
in una lettera a umberto saba del 1949 primo levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, "molto del mio mondo, non del lager, voglio dire; meglio, non solo del lager". e sul finire della lettera aggiungeva: "ma tutto questo mi ha toccato meno di quel suo coraggio, di quella sua avidita` vigile di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza". sollevare la memoria del lager dal "buio del sottosuolo" e` il compito che si prefiggono saba, levi e molti autori europei che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul lager: vittorio sereni, paul celan, jean cayrol, charlotte delbo, robert desnos. sempre levi dira` in una famosa intervista che "dopo auschwitz non si puo` fare poesia se non su auschwitz". questo volume, che raccoglie gli atti di un convegno svoltosi a torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta mettere a confronto diverse tradizioni letterarie - francesi, italiane, tedesche, israeliane -, stabilendo un vincolo forte fra coloro che credono alla necessita` della poesia nella societa` contemporanea.