

"la felicita` bianca" raccoglie le prose giovanili scritte da rilke nel suo periodo praghese, prima della partenza per monaco nel 1896: storie grottesche, tragiche, mistiche in cui la sensibilita` religiosa e l`inquietudine psicologica di rilke dipanano straordinari spunti narrativi. sfondo ricorrente: praga, la citta` amata e rinnegata, baluardo dell`ultima civilta` asburgica, ma percorsa anche da fremiti irredentistici.


negli anni a cavallo fra otto e novecento, quando in austria e in germania si diffonde la filosofia nietzscheana del linguaggio, e tanto kafka con descrizione di una battaglia quanto hofmannsthal con il lord chandos rendono testimonianza della crisi, il giovane rilke non sembra avvertire il problema della non-corrispondenza fra parola e cosa. dotato di un infallibile istinto musicale e di una straordinaria abilita` nel dominare la lingua, vive i suoi inizi di poeta nella convinzione di possedere la capacita` di piegare qualsiasi soggetto alle leggi del metro e della rima. la lirica giovanile e` segnata da una soggettivita` prepotente, da un io che celebra il proprio mondo interiore, gli stati d`animo, le impressioni, e la propria maestria. passato per i successi del libro d`ore e del primo libro delle immagini, rilke si accorge pero`, con fatica e sofferenza, che per garantire qualita` e durata alla sua poesia deve riconoscere un valore autonomo al mondo fenomenico. comincia cosi`, intorno al 1903-1904, la ricerca formale e filosofica che portera` alle nuove poesie e di li`, attraverso una crisi di molti anni, alle elegie duinesi, ai sonetti a orfeo e alla lirica della maturita`, le grandi raccolte comprese nella presente edizione.



le "poesie alla notte", che vengono qui tradotte per la prima volta integralmente, furono raccolte da rilke nel 1916, all`indomani del definitivo sradicamento causato al poeta dalla guerra, e donate su di un quadernetto all`amico rudolf kassner. ricognizione notturna che rimanda a novalis come referente ideale, queste poesie rappresentano una delle tappe fondamentali nella genesi delle "elegie duinesi", e ci offrono un`altra testimonianza esemplare della grandezza di questo poeta che, come scrive mario specchio nella prefazione che accompagna il volume, ha saputo `coniugare il visibile con l`invisibile, trasformare la voce poetante in respiro e silenzio, ascolto e preghiera...`.


la caducita` di tutte le cose che abitano la terra, l`imperscrutabilita` della vita e della morte, la creazione artistica come via di salvezza. sono questi alcuni dei temi al centro delle "elegie duinesi", iniziate da rilke nel 1912 a duino e poi scritte fra intervalli e slanci creativi nel corso di dieci anni, fino alla pubblicazione nel 1923. profondamente innovative nelle scelte linguistiche, le "elegie" rappresentano il punto piu` alto dell`opera di rilke: in esse il poeta dona nuova profondita` alle figure chiave che accompagnano la sua scrittura gli angeli, l`eroe, gli amanti e arriva a cogliere il valore della poesia come riscatto dell`uomo davanti alla fragilita` dell`esistenza. perche`, come spiegato da franco rella nell`introduzione, "lo spazio ulteriore che rilke disegna con la sua opera e` lo spazio che non e` ne` vita ne` morte, ma `una nuova terza cosa`. e la scoperta di un mondo intermedio, il mondo propriamente umano".





