
la strage di duisburg ha riacceso i riflettori sulla `ndrangheta, organizzazione colpevolmente sottovalutata per decenni. il libro svela segreti, intrecci e complotti che legano quanto successo nella cittadina tedesca con una faida che da sedici anni uccide uomini e donne, vecchi e bambini: quattro cognomi che si ripetono sulla guida del telefono come sui loculi del cimitero, due clan che a san luca, profonda calabria, si contendono tutto. la terra, le connivenze politiche, il sangue, ma soprattutto i grandi traffici di droga, di armi e di rifiuti tossici. partendo dalla strage di duisburg, il volume racconta come la `ndrangheta sia riuscita negli anni ad adeguarsi a tutto, sfruttando le nuove tecnologie e la globalizzazione. in un percorso a ritroso tra i riti d`iniziazione e capibastone, forzando il muro dell`omerta` che mai come in questo caso avvolge un gruppo criminale, scavando tra gli atti d`indagine che portano la `ndrangheta fino ai vertici di paesi sudamericani e africani, sbroglia uno a uno i fili spinati delle `ndrine, svelandone l`incredibile fatturato di cinquanta miliardi di euro. e illustrandone una mappa che le colloca, uniche tra i grandi gruppi malavitosi, in tutti i cinque continenti.

stendhal disse che non esiste un romanziere che non abbia elaborato una sua propria filosofia del mondo. e questo vale, naturalmente, anche per un autore cinematografico. woody allen concede una lunga intervista a marco spagnoli per raccontare il suo rapporto con la realta`, con le storie, con il modo di scoprirle e di trasporle. sette anni di interviste formano l`affresco di uno dei piu` importanti registi americani del dopoguerra, un uomo che rimpiange l`america degli anni quaranta e l`europa di de sica, che crede nel sesso e si ricrede su bush. il percorso nel mondo del cinema dagli inizi fino alle ultimissime produzioni ("match point" e l`ultimissimo "scoop", in uscita nel 2007), l`interesse nei confronti della vita, le gag, i nonsense e i paradossi. e la capacita` di stupirsi ancora, per ogni risultato: " ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora?".


