



mirra arde di un?indomabile passione per il padre ciniro, re di cipro. tutto il dramma si concentra e si identifica nella figura e nella caratterizzazione psicologica della fanciulla, della sua tormentata coscienza in cui si scontrano l?aspirazione a una vita normale e una pulsione incontenibile alla morte. incapace di trovare una via d?uscita, la giovinetta sceglie infine il suicidio. tragedia dell?impossibilita di trovare ascolto negli altri, dell?incomprensione e della solitudine, mirra non fa della sua protagonista un?eroina, ma una povera creatura umana, che si dibatte in un conflitto piu grande di lei e da questo e fatalmente travolta e annientata. lo spunto mitologico, ovidiano, diventa in alfieri pretesto per la scoperta delle infinite angosce nascoste nell?animo umano, fatalmente condannato a una condizione di dolore e di sofferenza, vittima di quelle stesse passioni che ne fanno la grandezza.

commedia tra le piu` popolari di goldoni, "il servitore di due padroni" e` un ingranaggio perfetto, giocato sui senso del ritmo, sull`improvvisazione, sui lazzi e l`inventiva linguistica; una prova d`altissimo virtuosismo che lascia stupefatti per le difficili astuzie e la finezza di molte intuizioni. "la famiglia dell`antiquario" mette in scena lo scontro sociale e morale tra due mondi antitetici: l`aristocrazia, gelosa della propria schiatta, e la borghesia, orgogliosa del proprio potere economico. rappresentazione corale, "la bottega del caffe`" trasferisce sul palcoscenico un`intera porzione di mondo nella sua concretezza e quotidianita`, intrecciando in un campiello un viluppo di esistenze.




sincletica rinuncio all?eredita di famiglia e si ritiro a vivere in una caverna con la sorella cieca. teodora lascio il marito per abbracciare la vita monastica e per non essere mai piu ritrovata vesti abiti maschili sino alla fine dei suoi giorni. sarra lotto per sessant?anni contro il demone della lussuria vivendo sulle rive del nilo senza mai alzare lo sguardo verso le sue acque. sono le madri del monachesimo egiziano. nel iii e iv secolo molte donne scelsero di ritirarsi nel deserto per cercare dio: volsero le spalle alle lusinghe e ai piaceri del mondo per condurre una vita di ascesi attraverso la preghiera, il silenzio, la penitenza, la pratica dell?umilta. alcune vissero da anacorete in totale solitudine, altre fondarono cenobi femminili. compilato dal monaco bizantino isaia nel secolo xiii attingendo a varie tradizioni, il meterikon e una raccolta di massime spirituali in cui sono confluiti gli insegnamenti delle grandi solitarie del deserto egiziano e i detti di altre madri, come pelagia, matrona, melania, vissute a gerusalemme, efeso e antiochia. opera tutta al femminile, il meterikon ci restituisce voci e parole antiche perdute nella storia, preziosa testimonianza del ruolo delle donne nel cristianesimo delle origini.

il volume raccoglie le novelle giovanili di d`annunzio, in parte confluite, dopo un`accurata selezione e revisione, nelle "novelle della pescara" (1902). l`esordio come prosatore, non ancora ventenne, avviene nel 1882 con uno smilzo libretto di racconti, "terra vergine", modellato su "vita dei campi" di verga. ma mentre lo scrittore siciliano dipinge una societa` di umiliati e vinti, d`annunzio celebra l`energia vitale e l`eros di uomini non

la poesia coincide per antonella anedda con la passione per l`esistere e per una solitudine che non impedisce di vedere la luce delle cose, di cantarne laicamente il miracolo, di ascoltare senza sottrarsi il rumore del mondo. da tempo accolta nel canone letterario dei nostri giorni, anedda sa coniugare i caratteri della poesia piu` densamente espressiva con le ragioni di quella piu` raffinata e analitica. questo volume, che riunisce per la prima volta l`intera opera in versi, in parte rivisitata per l`occasione, conferma l`autorevolezza della sua voce poetica e delinea l`inconfondibile traiettoria di una scrittura sempre originale, spesso sorprendente.

la milano che prende forma in queste pagine e` la citta` opulenta e felice che da capoluogo ottocentesco si va trasformando nella metropoli tutta ferro e acciaio dei primi decenni del novecento, la

la poesia di antonio riccardi mostra una singolare compattezza. procede per scavo e ripresa, per approfondimenti e variazioni sul tema, esplorando con appassionata insistenza alcuni territori elettivi: il podere di cattabiano nell`appennino parmense, teatro naturale e arca di memorie familiari; l`amore, che e` conforto ma anche rischio, pericolo; il lavoro come

in anni di pazienti ricerche presso rigattieri e antiquari, sylvain pons, vecchio musicista prigioniero di una maniacale passione per la buona cucina e le opere d`arte, ha messo insieme una raccolta di oggetti e dipinti di inestimabile valore: un quadro di sebastiano del piombo, raffinati servizi in porcellana di se`vres, preziosi orologi di boulle, il celebre ventaglio dipinto da watteau appartenuto alla pompadour. la sua collezione, che e` la vera protagonista del romanzo pubblicato nel 1848, scatenera` ben presto la rapacita` di parvenus ignoranti, astuti azzeccagarbugli, portinai impiccioni, tutti pronti a sordidi intrighi per entrarne in possesso. eccezionale documento dell`ultimo balzac e della societa` francese alla vigilia della rivoluzione del 1848, dove non c`e` posto per sentimenti disinteressati come l`amicizia e l`amore per l`arte perche` l`avidita` ha trasformato uomini e cose in merci da vendere e comprare, "il cugino pons" e`

il "mondo di ieri" e` l`europa d`inizio novecento in cui stefan zweig e` cresciuto, si e` appassionato alla lettura e ai viaggi, ha raccolto i primi consensi come scrittore. e un mondo stabile e sicuro, ricco di charme e sempre pronto a stupire con nuove invenzioni, nuovi artisti, nuove promesse. e il mondo della certezza e della speranza infinite. per i tantissimi che scoprono o rileggono questo capolavoro, il mondo di ieri e` straordinariamente simile al nostro: ricco, soddisfatto, compiaciuto. ma se ieri tutto e` stato tragicamente travolto e cancellato dalla grande guerra e dalla tetra, ignobile affermazione dei totalitarismi, quale futuro possiamo attenderci per il mondo di domani?

nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento,

dalle raccolte d`esordio (primo vere, 1879 e canto novo, 1882), nelle quali l`imitazione di carducci e` gia` temperata da una personale vena sensuale e naturalistica, al poema paradisiaco (1893), che anticipa nella versificazione modi che saranno tipici dei crepuscolari; dall`intermezzo (1894), dove agiscono suggestioni baudelairiane, all`incompiuto ciclo delle laudi (maia, elettra, alcyone, 1903; merope, 1912), summa e manifesto della sua ars poetica: questa antologia ormai classica, curata da federico roncoroni, scandaglia l`intera produzione in versi di d`annunzio facendone emergere con nettezza i nuclei ispiratori. in particolare, la tensione eroica e superomistica, l`adorazione della bellezza senza tempo, l`esaltazione dell`ebbrezza panica, la ricerca di una comunione di sensi e d`animo con il tutto. originale interprete della sensibilita` decadente, d`annunzio pone al servizio della sua visione poetica una straordinaria sapienza espressiva - linguistica, metrica, musicale e strutturale - che esalta la carica evocativa della parola portandola al limite delle sue possibilita`:

capace di grandi gioie e di dolori profondi, emotiva eppure forte, antonia pozzi infonde nei propri versi una sensibilita` che respinge gli orpelli, alla ricerca di un`assoluta essenzialita`. il tentativo di dare autenticita` e concretezza alla propria voce si realizza - scrive antonella anedda - attraverso un evidente

elettra ando` in scena a berlino il 30 ottobre 1903: in pochi giorni ventidue teatri si assicurarono il lavoro, e tre edizioni del libro andarono esaurite. il successo fu grande, piu` grandi ancora il rumore e lo scandalo, che durarono a lungo e si rinnovarono quando il compositore richard strauss nel 1909 si servi` del testo come libretto per l`opera omonima iniziando una lunga, fruttuosa collaborazione con il poeta. sulle tracce del mito di elettra, hofmannsthal evoca una classicita` ben lontana dall`immagine serena e armoniosa resa iconica da lessing, winckelmann e goethe: una grecia cupa, selvaggia, dionisiaca in cui sono evidenti le suggestioni della teoria di nietzsche sull`origine della tragedia. reintepretato in chiave moderna e psicologica, alla luce dei contemporanei studi di freud, il dramma di elettra diventa emblema dell`impotenza dell`uomo a sottrarsi dalla cieca volonta` del fato, alle oscure, irrefrenabili forza del sangue che di padre in figlio perpetuano violenze, tormenti e pulsioni ancestrali. introduzione di gabriella benci.

con l`umilta` dei glossatori e una inesauribile passione per l`arte del divulgare, emilio pasquini e antonio quaglio firmano una edizione commentata della commedia che si segnala per la sua didascalica ed esauriente chiarezza. alle introduzioni e al ricco apparato di note i due curatori affidano il compito di prendere per mano il lettore e guidarlo, fra le insidie e le trappole esegetiche che si nascondono dietro ogni terzina, alla scoperta dell`insuperato prodigio poetico della commedia. con un obiettivo solo in apparenza modesto: mettere sempre al centro il testo e la lingua di dante, eroe di un epico viaggio impegnato in uno strenuo corpo a corpo con i propri mezzi espressivi per redigere

in una cittadina qualunque della provincia russa, la notizia della visita di un ispettore generale mette in allarme funzionari e notabili. bisognera` nascondere le magagne della pubblica amministrazione, far credere che tutto funzioni alla perfezione, evitare che vengano a galla inefficienza e disonesta`. il subbuglio e` tale che un giovane di passaggio, lo squattrinato bellimbusto chlestakov, viene scambiato per il misterioso controllore. omaggiato da tutti e allettato da offerte di denaro sempre piu` sfacciate, chlestakov sfrutta piu` che puo` la situazione e si dilegua giusto prima che si scopra il malinteso e venga annunciato l`arrivo del vero ispettore. commedia degli equivoci, rappresentata nel 1836, "l`ispettore generale" riecheggia la lezione dei racconti pietroburghesi: non e` l`uomo a essere malvagio, e` la societa` che lo rende tale; non e` chlestakov a spacciarsi per ispettore, bensi` il mondo intorno a lui a imporgli quel ruolo. affidandosi al collaudato espediente dello scambio di persona, gogol` mette alla berlina la corrotta burocrazia della russia zarista, che alla fine rimane presa al laccio dei suoi stessi inganni. introduzione di fausto malcovati.


il volume include tutte le maggiori opere della rosselli: i primi scritti (1980, ma risalenti agli anni 1952-63); i poemetti la libellula (1959) e impromptu(1981); le raccolte variazioni belliche (1963), serie ospedaliera (1969) e documento (1976); infine alcuni testi tratti da appunti sparsi e persi (1987). queste pagine febbrili restituiscono la voce intima, appassionata e tragica, di una delle personalita` poetiche piu` appartate ma anche piu` originali del secondo novecento, che della lingua - intesa come mezzo di esplorazione, sperimentazione e invenzione - ha fatto il fulcro della propria ricerca e lo strumento di un costante esercizio di riconquista e appropriazione di se`. i grandi temi che attraversano l`opera della rosselli - l`esperienza dolorosa della malattia mentale, la tensione erotico-religiosa, la sensibilita` musicale che trasforma la pagina in partitura e rinnova nel profondo la prosodia - affiorano in queste liriche come sofferte declinazioni di un travaglio umano e intellettuale illuminato dalla grazia misteriosa dell`ispirazione. prefazione di giovanni giudici.

mario benedetti e` uno dei poeti piu` intensi e originali della nostra letteratura. sin dalle prime prove, tra la fine degli anni settanta e i primi ottanta, la sua scrittura in versi e` cresciuta seguendo una tenace fedelta` alle cose, soprattutto le piu` comuni e dimesse: quelle che entrano a far parte dell`esperienza di un individuo nel tempo che gli e` dato in sorte, accumulata giorno dopo giorno, anno dopo anno. e proprio nella parola esperienza si trova la chiave del percorso del poeta, che pone due problemi essenziali: come si possa rappresentare nella scrittura in modo autentico il vissuto di un individuo, senza trasfigurarlo in pose eroiche, istrioniche, profetiche, o attribuire loro una vaticinante investitura civile; e come la poesia possa farsi spazio etico di conoscenza e di insegnamento attraverso la rappresentazione dell`esistenza stessa. questo volume raccoglie l`intera opera poetica di mario benedetti, da "umana gloria" (2004) a "pitture nere su carta" (2008), "tersa morte" (2013) e "questo inizio di noi" (2015).

composta nella prima meta` del xii secolo, l`edda costituisce uno dei principali monumenti della letteratura islandese medioevale e della tradizione della poesia scaldica. testo fondamentale per la conoscenza del patrimonio mitologico nordico e del credo religioso della scandinavia pagana, nonche` delle interazioni e tensioni tra paganesimo e cristianesimo, e` un`opera in cui rifulge il talento di snorri sturluson: non soltanto poeta, storiografo e studioso, ma anche narratore di miti e leggende. snorri sturluson e` noto soprattutto come autore dell`edda detta "in prosa" per distinguerla dal testo in poesia, forse piu` antico, cui si attribuisce lo stesso titolo (canzoniere eddico).

il volume raccoglie l`intera produzione di giorgio caproni, compreso "res amissa", pubblicato postumo nel 1991. e dunque possibile cogliere nella sua interezza una delle piu` importanti voci poetiche del novecento. il dato essenziale della modernita` di giorgio caproni e` quella sua particolare musica cui si deve la naturalezza con cui il poeta passa, senza mutar tono, dal quotidiano all`astratto, dal colore al disegno, dal colloquiale all`epigrafico, dal domestico al metafisico. temi preferiti da caproni sono il viaggio, la frontiera, le terre di nessuno con i loro paesaggi solitari e le loro rare apparizioni e la caccia, ossessiva, a un`inafferrabile preda. unico rifugio umano e` proprio l`incerto confine tra il vero e l`immaginario, tra il certo e il possibile: anche l`assoluto, se esiste, abita nell`ambiguita`. introduzione di stefano verdino.

sia che poe s`avventuri fin sulla soglia del cuore umano e se ne ritragga, impietrito dal terrore dei fantasmi che l`assediano, sia che dia vita a tutta un`umanita` sfigurata, spettrale, perversa, abitatrice di un mondo che esiste solo negli allucinati scenari dell`immaginazione, il nucleo fondamentale dei suoi racconti e` da ricercare in un`angoscia metafisica che non lascia scampo e si nutre di se stessa. sebbene poe si ispiri in parte alla tradizione gotica inglese, in parte al fantastico tenebroso dei romantici tedeschi, i temi della sua narrativa, nutrita di ossessioni anche personali, si traducono in figure, situazioni, simboli del tutto inediti che trascendono l`origine psichica per farsi linguaggio, geroglifici di un nuovo alfabeto dell`incubo. introduzione di gabriele baldini.

da sempre il nome di casanova evoca la figura dell`irresistibile seduttore, del libertino impenitente. ma l`erotismo del personaggio non e` che la manifestazione di una sfrenata energia vitale, di uno spettacolare appetito, di una curiosita` onnivora che ha per oggetto la vita in tutte le sue forme. nel grande libro delle sue memorie ci sono il nomadismo e il gusto dell`avventura, l`amore per il gioco, la sfacciataggine e l`amoralita`, l`insofferenza per ogni disciplina. case di piacere, sale da gioco, teatri, alberghi, palazzi nobiliari sono il palcoscenico delle sue imprese, narrate con vivacita` d`immaginazione in una prosa avvincente. sfruttatore delle altrui debolezze, cinico, beffardo, orgoglioso della propria fortuna e del proprio talento, casanova ci lascia un compiaciuto autoritratto, ma ci consegna anche il testamento spirituale di una societa` e di un`epoca ormai al crepuscolo. introduzione di piergiorgio bellocchio.

in papa` goriot balzac scolpisce il ritratto intenso e drammatico di un uomo totalmente dominato dall`amore esclusivo e cieco per le proprie figlie. avide, egoiste e frivole, esse lo prosciugano a poco a poco di ogni avere e lo abbandonano: il vecchio goriot e` ridotto a vivere in una squallida pensione e muore in solitudine. come altre figure balzachiane, goriot e` un eroe della passione vissuta fino alle estreme conseguenze. la sua mania disinteressata, tragicamente ridicola in un mondo governato dall`avidita`, ne fa una sorta di martire laico. il dramma di goriot, incarnazione borghese del re lear shakespeariano, da vicenda individuale assume un potente valore emblematico se inserita nel vivo della societa` dell`epoca, in quella parigi crudele e infernale asservita al mito del denaro che balzac dipinge con spietato realismo. introduzione di lanfranco binni.

i due volumi raccolgono il corpus poetico di mario luzi, figura cardine del novecento italiano, dagli esordi dila barca (1935) fino al viaggio terrestre e celeste di simone martini (1994). le prime raccolte (la barca; avvento notturno, 1940) sono l`opera gia` matura di un poeta giovanissimo che nel solco dell`ermetismo fiorentino predilige rapide illuminazioni, trasalimenti, immagini oscure e assolute. con l`esperienza della seconda guerra mondiale irrompe nel verso di luzi la vocazione a misurarsi con la realta`, fin nelle sue dimensioni piu` quotidiane ed elementari (nel magma, 1963; dal fondo delle campagne, 1965). il suo tratto malinconico e drammatico, nella scrittura ampia e discorsiva della stagione matura, assume le forme di un pensiero poetante su istanze essenziali della natura e sugli interrogativi dell`umano (su fondamenti invisibili, 1971; per il battesimo dei nostri frammenti, 1985; frasi e incisi di un canto salutare, 1990). il primo volume raccoglie la produzione luziana da la barca fino alla raccolta per il battesimo dei nostri frammenti. nel secondo si trovano le raccolte da frasi e incisi di un canto salutare a viaggio terrestre e celeste di simone martini.

"maurice" e` forse il capolavoro di forster e certamente il suo romanzo piu` intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verita`. sullo sfondo di una societa` vittoriana rigida ed esclusiva, scoppia tra maurice e clive, compagni di college, una passione complice e innominabile. se per clive la storia d`amore e` destinata a seppellirsi nella

"12 anni schiavo" e` lo sconvolgente racconto, scritto in prima persona dall`autore e pubblicato nel 1853, della vita di solomon northup, un uomo di colore nato libero, venduto e costretto in schiavitu` per dodici interminabili anni. nato nello stato di new york nel 1808, solomon e` un giovane di condizione libera, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno e appassionato musicista. nel 1841 viene avvicinato da due uomini che gli propongono un ingaggio come violinista. e l`inizio di un incubo: rapito, drogato, solomon viene costretto a cambiare nome, a dimenticare il proprio passato, a diventare un`altra persona, uno schiavo, senza nessuna speranza di rivedere la propria famiglia. deportato in louisiana, viene venduto a un coltivatore di cotone e nei successivi dodici anni sperimenta l`abiezione dello sfruttamento e della schiavitu`. contro tutto e tutti, deciso a riguadagnare la propria liberta`, solomon, riesce a rimettersi in contatto con la propria famiglia. comincia la dura e appassionata battaglia legale che nel 1853 gli restituira` la liberta`. documento di grande valore umano e storico, scritto di getto subito dopo la liberazione, "12 anni schiavo" conserva ancor oggi la forza di un`orgogliosa rivendicazione della dignita` e dell`uguaglianza di tutti gli uomini.

tre capolavori del teatro pirandelliano: il primo, un girotondo vertiginoso nel chiuso di un`asfissiante contiguita` condominiale, un balletto sincopato di entrate e uscite dalla ribalta, fra reiterati colpi di scena per venire a capo dell`enigma di un`identita`. il secondo, una "black comedy" dai toni cinici, quasi glaciali, che senza disdegnare motti di spirito e punte grottesche, dipana l`intrigo mortale che avviluppa i protagonisti inchiodandoli al "gioco" al quale si sono autocondannati. il terzo, una "dimostrazione" della impossibilita` di un`oggettiva conoscenza, una lezione sulla pluralita` degli sguardi, sulla pericolosa contiguita` tra reale e immaginario. introduzione di nino borsellino, prefazione e note di paolo puppa.

ci sono libri fondamentali,

l`"orestea", scrive savino nella sua nota storica, e` "un indimenticabile pezzo di maestria teatrale". il fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell`ambiguita`, in un dramma di nascosti rancori e sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma che scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; la variazione sapiente del ritmo e l`uso della "suspense", che inceppa l`azione sospesa sull`orlo del gesto, quadro plastico d`orrore teso: ecco gli elementi di questa "maestria". la volonta` degli eroi di eschilo e` un rovello interiore, non piu` un dio che dall`esterno guida e sospinge. il dovere di scegliere e` il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia? introduzione di umberto albini.

nel mondo contemporaneo i nomi di tristano e isotta devono sicuramente parte della loro fama all`opera musicale di wagner, ma la loro vicenda affonda in una sorta di "trama narrativa" che ha preso forma in piu` opere letterarie di epoca medievale. quella di thomas - databile intorno al 1170 - e` chiamata "versione cortese", perche` alle sofferenze degli amanti e` dato un significato, un carattere, che discende appunto dalle concezioni dell`"amor cortese". questo mito dell`amore fatale e` sopravvissuto al mondo medievale grazie anche alle molte rivisitazioni romantiche e non ha ancora cessato di avvincere e affascinare.

diario intimo e privato, lucido strumento di introspezione e analisi, incisivo breviario filosofico, raccolta di aforismi e massime morali, libro della propria memoria. non esiste una definizione che possa racchiudere la complessita` di quest`opera unica nel suo genere, che l`imperatore marco aurelio (121-180 d.c.) scrisse ormai in tarda eta`, consegnandoci l`immagine piu` sincera della sua esperienza interiore, illuminata da una straordinaria intensita` religiosa e morale.

capolavoro comico del rinascimento, la "mandragola" si incentra su una beffa erotica spinta oltre i limiti del divertimento boccaccesco, fin verso la profanazione del sacro e dell`istituto familiare. i personaggi di questa commedia - gli astuti come gli stolti - sono mossi dal principio dell`utile e istruiti alla scuola della dissimulazione, e finiscono per diventare la trasposizione, in chiave allegorica, dei cortigiani che machiavelli ha raffigurato nelle pagine dei suoi scritti politici. prefazione di pietro gibellini. note di tiziana piras.

secondo dei poemi omerici, l`odissea e` uno dei testi fondanti della civilta` greca e dell`intera cultura occidentale. all`eroismo guerriero dell`iliade, fa seguire la narrazione del nosfos, il viaggio di ritorno a casa, di odisseo, eroe versatile e temerario, forte di mille astuzie. navigando verso itaca, perdendo continuamente la strada a causa dell`ira degli dei, odisseo si inoltra in un oltremondo fatto di obli`o, pericoli e terribili prove. quando infine torna a varcare la soglia del suo palazzo e` un uomo diverso, padrone del proprio destino, capace di resistere ai colpi della sorte. il viaggio di odisseo diventa cosi` simbolo di un`aspirazione all`oltre che non conosce tregua, dell`affrancamento dell`uomo dalle proprie paure. introduzione di fausto codino. guida bibliografica ragionata di claudio bevegni. dizionario dei luoghi e dei personaggi.

dorian gray, un giovane di straordinaria bellezza, si e` fatto fare un ritratto da un pittore. ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. avido di piacere, si abbandona agli eccessi piu` sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. poiche` hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. a questo punto il ritratto diventa per dorian un atto d`accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. ma e` lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio. introduzione di franco marenco.

questa edizione comprende "alla fonte del falco", "l`elmo verde", "sulla spiaggia di baile", "la sola gelosia di emer", "la morte di cuchulain".

