
l`approdo al cristianesimo, per lewis - "un pagano convertito in un mondo di puritani apostati", come lui stesso amava definirsi -, affonda le radici in tutto quanto nella filosofia, nei miti e nella letteratura lo aveva ammaliato, quasi che platone e le saghe nordiche, i salmi e le avventure di artu e merlino fossero indissolubilmente intrecciati. ed e a difesa dell`antica sapienza che lewis, con queste conferenze tenute al king`s college di newcastle nel 1943 e presto divenute un caposaldo della critica alla modernita e al suo culto della tecnologia, volle lanciare una generale chiamata alle armi. prendendo le mosse dall`innocuo paragrafo di una grammatica per le elementari, lewis, con la chiarezza del logico aristotelico, l`umorismo polemico di chesterton e swift e la forza immaginativa dello scrittore di fantascienza, bracca il relativismo che serpeggia velenoso nella nostra societa, nei modelli educativi, nella propaganda e nel mercato dei consumi, e delinea l`ormai ineluttabile trionfo di una sinistra distopia tecnocratica. e possibile inventare nuovi valori in nome del progresso? che cosa accomuna scienza e magia? quale tirannide si annida in un sistema che recide i nessi con la tradizione universale e condiziona le coscienze? e soprattutto: che cosa significaessere e restare esseri umani? interrogativi che si sono imposti prepotentemente nell`era digitale, ma che lewis aveva formulato con profetica chiarezza piu di ottant`anni fa.











