
un bambino di nome albertino parte la notte della vigilia di natale per andare dal suo babbo prigioniero in un paese lontano. con lui la nonnina, il cane flik e la lucciola con il suo lume. durante il loro viaggio vengono aiutati da una locomotiva che li trasporta fino a un ponte, che pero` e` saltato; poi incontrano una gallina padovana residente all`estero che indica loro di camminare per 1490 passi, fino a un bosco abitato da tante creature, buone e cattive. l`avventura di albertino alla ricerca del suo papa` e` popolata di sogni, paure e poesie: una favola toccante scritta da guareschi e letta per la prima volta la vigilia di natale del 1944 a un gruppo di compagni rinchiusi con l`autore in un campo di prigionia. ed e` anche la storia di quegli uomini, che la ascoltarono e che proprio grazie a queste parole riuscirono a mantenere viva la speranza del ritorno.

l`italiano per sebastiano vassalli e` colui che, convocato da dio nel giorno del giudizio, risponderebbe: "chi, io?". dall`ultimo doge di venezia, un ludovico manin ormai vecchio e sgradito al popolo, al padre della patria francesco crispi che rivive a occhi aperti i momenti cruciali della sua vita; da emanuele notarbartolo, la prima vittima della mafia, alla poetessa sibilla aleramo, che deve fare i conti con le conseguenze della sua indipendenza, fino al signor b., l`arcitaliano, che ha trionfato nell`unire il paese sommerso e quello legale. con ironia e compassione laica per i suoi personaggi vassalli riesce a delineare il profilo piu` autentico dell`italianita`, presa tra incoerenze inconciliabili, condannata forse al limbo per l`eternita`.

un padre, attilio bonifazi, potente, il re dell`immondizia di roma. una figlia, marta, che ha venerato il suo papa` fino a quando qualcosa si e` rotto, e l`odio si e` fatto acuto quanto lo e` stato l`amore. cosi` marta ora e` una ventiduenne obesa che trascorre le sue giornate senza mettere il naso fuori di casa. sola, aggressiva, violenta e senza amici, a eccezione di lorenzo, l`ex compagno di scuola educato e gentile.

un padre, un figlio, una malattia che li separa in pochi mesi, prima che riescano a dirsi quel che non si sono detti mai. cosi` il figlio si ritrovera` con poche tracce in mano per poter ricostruire quella figura affascinante ma enigmatica. l`ingegner albinati faceva parte di una generazione sposata al proprio lavoro: uomini intraprendenti, fumatori incalliti e padri evasivi, che hanno domato il boom economico e consumato la vita fino all`ultima goccia. tra la vergogna di prendere appunti mentre suo padre sta morendo e la paura di perderlo per sempre, e cosi` di perdersi, lo scrittore albinati tenta una riconciliazione personalissima con il proprio genitore, che e` pero` la stessa sfida per tutti i figli quando devono, loro malgrado, diventare uomini. un libro necessario su un legame delicato, sottilmente in equilibrio tra il pudore e il bisogno di raccontare, di capire.

"`horcynus orca` e` un mitico e epico poema della metamorfosi. la concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosita` mediterranea... per questo d`arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come joyce nell`ulisse, un tema mitico: perche` in un`eta` in cui il mito dominante e` quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita puo` essere il tema della tragedia." (giuseppe pontiggia)

la storia di theo decker, sopravvissuto, appena tredicenne, all`attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. solo a new york, senza parenti ne` un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. a disagio nella sua nuova casa di park avenue, isolato dagli amici e tormentato dalla nostalgia per la madre, l`unica cosa che riesce a consolarlo e` un piccolo quadro dal fascino singolare. e da li`, il suo futuro diventa una rocambolesca giravolta tra salotti chic, amori e criminalita`, guidato da una pulsione autodistruttiva, impossibile da controllare.

il sudtirolo, una terra di frontiera e un paradiso turistico in cui due popolazioni sono destinate a convivere. ma cos`altro sanno gli italiani di questa regione e della sua storia? quasi niente e, peggio, l`hanno sempre capita poco. sebastiano vassalli ripercorre in maniera lucida e tagliente gli snodi principali di un secolo ricco di contrasti, di "fandonie storiche", di follie politiche: dal 1919, quando il trattato di st. germain avanzo` sul crinale alpino il confine con l`austria, stabilendo che i sudtirolesi diventavano loro malgrado italiani... fino ai giorni nostri. in mezzo ci sono il fascismo, il nazismo, le bombe, i referendum e una stagione di tenebre in cui hanno perso la vita troppi uomini. il protagonista di questa lunga storia e` ormai vecchissimo, nato nel 1928, eppure continua ancora a muoversi indisturbato nel paesaggio scintillante di valli e citta`, a fare sentire la propria voce e a seminare zizzania. attraverso una proposta concreta, questo libro invita a chiudere i conti con la storia e a separare una volta per tutte il passato dal presente, per guardare avanti.

sette racconti, sette vite, sette poeti: vassalli ripercorre le storie di poeti fondamentali, da omero a rudel, da virgilio a qohe`let, da francois villon a giacomo leopardi a arthur rimbaud. per capire il mistero della parola e della poesia nelle esistenze di uomini ingenui, falsi, avidi, nevrotici, in una parola, normali. che pero`, almeno per un breve momento della loro esistenza, hanno pronunciato con la loro voce parole di grande valore per tutti, in ogni tempo: "la poesia e` vita che rimane impigliata in una trama di parole. vita che vive al di fuori di un corpo, e quindi anche al di fuori del tempo. vita che si paga con la vita: le storie dei poeti che ho raccontato stanno a dimostrarlo". un libro vivo che ci mostra finalmente, e per davvero, questi uomini di lettere e le loro esistenze, e che alza per un attimo il velo sul significato della poesia, come in un`illuminazione, o un amore lontano, che rimane misterioso e potente in eterno.

nella palermo del 1893 raffaele palizzolo, detto "il cigno", e` deputato parlamentare e consigliere del banco di sicilia: e` arrivato al potere giocando in borsa con i soldi dei risparmiatori. emanuele notarbartolo, che ha diretto l`istituto bancario per oltre dieci anni, quando viene allontanato dal suo incarico per volere del cigno denuncia la situazione di illegalita` in cui e` sprofondato il banco, fino a ottenere l`apertura di un`inchiesta. ma non puo` portare a termine il suo compito di testimone, perche` viene barbaramente ucciso a coltellate su un treno diretto a palermo. al centro di tutto, lo scandalo del banco di sicilia e gli ultimi governi di francesco crispi, il grande manovratore. la storia del primo delitto di mafia nella sicilia di ieri, diventa lo specchio inquietante di tutte le connessioni tra mafia e politica che continuano a inquinare la vita italiana di oggi.

a rocca di sasso il tempo sembra non passare mai. i suoi abitanti vivono all`ombra del macigno bianco tra piccoli e grandi andirivieni, un mondo che nella penna di vassalli diventa un frammento di vita universale: dal maestro prandini, socialista, volontario in guerra, mutilato, legionario a fiume e poi gerarca fascista, ad anselmo, autista di corriera e meccanico, dal cuore grande e con l`intelligenza del fare pratico. intorno a loro vive una comunita` che cambia e si trasforma, dalla prima guerra mondiale fino ai giorni nostri. una storia corale sullo sfondo di un`europa novecentesca in cui i tempi antichi non passano mai del tutto, e l`oggi non riesce mai a essere davvero presente. solo il macigno bianco rimane indomito, tra pettegolezzi, amori, lutti e aspre scene di guerra. vassalli annoda le esistenze umane e gli avvenimenti della storia con sapienza e ironia.

"l`aforisma - secondo la merini - e` il sogno di una vendetta sottile. l`aforisma e` genio e vendetta e anche una sottile resa alla realta` biblica. chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente ne` davanti a dio ne` davanti a se stesso ne` davanti al suo puro demonio." nel libro e` raccolto il meglio di un genere che in questi ultimi anni alda merini ha esercitato con entusiasmo e autentica maestria. arricchiscono il volume i disegni di alberto casiraghi, l`amico pittore-editore che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con le sue miniedizioni pulcinoelefante questa nuova verticalissima ispirazione. una silloge insieme magica e crudele, appassionata e tagliente, ispirata e assoluta di microtesti e in versi, destinati a tenerci compagnia nel tempo.

l`adolescenza, la poverta`, firenze, l`amore, la guerra, la guarigione. raccolta dolceamara e autobiografica, "diario sentimentale" tocca i temi e le atmosfere piu` cari a pratolini, che lo definiva "un libro ancora assolutamente privato", quasi un sognante "congedo della giovinezza". sono racconti di bambini e adolescenti "sbocciati sugli orti e sulla strada" di periferie campestri o quartieri diroccati. come valerio, in "via de` magazzini", orfano di madre in una firenze popolare e falcidiata dalla guerra e dalle malattie. come i monelli di "una giornata memorabile", che vivono tra scazzottate di strada, piccoli furti, baci sull`argine dell`arno. ugualmente spavaldi, anche se non piu` fanciulli, sono il narratore delle cronache dal sanatorio e il protagonista di "il mio cuore a ponte milvio": la loro sfida, tenace e sfrontata, stavolta e` contro la morte - la malattia, la guerra - che minaccia di portarsi via gli anni piu` belli. tutti loro, giovani e meno giovani, ladruncoli o soldati, hanno in comune il cuore: quell`impeto generoso e popolano che li guida attraverso i rovesci della vita, incrollabile e saldo come solo il sogno di un ragazzo puo` essere.

"in nessun libro recente il dolore e l`angoscia, il dato umano che e` all`origine della creazione, sono apparsi cosi` evidenti... "conversazioni in sicilia" ha un valore assoluto di allegoria, unica allegoria possibile del sentimento, discorso in cui gli uomini e le cose portano segni a noi familiari e tuttavia sono sempre molto remoti, oltre i limiti della cronaca." (giaime pintor)

"questo libro non e` un`opera di fantasia. e un colloquio dell`autore con suo fratello morto. l`autore, scrivendo, cercava consolazione." inizia cosi` l`opera piu` intima di pratolini, dedicata al difficile rapporto con il fratello perduto. orfani di madre, i due bambini vengono presto separati: vasco resta nell`umile casa paterna, dante cresce nella dimora del barone dove, ribattezzato ferruccio, vive come "in un acquario - senza sbucciature ai ginocchi, senza segreti ne` scoperte". ancorati a mondi troppo distanti, divisi da rancori sempre piu` indicibili i fratelli restano due estranei. finche`, alla morte del barone, ferruccio deve lasciare il mondo dorato che lo aveva risucchiato per capriccio e l`argine che ha tenuto separati lui e vasco crolla. con esiti imprevedibili e drammatici. piccolo classico che tratteggia con sofferta onesta` la complessita` degli affetti famigliari, il romanzo e` al tempo stesso un canto all`innocenza spezzata, straordinaria prova d`autore di un maestro del novecento. prefazione di clara sereni.

via del corno e` troppe cose per essere solo una strada: in quei cinquanta metri privi di marciapiedi e di interesse, esclusi dal traffico e dalla curiosita`, ci si puo` imbattere nel meglio e nel peggio del mondo, in cuori e cervelli malati di ossessioni e desideri, ma soprattutto nell`autenticita` di un gruppo di persone che usa dire "noi". via del corno "e` tutta udito", e anche quando le finestre sono chiuse, le vicende, le rivalita`, gli amori di uomini e donne si intersecano, si mischiano, trapassano da muro a muro. finche`, inevitabilmente, si confondono con il secolo e i suoi eventi: il duce, il regime, la violenza politica, la repressione. pratolini diceva che via del corno - e lui la conosceva bene, per averci abitato da ragazzo - era la sua aci trezza, la sua epica popolare. il romanzo che le dedico` nacque mentre l`autore lavorava con rossellini alla sceneggiatura di paisa`: aveva il cinema neorealista "addosso" e lo trasferi` su pagina, facendo della firenze degli anni venti l`icona indimenticabile di un mondo dolente ma vivo, dove la speranza era ancora accesa. prefazione di walter siti.

sono storie frizzanti e acide, quelle raccolte in questa antologia. storie di feroce desiderio, di sogni mal governati, di ambizioni frustrate ma eternamente rinascenti. troppo "dark" per essere semplici commedie di costume, troppo intense per non toccare corde profonde in ogni lettore, portano sulla scena un variegato manipolo di personaggi, i piu` diversi fra loro. le loro vite si agitano tra gli elitari paesaggi suburbani dei dintorni di new york, modellati sull`area residenziale di sneden landing, sull`hudson, dove la brennan stessa abito` diversi anni insieme al marito. che si tratti di raffinati e ipocriti critici letterari del jet set newyorchese, di iper-affettate signore dell`alta borghesia americana, o di affrante e pettegole donne di servizio, i protagonisti dipinti dalla brennan hanno in comune l`ostinazione sublime, fatale o ridicola con cui inseguono il proprio desiderio e la sua soddisfazione. a dispetto del mondo. postfazione di john updike.

emanuele e` un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l`"odore dell`allegria". emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta giu` per strade sterrate. ma tutto cio` che resta di lui e` un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di lodz. per ritrovare le sue tracce, amara, l`inseparabile amica d`infanzia, attraversa l`europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. amara visita sgomenta cio` che resta del girone infernale di auschwitz-birkenau, percorre le strade di vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell`abisso in cui e` precipitato il novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.

la lenta agonia di un uomo a cui viene diagnosticato un cancro mortale. e un figlio che, pur standogli accanto, ha perso la capacita` di piangere. niente sentimentalismi, solo un lucido e freddo distacco, scopre in se` il protagonista con impotente strazio nel racconto che apre questa raccolta. al centro del secondo c`e` uno strazio analogo, provato durante le visite domenicali ai genitori, quando l`aria e` satura d`un amore informe e ingombrante, che si incanala in una malinconica e quasi insostenibile tenerezza. scritti nel 1954, questi due racconti avrebbero dovuto essere il nucleo di un romanzo, dalla storia apertamente autobiografica, che non vide mai la luce. quando, nel 1989, a broyard viene diagnosticato lo stesso cancro del padre e` come se quella storia si compisse: risoluto a farsi trovar vivo dalla morte, in un piccolo saggio, che costituisce una sorta di capitolo conclusivo, l`autore medita sul proprio male con serenita`, comicita`, euforia.

dopo "la storia del giogo d`oro", bur presenta il nuovo titolo di questa scrittrice, una raccolta di racconti tradotta per la prima volta non solo in italiano ma in una lingua occidentale. nel racconto che da` il titolo al volume e dal quale il regista ang lee ha tratto il suo ultimo film, "lust, caution", il lettore viene trasportato nella shanghai degli anni quaranta, un luogo al contempo reale e simbolico, nel quale amore e spionaggio si mescolano in un`alchimia seducente.