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1000 donne. questo e il numero delle militanti che scelsero la lotta armata negli anni ?70 nelle varie formazioni della sinistra extraparlamentare. una presenza numerosa e molto significativa: quasi il 30% degli effettivi nei 15 anni che vanno dal 1970, anno di nascita delle brigate rosse, al 1985, anno in cui venne arrestata barbara balzerani. quale fu il loro retroterra sociale e la loro formazione culturale? perche scelsero la clandestinita e con quali motivazioni? quale fu il loro ruolo? si distinsero per il loro protagonismo o ebbero un ruolo ancillare? dopo la fine della lotta armata, fu piu difficile il loro percorso di riabilitazione? in questo libro, basato su interviste, testimonianze e autobiografie, ne leggiamo le parole, le riflessioni a posteriori su quegli anni, la rielaborazione del loro vissuto. scopriamo cosi la complessita di un periodo non lontano della storia italiana, spesso liquidato con la suggestiva espressione di ?anni di piombo?.

a partire dall?8 settembre del 1943 e fino al 25 aprile del 1945, migliaia di giovani e meno giovani abbandonarono la loro vita abituale, presero le armi e si gettarono in un?avventura che stravolse la loro esistenza. quali furono i sentimenti e le passioni che li spinsero a fare questa scelta e li sostennero in quei venti mesi?

l?idea che anche in germania sia esistita una resistenza al regime hitleriano ci appare strana. diamo per scontato che il consenso al nazismo sia stato elevatissimo e che, al massimo, ci possano essere stati pochi e isolati atti individuali, come l?attentato a hitler di von stauffenberg. questo libro ci porta a scoprire la complessita dell?opposizione al nazismo all?interno della germania e come la memoria di questa resistenza sia oggi centrale nel discorso politico tedesco.

si puo restare senza fiato di fronte alla maestosita delle dolomiti anche senza doverle per forza scalare. ci si puo emozionare di fronte a un brano musicale senza essere mozart. allo stesso modo, e possibile avvicinarsi al mondo dei quanti anche senza essere dei fisici. questo libro spiega come.

"a chiulo, vedrai, a chiulo non c?e niente. niente in che senso? niente, ha detto. ma fai attenzione perche potresti comunque trovare tutto. tutto cosa? cio che stai cercando. e cosa sto cercando? se ancora non lo sai, be?, lo scoprirai arrivato a chiulo." il nuovo e intenso reportage narrativo dell?autore di nel mare ci sono i coccodrilli.

1945. la guerra e finita e l?hanno pagata tutti gli italiani: le perdite sul campo di battaglia, le lunghe prigionie, i bombardamenti, gli orrori della guerra civile, le stragi e le deportazioni naziste. pure, alcuni italiani quel comune disastro l?hanno subito in maniera diversa perche, oltre a tutto questo, hanno perso anche la terra natia. e stata la catastrofe dell?italianita adriatica. questo libro ne ricostruisce la storia.

maria montessori e una delle personalita italiane piu influenti nel mondo. a piu di 150 anni dalla nascita, questa biografia propone una lettura nuova del suo pensiero e della sua azione educativa. recupera il suo impegno pacifista mettendolo in relazione tanto al suo attivismo pedagogico quanto al piu ampio dibattito internazionale sulla pace. l?approccio progressista di maria montessori, infatti, avrebbe permesso la formazione di adulti realizzati, autonomi e naturalmente avversi a ogni genere di conflitto. i bambini educati con il suo metodo sarebbero cresciuti senza le costrizioni disciplinari proprie di altri metodi pedagogici contemporanei. a questo fine, montessori propose numerosi interventi umanitari e legislativi per promuovere i diritti dei bambini e per avviare una rivoluzione pacifica a livello globale, in quello che lei stessa immaginava come un effetto domino necessario e, al contempo, inevitabile. una biografia che, attingendo a un?ampia gamma di materiali transnazionali e multimediali per gran parte inediti, consente di ricollocare la riflessione sul pacifismo di maria montessori dai margini al centro della sua filosofia.

i protagonisti di questo libro sono personaggi noti e meno noti della storia antica. tutti emergono vincenti da contesti competitivi o escono indenni da situazioni di disagio. tutti mostrano come l?intelligenza, nelle sue diverse declinazioni - e tra queste, soprattutto l?astuzia -, sia la chiave per imporsi, o anche solo per sopravvivere, in ogni occasione. il cavallo di troia, le terre di didone, il ratto delle sabine, il tappeto di cleopatra... la storia antica e costellata di fatti e vicende in cui la vittoria in politica e sul campo di battaglia si ottiene usando l?arma piu efficace e affidabile: l?intelligenza. stratagemmi, imbrogli, trucchi e raggiri che ci raccontano anche il carattere e il mondo dei nostri antenati.

nel 1899 il sindaco di gerusalemme, yusuf diya al-khalidi, rimase molto colpito dalla richiesta del movimento sionista di creare in palestina un focolare nazionale ebraico. si decise a scrivere una lettera proprio al fondatore del sionismo, theodor herzl, e lo avverti dei pericoli che si sarebbero presentati. concluse la sua nota dicendo: "in nome di dio, lasciate in pace la palestina". e cosi che rashid khalidi, pronipote di al-khalidi, inizia questa ampia storia, il primo resoconto generale del conflitto raccontato da una prospettiva esplicitamente palestinese. attingendo a una grande quantita di materiali d?archivio e ai resoconti di generazioni di membri della sua famiglia - sindaci, giudici, studiosi, diplomatici e giornalisti - khalidi ribalta le interpretazioni accettate del conflitto, che tendono, nella migliore delle ipotesi, a descrivere un tragico scontro tra due popoli che rivendicano lo stesso territorio. questo libro ripercorre invece cento anni di guerra coloniale contro i palestinesi, condotta prima dal movimento sionista e poi da israele, ma sostenuta da gran bretagna e stati uniti, le grandi potenze dell?epoca. originale, autorevole e importante, "palestina" non e una cronaca vittimistica, ne tralascia gli errori dei leader palestinesi. piuttosto, analizzando in dettaglio le forze che si sono schierate contro i palestinesi, offre una nuova visione illuminante di un conflitto che continua ancora oggi.

i santuari hanno cominciato a diffondersi a partire dal iv secolo grazie al successo in occidente del culto dei santi. grande, infatti, era l?afflusso di pellegrini desiderosi di ottenere guarigioni, di venerare reliquie e immagini sacre legate soprattutto alle apparizioni della madonna e dell?arcangelo michele. questo rappresentava un paradosso per la religione cristiana, dal momento che il suo fondatore aveva rifiutato l?idea che esistessero dei luoghi privilegiati per rivolgersi a dio. ma le iniziative dei vescovi e la pressione dei fedeli smussarono presto questo riserbo. i piu rinomati santuari furono quelli di gerusalemme - a cominciare dal santo sepolcro -, san michele arcangelo sul gargano e in normandia, san martino di tours e rocamadour in francia, santiago di compostela in spagna e, negli ultimi secoli del medioevo, san francesco ad assisi e della madonna di loreto in italia. insieme ad altri piu modesti e meno noti, formarono una rete densa di luoghi sacri che popolo l?europa con forme nuove di sacralita. andre vauchez, uno dei piu autorevoli maestri della storia medievale, ne ricostruisce la storia della formazione e la loro crescita all?interno del mondo cristiano occidentale fra il iv e il xvi secolo, accompagnandoci alla scoperta del loro significato.

francis drake fu capace di sfidare da solo l?impero spagnolo in america, tra il 1577 e il 1579. durante le navigazioni, drake e i suoi uomini fecero eccezionali scoperte geografiche tra antartide e terra del fuoco. risalirono tutta la costa americana del pacifico fino alla california e tornarono a casa attraversando gli oceani, primi inglesi nella storia a farlo. grazie alle carte scoperte da david salomoni negli archivi di lisbona, per la prima volta un libro puo raccontare questa storia affascinante e sorprendente. le imprese di francis drake, il grande corsaro inglese al servizio della regina elisabetta i, hanno qualcosa di veramente epico e la sua vita era considerata una leggenda. in mezzo a tempeste violente e battaglie imponderabili affrontate nei suoi lunghi viaggi, pose le basi della supremazia inglese sui mari.

"il libro di trocino tende la mano a chi sta per essere immerso irreparabilmente nel fiume lete. non solo ricorda cio che e esistito, lo fa riemergere dalle acque, gli restituisce un nome e un cognome, ma riconosce il diritto alla storia anche a chi e morto li dove regna la marginalizzazione. leggendo queste pagine si scopre una cosa ovvia, eppure rimossa: anche chi e recluso ha qualcuno fuori che lo ricorda, qualcuno che gli voleva bene, qualcuno a cui e stato strappato un pezzo di mondo e che ora non e piu lo stesso." (luigi manconi e marica fantauzzi)

dopo la resa dell?italia, l?8 settembre 1943, la lotta armata degli antifascisti e l?ultimo capitolo di una lunga resistenza al fascismo durata piu di venticinque anni. l?eroica battaglia dei partigiani in questo ultimo tragico epilogo del conflitto mondiale, diventato anche guerra civile, ha in parte oscurato la ricostruzione dell?intera storia dell?antifascismo, eroica quanto i diciotto mesi resistenziali. gli antifascisti non sono stati passivi testimoni delle liberta e dei diritti calpestati dal fascismo, ma protagonisti politici attivi che, a seconda dei propri ideali e delle proprie ideologie, elaborarono per tutto il ventennio un patrimonio di pensiero e di riflessioni sul quale poggiano le basi della nuova italia democratica. una lettura dell?antifascismo nei termini di ?resistenza lunga? che innova la storiografia tradizionale.

sono quasi quindici anni che la libia vive una guerra civile permanente e senza fine. un ?grande gioco? a cui tutte le grandi potenze - dalla russia alla turchia, dagli usa ai paesi del golfo - partecipano per mettere le mani sull?immenso tesoro nascosto sotto la sabbia. e l?italia in che modo ne e coinvolta? quanto rischia nella sua ex ?quarta sponda??

il susseguirsi delle stagioni, l?importanza dell?acqua e dei suoi movimenti; la paura e l?incanto che scaturiscono dal contatto senza mediazioni con la natura; l?indicibile bellezza dei luoghi e dei suoi abitanti; i lenti viaggi lungo i fiumi a bordo di un battello, la magia degli spiriti della selva, la conoscenza delle piante medicinali, la vita quotidiana nel villaggio. ma anche la violenza, le miniere illegali, il disboscamento, le speculazioni, il bracconaggio, la lotta dei nativi per preservare le terre in cui vivono. emanuela evangelista racconta l?amazzonia da un punto di vista unico: quello di un?italiana, diventata parte integrante della comunita? dei popoli della foresta.

scrivere una tesi di laurea e una prova sempre piu insidiosa, ma a chi affidarsi per affrontarla? la rete pullula di rimedi fai da te, l?ia millanta doti inarrivabili, ma tra promesse e risultati c?e spesso un abisso. questo libro giunge in soccorso a chiunque si trovi a cimentarsi con tesi, tesine, saggi, articoli e altri testi simili offrendo indicazioni chiare e puntuali sul metodo di lavoro, la ricerca delle fonti, la struttura e l?organizzazione del testo. e ancora: lessico e stile, errori piu comuni, punteggiatura e tanto altro. il tutto corredato da centinaia di esempi reali. uno strumento prezioso per scrivere e argomentare in maniera impeccabile.

le migrazioni sono un fatto, che piaccia o no. e la presenza di un numero significativo di immigrati comporta un cambiamento radicale delle societa che li accolgono. la pluralita - culturale, identitaria, religiosa - va conosciuta, indagata e affrontata. di piu: il conflitto non va temuto. va riconosciuto, accettato, governato. al di la dello schierarsi pro o contro, del sostenere l?una o l?altra posizione politica sul tema dell?accoglienza o della cittadinanza, quali sono le implicazioni delle migrazioni e della mobilita umana? qual e l?orizzonte verso il quale stiamo andando, quali gli scenari che si aprono, le difficolta che dovremo affrontare, le soluzioni a disposizione? quel che e certo e che non possiamo permetterci di sottovalutare le conseguenze della pluralita culturale e religiosa che caratterizza aree sempre piu vaste del mondo. in questo libro, le analisi e le riflessioni di uno degli studiosi piu accreditati sui temi delle migrazioni e del multiculturalismo.

dall?ucraina alla palestina, oggi non c?e guerra in cui non si parli di scudi umani. chi usa i civili per proteggere obiettivi militari compie un crimine di guerra, ma accusare il nemico di nascondersi dietro gli indifesi e diventato il pretesto per esercitare una violenza disumana. nella prima storia degli scudi umani mai scritta, gordon e perugini raccontano nascita ed evoluzione di una figura controversa, ormai onnipresente.

paladino della fede dei popoli contro la ragione delle elite, nemico della prosperita e cultore della poverta, devoto delle periferie religiose e ostile all?occidente secolare, gesuita da capo a piedi: il papato di jorge mario bergoglio e senza dubbio un papato ?politico?. ma quali sono le radici del pensiero di papa francesco?

nella storia dell?umanita esistono date che rappresentano un evento, un momento in cui sentiamo la curvatura del tempo, la separazione tra un prima e un dopo. ma cos?e un evento storico? cosa lo rende tale? questo libro si propone di rispondere indagando trenta date e, ripercorrendole, patrick boucheron ne fa risuonare l?eco nella nostra memoria e restituisce alla storia la sua forza motrice e la sua arte di sorprenderci, sempre. la storia e fatta di date, di eventi che segnano il tempo come pietre miliari e lo scandiscono. e ogni data, sia essa famosa o inaspettata, diventa la porta d?accesso a una storia che accoglie immaginazione, ricordi, emozioni.

il discorso perfetto? quello che riesce a convincere. e cosi oggi. era cosi ai tempi di omero. dobbiamo al mondo classico - da aristotele a cicerone, a quintiliano - le piu efficaci indicazioni su come persuadere chi ci ascolta. in questo libro scopriremo quanto queste indicazioni - oltre che efficaci - siano ancora straordinariamente attuali.

la sicilia e la sua storia sono condizionate da un lungo elenco di stereotipi. quello della sicilia-isola, ovvero la terra chiusa dal mare e quasi ?sequestrata? alla civilta europea, capace soltanto di conservare nei secoli il nocciolo duro di un?antropologia caratterizzata dal codice d?onore. o quello della sicilia-nazione, rivendicata dai separatisti di ieri e di oggi. per arrivare a quello piu forte della sicilia terra di mafia, suo tratto fondativo, che spiegherebbe il primato mondiale della criminalita organizzata, dalla presunta setta segreta dei beati paoli a oggi. questa storia della sicilia e invece un invito a riscoprire i suoi molti e altri volti, spesso dimenticati o trascurati: quello della sicilia-mondo, luogo aperto di civilta e di scambi culturali e mercantili; quello della sicilia urbana, terra antica e moderna di citta popolose e socialmente complesse, dalle poleis greche alle ?metropoli imperfette? del presente; quello della sicilia ricca di sapere scientifico coltivato nelle accademie e nelle universita; quello della sicilia culla di bellezza, scrigno di ineguagliabile patrimonio di beni artistici, monumentali e paesaggistici. un libro, dunque, che si propone di riscoprire le profonde radici multiculturali dell?isola e le continue trasformazioni economiche, sociali e ambientali che ne hanno plasmato un?identita ?plurale?.

la giustizia riparativa - che ha l?ambizione di risanare la frattura tra chi ha commesso e chi ha subito un torto - non e l?utopia di qualche filosofo del diritto: e ormai a tutti gli effetti una legge italiana. per questo e importante capire che cosa e e come funziona. non si tratta di sostituire il processo penale tradizionale. e invece uno strumento parallelo e pienamente operativo che chiama in causa non solo vittima e autore del reato, ma anche il giudice, i mediatori, in qualche caso pezzi di collettivita che possano essere stati coinvolti: un quartiere, un paese, un?associazione. alla ?vendetta pubblica? della punizione tradizionale si offre un?altra strada, un percorso di pacificazione, perche la societa intera possa tentare di superare le fratture che ogni atto criminoso comporta.

negli annali tacito racconta che l?imperatore tiberio fu costretto dalle circostanze, contro il suo volere, a diventare un tiranno per porre fine definitivamente a discordie e guerre civili. secoli dopo, all?inizio dell?eta moderna, sembro ripetersi una storia simile quando in tutta europa le repubbliche cedettero il passo al principato. cosi, la ricostruzione di tacito, da poco riscoperto, divenne il modello sul quale i filosofi moderni imbastirono la loro riflessione intorno al tema della tirannide. savonarola e machiavelli, guicciardini e bodin, shakespeare e spinoza ne mostrarono pero i limiti. i due poli di questo confronto ideale furono tacito e spinoza poiche proposero due concezioni opposte del potere e, di conseguenza, due posizioni antitetiche nei confronti del governo di uno solo: se per tacito era una necessita ineluttabile, per spinoza era un male da evitare a tutti i costi. e significativo, pero, che unanime fu l?interpretazione della tirannide: un potere opaco, ?velato?, dai contorni e dalle finalita occulte. un potere che oggi sembra tornare a stendere la propria ombra sulla nostra societa.

saggio e generoso, sovrano capace di riunire alla sua tavola rotonda i cavalieri piu valorosi; guerriero (quasi) invincibile con la sua spada excalibur; uccisore di mostri; una vita dedicata alla ricerca del santo graal. tutti quanti conosciamo a grandi linee la leggenda di re artu e le sue avventure, ma cosa succede se la prendiamo sul serio e proviamo a raccontarla come la biografia di un uomo realmente esistito? cosa ci racconta del medioevo questo grande mito? a partire dal xii secolo le imprese del glorioso re dei britanni hanno continuamente ispirato le letterature di tutta europa, facendo diventare artu, nell?immaginario collettivo, il sovrano medievale per eccellenza. dal concepimento in cornovaglia, favorito dalla magia di merlino, fino alla sua scomparsa sull?isola di avalon, lo seguiremo nelle stanze del suo palazzo reale e sui campi di battaglia per meglio comprenderne la statura epica e tragica e cercare cosi di accostarci al vero mistero che lo avvolge: quello, cioe, dell?immutato fascino della sua leggenda, che ancora oggi non cessa di essere fonte di ispirazione per scrittori e registi. una fortuna costante, che ha effettivamente consacrato artu ?re in eterno?.

il principe, il condottiero, il cardinale, il cortigiano, il filosofo e il mago, il mercante e il banchiere, l?artista, la donna, i viaggiatori e gli indigeni: una grande sintesi del rinascimento, attraverso le sue figure piu significative. come scrive eugenio garin, curatore di questa grande opera: "il risveglio culturale, che caratterizza fino dalle origini il rinascimento, e innanzitutto una rinnovata affermazione dell?uomo, dei valori umani, nei vari campi: dalle arti alla vita civile".

giudicare: un compito necessario e impossibile. necessario perche una societa non puo lasciare senza conseguenze comportamenti incompatibili con la sua ordinata sopravvivenza. impossibile perche non possiamo mai avere la certezza di riuscire a conseguire la verita. da questa contraddizione nasce l?esigenza di stabilire un itinerario conoscitivo, il ?processo?, ritenuto il metodo meno imperfetto per pronunciare una decisione giusta, che siamo disposti ad accettare pro veritate. una preziosa e aggiornata riflessione sul processo penale che ne analizza l?irrinunciabile funzione sociale, le scelte epistemologiche qualificanti, gli snodi fondamentali, le distorsioni della sua rappresentazione mediatica.

un quadro chiaro ed esauriente delle principali correnti della linguistica moderna e dei problemi fondamentali che ne hanno segnato lo sviluppo in un libro diventato un classico. senza seguire un?esposizione rigidamente cronologica, ma ordinando la materia in modo da far meglio risaltare le tendenze di fondo, l?autore mette in luce i momenti di svolta della storia linguistica, insistendo soprattutto sulle intuizioni teoriche e sui principi metodologici che hanno promosso o guidato l?indagine sul linguaggio tra l?ottocento e la prima meta del novecento. accuratamente dosato nell?esposizione tecnica e nell?analisi concettuale, il libro fornisce un indispensabile mezzo di orientamento non solo ai linguisti ma a chiunque si interessi di problemi del linguaggio.

la polvere del mantello di san martino, il dentino da latte di gesu bambino, migliaia e migliaia di frammenti della vera croce recuperata da sant?elena: se scorriamo l?elenco delle innumerevoli reliquie conservate nei nostri santuari e nelle nostre chiese, non possiamo trattenere lo stupore e l?ironia per una ?tipica? testimonianza della superstizione e dell?oscurantismo medievale. ma se quello delle reliquie puo apparire un mondo esclusivamente connesso con l?aspetto devozionale, con la fede e con l?esaltazione del sacro, esplorare le storie a loro legate ci conduce in un inedito mondo fatto di viaggi avventurosi, raggiri, contese teologiche, battaglie campali e rapporti di potere secolari. basta ricordare l?importanza che hanno per venezia e bari le reliquie di san marco e san nicola, rispettivamente trafugate da alessandria d?egitto e da myra. sono storie che vedono protagonisti non solo santi e uomini di chiesa, ma anche sovrani, condottieri, donne straordinarie, nobili e personaggi minori come pirati, ladri, abili millantatori e tanta povera gente in buona fede. inseguendo queste storie il lettore sara trasportato dal palazzo imperiale di costantinopoli a cio che resta del calvario presso gerusalemme, dal cuore dell?arabia alla brumosa britannia, dalle abbazie ai palazzi reali, dalle piccole pievi rurali fino alle cattedrali delle piu grandi citta d?europa.

si e soliti ripetere la celebre affermazione di raymond queneau che "i popoli felici non hanno storia". questo sentire comune non solo e storicamente falso ma e il vero risultato del genio elvetico, capace di convincere il mondo di essere un popolo senza storia, giustificando cosi la propria esistenza come eccezionale, al di sopra delle parti e al di fuori del tempo. in realta, la svizzera ha, forse piu di molti stati, un?appassionante storia europea fatta di violenti conflitti che si manifestano nell?attuale eterogeneita del paese. proprio queste lacerazioni hanno portato nei secoli all?invenzione di una tradizione e di un?identita comuni, di cui la neutralita permanente e progressivamente divenuta il collante. cosi un popolo aggressivo e brutale, ?armatissimo? (come scrive machiavelli) e bravo come nessun altro in europa a fare la guerra, muta pelle e si immagina come una placida isola di pace. posta di fronte a decisioni capitali per la sua stessa esistenza, la svizzera conosce un conflitto per il controllo del passato che diventa il campo di battaglia privilegiato e la posta in gioco essenziale per ipotecare le scelte future. la svizzera attuale non pare infatti piu in grado di uscire dall?immaginario eterno che lei stessa ha creato.

le tante dimensioni della storia e la memoria ingannatrice, la crisi del luminoso mondo medievale e l?ingresso in una modernita senza limiti, gli intrecci tra oriente e occidente, il legame con firenze e tante altre citta del mondo, i maestri e i compagni di strada, la politica tra nuove e vecchie identita, la tensione tra fede e ricerca della verita: muovendosi ai confini della storia, franco cardini rimette in questione molte convinzioni diffuse sul passato e sul presente.

le rivolte popolari del trecento, sostiene alessandro barbero, rivelano nei protagonisti consapevolezza dei loro interessi e chiarezza di obiettivi. furono semi gettati nel futuro. antonio carioti, "la lettura - corriere della sera" "all?arme! all?arme! i priori fanno carne!" grida un artigiano per incitare alla rivolta. e il 20 luglio del 1378, siamo a firenze in piena rivolta dei ciompi, una delle tante che infiammano l?europa nel corso del trecento. rivolte popolari che arrivano completamente inaspettate. durano pochissimo, talvolta solo qualche settimana, poi vengono represse. ma in quel poco tempo succedono cose tali da rimanere per sempre incise nella memoria collettiva. utilizzando le cronache del tempo, alessandro barbero ci fa rivivere la concitazione, l?entusiasmo, la violenza di quelle giornate in cui una massa di persone decise che il futuro cosi come lo vedeva non gli piaceva e provo a cambiarlo.

?irredentismo? e una delle parole chiave delle moderne religioni della patria. numerosi sono stati i movimenti di liberazione nel mondo che sono stati definiti in questo modo. il termine pero e nato in italia, in riferimento alle terre dominate dagli asburgo, fra cui quelle adriatiche, che sono state al centro di uno dei piu duraturi e cruenti terreni di scontro. lungo la frontiera orientale infatti gli irredentismi si sono succeduti nel corso di un secolo convulso: prima quello italiano fino alla grande guerra, poi quello sloveno e quello croato durante il fascismo, poi ancora quello italiano dopo la seconda guerra mondiale, per cercar di salvare trieste e l?istria. gli irredentismi adriatici erano fieramente antagonisti, ma hanno condiviso spesso linguaggi e comportamenti. questo libro ne segue per la prima volta l?intero, accidentato percorso, dove si intrecciano - nel richiamo a miti fondativi risorgimentali - sacrifici e soprusi, aneliti di liberta e politiche di potenza, storia e mito, in una regione collocata al centro di quella faglia di crisi che attraverso l?europa orientale scende dal baltico fino all?adriatico, all?egeo e al mar nero: una faglia i cui sussulti ancora ci allarmano.

negli ultimi anni la questione della disuguaglianza e tornata con forza al centro del dibattito internazionale. branko milanovic ne ha mostrato le conseguenze sulle societa occidentali nel pieno della globalizzazione, rivoluzionando gli studi economici al riguardo. in questo libro, milanovic riporta al centro la categoria di conflitto sociale analizzando come i sei piu influenti economisti della storia - quesnay, smith, ricardo, marx, pareto e kuznets - hanno ragionato sulla disuguaglianza del loro tempo.

un poliziesco storico-politico ambientato nell?america degli anni venti, nella parigi di "giustizia e liberta" e nell?italia del fascismo trionfante. al mercato di arthur avenue, north bronx, new york, ha un banco per la vendita di banane un cittadino usa originario della sardegna, michele schirru, alto, spavaldo, capelli castano-chiari, lisci, ravviati all?indietro, la faccia lunga e irregolare, gli occhi celesti, la bocca che inclina al sorriso. suoi nemici, i connazionali convertiti al fascismo. nel 1930 - persuaso che il fascismo e mussolini e che uccidendo il dittatore si abbatte la tirannia - schirru parte per l?italia. ma una spia fascista a new york ne informa l?ovra. il suo capo, arturo bocchini, risponde al progetto di tirannicidio scatenando una gigantesca caccia all?uomo con vari colpi di scena e ampia mobilitazione di agenti segreti, spie, burocrazia consolare, poliziotti stranieri filo-fascisti, prostitute, apparati statali e ingenti quantita di denaro. la sorte dell?anarchico italo-americano e segnata. arrestato quando forse aveva gia rinunciato all?impresa, e condannato a morte dal tribunale speciale e la sua fine, il 29 maggio 1931, e una mostruosita umana e giuridica che fa comprendere quale fu l?essenza del fascismo.

trattare con i terroristi significa rafforzarli. aprire negoziati per la liberazione degli ostaggi o per sfuggire agli attentati, vuol dire mostrarsi deboli e induce a credere che il terrorismo funziona. la linea della fermezza e` stata scelta in italia nel caso moro e da israele nella risposta a gaza, e in numerosi altri casi nella storia. siamo sicuri che sia la scelta giusta?

in molti scritti sulla resistenza sono indicati come autori di attacchi ai tedeschi o vittime dei loro rastrellamenti `i partigiani`, senza altra specificazione. ma in gran parte dei casi si tratto` di partigiani comunisti, la cui connotazione politica in seguito e` rimasta spesso sotto traccia. nel dopoguerra fu il loro stesso partito a inglobarli nella sua visione della guerra di liberazione come `guerra di popolo` combattuta da un ampio fronte antifascista quasi indifferenziato. e questo e` accaduto ancora di piu` dopo il crollo dell`urss, quando la forte impronta comunista sulla lotta armata antitedesca apparve una macchia capace di cancellarne i meriti. questo non e` un libro di semplice rivendicazione di quei meriti. ne illustra alcuni, tra cui soprattutto la creazione dal nulla del nucleo essenziale dell`?esercito partigiano`, le brigate garibaldi, opera di pochi militanti, capaci pero` di attrarre tanti volontari disposti a battersi contro i nazifascisti. accanto alle loro imprese ne vanno pero` considerati anche i limiti, riconducibili agli obiettivi politici del loro gruppo dirigente, deciso ad attribuirgli, nonostante il loro carattere guerrigliero, compiti di un vero esercito regolare capace di presidiare vaste `zone libere`. ma dopo le dure prove dell`ultimo inverno di guerra, le formazioni comuniste diedero il principale contributo alla liberazione delle citta` del nord prima dell`arrivo degli alleati, importante obiettivo simbolico condiviso da tutte le forze della resistenza. un libro ne` encomiastico, ne` denigratorio, dove predominano i chiaroscuri, quanto mai presenti nella storia della transizione italiana verso la democrazia.

nel 1848 la rivoluzione comincio` a palermo e si diffuse subito in tutta europa. folle enormi si radunarono in nome della democrazia e dell`indipendenza nazionale in un flusso inarrestabile che cancello`, in pochi mesi, l`ordine politico che reggeva il continente dalla sconfitta di napoleone. alcuni governanti si arresero subito, altri combatterono aspramente, ma ovunque si fecero strada nuovi politici, nuove convinzioni e nuove speranze, portando a cambiamenti significativi e duraturi che continuano a plasmare il nostro mondo: il ruolo delle donne nella societa`, la fine della schiavitu`, il diritto al lavoro, l`indipendenza nazionale e l`emancipazione degli ebrei. christopher clark, il grande storico autore del bestseller mondiale "i sonnambuli", descrive il 1848 come la "camera di collisione al centro del xix secolo". frutto di una ricerca meticolosa, elegantemente scritto e ricco di descrizioni di figure carismatiche, questo libro offre una nuova interpretazione del 1848. clark, infatti, evoca questo incredibile fermento di idee nuove, ma anche la serie sempre piu` spietata ed efficace di contrattacchi lanciati dagli antichi regimi. nonostante la sconfitta, gli esuli diffusero le idee del 1848 in tutto il mondo e dalle macerie emerse un`europa nuova e molto diversa.

siamo a firenze nel 1921, le squadracce fasciste imperversano in citta` e si organizzano i gruppi di autodifesa socialisti e comunisti. gli scontri sono all`ordine del giorno e il giovane fascista giovanni berta viene prima malmenato e poi gettato da un ponte nell`arno. immediatamente i fascisti trasformarono questo fatto in un martirio, enfatizzando la brutalita` e la ferocia delle masse operaie. a queste dovevano porre un argine l`indomita fede e il senso di sacrificio dei sostenitori del fascismo. cosi` giovanni berta fu ricordato in tutta l`italia fascista e nelle colonie attraverso l`intestazione di strade, monumenti e perfino del nuovo stadio di calcio di firenze. articoli di giornali e riviste, libri, disegni, dipinti ed elementi di cultura materiale, come le migliaia di tombini che riportavano il suo nome a roma e a firenze, hanno contribuito a fissare la sua storia nella memoria popolare. inoltre, la sua inumazione sotto la basilica di santa croce a firenze insieme a 36 camerati fiorentini, nella cripta dedicata ai caduti fiorentini per la rivoluzione fascista, intensifico` la sacralita` della sua storia e contribui` al tentativo del regime di creare legittimita` e stabilire una religione politica. questo libro rappresenta il primo studio approfondito su un evento chiave della storia e della mitologia fascista ed esamina il processo molto limitato e altamente selettivo di elaborazione del passato fascista e della sua eredita` culturale in italia.

che cosa sappiamo di sparta? citta` guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte. societa` dove il singolo non conta di fronte alla comunita`. sparta e` la polis severa che senza pieta` elimina i bambini imperfetti e sottopone i superstiti a un addestramento durissimo. soprattutto, sparta e` l`antitesi di atene: se questa e` la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della liberta`, sparta e` la roccaforte dell`oligarchia, citta` senza cultura, austera ed essenziale. ma e` davvero cosi`? questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo. scopriremo che la vulgata sulla soppressione dei bambini e` probabilmente un falso; che l`educazione spartana non era poi cosi` diversa dall`educazione impartita ai ragazzi nelle altre citta` di grecia; che vivere a sparta non significava votarsi solo alla guerra e all`addestramento militare; che in citta` si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; che le donne avevano piu` liberta` e piu` diritti rispetto alle altre donne greche. insomma, scopriremo perche` la citta` "amabile" e "divina" - per citare omero - ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.

"meretrix augusta", ovvero prostituta imperiale. con questo non invidiabile epiteto, il poeta satirico giovenale tramando` nei secoli l`immagine di messalina, moglie dell`imperatore claudio e figura di grande rilievo nella roma del i secolo. che cosa si nasconde dietro la leggenda nera che ha infamato il ricordo di questa giovane aristocratica? non solo giovenale, infatti, ma molti storici romani - tacito, svetonio, cassio dione sono i piu` conosciuti - la descrivono impietosamente come una ninfomane dedita all`appropriazione indebita di tutto, uomini e cose. quello che suscita sconcerto particolare e` una sua supposta bigamia, un legame con il patrizio romano caio silio. che cosa spinge la moglie dell`imperatore, madre di suo figlio britannico, a comportarsi in questo modo? questo libro intende fornire una chiave di lettura riguardo a cosa, in realta`, si nasconde dietro questa narrazione su messalina. era davvero una adultera e una donna inadatta a coprire il suo ruolo regale o e` stata artefice del proprio destino, rendendosi protagonista di una vera e propria congiura politica volta a spodestare il marito?