protagonisti del libro sono il malinconico e brusco commissario boffa, e la sua spalla, l`amico senza nome che racconta in prima persona quello che capita. in una cittadina marchigiana, in un palazzo frutto della speculazione politico-edilizia, e` uccisa un`anziana signora solitaria e dal passato fuggente. secondo boffa, l`assassino non puo` che provenire da quel condominio di appartamenti, abitati dal ceto medio emerso negli anni del miracolo economico. la vedova, l`impiegato di concetto, il commerciante, l`ingegnere scapolo, il giovane perdigiorno ed eccentrico, il farmacista, le loro famiglie e i loro segreti: tutti si odiano, ma uno e` l`assassino.
parlare di semplicita e chiarezza a proposito di lacan puo sembrare un paradosso, e in effetti lo e. ma la forza di tollerare, sostenere, lasciar essere, e al limite amare una situazione paradossale, e cruciale per poter liberare il nucleo di verita che essa custodisce. questo sembra il rapporto esistenziale, prima ancora che chiave di lettura, che jacques-alain miller propone verso l`opera di lacan: un progetto che riesca a farne emergere con chiarezza tutta la profonda complessita. qui le famigerate formule del repertorio lacaniano ridiventano idee vive. qui non ci si rassegna mai a una mera vertigine retorica: il testo di lacan non genera vaghe suggestioni ma pensieri. e l`invito e a misurarsi con pensieri, a soppesarli, valutarli, farli propri, o, al limite, scartarli: purche con cognizione di causa.
sospeso sullo scenario magico della praga degli anni venti, "i mutilati" e` un romanzo figlio di quella atmosfera che oggi definiamo "praghese"; di quella crisi interiore - anche - che la psicanalisi riusci` a sezionare solo parzialmente. il romanzo narra la tragedia di un`esistenza messa da parte dalla poverta`, dal carattere alienante dei rapporti sociali, dalla melanconia sessuale, dal sadismo. franz polzer, umile e incolore impiegato di banca, sogna di combattere l`ostilita` del mondo con un ordine metodicamente perseguito. ma il fragile argine cede: e` la "realta`", infatti, a vincere e a fare degenerare l`immaginazione malata in un caos totale. quando clara porges, la donna presso cui ha affittato una stanza, si introduce nell`ordinato e angusto cosmo di polzer, le fobie paranoiche, le ossessioni cosi` faticosamente trattenute erompono e dilagano, segnando le tappe di un itinerario di dissoluzione che si conclude con un tragico rituale. la prevedibilita` logorante dell`agire diviene abiezione senza ritorno. alle spalle del carattere estremo di questo personaggio leso, umiliato, alle spalle della sofferta lucidita` di hermann ungar, della sua riflessione sulla mutilazione del senso, sta di certo l`ombra di fedor dostoevskij; ma si delineano anche la controllata follia di franz kafka, la fantasia di gustav meyrink, il masochismo degli adolescenti di franz werfel.
si sa che l`ultima guerra, e in particolare la resistenza, hanno per lo piu` dato origine in italia a storie di "uomini e no", inclini a un`aspra sentenziosita`. nulla di meno congeniale a landolfi, il quale scrisse febbrilmente la sua storia di guerra (questo "racconto d`autunno") nel 1946, ma giocando su tutt`altra tastiera. qui un indefinito e sanguinoso conflitto fa da quinta a una vicenda di amore e morte che non sdegna nessuno degli attrezzi scenici del romanzo nero, dal ritratto ominoso agli animali demoniaci. e, al centro, una "dark lady" innocente e perversa, evocata per via necromantica, che ci appare una vera concrezione dell`eros landolfiano. mai come in questo libro landolfi si e` abbandonato al puro romanzesco, senza turbare e frantumare la narrazione.
come il diario in versi "viola di morte" (1972), anche "il tradimento", che ne e` "grave e terribile seguito", sembra alimentato dal furore e dalla rabbia, quasi che scrivere colmasse in landolfi - sono parole di citati -"una tremenda voragine esistenziale, che torna a riaprirsi alla fine di ogni poesia, piu` angosciosa di prima. ora i suoi versi ci rivelano l`immediato scatto dei nervi: ora tendono alla scansione nuda dell`epigramma e dell`aforisma. non volano mai, non cantano mai, non corteggiano mai le grazie dell`immagine e della musica". e la ragione e` chiara, lacerante: ugualmente allettato dal versante "selvoso" della prosa e da quello "brullo", "spoglio" della poesia, landolfi si sente ormai, da entrambi, ugualmente respinto.
delle quarantatre commedie che compongono la raccolta ufficiale delle "maschere nude" ben trentadue sono tratte da un precedente plot narrativo e dei tredici atti unici, dieci sono quelli di derivazione novellistica. i sei atti unici raccolti in questo volume - "lumie di sicilia", "il dovere del medico", "all`uscita", "la giara", "la patente", "l`uomo dal fiore in bocca" -, dimostrano come, qualunque fosse il risultato teatrale, per pirandello i due generi non fossero sovrapponibili e come le sue trasposizioni drammaturgiche delle novelle fossero delle vere e proprie riscritture.
"padre david", ha scritto carlo bo, "ha avuto da dio due doni: la fede e la poesia. dandogli la fede gli ha imposto di cantarla tutti i giorni". e david maria turoldo ha continuato a cantare, fino all`estremo, come testimonia questo volume, che comprende le ultime raccolte "canti ultimi" (1991) e "mie notti con qohelet" (1992). da credente, ma senza rinunciare ai valori dello spirito laico cui e` sempre rimasto fedele, ha costruito una altissima e appassionata meditazione su tre libri della bibbia: l`ecclesiaste, il cantico dei cantici e il libro di giobbe. da autentico poeta, turoldo sa fondere nelle sue liriche il divino e l`umano, lo slancio lirico e l`intuizione teologica.
Sessions storiche avvenute tra la fine degli anni novanta e l'inizio del 2000. Kid Ramos e l'armonicista Bob Corritore. Con loro Henry Gray, Nappy Brown, Big Pete Pearson, Chief Schubuttie Gilliame e Doctor Fish. Classic blues with a rock vein. Tra i brani, citiamo. Aw Shucks Baby, Come On In, Natural Ball, 24 Hours, No More Doggin', Talkin' Bout You etc.
bobi bazlen (trieste 1902 - milano 1965), fondatore assieme a luciano foa` di adelphi, fu consulente delle piu` importanti case editrici italiane e scopritore di italo svevo; fece pubblicare la letteratura mitteleuropea fino ad allora sconosciuta, tra cui kafka e musil, e i cardini della psicoanalisi freudiana e junghiana. poliglotta, indovinava il valore dei libri in base al fatto che avessero "il suono giusto". affascinato da oroscopi e mappe astrologiche, aveva una cultura vastissima che si spingeva fino all`antropologia e all`arte primitiva. di madre ebrea e padre evangelico, da adulto abbraccio` il taoismo e le filosofie orientali. imprendibile, bizzarro, anche nel vestiario, e` rimasto sempre nell`ombra. questo libro racconta il mistero di bobi bazlen, temuto da giulio einaudi e amato da adriano olivetti, amico di amelia rosselli ed elsa morante, ma detestato da pier paolo pasolini e alberto moravia. dalle mattine passate nella bottega di umberto saba al dialogo con eugenio montale: una lettura inedita, attraverso documenti e nuove testimonianze che riportano a trieste, la citta` che lascio` a 32 anni senza farvi (forse) piu` ritorno.
spagna, seconda meta` degli anni trenta del secolo scorso. anni segnati dalla sanguinosa guerra civile, uno scontro diventato epica nelle pagine di numerosi romanzi e scritti di artisti, scrittori e intellettuali accorsi da tutto il mondo per combattere e per vivere in prima persona un evento cruciale nella storia del novecento. all`origine del pensiero che vede george orwell opporsi a ogni forma di totalitarismo c`e` proprio questo passaggio storico: la scelta di accorrere a barcellona per arruolarsi nelle milizie repubblicane. omaggio alla catalogna, che precede di qualche anno i suoi romanzi piu` noti, e` fin dal titolo un inno alla liberta`, pervaso da un forte anelito di impegno condiviso. un reportage straordinario che idealmente fa da controcanto al romanzo la speranza di andre` malraux, scritto in presa diretta, ma anche una critica lucida e attuale dei rischi che si corrono perfino nella difesa dei valori piu` nobili. un libro che ha ispirato tra gli altri il regista ken loach per il film terra e liberta`, da rileggere oggi in una nuova intensa traduzione.
nel corso degli ultimi cinquant`anni l`antropologia si e` profondamente trasformata: durante questo periodo ha allargato in modo enorme i propri orizzonti. con le sue domande e con gli strumenti che le sono caratteristici, ha investito altre aree culturali; arricchendosi di concetti e prospettive proprie di altri saperi "di confine", ha riformulato i propri modelli e ha elaborato nuove problematiche, talvolta molto diverse da quelle di un tempo. studiosi come bloch, clemente, dei, papi, meillassoux e altri, hanno cercato in questo volume di illustrare l`importanza raggiunta oggi dall`antropologia, che e` passata dalla semplice analisi delle culture e delle civilta` primitive allo studio dell`uomo di oggi nei confronti delle nuove tendenze di pensiero.