






l`adolescenza, la poverta`, firenze, l`amore, la guerra, la guarigione. raccolta dolceamara e autobiografica, "diario sentimentale" tocca i temi e le atmosfere piu` cari a pratolini, che lo definiva "un libro ancora assolutamente privato", quasi un sognante "congedo della giovinezza". sono racconti di bambini e adolescenti "sbocciati sugli orti e sulla strada" di periferie campestri o quartieri diroccati. come valerio, in "via de` magazzini", orfano di madre in una firenze popolare e falcidiata dalla guerra e dalle malattie. come i monelli di "una giornata memorabile", che vivono tra scazzottate di strada, piccoli furti, baci sull`argine dell`arno. ugualmente spavaldi, anche se non piu` fanciulli, sono il narratore delle cronache dal sanatorio e il protagonista di "il mio cuore a ponte milvio": la loro sfida, tenace e sfrontata, stavolta e` contro la morte - la malattia, la guerra - che minaccia di portarsi via gli anni piu` belli. tutti loro, giovani e meno giovani, ladruncoli o soldati, hanno in comune il cuore: quell`impeto generoso e popolano che li guida attraverso i rovesci della vita, incrollabile e saldo come solo il sogno di un ragazzo puo` essere.

"questo libro non e` un`opera di fantasia. e un colloquio dell`autore con suo fratello morto. l`autore, scrivendo, cercava consolazione." inizia cosi` l`opera piu` intima di pratolini, dedicata al difficile rapporto con il fratello perduto. orfani di madre, i due bambini vengono presto separati: vasco resta nell`umile casa paterna, dante cresce nella dimora del barone dove, ribattezzato ferruccio, vive come "in un acquario - senza sbucciature ai ginocchi, senza segreti ne` scoperte". ancorati a mondi troppo distanti, divisi da rancori sempre piu` indicibili i fratelli restano due estranei. finche`, alla morte del barone, ferruccio deve lasciare il mondo dorato che lo aveva risucchiato per capriccio e l`argine che ha tenuto separati lui e vasco crolla. con esiti imprevedibili e drammatici. piccolo classico che tratteggia con sofferta onesta` la complessita` degli affetti famigliari, il romanzo e` al tempo stesso un canto all`innocenza spezzata, straordinaria prova d`autore di un maestro del novecento. prefazione di clara sereni.

via del corno e` troppe cose per essere solo una strada: in quei cinquanta metri privi di marciapiedi e di interesse, esclusi dal traffico e dalla curiosita`, ci si puo` imbattere nel meglio e nel peggio del mondo, in cuori e cervelli malati di ossessioni e desideri, ma soprattutto nell`autenticita` di un gruppo di persone che usa dire "noi". via del corno "e` tutta udito", e anche quando le finestre sono chiuse, le vicende, le rivalita`, gli amori di uomini e donne si intersecano, si mischiano, trapassano da muro a muro. finche`, inevitabilmente, si confondono con il secolo e i suoi eventi: il duce, il regime, la violenza politica, la repressione. pratolini diceva che via del corno - e lui la conosceva bene, per averci abitato da ragazzo - era la sua aci trezza, la sua epica popolare. il romanzo che le dedico` nacque mentre l`autore lavorava con rossellini alla sceneggiatura di paisa`: aveva il cinema neorealista "addosso" e lo trasferi` su pagina, facendo della firenze degli anni venti l`icona indimenticabile di un mondo dolente ma vivo, dove la speranza era ancora accesa. prefazione di walter siti.






