

la vera ragione del suo viaggio in india era terapeutica: curare la tubercolosi che lo minava; ma l`esperienza fu cruciale, e si riverbero` nella scrittura. due anni dopo, confidando nella memoria e nei suoi taccuini, gozzano inizio` a raccontarla sulle pagine della "stampa" di torino. non sono veri racconti: sono pagine di diario con ambizioni narrative, meditazioni in forma di elzeviro, ricordi spesso puramente immaginari, fantasie folgoranti e geniali. la fertile inventiva di gozzano gioca sui due piani della finzione e del reale, cosi` lontani tra loro eppure cosi` felicemente generatori di poesia, attraversati di tanto in tanto dalle "trafitture" della nostalgia, tratto caratteristico della sua sensibilita`.



il volume presenta criticamente l`intera produzione poetica di gozzano. e` introdotto dalla prima raccolta in versi pubblicata dal poeta, la via del rifugio (1907), che gli assicuro` successo di pubblico e di critica. a questa segue i colloqui, del 1911, contenente alcune delle sue composizioni piu` note e dove meglio si definisce la poetica di gozzano. una terza parte riguarda le poesie sparse, raccoglie versi rimasti manoscritti, o apparsi su periodici e giornali, oppure di incerta attribuzione ancora in tempi recenti. l`ultima sezione comprende le epistole entomologiche, poemetto in endecasillabi rimasto incompiuto.


