

l`europa unita e` un sogno antico che risale a carlo magno e al sacro romano impero, che si e` faticosamente avvicinato solo nel novecento, aggirando diversita` e fratture, diventando un`europa al singolare. l`autore traccia la storia di una zona geografica intessuta di relazioni pacifiche e conflittuali, unita da interessi e da ideali. una storia che si sviluppa a partire dalla fondazione della cee fino al trattato di maastricht; sotto il segno della sfida tra l`euro e il dollaro; alla ricerca di un ruolo sulla scena mondiale nel nome dei diritti umani. un`unita` della varieta` che in epoca di globalizzazione e multiculturalismo, ne fa un crocevia sensibile delle problematiche mondiali.

le vicende della banca nazionale del lavoro sono strettamente intrecciate alla storia d`italia del novecento. valerio castronovo ripercorre il complesso itinerario della banca nazionale del lavoro dal decollo industriale in eta` liberale all`interventismo autartico durante il regime mussoliniano, dal "miracolo economico" alle esperienze riformiste negli anni della prima repubblica, dal processo d`integrazione nella comunita` europea alla svolta delle liberalizzazioni e del mercato globale.

tutt`altro che univoci sono i retaggi che il novecento ci ha lasciato. non si e` trattato di un "secolo breve" compresso fra la rivoluzione d`ottobre e la caduta del muro di berlino, e la storia non e` "finita" con il crollo del nazifascismo e del comunismo. valerio castronovo, consapevole che, fra processi d`integrazione economica e telematica e accresciuti poteri delle istituzioni sovranazionali, il nostro destino sara` sempre piu` legato a quello degli altri, compie un`analisi a tutto campo dell`eredita` del novecento.

quando si costitui` in stato unitario l`italia era in bilico fra arretratezza e sviluppo. con l`inizio del nuovo secolo il decollo industriale produsse mutamenti di ordine strutturale quali mai prima di allora si erano verificati. castronovo ripercorre la storia economica del nostro paese attraversando le due guerre, il ventennio fascista, il "miracolo economico" e la piu` recente, difficile via di modernizzazione verso l`europa.

affermatasi a partire dal secondo dopoguerra fra le principali potenze industriali, l`italia rappresenta un caso a se` stante nel quadro delle economie occidentali. tanto differenti, rispetto a quelle di altri paesi europei, sono state, oltre alle matrici del capitalismo italiano, le risorse materiali, le condizioni strutturali e le caratteristiche sociali della nostra esperienza economica. ed evidenti sono tuttora alcune sue rilevanti asimmetrie. sullo sfondo delle vicende della finanza e del mercato internazionale, castronovo ricostruisce il complesso itinerario dell`economia italiana, intrecciandolo sia agli eventi politici e agli orientamenti culturali sia alle trasformazioni di natura sociale. vengono cosi` rievocate, insieme all`opera dei principali attori della vita economica e delle diverse componenti del mondo del lavoro, le fasi piu` significative di un processo di sviluppo e di modernizzazione che non fu ne` univoco ne` lineare, ma molto difforme dal punto di vista del territorio ed estremamente accidentato. dopo aver compiuto rilevanti progressi economici, anche grazie al dinamismo di una miriade di piccole e medie imprese, senza colmare tuttavia il divario fra il centro-nord e il mezzogiorno, l`italia e` oggi di fronte al problema del risanamento di un ingente debito pubblico nell`ambito dell`unione monetaria europea, e a quello della crescente competitivita` di grandi paesi emergenti. nell`epoca della globalizzazione, il nostro paese si trova dunque a percorrere un tornante cruciale per il suo futuro. questa edizione ripensa radicalmente gli eventi degli ultimi decenni aggiornando la trattazione alle sfide del 2020.

la creazione di una moneta unica e` stata salutata come un importante passo verso la formazione di un sistema europeo piu` robusto e capace di assicurare maggiore prosperita`. non e` andata cosi. l`ingresso nella ue di vari paesi ex comunisti, pur indispensabile per neutralizzare i rischi d`instabilita` in un`area nevralgica, non ha costituito il preludio di un`europa politicamente unita e coesa. inoltre, un indirizzo economico di rigida austerita`, prevalso a bruxelles sotto l`egida della germania e perdurante anche dopo l`esplosione nel 2008 della grande crisi, ha accentuato le differenze di ordine strutturale esistenti fra i paesi dell`eurozona e potrebbe ora determinare una prolungata stagnazione, malgrado gli sforzi della bce per scongiurarla. di fatto non s`e` ancora affermata nell`ambito della ue una strategia efficace e omogenea sia di fronte all`emergenza immigrazione che in materia di politica estera e di sicurezza, nonostante l`irruzione del terrorismo ad opera dei gruppi fondamentalisti islamici. stiamo cosi` assistendo a una crescente disaffezione verso la causa europeista, al ripristino delle frontiere interne, alla reviviscenza di forti istanze identitarie e nazionaliste, all`avanzata di un`estrema destra populista e xenofoba, al ritorno di profonde cesure politiche e culturali fra i paesi dell`est e quelli dell`ovest.


