"aprendo nuove vie alla creazione artistica, la scoperta delle arti primitive esercito` un`influenza indubbia sul cammino delle idee. e il clima di favore creato dagli artisti all`inizio del ventesimo secolo ad aver reso possibile lo studio delle forme di sensibilita` proprie alle arti dell`africa nera. ormai tali produzioni non vanno piu` considerate alla stregua di mere curiosita` o di esotismi, bensi` con lo stesso rigore di quando penetriamo nel mondo della statuaria egizia o di quella della grecia antica. il fatto stesso che l`arte negra ai nostri giorni rientri, allo stesso titolo delle arti consacrate, nel dominio universale della cultura - dove tanta millenaria saggezza e tanta bellezza compongono il tesoro che costituisce l`eredita` dell`uomo d`oggi - non e` forse il segno che l`ideologia moderna, almeno nella sua avanguardia, e` ormai pronta ad accogliere la liberazione dei popoli neri come una necessita` ineluttabile?".
come gestire l`ambizione e sviluppare le strategie per superare le conseguenze dei prorpi insuccessi e - cosa ancora piu` difficile - quelle dei propri successi? e l`esperienza acquisita con il trascorrere degli anni puo` essere d`aiuto quando accade di subire una nuova batosta? basandosi su recenti ricerche psicologiche e sociologiche, gilbert brim insegna come vivere le vittorie e le sconfitte, come modificare i propri obiettivi gestendo le difficolta` per riuscire ad ottenere quei risultati che sembravano inavvicinabili.
il volume, nella prima parte, mette in evidenza le origini della pedagogia fenomenologica e il suo successivo sviluppo in italia (dal 1958 al 1988) e rivisita tutti i volumi della collana utilizzando un punto di vista insieme unitario e differenziato. le altre tre parti selezionano invece saggi di bertolini scritti dopo il 1988, contributi che entrano nel merito di alcune istanze esistenziali nei cui confronti la pedagogia fenomenologica e` in grado di proporre interpretazioni e indicare orientamenti operativi; riflessioni sulla ricchezza del dialogo con orientamenti teoretici diversi.
il petrolio e` un bene che presto terminera`. e gia` nei prossimi anni sara` raggiunto il punto in cui sara` antieconomico estrarlo. l`inevitabile diminuizione della materia prima potrebbe avere conseguenze catastrofiche. paul roberts, giornalista di , ha intervistato esperti di governo e industria, dagli stati uniti all`arabia saudita all`azerbaigian, sottolineando come sia indispensabile fin d`ora individuare un`alternativa al petrolio. un reportage che associa ai conflitti geopolitici i problemi legati alla rapida industrializzazione dei paesi come la cina che accelerano i processi di inquinamento e esaurimento delle scorte.
pur mantenendo la divisione tradizionale tra storia moderna e contemporanea, segnata dalla cesura del 1815, questo manuale si presenta profondamente innovativo sotto diversi aspetti. non e` una storia esclusivamente italiana o europea, e` una storia narrata, caratterizzata da uno sforzo squisitamente letterario.
anche per chi abbia familiarita` col suo universo visivo - disseminato di figure, paesaggi, oggetti, e disegni dentro disegni dentro disegni - lo sguardo di tullio pericoli non e` facile da ricostruire. almeno fino a quando non si coglie un dato essenziale e singolarissimo, e cioe` che a guidare quello sguardo non e` soltanto l`occhio, ma un organo piu` irrequieto e nervoso, che si lascia dirigere solo fino a un certo punto, e da li` in poi asseconda, prima di tutto, i propri imprevedibili talenti: la mano. in questa conversazione con domenico rosa, pericoli ne parla per la prima volta apertamente, con il gusto e spesso la sorpresa di scoprire via via, insieme a chi ascolta e poi a chi legge, i meccanismi e gli incantesimi del proprio lavoro: sciogliendone vari enigmi, e avvicinandoci, nel modo piu` attraente, a quella singolare "sapienza" che e` nella mano.
le acque mediterranee, da millenni teatro di storie e avventure, continuano a regalare grandi emozioni, quelle del nuoto, del remo e della vela. passioni antiche che l`autore ogni giorno rinnova, ascoltando la voce delle onde e dei marinai, di ieri e di oggi. nuotare e navigare riflettono un amore unico e ancestrale per il mare, che e` il punto di partenza di questo portolano sentimentale. nelle sue pagine i piaceri e le gioie che il mediterraneo offre quotidianamente si intrecciano con la storia, la geografia, il mito, le scienze e le arti, dando vita a un racconto intenso e vitale. una rotta che porta dalle fondamenta di venezia alle banchine di genova, dalle bocche di bonifacio allo stretto di messina, dalle verdi acque adriatiche a quelle blu tirreniche, restituendo un significato concreto alla mediterraneita`, che e` fatto storico-culturale e appassionata pratica del mare.
un impero e` una formazione politico-territoriale che si assegna lo scopo di allargare incessantemente la propria frontiera, di assoggettare (per conquista diretta o per controllo indiretto) il resto del mondo, fino a far coincidere la propria estensione con quella dell`ecumene tutto. la sua `missione` e` un progetto ideale che si fonda su una teoria politica (quando non teologica) e si articola in principi ideali. questi variano nel tempo, oscillando soprattutto tra il fondamento religioso e quello civile. mario liverani, uno dei maggiori studiosi del vicino oriente antico, rivoluziona la storia dell`antica assiria, mostrando come qui siano emersi per la prima volta alcuni dei tratti caratteristici comuni a tutti gli imperi comparsi nella storia del mondo. da roma a bisanzio, dall`impero britannico all`egemonia usa: il dominio con ogni mezzo disponibile per ricavarne vantaggi, la colpevolizzazione del nemico, l`attribuzione di una valenza universale alla propria missione hanno sempre accompagnato la vita di ogni impero.
con "il secondo sesso", simone de beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l`altro dall`uomo, senza avere a sua volta il diritto ne` l`opportunita` di costruirsi come altra. con veemenza da polemista di razza, simone de beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme inde`pendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche liberta` di costume, ma che attraverso il lavoro, l`indipendenza economica e la possibilita` di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla storia - riuscira` a chiudere l`eterno ciclo del vassallaggio e della subalternita` al sesso maschile. l`avvenire, allora, sara` aperto. con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell`argomentazione attraverso un`originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, simone de beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l`alienazione sessuale, economica e politica. provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarieta` collettiva. prefazione di julia kristeva. postfazione di liliana rampello.
in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidita` e` potere. la censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. "21 lezioni per il xxi secolo" si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni piu` urgenti dell`agenda globale contemporanea. perche` la democrazia liberale e` in crisi? dio e` tornato? sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? che cosa significa l`ascesa di donald trump? che cosa si puo` fare per contrastare l`epidemia di notizie false? quali civilta` domineranno il pianeta: l`occidente, la cina, l`islam? l`europa deve tenere le porte aperte ai migranti? il nazionalismo puo` risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? in che modo potremo difenderci dal terrorismo? che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande, perche` siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani. purtroppo la storia non fa sconti. se il futuro dell`umanita` viene deciso in vostra assenza, poiche` siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. certo e` parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia e` giusta? un libro non puo` dare alla gente ne` cibo ne` vestiti, ma puo` fare e offrire un po` di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. se questo libro servira` ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avra` raggiunto il suo scopo.
la ricostruzione della nascita e del crollo del sistema schiavistico nelle americhe come elemento determinante della supremazia di tutto il capitalismo occidentale. per piu` di tre secoli, la schiavitu` nel mondo atlantico fu il principale motore che alimento` l`espansione del capitalismo, dando vita a un micidiale sistema economico, politico e sociale da cui tutto il mondo occidentale traeva vantaggio. in quel periodo, il nuovo mondo divenne il crogiolo di una serie di tragici esperimenti: con la colonizzazione, le miniere d`argento, il sistema agricolo delle piantagioni, la schiavitu` razziale. il prodotto del lavoro schiavistico genero` imperi, favori` nuove culture di consumo, finanziando la svolta verso un assetto industriale dell`economia mondiale. gli afflati rivoluzionari di fine ottocento incrinarono questa , dando il via ai grandi movimenti di emancipazione di haiti nel 1804, delle colonie britanniche nel 1833-38, degli stati uniti negli anni sessanta dell`ottocento e di quelli brasiliani e cubani vent`anni dopo. ma soprattutto, secondo l`originale prospettiva dell`autore, dal movimento antischiavista trassero forza molti degli ideali politici e sociali di eguaglianza e liberta` del mondo contemporaneo.
wittgenstein e` stato un ammiratore di freud, ma questo non deve sorprendere, se si pensa che freud possedeva piu` di ogni altro una qualita` che wittgenstein riteneva fondamentale in filosofia, la capacita` di proporre analogie nuove e illuminanti per la comprensione di fatti che sono nello stesso tempo familiari ed enigmatici. il lavoro di freud, per lui, consiste anzitutto nel proporre eccellenti analogie, come per esempio quella tra un sogno e un rebus. egli ci fornisce una "rappresentazione di fatti" a cui nessuno aveva pensato prima di lui. freud ha torto nell`esprimersi "come se avesse scoperto che nella mente umana vi sono desideri e atti inconsci"; il che e` del tutto errato, secondo wittgenstein.