


il libro e` una lunga lettera che piero ottone scrive ai suoi tre piccoli nipoti. una serie di riflessioni dell`autore sul grande gioco che e` la vita: "ora vi scrivo una lettera. non certo per risparmiarvi le ambasce che vi attendono, non certo per farvi evitare gli errori: altro ci vuole. forse per aiutarvi a capire, qualche volta, se ci riesco. ma soprattutto, per rimanere un po` piu` a lungo fra voi. e per farvi sentire, quando leggerete e capirete, che vi sono stato molto vicino".

perche` bisogna darsi del tu anche se non ci si conosce? perche` c`e` chi si ostina ad arrivare perennemente in ritardo? come si puo` ovviare ai disservizi delle ferrovie? gli italiani credono davvero che la loro cucina sia la migliore del mondo? da alcuni anni piero ottone risponde a queste e ad altre domande "quotidiane" sul "venerdi` di repubblica" in una rubrica dal titolo "vizi & virtu`".


nella notte tra il 4 e il 5 agosto scorso, a poca distanza da casablanca, piero ottone e il suo equipaggio, sulla barca ciaika iv, sono naufragati dopo aver sbattuto contro una secca non segnalata sulle carte nautiche. nessun danno fisico, ma la fine amara di una grande passione. per ottone l`episodio era comunque degno di essere raccontato, in quanto stimolo alla riflessione sulla precarieta` dell`esistenza.
