
in ospedale, al capezzale del padre e accanto alla madre che lo veglia, thea ligas aspetta i suoi fratelli rievocando la propria esistenza. dalla primissima infanzia, trascorsa in sardegna insieme ai nonni paterni alla vita coi genitori nella periferia milanese degli anni cinquanta e sessanta, la protagonista narra le vicende di diverse generazioni alle prese con l`asprezza del vivere. tra i personaggi spicca una milano letterariamente inedita, proletaria e grigia ma animata da elementi di imprevedibile e profondissima umanita`, perche` il narratore abbraccia con indulgenza tutti i suoi personaggi e ne porta alla luce colpe e motivazioni. la giovane thea si affanna a crescere cercando di dare un senso alla sua vita segnata dall`alcolismo del padre e dal disamore della madre. ad alleggerire l`atmosfera familiare cupa e oppressiva contribuisce in parte la presenza dei fratelli, marco e giulio-che-sa-di-biscotto: per loro, nelle notti di vento forte e luci gelide, thea si trasforma in peter fan, sollevando piano la tapparella della cameretta e dicendo "buffe cose alle stelle". ma il destino incrudelisce sulla loro innocenza, mentre lei, ormai lontana da casa, cerchera` di percorrere la propria difficile strada di "bambina sbagliata" sperimentando la bohe`me cittadina, la politica e il teatro, continuamente in bilico tra l`orgogliosa affermazione della propria indipendenza e l`inevitabile bisogno d`amore.