


le fantasticherie nascono dagli appunti sparsi che rousseau stilava nel corso di lunghe passeggiate solitarie, meditando sulla natura, sulla societa`, sul rapporto tra se` e gli altri. il filosofo francese rievoca cosi` il proprio passato, descrivendone sensazioni e sentimenti con accenti vivissimi. il risultato di queste riflessioni sono alcune tra le piu` belle pagine della letteratura moderna, animate da una freschezza sempre nuova. il testo e` qui accompagnato dagli apparati critici realizzati da henri roddier per la celebre edizione dei classiques garnier. oltre ad alcuni capitoli che ricostruiscono la genesi ideale e materiale dell`opera, il curatore offre preziosi documenti: dalla ricostruzione della topografia di parigi all`epoca delle "passeggiate" alle testimonianze dei contemporanei dell`autore, all`indagine sulla parte avuta da rousseau nell`evoluzione di alcuni concetti letterari fondamentali.

e il primo testo letterario, non di finzione, in cui l`autore esiliato dal mondo, e` davvero convinto di rivolgersi soltanto a se stesso. e anche un documento della patologia psichica di un uomo che cerca compensazione e sollievo nella libera attivita` del sognare, contemplare, divagare della mente e quindi nel registrare nella scrittura, l`ebbrezza di questo abbandono. un romanzo di "ecologia della mente", testimonianza poetica e psichica di un`operazione alchemica: una trasformazione della sofferenza in musica, del disagio del vivere in estasi, dove immanenza e trascendenza, vita e sogno, coincidono.


e il primo testo letterario, non di finzione, in cui l`autore esiliato dal mondo, e` davvero convinto di rivolgersi soltanto a se stesso. e anche un documento della patologia psichica di un uomo che cerca compensazione e sollievo nella libera attivita` del sognare, contemplare, divagare della mente e quindi nel registrare nella scrittura, l`ebbrezza di questo abbandono. un romanzo di "ecologia della mente", testimonianza poetica e psichica di un`operazione alchemica: una trasformazione della sofferenza in musica, del disagio del vivere in estasi, dove immanenza e trascendenza, vita e sogno, coincidono.

l`"emilio", insieme al "contratto sociale" l`opera piu` famosa e piu` diffusa di jean-jacques rousseau, fu pubblicato nel 1762. trascorsi oltre due secoli, nulla di rousseau e` andato perduto. i temi fondamentali della sua ricerca sono ancora attualissimi; anzi, hanno conosciuto una vitalita` straordinaria anche nei nostri anni, quando si e` avvertita universalmente la necessita` e l`urgenza di difendere la naturalita` dell`uomo dalle sovrastrutture che minacciano di soffocarla.


