
con "poeta delle ceneri", pubblicato per la prima volta sulla rivista

in questo volume "stadelmann", "le voci", "essere gia` stati", "la mostra", "lei dunque capira`". a partire dal 1988, quando pubblica stadelmann, la scrittura per la scena prende un posto sempre piu` importante nell`opera di claudio magris. anche perche` i suoi testi teatrali accolgono spesso quella

attraverso geniali miscugli dialettali, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi, e grazie al continuo e imprevedibile stravolgimento delle strutture romanzesche tradizionali, carlo emilio gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana. nutrito di cultura umanistica e scientifica, acceso di ribollenti umori e di un`acuta passione morale e civile, si puo` considerare al tempo stesso un grande scrittore sperimentale e un classico. in questo volume: quer pasticciaccio brutto de via merulana (1957) quer pasticciaccio brutto de via merulana (redazione di

attraverso geniali miscugli dialettali, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi, e grazie al continuo e imprevedibile stravolgimento delle strutture romanzesche tradizionali, carlo emilio gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana. nutrito di cultura umanistica e scientifica, acceso di ribollenti umori e di un`acuta passione morale e civile, si puo` considerare al tempo stesso un grande scrittore sperimentale e un classico. in questo volume lo strano ingegner gadda di gianfranco contini presentazione di dante isella la madonna dei filosofi a cura di raffaella rodondi il castello di udine appendice al

teresa batista e` una donna forte e bellissima, con la pelle di rame e il cuore di miele. rimasta orfana di entrambi i genitori, quando non ha ancora compiuto tredici anni viene venduta come schiava al capitano justiniano duarte da rosa. da questo momento la sua esistenza scorre come un torrente, moltiplicandosi nei rivoli di mille avventure: prostituta e poi amante di emiliano guedes, prodigiosa danzatrice di samba, eroina in grado di debellare il vaiolo, anima affamata di liberta` e di vita, teresa batista fa tesoro di ogni esperienza, anche delle violenze, dei soprusi e dei lutti, costruendo sulle ferite la propria leggenda. pubblicato per la prima volta nel 1972 e ambientato nel nordeste, "teresa batista stanca di guerra" unisce tragedia, critica sociale e poesia in un romanzo struggente, tra i piu` amati di jorge amado.

improvvisamente costretto a sperimentare in prima persona la precarieta` della vita, renzo racconta la propria esistenza, i propri valori, il rapporto con gli altri e il modo in cui tale rapporto viene alterato, rivelato o inverato dalla malattia e dal lungo avvento della morte. ma approssimato per difetto e` soprattutto un romanzo d`amore: quello che lo lega alla moglie valeria, e che obbliga entrambi a un profondo confronto con se` stessi. rifiutando le convenzionali menzogne, scavando nei sentimenti fino alla lacerazione, ognuno dei due protagonisti corre l`estremo e solitario rischio della ricerca della verita`. attraverso la loro storia, con grande lucidita` e forza poetica gina lagorio ha affrontato in anticipo sui tempi (la prima edizione del libro e` del 1971) il tema scomodo della malattia e del lutto, facendone materia di un romanzo.

due fratelli, mitsu e taka, fanno ritorno al loro villaggio d`origine nel sud-ovest del giappone. vivono in maniere diverse il senso di distruzione e sradicamento che li ha investiti e la difficile ricomposizione del loro universo psichico e sociale, mitico e storico, dal quale si scoprono ancora dipendenti. il motore di questa macchina narrativa e` il contrasto tra i due protagonisti: mitsu l`introverso, il pensatore disincantato e scettico, poco incline all`azione, condannato da un incidente ad avere un occhio aperto sulle tenebre; taka l`idealista, l`aggressivo e misterioso fratello minore, si identifica con i personaggi scomodi e perdenti della famiglia. saga famigliare, parabola politica, drammatica confessione in cui si fondono la ricomposizione dei sentimenti, la dignita` cercata oltre le angosce prodotte dalla storia, la speranza ritrovata al termine di un crudele e liberatorio ritorno alle origini, il grido silenzioso e` una tragedia moderna che da` forma a un mondo immaginario di straordinaria ricchezza.


per comprendere quel che accade nel mondo abbiamo sempre studiato la politica, l`economia, i trattati internazionali. ma senza geografia, suggerisce tim marshall, non avremo mai il quadro complessivo degli eventi: ogni volta che i leader del mondo prendono decisioni operative, infatti, devono fare i conti con la presenza di mari e fiumi, di catene montuose e deserti. perche` il potere della cina continua ad aumentare? perche` l`europa non sara` mai veramente unita? perche` putin sembra ossessionato dalla crimea? perche` gli stati uniti erano destinati a diventare una superpotenza mondiale? le risposte a queste domande, e a molte altre, risiedono nelle dieci fondamentali mappe scelte per questo libro, che descrivono il mondo dalla russia all`america latina, dal medio oriente all`africa, dall`europa alla corea. con uno stile chiaro e una prosa appassionante, marshall racconta in che modo le caratteristiche geografiche di un paese hanno condizionato la sua forza e la sua debolezza nel corso della storia e, cosi` facendo, prova a immaginare il futuro delle zone piu` calde del pianeta.

"questo volume raccoglie le sceneggiature di tre film tra i piu` intensi e poetici di pasolini: opere che al loro apparire suscitarono entusiasmi, discussioni e polemiche. nel vangelo secondo matteo (1964) pasolini esplora la figura sociale di cristo e il rilievo storico del suo messaggio, dipingendo un gesu` piu` feroce contro i ricchi che contro i duri di cuore. nell`edipo re (1967), la tragedia di sofocle viene riletta in una luce inedita: la vicenda del sovrano di tebe segna l`imporsi dei tempi circolari della vita e del mito su quello lineare della storia. in medea (1969) pasolini rappresenta nuovamente il conflitto tra una visione religiosa e una visione illuminista e razionalista del mondo." (dalla prefazione di morando morandini)

quando "colazione da tiffany" venne pubblicato per la prima volta, nel 1958, il

valle dello swat, pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. la scuola e` finita, e malala insieme alle sue compagne e` sul vecchio bus che la riporta a casa. all`improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. malala ha appena quindici anni, ma per i talebani e` colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. per questo deve morire. ma malala non muore: la sua guarigione miracolosa sara` l`inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui e` nata fino all`assemblea generale delle nazioni unite. oggi malala e` il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed e` stata la piu` giovane candidata di sempre al premio nobel per la pace. questo libro e` la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all`educazione di tutti i bambini, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.

Questo primo volume di scritti teatrali raccoglie tre delle sei tragedie scritte e più volte rielaborate da Pier Paolo Pasolini tra il 1966 e l'inizio degli anni Settanta: Calderón, liberamente ispirato a La vita è sogno e unica opera teatrale pubblicata vivente l'autore, venne rappresentato per la prima volta nel 1978 per la regia di Luca Ronconi e mette in scena l'impossibilità di evadere dall'universo della propria condizione sociale e lo scontro tra il potere e l'individuo nella Spagna franchista. In Affabulazione, il cui primo allestimento con regia e interpretazione di Vittorio Gassman risale al 1977, l'autore rielabora invece i miti di Crono e di Edipo attraverso la storia della scandalosa e sconvolgente attrazione sessuale di un padre per il figlio. Con Pilade, infine, reinterpretando ancora una volta in chiave moderna il mito greco, Pasolini supera il dramma della dialettica contro il potere per una rappresentazione lirica del potere stesso che incessantemente avanza, incurante di ogni cosa. Il volume è arricchito da un'appendice di testi di critica teatrale scritti da Pasolini tra il 1961 e il 1973.

di chi e` la voce che risuona in "alla cieca"? e certo il racconto di un recluso e di un fuggitivo. e jorgen jorgensen, il re d`islanda poi condannato ai lavori forzati nell`inferno di un`altra isola, agli antipodi, giu` alla baia. e il compagno cippico, passato dai lager nazisti a goli otok, la terribile isola calva dove tito confinava i dissidenti. e tore e jan jansen, neve`ra e strije`la e i mille nomi dei partigiani e dei clandestini. e il rivoluzionario e il fondatore di citta`, il marinaio e il cybernauta... e anche l`argonauta nel suo viaggio infinito attraverso oceani dove s`incontrano solo l`avventura e la morte, il sangue e la violenza, in un esilio che solo a tratti s`illumina dell`amore di una donna che si chiama maria, marie, mariza o marja, e norah e mangawana... in questo devastante e struggente memoriale a narrarsi e` l`eterno ribelle, l`ammutinato, l`eretico in balia delle onde e del buio della storia, ma anche dei suoi sogni di giustizia e della disciplina di partito. prefazione di eugenio scalfari.

se danubio abbracciava una vastissima area geografica e storica, in microcosmi claudio magris ci guida alla scoperta di luoghi circoscritti, via via piu` piccoli. dalla descrizione del paesaggio - anche nei dettagli piu` sfuggenti - al racconto delle esistenze minime o grandi, dei destini, delle passioni, delle comiche o tragiche vicende che lo hanno segnato, sgorga una narrazione randagia e fluttuante che segue un suo percorso nascosto, come la corrente di un fiume. ciascuno di quei mondi cosi` diversi - che tuttavia si rispecchiano e si integrano nella parabola di un`esistenza - vive nella compresenza di presente e di passato, epifania dell`attimo e memoria, ore fuggitive o secoli lontani. all`inizio si puo` credere di star leggendo descrizioni di paesaggi ma ci si accorge, a un certo punto, che si sta leggendo la storia della vita e della morte di un uomo. la narrazione fluttuante - in cui personaggi ed eventi si disperdono, si frammentano, si ricompongono, riaffiorano - nasce dal senso profondo di una radicale trasformazione del mondo e probabilmente dell`uomo. la virtualita` sostituisce la realta`, in un processo che cambia i sentimenti e le percezioni dell`individuo e quasi la sua natura. microcosmi, col suo modo di narrare, e` un viaggio in questa mutazione epocale e insieme un tentativo di resisterle, di difendere le cose cosi` risucchiate nell`astrazione come si cerca di salvare da un naufragio le cose amate.

ogni giorno, ossessivamente, i mass media ci raccontano i conflitti che insanguinano il mondo e gli scenari che li hanno generati. ma la politica, l`economia, la religione, l`ideologia - e men che meno la brama di potere non possono giustificare in alcun modo le sofferenze generate da qualunque guerra. anche perche` a essere devastate, ormai, prima delle vite piu` o meno gloriose dei soldati e dei miliziani, sono le esistenze quotidiane dei civili: persone come noi che vengono travolte da ventate di distruttivita`, ferocia e sadismo, in un vortice di sanguinaria insensatezza. barbara schiavulli e` una giornalista libera e coraggiosa, che da sempre viaggia e scrive per raccontare quello che succede nel mondo, la` dove a dominare sono il sangue e la morte: negli ultimi anni, tra israele e palestina, dall`iraq al pakistan e all`afghanistan, ad haiti... per testimoniare i piccoli e grandi destini delle vittime, quelle che i mezzi d`informazione spesso trascurano. per trovare, in mezzo all`orrore, l`umanita` profonda di uomini e donne, vecchi e bambini. perche` non restino solo numeri nel conto delle vittime, ma tornino a essere nomi, volti, storie... tra quelle macerie si combatte anche un`altra guerra: per cercare la verita`, per restituire alle vittime, soprattutto a quelle innocenti, la loro dignita`.

in un mondo preda del dubbio e della paura, la sfera politica, cosi` come la si intendeva tradizionalmente, non esiste piu`. oggi le cose sono profondamente cambiate, secondo luc ferry, perche` non e` vero, come si pensava un tempo, che la famiglia, cioe` la sfera del privato, sia il terreno elettivo della disaffezione civile, come non e` vero che tenga lontani dalla sfera pubblica e dai grandi ideali della politica. non esiste al mondo sfera piu` politica, nel senso di ideale, di predisposizione al sacrificio e di trascendenza, della vita privata. la politica, se vuole riprendere a funzionare, deve mettersi al servizio della vita privata, divenuta la nuova trascendenza in un mondo senza dio. deve venire incontro alle madri lavoratrici, per esempio, ma soprattutto deve recuperare la famiglia come ideale politico, ispirandosi cosi` a un umanesimo fondato sul privato per arginare un liberalismo che finisce per negare se` stesso, e una democrazia che produce spesso il suo esatto contrario.

il libro di george steiner tratta del fondo di tristezza ineluttabile che accompagna il passaggio dall`homo all`homo sapiens, di quel velo di malinconia che colora l`esistenza. quello che si dipana in queste pagine e` un pensiero che pensa se` stesso: da un lato porta alle estreme conseguenze il