
come tutte le istituzioni umane, anche le vie e i modelli di sviluppo spirituale, di risveglio mistico, recano l`impronta indelebile dell`elemento maschile che le ha forgiate a propria immagine e a proprio uso. christina feldman, grazie alla profonda conoscenza della meditazione, acquisita sia con la pratica diretta sotto la guida di maestri orientali, sia come insegnante e maestra di meditazione molto attiva in america e in europa, si chiede se esista nella crescita spirituale una specificita` femminile, e soprattutto se e come il modello autoritario maschile di trasmissione degli insegnamenti possa influire su un autentico processo di sviluppo spirituale della donna. l`autrice individua una serie di nodi culturali centrali capaci di soffocare o bloccare lo sviluppo della spiritualita` femminile, e ne discute la natura e la portata con immediatezza e precisione, ricorrendo a esempi concreti derivati dalla sua esperienza personale o da quella di altre donne. al termine di ogni capitolo un paragrafo e` dedicato alla descrizione di un metodo di meditazione specifico relativo al tema trattato.



un testo per accostarsi al mondo musicale del grande compositore e per comprendere il suo modo peculiare, anzi unico, di far coincidere la musica con gli elementi piu` profondi del suo paesaggio interiore. con un`indagine acuta e sempre corredata di esempi concreti, eggebrecht penetra allo stesso tempo nella materia musicale e nel mondo interiore di mahler, trattandoli sempre, in maniera indissolubile, come facce della stessa medaglia. ne emerge il motivo dominante del `principio mahler`: la ricerca di una risoluzione al dualismo che il compositore considerava il proprio `destino`, quello cioe` tra la desolazione e l`ipocrisia del mondo reale e la pace e la bellezza di un mondo `altro`, il mondo interiore della comunione con la natura e della creazione artistica. l`indagine di eggebrecht si basa su uno studio analitico del linguaggio musicale e dei procedimenti compositivi, e procede sempre sulla scia di brevi ma sostanziali esempi musicali. l`ascolto della musica di mahler, dopo questo libro, appare un`esperienza nuova, straordinariamente arricchita.

simbolicamente rilegato in rosso, il colore della rivoluzione, il manoscritto di oper und drama fu completato il 10 gennaio del 1851 e spedito all`amico theodor uhlig, critico musicale e fervente sostenitore di wagner, con la dedica: "rossa, o amico, e` la mia teoria!". il volume era nato come un articolo di ampie dimensioni sull`opera moderna, ma crebbe a dismisura tra le mani di wagner, ed apparve a lipsia alla fine di quell`anno in tre tomi. sebbene ne curasse la ristampa altre due volte, nel 1869 e nel 1872, con correzioni e l`eliminazione di vari riferimenti polemici, dopo la prima edizione wagner senti` il bisogno di prendere le distanze dal suo maggiore trattato teorico, senz`altro anche influenzato dal pensiero di schopenhauer, che lo porto` a rivedere in parte la propria concezione della musica come mezzo dell`espressione al servizio del dramma. questa nuova edizione italiana ricostruisce filologicamente l`intero tragitto editoriale dell`opera, e la propone per la prima volta al lettore non solo nella sua integralita` ma anche nel suo divenire. il testo principale qui tradotto segue quello dell`ultima edizione (che wagner giudico` definitiva), riportando in nota le parti inedite del manoscritto fatte conoscere da klaus kropfinger nella sua riedizione dell`edizione del 1851, nonche` le principali varianti introdotte da wagner nelle edizioni successive, riscontrate direttamente sugli originali.

fin dagli inizi della sua attivita` di studioso alfred mann ha indagato il problema della divaricazione tra teoria e pratica che dalla fine del `700 in poi e` andata sempre piu` accentuandosi, soprattutto nell`insegnamento della musica. secondo mann tale scissione nasce all`inizio dell`800 con la standardizzazione dei percorsi didattici per i musicisti, quando l`insegnamento della teoria assume una dimensione nettamente specialistica, separata dall`attivita` di chi fa la musica. questa nuova organizzazione produsse una rapidissima obsolescenza del metodo tradizionale di trasmissione del mestiere per addestramento diretto da musicista ad apprendista, basato fin dall`inizio sulla pratica, e fini` per produrre una frattura tra pratica creativa e insegnamento, laddove in precedenza, ricorda mann, "gli ambiti dell`insegnante e del compositore, del pensiero didattico e di quello creativo, erano uniti e non contrapposti". la conseguenza fu la nascita di una `forma` idealizzata di `fuga di scuola`, governata da regole precise, che divenne materia d`esame nei conservatori restando completamente scissa dalla vera pratica compositiva sia dei secoli precedenti sia di quello coevo. attraverso la prospettiva storica, che mann sviluppa in questo saggio, diviene chiaro che il significato del termine `fuga`, come quello di `forma-sonata` e di `concerto`, cambia secondo le epoche, e che non riusciamo a capirlo se parliamo della `vera fuga`.

la conturbante lolita di kubrick, il cinico monsieur verdoux di chaplin, l`indifferente victor sjostrom del posto delle fragole, l`arrogante al pacino dello scarface di de palma, l`ipocondriaco woody allen di hollywood ending. spesso scaturiti da romanzi, altre volte da episodi realmente accaduti e comunque sempre, in qualche modo, dal mondo profondo del regista, dello sceneggiatore e soprattutto dell`attore: i personaggi dei film sono rappresentazioni a tutto tondo dei tipi umani. in tal senso si prestano perfettamente a diventare istanze esemplari delle tipologie di personalita` descritte dall`enneagramma. questa figura geometrica ormai piuttosto diffusa nella cultura occidentale sembra in realta` avere origini antichissime ed essere scrigno di conoscenze profonde sulla psicologia umana. introdotta in occidente da g. i. gurdjieff, ha ricevuto i contributi fondamentali di oscar ichazo e di claudio naranjo, ed e` soprattutto sulla `psicologia degli enneatipi` da quest`ultimo elaborata che si basa il presente studio. nove punti inscritti all`interno di un cerchio rappresentano le nove tipologie di personalita` fondamentali che a loro volta, intersecandosi con le tre grandi aree delle personalita` (istintuale, emotiva e mentale), generano ventisette sottotipi. dopo un`ampia trattazione delle ventisette tipologie, gli autori portano ad esempio due film per ogni sottotipo, esaminando i tratti caratteriali dei personaggi corrispondenti.

questo libro raccoglie molti dei discorsi che paolo menghi tenne nell`ambito dei suoi seminari di `normodinamica`. il suo insegnamento nasce con l`intento di aiutare l`essere umano ad aprirsi all`esistenza e a risvegliarsi dall`identificazione ipnotica con un io ristretto; il suo metodo si fonda sulla meditazione quale strumento di consapevolezza utile a modificare i propri automatismi e a entrare in un contatto profondo con aree e istanze personali nascoste o ignorate, nel quale possa "riemergere l`inconscio". la normodinamica, termine che allude alle dinamiche della vita ordinaria come terreno e combustibile del processo evolutivo, intende la normalita` come piena realizzazione delle potenzialita` umane. essa si avvale di tecniche di yoga, arti marziali, espressione e manipolazione corporea, ma affronta anche lo studio e l`esplorazione della propria storia personale in una prospettiva sistemico-relazionale, per poi cercarne una rielaborazione creativa e artistica.

possiamo imparare dagli altri come fanno cio` che fanno e apprendere le loro abilita`? tutti sogniamo di poter far cose che adesso non sappiamo fare. vediamo altre persone parlare correntemente una lingua straniera, giocare con maestria una partita a scacchi, apprezzare la solitudine, attenersi a un regime di esercizi ginnici, realizzare le proprie passioni, e ci chiediamo: "perche` non posso farlo anch`io?". le nostre esperienze di vita ci insegnano schemi specifici di percezione, pensiero e comportamento: se ci manca un`abilita`, non e` perche` non siamo in grado di padroneggiarla; semplicemente ci sono mancate le esperienze che avrebbero potuto insegnarci gli schemi necessari per manifestarla. nella programmazione neurolinguistica il processo di `modellamento` consiste nell`identificare e descrivere in modo utile gli schemi costitutivi dell`esperienza e del comportamento di una persona che manifesta in maniera eccellente una particolare abilita`: una volta che conosciamo gli schemi, possiamo farli nostri e cominciare a manifestare quell`abilita`. vengono qui esaminate le distinzioni primarie essenziali a un modellamento `utile`, convinzioni, strategie, emozioni e comportamenti esterni: si tratta degli elementi dell`esperienza che sono essenziali affinche` una data abilita` funzioni in noi.

"se aveste chiesto a trungpa rinpoche qual e` l`essenza dell`insegnamento del buddha, avrebbe risposto: `e semplicissimo. e l`insegnamento dell`apertura, della completa apertura`". cosi` rigdzin shikpo, discepolo di cho`gyam trungpa rinpoche, introduce il suo approccio al dharma, riprendendo l`esortazione di trungpa ad `accogliere sempre e non rifiutare mai`. l`apertura e il desiderio di scoprire la verita` su se stessi e il mondo, anche se innati nell`uomo, vengono spesso sommersi dalle risposte consolidate e rassicuranti che offrono la societa` e la cultura. essere totalmente aperti significa sperimentare ogni cosa in modo diretto, spogliandola dei rivestimenti e degli abbellimenti delle nostre proiezioni. non e` un percorso facile, e infatti l`autore lo chiama `il sentiero dell`imbarazzo`, perche` e` senza dubbio imbarazzante andare incontro alle situazioni piu` problematiche senza l`aiuto di tutti gli stratagemmi con cui siamo abituati a manipolare il nostro mondo. eppure e` il sentiero della saggezza, il sentiero del buddha, l`unica via della sofferenza dell`essere: vedere la vera natura delle cose, velata dalle false proiezioni dalle distorsioni che intesse la mente.

l`autoriflessione e` la pratica, il sentiero, l`atteggiamento mentale che caratterizza tutte le tradizioni spirituali che derivano dall`insegnamento del buddha. richiede il coraggio di esaminare con attenzione tutti i pensieri e le emozioni che sorgono di continuo nella mente, compresi i dubbi, le insicurezze, le tendenze egocentriche, le reazioni abituali che sembrano contraddire la sua natura illuminata e farsi beffe della pratica spirituale piu` assidua. e un paziente autoesame, un osservare e testimoniare ogni moto mentale senza accettare cio` che e` positivo e rifiutare cio` che e` negativo, senza formulare giudizi, senza attribuirgli troppo significato o troppa importanza: semplicemente, lasciar essere ogni pensiero, accettare ogni emozione, lasciare andare e venire ogni evento mentale senza intervenire. puo` essere doloroso confrontarsi con gli aspetti meno elevati della mente, con un io che non abbandona mai le sue pretese e le sue lusinghe, ma e` indispensabile se non si vuole che la pratica spirituale sia solo un ennesimo passatempo scisso dalla vita quotidiana e incapace di un reale cambiamento. il segreto, come sempre, e` non prendersi troppo sul serio. dzigar kongtrul rinpoche cita le parole del buddha: "vi ho mostrato la via per la liberazione. ora liberarvi dipende da voi" e le fa sue, esortando i discepoli e i lettori a prendere in mano la propria vita, a esaminare la loro mente e la loro esperienza perche`, se non se ne assumono la responsabilita`, nemmeno i buddha potranno cambiarle.

tulku urgyen rinpoche, nato nel tibet orientale nel 1920, e` stato un famoso maestro buddhista vajrayana del ventesimo secolo. studioso e praticante delle scuole tibetane kagyu e nyingma, era il detentore di importanti insegnamenti dzogchen e di terma risalenti al guru padmasambhava. si distingueva per le sue profonde realizzazioni meditative e per lo stile d`insegnamento chiaro e conciso, capace di condensare in parole semplici le sottigliezze della filosofia buddista. tulku urgyen rinpoche e` mancato il 13 febbraio 1996 al suo eremo nagi gompa.

in questi discorsi achaan munindo ci fa partecipi dei suoi primi anni come monaco in tailandia, del suo rapporto col suo primo insegnante, achaan tate e degli insegnamenti da lui ricevuti. passa poi al tema della traduzione rispettosa degli insegnamenti e della forma della tradizione ereditata in qualcosa di significativo e di efficace. e questo un compito che, come spiega nel discorso intitolato "siamo tutti traduttori", dobbiamo affrontare individualmente se vogliamo ricevere dei reali benefici dalla nostra pratica. nel suo personale sforzo, achaan munindo rimane fedele alle istruzioni sulla consapevolezza ricevute dal suo primo insegnante: "comprendere la differenza tra il cuore e l`attivita` del cuore".

"meditazione puo` significare moltissime cose, e` una parola che include ogni tipo di pratica mentale, buona o cattiva. ma quando io uso questa parola, la uso piu` che altro con il significato di centrarsi, sistemarsi o riposare nel centro. l`unico modo in cui lo si puo` fare, in realta`, non e` mettersi a pensare o analizzare; occorre aver fiducia in un semplice gesto di attenzione, di consapevolezza".

"dignita` spontanea" e` una raccolta di discorsi tenuti da tsoknyi rinpoche nel 1996 al centro di ritiri rangjung yeshe gomde`, in danimarca, e al nagi gompa, in nepal, per un pubblico di studenti ai primi passi nella pratica o gia` piu` esperti. gli argomenti dei discorsi ricoprono tutti i punti essenziali della pratica dzogchen, dalla base, la visione e la fruizione, fino al trascendimento della meditazione shamatha, la compassione, la meditazione negli stati di sogno, l`unione degli stadi di sviluppo e completamento.

soko morinaga introduce questo volume autobiografico in cui gli insegnamenti buddhisti si allacciano ai ricordi personali del suo percorso di pratica da novizio a maestro. l`autore racconta le sue esperienze di liceale arruolato nell`esercito giapponese allo scoppio della seconda guerra mondiale, di reduce allo sbando, di giovane novizio che ha dovuto imparare a credere ancora in qualcosa e in qualcuno. la sincerita` feroce e disarmante con cui descrive i suoi rapporti col maestro zen, i suoi errori grossolani, i tentativi non riusciti di mostrarsi acuto e diligente, trasformano la sua storia in una lezione che trascende i confini temporali e culturali e offre intuizioni profonde sulla innata stupidita` dell`io.

nate in epoche in cui la sopravvivenza dipendeva dalla capacita` di annientare un avversario, le arti marziali giapponesi non sono pero` solo tecniche di combattimento. permeate dei principi dello zen, hanno sempre avuto una componente spirituale che ha contribuito a rendere i samurai, i ronin, i ninja, affascinanti, almeno per l`immaginario occidentale, come sacerdoti della morte. essendo vie verso la conoscenza di se` e del mondo, verso l`illuminazione, contengono lezioni ancora oggi preziose. e questo e` l`aspetto che vuol privilegiare qui l`autore, sottolineando come gli anni di sforzo e di allenamento non producano solo una grande capacita` tecnica, ma una mente libera da presunzione, arroganza, paura, aperta ai segreti dell`universo.


nella sua essenza il buddhismo consiste in una serie di metodi per prendere coscienza di cio che veramente siamo e interrompere il ciclo che genera e alimenta la sofferenza. dunque con questo libro l`autore si propone di restituire la purezza degli insegnamenti essenziali del buddhismo, al di la delle tante scuole, tradizioni e pratiche, indicando al tempo stesso un sentiero per vivere pienamente nel presente, nel mondo occidentale contemporaneo. mcleod attinge alle espressioni spirituali e mistiche di tutto il mondo per spiegare come le pratiche del buddhismo possano essere utilizzate per risvegliare l`intero potenziale della vita umana. egli propone al lettore una serie di riflessioni meditative descritte dettagliatamente e accompagnate da un lucido commento sul loro significato e valore. non vuol suggerire di ritirarsi in un monastero, abbandonare il lavoro o cambiare radicalmente vita, ma offrire strumenti pratici per vivere in modo autentico.

basato su un sistema di esercizi le cui origini si perdono nel tempo, il chi kung agisce contemporaneamente a livello fisico e mentale e puo diventare un eccellente mezzo di realizzazione spirituale. wong kiew kit, insegnante delle arti marziali shaolin da oltre quarant`anni, offre qui un`ampia panoramica delle tecniche e delle applicazioni di quest`arte in ogni campo, dalla medicina alle tecniche marziali al benessere psico-fisico, presentando una serie di esercizi accuratamente spiegati e illustrati. una guida esauriente per chi si accosta per la prima volta a quest`arte millenaria e per chi desidera approfondirne i presupposti teorici.

la psicoanalisi e` stata, sebbene non solo, fondamentalmente una risposta clinica al disagio psichico. e anche oggi la sua natura sostanziale e` rimasta legata alla richiesta di alleviamento della sofferenza psichica. cio` che e` meno riconosciuto, ma non meno vero, e` che proprio il bisogno di risposta a un profondo e diffuso disagio spirituale ha dato origine a quella rigogliosa trasformazione della spiritualita` occidentale che si e` appoggiata, inizialmente, su forme religiose importate dall`oriente, e tra esse soprattutto quel complesso di tradizioni che l`occidente ha denominato `buddhismo`. l`humus comune su cui son cresciute la domanda di psicoanalisi e quella di spiritualita` e` un diffuso stato di sofferenza insito nel vissuto dell`uomo moderno. mark epstein appartiene a quella nuova generazione di psicoterapeuti e psicoanalisti che hanno vissuto in prima persona questo doppio bisogno di ricerca personale come un`esperienza globale del proprio essere, e lo hanno integrato in una visione concreta del reale e in una pratica originale sia della psicoterapia sia della spiritualita`. non una teoria, ma uno psicoterapeuta buddhista che riconosce che un concetto come quello di `continuita` d`essere`, introdotto nella psicoanalisi da winnicott, ha un senso centrale in una prospettiva buddhista, per il semplice fatto che per lui non e` solo un concetto, ma una vera esperienza vissuta.


la tradizione sikh del sat nam rasayan, che significa `ringiovanire attraverso la consapevolezza della natura divina dell`essere` e stata per secoli tramandata di maestro in discepolo attraverso un insegnamento esoterico. a partire dagli anni settanta del novecento yogi bhajan, maestro di yoga kundalini e massimo leader spirituale della religione sikh in occidente, ne diffuse la conoscenza e la pratica. grazie al sat nam rasayan si puo imparare a guarire se stessi e gli altri, attraverso una tecnica semplice e accessibile ma che necessita di una pratica costante. subagh singh khalsa, allievo diretto di yogi bhajan, guida il lettore passo dopo passo nell`apprendimento di questa pratica in cui si compenetrano l`aspetto fisico della guarigione e l`aspetto spirituale di ritorno al proprio se originario.


katagiri-roshi e` stato una figura chiave per la trasmissione del buddhismo in america. il suo primo libro, ritorno al silenzio (tradotto e pubblicato in questa stessa collana), poneva in primo piano la necessita` di ritornare al nostro stato di esistenza originale, illuminato, ed e` diventato uno dei testi classici sullo zen. questo nuovo libro raccoglie gran parte dei suoi discorsi, tutti rivolti a un altro tema chiave del suo insegnamento: come portare l`intuizione dello zen nella nostra vita quotidiana. "per vivere pienamente", insegna dainin katagiri, "bisogna prendersi cura della vita momento per momento, proprio qui, proprio ora". e per riuscirci, dice sempre katagiri, dobbiamo immergerci nella vita con tutto il cuore, incondizionatamente, con la stessa incondizionatezza che e` richiesta nella meditazione zen. se ci accostiamo alla vita in questo modo, ogni nostra attivita` - tutto cio` che facciamo, tutto cio` che diciamo - diventa un`opportunita` per manifestare la nostra saggezza innata. con straordinaria immediatezza, katagiri ci insegna che la stessa saggezza che anima la pratica spirituale puo` trasformare la nostra vita in un tutto ricco e senza discontinuita`. osservate attentamente. siate pienamente vivi in ogni momento. questo e` il vero modo di vivere.

e possibile per una mente umana andar oltre il proprio condizionamento; cioe` essere libera dalle proprie speranze, dalle proprie paure, dai propri desideri e pregiudizi? e poi, superando il proprio condizionamento, puo` tale mente rimanere libera da ogni nuovo condizionamento? da queste domande prende avvio la riflessione di r. p. kaushik. pur non tradendo le sue radici nel pensiero orientale, e` il risultato di una ricerca ad ampio raggio (dalla filosofia vedanta, allo yoga, alla filosofia occidentale) nell`intricato campo del rapporto con gli altri e con noi stessi. verso una nuova conoscenza e` il primo libro da lui scritto nel 1973, con l`intenzione di guidare il lettore in modo semplice ma anche intenso lungo le tappe fondamentali della sua ricerca.

sumarah e` una forma di meditazione originaria dell`isola di giava; fonde la tradizione locale con prevalenti elementi buddhisti e sufi. l`autrice e` un`insegnante di questa disciplina, e da oltre vent`anni vive a giava.

sharon salzberg e` stata una delle fondatrici del centro di meditazione di barre, impegnato nell`opera di diffusione del buddhismo in occidente.


nel 1950 la cina occupa la prima citta` tibetana e inizia la costruzione di strade che renderanno veloce l`avanzata delle truppe fino a lhasa. i tibetani, divisi da lotte interne, si lasciano ingannare dall`apparente cortesia dei cinesi e non reagiscono immediatamente al pericolo. sono i soliti khampa, dicono, banditi che non sanno negoziare, a creare i disordini politici. poi il protettorato cinese lascia cadere la maschera e i tibetani si danno alla fuga, cercando riparo in india e in nepal. ecco in breve gli eventi politici su cui si intesse la trama dell`autobiografia di chagdud tulku, uno dei massimi esponenti dello dzogchen, nato nel kham (tibet orientale) nel 1930 e costretto all`esilio nel 1959. una storia straordinaria, che presenta molte chiavi di lettura: e` un avvincente libro d`avventura, ricco di episodi divertenti e di colpi di scena; e` una testimonianza diretta dell`agonia di una civilta` rimasta fino ad allora congelata in una teocrazia fuori dal tempo, un mondo sciamanico in cui ogni scelta umana era subordinata a predizioni, esperienze visionarie e incantesimi. ancora, e` un viaggio interiore, spirituale; un insegnamento su come raggiungere la prospettiva della verita` assoluta nel bel mezzo dell`incertezza della vita.




"noi siamo la danza dell`esistenza e della non esistenza: se non lo capiamo, il tantra e` impossibile. ma, non importa se lo capiamo o no, il tantra attua continuamente se stesso: il tantra e` cio` che accade". il linguaggio scelto da ngakpa chogyam per rendere accessibile agli occidentali la tradizione tantrica tibetana non e` inutilmente poetico e assurdo. perche` il tantra possa davvero mettere radici in occidente, dovra` abbandonare il linguaggio tradizionale di esposizione e inventare una nuova lingua che parli direttamente alla nostra intrinseca natura illuminata. ngakpa chogyam non invita i lettori a rifiutare la cultura occidentale e la sua ricca eredita` spirituale e artistica per diventare orientali fasulli; al contrario, li esorta a usare tutte le loro nevrosi e insoddisfazioni come materiale grezzo per la pratica. l`ampia gamma di dubbi presentati e le risposte di rinpoche delineano un quadro completo dell`antica tradizione ngakphang: la figura del lama, i potenziamenti, il metodo dello shine, la pratica dei mantra e della visualizzazione di se stessi come esseri di saggezza, e cosi` via. non ultimo pregio del volume sono le bellissime illustrazioni di ngakpa pema rig`dzin zangmo, un`artista discepola di ngakpa chogyam esperta nella raffigurazione di thangka e delle immagini di consapevolezza tantriche.

le tecniche di meditazione sono varie e numerose. cio` che le accomuna tutte, pero`, e` l`aspetto fisico, la postura appunto, cui questo libro e` dedicato. l`autore analizza i tre elementi fondamentali della postura meditativa: allineamento, rilassamento ed elasticita`, tutti e tre di uguale importanza e interdipendenti, che fondendosi armoniosamente l`uno con l`altro generano un potente effetto catalitico in cui vengono attivate le energie guaritrici del corpo. la postura nel suo insieme puo` essere vista come una mudra di trasformazione, un gesto o un atteggiamento del corpo che coinvolge tutto l`essere: un gesto totale in cui corpo e mente si integrano e svanisce la divisione artificiale tra mondo interno e mondo esterno. la prima parte del libro tratta della meccanica della postura nella sua applicazione specifica alla pratica formale seduta, la seconda parte esamina come questi stessi principi si applichino a quella che potremmo chiamare la pratica informale, la vita quotidiana. alla fine di ogni capitolo una sezione di esercizi serve da guida per approfondire l`aspetto della postura cui e` dedicato il capitolo. la forma personale della pratica dell`autore risente dell`approccio tradizionale buddhista, cui viene fatto talvolta riferimento nel testo, ma i principi che sottendono la postura di meditazione sono universali nella loro applicazione.

niente di meglio di questo libro per sfatare il logoro cliche` che vuole l`adepto buddhista alieno dal mondo, dai coinvolgimenti terreni, incapace di gustare il sapore della vita. glassman e fields ci raccontano la bellissima storia di un`iniziativa unica nel suo genere: un panificio organizzato secondo i principi dello zen, che prospera e lievita trasformandosi in un`impresa di successo: la fondazione greyston. ispirandosi agli insegnamenti di dogen, fondatore nel xiii secolo della tradizione giapponese del soto zen nonche` autore del famoso tenzo kyokun, o istruzioni per il cuoco zen, glassman ci presenta le sue esperienze di abate-imprenditore del ventesimo secolo, offrendoci, piatto dopo piatto, il banchetto di tutta una vita dedita non solo alla pratica buddhista ma spesa anche e soprattutto per migliorare l`esistenza dei senzatetto e degli emarginati. nella fondazione greyston, invece, lo spirito zen mescola i due ingredienti dell`azienda produttiva e dell`impresa senza scopo di lucro, dando vita a un superpanificio che impiega e qualifica i disoccupati e fornisce una casa e agevolazioni varie ai senzatetto. questo libro offre al nostro palato un buddhismo dal gusto nuovo, che applica i principi zen tanto nella comunita` come al mercato, amalgamando con successo imprenditoria e non attaccamento e dosando sapientemente pratica spirituale e impegno sociale.



ramesh balsekar per ventenni si e` interessato all`advaita vedanta, la religione nata dalle antichissime dottrine tramandate nei veda, nelle upanishad e nella bhagavad gita, ha seguito maestri e si e` impegnato in varie pratiche spirituali, ma solo l`incontro con nisargadatta maharaj si rivela decisivo per la sua ricerca. e, morendo, nisargadatta gli affida il compito di insegnare, affinche` la coscienza possa parlare attraverso di lui, uno dei miliardi di `organismi corpo-mente` in cui si e` manifestata. tutto cio` che c`e`, e` coscienza. il messaggio, ripetuto in queste pagine, e` semplicissimo, eppure la comprensione intuitiva di queste poche parole e` quel che segna la differenza tra il cercatore e il jnanin, tra chi desidera raggiungere l`illuminazione e chi puo` arrendersi totalmente a cio` che e, al gioco (lila) dell`universo, avendo compreso che non esiste un `io` che possa illuminarsi. il pregio particolare di ramesh balsekar, e forse uno dei motivi per cui i suoi ascoltatori sono quasi tutti occidentali, e` che non si adatta minimamente allo stereotipo del guru indiano. non promette miracoli, non opera guarigioni, non concede poteri soprannaturali, non si propone come guida spirituale, ma la sua cultura, la sua vita lavorativa e la sua apertura mentale, unite allo straordinario impatto della sua presenza, lo rendono il ponte ideale tra l`oriente e l`occidente.

l`analisi della singolare convergenza tra insegnamenti buddhisti e psicoterapia contemporanea fa risaltare la modernita` di quello che puo` essere considerato "il primo psicoanalista della storia".

dono, moralita`, pazienza, zelo, meditazione concentrata, saggezza, aspirazione, mezzi compassionevoli, potere spirituale, conoscenza: queste sono le dieci paramita della tradizione buddhista, uno scarno elenco di principi e pratiche meditative, derivante dalla tripartizione degli insegnamenti del buddhismo classico in sila, moralita`, samadhi, concentrazione, e praj?a, saggezza, e che rappresenta i dieci stadi seguiti dal bodhisattva nel suo progresso verso la buddhita`. questo libro, con i suoi dieci capitoli, uno per ogni paramita, discute il significato delle perfezioni, adattandole allo stile di vita del meditante occidentale. allo stesso tempo, il modo di insegnare di aitken non si allontana dall`alveo della tradizione dei grandi maestri zen, e quindi spesso presenta racconti, aneddoti e koan, utili per spiegare con semplicita` come affrontare le difficolta` che tutti possono incontrare lungo il sentiero spirituale dello zen. le dieci paramita vengono presentate al meditante come altrettanti metodi di azione, modi per realizzare un`esistenza ispirata alla chiarezza e socialmente impegnata, mezzi per nutrire e sviluppare una spiritualita` che va vissuta nel mondo di oggi, in cui niente sembra facile o persino possibile.

il maestro waysun liao traduce e commenta tre classici, da molti definiti come la "bibbia del t`ai chi", corredandoli di un`ampia sezione introduttiva che spiega come aumentare l`energia interna (chi), come trasformarla in potere (jing), e come proiettarla all`esterno.

comprendente piu` di 350 voci, presenta il mondo della simbologia mitologica e religiosa dell`antico egitto. il risultato e` una chiave per accedere al ricco simbolismo di cui il mondo egizio e` ricco, un tesoro di pensiero analogico per pensare in modo nuovo il mondo antico, ma anche, e soprattutto, per pensare in modo antico il mondo nuovo.

il buddismo e` una religione sui generis, che si e` sempre adattata con straordinaria plasticita` alle piu` svariate situazioni socioculturali e storiche e addirittura ad altre religioni, modificandosi, trasformandosi anche radicalmente, pur di mantenere intatto cio` che conta: il suo messaggio fondamentale diretto verso l`essere umano. in questo libro la prospettiva buddista e` aderente alla nostra cultura, vi penetra al punto che appare interamente spoglia di quella dimensione mitica, l`esotismo, che per un certo periodo ne aveva fatto la fortuna.

molti scorgono fra le proprie aspirazioni e la propria esperienza effettiva una frattura, una distanza, come se il ponte tra le limitazioni della condizione umana e il proprio potenziale spirituale fosse crollato. diventa automatico, allora, chiedersi che cosa hanno di buono una visione o un`aspirazione spirituale se non sappiamo come renderle reali. l`autore ci porta a percorrere la via della fiducia nella mente, nell`essenza indistruttibile di noi stessi, che e` descritta nei testi in tanti modi diversi, ma che rimane sempre il nucleo essenziale del nostro essere.



lama vajradhara kalu rinpoche nacque nel khan (tibet orientale) nel 1904. a tredici anni prese l`ordinazione monastica e, a soli quindici anni, entro` nel tradizionale ritiro di tre anni e tre mesi sotto la guida spirituale di norbu tendrup. dopo un periodo di pellegrinaggio nei luoghi sacri del tibet, inizio` un lungo ritiro solitario nelle grotte dei monti himalayani, che abbandono` solo dodici anni dopo, quando gli fu chiesto di lasciare gli studi e la pratica ascetica per guidare un famoso centro di meditazione. gli insegnamenti qui raccolti, tenuti da kalu rinpoche nel 1982 in america, illustrano i diversi aspetti del sentiero dell`illuminazione cosi` come sono esposti nelle scritture theravada, mahayana e vajrayana. kalu rinpoche, riconosciuto dai detentori dei quattro maggiori lignaggi tibetani come un maestro di meditazione della statura di milarepa, illustra in dettaglio tutti gli aspetti fondamentali del sentiero buddhista: il rifugio, le prostrazioni, le visualizzazioni, la pratica del mandala, le meditazioni con e senza oggetto, la mahamudra, i voti del laico e del bodhisattva, lo sviluppo del bodhicitta e il particolare rapporto guru-discepolo caratteristico del vajrayana. al termine dei discorsi, risponde alle domande e ai dubbi dei partecipanti, guidandoli nella pratica e dimostrando la sua profonda conoscenza della societa` e della mentalita` occidentali.

agli inizi degli anni `70, un`e`quipe di psicologi e neurofisiologi americani della menninger foundation invita uno swami a sottoporsi a una serie di esami di laboratorio, per documentare gli straordinari poteri di controllo sul corpo raggiunti dagli yogin con la meditazione. il fascino che emana dall`imprevedibile personalita` di swami rama, un`insospettabile combinazione di saggezza e straripante vitalita` infantile, spinge l`e`quipe a spostarsi nei luoghi sacri del gange, per incontrare swami, baba, yogin, contribuendo cosi` a gettare un ponte tra le due culture, quella americana con il suo laboratorio portatile di bio-feedback e quella indiana, con il suo messaggio d`eternita`. l`autore, all`epoca dello studio assistente personale dello swami, prosegui` poi le sue ricerche antropologiche e culturali in india, e offre in questo libro un ritratto appassionante del meraviglioso mondo indiano, con attenzione, obiettivita` e senso dell`umorismo.




l`alchimia interiore praticata dai taoisti cinesi mirava all`ottenimento dell`immortalita` partendo da specifiche pratiche psicofisiologiche. sebbene siano molto numerose le opere alchemiche destinate all`uomo e alla pratica maschile, la letteratura femminile e` quasi inesistente; eppure la donna e` presente nel taoismo sin dai primordi, anzi, negli scritti alchemici si afferma che ella, prima e meglio dell`uomo, poteva riuscire nella grande opera, grazie al suo immenso privilegio di poter essere madre. il taoismo (rispetto a buddhismo e confucianesimo) accordava una grande importanza alla donna e alla femminilita`, ma il fatto che l`ideale femminile venga esaltato non comporta necessariamente che lo status della donna sia elevato, anzi, spesso, a un`esaltazione dell`immagine femminile corrisponde un periodo di oppressione sociale della donna. questa ambiguita` e` sempre presente negli scritti sull`alchimia femminile. questi scritti non trattano unicamente di tecniche di alchimia interiore riservate alle donne (la decapitazione del drago rosso, la respirazione embrionale, ecc.), ma espongono anche concetti relativi all`etica femminile, alla vita della donna nella societa` o nella comunita` religiosa, in particolare le regole da osservare; vi si ritrova una certa continuita` dell`immagine e del ruolo della donna nel taoismo fin dai suoi inizi.

che cosa e` veramente lo stress? qualcosa di cui non ci si libera facilmente. tuttavia, sostiene harding, puo` anche diventare facilissimo eliminare, stroncare, decapitare lo stress, purche` si sappia come fare. e per saperlo non si deve far altro che riconoscere la sua non-esistenza, come d`altronde la non-esistenza di tante altre cose, a partire dalla nostra stessa testa. infatti solo percorrendo la `via senza testa`, quella via che ci insegna a vedere il nostro vero volto originario, che ci fa conoscere noi stessi per cio` che veramente siamo, che ci insegna le vie d`uscita dalla prigione della nostra condizione umana, che ci mostra la non esistenza della nozione di morte, possiamo decapitare lo stress. il metodo insegnato da harding ci sara` d`aiuto per sempre. dobbiamo soltanto trovare il coraggio di guardarci, riconoscere l`evidenza di noi stessi, la nostra vera non-essenza, e tutti i preconcetti che ci hanno dato tanto disagio e stress scompariranno miracolosamente. il segreto e` semplicissimo: basta che ci rendiamo conto che noi in realta` non siamo altro che quel nulla che vince lo stress escludendolo da se stesso, o quel tutto che lo vince includendolo in se stesso. e un metodo di una facilita` estrema anche se, come avverte l`autore, le abitudini di tutta una vita non si possono cancellare dall`oggi al domani. ma vale la pena lavorarci su.










gurdjieff fu un uomo singolare e multiforme, che mostrava se stesso sotto modi diversi agli uni e agli altri, cosi` da apparire a volte spietato e altre volte compassionevole. proprio come `nascondeva` se stesso, gurdjieff `nascondeva` anche le fonti dei suoi insegnamenti e dei suoi metodi. bennett, che per molti anni lavoro` insieme a gurdjieff e che in seguito divenne uno dei principali continuatori della sua opera, riunisce in questo libro i frammenti sparsi per ricostruire il rompicapo della vita di gurdjieff e tentare di sciogliere i numerosi interrogativi che tuttora circondano la sua persona. il libro comincia con un`affascinante descrizione della vita di gurdjieff a kars e delle influenze cui deve essere stato esposto nella fanciullezza e nella gioventu`. bennett ricostruisce poi i primi viaggi di gurdjieff alla ricerca della verita`, discute la fonte delle sue idee e spiega le ragioni dei suoi enigmatici metodi e insegnamenti.

"ho scritto questo piccolo libro avendo presenti i bisogni di quelle persone, in oriente come in occidente, che vogliono trovare la giusta via e apprendere l`insegnamento (dharma) del buddha. il suo insegnamento e` davvero profondo come l`oceano e nell`esporlo egli ha usato molti abili mezzi, espressione della sua onniscienza. in tempi successivi, i grandi maestri dell`india hanno escogitato altri abili mezzi e in questo libro ho cercato di presentare sia gli sviluppi originali che quelli successivi, senza tener conto delle sottigliezze e delle disquisizioni filosofiche e concentrando invece l`attenzione sulle questioni di applicazione pratica". (dalla prefazione dell`autore).

quest`opera e` un sunto della filosofia e del pensiero di ostad elahi, padre dell`autore, e una sintesi delle leggi spirituali fondamentali che permettono a ogni essere di comprendere il proprio processo di perfezionamento. i principi qui presentati sottolineano l`importanza di un`ascensione naturale e graduale dell`anima e ne rivelano le tappe successive. l`opera invita l`essere umano a realizzarsi intellettualmente e spiritualmente e lo incoraggia a intraprendere un lavoro personale conformemente alle regole di un`ecologia dell`anima che tiene anche conto di tutti i fattori legati all`ambiente sociale.

racconto diretto e descrizione di un pellegrinaggio in tibet negli ultimi decenni della sua indipendenza e della sua intatta tradizione culturale. un pellegrinaggio nel vero senso della parola in quanto non segue itinerari prestabiliti ne` si prefigge uno scopo fisso o limitato; e` un viaggio nello spazio non solo esterno ma anche interiore, che parte sempre da un invisibile centro psichico.








non e` mai stato fatto nessun tentativo sistematico per stabilire se l`interpretazione che freud da` della religione possa essere confermata da un esame delle tradizioni e delle leggende rabbiniche. la letteratura classica conosciuta come midrash e aggadah e` una fonte decisiva per un`indagine del genere. questa letteratura, ancora scarsamente esplorata, consiste nelle testimonianze di innumerevoli sermoni, leggende, miti e omelie su temi biblici, tutti di estrazione rabbinica; insomma e` il frutto di un`"immaginazione religiosa" di dimensioni e di ricchezza eccezionali. questo materiale e` indubbiamente segnato in modo riconoscibile dalla storia del popolo ebraico, dalla sua doppia sconfitta: religiosa da parte del cristianesimo e politica da parte dell`impero romano, fino alla persecuzione secolare e agli eventi piu` recenti. ma rubenstein dimostra che soprattutto esso racchiude una realta` psicologica, la dinamica delle tendenze inconsce del gruppo, risultando in cio` analogo al ruolo che ha il sogno per l`individuo. i parametri dello studio sono ampiamente psicoanalitici, basati fondamentalmente sull`opera di freud, erik erikson e gordon allport, ma utilizzati da uno studioso ebraico il cui interesse primario rimane pur sempre la dimensione religiosa.

la teoria indiana della kundalini, svolta in maniera particolare nei testi tantrici induisti e buddhisti ma presente in tutto il vedanta, e` la seguente. l`energia sessuale non e` che energia vitale che sta avvoltolata e dorme, come un serpente (kundalini), alla base della colonna vertebrale, cioe` intorno alla zona del sesso. svegliarla per emettere il seme significa impiegarla a fini prevalentemente genetici, e questo e` un legittimo impiego; svegliarla pero` senza emettere il seme significa produrre una trasformazione di energia, qualora l`energia, salendo per il simbolico doppio canale del sushumna, si diffonda a poco a poco per tutto il corpo attraverso i centri (chakra) o plessi, ne apra i petali, e salendo fino al loto dei mille petali, situato alla sommita` della testa, determini un`amplificazione di tutto l`essere che infine, liberandosi di ogni limitazione in un`apertura illimitata, puo` giungere al samadhi. questo libro e` un resoconto autobiografico originale di cio` che accade alla mente e al corpo quando kundalini si desta spontaneamente, dopo anni di disciplina yoga. il commentario di james hillman e` una riflessione dal punto di vista della psicologia analitica, in cui l`autore individua un parallelismo fra le esperienze di gopi krishna e i processi di trasformazione nell`uomo occidentale come emergono nella pratica analitica.





questo libro vuole essere una sfida tanto a coloro che hanno `ereditato` la tradizione religiosa, quanto a coloro che la hanno cancellata. sarete come de`i (il piu` recente libro di fromm) dimostra come dalle parti piu` arcaiche del vecchio testamento, dagli scritti profetici, fino alla successiva tradizione ebraica, sprigioni lo spirito dell`umanesimo radicale. esso presenta l`idea di dio come il risultato di uno sviluppo, di una purificazione graduale, sottolineando da un lato come ogni momento di tale sviluppo sia coerentemente caratterizzato dalla lotta contro ogni tipo di idolatria, dall`altro come lo sviluppo conduca all`inevitabile conclusione dell`assurdita` della teologia. dimostrando che il giudaismo e` una religione `non-teologica`, fromm mette in risalto che non contano tanto le concezioni razionali, quanto il sostrato di esperienza umana di tali concezioni. dal punto di vista storico il libro ha il merito di dimostrare continuamente come i testi e le pratiche religiose tradizionali conservino un significato e una validita` attuali. malgrado il fondamentale atteggiamento di rispetto per la tradizione, questo libro presenta una impostazione rivoluzionaria.