
negli annali tacito racconta che l?imperatore tiberio fu costretto dalle circostanze, contro il suo volere, a diventare un tiranno per porre fine definitivamente a discordie e guerre civili. secoli dopo, all?inizio dell?eta moderna, sembro ripetersi una storia simile quando in tutta europa le repubbliche cedettero il passo al principato. cosi, la ricostruzione di tacito, da poco riscoperto, divenne il modello sul quale i filosofi moderni imbastirono la loro riflessione intorno al tema della tirannide. savonarola e machiavelli, guicciardini e bodin, shakespeare e spinoza ne mostrarono pero i limiti. i due poli di questo confronto ideale furono tacito e spinoza poiche proposero due concezioni opposte del potere e, di conseguenza, due posizioni antitetiche nei confronti del governo di uno solo: se per tacito era una necessita ineluttabile, per spinoza era un male da evitare a tutti i costi. e significativo, pero, che unanime fu l?interpretazione della tirannide: un potere opaco, ?velato?, dai contorni e dalle finalita occulte. un potere che oggi sembra tornare a stendere la propria ombra sulla nostra societa.

vogliamo avere il `controllo della situazione` senza esserne ossessionati; vogliamo sfuggire alla morsa del controllo senza finire `fuori controllo`. cosa cerchiamo nel controllo di noi stessi, degli altri e del mondo e cosa ci lascia insoddisfatti se lo otteniamo? in che consiste, dunque, il controllo? il libro intende rispondere a questa domanda e lo fa interrogando la storia e i contorni di questo concetto, attraverso la filosofia, il diritto, la sociologia. ma, soprattutto, attraverso l`arte contemporanea, in particolare attraverso le opere di due grandi artisti. tehching hsieh - `il maestro` secondo marina abramovic - con le sue incredibili performance, tutte della durata di un anno, che rivelano i risvolti piu` intimi del nostro rapporto con il controllo e l`incontrollabilita` e chiamano in causa la relazione tra l`arte e il grande libro confuciano `dei mutamenti`, i ching. thomas hirschhorn, uno dei protagonisti della scena artistica contemporanea, che lavora alle sue opere `sotto la soglia del controllo`, facendo emergere i rapporti incommensurabili tra l`ipersensibilita` dell`occidente e il suo risvolto oscuro, quello che affiora dal dark web e dalle violenze planetarie.

dal 1990 a oggi un`ondata di guerre civili si e` abbattuta su singoli paesi e intere aree regionali: la jugoslavia all`indomani della fine della guerra fredda, la somalia, l`africa occidentale e la regione dei grandi laghi nei dieci anni immediatamente successivi, il medio oriente, l`africa settentrionale e l`ucraina nel periodo piu` vicino a noi. questa proliferazione di guerre civili ha attirato l`attenzione di decisori politici, operatori umanitari, giornalisti e, naturalmente, studiosi. ma, allo stesso tempo, li ha convinti sempre di piu` a vedere nella guerra civile un fenomeno marginale, confinato una volta per tutte fuori degli spazi `centrali` del sistema internazionale e associato a qualche forma di arretratezza economica, politica o persino culturale. allargando la prospettiva oltre l`ultimo trentennio, il libro rovescia questa immagine. e sufficiente attingere all`esperienza storica, infatti, per constatare che la guerra civile costituisce un`esperienza centrale nella storia europea (e italiana). attorno a essa ruotano alcune delle determinanti fondamentali dell`ordine politico: l`edificazione e la successiva implosione della distinzione tra `noi` e gli `altri` la conseguente separazione tra cio` che e` dentro e cio` che e` fuori dall`unita` politica e, quindi, tra politica `interna` e politica `estera` la distinzione ancora piu` capitale tra violenza `buona` e violenza `cattiva`, `legittima` e `illegittima`, `legale` e `criminale`.

"vorrei richiamare l`attenzione su alcuni aspetti di quella sostanza normativa della democrazia che dobbiamo oggi difendere dalle tendenze che vorrebbero trasformarla in una semplice maschera costituzionale dei meccanismi di mercato. si tratta infatti di capire che cosa noi vogliamo salvare e recuperare nella costellazione posnazionale di una societa` mondiale in via di formazione." (dalla prefazione di jurgen habermas). una delle opere principali del grande filosofo tedesco, una grande sintesi sul rapporto tra etica, morale e diritto.

se noi donne fossimo umane, saremmo trasportate come merce pronta a essere venduta dalla thailandia al bordelli di new york? saremmo date in sposa ai sacerdoti, in cambio di denaro per espiare i peccati della nostra famiglia, o per migliorare le prospettive terrene della nostra famiglia? ci sarebbe impedito di imparare a leggere e a scrivere? avremmo cosi` poca voce in capitolo nelle deliberazioni pubbliche e nel governo del paesi in cui viviamo? saremmo sessualmente molestate all`interno delle nostre famiglie? saremmo stuprate durante i genocidi per terrorizzare, espellere e distruggere le nostre comunita` etniche, o stuprate durante la guerra non dichiarata che si svolge ogni giorno e in ogni paese del mondo nel cosiddetto tempo di pace? e, se fossimo umane, e queste cose accadessero, non ci sarebbe nulla da fare in proposito?": catharine a. mackinnon non ha dubbi, quel che accade alle donne ha poco a che fare con i diritti umani e c`e` ancora moltissimo da fare, perche` nonostante i buoni propositi e le normative, la societa` resta sessista e a molte, troppe donne e` negata la dignita` oltre che l`eguaglianza. mackinnon, avvocatessa e ordinaria di diritto alla university of michigan law school e` da decenni impegnata a modificare un diritto che riflette il potere maschile. questa raccolta di scritti copre un ampio spazio temporale, dai primi anni `80 fino al 2000.

il confronto che la chiesa cattolica sta sostenendo con una serie di sfide, poste dalla modernita`, rischia di trasformarsi in un vero e proprio conflitto. contribuisce alla crisi l`ingerenza delle gerarchie ecclesiali in campi, dalla politica alla indagine scientifica, che la costituzione italiana affida unicamente all`iniziativa statale o che la moderna ragione ha costruito in funzione del principio della libera ricerca. la radicalizzazione dello scontro, il crescere delle polemiche, l`inevitabile necessita` di prendere posizione in un confronto che coinvolge tutti, non deve oscurare pero` la necessita` di conoscere le posizioni degli avversari in campo.

questi anni saranno ricordati per l`irrompere sulla scena della protesta antiglobalizzazione. una protesta che, esplosa a seattle alla fine del 1999, si e` imposta definitivamente all`attenzione dell`opinione pubblica con i fatti di genova dell`estate 2001. il volume offre spiegazioni a interrogativi che, sollevati a piu` riprese dai mass media in italia e all`estero, trovano solitamente risposte viziate da reazioni emotive e da giudizi di parte.


i problemi dei paesi in via di sviluppo coinvolgono l`intera umanita`: l`ambiente e le condizioni di vita sulla terra, i flussi migratori, gli spostamenti fra paesi diversi di unita` produttive.i percorsi dei paesi del terzo mondo sono molto differenziati ed e` ingannevole parlare ottimisticamente di un processo generale di convergenza cosi` come ingannevole parlare di poverta` del terzo mondo. per individuare gli interventi da compiere occorre interpretare le diverse situazioni e tornare all`approccio degli economisti classici, in particolare adamo smith. e` a lui che si richiama la strategia proposta in questo libro, una strategia di riforme riguardanti i trasferimenti della terra, il sistema dei contratti agrari....

e` opinione diffusa che la globalizzazione offra grandi opportunita` per il progresso umano. tuttavia questo processo crea anche nuovi pericoli: per la sicurezza umana nel campo del lavoro e del reddito, per la coesione sociale a causa del progressivo divario tra le nuove, immense ricchezze e le nuove, estreme poverta`. e` indispensabile, percio`, che il processo di globalizzazione venga sottoposto a qualche forma di regolazione a livello nazionale e internazionale.











questi "diari europei" sono appunti, riflessioni, descrizioni dei viaggi e dei colloqui che dahrendorf ha avuto con imprenditori, ministri e uomini politici. un motivo non secondario dell`attrazione suscitata da questi schizzi e` dato dall`ironia con cui sono presentati gli eventi politici e statali piu` rilevanti. vi si affrontano questioni serie come gli sviluppi degli avvenimenti in europa orientale, il ritorno della destra in italia, le chances di maastricht. i testi nascono dai contributi pubblicati a partire dal 1992 sulla rivista tedesca "merkur" e poi tradotti, tranne alcuni, sulla rivista italiana "micromega" e vengono preceduti da una introduzione appositamente scritta per questa edizione.








in prima edizione gli scritti "nascosti" di saussure che offrono nuovi spunti di interpretazione della teoria generale del linguaggio.

da "il caso e la necessita`" al "caso e la liberta`". scienziati, psicologi e filosofi pongono l`accento sul valore critico della scelta, della creativita` e della responsabilita` del ricercatore.

tre teorie della societa` e della politica, cruciali nella cultura del novecento, analizzate da un maestro della storiografia filosofica tedesca. la prefazione e` di ernst nolte.

il volume contiene saggi di: e. agazzi, d. antiseri, g. cotroneo, g. giorello, v. mathieu, a. negri, l. pellicani, m. pera, s. ricossa, i. scardovi, d. settembrini.



in questi dodici saggi habermas si confronta con i temi dei grandi pensatori che lo hanno ispirato maggiormente: la comunicazione secondo peirce, il mondo della vita in husserl, la concezione del mondo secondo heidegger, l`attualita` di wittgenstein, lo sviluppo del pensiero di horkheimer, la nuova teologia statunitense, la cultura per simmel, la psicologia sociale di mitscherlich. completa il quadro una ricognizione delle correnti della sociologia tedesca, dalla repubblica di weimar alla germania odierna.


duby e geremek si sono conosciuti a varsavia nel 1960, e da allora la loro amicizia si e` alimentata delle molte pasioni comuni: la storia, il medioevo, certo, ma, piu` in particolare, una concezione aperta e problematica della storia stessa, e poi una dimensione d`impegno. nel corso della conversazione duby e geremek raccontano la propria esperienza, l`avviamento alle discipline storiche, il maturare dei loro interessi specifici, ma anche il proprio passaggio attraverso le temperie culturali che hanno dominato il nostro continente dagli anni trenta ad oggi.


















