
a tutti noi e` capitato di restare sorpresi per un improvviso scatto d`ira o per un attacco d`ansia, per manifestazioni che ci sembrano inconciliabili con una condizione di "normalita`". si tratta della rivelazione di un disagio profondo o semplicemente dell`altra faccia di una condizione del tutto ordinaria? il nuovo libro di andreoli e` dedicato proprio a queste "piccole follie quotidiane".





"le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. il resto e` tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. ci ho viaggiato per tre anni, in city. il lettore, se vorra`, potra` rifare la mia strada. e il bello, e il difficile, di tutti i libri: si puo` viaggiare nel viaggio di un altro?" (alessandro baricco)

la vicenda raccontata e` quella di una giovane ballerina che a causa di un incidente non puo` piu` danzare e viene affidata alle cure della grande eleonora duse. fin dall`inizio finzione romanzesca e realta` storica si intrecciano a favore della narrazione. mentre dunque la giovane daniela percorrera` i sentieri della sua fortunata esistenza, scorreranno davanti agli occhi del lettore tutti i fatti principali del secolo e alcuni dei suoi maggiori protagonisti: d`annunzio, marinetti e i futuristi, isadora duncan e tanti altri che animarono la storia politica e culturale di quegli anni.


un luogo di villeggiatura sul golfo di napoli, un gruppo di turisti ansioso di divertimenti, una pensioncina senza pretese, amori e amorazzi sullo sfondo. a turbare questa tranquilla routine vacanziera irrompe l`estrella che, in arrivo dalle americhe, cola a picco proprio nel golfo. e uno sbadato capitano inglese, whititterly, ad aver combinato il pasticcio ed e` sempre lui a complicare ulteriormente la situazione fornendo a passeggeri ed equipaggio, invece di cinture di salvataggio, delle cinture di castita`, di cui perde pure le chiavi. basta questo perche` si scateni un`irresistibile sequela di avventure, sempre piu` incresciose e irriverenti, fino al casuale scioglimento conclusivo. un`intricata vicenda di donne bellissime, dongiovanni impenitenti, palombari, con tutti i trucchi dei piu` biechi romanzacci sentimentali. ma grazie alla sua satira al vetriolo, campanile smantella banalita` e ipocriti travestimenti della piccola borghesia fascista, facendone lo zimbello tutto da ridere di questo grottesco antiromanzo.








"questo e` un piccolo libro sui libri. non ha la pretesa di indicare i trenta libri da salvare dall`incendio, i quattro da portare sull`isola, i dieci da scegliere nel novecento. c`e` l`iliade, infatti, e manca l`odissea; c`e` musil e manca thomas mann, non ci sono bassani e gadda e c`e` elsa morante. ma i libri rimandano agli altri libri. tostoj e` presente con la carezza sulla testa di un bambino; durrel con l`eco di un canto notturno. quanto al "metodo" ognuno ha il suo. nabokov diceva che per capire veramente anna karenina, bisognava conoscere l`esatta disposizione delle cuccette sul treno mosca-san pietroburgo, e, per penetrare nei misteri dell`ulisse, occorreva avere dinanzi gli occhi la mappa di dublino." (giorgio montefoschi)











un saggio d`arte e di religione nel quale si intende dimostrare come anche un uomo che si autodefiniva "peccatore capace solo di peccati mortali" sia potuto diventare fervido testimone di una verita` che affonda le proprie radici nell`ortodossia del pensiero cattolico.

il tema centrale di questo volume intende rendere ragione del fatto che nell`incontro con cristo prende corpo un`umanita` diversa, finalmente vera. il libro, che raccoglie venti conversazioni svoltesi tra l`agosto del 1991 e il maggio 1996, si articola in quattro capitoli: "sottomessi all`esperienza", "attraverso le creature", "il centuplo oggi", "la gloria umana di cristo".





la storia di firenze raccontata da un grande politico e prosatore del cinquecento. introduzione e note di alessandro montevecchi.




le vicende degli antichi dei greci nel poema romantico di uno dei maggiori autori dell`ottocento inglese.















l`oratore, secondo la celebre definizione di catone il censore, e` un uomo onesto esperto di eloquenza. quintiliano fece sua questa concezione e passo` la vita a insegnare ai suoi molti discepoli, tra cui gli eredi dell`imperatore domiziano e plinio il giovane, come la formazione oratoria non possa essere separata dal perfezionamento morale. scrivendo "la formazione dell`oratore", quintiliano volle dunque offrire un trattato di educazione dell`uomo nella sua interezza, dai primi passi del futuro oratore fino al ritiro dalla vita pubblica, in un intreccio indissolubile di maturazione professionale e umana. i libri ix-xii sono dedicati alle figure di parola e alle qualita` morali e culturali necessarie all`oratore. nel libro x vengono passate in rassegna le letterature greca e latina. chiude il volume un utile indice dei nomi relativo all`intera opera.


si presentano qui tre antiche storie arabe collegate al ciclo delle mille e una notte. il primo racconto, le avventure di sindbad il marinaio, fu scritto nel ix secolo, quando baghdad era il centro delle esplorazioni arabe dell`oriente, fulcro ideale di una geografia insieme reale e fiabesca. il secondo, le avventure di hasan di basra, narra una vicenda dai toni romantici e foschi. il terzo, la storia di aladino e della lampada magica, propone solo apparentemente una storia ben nota, riservando al lettore delle sorprese.

da collocarsi con ogni probabilita` tra le opere tarde dell`autore, il testo sulla provvidenza, costituito di soli sei capitoli, fu forse lasciato incompiuto. il libro e` dedicato a un tema di riflessione tra i piu` antichi e profondi del pensiero umano, il motivo cioe` per cui, pur esistendo una provvidenza divina, agli uomini toccano infelicita` e sciagure. l`argomentazione di seneca, di stretta ortodossia stoica, distingue tra sofferenze fisiche e psichiche, che rappresentano solo inconvenienti o avversita`, e male morale, che e` per definizione estraneo all`uomo retto. dunque all`uomo e` data la facolta` di sopportare le circostanze negative, provando la capacita` del saggio di innalzarsi fino alla divinita`.








ritorna "il vecchio cronista" de "l`albero dai fiori bianchi", con i suoi ricordi, le sue riflessioni sull`esistenza, la memoria degli avvenimenti di cui e` stato diretto testimone e delle persone che ha incontrato in lunghi anni di lavoro. un libro che non vuole essere un bilancio di una vita, ma piu` semplicemente un sereno ripercorrere il tempo vissuto.

nello sterminato groviglio del decadentismo di fine secolo, dell`art nouveau e di un ossessivo interesse per le mode, salome` e` un capolavoro di arguzia e sofisticatezza. e` l`esemplificazione del concetto che wilde aveva di arte: pura formalizzazione, puro artifizio, puro fatto stilistico. scritto a parigi nel 1891, il dramma fu censurato a londra in base a una vecchia legge che vietava di mettere in scena i personaggi biblici. solo nel 1931 pote` essere rappresentato senza scandalo. oramai, pero`, salome` era considerato il miglior lavoro di wilde. questa edizione e` accompagnata dai raffinati disegni di aubrey beardsley e dall`introduzione di alberto arbasino, che svela gli aspetti eccessivi e spettacolari del teatro wildiano.

anni trenta: un uomo, un giovane scienziato ebreo di cui due sorellastre, isabella e margot, sono entrambe innamorate. la serenita` di un tranquillo rifugio in svizzera non riesce a cancellare gli orrori della guerra e delle persecuzioni razziali, ne` a evitare una violenta ribellione contro il ricatto, una scomparsa misteriosa e un epilogo che e` un sorprendente antefatto.








la tragedia delle fenicie e` incentrata sul mito tebano, dalle colpe di edipo alla guerra fratricida dei suoi figli, eteocle e polinice. seneca offre pero`, di una saga spesso trattata nella poesia greca, una lettura nuova, perche` collega i due momenti della vicenda in un rapporto di causa-effetto: l`azione contro natura di edipo, assassino del padre e sposo della madre, genera cioe` la perversione dei discendenti, nati dall`incesto. testo latino a fronte.




