








































i venti del mediterraneo sono testimoni della storia millenaria di civilta` e culture che hanno attraversato il "mare nostrum". nei loro nomi e nella loro origine sono racchiusi racconti e leggende che, da sempre, hanno stimolato la letteratura e le arti. se la tramontana, gelido vento del nord, e l`ostro, torrida aria del sud, sembrano aver cancellato l`originario significato delle parole, i loro fratelli, il levante e il ponente, rivelano inequivocabilmente la loro provenienza. il libeccio e lo scirocco raccontano invece storie arabe, mentre il maestrale ricorda la grandezza delle citta` maestre, venezia e roma. insieme compongono il piu` venerato fiore del marinaio. per i greci il vento era "anemos", parola insieme potente, evocativa, inafferrabile, misteriosa e spirituale. come in un diario di bordo, in cui le date hanno lasciato il posto agli otto petali della rosa dei venti, l`autore percorre un viaggio affascinante e poetico tra i miti e le storie, di ieri e di oggi. brezze leggere o raffiche violente lo portano su alcune delle infinite rotte mediterranee, tracciate dai figli di eolo. sono pagine cariche di poesia e passione per il mare, una lunga dichiarazione d`amore di un "anemofilo", che ha imparato ad ascoltare, annusare e respirare i venti in diversi luoghi e nelle varie stagioni.


la storia dei giardini del casoncello, un luogo magico alle porte di bologna dove la natura e` sovrana. l`autrice racconta il suo incontro casuale con i giardini, anni fa lasciati in uno stato di totale abbandono, e di come ha deciso di dedicarsi completamente alla loro rinascita. ora i giardini sono aperti al pubblico, e tutti possono ammirare la loro bellezza e la vastissima varieta` di piante che crescono entro il loro perimetro. un "romanzo di formazione botanica" che si riallaccia alla grande tradizione inglese: da un lato la narrazione vera e propria, dall`altro la precisione scientifica (un indice con tutte e 400 le piante citate) e l`accuratezza iconografica (fotografie a colori e le tavole di lucio filippucci).


roberto savino ha scelto di raccontare l`ultimo, straordinario campionato della juve legando la cronaca delle sue imprese, con il loro profumo di erba appena tagliata ancora nell`aria, alla storia dei trionfi che le hanno precedute, quelli che hanno costruito il mito di una societa` ineguagliabile. in questo abbraccio fra presente e passato, ogni storia di campo si porta dietro una storia di spalti e di vita, e i veri tifosi che oggi come ieri ne sono protagonisti contribuiscono, nella stessa misura dei grandi campioni, all`epopea della vecchia signora. perche` oggi come ieri essere della juve, come ben sa il suo attuale allenatore, significa innanzitutto essere incontentabili.




perche` la mela? perche` e` cosi` rotonda, affidabile, amichevole, pulita, innocente, familiare, benefica, modesta e solida... perche` c`e` in ogni stagione (anche se la sua naturale maturazione avviene fra la fine di agosto e la meta` di ottobre): la conosciamo talmente da non farci quasi piu` caso, come l`acqua calda, ma se non ci fosse dovremmo veramente inventarla... la si puo` mangiare cosi` com`e`, sbucciata oppure no, come spuntino, anche per la strada, o alla fine di un pranzo sontuoso. si adatta a qualsiasi combinazione di ingredienti ed esalta il gusto del piatto piu` prevedibile e di quello piu` sofisticato e insolito. non ha mai bisogno di esagerare, la sua presenza si fa sempre notare proprio per la sua essenzialita`. insomma, la mela e` fondamentale e poi una mela al giorno, si sa, toglie il medico da torno!
