pagine di altissima scrittura, in cui spiccano le celeberrime figure della contessina nata`sha rosto`va e del principe andre`j bolko`nskij, si narrano le vicende di due famiglie dell`aristocrazia russa, i bolko`nskij e i rosto`v appunto, sullo sfondo della russia patriarcale e contadina devastata dalle guerre e dall`invasione di napoleone, ma ancor piu` sconvolta dall`influsso, borghese e civilissimo, dell`europa occidentale. della grande russia di inizio ottocento "guerra e pace" e` infatti insieme il magnifico epos e la struggente elegia. un capolavoro che esce dagli angusti confini del romanzo, per ampliarsi e trasformarsi al di la` di ogni definizione di genere, e diventare di volta in volta romanzo storico, cronaca familiare, trattato storiografico, pamphlet, testo filosofico. postfazione di heinrich boll.

lo haiku, la piu` piccola forma di poesia esistente, scandito in tre versi di cinque, sette, cinque sillabe, affonda le radici nel passato remoto della cultura nipponica: originariamente era la prima strofa (hokku) di un componimento piu` lungo, ma acquisto` un`importanza sempre crescente fino a essere riconosciuto come genere indipendente. questa antologia ne segue lo sviluppo dalla prima grande fioritura nel seicento, epoca di profondo rinnovamento sociale in giappone, fino alle soglie della contemporaneita`, attraverso le traduzioni che mirano a restituire al pubblico italiano l`icasticita` e la purezza di una forma espressiva che ha sempre affascinato l`occidente.

solenni, pervase di uno spirito profetico quasi biblico, le tragedie "agamennone", "coefore" ed "eumenidi" compongono l`"orestea", l`unica trilogia del teatro greco che ci sia giunta completa. narrano l`assassinio di agamennone da parte della moglie clitennestra, furiosa per il sacrificio della figlia ifigenia; la vendetta del figlio oreste, che uccide la madre e viene poi perseguitato dalle erinni e infine la sua assoluzione da parte del tribunale dell`areopago. eschilo fa coesistere, in un unico indissolubile insieme, le passioni, il misterioso e ambiguo groviglio di sentimenti che dominano i casi della sventurata famiglia degli atridi e una discussione, attualissima, sui principi etici, giuridici e religiosi della societa`. un ciclo di straordinaria potenza espressiva, che mette in scena la consacrazione del diritto al posto della vendetta.

"i volonterosi carnefici di hitler" e` stato uno dei casi piu` clamorosi della storiografia degli ultimi decenni, un saggio che ha suscitato un intenso dibattito, in germania e non solo, divenendo in breve un bestseller. daniel j. goldhagen ripropone l`inquietante interrogativo di come abbia potuto il popolo tedesco, una delle grandi nazioni della civile europa, compiere il piu` mostruoso genocidio mai avvenuto. esaminando le figure degli e l`antisemitismo radicato nella societa` tedesca fra il 1933 e il `45, attingendo a materiale inedito e a testimonianze dirette, goldhagen dimostra che i responsabili dell`olocausto non furono solo le ss o i membri del partito nazista, ma i tedeschi di ogni estrazione sociale, uomini e donne comuni che brutalizzarono e assassinarono ebrei per convinzione ideologica e per libera scelta, senza subire pressioni psicologiche o sociali. uno sconvolgente atto d`accusa, un`opera scientifica nel metodo e provocatoria nelle conclusioni, che e` fondamentale per comprendere la peggiore tragedia del xx secolo.

il volume raccoglie l`intero corpus delle poesie di sandro penna, le prose pubblicate in vita dall`autore e una scelta cospicua degli scritti di diario finora inediti. la curatela di roberto deidier - cui si affianca elio pecora nella preziosa e intensa cronologia - consente la lettura avvertita e partecipe di uno dei massimi poeti del novecento, e stabilisce un nuovo ordinamento delle poesie, sostenuto da un accurato lavoro critico e filologico. un efficace ritratto di "penna secondo penna", ricco di testimonianze inedite. tutta l`originalita` di un poeta che - ha detto garboli - .

ripercorrere l`intero cammino compiuto da milo de angelis, uno dei pochi veri protagonisti della poesia, non solo italiana, tra novecento e nuovo secolo, e` un`avventura stimolante e capace di aprirci sempre nuovi scenari di emozione, dove l`acutezza del dolore e la presenza del male non si impongono mai, definitivamente, sulla vitalita` potente della parola poetica. la complessita` in costante tensione di questa lirica si rivela nel 1976 con "somiglianze", esordio di un autore giovanissimo, perfettamente padrone, gia` allora, di una lingua poetica esatta e tagliente, capace di esprimere senza enfasi alcuna i vortici di una condizione esistenziale estremamente inquieta. in questo senso, con ferrea coerenza e pur aprendosi a nuove esperienze - la parentesi dialettale, l`osservazione di un mondo urbano incupito, la spinta metafisica - de angelis passa da strutture chiuse e catafratte a improvvise aperture di senso, come in quello che si puo` considerare un classico della sua opera, "tema dell`addio", dove il lutto, il senso profondo e lancinante della perdita e del distacco conducono la lirica in una dimensione drammatica. il viaggio poi prosegue, tra quotidianita` turbata e insinuarsi di venature sinistre, di nuove emergenze del mondo degli affetti e del male, come nel piu` recente "incontri e agguati". questo volume, corredato da un saggio di stefano verdino, e` arricchito da un`autori- flessione del poeta e da un capitolo di inediti giovanili: una incursione alle origini della sua poesia.