


amore legge il titolo del nuovo libro di ovidio, "rimedi contro l`amore", e subito protesta:

"nell`incipit delle metamorfosi ovidio dichiara con lucida concisione l`argomento del poema:

"la contiguita` tra de`i ed esseri umani e` uno dei temi dominanti delle metamorfosi, ma non e` che un caso particolare della continuita` tra tutte le figure e forme dell`esistente, antropomorfe o meno. fauna, flora, regno minerale, firmamento inglobano nella loro comune sostanza cio` che usiamo considerare umano come insieme di qualita` corporee e psicologiche e morali [...] le metamorfosi vogliono rappresentare l`insieme del raccontabile tramandato dalla letteratura con tutta la forza d`immagini e di significati che esso convoglia, senza decidere - secondo l`ambiguita` propriamente mitica tra le chiavi di lettura possibili." (italo calvino)

"io ho amato in continuazione e, se mi chiedi che cosa faccio ancora oggi, ardo d`amore." difficile immaginare una dichiarazione di intenti, esistenziali e poetici, piu` affascinante di questi pochi versi posti da publio ovidio nasone all`inizio dei suoi "remedia amoris" poemetto in distici elegiaci pensato come contraltare e antidoto agli insegnamenti proposti nell`"ars amatoria", il suo celeberrimo manuale d`amore. se con l`"ars amatoria", l`opera che nell`8 d.c. costo? a ovidio l`esilio in una piccola e inospitale localita` sul mar nero (per decreto dell`imperatore augusto che non ne apprezzo? i contenuti licenziosi), il poeta aveva insegnato, per l`appunto, l`arte di amare, con i remedia vuole offrire una medicina efficace per chi abbia subito gli effetti collaterali della sua stessa lezione d`amore. i rimedi sono di ogni genere e senza tempo: lunghi viaggi, svaghi e distrazioni (comprese le altre donne), i soggiorni rinvigorenti in campagna ma anche il super-lavoro, fino ad arrivare alla classica lista dei difetti dell`amata crudele, al vino lenitivo (ma solo in quantita` smodate, per evitare rischiose malinconie) e a molti altri trucchi per guarire dalle ferite d`amore. infine, il consiglio piu` importante di tutti: non prestare mai fede ad artisti e poeti... neppure allo stesso ovidio, tantomeno all`arguto e poetico autore della "scelta di massime consolanti sull`amore" in appendice raccolta: charles baudelaire. con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.

siamo, nella narrazione sinuosa di ovidio, alla generazione immediatamente precedente quella della guerra di troia. dominati dal canto di orfeo che ha perso euridice, i libri x-xii raccontano alcune tra le storie piu` belle di tutta l`opera, nella quale si fondono ora epica e storia mitica del mondo. e orfeo stesso che si presenta agli inferi reclamando la sposa uccisa dal morso di un serpente e che poi la perde per essersi voltato a guardarla mentre la conduce fuori dall`averno. fugge allora in luoghi remoti consolandosi col canto e narrando la storia di ganimede. da questa nasce quella di giacinto, e poi quella di pigmalione, che a sua volta fa emergere quella di venere e adone. e quando orfeo viene fatto a pezzi dalle baccanti, subito viene evocato mida, e poi esione, e quindi peleo e teti, i genitori di achille. allora prende il via la fondazione di troia, e il racconto dell`immane guerra. in mezzo, ecco pero` la storia delicata e dolente di ceice e alcione: dell`uomo che, per consultare l`oracolo, s`imbarca, incontra una furibonda tempesta, annega; e della sposa che - avvisata da morfeo nelle vesti del marito - vuole raggiungere il corpo di lui nel mare e si getta saltando dal molo.

un giovane si specchia nell`acqua e si innamora della sua immagine: e` narciso, che respinge la ninfa eco per amore di se stesso. due giovinetti, ostacolati nella loro reciproca attrazione, si incontrano di nascosto e cadono vittime di un errore fatale ad entrambi: sono piramo e tisbe, il romeo e la giulietta di tempi remoti. una ninfa, accesa da folle passione per il figlio di venere e mercurio, respinta da lui gli si avvinghia disperata fino a formare un unico, ibrido corpo: cosi` nasce ermafrodito. storie d`amore, tenere, tragiche, trasgressive, selvagge, che ovidio recupera dalle antiche fonti; idilli giovanili, felici unioni coniugali accanto a passioni non corrisposte e a impulsi deviati, sorelle che amano fratelli, figlie che concupiscono i padri. su tutte egli imprime il sigillo inconfondibile che da` il titolo al maggiore dei suoi poemi: metamorfosi. e la trasformazione si abbatte sugli esseri mutati in fiori, alberi, uccelli, ma anche belve, mostri, statue, ora con il peso di una grave e dolorosa condanna, ora con la leggerezza di un`estrema, sia pure illusoria, consolazione.


