



sul filo della memoria, come in un diario che talora si interrompe, mario lodi riflette sui film cui ha assistito, sulle mostre visitate, sugli amici incontrati, sui ricordi accantonati, sui sapori e i profumi della natura, sulle dichiarazioni di personaggi famosi. rilegge grandi eventi e piccoli fatti privati sottolineando come, quando si spegne l`invadenza del piccolo schermo, d`improvviso i particolari della vita tornano a splendere dando rilievo ai significati profondi di ogni cosa.



"il paese sbagliato" alla sua prima pubblicazione, nel 1970, mise a nudo le deficienze di una scuola vecchia e inadeguata. da allora molto e` cambiato, eppure l`insegnamento continua a essere sotto tiro, vittima delle storture di un sistema burocratico e inefficiente, mentre la televisione tende a occupare il tempo una volta dedicato ai giochi e alla lettura. capire che scrivere e` "scoprire gli altri", che le parole sono anche suoni e colori, che la storia non e` quella dei manuali, che si puo` stare insieme, anche se diversi, e` quanto hanno imparato gli allievi di mario lodi. il suo diario racconta quell`esperienza suggerendo il modello di una scuola che innanzitutto vuole educare, e che crede nello studio come occasione di crescita morale e civile. con una "lettera aperta ai giovani maestri".



