







"teoria e struttura sociale" e` l`opera fondamentale di merton e tra le maggiori della sociologia contemporanea. essa testimonia pienamente della vastita`, profondita` e varieta` di interessi del grande sociologo americano. vi e` racchiuso il nucleo di una prospettiva che, con le cosiddette "teorie di medio raggio", ha segnato l`abbandono dei sistemi concettuali onnicomprensivi in favore di una sociologia piu` critica e pluralista, maggiormente attenta alle contraddizioni e alle incongruenze della realta` empirica. questo primo volume si struttura attorno a un problema sociologico cruciale: quello dell`integrazione fra teoria e ricerca.

il seicento appare a maravall un`epoca di marcati contrasti (fra individualismo e tradizione, autorita` inquisitoria e liberta`, mistica e sensualismo, teologia e superstizione, guerra e commercio, geometria e capriccio) che si riflettono in un sistema culturale fondamentalmente omogeneo che interessa diversi paesi europei. il barocco e` l`espressione di una societa` in crisi, percorsa da tensioni sociali. e` una cultura urbana, fondata sul dirigismo, con caratteri di massa, e conservatrice. l`autore ricostruisce il modello di pensiero e di percezione che impronta la produzione artistica e letteraria barocca, e analizza sottilmente i meccanismi di azione psicologica sulla societa` rintracciabili nell`arte e in particolare nel teatro.

la "storia del teatro" di brockett e` il piu` aggiornato profilo dell`attivita` teatrale dall`antichita` preclassica ai giorni nostri, e si e` imposta come lo strumento di lavoro fondamentale per gli studiosi e gli operatori del teatro in europa e negli stati uniti. seguendo i piu` recenti risultati raggiunti dalla storiografia, unisce al rigore e alla precisione dell`informazione una straordinaria chiarezza e semplicita` di linguaggio, e ripercorre la storia del fenomeno teatrale attraverso le epoche e nei differenti paesi dell`occidente e dell`oriente, considerando i suoi vari aspetti: dal testo alla recitazione, dalla vita degli autori e delle compagnie alla disposizione dello spazio e della scenografia, dall`organizzazione economica allo sviluppo della trattatistica, dalle regolamentazioni pubbliche all`uso dei trucchi scenici e degli effetti speciali. questa nuova edizione italiana segue le vicende del teatro dai drammi sacri dell`antico egitto fino ai nostri giorni, ed e` stata appositamente curata per rispondere alle particolari esigenze degli studiosi e degli operatori teatrali del nostro paese.


"gli incontri che si fanno tra le pagine dei libri sono altrettanto importanti di quelli della vita. spesso, anzi, sono piu` importanti". lo testimonia uno scrittore come sebastiano vassalli che qui raccoglie testi introduttivi scritti in quasi mezzo secolo, dodici incontri di vita e letteratura: un campionario esemplare per capire che ci sono buoni e cattivi (o falsi) maestri. al centro sta sempre il valore della parola: dalle lettere con cui l`apostolo paolo costruisce la chiesa a quelle di un altro uomo religioso che fa ancora discutere, don milani, stanno libri entrati nella storia. ecco una certa cultura occidentale negli antieroi bouvard e pe`cuchet di flaubert, l`america di malcolm x, le lettere dal carcere di "un grande italiano", gramsci, la sicilia di dolci e sciascia, la guerra al femminile di renata vigano, la lingua virtuosa di celine, le prose scapigliate di faldella e ragazzoni, estremisti come il precursore della neoavanguardia garrone e soprattutto come ii poeta "fuori posto" campana. maestri o no? per l`autore della chimera "i veri maestri sono rari". ma si trovano nel libri.



per sen l`idea di uguaglianza deve confrontarsi con la sostanziale eterogeneita` degli esseri umani, dovuta a caratteristiche personali e a circostanze esterne, e con la molteplicita` di variabili in relazione alle quali l`eguaglianza puo` essere valutata. per sen il cuore del problema e` nella domanda "eguaglianza di che cosa?". nel fornire una risposta egli si concentra sulla capacita` degli individui di svolgere efficacemente le loro funzioni e sulla liberta` che essi hanno di perseguire i loro piani di vita.


l`autrice riporta al centro dell`attenzione l`evento politico della rivoluzione, il mutamento nei modi di concepire i valori e l`azione politica che ad un tempo ha generato ed e` stato generato dalla rivoluzione, e ne sono il legato permanente, nel bene e nel male, dal momento che democrazia e terrore, giacobinismo e stato di polizia sono da allora realta` ricorrenti della vita politica. l`assunto fondamentale della politica rivoluzionaria, vale a dire che la politica puo` cambiare la societa`, che la comunita` degli uomini pio` essere rifondata, prese corpo allora e porto` con se` pratiche politiche nuove, come la propaganda di massa, la mobilitazione delle classi inferiori, la politicizzazione della vita quotidiana.

in questo studio l`autrice fissa la sua attenzione sulle tre grandi rivoluzioni che fra xv e xvii secolo hanno dato forma all`eta` moderna: il rinascimento, la riforma protestante e la rivoluzione scientifica. ognuna di queste si dimostra influenzata nel profondo dall`invenzione della tipografia, nel senso che la diffusione dei libri resa possibile dalla scoperta di gutenberg sta nel cuore stesso di queste tre rivoluzioni: la riscoperta e la diffusione degli autori antichi, base del rinascimento, presuppone l`esistenza della tipografia; senza l`effetto moltiplicatore della stampa, che dissemino` 300.000 copie delle opere di lutero e infinite edizioni tradotte della bibbia, la rottura della cristianita` operata dalla riforma sarebbe stata impensabile.

secondo boudon occorre accantonare le spiegazioni globali del mutamento sociale, con le loro pretese generalizzanti e i loro paradigmi causalistici. ispirandosi all`individualismo metodologico di weber e simmel, l`autore avanza un suo modello esplicativo applicabile e verificabile in contesti circoscritti. misurarsi col disordine significa dunque aderire alla realta` e rinunciare a paricolose "leggi" astratte. il mutamento ad esempio, puo` avvenire anche in assenza di conflitti, mentre la conflittualita` puo` essere una funzione della stabilita` sociale. vengono cosi` scardinati alcuni luoghi comuni del pensiero sociologico, e sfidate in campo aperto le ricorrenti aspirazioni metafisiche a una conoscenza universale e necessaria.

