
in che misura i testi antichi greci e latini che noi leggiamo in copie confezionate almeno un millennio dopo che quelle opere erano state scritte, le rispecchiano fedelmente e quali modifiche hanno subi`to? e una questione storica, che ne comporta una piu` operativa: quando si tenta l`edizione di una di quelle opere, quali procedure ci consentono di muoverci in direzione degli originali? e di questo che si occupa la filologia classica, una disciplina coltivata gia` nell`antichita`, fin dal tempo della grande biblioteca di alessandria nel iii e ii secolo a.c., e poi affinatasi principalmente come studio della tradizione. in questo volume luciano canfora si propone di familiarizzare i lettori con i concetti fondamentali di questa disciplina (variante, archetipo, stemma e soprattutto errore), grazie anche al ricorso ad esempi concreti. se nei manoscritti a noi giunti non ci fossero errori, i filologi sarebbero disoccupati. per fortuna ci sono, e percio` gli studiosi da secoli si affannano al fine di ricostruire gli

nel corso di centocinquant`anni l`irlanda ha conosciuto la piu` devastante carestia dei tempi moderni, e` divenuta l`economia industriale d`europa in piu` rapida crescita, e` passata dalla sussistenza alla globalizzazione avanzata. insulare ma cosmopolita, monarchica e repubblicana, culla del moderno terrorismo eppure modello di democrazia parlamentare, con la sua cultura popolare, la sua musica e la sua antica lingua, l`irlanda per gli italiani e` ancora poco conosciuta. questo libro offre un`introduzione aggiornata e critica ai temi e problemi che hanno segnato lo sviluppo di questa nazione nell`epoca contemporanea.

per lo studio dei fenomeni culturali l`autrice propone un modello che chiama "diamante culturale", costituito da quattro "facce": gli oggetti culturali (soggetti, organizzazioni e sistemi che producono oggetti culturali), i destinatari culturali e il mondo sociale. sono quindi discussi i modi in cui il diamante culturale funziona in due casi specifici: i problemi sociali e le transazioni economiche. infine, viene esaminato il rapporto tra cultura e comunita` nell`era della globalizzazione.

un secolo fa i grandi imperi nell`europa orientale crollarono. gli stati che ne hanno preso il posto hanno cercato di emanciparsi dal passato ma l`eredita` asburgica e ottomana e` ancora in molti modi presente. adottando una prospettiva post-imperiale, il volume riesce ad abbracciare in un`unica visione i balcani del novecento, visti come una grande regione caratterizzata da linee di continuita` che l`attraversano pur entro il succedersi dei regimi. confrontando a livello transnazionale gli sviluppi fondamentali in politica, societa`, economia e cultura, il volume mette in luce le differenze e le somiglianze sia dei singoli paesi, sia dell`intera regione nel piu` largo contesto europeo.

dalla marcia su roma al 25 luglio 1943, il volume ripercorre in un racconto puntuale e aggiornato i tratti salienti della vicenda ventennale del regime fascista e ne esamina le forme d`impatto sulla societa` italiana. dopo un capitolo introduttivo sul primo dopoguerra, il fascismo delle origini e la marcia su roma, sono analizzati l`instaurarsi e il consolidarsi della dittatura negli anni venti; i caratteri via via assunti negli anni trenta da un regime teso al totalitarismo; la natura, i limiti, il declino del consenso degli italiani; il mito dell`

come funzionano le mafie? come reclutano le persone, come conducono i loro affari, come risolvono i conflitti e come ricorrono alla violenza? perche` elaborano un sistema cosi` complesso di rituali, regole e codici di condotta? in che cosa si differenziano tra loro, e perche` alcune mafie commettono molti piu` omicidi di altre? il libro mette a confronto sette organizzazioni mafiose: tre italiane (cosa nostra siciliana, camorra, `ndrangheta), cosa nostra americana, yakuza giapponese, triadi cinesi e mafia russa, illustrandone l`architettura e ponendo in relazione i diversi modelli organizzativi adottati con i diversi usi della violenza. sono inoltre discussi i dilemmi che queste organizzazioni devono affrontare per sopravvivere - le tensioni tra segretezza e consenso, legami di sangue e capacita` criminali, accentramento e decentramento -, nella convinzione che comprendere la logica organizzativa delle mafie e` indispensabile per poterle combattere efficacemente. infine, si analizzano i principali cambiamenti nei comportamenti e nelle strategie delle mafie italiane, l`espansione in nuovi territori e il ruolo sempre piu` rilevante dei soggetti contigui esterni.

il laboratorio di un progressivo distacco dalla tradizione del novecento: cosi` appare la produzione letteraria italiana degli ultimi decenni. leggendola come riflesso di piu` generali trasformazioni socio-culturali in corso, simonetti non si limita a indagare autori canonici e capolavori isolati ma interroga l`insieme di innovazioni formali, preferenze tematiche ed orientamenti strutturali di un ampio campione di opere. al di la` di gerarchie consolidate e confini di genere, lo studio della grande letteratura si combina con l`interesse critico per quella produzione mediocre e media, sempre piu` diffusa, il cui principale obiettivo non e` conoscere ma evadere. una mappa del nostro campo letterario, una storia delle forme, un`interpretazione complessiva dei molti modi in cui si scrive oggi.

dalla rinascita ottocentesca allo scontro con la modernita`, all`impatto con la dimensione politica, alle posizioni piu` recenti dell`islam radicale e del pensiero femminile, questo libro traccia un articolato profilo del pensiero islamico contemporaneo. come gia` in epoca medievale, esso si rapporta dialetticamente con il pensiero e la filosofia occidentali, ma sviluppa proprie linee originali di ricerca. un quadro assai vario nel quale, accanto alle posizioni tradizionaliste, si moltiplicano voci dissonanti e coraggiose in cerca di una nuova identita` nel contesto di una cultura islamica proiettata nel moderno.

con l`inizio del novecento si apre l`epoca storica, politica e culturale in cui si pongono le premesse per il dibattito filosofico attuale. sono gli anni della fenomenologia e dell`esistenzialismo, della psicoanalisi e della nuova attenzione per la dimensione sociale dell`individuo, del pragmatismo, della filosofia analitica, della relazione tra filosofia e logica. fra le personalita` di maggior spicco: husserl, heidegger, sartre, russell, moore e wittgenstein.

i lettori troveranno qui una sintesi, compatta, maneggevole e arricchita da un`approfondita discussione storiografica di tutte le questioni nodali, della storia sovietica. il volume si divide in quattro parti: le prime tre sono costituite dall`esposizione della vicenda sovietica a partire dalla grande guerra e dalla rivoluzione d`ottobre fino all`incredibile e imprevisto scioglimento pacifico dell`urss nel dicembre 1991; la quarta enuclea i temi portanti emersi nel dibattito storiografico: il leninismo, lo stalinismo e il terrore, il peso dell`ideologia, le caratteristiche dell`economia, le campagne, le nazionalita`, la politica estera, i motivi del collasso finale.

walter benjamin (1892-1940), filosofo, letterato e teorico della cultura ebreo-tedesco, e` oggi riconosciuto come uno dei piu` originali e acuti pensatori dell`intero novecento. le sue opere, da "il dramma barocco tedesco" (1928) a "l`opera d`arte nell`epoca della sua riproducibilita` tecnica" (1936), sono altrettante pietre miliari nella riflessione critica ed estetica del secolo scorso. la sua vicenda personale, segnata dal fallimento accademico, dall`esilio a parigi e infine dalla tragica morte sulla strada della fuga verso gli stati uniti, appare tipica di un certo tipo di intellettuale, emarginato in vita ma acclamato successivamente come uno "che apre il cammino", un precursore per eccellenza. sulla base di una lettura ravvicinata non soltanto dei suoi scritti piu` noti, ma anche di alcuni dei suoi saggi e frammenti meno conosciuti, il volume di gilloch fornisce una lucida introduzione alla figura e all`opera benjaminiana. ne deriva cosi` un`interpretazione originale dei suoi lavori, che mette in luce la fitta trama di interconnessioni che lega insieme una produzione apparentemente disparata.

publio virgilio marone (70-19 a.c.) e` il poeta latino che piu` di ogni altro ha impresso profonda traccia di se` nella letteratura occidentale dei secoli a venire, da dante a hermann broch. le sue creazioni poetiche - le "bucoliche", le "georgiche" e ancor piu` il suo capolavoro assoluto: l`"eneide" - hanno rappresentato nel tempo un modello di stile per i poeti e una lettura canonica per la classe colta europea. mancavano pero` sinora lavori utili a presentarne la figura e l`opera al di fuori della cerchia degli specialisti. a questo provvede oggi il volume di holzberg, che attraverso un`attenta ricostruzione della vicenda biografica del poeta di mantova, e rileggendo una ricchissima serie di esempi testuali, introduce il lettore al fascino dell`arte di virgilio e al ruolo preminente che questi ebbe nella vita letteraria, politica e sociale dell`eta` augustea.

nato nel 1900 e scomparso nel 2002, hans georg gadamer e` una delle figure che meglio rappresentano, anche sul piano biografico, la stagione filosofica novecentesca. la sua opera principale, "verita` e metodo", e` considerata ormai un classico. ma qual e` davvero la sua ermeneutica filosofica? e come viene svolgendosi e modificandosi nel corso degli anni? il volume racconta la vita del filosofo di marburgo e ripercorre tutte le tappe della sua riflessione, dagli anni della formazione nella sua citta` natale a quelli del nazismo e della guerra a lipsia, dalla nascita dell`ermeneutica a heidelberg fino al suo successo negli stati uniti e nel mondo. il gioco dell`arte, la storia e i suoi effetti, la questione del comprendere, un`etica vicina alla vita, l`orizzonte del linguaggio: sono questi i nuclei teorici attraverso i quali si snoda un pensiero che si allontana sempre piu` da heidegger e sceglie il dialogo di platone per dispiegarsi criticamente. rinunciando a ogni fondazione metafisica ma non all`universalita`, l`ermeneutica filosofica accetta la finitezza e, nel contempo, si apre ad un dialogo infinito nel costante confronto con le altre principali correnti filosofiche contemporanee: la critica dell`ideologia di habermas, il pragmatismo di rorty, la decostruzione di derrida, il pensiero debole di vattimo.

questa nuova edizione del volume contiene molti aggiornamenti e diversi approfondimenti, necessari per meglio comprendere direzione e conseguenze dei formidabili cambiamenti in corso. nell`ultimo decennio, infatti, il controllo delle nascite si e` rapidamente diffuso, la sopravvivenza e` aumentata, la mobilita` e` stata sollecitata da fortissime spinte; gli abitanti del mondo sono cresciuti di circa un miliardo e tutti siamo un poco piu` consapevoli dei limiti del pianeta.

fra il rinascimento e l`illuminismo gli uomini di cultura ebbero il sentimento di formare una comunita`, una sorta di stato virtuale: la repubblica delle lettere. questa espressione, nata nel quattrocento in italia e poi diffusa largamente in europa a partire dal primo cinquecento soprattutto con erasmo da rotterdam, dava forma a un`utopia: che la sfera della cultura potesse essere un mondo autonomo, indipendente dalle divisioni nazionali e religiose e fondato sull`uguaglianza e l`universalita`. hans bots e francoise waquet ripercorrono la storia di questa utopia fra cinque e settecento.

vivarelli ribadisce con forza che il mondo contemporaneo ha le sue origini nell`europa e nella sua civilta`; che l`europa ha tratto la sua forza sia dalla sua superiorita` materiale sia dal quadro dei suoi valori, nel parallelo procedere di progresso materiale e morale. la parabola della storia contemporanea, nella sua linea ascendente come in quella discendente (con il cosi` frequente riemergere della barbarie nel novecento), e` tracciata da vivarelli fondamentalmente sul versante spirituale, dove motore del progresso sono l`idea dell`uomo e della sua liberta`, nonche` l`aspirazione al miglioramento.

il 9 maggio 1950 prende avvio, con la celebre dichiarazione schuman, una vicenda che in poco piu` di mezzo secolo ha riportato l`europa, uscita distrutta dalla terribile esperienza di due guerre mondiali combattute in larga parte sul suo territorio, tra i protagonisti maggiori della scena mondiale. cio` e` stato possibile in virtu` di una progressiva integrazione prima economica e poi politica tra un numero via via crescente di paesi: un percorso accidentato, che oggi ci offre la realta` di una unione tra 25 paesi, pronta a crescere ulteriormente, capace di ricucire le divisioni provocate dalla guerra fredda, avviata a dotarsi di una propria, inedita, costituzione.

terzo volume della serie "storia intellettuale dell`occidente", questo saggio indaga il rinascimento, tradizionalmente visto come l`inizio di una indefinita fase di progresso, analizzandone il momento del declino e della crisi. considerando l`intero complesso della cultura europea, l`autore ricapitola i tratti caratteristici del rinascimento inteso come un generale e ottimistico moto di "liberazione" dell`individuo, del sapere, del tempo, dello spazio e mostra come quella stessa liberazione generasse timori e chiusure e come, sotto il segno dell`inquietudine e dell`angoscia, convivessero moti contrari. osservata dalla prospettiva della fine, la cultura rinascimentale appare attraversata da ambiguita` e contraddizioni, luci e ombre.

in questo volume l`autore ci aiuta a comprendere le ragioni per cui, nel momento che vede l`europa muovere a grandi passi verso l`unificazione economica e politica, lo stesso non accade, ancora, sotto il profilo della unificazione giuridica. le due antiche tradizioni coesistenti nello spazio giuridico europeo, la britannica "common law" e la "civil law" dei continentali, non si lasciano, infatti, facilmente tradurre ad unita`.

alan barnard, integrando l`antropologia sociale inglese e l`antropologia culturale americana, ci fornisce un panorama della disciplina che parte dal contributo dei precursori e dei classici (tylor, frazer, malinowski, mauss, le`vi-strauss), affronta le grandi correnti del pensiero antropologico (evoluzionismo, diffusionismo, funzionalismo, approcci marxisti, relativismo, strutturalismo) e infine considera gli sviluppi recenti, soffermandosi in particolare sui punti di contatto con la linguistica, le scienze cognitive, la critica femminista e gli orientamenti postmodernisti.

il filo della narrazione e` il processo di industrializzazione che nel corso del novecento porta un paese semi-agricolo come l`italia ad appaiarsi alle altre potenze industriali. tale processo si avvia davvero solo con la grande guerra e puo` dirsi compiuto quasi mezzo secolo dopo, tra fine anni cinquanta e primi anni sessanta, con il miracolo economico. il volume dapprima segue cronologicamente le vicende del periodo, poi mette in luce le caratteristiche di fondo della politica economica, e le basi tecnologiche e organizzative dello sviluppo, mostrando infine come esso sia stato favorito e guidato da un sostanziale intervento dello stato nell`economia.


questa sintesi presenta la storia complessiva del fenomeno turistico con attenzione soprattutto alla sua dimensione economica. valutando il turismo con il metro del lungo periodo l`autrice contribuisce a correggere alcuni luoghi comuni, come quello secondo il quale il turismo contemporaneo di massa avrebbe caratteristiche radicalmente diverse dal turismo piu` antico e quello secondo il quale la nostra sarebbe un`epoca di un turismo standardizzato e omogeneo.

per l`europa l`inizio del terzo millennio ha portato con se` molti elementi di novita`. dopo le critiche ad un processo di integrazione giocato prevalentemente sul piano dell`economia, della moneta e dei mercati, l`unificazione viene riproposta come questione politica. al centro del dibattito e` l`esigenza di una "rifondazione costituzionale" in grado di rimettere ordine in un edificio fragile. in questa prospettiva olivi rilegge gli ultimi anni di storia europea. quest`edizione del volume e` arricchita da due capitoli: il primo sull`avvio dell`unione economica e monetaria e sul negoziato per il prossimo ampliamento, il secondo sulla nascita della commissione prodi e sugli eventi successivi.

a lungo la rivoluzione francese e` stata interpretata come una lotta della borghesia contro l`aristocrazia. in questo libro sutherland adotta una nuova prospettiva e mette al centro di quei tempestosi decenni di storia francese il conflitto tra rivoluzione e controrivoluzione. l`andamento della rivoluzione fu in gran parte determinato dalla presenza di una forte resistenza alle riforme rivoluzionarie. e in nome dell`ordine del paese furono sacrificati molti di quei valori di liberta` e uguaglianza che avevano originariamente ispirato il movimento rivoluzionario.

in questo volume l`autore tratteggia l`evoluzione dell`inghilterra nel novecento non solo dal punto di vista politico, sociale ed economico, ma anche in termini culturali. all`inizio del secolo l`inghilterra era la piu` grande potenza mondiale; un secolo dopo, tutto e` cambiato. l`ossessione del declino e` diventata uno stato d`animo nazionale. clarke adotta una prospettiva diversa: e` vero che c`e` stato un declino, ma la vicenda del primato internazionale dell`inghilterra non e` l`unica storia che si puo` raccontare. accanto ad essa abbiamo anche la storia interna del paese, del suo progresso economico e sociale, del mutamento nei costumi, dell`allargamento della democrazia.

la nascita di un sentimento nazionale tedesco e` il filo conduttore del libro di moller. l`autore ne segue le prime manifestazioni durante le guerre di federico il grande e studia lo sviluppo di una nazione culturale sulla base della contrapposizione ma anche della collaborazione tra principati e borghesia. come avvenne che bavaresi, prussiani, wuttenberghesi diventarono tedeschi? come fu possibile che dal vecchio impero uscisse l`austria? il libro offre, per il periodo che va dalla guerra dei sette anni al congresso di vienna, una sintesi che tiene in egual conto demografia, societa`, economia, politica e cultura e presenta un`immagine complessiva di quell`eta` ricca di mutamenti che collega il vecchio impero e la germania moderna.

questo testo espone non solo la storia ma anche i meccanismi e i modelli della progressiva interconnessione delle economie aziendali realizzatasi a partire dalla meta` dell`ottocento, e fornisce a quanti intendono seguire il dibattito attuale uno sguardo prospettico basato sulla conoscenza delle grandi dinamiche che hanno mosso l`economia mondiale negli ultimi centocinquanta anni.

la prima parte ripercorre il dibattito sul potere di comunita`. la seconda parte affronta il tema della cultura civica e approda alla specificita` del caso italiano. nell`ultima parte sono presentati protagonisti e fenomeni distintivi della politica locale: i partiti e i movimenti sociali nel rapporto, spesso conflittuale, tra centro e periferia; il clientelismo, le istituzioni locali; le politiche pubbliche decentrate.

la fine della seconda guerra mondiale ha segnato l`inizio di una fase di straordinaria accelerazione dello sviluppo economico, di mutamenti profondi nella demografia e nella societa`, di riassetto degli equilibri politici ed economici mondiali. il libro si propone di descrivere questo periodo nel suo complesso, individuandone e spiegandone le caratteristiche portanti. per la sua semplicita` di esposizione, si rivolge a un lettore privo di preparazione economica specifica.

il volume, opera di sedici tra i migliori studiosi di teatro di lingua inglese, intende offrire a un pubblico non specialista, un`esposizione in linea con le piu` aggiornate tendenze della storiografia teatrale d`oggi.

la rinascita del localismo e la messa in discussione del processo di unificazione hanno riportato l`attenzione anche del pubblico non specialista sulle realta` statuali che il risorgimento spazzo` via dalla carta politica della penisola. questo volume e` il primo frutto di un piu` vasto programma inteso a rispondere a tale domanda di informazione aull`italia preunitaria. piu` che una esposizione generica degli avvenimenti, il libro presenta un esame della struttura dello stato, della sua articolazione amministrativa, della sua stratificazione sociale, della sua economia, mettendo in luce l`evoluzione e la crisi del regno nel funzionamento stesso delle sue strutture istituzionali e sociali.


in questo volume l`autore ripercorre i momenti principali del pensiero giuridico in occidente: dalle lontane origini greche sino all`eta` contemporanea. due millenni e mezzo di una tematica culturale in cui si intersecano la filosofia del diritto e la teoria generale del diritto. la dottrina dello stato e la storia delle dottrine politiche, vengono ripercorsi secondo un approccio anticonvenzionale che fu proprio di giovanni tarello. evitando gli schemi a base di scuole o di tradizioni, kelly tratta infatti l`evoluzione del pensiero giuridico ancorandola agli sviluppi storici generali e agli eventi politici, religiosi, economici rilevanti.

nel volume si passa in rassegna la critica francese, italiana e spagnola. per la francia la prima meta` del novecento e` un periodo di grande vivacita` intellettuale, che si riverbera anche nella riflessione sulla letteratura. ma anche in italia la critica letteraria puo` annoverare personaggi di statura internazionale: a cominciare da benedetto croce, per proseguire con pavese, praz, cecchi, gramsci, debenedetti, serra, de robertis, montale. il volume si conclude con una rassegna dei maggiori rappresentanti della critica spagnola, da ame`rico castro a unamuno, da madariaga a jorge guille`n, da alonso a ortega y gasset.

il primo volume della "storia del mondo antico" e` dedicato agli inizi della storia greca, dall`ottavo secolo fino al 480 a.c. nel corso di quei 300 anni la grecia da societa` contadina si trasformo` in una delle piu` evolute civilta` del mediterraneo, destinata ad influenzare la storia successiva dell`occidente attraverso le sue conquiste politiche, letterarie e filosofiche. le fasi di tale ascesa sono ricostruite da murray risalendo ai reperti archeologici delle originarie civilta` minoica e micenea e tenendo sempre presente i contatti fra la grecia e il vicino oriente. l`obiettivo del volume e` di fornire un quadro non solo degli eventi politici di questa prima fase della storia greca, ma anche di restituire al vivo l`organizzazione della societa`, gli stili di vita.

la prima fase della storia di roma ha come centro focale l`incontro con la piu` complessa e raffinata civilta` degli etruschi. popolo urbano di artigiani e di mercanti, gli etruschi si insediano a roma sul finire del settimo secolo a.c., si mescolano alla popolazione nativa e trasformano in breve un piccolo villaggio di pastori in citta` vera e propria. in questi primi secoli tra la fine della monarchia e l`inizio della repubblica roma acquista una propria identita`, prende a espandersi nel territorio, scontrandosi con le popolazioni circostanti. non e` una storia lineare, ma una vicenda accidentata, segnata da crisi profonde in cui roma stessa rischia di scomparire. la calata dei galli e il sacco della citta` (390 a.c.) chiudono il periodo considerato nel volume.

fra il sacco della citta` nel 390 a.c. e la meta` del primo secolo a.c., roma procede alla conquista dell`italia intera e poi dei paesi che si affacciano sul mediterraneo. guida il bellicoso stato romano un`oligarchia determinata e tenace, gelosa dei propri privilegi ma nello stesso tempo aperta alle sollecitazioni provenienti dalle civilta` contigue, in primo luogo di quella greca. di questa vicenda l`autore fornisce un resoconto soffermandosi con particolare attenzione sulla dinamica istituzionale e sociale, sulle tensioni interne all`oligarchia, sui rapporti tra patrizi e plebei, e tra roma e le popolazioni sottomesse e alleate, fattori che stanno alla base sia della politica vittoriosa dei primi secoli repubblicani sia del precipitare nell`anarchia.

l`autore prende le mosse dal mondo greco, allorche` la retorica venne durevolmente codificata come indispensabile supporto dell`eloquenza e venne sottoposta al duro attacco di platone, che ha pesato a lungo nella tradizione occidentale; alla retorica classica segue la frantumazione medievale e la riconquistata unita` nell`eta` rinascimentale. accanto all`evoluzione storica, vickers discute aspetti cruciali quali la funzione espressiva delle figure retoriche e i legami tra la retorica e le arti non verbali della musica e della pittura. l`ultimo capitolo e` dedicato alla sopravvivenza della retorica nel romanzo moderno, da joyce a queneau, da tournier a orwell. un epilogo fa il punto sugli studi di retorica attuali.




