
1939. l`italia si prepara a vivere l`ultimo natale di pace, ma un omicidio squassa il ventre della citta`. quanta solitudine che c`e`. in europa la guerra e` cominciata, eppure da noi qualcuno si illude ancora che sia possibile tenerla fuori della porta. e poi sta arrivando la piu` bella delle feste, quella dove si mangia, si beve, ci si abbraccia, quella in cui ci si scambiano doni con le persone care; non bisogna avere pensieri tristi. la solitudine, pero`, la solitudine vera, e` difficile da scacciare. puoi essere solo perfino se stai in mezzo alla gente, se hai una famiglia, degli amici. soprattutto puoi essere solo se decidono che sei diverso, magari perche` non sai parlare, o perche` ami persone del tuo stesso sesso. o perche`, dicono, sei di un`altra razza. anche erminia cascetta era diversa, a modo suo. aveva troppa voglia di vivere, percio` l`hanno uccisa. in questo tempo che accelera verso l`abisso, spetta al commissario ricciardi e al brigadiere maione scoprire chi e` stato. la chiave di tutto, pero`, e` sempre la solitudine. che, a volte nemmeno lo sappiamo, ci siede accanto.

il natale e` appena trascorso e la citta` si prepara al capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varieta`, il grande attore michelangelo gelmi spara con la pistola contro la moglie, fedora marra. nulla di strano, succede tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n`e` uno vero. gelmi giura di non aver mai avuto intenzione di uccidere fedora, ma in pochi gli credono. il caso sembrerebbe gia` risolto, eppure ricciardi non e` convinto. cosi`, mentre il fedele maione aiuta il dottor modo in una questione privata, il commissario - la cui vita sentimentale pare giunta a una svolta decisiva - si dedica con pazienza a ricostruire la vicenda. un mistero reso ancora piu` oscuro da una strana nebbia calata all`improvviso e che riservera` un ultimo, drammatico colpo di coda.