
vittorio sgarbi compie una incursione nei concetti del bene e della bellezza, traendo spunto dalla grande tradizione dell`occidente cristiano in materia di sanita` e malattia. la cristianita` dell`assistenza nasce proprio dall`esigenza, dal dovere morale di curare il malato come farebbe dio. ma sembra talora che dio non possa stendere la sua mano, ed e` allora che l`assistenza interviene ricreando le condizioni di possibilita` di quel miracolo che dio non puo` fare. per quanto riguarda l`architettura, l`autore afferma che l`idea dell`architetto e` un`idea filosofica, al servizio di una funzione. l`architettura non puo` esistere se non in rapporto alle esigenze reali dell`esistenza umana.


un viaggio attraverso i secoli, riccamente illustrato, alla scoperta non solo di capolavori imprescindibili, ma del legame piu antico e profondo del mondo, la nativita, che allude, nella stessa misura, al mistero della vita di ognuno di noi e al rapporto dell?uomo con dio. dalle nativita e annunciazioni disincarnate e divine, con il cielo infuso d?oro, dell?arte bizantina, vittorio sgarbi ci conduce attraverso la rivoluzione della pittura moderna, che ha rappresentato una nativita sempre piu terrena, sempre piu vicina alla vita. ma la conquista della verita per questo soggetto cosi misterioso e suggestivo non e stata lineare: la storia dell?arte indica ripensamenti e ritorni, cortocircuiti continui tra ideale e reale. da giotto a simone martini, da piero della francesca a raffaello, da michelangelo a caravaggio e rubens fino ad alcune suggestioni dell?ottocento e novecento, da courbet a segantini, a pietro gaudenzi, vittorio sgarbi non solo ci racconta l?arte da un punto di vista inedito, quello della nativita, ma mostra come essa abbia saputo individuare le infinite sfumature dell?atto piu divino che l?essere umano puo compiere: il dono della vita. tra pittura, scultura, ma anche cinema e letteratura, questo viaggio, infine, ci lascia intravedere i mille, labirintici volti della femminilita, quali solo la grande arte puo rappresentare. "la nativita e il principio di tutto. la sua sintesi e nella immagine della madre che tiene in braccio il bambino: essa non mostra il potere di dio ma la semplicita degli affetti, in giotto come in pietro lorenzetti, come in vitale da bologna, come in giovanni bellini, come in bronzino, come in caravaggio. maria nell?atto della maternita non e una maesta lontana, in trono, che tiene in braccio un bambino che e gia divino: e semplicemente, nella maggior parte delle rappresentazioni, una mamma con il figlio. per questo la maternita di maria non e un tema religioso ma un tema umano. il soggetto e semplicemente la vita".

vittorio sgarbi chiude la sua trilogia del rinascimento, dopo leonardo e raffaello, con il racconto impetuoso della vita e delle opere di michelangelo buonarroti. la parabola di un artista predestinato - narrata da vasari nelle vite con l`ammirazione che gia` suscitava nei contemporanei - capace di realizzare tra firenze, bologna e roma una sequenza di capolavori che lo affermano come un maestro assoluto, venerato, copiato, rispettato per tutti i secoli a venire, fino ai giorni nostri. le parole di sgarbi guidano lo sguardo alla ricerca delle fonti e delle consonanze che le opere, opportunamente interrogate, ci suggeriscono: cosi` sentiamo nostro il dolore muto e senza tempo della madonna della pieta` vaticana, la forza interiore del david, proviamo la stessa vertigine provata da raffaello nella cappella sistina, di fronte al gesto assoluto che unisce e allontana dio e l`uomo. ancora vibriamo dell`energia che la pietra trasmette ai prigioni, al mose`, all`estremo abbraccio tra la madre e il figlio nella pieta` rondanini. e in questo viaggio michelangelo non ci appare mai solo: egli studia e rivoluziona la lezione dei maestri del passato - masaccio, donatello, antonello da messina -, si confronta con gli artisti coevi - niccolo` dell`arca, bellini, mantegna -, e dialoga con i pittori e scultori successivi su cui esercitera` la sua influenza, dai manieristi che ne subiranno il mito a tiziano, caravaggio, picasso, pollock, fino all`arte contemporanea. vittorio sgarbi insegue michelangelo nello stupore della bellezza, indaga le ombre della sua personalita` inquieta, e pagina dopo pagina la storia del piu` grande di tutti diventa una storia che ci riguarda, il racconto del genio che ha mostrato al mondo l`anima dell`uomo. "michelangelo evoca fantasmi. nelle sue opere non c`e` soltanto la bellezza e la pienezza della forma, ma anche il tentativo di cogliere uno stato d`animo e uno spirito che sono dentro la scultura e la pittura. questa e` la sua grandezza, la sintesi for

"perche` sentiamo leonardo cosi` vicino e cosi` presente? perche` e` un artista imperfetto. la sua indubbia genialita` lo rende diverso da chiunque altro, pero` la sua e` una diversita` che non comporta lontananza e distacco. e vicino a noi, prossimo agli uomini che non sono geni assoluti, perche` il suo e` un continuo tentativo di capire il mondo, sperimentando. leonardo e` stato ogni cosa: scrittore, architetto, scultore, pittore; ma sebbene di lui vi siano immagini innumerevoli, non si conoscono i suoi progetti architettonici e le sue sculture. in lui il tentativo e` stato sempre piu` forte della realizzazione delle cose. la pittura e` il momento piu` pieno di questa carriera incompleta, frammentaria e divisa, che lo rende cosi` vicino alla sensibilita` contemporanea. l`artista ha un`anima che vive nell`estensione di se` che e` il suo dipinto, cosi` il pensiero di leonardo vive nella sua opera, che si proietta in un tempo che supera il nostro. il desiderio che motiva leonardo, piu` di ogni altro artista, e` il tentativo di superare il confine del tempo, superare la morte: e` entrare nella dimensione dell`immortalita`. ecco perche` ascoltiamo le sue parole: perche` leonardo e` vivo." vittorio sgarbi compone un ritratto inedito di leonardo, raccontandone le imprese e le opere, il contesto artistico in cui e` cresciuto e la straordinaria risonanza che ha avuto lungo i secoli, tracciando il percorso luminoso di un "genio dilettante" che arriva fino a duchamp, fino a dali`, fino a noi.

"raffaello ha solo dipinto. non e` stato un uomo complesso come leonardo, un pensatore curioso di tutto; non e` stato come caravaggio, un `maledetto` che vive una vita piena di contrasti; non e` stato un artista come michelangelo, pittore, scultore, poeta, architetto. raffaello ha dipinto soltanto. e ogni volta ha inventato un capolavoro. i pittori, come il suo maestro perugino, tendono a ripetersi, a riprodurre un modello, hanno un archetipo di riferimento. lui no. ogni volta inventa un`immagine nuova. opere che la critica disconosce sono di raffaello: sono opere diverse da quelle che ci aspettiamo, perche` raffaello non e` solo raffaello, e` anche giorgione, e` caravaggio, e` michelangelo, e` parmigianino. lui e` tutto: nessuno e` `piu` tutto` di lui. quello che ha fatto raffaello e` un prolungamento della creazione di dio e della bellezza del mondo, una bellezza assoluta, senza limiti." seguendo il racconto di giorgio vasari, vittorio sgarbi compone il suo racconto di raffaello, dal commovente rapporto con il padre e la madre, al magistero di pietro perugino, dagli affreschi delle stanze vaticane fino al torbido amore per la fornarina che destabilizzo` la sua calma olimpica. e ogni volta vittorio sgarbi percorre la fitta rete di legami con i pittori del suo tempo: l`ammirazione per leonardo, il rapporto contrastato con michelangelo, l`amicizia con bramante.

ci sono luoghi che attraversiamo quotidianamente nelle nostre citta` e che nella fretta di una meta da raggiungere manchiamo di cogliere. roma e` piena di queste occasioni di bellezza: dai palazzi rinascimentali, attraverso la grande stagione del barocco, alle architetture avveniristiche di questo secolo, tra chiese, fontane, piazze e musei, luoghi celebri e sorprese da scoprire. vittorio sgarbi compie una ricognizione totale delle bellezze architettoniche di roma, suggerisce al lettore una serie di itinerari d`autore per orientarsi tra queste meraviglie e compone un`opera straordinaria per la quantita` di edifici e autori citati. con oltre 650 schede di autori e 1500 opere segnalate, questo libro e` una guida alle architetture della capitale e uno strumento prezioso di conoscenza della storia artistica della citta`, che guarda al suo passato ma anche ai nuovi progetti in corso di realizzazione. a turisti e abitanti di roma non resta altro che alzare gli occhi e, fosse anche solo per pochi secondi, fermarsi a godere con consapevolezza le mirabilia della citta` eterna. nuova edizione.

ogni stagione ha il suo caravaggio. questa e` la piu` propizia, perche` l`apparizione dell`ecce homo a madrid e` stata accompagnata da un coro di consensi senza precedenti per un`opera apparsa dal nulla. non capitava da tempo che un dipinto mettesse d`accordo gli studiosi, imponendosi con una evidenza inequivocabile, e questo ci fa riflettere su cio` che resta, allo stato degli studi, a partire dalla mostra di caravaggio curata da roberto longhi a palazzo reale di milano nel 1951, vero atto di rinascita di caravaggio dopo una damnatio memoriae durata circa tre secoli. da questa data, il 1951, il nome di caravaggio si infiamma ancora una volta, accendendo i desideri del mercato e dei critici, che si affannano a individuarne di nuovi, anche laddove, essi, caravaggio non sono. e a disconoscerne altri che caravaggio potrebbero essere, a volte anche con grande furbizia. questo libro di vittorio sgarbi, dunque, non solo da` conto, per la prima volta, in modo molto sistematico, documentato e con un ricco apparato iconografico, dell`ultimo straordinario ritrovamento caravaggesco, l`ecce homo, a madrid. ma e` anche l`occasione di percorrere un viaggio avventuroso ed entusiasmante nei labirinti, rivalita`, furbizie che hanno accompagnato la riscoperta di caravaggio, a partire da quel fatidico 1951, settanta anni fa esatti.

un merito universalmente riconosciuto a vittorio sgarbi e` la sua capacita`, il suo talento nel raccontare sia con la scrittura sia verbalmente, la storia dell`arte. passando da racconti di vita personale a chiacchierate con studenti, a citazioni di leopardi, dickinson, dante e molti altri fino a lezioni su opere d`arte note e meno note, sgarbi vuole qui rendere omaggio ai due maestri della scrittura d`arte che sono stati i riferimenti principali della sua storia di critico.


