
"stro`legh" usci` nel 1975 in questa collana, con un`introduzione di franco fortini. era il terzo libro di loi, ma fu quello che lo proietto` immediatamente, nonostante il suo dialetto milanese spurio, inventivo e non semplice, nella ristretta cerchia dei poeti italiani piu` importanti. tre anni dopo usci` "teater", sempre nella

romanzo in versi, "l`angel" (1994), e al tempo stesso poema che, partendo dalla viva esperienza dell`autore, ci porta nei rivoli della storia attraverso un fitto succedersi di vicende. come scrisse cesare segre nel risvolto della prima edizione,

franco loi, superato il traguardo degli ottant`anni, rivive il profondo legame con la sua citta`, milano, e con un`italia in crisi, con la consapevolezza del disagio dell`uomo contemporaneo ma anche con una indistruttibile speranza nel futuro: "ah italia scunda, che nissun po` ve`d, / italia che laura e se despera, / italia sensa gloria e sensa me`d, / te`ra d`un diu scundu sensa paura, / mi te cunussi e cerchi el giuss del cre`d / che te`gn inse`ma i gent denter la scura. (ah italia nascosta, che nessuno puo` vedere, / italia che lavora e si dispera, / italia senza gloria e senza possedimenti, / terra d`un dio nascosto senza paura, / io ti conosco e cerco il succo del credere / che tiene insieme le genti dentro l`oscurita`)".

franco loi sceglie e presenta il meglio della sua produzione, realizzata in oltre trent`anni di attivita`. definito da pier vincenzo mengaldo "la personalita` poetica piu` potente degli ultimi anni", loi e` tra i piu` noti poeti dialettali italiani. un poeta che non si limita a usare dialetti diversi, latinismi, toscanismi e persino lingue straniere: la sua e` una lingua poetica spuria, molto personale, contaminata (per esempio il milanese diventa un idioma di contatto tra locali e immigrati). questo perche` il dialetto e` per lui la lingua di un mondo della concretezza, al tempo stesso voce epica portatrice di una coralita` spesso emarginata e voce sola dei versi d`amore o meditativi.
