
questo libro indaga innanzitutto i conflitti e i tormenti che caratterizzano il rapporto tra fratelli e sorelle. il primo moto che orienta questo rapporto non e, infatti, quello della fratellanza o della sorellanza ma quello dell?odio e dell?inimicizia. con la nascita di un fratello o di una sorella la nostra vita si trova esposta al regime plurale del due, all?impossibilita di essere un uno indiviso. e la prima tendenza pulsionale dell?umano non e quella di accogliere il due, ma quella di respingerlo, di negarne l?esistenza. non puo allora essere la natura - la sostanza del sangue - a fondare un legame di fratellanza o di sorellanza. i fratelli e le sorelle rischiano sempre il conflitto aperto, la lotta senza esclusione di colpi, l?aggressivita inesausta di una rivalita invidiosa e gelosa che sembra non conoscere alcuna pacificazione possibile. come si puo allora divenire fratelli e sorelle al di la del mito della consanguineita? come si realizza una fratellanza e una sorellanza che non siano preda dell?odio, dell?invidia o della rivendicazione aggressiva? e possibile realizzare un legame solidale discreto senza la pretesa che tutto sia condiviso, senza annullare l?esistenza separata dell?altro, senza voler a tutti i costi costringere il reale del due dentro il recinto chiuso dell?uno? il sangue non e la sostanza della fratellanza.

un ritratto di pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunita`, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.

diversamente dal mondo animale, regolato dal carattere infallibile dell`istinto, la sfera della sessualita` umana appare simile a un collage cubista. la bussola dell`istinto non funziona. gli esseri umani si accorgono che non e` semplice tenere insieme, per esempio, il desiderio sessuale e l`amore. allo stesso modo si accorgono che in ogni rapporto sessuale il desiderio, prima di incontrare il partner, e` strutturato inconsciamente in un fantasma singolare che detta le regole di questo incontro: seduzione, possesso, gelosia, estasi. inoltre devono prendere atto che il modo maschile e il modo femminile di esporsi alla sessualita` non e` lo stesso e che questa differenza e` foriera di equivoci e disagi. esiste poi una sintomatologia della vita sessuale che comprende l`eiaculazione precoce, la frigidita`, l`assenza di desiderio, l`onanismo compulsivo, il feticismo, le pratiche perverse. tutto questo porta l`autore, sulla scia di lacan, a chiedersi se davvero esiste un rapporto sessuale, essendo che ogni rapporto sessuale e` innanzitutto rapporto di ciascuno con il proprio fantasma.

il male che si accanisce contro giobbe non puo` piu` essere concepito come una punizione, poiche` egli non ha commesso alcun delitto; non puo` piu` essere una vendetta, poiche` egli non ha colpito nessuno. nel trovarsi esposto alla violenza insensata della sofferenza giobbe si trova immerso in una esperienza intraducibile. resta solo il grido rivolto a dio come il modo piu` radicale della domanda. la stessa che egli porta nell`etimo del suo nome: giobbe significa nella lingua ebraica domanda che sovrasta ogni possibile risposta. . il grido di giobbe accade quando le parole sono costrette al silenzio, spezzate dal trauma del male. esso non e` indice di rassegnazione ma di lotta e di resistenza. dopo la notte del getsemani e il gesto di caino, con il grido di giobbe continua l`intenso e sorprendente viaggio di massimo recalcati lettore della bibbia, impegnato a rintracciare l`eredita` piu` profonda del pensiero psicoanalitico che si concludera`, a breve, con un`ampia e attesa opera.

nel tempo dell`evaporazione del padre e dello smembramento della famiglia tradizionale, cosa puo` avere una funzione di guida per il soggetto? cosa resta del padre al di la` del suo ideale? cosa rende possibile, nell`epoca del tramonto dell`edipo, una trasmissione efficace del desiderio? cosa significa "ereditare" la facolta` di desiderare? come il desiderio e la legge possono ancora accordarsi? attraverso sigmund freud e jacques lacan e alcune figure tratte dalla letteratura (philip roth e cormac mccarthy) e dal cinema (clint eastwood), si delineano i tratti di una paternita` indebolita, ma comunque vitale, priva di ogni aura teologica e fondata sul valore etico della testimonianza singolare.