a dieci anni dalla morte, testori torna in una raccolta di interventi, compresa un`intervista inedita raccolta in margine alla prima rappresentazione della sua opera "in exitu" alla stazione centrale di milano: vita, droga, fede sono alcuni dei temi chiamati in causa dall`autore, che propone una sua "umanita` totale" e anche una sua totale antiretorica e contraddittoria "cristicita`" che pero` arriva ad essere "dono di tenerezza" per chi soffre. il libro presenta anche le testimonianze di franco branciaroli e lalla romano e otto disegni inediti di giovanni testori.
il titolo del libro riprende una frase che descrive la complessa personalita` dei fulbe del mali: "i fulbe sono un miscuglio sorprendente: fiume bianco al paese delle acque nere, fiume nero al paese delle acque bianche; gente enigmatica che dei vortici di vento lunatico hanno trasportato da levante e sparso dappertutto da est a ovest". e questi fulbe che vengono da oriente hanno portato in mali un partimonio vasto e profondo di tradizioni e di miti. in kaydara, racconto iniziatico fulbe trascritto e tradotto in francese dal fulfulde`, lingua tradizionale dei fulbe, da amadou hampa`te` bo ritroviamo le tracce di` questa ricca tradizione simbolica e archetipica, nike morganti, che ha curato l`edizione italiana del libro di a. h. ba, completa qui con un commento ampio e approfondito le tematiche complesse di questo racconto, spiegando i molteplici riferimenti impliciti, le simbologie nascoste e mette in luce le profonde connessioni che la visione sacra maliana ha con la tradizione spirituale europea.
come si diventa uno scrittore? come si ottiene un riconoscimento duraturo? talento e opere di qualita` non bastano: occorre un "autore di autori", un editore vero. come il leggendario je`ro`me lindon, cui si devono le fortune e il prestigio delle editions de minuit (basti pensare alla scoperta di beckett). della misteriosa reazione chimica che si produce fra uno scrittore e il suo editore, jean echenoz ci offre il resoconto appassionante ed esatto - un racconto che si deposita nella memoria come un`incantevole partitura musicale.
chesterton apre questa raccolta di scritti con una doppia ironia: che nel giallo la tecnica e` tutto e che lui stesso ha scritto alcuni dei peggiori gialli del mondo. chesterton spiega come si scrive un giallo, come si lavora nella officina del mistero e della sorpresa. in realta` chesterton spiega anche come si debba leggere un giallo, come scoprirne la qualita`, come cedere al suo incanto razionale senza cadere nel vizio della serialita`.
nel libro mayda ripercorre le vicende della deportazione, sottolinea il ruolo della repubblica sociale italiana, che fu di complicita` attiva ma anche di iniziativa autonoma, sfatando la leggenda secondo cui furono i nazisti gli unici artefici della soluzione finale nel nostro paese mentre la rsi l`avrebbe subi`ta passivamente a causa della propria impotenza politico-militare. wehrmacht e ss da una parte e lo stato-fantoccio di salo` con i gerarchi dall`altra concordarono comuni progetti di deportazione degli ebrei e degli oppositori politici.
il jazz non e` solo musica, e` pure un insieme di concezioni, teorie, racconti, film, documentari, fotografie. tutto cio` ha contribuito a dare forma a un immaginario tanto bianco quanto nero, poiche` se la musica e` una creazione afro-americana, il discorso sul jazz rischia di separarla dai corpi che la producono, e dal loro colore. il jazz deve dunque essere considerato un "fatto sociale totale", un insieme di fenomeni nei quali sono implicati pratiche, discorsi e rappresentazioni. adottando un approccio non musicologico ma ad ampio spettro, questo libro e` insieme una nuova storia sociale del jazz, un tributo alla cultura afro-americana (la quale, privata di riconoscimento e di linguaggio, ha appunto "inventato" il jazz) e un tentativo di ritrarre il jazz attraverso quattro forme di rappresentazione di tale musica. il discorso primitivista vede il jazz come musica inferiore e selvaggia, contrapponendo al mondo istintivo dei suoni il mondo civilizzato dei testi. espressione dell`epoca metropolitana e meccanizzata, il discorso modernista collega il jazz all`industria culturale, alla standardizzazione e al consumo. il discorso politico intreccia il jazz alle rivendicazioni dei movimenti per i diritti civili sorti negli anni sessanta. il discorso sperimentalista, infine, riflette l`impatto del jazz sulle avanguardie artistiche.
il libro risponde alla tesi della negazione dell`esistenza dei campi di sterminio descrivendo sobriamente i fatti prima e discutendo puntualmente la tesi "revisionistica" poi. la prima parte e` dunque dedicata a una breve storia della "soluzione finale", seguita dalla descrizione del sistema dei campi di concentramento e di sterminio nazista e di quello di auschwitz in particolare (con foto e cartine). nella seconda parte, dopo aver richiamato rapidamente le fonti e il processo di auschwitz, l`autore analizza la letteratura "revisionistica" soffermandosi in particolare sul "rapporto lauchter" del 1988: una perizia "scientifica" negazionista sulla quale interviene anche giorgio nebbia nella postfazione aggiunta all`edizione italiana.
nel 1995 clara sereni accetto` la carica di vicesindaco a perugia. da questa esperienza, conclusasi con sofferte e motivate dimissioni, sono nate molte di queste "note" che, quantunque concepite per le pagine di un quotidiano, o scritte per convegni e occasioni pubbliche, assumono una precisa fisionomia di taccuino morale e politico. diario pubblico e diario privato, questo "taccuino di un`ultimista" parla di donne che si confrontano con il potere senza intaccare la loro identita`, di banche del tempo che retribuiscono occupazione e competenze, di handicappati che conquistano la dignita` di essere utili, di una comunita` che si muove a partire da microprogetti e alla rete di questi microprogetti affida la ricostruzione di una possibile societa` civile.
negli ultimi anni, almeno dal momento in cui gli stati uniti hanno iniziato ad avanzare l`ipotesi di un attacco contro l`iraq di saddam hussein, e` andato profilandosi una sorta di scontro fra l`europa e gli usa, in cui i partiti di destra e quelli di sinistra di ciascun paese si sono profondamente divisi tra posizioni "europeiste" e attente alla collegialita` delle decisioni in campo internazionale, e posizioni "atlantiste", dove la minaccia del terrorismo che prende origine dall`islam radicale renderebbe necessario un allineamento con la politica di george bush e le sue scelte unilaterali. in questo libro lo storico e politologo inglese timothy garton ash sostiene come queste divisioni siano assolutamente dannose per entrambe le parti coinvolte.
il nome di aurelio rossi e` ricordato per la morte illustre da soldato, nella battaglia di el alamein, nel settembre del 1942, per cui ricevette una medaglia d`oro al valor militare. poco si conosce, invece, della sua vita africana di esploratore e cacciatore, che lui stesso narro` in una serie di scritti rimasti inediti o poco diffusi. brano per brano, rossi racconta con passione e stupore la sua africa, dove visse per oltre dieci anni, e ne emergono ritratti contrastanti e vivissimi di luoghi e di persone: i villaggi dei pigmei, che seguono i ritmi sereni ma anche terribili della natura, le donne con la loro bellezza e spontaneita`, fra cui spicca dolce e amaro il ricordo dell`amore per la giovane `mbaia, le battute di caccia agli elefanti, il contatto con gli animali, oggetto di curiosita` e di attento studio, come il piccolo gorilla che cerco` di portare in europa, l`impressionante durezza guerriera della ricognizione sul tembien nel 1936. un affascinante ritratto del continente africano durante il periodo coloniale italiano, sullo sfondo della guerra d`etiopia.
una notte, in un cantiere navale abbandonato di stoccolma, un vagabondo scopre la vittima di un brutale delitto. le indagini della polizia, condotte dal brillante e promettente commissario della divisione anticrimine john stierna, sono serratissime. purtroppo gli elementi a disposizione per ricostruire i fatti sono molto scarsi. l`assassino non ha lasciato tracce dietro di se` e sfugge immancabilmente alla caccia all`uomo che si e` scatenata. nessun risultato. nessun indizio decisivo. stierna pero` non si da` per vinto: per anni continua a cercare un omicida che sembra svanito nel nulla. le strade della capitale svedese, una stoccolma d`epoca ritratta in maniera molto vivida, si trasformano in un labirinto mentale da cui stierna non riesce piu` a trovare una via d`uscita: l`orribile vicenda del cantiere navale diventa un`ossessione che finira` per divorare la sua vita. venticinque anni dopo, ormai solo e in pensione, stierna non riesce ancora a darsi pace. quando un giornalista lo contatta perche` sta scrivendo un articolo proprio su quel triste caso, la storia che l`ha visto protagonista sta per chiudersi con un finale amaro e gia` scritto. ma il destino ha in serbo la sorpresa piu` insospettata: d`un tratto una finestra si spalanca sul passato, mentre un altro racconto sta per iniziare.
l`integrazione fra umano e digitale ha raggiunto una profondita` e una radicalita` sconvolgenti: mai prima d`ora la tecnologia era arrivata a toccare cosi` da vicino la sfera privata, perfino intima, di ognuno di noi. dai primi personal computer fino ai tablet di ultima generazione e all`onnipresenza del web, le nuove macchine digitali offrono un genere di esperienza impensabile in passato, poiche` per la prima volta tutte le forme di comunicazione, trasmissione di informazioni e interazione sociale possono essere gestite attraverso un unico dispositivo e in tempo reale. dal momento che, forse senza esserne pienamente consapevoli, passiamo la maggior parte del nostro tempo "connessi", tom chatfield propone una piccola guida su "come sopravvivere", ma anche come "vivere in profondita`" la vita nell`era digitale, senza esaltarne i vantaggi ne` demonizzandola a priori: dobbiamo imparare a esplorarne la natura, sfruttarne appieno le potenzialita`, evitando pero` i pericoli e gli abusi. tempo, letture, identita`, privacy, economia, pornografia, giochi, piacere: il web tocca e ripropone innumerevoli aspetti della nostra vita. abbiamo plasmato il mondo digitale e il mondo digitale sta plasmando la nostra quotidianita`, ma forse non e` vero che internet e google ci rendono "stupidi", anzi ci pongono una sfida ulteriore, quella di "spingerci sempre piu` avanti nel domandarci che cosa ci rende unicamente umani e che cosa ci lega gli uni agli altri".
Shaver era la band formata da Billy Joe Shaver e suo figlio Eddy. Hanno registrato cinque dischi assieme, tra il 1993 ed il 2000. Poi Eddy è tragicamente deceduto. Questo CD raccoglie il meglio di quelle registrazioni, 17 canzoni di rokin' country elettrico e potente. Eddy era un chitarrista tosto.
partiamo dal nostro denominatore comune: il giardinaggio. ci riporta alla natura, al biologico (quello vero), al ritmo delle stagioni; ci induce alla riflessione quando pasticciamo nella terra cercando di far germogliare i nostri sogni, ma ci spinge anche fuori dal recinto casalingo. ci fa venire voglia di visitare mostre e giardini, di conoscere persone che provano per il verde quello stesso trasporto che sentiamo noi.
dalle ultime scoperte nel campo delle neuroscienze e della fisica quantistica alla funzione dei neurotrasmettitori, senza tralasciare cio` che danneggia il cervello (onde elettromagnetiche, metalli pesanti, pesticidi ecc.), "le sbalorditive capacita` del cervello" costituisce una lettura, semplice, accessibile ma al tempo stesso ricca di dati e informazioni sulla natura del nostro organo principe. scopriamo che le capacita` cerebrali non si riducono necessariamente con l`eta`, come siamo indotti a credere, bensi` che per mantenere in forma il nostro cervello occorre darsi da fare, utilizzandolo in modo corretto e nutrendolo con il carburante di cui ha bisogno: acidi grassi, zuccheri, proteine, vitamine e integratori alimentari. insomma, il cervello e` il nostro passaporto per una vita serena e felice, purche` impariamo a conoscerlo e a prendercene cura.
siamo a teatro: il vincitore di un premio letterario ci mostra le spalle e grida "grazie, grazie!" verso la platea che ha di fronte. le luci si spengono, il sipario si chiude e il protagonista si volge verso di noi. cerca le parole per ringraziare, ma il problema e`: chi, come e perche` ringraziare? l`autore premiato "per l`insieme della sua opera", punta alla sincerita`: diventa puntiglioso, politicamente scorretto e piu` va a fondo nella questione piu` il "grazie" s`ingigantisce e finisce con il toccare temi morali che vanno ben oltre l`occasione. a chi tocca questo ringraziamento? un omaggio di pennac ai suoi lettori, ma a questo bell`inchino simbolico l`autore arriva disegnando una figura nevrotica, contorta, esilarante di uomo confuso. un uomo al bivio.
considerato perduto, questo straordinario ritratto di luchino visconti, steso da giovanni testori, e` inaspettatamente riemerso. era stato elaborato nei primi mesi del 1972, dopo morte a venezia e mentre era in corso la lavorazione di ludwig. di li` a poco una memorabile rottura tra i due con la decisione, dichiarata (ma evidentemente non portata a termine), di distruggere il manoscritto. luchino costituisce un profilo, a piu` strati, di una delle grandi personalita` della cultura del xx secolo, osservata da chi si era trovato in piu` occasioni a collaborare con lui (dalla sceneggiatura di rocco e i suoi fratelli alle messinscene di l`arialda e la monaca di monza). testori fa venire a galla tratti caratteriali, esigenze espressive, modi di vivere e di amare di visconti, nel tentativo di centrarne quella che una volta si sarebbe chiamata la "poetica". nella strabordante letteratura che riguarda il regista milanese questa voce si staglia per rigore di analisi e lucidita` di sintesi. il libro, che doveva uscire verosimilmente da feltrinelli nel 1972, e` accompagnato da un saggio introduttivo, una postfazione e da note di commento, stese da giovanni agosti, che, da un lato, aspirano a chiarire le molteplici allusioni disseminate nel testo e, dall`altro, si pongono come punti di partenza o di verifica per indagini sulle interferenze tra i due autori, visconti e testori, e sui loro mondi, contigui ma distanti, con affondi sulle case, le collezioni d`arte, le amicizie... completano il volume molte immagini inconsuete.
"virtuoso e raffinato acquarellista, con le sue opere marcello schiavo ha colto l`intensita` del colore e la vibrazione della luce, condensando in pochi e veloci tocchi la mutevolezza, la gioia, l`essenza del dato naturale, degli spazi aperti, della natura, del profumo dell`aria che vibra e ci avvolge" (emma zanella). catalogo della mostra pensata e preparata da marcello schiavo prima della sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2020. testi in catalogo di francesca marianna consonni ed emma zanella.
il colonialismo si e` intrecciato con la storia d`italia dall`ottocento alla seconda guerra mondiale e ha proiettato la sua ombra anche nel periodo repubblicano, fino ai giorni nostri. muovendo dal piu` recente dibattito storiografico, il volume ricostruisce per la prima volta in maniera sistematica e sintetica la storia dell`espansionismo italiano in africa in eta` liberale e durante il ventennio fascista e ripercorre le vicende delle sue eredita` e implicazioni nell`italia del secondo novecento e del xxi secolo. si raccontano non solo i progetti politici, le relazioni diplomatiche, le operazioni militari, le violenze dell`occupazione, le leggi razziste, ma anche i movimenti di persone da e per l`africa e il modo con cui la scuola, i libri, i film, la scienza e i monumenti hanno reso possibile l`espansione, contribuendo a costruire immaginari che influenzano ancora oggi le vite di milioni di donne e di uomini.
principe della valacchia, vissuto nella meta del 1400 al confine tra la cristianita e l?impero ottomano, in un tempo di conflitti estremi il conte dracul apparteneva, come suo padre, all?ordine del dragone fondato da sigismodo di lussemburgo re d?ungheria e del sacro romano impero alla testa di una crociata contro gli ottomani valad si rivela difensore della cristianita e principe sanguinario la cui leggenda trascende la realta storica. insieme a mircea cosma, ingegnere rumeno, e l?antropologa valentina ferranti syusy blady ha seguito le tracce della leggenda e della storia. dal monastero sul lago brasov a otranto, da firenze a napoli, e a instabul dove si dice che il capo mozzato di vlad sia stato portato al sultano (ma forse non era il suo e il sultano si accontento di crederci...). tante vicende, tanta avventura, tanto sangue, e soprattutto un corpo che non e mai stato trovato (con o senza testa). quando mattia corvino, re d?ungheria, decise di non continuare la guerra con gli ottomani fece scrivere una "storia del voivoda dracula" che demonizzo il principe sanguinario agli occhi di tutta la cristinanita. e vlad? dato per morto o decapitato piu volte, forse fuggi. lo si suppone all?accademia neoplatonica di marsilo ficino, o addirittura pirata che assalta le navi turche nel mediterraneo, e infine lo si ritiene morto in italia, seppellito nella cripta di acerenza, fatta costruire ed affrescare dalla figlia maria balsa moglie di ferillo duca di acerenza, o dopo la morte di ferillo, nella tomba di famiglia, in santa maria la nova a napoli. ad un personaggio cosi, sostiene syusy, si puo attribuire ogni storia possibile, a fronte del fatto che dracula e tuttora e sempre un personaggio familiare, che sollecita la fantasia di tutti, fra attrazione, incanto e terrore.
cresciuto all?ombra delle acciaierie di port talbot, nel cuore del galles, negli anni tra la grande depressione e la seconda guerra mondiale, anthony hopkins ha respirato fin da piccolo l?aria aspra di una comunita forgiata da fatica e silenzi. intorno a lui, uomini incapaci di mostrare emozioni, buoni solo a nascondersi nell?alcol e nella durezza. a scuola era uno studente mediocre. per i compagni, per gli insegnanti, persino per i genitori. eppure, in un sabato sera del 1948, tutto cambio. quel ragazzo invisibile si ritrovo in platea ad assistere all?amleto. e fu li, tra le battute di shakespeare e le luci del palcoscenico, che nacque la scintilla destinata a ribaltare il suo destino. con una scrittura ipnotica, capace di essere al contempo travolgente e delicata, anthony hopkins ci accompagna in un viaggio intimo nella sua vita, rivelando i retroscena dei suoi ruoli piu iconici. dall?ammissione alla royal academy of dramatic art sotto la guida del leggendario laurence olivier, al primo incontro - da ragazzino - con richard burton, l?attore che sarebbe diventato il suo idolo. lo seguiamo dietro le quinte mentre costruisce l?indimenticabile hannibal lecter, ispirato dall?inquietante dracula di bela lugosi e dalle lezioni taglienti del suo maestro di recitazione. e nel suo re lear riconosciamo gli echi silenziosi del padre e del nonno, uomini temprati dalla stessa impassibilita emotiva. ma hopkins non si sottrae neppure alle ombre del suo passato: racconta senza filtri l?alcolismo che ha rovinato il primo matrimonio e incrinato il rapporto con la figlia; la tentazione di rifugiarsi nella solitudine, eredita di una famiglia chiusa ai sentimenti; e l?inquietudine di chi, col passare degli anni, si interroga sempre piu sul "grande segreto" di cui parlava suo padre.
hampshire, 1932. a trentotto anni violet speedwell sembra ormai destinata a un?esistenza solitaria. la grande guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, laurence, e caduto a passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora sono numerose le "donne in eccedenza" come lei, nubili e con scarse probabilita di convolare a nozze. eppure violet e ancora intenzionata a costruire una vita che sia soltanto sua: dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia e i doveri verso l?anziana madre, si trasferisce a winchester, dove lavora come dattilografa. ansiosa di riempire di senso i suoi giorni, e pero visitando l?imponente cattedrale che violet imprime una vera svolta al suo futuro. su ogni sedile del coro e del presbiterio, infatti, nota cuscini ricamati con maestria, vere e proprie opere d?arte: li realizza un?istituzione rinomata in citta, elitaria e severissima, l?associazione delle ricamatrici locali. sebbene la guerra abbia mostrato a violet che tutto e effimero, l?idea di creare con le sue mani qualcosa che sopravviva al tempo e per lei una sfida e un?irresistibile tentazione. e mentre impara l?arte del ricamo, violet conosce gilda: parlantina svelta e capelli alla maschietta, un segreto ben celato dietro i modi affabili. poi c?e arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro, vicino eppure irraggiungibile. due incontri che risvegliano in lei la consapevolezza che ogni destino puo essere sovvertito. a volte, basta un singolo filo per cambiare l?intera trama di una vita.
derbyshire, dicembre 1924. e un freddo natale ad alconbury hall, la residenza di campagna della nobile famiglia lennox. cosi freddo che nemmeno generose dosi di sherry riescono a riscaldare la mente e il cuore di lady millicent carmichael, mentre detta le sue scandalose memorie alla nuova segretaria. eppure, la giovane assistente improvvisata, che risponde al nome di beatrice bernabo detta miss bee, non potrebbe avere cuore e mente piu caldi, anzi, incandescenti. merito forse della splendida atmosfera di alconbury hall, coi camini accesi e scoppiettanti, le cene eleganti, le singolari e allegre tradizioni britanniche da onorare. merito piu probabilmente del visconte, l?affascinante julian lennox. ne va tralasciata l?eccentrica combriccola di convitati, a cominciare dal tenebroso alexander, cugino di julian con ascendenze russe, bello in maniera insopportabile ma dall?aria cupa e angustiata, un vero principe d?inverno. beatrice pero ancora non riesce a cogliere il sottobosco di tensioni che attraversa quella conturbante atmosfera natalizia. tensioni che presto sfoceranno in eventi di crescente gravita: l?accusa di furto e soltanto l?inizio... riuscira miss bee a venire a capo dell?imprevedibile e pericoloso enigma?