
per moltissimo tempo internet e il web sono sembrati il piu formidabile strumento di progresso dell`umanita dai tempi dell`invenzione della carta stampata o dell`elettricita. dovevano servire ad "abbattere muri e costruire ponti", motivo per cui si inizio a parlare di "tech democracy", di una nuova stagione della democrazia potenziata proprio da internet, aperta alla partecipazione diretta dei cittadini e al loro controllo. era la nuova terra promessa, quella in cui saremmo stati tutti felici, finalmente. e invece, ormai e chiaro, la rete si e trasformata nel piu insidioso strumento per picconare le democrazie. in vent`anni di vita social ci siamo persi per strada un`idea condivisa di futuro, inteso come un mondo migliore dove arrivare tutti assieme. quand`e, precisamente, che la storia e cambiata? quando i bambini hanno smesso di sognare di essere astronauti e hanno iniziato a voler diventare influencer e creator? e perche? ci siamo illusi o qualcuno ha truccato le carte del mazzo con cui stavamo giocando? riccardo luna pone queste e altre domande sull`identita del web oggi, e lo fa andando a ritroso fino alla sua nascita, quando non era ancora compromesso dall`eccesso di narcisismo alimentato dalla digital economy; e quando gli algoritmi non favorivano le fake news "perche fanno piu traffico". un viaggio che ricostruisce l`epopea della silicon valley, da quando gli imprenditori tecnologici sembravano tutti buoni fino al patto di big tech con la casa bianca di donald trump e alla tragica vicenda di gaza, in cui l`uso dei social dal basso ha consentito di sconfiggere la censura e avviare una mobilitazione globale. un segnale, forse, che nulla e del tutto compromesso e che siamo ancora in tempo per cambiare il futuro.











